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  • Il Torino non sfonda, Ventura bloccato dal suo Bari

    Il Torino non sfonda, Ventura bloccato dal suo Bari

    Il Torino non va oltre il pari nel match valido per il posticipo della 15° giornata del campionato cadetto. La capolista riceveva all’Olimpico il Bari, ex squadra di mister Ventura, con la convinzione di poter rispondere alla vittoria del Sassuolo nel pomeriggio confermando il vantaggio in classifica ma nonostante una evidente superiorità di palleggio è stata costretta al pari dai pugliesi.

    La partita in alcuni frangenti cattiva e spigolosa ha dimostrato ancora una volta la capacità del Bari di esser più competitiva lontano dal San Nicola grazie alla possibilità di giocar di rimessa asfissiando cosi gli spazi davanti a Lamanna. Il Torino però, questa sera, non ha dato sfogo alla sua forza dirompente in attacco rendendosi pericoloso solo su palle da fermo e calci d’angolo grazie agli spunti dei difensori. I galletti per lunghi tratti incapaci di replicare trovano il vantaggio allo scadere del primo tempo De Paula bravo e fortunato a farsi trovare completamente solo in area di rigore del Torino su un cross di Ceppitelli deviato.

    Giampiero Ventura | ©Getty Images

    Il vantaggio all’intervallo per i galletti non scoraggia il Torino che catechizzato a dovere da Ventura nello spogliatoio entra in campo con la voglia di recuperare l’incontro. Il pari arriva grazie ad una dormita colossale del giovane Polenta che permette ad Antenucci di ricevere palla da Iori e superare facilmente Lamanna. Il gol galvanizza gli amaranto che pressano il Bari alla ricerca della rete del vantaggio, la svolta pare arrivare dall’espulsione di Polenta per doppio giallo ma nonostante un gran possesso palla il Toro non sfonda. Un ingenuo Bianchi poi rovina l’assalto finale facendosi espellere per una manata a Borghese e l’unica vera occasione è sulla testa di De Cesare in pieno recupero ma il difensore sbaglia.

    Il Torino resta comunque al comando della classifica dando la solita impressione di forza anche se questa volta è stata meno lucida del solito, per il Bari un punto d’oro ma anche la consapevolezza che si deve far qualcosa in più se si vuol pensare davvero a qualcosa di importante.

    Torino-Bari 1-1 video hightlights Youtube
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  • Nazionale a Rizziconi con Don Ciotti “per metter fuorigioco le mafie”

    Nazionale a Rizziconi con Don Ciotti “per metter fuorigioco le mafie”

    Per un piccolo comune come quello di Rizziconi ma in generale per tutto il meridione un fine settimana senza serie A è noioso, è un fine settimana senza aver nulla da fare. Ieri però è stata una domenica diversa, la Nazionale a Rizziconi per dar un segnale di speranza ad una terra troppo spesso flagellata dalla prepotenza della criminalità organizzata.

    L’evento nato alcuni fa da una intuizione di Don Luigi Ciotti a Bologna durante un convegno sull’etica e lo sport ha subito trovato il consenso di Cesare Prandelli e poi sposato appieno dalla Federazione cambiando per una volta il calendario degli impegni e prestandosi dunque ad un impegno sociale. La Nazionale a Rizziconi ha riportato entusiasmo in tutto il paese lasciando scontenti chi non ha potuto assistere all’allenamento azzurro per la mancanza di posti.

    Gli azzurri sul campetto di Rizziconi | ©Francesco Falleti/Il Pallonaro

    L’attesa è iniziata sin dalla mattina presto con i giovani della scuola calcio composti in attesa dei loro beniamini sulle nuove tribune per l’occasione colorate con i cappellini rossi, bianchi e verdi. Tante le autorità presenti dal Presidente della Ragione Giuseppe Scoppelliti a quello della Provincia Giuseppe Raffa, il presidente della commissione contro la Ndrangheta Salvatore Magarò, il vescovo della Diocesi Oppido Palmi, mons. Luciano Bux ma la festa è tutta per loro, per gli azzurri, che arrivano alle 12:30 venendo accolti da un boato di gioia ed incredulità.

    La Nazionale a Rizziconi, allora è tutto vero! Da capitan Buffon, fino agli osannati Pirlo e Marchisio al “bad boy” Balotelli gli azzurri, spiazzati all’arrivo si calano poi nell’atmosfera regalando sorrisi e tanta passione. Con gli azzurri ma da ambasciatore per la Calabria, di quella Calabria che è riuscita ad imporsi c’era anche Ringhio Gattuso chiamato in causa proprio da Don Ciotti come più grande esempio dell’impegno e della determinazione per non esser preda semplice delle mafie.

    Pirlo porta palla durante il mini torneo | © Enzo Barresi/Il Pallonaro

    Prima del mini torneo organizzato da Prandelli, vinto per la cronaca dagli arancioni grazie ad un gran gol di Marchisio, proprio le parole di Don Ciotti sono state da stimolo per le coscienze toccando i tanti giovani sugli spalti ma anche gli stessi azzurri. Prandelli ha definito l’evento come “una giornata storica”, Marchisio “ci siamo sentiti piccoli” sono i significativi commenti della truppa azzurra tornati a Roma per preparare la partita contro l’Uruguay per l’anniversario dei 150 anni dell’unità d’Italia.

    A Rizziconi da domani si tornerà alla routine quotidiana ma siamo sicuri che nella testa dei presenti e nella loro memoria resterà per molto tempo le emozioni di una giornata di festa.

    Il video dell’intervento di Don Ciotti (canale youtube Inquietonotizie)
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    Qualche scatto della Nazionale a Rizziconi (altri scatti qui)

  • L’Inghilterra stende la Spagna, Capello ringrazia Lampard

    L’Inghilterra stende la Spagna, Capello ringrazia Lampard

    Nell’amichevole di lusso giocata ieri sera a Wembley, l’Inghilterra di Fabio Capello ha superato i campioni del mondo e d’europa in carica della Spagna. La gara è stata decisa da un gol del capitano Frank Lampard nei primi minuti della ripresa dopo un primo tempo quasi soporifero e che si era chiuso sullo 0-0.

    Frank Lampard | © IAN KINGTON/AFP/Getty Images

    Capello, che a causa dell’impegno con la nazionale di sua maestà non ha potuto partecipare alle nozze del figlio celebrate proprio ieri, si è riscattato sul campo dopo lo “smacco” subìto dalla federazione spagnola, con l’avallo di quella inglese, per la decisione di posticipare l’amichevole, inizialmente prevista per venerdì, al sabato per consentire ai giocatori del Barcellona chiamati in nazionale di godere di un giorno di riposo in più dopo la gara giocata mercoledì in Coppa del Re valida per i sedicesimi di finale contro l’Hospitalet.

    Il primo tempo in pratica è avaro di emozioni con la Spagna di Del Bosque a fare il suo solito gioco di possesso palla ma che non riesce a trovare il pertugio giusto per far male alla retroguardia della nazionale dei Tre Leoni. Le Furie Rosse trovano in Silva l’uomo più vivace ma anche l’esterno offensivo del Manchester City fa fatica a creare palle gol nitide, gli inglesi non impegnano mai il capitano Iker Casillas che festeggiava la sua 126esima presenza con la nazionale spagnola eguagliando il record del collega Andoni Zubizarreta.

    Dopo appena 5′ della ripresa l’Inghilterra passa in vantaggio: calcio di punizione dalla sinistra, colpo di testa di Bent che si stampa sul palo interno, si avventa Lampard che non deve far altro che spingere con la testa in rete la sfera “danzante” sulla linea di porta battendo così Reina che all’intervallo aveva preso il posto di Casillas.
    La Spagna alza i ritmi alla ricerca del pareggio chiudendo gli inglesi nella propria metà campo, ma tutti i tentativi degli attaccanti spagnoli sono vani anche quando David Villa, in splendida coordinazione, coglie il palo alla sinitra di Hart che permette agli inglesi di battere le Furie Rosse dopo 11 anni e di portare a casa, nonostante fosse un’amichevole, una vittoria prestigiosa.

    Il video di INGHILTERRA – SPAGNA

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  • Trapattoni “cat in the sack”. Ad Euro 2012 tre ct italiani

    Trapattoni “cat in the sack”. Ad Euro 2012 tre ct italiani

    Trapattoni “cat in the sack”. E si il mitico Trapattoni è riuscito questa volta a portare l’Irlanda alla fase finale di una competizione catechizzando la maledizione play-off. Per uno scaramantico con lui anche dopo il 4-0 con cui ha sconfitto la povera Estonia in casa propria non è ancora sufficiente per cantar vittoria ma obiettivamente questa volta è davvero fatta.

    Giovanni Trapattoni | ©Getty Images

    L’Irlanda supera l’Estonia confermando il pronostico dei bookmakers rendendo ancor più esilerante la conferenza stampa pre partita in cui il Trap ha deliziato i giornalisti con il suo motto preferito “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” che per l’occasione, vista la platea multilingue si è trasformato in un inglese maccheronico “Not say the cat is in the sac when you no have the cat in the sac”.

    Trapattoni lontano anni luce dalle polemiche del nostro calcio ancor più avvelenato adesso dalle sentenze a Calciopoli è praticamente un idolo a Dublino dove nonostante un inglese tutt’altro che perfetto è riuscito ad ammaliare gli irlandesi con le sue massime oltre per le sue capacità tecniche.

    Forse l’Italia avrebbe bisogno di uomini come lui semplici, schietti e preparati per placare l’onda delle polemiche e viver la partita nel rettangolo verde magari lanciando il sale alla panchina e affidandosi alla scaramanzia. Il nostro calcio tanto vituperato però può vantarsi di un interessante primato riuscendo a portare all’Europeo di Polonia e Ucraina ben tre selezionatori tecnici. Oltre all’azzurro Prandelli guideranno due nazionali ad Euro 2012 Fabio Capello e Giovanni Trapattoni.

    Lo show di Trapattoni in conferenza stampa(video youtube)
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  • Juve Appelt Pires, contro il Savona i primi numeri. Video

    Juve Appelt Pires, contro il Savona i primi numeri. Video

    E’ finita con il risultato di 4 a 0 in favore dei bianconeri, l’amichevole che si è disputata a Vinovo tra Juventus e Savona. Il match contro la squadra ligure è stata giocata dai pochi giocatori rimasti a disposizione di Conte per le varie convocazioni delle nazionali per gli impegni in Europa. Le reti sono state siglate dal Capitano Del Piero, dal difensore Fabio Grosso dal giovane Gabriel Appelt Pires e da Giaccherini, da segnalare oltre al bellissimo gol la prestazione del giovane centrocampista brasiliano Gabriel Appelt Pires 18 anni acquistato la scorsa estate dal Resende, il quale ha brillato nel corso dell’amichevole, tanto da ricevere i complimenti del grande “Puma” Emerson, presente al centro sportivo di Vinovo per una visita di cortesia ai suoi vecchi compagni di squadra ma anche per parlare di lavoro visto che l’ex centrocampista bianconero ha aperto in Brasile una scuola calcio e potrebbe scovare giovani molto interessanti alla squadra bianconera. Ricordiamo che, Gabriel Appelt Pires, da gennaio si allenerà in pianta stabile con la prima squadra e potrebbe assumere il ruolo di vice-Pirlo.

    Antonio Conte | ©Gabriele Maltinti/Getty Images
    Erano presenti a Vinovo oltre 250 tifosi bianconeri che hanno potuto assistere all’amichevole con il Savona è stato questo il primo allenamento aperto al pubblico della stagione, erano presenti diversi Juventus club in particolare si evidenzia una rappresentanza dello Juventus club dalla Russia. Tutti quanti insieme hanno cantato un coro di buon compleanno al capitano Alex Del Piero che due giorni fa ha spento le 37 candeline, momenti di entusiasmo si sono avuti quando l’allenatore Antonio Conte si è portato sotto la gradinata a ringraziare il pubblico, ricevendo un caloroso saluto dei presenti. Una giornata indimenticabile per i tifosi all’insegna del divertimento e dell’entusiasmo. A tener banco è sempre il caso Vidal, i compagni del centrocampista anch’essi “cacciati” dal ritiro della nazionale dal ct Borghi hanno spiegato in conferenza stampa le loro ragioni, non era però presente lo juventino perché già in partenza verso Torino. La società bianconera vuole prima vederci chiaro su cosa sia realmente accaduto prima di multare il giocatore come da regolamento interno esteso anche per i comportamenti nelle rispettive nazionali. I quattro gol della Juve al Savona (video da juventus.com) [jwplayer config=”180s” mediaid=”104405″]

  • Doppio Destro, the wall Bardi. Azzurrini corsari in Turchia

    Doppio Destro, the wall Bardi. Azzurrini corsari in Turchia

    Quarta vittoria in altrettante partite per gli azzurrini di Ciro Ferrara che valgono la quasi certezza di un posto ai play off dei prossimi Europei Under 21. Non voglio sbilanciarmi troppo perché ancora si deve e si può crescere ma l’Italia Under 21 inizia a incutere di nuovo timore nelle avversarie ricordando per qualità e cinismo quelle gloriose di Maldini e Tardelli. Dopo averli battuti in terra turca Ferrara riesce a superare la Turchia anche sul proprio campo dimostrando che più degli uomini in campo conta la mentalità e la coesione del gruppo. Gli azzurrini infatti, privi di Borini, Insigne e Gabbiadini dimostrano comunque di aver un attacco atomico ma di poter esser competitivi anche in difesa.

    Mattia Destro | ©Valerio Pennicino/Getty Images
    La partita. Ciro Ferrara regala subito le prime sorprese spedendo in panchina il portiere titolare Pinsoglio e capitan Santon sostituiti rispettivamente da Bardi e Donati e la scelta risulta azzeccatissima sopratutto per il portierino scuola Livorno ma già di proprietà dell’Inter. L’avvio degli azzurri infatti è come al solito stentato e per tutto il primo tempo vive in balia degli attacchi turchi che sopratutto sulle fasce riescono a far breccia tra le maglie azzurre. Se al 45′ la partita è ancora in parità il grosso del merito lo si deve proprio a Francesco Bardi autore di due autentici miracoli Furkan e Demir (su quest’ultimo un autentico miracolo). Nell’intervallo Ferrara si da sentire e gli azzurrini nella ripresa reagiscono da grande squadra punendo i turchi alla prima occasione. L’Italia passa in vantaggio con una azione di contropiede, capitan Paloschi verticalizza per Destro che brucia sullo scatto i difensori depositando il pallone in rete. Il gol cambia la partita, Destro spreca malamente il raddoppio ma la partita si mette ancora più in discesa quando Sefa reagisce ad un fallo di Crimi guadagnandosi anzitempo gli spogliatoi. Nel finale poi il sigillo finale a certificare il momento magico dell’attaccante del Siena un gol fantastico lanciato sul filo del fuorigioco dal neoentrato Ragusa. Il secondo gol di Mattia Destro su assist di Ragusa (video youtube) [jwplayer config=”30s” mediaid=”104387″]

  • Pius Heinz, la scheda del Campione del Mondo WSOP 2011

    Pius Heinz, la scheda del Campione del Mondo WSOP 2011

    Ancora incredulo Pius Heinz, il neo-Campione del mondo WSOP 2011 ammette di non aver ancora realizzato su quello che gli è successo. Fino a ieri il tedesco era ai più sconosciuto nel mondo del poker, oggi è su tutti i giornali sportivi del mondo. Sconosciuto o meno Heinz ha davvero convinto tutti con il suo poker al tavolo finale,infatti oltre agli elogi ricevuti dagli amici e dal mondo della stampa, arrivano anche quelli dei vip del poker, come  Phil Hellmuth, Daniel Negreanu, Jason Mercier, Chris Moorman, e tanti altri. Complimenti che naturalmente si allargano anche al secondo classificato Martin Staszko  e a tutto il tavolo finale. Pius Heinz è uno dei più giovani giocatori ad aver vinto il titolo di campione del mondo. Heinz nato a Odenfort in Colonia (Germania) il 4 maggio del 1989, ha frequentato i primi due semestri all’università per poi decidere di concentrarsi sul poker e mettersi alla prova alle WSOP di quest’anno. Gioca a poker da più o meno 4 anni per lo più a poker online, infatti prima della vittoria di ieri avevo disputato solamente un’altro torneo live sempre alle WSOP di quest’anno evento 48# classificandosi settimo e vincendo $ 83,268 Con il premio ottenuto del settimo posto Heinz decide di iscriversi al main event dal bui-inn di $ 10,000, sappiamo già come è andata finire. Heinz è il secondo player europeo a vincere il titolo mondiale, il settimo giocatore tedesco a vincere un braccialetto d’oro dele WSOP,l’unico in Germania a vincere quello del main event.

    Pius Heinz Wsop 2011 | © Facebook Fan Page
    Il neo-campione del mondo da ieri è diventato miliardario e alla domanda di che cosa farà con tutti quei soldi il tedesco ammette che non lo sa ma sicuramente sarà aiutare la propria famiglia e fargli dei regali. Per quanto riguarda l’heads-up che lo ha visto trionfare contro il Ceco Staszko risponde: “ in heads-up ero frustrato non vedevo carte buone ma continuavo lo stesso a fare il mio gioco, cercavo più che altro di non perdere i nervi, poi ho avuto fortuna a trovarmi sopra nella mano cruciale “ Pochi giorni prima del torneo il futuro campione del mondo rispondeva cosi ad una domanda: Quando si gioca a certi livelli, c’è tanta pressione soprattutto al tavolo finale televisivo, ogni tua mossa è sotto i riflettori, ti piace tutto questo?

    R.   Si molto,questo è ciò che mi piace di più. Il tavolo finale è davvero duro,ogni giocatore che ci arriva è molto forte e io rispetto ognuno di loro.

    Quando si arriva a giocare contro certi giocatori è molto entusiasmante,ovviamente anche molto più difficile,il gioco mentale è una parte fondamentale in questi tavoli.

    Sicuramente bisogna avere carte buone ma la psicologia fa la gran parte del gioco.”

    Ancora complimenti campione. Guarda il video del final table

  • Juventus, Paratici dal Brasile porta Dedè

    Juventus, Paratici dal Brasile porta Dedè

    La missione di Paratici in Brasile, riguarderà la sfida di oggi tra Vasco da Gama e l’Universitario di Lima, dove nella squadra del Vasco da Gama verranno visionati il centrocampista Romulo 21 anni e il difensore Dedè. Quest’ultimo, ventitreenne, stando alle indiscrezioni avrebbe preso il posto di Rhodolfo nelle preferenze della dirigenza bianconera e anche di Conte per le sue caratteristiche atletico-tattiche. Dedè ha un fisico imponente, alto un metro e 93, pesa 88 chili, è rapido nei movimenti e nelle chiusure, è veloce nei cambi di direzione, nei recuperi, ed oltre ad essere un valido stopper, ha lo stile e le caratteristiche del regista arretrato, colui che inizia la manovra dalle retrovie. Il giocatore al quale affidare la palla in difesa per rilanciare l’azione, dotato di un lancio lungo e calibrato, difficilmente spreca un pallone ed ha un ottimo senso della posizione tanto da esser stato eletto come il miglior difensore del campionato Carioca del 2011.

    Dedè ©Antonio Scorza/Getty Images
    Dedè è legato al suo club da un contratto fino al 30 aprile del 2014 ed ha una clausola di rescissione intorno ai quattro milioni di euro, cifra sostenibile per un giocatore con ampi margini di miglioramento vista la giovane età, e già nel giro della nazionale maggiore essendo stato convocato dal selezionatore Menezes per due amichevoli di agosto e settembre contro Germania e Ghana. Dedè già in passato è stato vicino al Benfica e in estate il Genoa ha pensato di portarlo in Italia, negli ultimi tempi è finito nel mirino del Bayer Leverkusen, con questa missione Paratici potrebbe quindi piazzare a sorpresa il tanto richiesto colpo in difesa anticipando le mosse degli altri club. Tra le mosse di mercato per quanto riguarda il ruolo di difensore centrale richiesto da Conte per avere un’alternativa al duo Barzagli-Bonucci oltre a Dedè, secondo l’esperto di mercaro Gianluca Di Marzio ci sarebbero i difensori dell’Udinese Danilo (27 anni) e Benatia (24 anni) ma che difficilmente lascieranno il club friulano a gennaio a meno di offerte clamorose che al momento appaiono difficili. Altri giocatori sotto osservazione sono Astori (25 anni) del Cagliari ma il giocatore sta recuperando da un brutto infortunio quindi bisognerà capire i tempi di recupero, appare invece poco percorribile la pista che porta al difensore del Torino Ogbonna (23 anni) vista la richiesta di 12 milioni da parte del Torino. La presenza di Paratici in occasione della sfida di Champions tra l’Inter e il Lille sembra essere dovuta per visionare da vicino le prestazioni del centrale Camerunense del Lille, Aurélien Chedjou difensore centrale tra i più interessanti del panorama francese di 26 anni, ma il costo del cartellino che si aggira sui 15 milioni potrebbe frenarne l’acquisto. Ma la missione di Paratici in Sud America continuerà con la visione nei prossimi giorni del trequartista del Botafogo, Elkeson, ventiduenne astro nascente del campionato brasiliano, classico centrocampista offensivo di grandi qualità supportato da una grossa struttura fisica gioca come mezzapunta in un 4-2-2-2 o dietro i due attaccanti. Per quanto riguarda gli esterni di centrocampo sembra che sia tornato di moda il nome di Manuel Vargas 28 anni centrocampista della Fiorentina già ad un passo in estate a vestire la maglia bianconera, il Peruviano sembra aver definitivamente rotto con la dirigenza viola, infatti il giocatore in questa parte di stagione è stato più volte relegato in panchina e a volte non è stato nemmeno convocato, appare quindi probabile una sua cessione a gennaio, e visto il difficile ambientamento di Elia nella squadra bianconera, e di Krasic negli schemi di Conte, Vargas sembra essere l’acquisto giusto anche perché già ambientato al campionato italiano, l’allenatore dunque potrebbe affidarsi da subito al suo ambientamento. La cifra per il suo trasferimento si aggira intorno ai 15 milioni, cifra che la Juventus potrebbe guadagnare e girare al club viola dalla cessione di Krasic, oppure si potrebbe fare un clamoroso scambio di prestiti che riguarderebbe la destinazione di Quagliarella a Firenze e Vargas sulla sponda del Po bianconero. Le ultime indiscrezioni del quotidiano sportivo tedesco, Bild , danno la Juventus molto vicina a Jefferson Farfan 27 anni, attaccante dello Schalke 04, il giocatore peruviano, già accostato in passato alla Juventus, sembra non trovare l’accordo con il club tedesco per il rinnovo del contratto in scadenza a giugno, aprendo così a una sua cessione a gennaio per una cifra vicina ai 3 milioni di euro. Qualche immagine di Dedè. Video Youtube [jwplayer config=”180s” mediaid=”104358″]

  • Boakye mania. Juve, Inter e Manchester sulla stellina del Sassuolo

    Boakye mania. Juve, Inter e Manchester sulla stellina del Sassuolo

    Sicuramente il campionato di serie B lo vincerà una corazzata come il Torino impergnata su giocatori avvezzi alla categoria e sopratutto su un tecnico esperto ma anche bravo a creare il giusto mix. L’ex tecnico del Bari ha infatti dato al fianco di gente di categoria come Coppola, Parisi, Iori, Bianchi e via dicendo a tanti giovani interessanti come la certezza Ogbonna o i giovani scuola Milan Darmian, Verdi e Oduamadi. Il campionato cadetto è però diventato in generale un laboratorio di talentini che finalmente hanno la possibilità di metter in mostra giocando con continuità grazie a tecnici e società che credono ciecamente nelle loro qualità.

    Yiadom Richmond Boakye | © Getty Images
    In questo primo scorcio di stagione sono sicuramente due i giovani esplosi e guarda caso entrambi di proprietà del Genoa del presidente Preziosi che nella scorsa stagione lanciò anche El Shaarawy. Di Antonino Ragusa, attaccante in forza alla Reggina e neo azzurro, abbiamo già avuto modo di parlarne. Questa volta ci occupiamo invece di Yiadom Richmond Boakye campione d’Italia nel Genoa Primavera e adesso bella sorpresa nella positiva stagione del Sassuolo. Boakye, attaccante ghanese di appena 18 anni dopo aver segnato due reti in serie A è entrato nel vortice di mercato dopo un avvio di stagione importantissimo condito da ben sei reti. Mister Pea l’ha paragonato ad Eto’o per eleganza nella corsa, per predisposizione al sacrificio ma sopratutto per la capacità di esser letale in area di rigore e a sentir gli attestati di stima e apprezzamento che gli stanno piovendo addosso c’è da crederci. Il giocatore infatti già in estate accostato alla Juventus è ancora nelle mire della Vecchia Signora ma adesso dovrà guardarsi dagli attacchi del Manchester United i cui emissari sono stati annunciati sugli spalti dello stadio Ricci di Sassuolo e confermati dallo stesso Preziosi e dall’Inter che nel piano di ricostruzione cerca giovani di qualità e prospettiva. La scheda Nome Yidom Richmond Boakye Data di Nascita 28/01/1993 Paese Ghana Altezza 185 cm Peso 80 kg Ruolo Attaccante Squadra Sassuolo Qualche gol di Boyake con la maglia del Sassuolo. (Video Youtube) [jwplayer config=”30s” mediaid=”104081″]

  • Sorpasso Hellas, il Verona espugna Bari. Video

    Sorpasso Hellas, il Verona espugna Bari. Video

    Terza vittoria consecutiva e classifica che inizia a diventare importante. Continua il sogno dell’Hellas Verona che questa volta fa in trasferta la sua vittima illustre approfittando di un Bari con troppe defezioni per esser competitivo. L’undici di Mandorlini entra di diritto in zona play-off superando proprio il Bari in classifica e raggiungendo la Samp a quota 22 in settima posizione. La partita giocata ieri al San Nicola alle 19 ha visto in campo due moduli speculari, Torrente deve far di necessità virtù rimodulando difesa e centrocampo per via delle defezioni Donati, Garofalo, Forestieri, Bogliacino, De Paula e Polenta e ripropone in attacco in tridente atipico con Marotta vertice con Caputo a supporto.

    Una formazione dell'Hellas |Getty Images
    Il primo tempo è bello per intensità ed occasioni con il Bari bravo a far girare palla mentre gli ospiti si fanno apprezzare nelle ripartenze. Dopo due spunti di Caputo è Mareco ad aver una ghiotta occasione, Sini per anticipare Abbate chiama la Lamanna al miracolo, sulla respinta Mareco centra il palo a porta vuota. La partita vive sempre sugli stessi dettami tattici, il Bari con uno sterile possesso palla tenta di controllare il match, gli ospiti invece, confermando di esser una squadra da trasferta, fanno male ad ogni occasione utile. E’ infatti Lamanna al 35′ a tener ancora in partita i suoi superandosi su Gomez. Nella ripresa il Bari cala e il Verona spreca due ghiotte occasioni con Russo e Gomez. Torrente è costretto a cambiare Scavone e Ceppitelli, con Stoian e Masi riuscendo forse a placare le velleità del Verona. Mandorlini però gioca ancora una volta il jolly inserendo l’eroe della partita contro il Brescia, Pilchmann questa volta non segna ma spizza il pallone per il gol vittoria firmato dal positivo Abbate. Il Bari tenta l’assalto finale ma senza troppe convinzione rimediando l’ennesima sconfitta al San Nicola. Bari-Pescara 0-1 video highlights Youtube [jwplayer config=”180s” mediaid=”103966″]