Tag: tuttosport

  • Sondaggio su Giovinco, i tifosi non lo amano

    Sondaggio su Giovinco, i tifosi non lo amano

    Dopo la polemica tra mister Antonio Conte ed una parte del tifo dello Juventus Stadium, che durante la gara con il Siena ha fischiato Sebastian Giovinco ed ha sottolineato in maniera negativa anche alcuni errori tecnici di altri giocatori, tra i tifosi juventini sembra emergere una tematica specifica, promossa dal quotidiano sportivo torinese Tuttosport, connessa al ruolo di Sebastian Giovinco in campo e, più in generale, al suo peso specifico in squadra. La posizione di Giovinco è come se fosse sempre sotto i riflettori, o sul banco degli imputati o ancora, indirettamente, come protagonista in campo, a volte positivo e più spesso negativo, almeno a giudicare dagli umori diffusi fra i tifosi bianconeri. Il problema sostanziale legato alla figura ed al ruolo di Giovinco è connesso alle aspettative nei suoi confronti, al fatto che sia stato valutato 22 milioni di euro il suo cartellino e poi riscattato dalla comproprietà con il Parma per 7,5 milioni di euro, che sia stato di fatto l’uomo di fantasia designato per il dopo-Del Piero, un’eredità di certo non semplice da raccogliere e che porta con sè la pressione di un ruolo forse troppo importante ed ingombrante per colui che è cresciuto nel settore giovanile bianconero ma che, forse proprio a causa di ciò, dopo lunghe stagioni trascorse in provincia ha percepito il realizzarsi del suo sogno come qualcosa di “più grande di lui”, e ciò ne sta condizionando il rendimento.

    Sondaggio su Giovinco, tifosi non lo amano | © AFP/Getty Images
    Sondaggio su Giovinco, tifosi non lo amano | © AFP/Getty Images

    Inoltre, a ciò si aggiunge la percezione che il pubblico non sia dalla sua parte e che non faccia nulla per nasconderlo: uno stato psicologico che determina, ad esempio, il suo gesto dopo il gol di domenica con il Siena, quando si è rivolto al pubblico per zittirli con un gesto più che eloquente. Un pubblico che, su internet, ha espresso la sua opinione nel sondaggio proposto da Tuttosport online ed, a precisa domanda “Giovinco merita un posto da titolare?” ben il 66% ha risposto di “no” e soltanto il 34% di “si”. Le motivazioni legate a tale orientamento sembrano perlopiù legate al rendimento di Sebastian Giovinco in campo, sottolineando la sua scarsa decisività, soprattutto in termini realizzativi.

    Di contro, però, pare opportuno considerare un altro aspetto che, finora, sembra sia stato ignorato: se il problema di rendimento di Giovinco è – almeno in parte – di natura psicologica, il tifo juventino  dovrebbe provare a concedere una sorta di “apertura di credito” ulteriore, evitando atteggiamenti “irridenti” nei suoi confronti che, come hanno dimostrato i fatti, finiscono per influire negativamente sul suo rendimento.

    Una fiducia che il tecnico Antonio Conte sembra intenzionato a volergli ancora concedere anche alla luce della sua presa di posizione nel post-gara di Juventus-Siena, quando il tecnico ha speso parole forti contro gli “pseudotifosi” che non stanno vicini alla squadra e punzecchiano i singoli.

    In tal senso Andrea D’Amico, procuratore di Giovinco, ha precisato che “il mister è l’unico riferimento di Giovinco, l’opinione di Conte è quella che gli interessa di più” e che il gesto “provocatorio” contro i tifosi durante Juventus-Siena è già archiviato: Sebastian Giovinco è focalizzato sul prossimo obiettivo, nella speranza che con i fatti possa smentire chi lo critica.

    In tal caso, sarebbe la Juventus a “guadagnarci”.

  • Bilancio Juventus, Marotta 208 mln tra top e flop

    Bilancio Juventus, Marotta 208 mln tra top e flop

    Nel giorno “31”, di Gennaio ovviamente, ci si attendeva il colpo ad effetto da parte di Beppe Marotta, per portare alla Juventus quel rinforzo offensivo che appariva assolutamente indispensabile. Invece, gli affari last minute non sono andati in porto: niente Lisandro Lopez, niente Icardi, niente Belfodil. Il rinforzo d’attacco della Signora dal mercato di riparazione resterà soltanto Nicolas Anelka, oggetto misterioso dopo l’esperienza cinese che non consente, ad oggi, di prevedere quale possa essere la sua condizione fisica e la sua capacità di incidere nella gare di campionato e di Champions League. Ma, se questa campagna di Gennaio è stata all’insegna del dogma del low-cost, considerando che l’approdo di Anelka costerà seicentomila euro, la figura del re indiscusso del mercato juventino, l’amministratore delegato Beppe Marotta, è stata accostata in questi giorni a cifre ben più consistenti da parte dell’inchiesta di Tuttosport, al fine di tracciare una sorta di consuntivo delle campagne di mercato da lui condotte nelle sei campagne di mercato in bianconero ed evidenziare i “top” ed i “flop” sia in termini di rendimento in campo dei calciatori che in termini di costi non rispondenti al rapporto “qualità-prezzo”.

    Marotta, 208 milioni spesi in 3 anni | © Valerio Pennicino/Getty images
    Marotta, 208 milioni spesi in 3 anni | © Valerio Pennicino/Getty images

    Ovviamente, in cima alla lista delle intuizioni geniali di Marotta non può che esservi Andrea Pirlo, giunto in bianconero a parametro zero nell’Estate 2011 dopo essere stato “scaricato” dal Milan e che, poi, ha dimostrato anche alla Juventus tutto il suo immenso valore e la sua classe cristallina, in barba ai 33 anni d’età. Così come il fatto di aver strappato, per appena 1 milione di euro, nell’estate 2012 Paul Pogba al Manchester United, talento cristallino classe 1993 che, dopo i diversi exploit e i due gol contro il Parma, sir Alex Ferguson sta ancora rimpiangendo. Così come  è impossibile non sottolineare in maniera positiva l’acquisto del pilastro difensivo Andrea Barzagli, nel Gennaio 2011, per soli 0,3 milioni di euro, oppure l’acquisto di Vidal per 10,5 milioni, un prezzo del cartellino che, dopo le sue ottime stagioni in bianconero, si è oggi almeno triplicato, o ancora quello di Mirko Vucinic per 15 milioni di euro.

    D’altro canto, a fronte di queste brillanti operazioni, c’è stata anche qualche pesante defaillance, come l’acquisto di Martinez dal Catania per 12 milioni di euro nell’estate 2010, o di Krasic per 15 milioni di euro, considerando che l’ala bionda doveva diventare “l’erede di Nedved” ma che è stato ceduto la scorsa estate per 7 milioni di euro, oppure ancora nell’estate 2011 del giovane olandese Elia per ben 9 milioni di euro anche se, nonostante fosse considerato un “talento” non è mai riuscito a integrarsi con il gioco di Antonio Conte e, dunque, è stato poi ceduto per 5,5 milioni di euro. Tra gli altri colpi che lasciano un po’ di perplessità perlomeno nel rapporto tra rendimento in campo e prezzo del cartellino bisogna annoverare anche quello di Padoin, acquistato per 5 milioni di euro ma che viene considerato una riserva, almeno sulla carta, o l’operazione Giovinco condotta con il Parma che, indipendentemente dal giudizio non pienamente positivo che la critica attribuisce al suo rendimento, è apparsa comunque poco lungimirante considerando che  è stato dapprima ceduto in comproprietà nell’estate 2011 per 3 milioni di euro e, poi, riscattato l’anno seguente per ben 11 milioni di euro.

    Il totale della “spesa” nei sei anni della gestione Marotta, dunque, ammonta a 208 milioni di euro in tre anni: una cifra importante, soprattutto spulciando la lista completa dei vari giocatori transitati nelle diverse stagioni, che – con le dovute eccezioni prima illustrate – complessivamente evidenzia un livello medio-basso.

    Sintesi delle operazioni di mercato di Marotta alla Juventus | immagini dal web
    Sintesi delle operazioni di mercato di Marotta alla Juventus | immagini dal web
  • Oscar della Juventus 2012, trionfano Pirlo e Conte

    Oscar della Juventus 2012, trionfano Pirlo e Conte

    Fine d’anno, tempi di bilanci e di riconoscimenti che possano racchiudere il senso di una stagione, ancor di più se l’anno solare che sta per concludersi è stato “da incorniciare” come quello della Juventus. Ecco perchè gli Oscar della Juventus 2012 promossi da Tuttosport ed attribuiti da una giuria composta da cinquanta persone tra ex calciatori bianconeri, giornalisti e tifosi vip, assumono un significato ancora più importante: per la Juventus l’anno 2012 ha significato soprattutto rinascita, rivincita, scudetto e super Coppa Italiana, primi trofei del post-Calciopoli. Ha significato riappropriarsi del proprio ruolo, dopo anni di lontananza dal vertice del calcio italiano e, per questo motivo, mai come quest’anno i bilanci e gli Oscar di fine anno divengono importanti.

    Vediamo nel dettaglio, dunque, a chi sono stati attribuiti tali Oscar della Juventus per l’anno 2012 considerando quello di miglior giocatore in assoluto, quelli di miglior attaccante, centrocampista e difensore, di miglior acquisto, di miglior giovane, la gara più significativa e, poi, il voto popolare.

    Quasi un plebiscito ha sancito quello del giocatore dell’anno, attribuito al faro del centrocampo bianconero Andrea Pirlo che ha raccolto 32 preferenze su 50, a suggellare un anno solare vissuto da protagonista ritrovato, da assoluto valore aggiunto della formazione di mister Conte. L’Oscar della Juventus 2012 come migliore attaccante, invece, è spettato a Mirko Vucinic con ben 35 preferenze, nonostante nella scorsa stagione abbia messo a segno 14 gol, una cifra di certo non sensazionale per un bomber; tuttavia, il valore e l’importanza del montenegrino è anche quella di uomo-assist, di imprevedibile suggeritore, capace di far segnare anche i compagni di reparto e, per questo, il suo riconoscimento è stato ben ponderato.

    Oscar della Juventus 2012, trionfo per Pirlo e Conte | © ANDREAS SOLARO/Getty Images
    Oscar della Juventus 2012, trionfo per Pirlo e Conte | © ANDREAS SOLARO/Getty Images

    L’Oscar della Juventus 2012 come miglior difensore, invece, è stato attribuito ad Andrea Barzagli, vero cardine della retroguardia juventina con Bonucci e Chiellini, in grado di superare anche il numero uno Gigi Buffon, portiere ed attuale capitano della Signora.

    Tra i centrocampisti, l’ Oscar è stato assegnato al Principino Claudio Marchisio, che grazie all’intuizione di Antonio Conte che gli ha cucito addosso il ruolo di mezz’ala sinistra, ha contribuito in maniera considerevole ai successi della squadra e, soprattutto, a rendere tanto forte il centrocampo bianconero, insieme agli imprescindibili compagni di reparto Pirlo e Vidal.

    L’Oscar di partita più bella dell’anno 2012 secondo la giuria di esperti è stata la gara di Champions League con il Chelsea allo Juventus Stadium, con un secco 3-0 che ha spalancato le porte della qualificazione agli ottavi di finale prima della gara con lo Shakhtar, mentre l’Oscar di migliore acquisto dell’anno 2o12 è stato attribuito ad Asamoah, arrivato in comproprietà con l’Udinese. Come miglior giovane, invece, quasi all’unanimità è stato eletto il francese Paul Pogba, che ha raccolto ben 41 preferenze.

    Il voto popolare che ha coinvolto i lettori del quotidiano Tuttosport, invece, ha eletto Antonio Conte come “bianconero dell’anno” non mostrando alcuna titubanza sull’individuazione di colui che, con il suo contributo, ha saputo cambiare la mentalità della squadra, restituendole l’antico smalto, la fame per le vittorie, la volontà di primeggiare ad ogni costo, ricostruendo quel passato glorioso di cui ne era stato parte da calciatore e da capitano. Antonio Conte è il simbolo del 2012 bianconero, e tale Oscar probabilmente vale più di tutti gli altri considerando le difficoltà legate alla squalifica che per quattro mesi ha tenuto il tecnico salentino lontano dalla sua “creatura”: un anno di molte luci e qualche ombra per lui, ma l’Oscar della Juventus 2012 è il premio della “sua gente” e, di certo, sarà molto apprezzato da Conte.

  • Tuttosport: la Juventus “scudettata” vale 50 milioni in più

    Tuttosport: la Juventus “scudettata” vale 50 milioni in più

    C’è un’aria ottimista in casa Juve dopo la strepitosa stagione che a 4 giornate dalla fine del Campionato può far sperare i tifosi bianconeri nel 30° (o 28°) tricolore essendo alla guida della classifica con tre punti di vantaggio dal Milan. La Juventus potrebbe fregiarsi anche della conquista del decimo trofeo di Coppa Italia, che la Juventus proverà a strappare al Napoli nella gara in programma il 20 Maggio prossimo allo Stadio Olimpico di Roma. Oltre ai meriti sportivi, l’ottimismo è dovuto anche all’aumento dell’attuale rosa che ha avuto una plusvalenza di circa 50 milioni di euro, passando da un valore di 190 milioni di inizio stagione ai 240 milioni attuali.

    Pirlo, Marchisio e Vidal, infatti, nel corso della stagione hanno incrementato il loro valore. Pirlo che valeva zero ipoteticamente varrebbe circa 5 milioni, mentre Vidal almeno 25, il doppio di quanto pagato in estate (e già il Real Madrid fa sapere di essere interessato al giocatore), e Claudio Marchisio varrebbe ad oggi 10 milioni in più rispetto allo scorso anno; in crescita ci sono anche le quotazioni di Chiellini, Barzagli, De Ceglie, Giaccherini e Buffon.

    Prima pagina Tuttosport 28 aprile

    Ai nomi che hanno incrementato il loro valore bisogna aggiungere però quelli di coloro che invece hanno avuto l’effetto contrario, vedendosi svalutato il proprio valore sul mercato a causa di una stagione trascorsa tra panchina e tribuna, parliamo a esempio di Elia, giocatore che poco più di otto mesi fa è stato pagato 9 milioni e che oggi ha una minusvalenza di 4 milioni per una valutazione attuale di 5, oppure come Krasic pagato 15 milioni oggi ne vale appena 10.

    Insomma solo i Big si sono “rivalutati”, i veri fautori di questa eccellente stagione, e c’è da giurarsi che la società, che ha già raggiunto l’obiettivo stagionale della qualificazione alla prossima Champions League, non ha nessun interesse di privarsi dei suoi gioielli per il prossimo anno.

    Valore della rosa Juventina

    Buffon + 8 milioni
    Chiellini + 5 milioni
    Marchisio + 10 milioni
    De Ceglie + 2 milioni
    Barzagli + 7,7 milioni
    Pirlo + 5 milioni
    Vidal + 12,5 milioni
    Giaccherini + 2 milioni
    Lichtsteiner + 5 milioni
    Storari + 2 milioni
    Marrone + 3 milioni
    Elia – 4 milioni
    Krasic – 5 milioni

    Totale valore della rosa ad inizio stagione = 189,3 milioni
    Valore attuale della rosa = 242,5 milioni
    Variazione = + 53,2 milioni

    Tutti gli altri giocatori non hanno subito variazioni di valutazione, mentre Del Piero in scadenza di contratto non ha nessun valore ed Estigarribia e Borriello essendo giocatori in prestito non sono valutabili nell’attuale rosa bianconera.

  • Nesta raggiungerà Pirlo alla Juventus?

    Nesta raggiungerà Pirlo alla Juventus?

    Alessandro Nesta potrebbe seguire le orme dell’ex compagno di squadra Andrea Pirlo, secondo Tuttosport infatti, il difensore in scadenza di contratto a termine di questa stagione sarebbe sul taccuino di Marotta per il calciomercato Juventus 2012 per dar quella dose in più di esperienza in difesa in vista della prossima stagione e sopratutto per il ritorno in Champions League.
    Il Milan ha praticamente già trovato il sostituto di Nesta, acquistando in estate Mexes e aspettandolo fino a proporlo sistematicamente al fianco di Thiago Silva in coppia e in campionato, un po’ come avvebbe con Van Bommel che rubò il posto a Pirlo nella scorsa stagione, il rinnovo in rossonero non è poi cosi scontato. Nesta potrebbe dunque decidere di trasferirsi allo Juventus Stadium per un ultimo importante periodo della sua gloriosa carriera e nel contempo inserirsi in un progetto, quello bianconero, che prevede la conquista di grandi trofei nei prossimi anni, e aggiungerli alla sua già ricca bacheca da calciatore.

    Nesta alla Juve dopo Pirlo? | © ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images

    Particolare non trascurabile è la profonda amicizia che lega Nesta a Pirlo che erano anche compagni di stanza nei ritiri e che ora potrebbero tornare a farlo nella Juventus. Al momento è un’idea, proprio come lo era all’inizio di un’anno fa quella per Pirlo. E tutti sappiamo come è andata a finire poi. Nesta deciderà quindi a breve il da farsi e aspetterà segnali dai piani alti di via Turati, che al momento non si vedono, e dovrà decidere se smettere di giocare oppure se chiudere la carriera al Milan, se scartasse le due ipotesi allora potrebbe seguire davvero le orme del suo amico Pirlo.

    Se l’acquisto di Nesta garantirebbe la tanto agognata qualità ed esperienza in difesa dall’altro potrebbe far storcere il naso ai tifosi che dopo aver accettato e osannato l’arrivo di Pirlo iniziano a temere in un calciomercato Juventus orientato a giocatori avanti con l’età e in scadenza di contratto.

  • Mario Gotze vince l’European Golden Boy

    Mario Gotze vince l’European Golden Boy

    E’ Mario Gotze l’European Golden Boy 2011, il premio che il quotidiano sportivo torinese Tuttosport assegna annualmente, dal 2003, a dicembre al giocatore Under 21 che si è messo in luce maggiormente nel corso dell’anno solare e che milita nella massima divisione di tutti i campionati europei.

    Mario Gotze | © Mike Hewitt/Getty Images

    La giuria composta da 30 giornalisti, rappresentanti di 20 nazioni europee e dai maggiori quotidiani sportivi europei come L’Equipe, France Football, il Times, Bild, Kicker, As, Marca e il de Telegraaf ha incoronato il 19enne gioiello del Borussia Dortmund che ha preceduto nella votazione due astri nascenti del calcio europeo, il centrocampista Thiago Alcantara del Barcellona e il fantasista belga del Lille Eden Hazard succedendo così nell’albo d’oro a Mario Balotelli.

    Dotato di una grande tecnica e considerato uno dei maggiori talenti prodotto di quel settore giovanile tedesco che sta sfornando campioncini a volontà, Gotze, nonostante la sua giovane età, è stato uno degli artefici l’anno scorso della conquista del settimo Meisterschale della storia del club giallonero andando a segno per 6 volte nelle 33 presenze accumulate nell’arco della stagione. Quest’anno il centrocampista del Borussia Dortmund, che è seguito dai maggiori club europei, tra i quali Bayern Monaco, Juventus e Arsenal, vanta una media reti strepitosa (4 reti in 10 presenze) andando a segno quasi una volta ogni due partite.
    Cresciuto nelle giovanili del Dortmund, Gotze viene lanciato in prima squadra dal tecnico Jurgen Klopp che lo fa esordire in Bundesliga il 21 novembre 2009 e diventando così , con i suoi 17 anni, il giocatore più giovane ad aver giocato nella massima divisione tedesca. Anche il ct della Germania Joachim Low resta colpito dal suo talento tanto da convocarlo in nazionale maggiore. Il 17 novembre 2010 il suo esordio con la Germania– fino ad ora sono 10 i gettoni collezionati – la prime rete lo scorso 10 agosto in amichevole contro il Brasile.

    Gotze verrà premiato questa domenica nel pre-partita di Borussia Dortmund – Kaiserslautern e scrive il suo nome lì dove hanno scritto il loro anche Messi, Rooney, Fabregas, Aguero, Pato e Balotelli.

    Questo l’albo d’oro dell’European Golden Boy

    Anno Giocatore Club
    2011 MARIO GOTZE BORUSSIA DORTMUND
    2010 MARIO BALOTELLI INTER/MANCHESTER CITY
    2009 ALEXANDRE PATO MILAN
    2008 ANDERSON MANCHESTER UNITED
    2007 SERGIO AGUERO ATLETICO MADRID
    2006 CESC FABREGAS ARSENAL
    2005 LIONEL MESSI BARCELLONA
    2004 WAYNE ROONEY MANCHESTER UNITED
    2003 RAFAEL VAN DER VAART AJAX

    IL VIDEO DELLE MIGLIORI GIOCATE DI MARIO GOTZE

    [jwplayer config=”120s” mediaid=”113826″]

  • Calciopoli, il dossier di Tuttosport. Chi tolse le intercettazioni?

    Calciopoli, il dossier di Tuttosport. Chi tolse le intercettazioni?

    Da qualche settimana in rete in forum e i blog sportivi avevano iniziato ad anticipare delle indiscrezioni riguardanti un nuovo scoop sull’inchiesta a Calciopoli, in molti l’hanno definitata “una bomba” che avrebbe messo ancora di più con le spalle al muro chi 5 anni decise di riscrivere a tavolino la storia del calcio italiano, penalizzando la Juventus principalmente e Milan, Lazio, Fiorentina e Reggina.

    Ieri mattina Tuttosport ha pubblicato in esclusiva un dossier che da una parte ci rassicura come popolo italiano in quanto i carabinieri che curarano le intercettazioni fecere al meglio il loro dovere segnalando e trascrivendo tutte quelle compromettenti non tenendo conto della squadra di provenienza.

    Allo stesso modo quello che inquieta e rende ancora più turbolento lo scandalo è la mano occulta che decise di sabotare il lavoro degli inquirenti togliendo una parte delle intercettazioni, il 5-4-4 di Facchetti per intenderci o il passa da Moratti per il regalo ma anche quelle riguardanti Meani, Campedelli, Governato, Ci­pollini, Spinelli, Corsi, Fo­schi.

    Le intercettazioni rilevanti venivano trascritte dai carabienieri e venivano divise attraverso l’utilizzo di tre “baffi” rossi per quelle molto rilevanti, due bassi gialli per quelle rilevanti ed uno verde per quelle poco rilevanti.

    Il quotidiano piemontese chiude con una doppia intervista a Nicola Penta e all’avvocato Prioreschi. Il primo è il perito di punta dello staff di Luciano Moggi e l’uomo che grazie al suo lavoro è riuscito a riaprire un caso per molti chiuso, “Sono telefonate che erano state contrassegnate ma non sono state date ai Pm. Erano rilevanti quanto quelle di Moggi”.

    Il legale che già diede un duro colpo alla tesi dell’accusa sconfessando e fancedo contraddire Auricchio adesso preannuncia una diffida per far definitiva luce sulla vicenda chiamando in causa il colonnello. Chi ha selezionato le intercettazioni? Perchè è stato fatto? Chi si voleva avvantaggiare? Forse non avremo mai una risposta a queste domande ma a sensazione presto il vecchio scandalo lascerà spazio ad un piu grosso e per certi versi ancora più disgustoso.

    L’intervista a Prioreschi, un esempio dei brogliacci

  • Moratti voleva la riconferma di Bergamo. Spunta nuova intercettazione

    Moratti voleva la riconferma di Bergamo. Spunta nuova intercettazione

    Vi avevamo appena informato sulla settimana di passione per la dirigenza nerazzurra impegnata non solo nel preparare il derby ma alle prese con gli esposti di Agnelli, Lotito e Vieri. Come il cacio sui maccheroni l’edizione odierna di Tuttosport pubblica oggi una nuova intercettazione che proverebbe come l’Inter era interessata alla conferma di Bergamo nel ruolo di designatore.

    L’intercettazione riguarda proprio Bergamo e la segretaria della Can di A e B Fazi: “Lui mi fa: so che succedeva prima, nessuno si può lamentare, e se lo dico io che non ho vinto nulla…, ne sono convinto. Non è una cosa semplice fare il vostro lavoro,qualche errore c’è sempre. Rispetto a prima però siamo tranquilli e anche voi non dovete disperare.”

    Proprio quel voi non dovete disperare secondo il quotidiano torinese proverebbe l’appoggio del club nerazzurro alla conferma.

  • Incredibile, la Juve se la prende con Tuttosport

    Incredibile, la Juve se la prende con Tuttosport

    La Juventus è viva ma tremendamente in confusione. I dirigenti della Vecchia Signora ieri sul proprio sito ufficiale hanno esposto un comunicato nel quale si scagliano senza mezzi termini verso la linea editoriale di Tuttosport accusandola di diffondere notizie false con il chiaro intento di screditare il lavoro del tecnico, dei dirigenti e dei giocatori.

    Trovo assurdo che una società debba difendersi attaccando una testata giornalistica che sin dai tempi di Moggi e della Juve vincente ha sempre usato questa linea editoriale, attrbuendo spesso giocatori o trattative in cui la società bianconera non era mai entrata. Era l’occasione di stare zitti, di incassare le critiche e di far parlare il campo che al momento dà ragione al quotidiano per gestione e risultati. Di seguito vi riportiamo il comunicato:

    “Juventus Football Club ha mantenuto con tutti gli organi d’informazione un dialogo aperto nel corso di tutta la stagione sportiva. La società intende proseguire su questa linea, pur essendo i risultati sportivi non soddisfacenti a giudizio dei tifosi, dello staff tecnico, dei dirigenti e dei calciatori. Ogni componente è strenuamente impegnata nel miglioramento di una vicenda sportiva non all’altezza della tradizione, tuttavia si ritiene assolutamente irresponsabile il comportamento del quotidiano Tuttosport, che prosegue nel suo malinteso ruolo di quotidiano “di riferimento” a diffondere notizie inattendibili, con l’unico obiettivo di mettere in discussione la professionalità del tecnico, di alcuni calciatori e dirigenti. Formulare una rosa composta da sette nomi di possibili nuovi allenatori in otto giorni significa semplicemente stuzzicare gli animi più emotivi, non certo formulare resoconti credibili, tantomeno avere fonti credibili.
    La Juventus non ha quotidiani “preferiti” o di “riferimento” e la gran parte del popolo juventino neppure.
    I calciatori, i tecnici, i dipendenti e i dirigenti continueranno a lavorare, sapendo che questa stagione sportiva porrà le basi per un lavoro che dovrà essere completato con rapidità per riportare i colori bianconeri dove la storia, la tradizione e i milioni di tifosi li hanno collocati. Con passione, con coraggio e con determinazione”.

  • La stampa massacra Del Neri, Capello torna in auge

    La stampa massacra Del Neri, Capello torna in auge

    I giornali devono vendere e per farlo devono trovare contenuti interessanti, la crisi della Juventus obiettivamente lascia grandi margini di svago ma c’è sempre la corsa a chi la spara più grossa. Dopo la sconfitta di Lecce, Tuttosport ha iniziato ufficialmente la campagna mediatica contro Del Neri annunciando l’imminente esonero per far spazio all’arrivo di Spalletti (Chi?). L’ex tecnico giallorosso e attuale tecnico dello Zenit Sanpietroburgo è nel vivo della nuova stagione, con i galloni di campione di Russia e con l’Europa League ancora in ballo, pensate possa lasciare?

    Oggi è la volta della Gazzetta dello Sport, la rosea una volta giornale autorevole sembra si sia adeguata alle concorrenti sportive e spara: il ritorno di Fabio Capello per la prossima stagione, confessando un rapporto di confidenza con la famiglia Agnelli e ipotizzando già al momento una forma di consulenza verbale. Come se gli Europei del 2012 non siano un impegno probante per il tecnico e la Federazione Inglese cosa farebbe?

    Le dimissioni di Ranieri dimostrano come la stampa possa condizionare il corso societario innestando dubbi in società e nei giocatori arrivando alla fine alla “vittoria”. Del Neri e la Juve hanno in parte disatteso i programmi stagionali ma con un progetto pluriennale è giusto non farsi prender dalla voglia di cambiare ad ogni costo.