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  • Russia 2018, Inghilterra cancella l’incubo dei rigori, gioia Svezia

    Russia 2018, Inghilterra cancella l’incubo dei rigori, gioia Svezia

    Un enorme grido di gioia, associato ad un lungo sospiro di sollievo, è uscito dalle gole dei tifosi dell’Inghilterra che finalmente ha sfatato il tabù dei calci di rigore, imponendosi contro la Colombia e conquistando i quarti di finale di Russia 2018.

    Un successo sudatissimo quello della squadra di Southgate, avanti ad inizio ripresa con il rigore del bomber Harry Kane, l’Inghilterra si è vista raggiungere al 93° dal colpo di testa del solito Mina, al terzo gol consecutivo.

    L’errore di Henderson dagli 11 metri aveva riacceso le solite paure ma una traversa di Uribe e la parata di Pickford su Bacca hanno consegnato ai piedi di Dier il match point ed il calciatore dei Tre Leoni non ha fallito.

    Nella gara pomeridiana la solita, consueta, solida Svezia ha cancellato le speranze della Svizzera.

    A regalare i quarti di finale agli scandinavi ci ha pensato prima Forsberg, con la deviazione decisiva di Akanji, e poi il muro svedese contro il quale si sono infranti tutti gli attacchi della Svizzera.

    Nei quarti di finale quindi sarà sfida tutta europea tra Inghilterra e Svezia.

     

    Partiamo con la prima partita dell’ultima giornata degli ottavi di Russia 2018, Svezia-Svizzera. 

    Parte bene la Svezia che al 8° con il duetto Toivonen-Berg mette quest’ultimo davanti alla porta, il tiro però finisce molto largo, passa un minuto e da un errore di Sommer gli svedesi si trovano un’altra chance con Ekdal che pero al volo calcia forte ma alto. La Svizzera ci prova con qualche cross dalla destra ma la difesa scandinava libera sempre senza problemi. Al 28° Sommer sfodera una gran parata sul tiro al volo di Berg. La Svizzera si rifà viva al 39° con lo scambio Zuber-Dzemaili che vede il calciatore del Bologna andare al tiro, il pallone sorvola la traversa. Al 41° grosso errore di Ekdal che, solissimo sul secondo palo, colpisce al volo mandando la palla altissima. Il primo tempo si chiude sullo 0-0.

    Si riparte senza cambi per il secondo tempo. La Svezia prova a ripartire forte ma pian piano cresce la Svizzera che intorno al 50° colleziona una serie di corner. La partita si mantiene sul filo dell’equilibrio con le due squadre sempre molto attente. Al 66° la Svezia passa in vantaggio con la conclusione di Forsberg deviata da Akanji alle spalle di Sommer. Ci prova Rodriguez ma il suo tiro viene bloccato da Olsen. E’ una Svizzera d’assalto ma la Svezia piazza un vero e proprio muro pronto a respingere ogni assalto. Al 91° ci prova anche Seferovic di testa ma Olsen blocca la palla a terra e non la molla. Al 93°, ultimo minuto di recupero, Olsson scappa in velocità verso la porta, Lang lo stende e Skomina fischia rigore e rosso. L’arbitro ha il dubbio per il punto del contatto e va a verificare al VAR e decide di assegnare il calcio di punizione ma permane il rosso. Sommer respinge la punizione di Toivonen ma non c’è più tempo, ai quarti di Russia 2018 va la Svezia.

     

    SVEZIA – SVIZZERA 1-0 (66° Forsberg)

    Svezia (4-4-2): Olsen; Lustig (82° Krafth), Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson, Svensson, Ekdal, Forsberg (81° Olsson); Berg (90° Kiese-Thelin), Toivonen.

    Allenatore: Andersson.

    Svizzera (4-2-3-1): Sommer; Lang, Akanji, Djourou, Rodriguez; Behrami, Xhaka; Shaqiri, Dzemaili (73° Seferovic), Zuber (73° Embolo); Drmic

    Allenatore: Petkovic.

    Arbitro: Skomina.

    Ammoniti: Lustig (Sve), Behrami (Svi).

    Espulso: Lang (Svi).

     

    Veniamo all’ultimo ottavo di finale di Russia 2018, Colombia-Inghilterra.

    Partenza equilibrata con un’Inghilterra che si fa preferire. Al 16° primo chance per Kane che prova la torsione ma il suo colpo di testa sfila sopra la traversa. Non accade molto altro la partita la continuano a fare gli uomini di Southgate. Al 42° dopo un paio di minuti di parapiglia, con il giallo a Barrios, Maguire batte un calcio di punizione, fuori non di molto. Nei minuti di recupero la gara si fa un po’ più elettrica con entrambe le squadre che provano a creare occasioni ma non accade niente di rilevante, si va al riposo sullo 0-0.

    Si riparte senza cambi per i secondi 45 minuti. L’Inghilterra prova a sfruttare i calci piazzati per rendersi pericolosa ma D.Sanchez è attento al centro della propria area. Su corner al 54° clamorosa ingenuità di C.Sanchez che affossa in area Kane, è rigore con cartellino giallo. Si va dal dischetto al 57° con Kane che trasforma. La Colombia perde la calma, la partita diventa decisamente incattivita e spezzettata. La squadra di Pekerman ci prova ma si sbilancia esponendosi ai possibili contropiedi inglesi. Al 81° grande ripartenza colombiana, la palla giunge a Cuadrado che da dentro l’area calcia alto. Al 92° Uribe da lontanissimo cerca di trovare il gol capolavoro ma Pickford salva. Dal corner però arriva il colpo di testa vincente del solito Mina che porta la partita in parità. Finisce così, si va ai supplementari.

    Non accade niente nei primi 5 minuti, è la Colombia a provarci di più. Il primo tempo supplementare si chiude sul 1-1.

    Il secondo tempo supplementare vede gli inglesi partire meglio. Al 112° grande inserimento di Rose che prova il diagonale che esce di un niente. La nazionale dei Tre Leoni crea diverse potenziali occasioni. Finisce 1-1, si andrà ai calci di rigore.

    Dal dischetto i primi 2 rigoristi per squadra sono perfetti, Muriel porta sul 3-2 la Colombia, tocca ad Henderson che si fa parare il tiro da Ospina. Uribe ha la possibilità di allungare ma il suo tiro colpisce la traversa, Trippier riporta tutto in parità. Dal dischetto tocca a Bacca ma l’ex Milan si fa respingere il tiro da Pickford, Dier è freddo, supera Ospina e regala i quarti all’Inghilterra.

     

    COLOMBIA – INGHILTERRA 4-5 d.c.r. (1-1 d.t.s.) (57° rig. Kane (I), 93° Mina (C))

    Sequenza Calci di Rigore: Falcao (C) gol, Kane (I) gol, Cuadrado (C) gol, Rashford (I) gol, Muriel (C) gol, Henderson (I) parato, Uribe (C) traversa, Trippier (I) gol, Bacca (C) parato, Dier (I) gol.

    Colombia (4-3-2-1): Ospina; Arias (116° Zapata), Mina, D.Sanchez, Mojica; Barrios, C.Sanchez (79° Uribe), Lerna (62° Bacca); Cuadrado, Quintero (88° Muriel); Falcao.

    Allenatore: Pekerman.

    Inghilterra (3-5-2): Pickford; Walker (113° Rashford), Stones, Maguire; Trippier, Alli (81° Dier), Henderson, Lingard, Young (102° Rose); Sterling (88° Vardy), Kane.

    Allenatore: Southgate.

    Arbitro: Geiger.

    Ammoniti: Barrios (C), Arias (C), C.Sanchez (C), Henderson (I), Falcao (C), Bacca (C), Lingard (I), Cuadrado (C).

  • Russia 2018, disastro Germania, tedeschi fuori ai gironi

    Russia 2018, disastro Germania, tedeschi fuori ai gironi

    Clamoroso ai Mondiali di Russia 2018, la Germania campione del mondo in carica perde 2-0 con la Corea e viene eliminata nella fase a gironi.

    E’ un evento storico, i tedeschi avevano sempre superato i gironi nelle partecipazioni al mondiale.

    Una Germania brutta, con poche idee, con un possesso di palla sterile che già aveva fatto preoccupare i propri tifosi nelle altre due partite precedenti.

    Eppure, vista la netta vittoria della Svezia con il Messico, agli uomini di Low sarebbe bastato un semplice uno a zero contro la Corea. Nel recupero però i coreani hanno prima trovato il vantaggio e poi, con la Germania tutta sbilanciata hanno chiuso il match con il gol del 2-0 di Son a porta vuota. Agli ottavi vanno così la concreta Svezia ed un Messico, oggi deludente.

    Nell’altro gruppo tutto confermato, il Brasile pur senza Douglas Costa, Danilo e con Marcelo fuori dopo 10 minuti, si è comunque imposto 2-0 su una Serbia con molte buone individualità ma con poca concretezza. La Svizzera si è fatta fermare sul 2-2 da Costa Rica, ha comunque ottenuto il passaggio agli ottavi ma contro la Svezia dovrà fare a meno degli squalificati Lichtsteiner e Schar.

    Il quadro degli ottavi di Russia 2018 | © FIFA.com

    Veniamo al racconto delle gare del Gruppo F di Russia 2018, partendo da Corea del Sud-Germania. 

    La partita viene gestita dalla Germania, nei primi 10 minuti però non si segnalano pericoli per la porta di Jo. Al 19° su una punizione, non irresistibile, Neuer rischia di combinare la frittata ma poi con un gran riflesso mette in corner. E’ una buona Corea, al 24° il tiro al volo di Son passa non troppo lontano dai pali di Neuer. La Germania tiene il possesso palla e al 38° prova a rendersi insidiosa con il tiro di Werner, deviato in corner, e con Hummels che però in mischia non riesce a superare Jo. Il primo tempo si chiude sullo 0-0.

    Si riparte e al 47° Goretzka con il colpo di testa costringe Jo ad un vero e proprio miracolo. La Germania non convince ma con Werner va vicina al gol al 51°, il suo tiro va fuori. La Corea attende, si difende e prova a colpire con Moon ma la difesa respinge. Low si gioca le carte Gomez e Muller ed è proprio Gomez ad avere una buona occasione al 71° ma la retroguardia coreana salva. Nei minuti finali, con la notizia del triplice vantaggio svedese la Germania insiste e al 87° Hummels di testa fallisce clamorosamente il vantaggio. Ci prova anche Kroos con un tiro violento ma impreciso. Nel recupero Kim Yung-Gwon segna da due passi, su azione da corner, il guardalinee alza la bandierina e l’arbitro annulla ma il VAR lo invita a rivedere l’azione, la palla in effetti la tocca indietro Kroos, è gol valido, la Germania sprofonda nel baratro. Nei restanti minuti di recupero si butta in avanti anche Neuer, il portiere si fa soffiare il pallone che viene poi lanciato a Son che, a porta vuota, segna il comodo 2-0. Finisce così, la Germania per la prima volta nella storia, esce ai gironi di un mondiale.

     

    COREA DEL SUD – GERMANIA 2-0 (93° Kim Yung-Gwon, 97° Son Heung-Min)

    Corea del Sud (4-4-2): Jo Hyeon-Woo; Yong Lee, Yun Young-Sun, Kim Yung-Gwon, Hong Chul; Lee Jae-Sung, Jung Woo-Young, Jang Hyun-Soo, Moon Seon-Min; Koo Ja-Cheol (56° Hwang Hee-Chan (79° Ko Yo-Han)), Son Heung-Min.

    Allenatore: Shin TaeYong.

    Germania (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, Süle, Hummels, Hector (78° Brandt); Khedira (58° Gomez), Kroos; Goretzka (63° Muller), Özil, Reus; Werner.

    Allenatore: Low.

    Arbitro: Geiger.

    Ammoniti: Jung Woo-Young (C), Lee Jae-Sung (C), Moon Seon-Min (C), Son Heung-Min (C),

     

    Passiamo ora alla sfida, sempre del Gruppo F di Russia 2018, tra Messico e Svezia.

    Passa un minuto e la Svezia, su calcio di punizione, ha una grande chance ma Toivonen non riesce a concludere sotto porta. Passano 5 minuti e su altro calcio da fermo ci prova Forsberg, Ochoa salva. E’ una costante, ogni calcio da fermo è una chance per la Svezia, al 11° la rovesciata di Berg esce di poco. Al 16° Lozano ruba palla, serve a Vela che fa partire un tiro a giro fuori di niente. Risponde Forsberg con il perfetto inserimento ma con il tiro alto. Al 30° intervento del VAR per un sospetto tocco di mano di Hernandez, l’arbitro verifica e assegna solo il corner alla Svezia, dal calcio d’angolo la palla arriva a Berg ed Ochoa deve superarsi per tenere lo 0-0. Il primo tempo si chiude a reti inviolate.

    Si riparte ed al 50° Augustinsson riceve un assist involontario dal compagno Claesson, e batte Ochoa. AL 60° entrata di Moreno su Berg in area, è rigore, dal dischetto Granqvist è perfetto, la Svezia raddoppia. Il Messico sente il rischio dell’eliminazione e si lancia all’attacco ma al 74° una sfortunata deviazione di Alvarez regala il 3-0 agli scandinavi. Il Messico ci prova ma non riesce a riaprirla, sono momenti di tristezza per i messicani ma poi arriva la notizia del vantaggio della Corea del Sud ed è subito Fiesta. Svezia e Messico ottengono il pass per gli ottavi di Russia 2018.

    MESSICO – SVEZIA 0-3 (50° Augustinsson, 61° rig. Granqvist, 74° aut. Alvarez)

    Messico (4-2-3-1): Ochoa; Alvarez, Salcedo, Moreno, Gallardo (65° Fabian); Guardado (75° Je.Corona), Herrera; Lozano, Vela, Layùn (89° Peralta); Hernandez.

    Allenatore: Osorio.

    Svezia (4-4-2): Olsen; Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson, Larsson (57° Svensson), Ekdal (80° Hiljemark), Forserg; Berg (68° Kiese-Thelin), Toivonen.

    Allenatore: Andersson.

    Arbitro: Pitana.

    Ammoniti: Gallardo (M), Larsson (S), Moreno (M), Layun (M), Lustig (S).

     

    Veniamo ora alle sfide del Gruppo E, partendo da Serbia-Brasile.

    Il Brasile prova a partire forte ma al 10° perde già Marcelo per infortunio, dentro Filipe Luis. Passano i minuti e la Serbia prova a crescere. Al 25° dopo una serie di rimpalli Neymar si trova a calciare nei pressi dell’area piccola, Stojikovic riesce a deviare la conclusione. Al 35° palla geniale di Coutinho per Paulinho che s’inserisce tra i due centrali e beffa il portiere con un pallonetto, Brasile in vantaggio. Nel finale ci prova Neymar da fuori ma non trova lo specchio della porta, si va al riposo con i verdeoro avanti 1-0.

    Si riparte senza cambi per il secondo tempo. Il Brasile sembra voler gestire ma al 52° Ljajic riparte veloce trovando la squadra avversaria posizionata male, l’uno-due con Tadic però non si concretizza e la difesa salva. Al 57° gran palla di Coutinho per Neymar, il numero 10 tenta il tiro ma Stojikovic è attento e mette in corner. Clamorosa occasione per Mitrovic al 60°, l’attaccante gira di testa verso la porta una respinta di Alisson ma Thiago Silva è in traiettoria e salva. E’ un vero e proprio assedio della Serbia ma il Brasile tiene, al 65° Mitrovic colpisce di testa ma Alisson blocca. Nel momento di maggiore difficoltà il Brasile raddoppia con il colpo di testa di Thiago Silva su corner di Neymar. Nel finale Neymar cerca insistentemente il gol ma non riesce a trovarlo, finisce 2-0 il Brasile vince il suo gruppo e vola agli ottavi di finale.

     

    SERBIA – BRASILE 0-2 (35° Paulinho, 68° Thiago Silva)

    Serbia (4-2-3-1): Stojikovic; Kolarov, Velijkovic, Milenkovic, Rukavina; Milinkovic-Savic, Matic; Kostic (82° Radonjc), Ljajic (75° Zivkovic), Tadic; Mitrovic (89° Jovic).

    Allenatore: Krstajic.

    Brasile (4-2-3-1): Alisson; Fagner, Thiago Silva, Miranda, Marcelo (10° Filipe Luis); Paulinho (66° Fernandinho), Casemiro; Willian, Coutinho (80° Renato Augusto), Neymar; Gabriel Jesus.

    Allenatore: Tite.

    Arbitro: Faghani.

    Ammoniti: Ljajic (S), Matic (S), Mitrovic (S).

     

    Passiamo ora all’altra gara del Gruppo E di Russia 2018, Svizzera-Costa Rica. 

    Costa Rica, ormai matematicamente eliminata, sembra non aver niente da perdere e al 6° Borges con un buon colpo di testa colpisce il palo, al 7° altra occasione per i centroamericani ma Sommer salva sulla conclusione di Gamboa. Al 10° altro legno per Costa Rica, stavolta è Colindres a colpire la traversa con un tiro dal limite. La Svizzera si vede al 17° con un tiro di Gavranovic fuori non di molto. Costa Rica insiste e al 20° Sommer è ancora decisivo su conclusione di Colindres. Al 31° la Svizzera passa in vantaggio, lungo cross di Lichtsteiner, sponda di Embolo e tiro al volo di Dzemaili che batte Navas. Costa Rica torna a rendersi pericolosa ma al riposo si va con gli elvetici avanti 1-0.

    Si riparte senza cambi per il secondo tempo. Dopo un inizio senza emozioni, da un corner al 55° arriva il pareggio di Costa Rica grazie al colpo di testa di Waston. La partita continua sui binari dell’equilibrio, non si assiste a grandi palle gol. Al 78° Drmic cerca il colpo di testa vincente ma il pallone colpisce il palo. Al 87° la Svizzera trova il vantaggio con la conclusione rasoterra di Drmic su assist di Zakaria. Nel recupero prima l’arbitro assegna un rigore, che poi toglie per fuorigioco grazie al VAR, poi al 92° fischia un fallo di Zakaria in area, rigore confermato, dal dischetto va Ruiz, palla sulla traversa, testa di Sommer e gol. Finisce così, è un pareggio che permette alla Svizzera di ottenere il passaggio agli ottavi.

    SVIZZERA – COSTA RICA 2-2 (31° Dzemaili (S), 55° Waston (C) 87° Drmic (S), 92° aut. Sommer (S))

    Svizzera (4-2-3-1): Sommer; Rodriguez, Akanji, Schar, Lichtsteiner; Behrami (60° Zakaria), Xhaka; Embolo, Dzemaili, Shaqiri (81° Lang); Gavrinovic (69° Drmic).

    Allenatore: Petkovic.

    Costa Rica (5-4-1): Navas; Gamboa (93° Smith), Acosta, Gonzalez, Waston Manley, Oviedo; Colindres (81° Wallace), Borges, Guzman Perez (91° Azofeifa), Bryan Ruiz; Campbell.

    Allenatore: Ramirez.

    Arbitro: Turpin.

    Ammoniti: Gamboa (C), Campbell (C), Lichtsteiner (S), Zakaria (S), Schar (S).

     

     

     

     

     

     

  • Russia 2018, Brasile vittoria sofferta, bene Svizzera e Nigeria

    Russia 2018, Brasile vittoria sofferta, bene Svizzera e Nigeria

    Tanta fatica, paura di non farcela e complicare il girone del Mondiale di Russia 2018 ma alla fine il Brasile è riuscito con qualche fatica a battere Costa Rica.

    Un 2-0 concretizzatosi nei minuti di recupero con i gol di Coutinho e Neymar, dopo un primo tempo piuttosto moscio e con poche idee, l’ingresso di Douglas Costa ad inizio ripresa e di Firmino poco dopo, ha dato quell’accelerazione e quella freschezza che alla fine ha portato a sbriciolare il muro difensivo di Costa Rica.

    Sicuramente tra gli uomini copertina c’è Neymar che ha subito diversi falli, ha sprecato alcune occasioni, si è visto fischiare e poi togliere un rigore con il VAR ed al 97° ha trovato il gol del 2-0 prima di scoppiare a piangere.

    Dopo il Brasile è stato il turno di Nigeria ed Islanda, la squadra africana giocava per se, una sconfitta sarebbe valsa l’eliminazione, ed anche involontariamente per l‘Argentina. 

    Dopo un primo tempo noioso, si è scatenato Musa che con la doppietta ha piegato il team nordico ed ha reso tutto aperto nel girone D. Rammarico per l’Islanda per il rigore fallito da G.Sigurdsson che avrebbe, a 5 minuti dalla fine, riaprire il match.

    Gran partita in serata tra Serbia e Svizzera, un vero e proprio spareggio qualificazione, essendo lo stesso girone del Brasile, che ha visto la Serbia andare avanti dopo 5 minuti con Mitrovic e poi venir raggiunta ad inizio ripresa da Xhaka e sorpassata al 90° da Shaqiri per il trionfo svizzero. I rossocrociati fanno così un gran passo verso la qualificazione, la Serbia dovrà giocarsi le residue speranze nel match col Brasile. 

    Si comincia con la prima sfida di giornata, valevole per il secondo turno della fase a gironi, del gruppo E di Russia 2018. 

    Si parte e come prevedibile a fare la partita è il Brasile, è però un possesso palla sterile, Costa Rica si chiude bene e non concede occasioni. Al 13° la prima occasione è per i centroamericani con Borges bravo a farsi trovar pronto sul passaggio arretrato di Gamboa, il suo tiro esce di poco. Al 25° il Brasile trova il vantaggio ma Gabriel Jesus è nettamente in fuorigioco sul tiro di Marcelo. I verdeoro crescono e al 27° Neymar si inserisce ma non controlla bene, Navas riesce a salvare. Marcelo prima, Coutinho poi, ci provano col tiro da fuori ma non trovano lo specchio. Non accade molto altro, al riposo si va sul risultato di 0-0.

    Si riparte con l’ingresso di Douglas Costa al posto di Willian. Al 49° super doppia chance per il Brasile, Gabriel Jesus si alza e colpisce di testa ma il pallone si stampa sulla traversa, la palla torna a disposizione di Coutinho che calcia ma la difesa di Costa Rica si salva con un po’ di affanno. Il Brasile aumenta i ritmi, al 56° serve un gran riflesso di Navas per salvare la conclusione al volo di Neymar. Neymar è nuovamente protagonista al 72° il suo tiro da fuori esce di pochissimo. Al 78° accelerazione di Douglas Costa che serve Jesus che appoggia verso Neymar, Gonzalez tocca l’attaccante che cade, Kuipers indica il dischetto. Richiamato dal VAR l’arbitro rivede le immagini e cambia idea, niente rigore. Sembra una partita stregata ma al 91° Coutinho s’infila in area e con un tocco di punta supera Navas. AL 93° splendida giocata Firmino-Coutiho-Firmino con il calciatore del Liverpool che non riesce a concludere bene. Al 97° c’è gioia anche per Neymar che spinge in rete il perfetto assist di Douglas Costa. Finisce così il Brasile soffre ma vince, finisce già l’avventura di Costa Rica a Russia 2018. 

     

    BRASILE – COSTA RICA 2-0 (91° Coutinho, 97° Neymar)

    Brasile (4-2-3-1): Alisson; Fagner, Thiago Silva, Miranda, Marcelo; Casemiro, Paulinho (68° Firmino); Willian (46° Douglas Costa), Coutinho, Neymar; Gabriel Jesus (93° Fernandinho).

    Allenatore: Tite.

    Costa Rica (5-4-1): Navas; Gamboa (75° Calvo), Gonzalez, Acosta, Duarte, Oviedo; Venegas, Guzman (84° Tejeda), Borges, Bryan Ruiz; Ureña (54° Bolanos).

    Allenatore: Ramirez.

    Arbitro: Kuipers.

    Ammoniti: Neymar (B), Coutinho (B), Acosta (C).

     

    Passiamo adesso alla sfida valevole per il girone D di Russia 2018.

    Pronti via e l’Islanda si conquista una punizione, calciata da G.Sigurdsson e respinta in corner da Uzoho. La partita si mantiene equilibrata, senza grandi emozioni, con le squadre che non vogliono correr rischi. Al 45° una punizione di G.Sigurdsson crea qualche apprensione alla difesa nigeriana, nessuno però riesce a toccare in gol. Il primo tempo finisce 0-0.

    La partenza della Nigeria è decisamente ottima tant’è che al 49° Moses si lancia sulla fascia, crossa in mezzo, Musa controlla, fa toccare terra al pallone e lo colpisce sorprendendo Halldórsson per il gol del 1-0. Al 57° bel tiro di Ndidi che con una deviazione si impenna, Halldórsson non si fa sorprendere. L’Islanda prova a fare la partita, la Nigeria attende e prova a rendersi insidiosa con le ripartenze veloci. Al 72° Balogun sorprende tutti con il suo colpo di testa su azione da corner, palla alta di poco. Passano due minuti ed è la traversa, su buon tiro da fuori, a dire no alla possibile doppietta di Musa. Doppietta rimandata solo di un minuto perché su lancio lungo Musa salta Arnason, dribbla Halldórsson e poi deposita in rete. Al 79° ingenuità di Ebuehi che tocca Finnbogason in area, l’arbitro non fischia ma viene richiamato dal VAR e viste le immagine assegna il rigore che però G.Sigurdsson calcia alto. Sostanzialmente l’errore di G.Sigurdsson chiude il match, vince la Nigeria 2-0 e tiene così viva ogni possibilità di qualificazione agli ottavi di Russia 2018.

     

    NIGERIA – ISLANDA 2-0 (49°, 75° Musa)

    Nigeria (3-5-2): Uzoho; Omeruo, Ekong, Balogun; Moses, Etebo (90° Iwobi), Obi Mikel, Ndidi, Idowu (46° Ebuehi); Musa, Iheanacho (84° Ighalo).

    Allenatore: Rohr.

    Islanda (4-4-2): Halldórsson; Saevarsson, Arnason, R.Sigurdsson (65° Ingason), Magnusson; Gíslason, Gunnarsson (87° Skulason), G.Sigurdsson, Bjarnason; Bödvarsson (71° Sigurdarson), Finnbogason. .

    Allenatore: Hallgrimsson.

    Arbitro: Conger.

    Ammoniti: Idowu (N)

     

    Veniamo adesso all’ultima gara di questa giornata di Russia 2018.

    Parte meglio la Serbia che ha subito una bella occasione con il colpo di testa di Mitrovic, Sommer si salva. Al 5° la sfida si ripete, ma stavolta ha la meglio Mitrovic il cui colpo di testa finisce in rete. La risposta svizzera è sui piedi di Dzemaili che, servito con precisione cerca di sorprendere con il tocco volante Stojkovic, il portiere serbo si salva con il guizzo. La partita si mantiene viva, al 30° occasione per Dzemaili ci prova ma spreca la buona occasione. Sul finale di tempo ci prova Tadic ma la sua conclusione esce di poco. Si va al riposo con la Serbia avanti 1-0.

    Si riparte con l’ingresso di Gavranovic per Seferovic nella Svizzera. Al 52° Shaqiri va alla conclusione e colpisce Kolarov, la palla arriva a Xhaka che colpisce al volo e realizza un gran gol. La Svizzera ci crede e al 58°, con un gran tiro a giro di Shaqiri, colpisce l’incrocio dei pali. La partita si mantiene vivace, entrambe vogliono vincere anche perché il pareggio non serve a nessuna delle due. Al 90° ripartenza velocissima di Shaqiri che riesce a presentarsi solo davanti a Stojkovic e con un tocco morbido lo batte per il vantaggio della Svizzera. Finisce così, la Svizzera in rimonta batte la Serbia e aggancia il Brasile in testa al girone E di Russia 2018.

     

    SERBIA – SVIZZERA 1-2 (5° Mitrovic (Se), 52° Xhaka (Sv), 90° Shaqiri (Sv))

    Serbia (4-2-3-1): Stojkovic; Ivanovic, Milenkovic, Tosic, Kolarov; Matic, Milivojevic (81° Radonjic); Tadic, Milinkovic-Savic, Kostic (64° Ljajic); Mitrovic.

    Allenatore: Krstajic.

    Svizzera (4-2-3-1): Sommer; Lichtsteiner, Schär, Akanji, Rodriguez; Behrami, Xhaka; Shaqiri, Dzemaili (72° Embolo), Zuber (93° Drmic); Seferovic (46° Gavranovic).

    Allenatore: Petkovic.

    Arbitro: Brych.

    Ammoniti: Milinkovic-Savic (Se), Milivojevic (Se), Matic (Se), Mitrovic (Se), Shaqiri (Sv).

  • Russia 2018, cade la Germania, delude anche il Brasile

    Russia 2018, cade la Germania, delude anche il Brasile

    E’ stata una giornata incredibile e piena di sorprese quella appena conclusasi al Mondiale di Russia 2018.

    In questa domenica erano in programma gli esordi per due grandissime favorite, la Germania, campione del mondo in carica, e il Brasile ed entrambe hanno deluso.

    Una Germania poco equilibrata e poco incisiva sotto porta ha concesso molte occasioni al Messico e dopo aver subito il gol di Lozano, su una ripartenza, non è stata in grado di recuperare il risultato ed è uscita sconfitta per 1-0.

    Il Brasile invece, partito molto bene e con 20 minuti di bel gioco, ha sbloccato il risultato con un gioiello di Coutinho ma poi ha abbassato i ritmi, ha permesso alla Svizzera di crederci e ha incassato il gol di Zuber, su azione di corner ad inizio ripresa.

    Nell’altra gara di giornata sorride la Serbia che, grazie ad un gran gol di Kolarov su calcio di punizione, ha sconfitto 1-0 Costa Rica ed ha conquistato così la vetta del girone.

     

    Veniamo al racconto della prima gara di questa giornata a Russia 2018. 

    Si parte con un certo equilibrio, la prima emozione al 12° quando Gonzalez, tutto solo in mezzo all’area colpisce male di testa spedendo alto. La partita la fa la Serbia, a parte però due buoni inserimenti di Milinkovic-Savic, la porta di Navas non corre rischi. Il primo tempo si chiude sullo 0-0.

    Si riparte ed al 50° Milinkovic-Savic mette Mitrovic davanti a Navas, la sfida tra i due la vince il portiere che respinge la conclusione. Al 56° Kolarov pennella una punizione perfetta che non lascia scampo all’estremo difensore del Costa Rica, Serbia in vantaggio. La squadra di Ramirez prova un tentativo di assalto ma non riesce a creare occasioni nitide. Costa Rica insiste, la Serbia spreca le chance di 2-0 in contropiede, alla fine, dopo quasi 8 minuti di recupero l’arbitro fischia la fine, la prima gara del gruppo E di Russia 2018 la vince la Serbia 1-0.

     

    COSTA RICA – SERBIA 0-1 (56° Kolarov)

    Costa Rica (5-4-1): Navas; Gamboa, Acosta, Gonzalez, Duarte, Calvo; Venegas (60° Bolanos), Guzman (73° Colindres), Borges, Bryan Ruiz; Ureña (66° Campbell).

    Allenatore: Ramirez.

    Serbia (4-2-3-1): Stojkovic; Ivanovic, Milenkovic, Tosic, Kolarov; Matic, Milivojevic; Tadic (82° Rukavina), Milinkovic-Savic, Ljajic (70° Kostic); Mitrovic (89° Prijovic).

    Allenatore: Krstajic.

    Arbitro: Diedhiou.

    Ammoniti: Calvo (C), Guzman (C), Ivanovic (S), Prijovic (S).

     

    Ora andiamo a raccontare la partita d’esordio a Russia 2018 dei campioni del mondo in carica della Germania.

    La partenza è frizzante ed in soli due minuti si registrano una chance per parte. Il Messico tiene alti i ritmi ed impegna due volte Neuer. E’ una sfida che viaggia su ritmi alti, con potenziale occasioni da ambo i lati. Al 35° l’ennesima ripartenza messicana si concretizza con Lozano che dentro l’area batte Neuer. La risposta tedesca è immediata, il calcio di punizione di Kroos è quasi perfetto ma Ochoa la tocca quanto basta per metterla sulla traversa. Il primo tempo si chiude con il Messico meritatamente avanti 1-0.

    Ci si aspetta una Germania aggressiva ed invece i tedeschi tengono ritmi troppo bassi per sorprendere la difesa messicana. La squadra di Low mantiene un atteggiamento spregiudicato e concede spazi al Messico che però non li sfrutta per trovare il potenziale 2-0. Il copione non cambia, Germania a provare di trovare il pareggio, Messico pronto a chiudersi e ripartire. Low prova ad inserire più punte, Brandt con un gran tiro sfiora il palo ad un minuto dal 90°. Finisce così, il Messico compie l’impresa di battere la Germania.

     

    GERMANIA – MESSICO 0-1 (35° Lozano)

    Germania (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, Boateng, Hummels, Plattenhardt (79° Gomez); Kroos, Khedira (60° Reus); Müller, Özil, Draxler; Werner (86° Brandt).

    Allenatore: Low.

    Messico (4-2-3-1): Ochoa; Salcedo, Ayala, Moreno, Gallardo; Herrera, Guardado (73° Marquez); Layùn, Vela (58° Alvarez), Lozano (66° Jimenez); Hernandez.

    Allenatore: Osorio.

    Arbitro: Faghani.

    Ammoniti: Moreno (M), Muller (G), Hummels (G), Herrera (M).

     

    Concludiamo con l’ultima gara odierna, l’esordio al Mondiale del Brasile.

    La partenza del Brasile è super, ritmi alti, giocate veloci. Al 12° Paulinho si lancia in area sfruttando un’indecisione della difesa Svizzera, il centrocampista verdeoro colpisce male la palla e Sommer riesce a salvarsi, anche se la terna non concede il corner. Al 20° il Brasile passa in vantaggio con Coutinho che lascia partire un tiro a giro stupendo, che bacia il palo interno e s’insacca. Trovato il gol il Brasile inizia ad abbassare i ritmi, la Svizzera si fa più audace, ci mette più intensità ma alla fine Alisson non corre rischi. Si va al riposo sul 1-0 Brasile.

    Pronti via, la Svizzera ci prova e al 50° trova il pareggio con il colpo di testa di Zuber su azione da corner. La Svizzera ci crede e prova a rendersi insidiosa, mantenendo sempre la giusta intensità. I verdeoro provano nuovamente a premere sull’acceleratore ma non riescono a sfondare il muro elvetico. Al 90° Sommer è bravissimo a respingere il colpo di testa di Firmino su punizione di Neymar. Al 91° è Miranda ad avere la grande chance ma la sua conclusione passa molto vicina al palo ma esce. Nell’ultimissimo minuto di recupero ci prova anche Renato Augusto ma Schar è attento e respinge a due passi dalla linea. Finisce così, la Svizzera riesce a fermare sul pareggio il Brasile.

     

    BRASILE – SVIZZERA 1-1 (20° Coutinho (B), 50° Zuber (S))

    Brasile (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Miranda, Thiago Silva, Marcelo; Casemiro (60° Fernandinho), Paulinho (67° Renato Augusto); Willian, Coutinho, Neymar; Gabriel Jesus (79° Firmino).

    Allenatore: Tite.

    Svizzera (4-2-3-1): Sommer; Lichtsteiner (87° Lang), Schar, Akanji, Rodriguez; Behrami (70° Zakaria), Xhaka; Shaqiri, Dzemaili, Zuber; Seferovic (80° Embolo).

    Allenatore: Petkovic.

    Arbitro: Ramos.

    Ammoniti: Lichtsteiner (S), Casemiro (B), Schar (S), Behrami (S).

     

  • Francia-Svizzera 1-2: Wawrinka e Federer da applausi

    Francia-Svizzera 1-2: Wawrinka e Federer da applausi

    Francia-Svizzera, dopo il doppio disputato sabato pomeriggio, vede la squadra elvetica avanti grazie al successo ottenuto con il punteggio di 6-3; 7-5; 6-4 in 2 ore e 12 minuti di gioco. Troppi forti i numeri 2 e 4 del mondo per la coppia francese nella quale militato due tennisti non di livello mondiale.

    Il primo set tra Francia-Svizzera è durato appena mezzora. Il duo francese ha pagato caro l’unico passaggio a vuoto con Benneteau che perde il servizio nel sesto game con tre errori di un incerto Gasquet. Gli svizzeri, con Federer molto ispirato a rete, confermano il vantaggio e arrivano indenni al 6-3 senza concedere opportunità agli avversari.

    La Coppa Davis in palio nel match tra Francia-Svizzera
    La Coppa Davis in palio nel match tra Francia-Svizzera

    Il secondo set ha visto la gara animarsi: i francesi sono riusciti a tenere la gara in avvio di set: gli svizzeri hanno dovuto sventare 5 break point, di cui 2 sotto per 4-3. A questo punto l’inerzia del match è girata a favore del duo Wawrinka-Federer; il duo francese è andato di nuovo in affanno con Gasquet che non supporta adeguatamente Benneteau; i padroni di casa si sono salvati con quattro punti consecutivi sul 4-4 sotto 15-40. La rimonta però non è riuscita a pieno nell’undicesimo gioco: Federer ha fulminato Benneteau con un passante di rovescio: è il punto del 6-5 che prelude al game successivo dove la Svizzera ha conquistato il secondo set.

    La coppia francese ha accusato il colpo, anche dal punto di vista psicologico, e in avvio di terzo set ha avuto momenti difficili: E’ calato anche Benneteau sofferente alla schiena e gli elvetici ne hanno approfittato prontamente. Il break decisivo è arrivato quando il match era sul 2-2: da qui gli svizzeri hanno preso il largo andando a chiudere il doppio con il punteggio di 6-4.

    Un punto importantissimo che avvicina la Svizzera alla sua prima Coppa Davis, oggi la Francia deve, per alzare il trofeo, trionfare in entrambi i singolari. Svizzera, ovviamente favorita ora, schiena di Federer permettendo.

  • Svizzera: l’insalatiera d’argento è tua

    Svizzera: l’insalatiera d’argento è tua

    La Svizzera conquista la sua prima insalatiera d’argento della storia, e lo fa grazie alla vittoria ottenuta da Roger Federer ai danni di Gasquet con il punteggio di 6-4; 6-2; 6-2. Forse alla fine è giusto cosi, è giusto che, quando una nazionale si presenta in finale di Coppa Davis con i migliori tennisti, con i più forti, il risultato non possa essere che la conquista del trofeo. E alla fine per Roger Federer è venuto a cadere l’ultimo tabù, conquistando l’unico trofeo che ancora mancava alla sua invidiabile carriera.

    Il primo set ha visto subito nel terzo game l’allungo dello svizzero: Gasquet perde il servizio da 30-0. Bellissimo l’ultimo punto di Federer che sorprende l’avversario con un passante lungo linea all’incrocio delle righe; in totale sicurezza, Federer archivia il primo set. 6-4, punteggio che sarebbe potuto essere anche più largo. Lo svizzero è in totale controllo, Gasquet non pervenuto in risposta.

    La nazionale Svizzera in trionfo per la conquista della Coppa Davis
    La nazionale Svizzera in trionfo per la conquista della Coppa Davis

    Subito break per Federer in apertura di secondo set il quale si porta avanti 2-0; man mano che passano i game lo svizzero prende il largo portandosi avanti per 5-2 e riuscendo a chiudere il secondo parziale con l’ennesimo game a 0 con una pregevole voleè.

    Nel terzo set il break decisivo arriva al quinto game dove Federer si porta sul 3-2: Gasquet non è riuscito a salvarsi ai vantaggi. Nel settimo gioco Gasquet crolla e Federer si porta avanti per 5-2, chiudendo il match nel game successivo per 6-2.

    Federer ha vinto, conquistando la Davis disputando un grande match sulla terra rossa di Lille;  Gasquet è stato dominato senza opporre la minima resistenza allo strapotere dell’avversario, impeccabile al servizio, 0 break point concessi e in risposta. Nel finale l’emozionante esultanza dello svizzero che bacia la terra e si commuove nell’abbracciare il capitano Luthi, Wawrinka, Lammer e Chiudinelli.

    Roger Federer, tutta la Svizzera, ha inseguito a lungo l’insalatiera d’argento e ora se la possono godere, la schiena di Federer, che tanti problemi ha provocato al tennista di Basilea, sembra ora un lontano ricordo.

  • Francia-Svizzera vale la Davis Cup

    Francia-Svizzera vale la Davis Cup

    Come da  tradizione, il giovedì è il giorno dedicato a definire gli accoppiamenti dei match.

    La notizia principale è quella che Federer ci sarà a Lille, gli ultimi due allenamenti sostenuti con il resto del team hanno dato esito positivo, Roger Federer non è al meglio della condizione, ma l’allenatore Luthi ha deciso di schierarlo come primo singolarista. Qualche percentuale di dubbio ancora persiste: in Davis Cup , infatti, gli accoppiamenti di singolare e doppio si possono cambiare fino a un’ora precedente l’incontro. Per ora, comunque, i tifosi elvetici possono tirare un sospiro di sollievo.

    La finale si aprirà domani, venerdi 21 novembre, con la sfida che vedrà opposti Jo Tsonga e Stanislav Wawrinka: sarà il quinto match che i due tennisti disputeranno sulla terra, fin ad ora il bilancio è in parità. A seguire la sfida tra Roger Federer Gaël Monfils: tra i due tennisti sarà il quinto confronto in questo 2014: i precedenti sono stati a

    L'insalatiera d'argento in palio nella sfida Francia-Svizzera
    L’insalatiera d’argento in palio nella sfida Francia-Svizzera

    vantaggio dello svizzero il quale ha trionfato sul cemento di Cincinnati e allo US Open; la partita si presenta al quanto insidiosa per Federer in quanto i segnali arrivati lo scorso weekend a Londra hanno evidenziato il persistere del problema alla schiena che può palesarsi in qualsiasi momento.

    Per quanto riguarda il doppio in programma sabato  Luthi e Clement, i due allenatori,  hanno schierato gli altri membri del team esclusi dal singolare. Se la coppia francese, formata da Benneteau e Gasquet, ha discrete chance di disputare la sfida, quella Svizzera composta da Lammer e Chiudinelli potrebbe essere cambiata con l’inserimento, eventuale, di uno dei due big con Wawrinka, ovviamente, maggiore indiziato.

    Domenica, qualora ovviamente la Coppa non fosse stata già assegnata, sono in programma gli ultimi due singolari: Federer-Tsonga e Wawrinka-Monfils. 

    La Francia non vince il trofeo dal 2001, quando in finale ebbe la meglio dell’Australia per 3-2 andando a vincere a Melbourne alla Rod Rover Arena; da quella vittoria due finali disputate ed entrambe perse contro la Russia, l’anno dopo, per 2-3 a Parigi al Palais Omnisport e nel 2010, a Belgrado alla Beogradska Arena, dalla Serbia per 2-3. La Svizzera non ha mai vinto l’insalatiera d’argento: l’ultima finale disputata nel 1992, persa per 3-1 contro gli Usa a Fort Worth al Tarrant County Center.

    Ecco programma e orari della Finale Francia-Svizzera: 

    Venerdì 21 novembre

    Tsonga – Wawrinka (ore 14)
    Federer – Monfils

    Sabato 22 novembre

    Benneteau/Gasquet – Lammer/Chiudinelli (o Wawrinka/Federer) (ore 15.30)

    Domenica 23 novembre

    Tsonga – Federer (ore 13)
    Monfils – Wawrinka

  • Davis Cup: Fognini ko, Svizzera in Finale

    Davis Cup: Fognini ko, Svizzera in Finale

    Roger Federer sconfigge per 3-0 set Fabio Fognini e regala alla Svizzera una finale di Davis Cup che manca da 22 anni. I santi che aveva invocato Fognini in conferenza stampa non si sono materializzati, hanno scelto la Svizzera la quale sfiderà in finale la Francia dal 21 al 23 novembre la Francia a Lille. Nessuna rimonta, nessuna impresa, lo dicevano i pronostici, la caratura dei singolaristi svizzeri e cosi è stato.

    E’ finita con il punteggio di 6-2; 6-3; 7-6, trasformando il parziale dei singolari in un impietoso 9 a 0 per gli svizzeri; scelta azzeccata quella di capitan Luthi il quale ha scelto di far riposare il suo numero uno Federer nel doppio di sabato.

    Fabio Fognini in un colpo col dritto
    Fabio Fognini in un colpo col dritto

    Fognini ha potuto poco confermando le statistiche che vedono il ligure sulle superfici veloci in netta difficoltà: 5-35 il numero dei set vinti/persi. A fare la differenza è stata la bravura, la capacità di sapersi tirare fuori dai momenti difficili che solo i campioni sanno fare; quella capacità che permette di far girare le partite anche nelle giornate dove la miglior forma viene meno. Lo svizzero è stato implacabile al servizio, spegnendo fin da subito le velleità del ligure; ad inizio del terzo set l’azzurro ha alzato il livello del suo tennis. Sono arrivati a questo punto scambi pregevoli, altre quattro palle break e un terzo set che si è protratto fino al tie break. Nel momento chiave si è verificato questo: seconda di servizio di Fognini a 132 km/h risposta vincente di Federer, ace successivo dello svizzero e finale in cassaforte.

    Cosi la Svizzera vola in Finale, sarà la prima volta di Roger Federer il quale cercherà, per sè e per la sua nazione, di portare a casa l’unico trofeo che manca alla sua incredibile carriera.

    Il quinto match in programma, ormai inutile ai termini di raggiungimento di finale, Andreas Seppi ha sconfitto Lammer in tre set 6-4; 1-6; 6-4 conquistando il secondo punto per l’Italia.

     

  • Davis Cup: il doppio azzurro è ok

    Davis Cup: il doppio azzurro è ok

    Il doppio italiano conquista il primo punto nella semifinale di Davis Cup e tiene ancora vive le speranze per una eventuale qualificazione alla finale. Ora la Svizzera è avanti per 2-1.

    Ci sono volute quasi quattro ore di lotta agli azzurri per poter portare a casa il primo punto: 7-5; 3-6; 5-7; 6-3; 6-2: sono stati Simone Bolelli e  Fabio Fognini a portare all’Italia il punto della speranza; la coppia azzurra ha dovuto soffrire più del previsto per avere la meglio sulla coppia Svizzera. Fognini è stato ancora una volta infelice sia al servizio che in risposta; dalla metà del quarto set in avanti la coppia azzurra ha faticato tantissimo per rimanere a contatto degli elvetici con Wawrinka non al top e Chiudinelli che trovava la fiducia crescere vista l’incapacità degli italiani di effettuare risposte convincenti.

    La grinta di Fabio Fognini
    La grinta di Fabio Fognini

    Indicativo è stato infatti il finale di terzo set, quando grazie a un paio di risposte di Chiudinelli, sul servizio di Fognini, la coppia elvetica trovava il break nell’undicesimo gioco tenendo il servizio. Subito dopo c’è stato il passaggio a vuoto al servizio Wawrinka che, dopo più di 3 ore di gioco, perdeva per la prima volta il servizio nel sesto game del quarto set portando finalmente in partita

    Fognini e lasciando spazio a un finale tutto made in italy.La quarta sconfitta, su cinque incontri in Davis, per la coppia Chiudinelli-Wawrinka si è così materializzata quasi subito a inizio del quinto set, chiuso poi con fatica il gioco che ha portato l’Italia sul 3-1, è stata una discesa per gli azzurri che hanno così firmato il punto dell’1 a 2.

    Domani si giocheranno gli ultimi due decisivi singolari: Fognini contro Federer e Bolelli contro Wawrinka. La speranza di vedere gli azzurri qualificati alla finale di dicembre è molto scarsa,  ma entrambi i tennisti hanno il dovere e l’obbligo di provarci fino all’ultimo punto.

    Nell’altra semifinale la Francia, già con il doppio, conquista la finale sconfiggendo per 3-0 la Repubblica Ceca.  Tsonga e Gasquet sconfiggono Berdych e Stephanek con il punteggio di 6-7; 6-4; 7-6; 6-1.

  • Davis Cup: pronostico rispettato per la Svizzera

    Davis Cup: pronostico rispettato per la Svizzera

    Sulla carta l’impresa era ardua, difficile, come scalare una montagna e cosi si è, in effetti, rivelato. Il primo giorno della semifinale di Davis Cup dice Svizzera Italia 2 a 0. 

    Gli elvetici hanno imposto la loro, conosciuta, superiorità, imponendosi nei due incontri con un totale di 6 set a 0. Simone Bolelli ha disputato una grande partita ma, nonostante ciò, Federer ha chiuso il match in tre set con il punteggio di: 7-6; 6-4; 6-4 regalando alla Svizzera il primo punto della semifinale.

    Roger Federer in azione
    Roger Federer in azione

    Spinto dai 18mila spettatori del PalaExpo Roger Federer non ha tradito le attese, giocando al meglio tutti i momenti chiave del match e e regolando Bolelli da vero maestro; l’azzurro ha confermato, anche oggi, gli enormi progressi avuti negli ultimi mesi di attività ma è stato lo svizzero a non permettergli di spingersi oltre i complimenti che fanno piacere ma non portano punti utili. Pur effettuando un ottimo servizio e giocando alla pari, per lungo tempo, sul diagonale di dritto, è stato Federer ad avere la meglio nei momenti topici del match; il tie-break del primo set, quando è bastato un piccolo mini break conquistato con una discesa a rete a fare la differenza.

    Federer è stato forte mentalmente grazie ad una tranquillità del primo set conquistato nonostante dall’altra parte  Bolelli stesse fornendo il suo miglior tennis possibile. Allo svizzero sono bastati due break  per set e, l’opportunità migliore dell’azzurro, le due palle break del decimo gioco del secondo set, sono state annullate da un grande Federer,

    I complimenti a Bolelli vanno fatti ma la Svizzera è avanti.

    Dopo Bolelli con Federer anche Fabio Fognini si deve arrendere a Stanislav Wawrinka; nel secondo singolare non c’è mai stata partita, il tennista ligure è stato tradito da un servizio a lungo deficitario e da una seconda di servizio sulla quale Wawrinka ha sparato sempre molto forte. Dopo venti minuti l’elvetico era già avanti per 4-1, dopo mezz’ora un set avanti: lo svizzero ha dimostrato di essere superiore, con un gioco superiore, con una velocità di palla superiore. A metà del secondo set Fognini ha avuto l’opportunità di cambiare l’inerzia del match: sotto di un break, un passaggio a vuoto dello svizzero aveva permesso all’azzurro di rientrare  e poi di trovare una palla per il 4-3 che avrebbe, forse, cambiato la storia del secondo set. E’ bastato un ace dello svizzero per ritrovare la retta via e di chiudere il secondo parziale.

    Dopo soli due match la Svizzera vede vicino la finale della Davis Cup che manca dal 1992.