Tag: Serie A 2015/16

  • Serie A, squadre sull’orlo di una crisi di nervi

    Serie A, squadre sull’orlo di una crisi di nervi

    La Serie A si sa, non è come la Bundesliga, la Liga o la Ligue 1, è un campionato nervoso che soprattutto non riesce a vivere solo di luce riflessa dettata dalle big o dalla squadra di riferimento. La Serie A produce ogni anno piccoli miracoli sportivi, sforna volti che fanno esaltare temporaneamente il pubblico e soprattutto non certifica mai o quasi mai l’assoluta verità delineata soltanto pochi mesi prima alla fine di un campionato e l’inizio del nuovo.

    E’ come un rigenerarsi di opportunità e di sogni che si apre e si chiude nell’arco di dodici mesi e nella frenetica sessione di un mercato può “terremotarsi“. Prendiamo i dati del campionato chiuso a maggio e le aspettative che c’erano le troviamo dissolte nella Serie A di quest’anno. In tutto questo ci sono passaggi che sono la storia del nostro campionato, che restano una costante nel tempo, e che lo certificano come sempre uno dei più equilibrati. Livellato verso il basso o verso l’alto, questo lo decide il confronto poi con i riferimenti europei (Barcellona, Bayern etc. etc.).

    Rudy Garcia | Foto Twitter
    Rudy Garcia | Foto Twitter

    Un terzo del campionato di Serie A è andato e i primi segnali della stagione sono stati lanciati, tra questi si registrano come detto le variabili che girano aprendo scenari e chiudendone altri. Ci si aspettava, con il suicidio di mercato della Juventus, una Roma dominante ed invece viene confermata una squadra che vive in un contesto mai contento, di alti e bassi spaventosi e un rapporto con l’Europa che conta decisamente di soggezione. Come l’anno scorso dopo le sette reti subite con il Bayern Monaco anche quest’anno, dopo i sei gol presi al Camp Nou, i giallorossi sembrano avviati verso un declino con rumors sull’allenatore e ambiente sul piede di guerra.

    La Lazio è in una situazione simile, ma dalla nuova stagione aveva aspettative diverse, pertanto si può dire che la crisi di nervi è meno forte sul morale e più pesante sui risultati, non vince in Serie A dal 25 ottobre contro il Torino, mentre in coppa fa il suo dovere. L’esito di questa stagione, per ora, conferma quanto alcuni sostenevano l’anno scorso, ovvero che i biancocelesti e Pioli avevano concluso un’annata straordinaria sopra le potenzialità della squadra e forse oggi si ha una dimensione più veritiera dei capitolini.

    Totò Di Natale | Foto Twitter
    Totò Di Natale | Foto Twitter

    A metà classifica in settimana abbiamo assistito allo sfogo di Di Natale in casa Udinese, una delle piazze più tranquille della Serie A, sfogo dettato dalle voci che lo vedrebbero ritirarsi a gennaio dal calcio non confermate e dalle stesse voci che metterebbero il suo malumore in relazione alle scelte di Colantuono. Si tratta di una reazione complicata e umorale del giocatore, che produce una piccola sveglia alla squadra, vincente contro il Chievo, ma che al tempo stesso mette ombre sull’ambiente pronto a inaugurare il nuovo stadio finito nel match contro la Juventus nel nuovo anno, ma forse proprio senza il campione più rappresentativo.

    A Genova è derby tutto l’anno, se al sabato la Sampdoria va male con il rinato Milan a San Siro, alla domenica al Ferraris il tifo genoano si aspetta il sorpasso in classifica sui cugini del resto di fronte c’è il battibile Carpi. Dopo pochi minuti una gomitata inspiegabile di Pavoletti mette il Grifone in una pericolosa salita che non riuscirà a superare seppur in vantaggio per primo. Il Carpi che tutti danno per già retrocesso ottiene la sua seconda vittoria stagionale e rimette il Genoa a ridosso della zona retrocessione. Morale della favola, Gasperini contestato nelle scelte post espulsione di Pavoletti e il viatico del derby del 6 gennaio mantenuto nervosamente sempre ad alti livelli. La Sampdoria dopo l’esonero di Zenga è letteralmente sprofondata, sia con i risultati che con il morale, l’aeroplanino Montella non riesce a far decollare i blucerchiati e se c’è ancora aria di attesa per vedere i primi passi della nuova Samp con l’avvicinarsi della stracittadina aumenta la preoccupazione di aver preso una topica con il cambio del tecnico, forse nel momento sbagliato della stagione.

    Proprio su questo filo immaginario, dettato dal sistema nervoso, soprattutto queste ultime due e l’Udinese devono stare attente perché il rischio è quello di ritrovarsi invischiati in lotte pericolose dove proprio il nervoso può giocare brutti scherzi, soprattutto quando i tuoi avversari sono in Serie A con nulla da perdere e mostrano lievi progressi ogni settimana, Hellas esclusa perché pare già rassegnata.

     

  • Zenga: Dubai, la barba tinta e Montella

    Zenga: Dubai, la barba tinta e Montella

    Sono ore di grande fermento quelle che si stanno vivendo in casa Sampdoria riferite a Walter Zenga, esonerato dal presidente Ferrero proprio oggi e dove si fanno già i nomi dei sostituti, tra i quali proprio Vincenzo Montella. Un susseguirsi di voci, notizie, smentite e parziali conferme che si sono accavallate da subito dopo la fine del match contro la Fiorentina in poi. Ma la verità è che tutto nasce da un po’ più lontano e forse da una piazza che “l’uomo ragno“, come allenatore, non l’ha mai amato.

    La Sampdoria occupa la parte sinistra della classifica, a tratti ha mostrato un bel gioco, soprattutto davanti, ha battuto squadre davanti a lei in classifica ed è una delle sorprese della stagione in Serie A. Tuttavia tra il club ligure e l’ex-portierone della Nazionale è nata la burrascosa aria del divorzio.

    Walter Zenga | Foto Twitter
    Walter Zenga | Foto Twitter

    Se i risultati danno parzialmente ragione a Zenga l’ambiente se ne è allontanato sempre di più fino all’esonero di oggi, vediamo perché.

    In diverse partite il tecnico ha schierato formazioni che poi hanno dovuto subire cambi in corsa per riparare le cose, in alcuni casi è andata bene in altri no. Non piace alla piazza la gestione del cosiddetto turn-over e il poco utilizzo in esso di Antonio Cassano, vero e proprio idolo della tifoseria e riabbracciato da essa a “furor di popolo” in estate.

    Anche i media liguri non hanno certo aiutato questa unione, infatti non è stata mai persa l’occasione di rimarcare eventuali divergenze tra il tecnico e i giocatori o la dirigenza, ultimo in ordine temporale una mezza frase catturata dai microfoni, proprio di Cassano, che si è tramutata in un “caso”.

    ZENGA, LA FIORENTINA E QUELLA BARBA FINTA

    Il match con la Fiorentina ha denotato la netta superiorità della squadra di Sousa, inoltre la Samp è sempre stata fuori dalla partita, da stabilire i grandi meriti della squadra viola e i demeriti di una Sampdoria abulica. Risultato, uno 0-2 che non ha lasciato spazio a repliche e il costante pallino del gioco in mano ai viola.

    La barba tinta di Walter Zenga | Foto Twitter
    La barba tinta di Walter Zenga | Foto Twitter

    Walter Zenga si è presentato in panchina con un particolare che subito dai media è stato ripreso e sui social di riflesso è diventato argomento gettonatissimo, una barba marcata, probabilmente con l’henné, color castano.

    Un indizio che, abbinato al viaggio a Dubai sfruttando la sosta del campionato e all’interesse della società blucerchiata per Vincenzo Montella apre lo scenario della separazione preannunciata. Walter Zenga è sposato con Raluca Rebedea, terza moglie dopo le separazioni con Elvira Carfagna e Roberta Termali. Insieme vivono a Dubai, decisione presa dopo gli ultimi ingaggi di Zenga nell’Al-Nasr e Al-Jazira prima dell’offerta di Ferrero. L’influenza araba sulla coppia è presente e quella barba tinta è sembrata subito proprio un richiamo a quella cultura.

    La tintura della barba con l’henné è un segno di buon auspicio, un augurio rivolto molto probabilmente ai suoi compagni. Nella pratica islamica significa “che iddio sia compiaciuto di tutti loro” e probabilmente Zenga, che era la prima volta che lo faceva, intendeva salutare i suoi compagni prima di tornare a Dubai, da dove già sapeva che non sarebbe tornato ad allenarli. Lo stesso colore scelto ha quel significato, il nero per il costume islamico è autorizzato solo nel caso di una battaglia per intimorire i nemici per dare un inganno sull’età del guerriero, Zenga aveva la barba tinta castano.

    Walter Zenga dopo la partita con la Fiorentina parte per Dubai e da subito partono le indiscrezioni sul suo futuro con la possibile non autorizzazione del presidente per la sua presunta vacanza mediorientale. Ma in verità sembra che il distacco fosse programmato da entrambe le parti.

    La Sampdoria già da qualche settimana puntava un papabile sostituto di Zenga e in Montella aveva trovato il profilo giusto, l’alternativa principe era Donadoni o Corini, Delneri invece era stato scartato quasi a priori dallo stesso FerreroMontella anche economicamente è sostenibile per la Sampdoria, mentre la parte complicata risulta essere la buona uscita richiesta dalla Fiorentina (subito 5 milioni), con la quale il tecnico campano non ha chiuso in modo idilliaco.

    Poi accade che Donadoni prende la via di Bologna e che Iachini entra nel baratro “zampariniano” mettendo quindi alle strette la Samp che si trova ad aver fretta di decidere, continuare con Zenga o cambiare?

    La piazza continua a mugugnare e i risultati restano altalenanti, domenica sera la goccia che ha fatto traboccare il vaso con la richiesta esplicita dei tifosi “Ferrero caccialo!“.

    Il sogno blucerchiato Vincenzo Montella | Foto Twitter
    Il sogno blucerchiato Vincenzo Montella | Foto Twitter

    Oggi è giunta l’ufficialità dell’esonero di Walter Zenga e rimane solo da aspettare che venga designato il nuovo tecnico, intanto la Sampdoria ha incassato il “sì” di Vincenzo Montella e ora si tratta sulla buona uscita chiesta dalla Fiorentina, scesa a 2 milioni. Si attendono sviluppi.

  • Serie A, il ritorno dei padroni

    Serie A, il ritorno dei padroni

    La nona giornata di Serie A ha riportato l’equilibrio che aspettavamo dall’inizio e rimesso le pedine della scacchiera al loro posto o almeno quasi tutte. Per meglio dirla con una frase di Rudi GarciaAbbiamo rimesso la Chiesa al centro del villaggio“, un modo per definire a tinte giallorosse il risultato della giornata di Serie A.

    Il titolo che abbiamo scelto è eloquente ed esplicativo, negli ultimi cinque anni in Serie A ci sono state alcune costanti spazzate via solo dalla Juventus. Quest’anno i bianconeri si sono auto penalizzati con tanti errori fatti fuori dal campo in estate e tanta confusione sul campo fino a ieri, tuttavia le costanti di cui parlavamo non erano sparite e dall’inizio tutta l’Italia pallonara si aspettava che la Serie A, con le débâcle, venisse presa da chi negli ultimi anni è arrivato secondo.

    Parliamo ovviamente di Napoli e Roma con lo stucchevole e giusto inserimento di Inter e Fiorentina. La nona giornata ha riportato quello che tutti si aspettavano e ci ha regalato un paio di chiavi di lettura per ipotizzare quello che succederà andando avanti. Intanto il campionato che fino a ieri era stato definito “strano” e “senza padroni” è tornato ad essere condotto in modo serio e autoritario, come da pronostico e mancando i Campioni d’Italia, dalla Roma.

    Gervinho realizza la seconda rete per i giallorossi | Foto Twitter
    Gervinho realizza la seconda rete per i giallorossi | Foto Twitter

    Le chiavi di lettura sono semplici, la prima è che la Juventus rientra dopo la vittoria bella, decisa e convincente sull’Atalanta, in corsa con altri due punti recuperati sull’Inter e tre sulla Fiorentina per la zona Champions, che si stava allontanando pericolosamente. La seconda chiave di lettura è legata al filo doppio tra bianconeri e giallorossi, a Roma considerano Madama ancora l’avversario da battere e la squadra di Garcia in effetti è l’unica che segue e tiene a distanza la Juventus. Questo non riguarda solo ieri, ma è una marcatura precisa che si è ripetuta in diverse giornate, non a caso mentre la banda di Allegri era claudicante la Roma offriva prove poco convincenti, nello scontro diretto i giallorossi hanno fatto il solco anche psicologico, e preso il vantaggio Garcia lo sta gestendo al meglio sfruttando anche l’evanescenza di chi stava davanti a lui.

    Terza chiave di lettura, se fino a ieri la Juventus aveva chance risicate di ripuntare al titolo proprio per la poca cattiveria di chi stava davanti adesso oltre a consolidarsi e riprendersi il piazzamento in classifica consono alla sua rosa avrà un altro ruolo per la fase centrale della stagione, quello di essere determinante per la corsa al titolo, sarà lei a bacchettare insieme alla Fiorentina e la Lazio, chi non è degno di salire sull’Olimpo del nostro calcio. Poi alla fine si vedrà se addirittura riuscirà a fare di più, per ora è già un enorme passo avanti rispetto a quanto visto negli scontri diretti con Roma e Napoli.

    Il Napoli è bello, sfacciato e prudente allo stesso tempo. Sarri sta facendo quello che tutti si aspettavano riuscisse a fare, coprire la squadra come un parafulmine in un ambiente non facile e dare equilibrio senza perdere la fantasia dei suoi interpreti. Ne è ormai uscito un mix che solo l’autolesionismo partenopeo può distruggere e sarebbe un vero peccato perché mai come quest’anno gli azzurri possono andare vicini al traguardo finale.

    L’Inter viveva di entusiasmo, sparito quello rimane sempre da attaccarsi a Mancini, ma siamo sicuri che sia il tecnico giusto per la rinascita? Perché sembrano cambiare gli interpreti ma i problemi sembrano sempre quelli degli altri anni. Stesso discorso per il Milan, Mihajlovic cambia, ricambia le prova tutte ma poi rimane sempre il “naso storto” di Berlusconi e del pubblico, la squadra non gioca bene e non sfrutta mai gli interpreti più in forma.

    Le notizie positive e fresche arrivano da Sampdoria, Lazio, Torino e Sassuolo. quattro squadre che hanno ottenuto risultati diversi ma che nonostante tutto hanno le carte in regola per puntare all’Europa League, come ogni anno daranno vita alla seconda fascia del campionato, quella più esaltante e che nelle ultime stagioni si è sempre risolta all’ultimo. Considerando che in questo gruppo secondo il trend delle ultime giornate dovrebbero inserirsi dal basso la Juve, scendere dall’alto l’Inter e c’è già il deludente Milan ne vedremo veramente delle belle.

  • Chievo-Napoli: la legge di Higuain per lo 0-1

    Chievo-Napoli: la legge di Higuain per lo 0-1

    Chievo-Napoli, posticipo della nona giornata del Campionato di Serie A, è terminata con la vittoria degli ospiti per 1-0 con il gol di Higuain al 58′, ulteriore balzo in classifica per gli uomini di Sarri che salgono a quota 18 punti, Napoli alla quarta vittoria consecutiva.

    La nuova capolista del campionato è la Roma che espugna il “Franchi” di Firenze per  1-2 contro la Fiorentina, alla seconda sconfitta consecutiva dove i padroni di casa hanno pagato alcune ingenuità difensive ma la Roma ha amministrato bene il vantaggio: i gol dell’ex Salah e Gervinho per la squadra di Garcia, mentre Babacar al 94′ trova la rete per i viola. Tris della Lazio che sconfigge il Torino: quinta vittoria interna per i ragazzi di Pioli in altrettante gare disputate in casa: a segno con Lulic e con la doppietta di Felipe Anderson.

    Gonzalo Higuain | Foto Twitter
    Gonzalo Higuain Autore del gol decisivo in Chievo-Napoli| Foto Twitter

    Torna alla vittoria la Juventus per 2-0 contro l’Atalanta frutto di una grande prestazione di Dybala, autore della prima rete, anche se Sportiello si fa ingannare dalla partenza del tiro, e di Mandzukic al primo centro in Serie A; al 79′ Pogba fallisce un rigore. Vittoria per il Milan per 2-1 contro il Sassuolo in una gara in cui la Curva Sud non si presenta ma compaiono soltanto striscioni contro la dirigenza rossonera: apre le marcature Bacca su rigore, nell’azione che porta al penalty il Sassuolo rimane in dieci uomini per l’espulsione di Consigli; al 53′ trova il gol del pareggio Berardi ma è Luis Adriano a quattro minuti dalla fine a fissare la gara sul 2-1. 

    Un gol di Lodi regala i tre punti all’Udinese nel match contro il Frosinone: primo successo stagionale al “Friuli”. L’anticipo delle dodici e trenta sorride alla Sampdoria vittoriosa per 4-1  contro un Hellas Verona in profonda crisi: Muriel, Zukanovic, Soriano e Eder a segno per la squadra di Zenga, il gol della bandiera per i ragazzi di Mandorlini è opera di Ionita, il Verona è l’unica squadra in Serie A  a non aver ancora vinto una partita.

    CLASSIFICA: Roma 20; Napoli, Fiorentina, Inter, Lazio 18; Sassuolo 15; Sampdoria, Torino, Atalanta 14; Milan 13; Chievo e Juventus 12; Palermo  e Udinese 11; Empoli e Genoa 10; Frosinone 7; Bologna 6; Verona  e Carpi 5

     

     

     

     

     

  • Poker Fiorentina e aggancio in vetta all’Inter

    Poker Fiorentina e aggancio in vetta all’Inter

    La notte in cui sperava un piccolo allungo sulle sue dirette inseguitrici, si è trasformata in un incubo per l’Inter; sia chiaro il merito va tutto alla Fiorentina a cui va tributato un grande complimenti per la grande gara disputata a San Siro; Paulo Sousa mette in campo una squadra perfetta, corta, compatta che riesce ad avere la meglio sull’Inter e ad affiancarla al primo posto in testa al Campionato a quota 15 punti. E’ soprattutto sulle fasce che la Fiorentina costruisce questo suo meritatissimo successo, una grande Fiorentina che soltanto dopo 2′ trova il rigore che sblocca la gara a causa di un errato disimpegno di Handanovich. Da li in poi l’Inter non si è mai resa pericolosa dalle parti di Tatarasanu; la Fiorentina è attenta in difesa; le altre due reti della viola arrivano nel giro di 5′ e l’espulsione di Miranda manda i titoli di coda sulla gara già ne primo tempo. La rete di Icardi è un fuoco di paglia che si spegne subito dopo; la Fiorentina riprende a tessere la tela a centrocampo e non concede mai spazi agli avversari. Inter rimandata, Fiorentina promossa e Campionato accorciato.

    Nikola Kalinic, autore della tripletta, che manda la Fiorentina in testa al campionato
    Nikola Kalinic, autore della tripletta, che manda la Fiorentina in testa al campionato

    Buon ritmo in avvio di gara: al 2′ calcio di rigore per la Fiorentina per atterramento di Kalinic da parte di Handanovic: la battuta di Ilicic è in rete e la Fiorentina va in vantaggio. Al 7′ cross di Guarin, pala altissima, colpo di testa di Kondogbia, dalla linea dell’area di rigore, facile preda di Tatarasanu; al 18′ il raddoppio della Fiorentina: sinistro, da fuori area di Ilicic, vola Handanovic a respingere la palla, che si impenna e arriva velocemente Kalinic che sulla linea di porta non deve fare altro che spingere in gol. Al 23′ la Fiorentina cala il tris: Alonso va via sulla fascia sinistra, saltando Perisic in velovità, mette la palla in mezzo rasoterra per Kalinic che, in allungo, di piatto, infila Handanovic. al 31′ l’Inter rimane in dieci uomini per l’espulsione di Miranda il quale ferma, con un tiro alla maglietta, Kalinic lanciato a rete. Al 41′ ci ha provato Borja Valero da fuori area, di sinistro, ma la palla va alta lontano dalla porta.

    Al 49′ Badelj tira rasoterra, da fuori area, ma la palla è parata a terra da Handanovich. Al 59′ l’Inter ha trovato la rete con Icardi: calcio di punizione di Telles, colpo di testa dell’argentino che colpisce il palo e poi sulla respinta in scivolata, a porta vuota, trova la rete, goffa l’uscita del portiere Tatarusanu. Tanto possesso palla da parte della squadra di Paulo Sousa, a centrocampo, che però non affonda il colpo. Al 71′ sinistro di Tomovic, dal limite dell’area, palla parata da Handanovich. Al 75′ la quarta rete della Fiorentina: Kalinic vince un contrasto con Santon, serve a sinistra Ilicic che ripassa la palla a Kalinic il quale deve solo appoggiare la palla in rete, realizzando la sua personale tripletta. Ancora Kalinic conclude di destro, in diagonale, la palla è deviata dal portiere di casa e Ranocchia manda la palla in calcio d’angolo.

    INTER – FIORENTINA 1-4 (2′ Ilicic su rigore; 18′,23′, 77′ Kalinic; 59′ Icardi)

    INTER (4-3-3): Handanovic; Santon, Miranda, Medel, Telles; Guarin [77. Brozovic], Melo, Kondogbia [46. Ranocchia]; Perisic [61. Biabiany], Icardi, Palacio. A disp: Carrizo, Juan Jesus, Montoya, Ljajic, Gnoukouri, Nagatomo, Dimarco, Manaj. All: Mancini

    FIORENTINA (3-4-2-1): Tatarusanu; Roncaglia [74. Gilberto], Rodriguez, Astori; Blaszczykowski [68. Tomovic], Vecino, Badelj, Marcos Alonso; Ilicic, Borja Valero; Kalinic. A disp: Sepe, Lezzerini,  Bernardeschi, Rebic, Mati Fernandez, Suarez, Verdu, Rossi, Babacar. All: Paulo Sousa

    Arbitro: Damato (Barletta) [Di Fiore – De Pinto] Quarto Uomo: Cariolato Addizionali: Banti – Nasca

    Espulso: Miranda [I]

    Ammoniti: Handanovic [I]; Kondobgia [I]; Guarin [I]; Kalinic [F]; Melo [I]; Alonso [F]

    Angoli: 2-3

    Recupero: 1 + 2

  • Roma centrifuga il Carpi, Napoli schiaccia la Juventus

    Roma centrifuga il Carpi, Napoli schiaccia la Juventus

    I due anticipi della sesta giornata di campionato di Serie A dicono molto, non danno giudizi definitivi ma sono molto significativi e probabilmente, soprattutto per la Juventus pongono riflessioni che sanno di resa per i sogni scudetto.

    La Roma alle 18:00 affrontava la vittima predestinata Carpi, ma c’erano diverse motivazioni che rendevano il match accattivante, come per esempio le capacità di gestione della pressione dopo una settimana complicata da parte della squadra di Rudi Garcia. Tutto come da programma i giallorossi affossano in sette minuti con tre reti ogni velleità toscana e poi chiudono al 90° con il risultato di 5-1. In prima serata il big-match Napoli-Juventus, o meglio, uno spareggio per chi poteva ancora lecitamente pensare a vincere la Serie A. Il Napoli offre un’ottima prova, matura e gagliarda al punto giusto, la Juventus è rimasta come quella vista il 30 agosto a Roma, confusa e incapace di reggere l’urto alla pari con i partenopei e soprattutto di creare trame sensate e pericolose di gioco per offendere una rivale al titolo. Vince il Napoli 2-1 e se l’Inter facesse bottino pieno con la Fiorentina domani il distacco con la testa della classifica per la Juventus sarebbe di 13 punti, una voragine quasi pari al distacco che i bianconeri diedero alla Roma alla fine della scorsa stagione.

    ROMA-CARPI 5-1 (3-1) – 24°Manolas (R), 28° Pjanic (R), 31° Gervinho (R), 34° Borriello (C), 51° Salah (R), 68° Digne (R).

    La Roma supera agevolmente il Carpi | Foto Twitter
    La Roma supera agevolmente il Carpi | Foto Twitter

    Una Roma chiamata a lavare la sconfitta di Genova contro la Sampdoria con una prova convincente e i giallorossi rispondono affermativamente alla chiamata delle aspettative. Fino al 24° succede poco ed è più merito del Carpi che anche se presenta solo Borriello davanti non si barrica e prova a giocare a viso aperto, poi un tiro da fuori area, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, serve Manolas solissimo al centro dell’area di rigore e il greco non sbaglia infilando la porta per l’1-0. Passano tre minuti e Pjanic su calcio di punizione diretto beffa il portiere per il raddoppio. Poco dopo la mezz’ora del primo tempo Gervinho cala tris e sipario sul match, tiro da posizione angolata di Maicon e respinta maldestra di Brkic che serve l’attaccante giallorosso pronto a ribadire in rete. Prima della fine della frazione Borriello sfrutta una delle poche occasioni pulite che gli capitano e sul primo palo di testa supera De Sanctis accorciando le distanze.

    Nella ripresa Dzeko acciaccato esce al posto di Totti. Proprio Totti al 51° scende in area di rigore dalla sinistra e con un tiro morbido prova a scavalcare Brkic il quale smorza la forza del tiro ma il pallone arriva a Salah il quale deve solo appoggiare in rete a porta vuota per il 4-1, nell’azione si fa male Totti che sarà costretto ad uscire. Il definitivo 5-1 lo firma Digne con un bel colpo di testa servito da Maicon . Prima della fine della partita Matos sbaglia un calcio di rigore a favore del Carpi, De Sanctis è strepitoso sia sul penalty che sulla ribattuta chiudendo la partita sul 5-1 definitivo.

    Una bella Roma che mostra i muscoli placando ogni discussione, unica pecca della serata gli infortuni di Dzeko, Totti e Keita sostituito degnamente da Vainqueur all’esordio.

    NAPOLI-JUVENTUS 2-1 (1-0) – 26° Insigne (N), 62° Higuain (N), 63° Lemina (J)

    Il Napoli si costruisce e si amministra una bella vittoria, dove sia sul gioco che sulle occasioni è stata superiore alla Juventus. I partenopei partono con un ritmo alto, la Juve invece cerca di addormentare il gioco e sembra riuscirci fino al 26° quando i limiti della squadra di Allegri si cedono tutti in una discesa di Insigne sulla sinistra, scambio rapido con Higuain che fa sponda al minuto attaccante non marcato da Hernanes, anche oggi schierato davanti alla difesa, e con un rasoterra batte Buffon.

    Lorenzo Insigne sblocca il risultato al San Paolo | Foto Twitter
    Lorenzo Insigne sblocca il risultato al San Paolo | Foto Twitter

    La reazione bianconera c’è ma è molto debole, solo Zaza avrebbe un’occasione per pareggiare su un disimpegno errato della difesa azzurra ma Reina è bravissimo a chiuderlo in uscita. Nella ripresa Allegri prova le carte Cuadrado e Morata cambiando modulo in corsa ma il Napoli raddoppia con Higuain, che perentorio sulla sinistra supera Bonucci e poi in diagonale di sinistro infila Buffon.

    Nemmeno il tempo di festeggiare che la Juventus in modo rocambolesco accorcia le distanze, cross dalla sinistra di Dybala bucato da Zaza e Cuadrado che trova pronto Lemina per la deviazione vincente. Gli ultimi assalti bianconeri sono sterili e anzi il Napoli potrebbe allungare ma preferisce amministrare sulla nobile decaduta.

    In un colpo solo Sarri ottiene l’approvazione definitiva dei 50000 del San Paolo e lascia nell’oblio una diretta concorrente per lo scudetto ed una posizione in Champions League, Allegri invece dovrà ragionare ancora per trovare la dimensione di una squadra che pare svogliata e incapace di crearsi un’identità.

  • Inter in vetta solitaria, Juve e Napoli deludono ancora

    Inter in vetta solitaria, Juve e Napoli deludono ancora

    La 3° giornata di Serie A ha visto l’Inter ottenere il successo nel Derby e di volare così, da sola a punteggio pieno, in testa al campionato.

    L’Inter certamente non ha certo fatto dello spettacolo la sua arma migliore di questo inizio di campionato ma gli uomini di Mancini si sono dimostrati concreti e compatti e anche nella sfida contro i rossoneri, che comunque non hanno sfigurato, hanno saputo sfruttare l’azione personale di Guarin per conquistare i tre punti.

    I compagni festeggiano Fredy Guarin | Foto Twitter
    I compagni festeggiano Fredy Guarin | Foto Twitter

    I nerazzurri hanno anche beneficiato degli stop di Chievo, ottimo 1-1 in casa della Juventus, Sassuolo, fermato su un rocambolesco 2-2 al Mapei Stadium dall’Atalanta, del Torino che ha impattato per 2-2 a Verona contro i gialloblu di Mandorlini e del Palermo che, curiosamente, ha pareggiato con lo stesso risultato di Torino e Sassuolo, in casa contro il Carpi.

    Nel gruppone delle seconde, a quota 7 punti, s’infila anche la Sampdoria che non entusiasma per larghi tratti, nel match casalingo contro il Bologna, ma grazie al 5° gol stagionale di Eder e alla gran conclusione di Soriano, conquista i 3 punti.

    Per quanto riguarda le altre grandi, molto bene la Roma che, pur non giocando un match scintillante, ha espugnato per 2-o il campo del Frosinone. Ritorna a muovere la classifica anche la Fiorentina di Paulo Sousa, alla quale basta un gol di Khouma El Babacar per sconfiggere 1-0 al Franchi il Genoa di Gasperini.

    La Lazio, dopo l’eliminazione nei preliminari di Champions League contro il Bayer Leverkusen ed il pesantissimo Ko al Bentegodi contro il Chievo, sfrutta l’ottimo esordio in biancoceleste di Alessandro Matri che entra nella ripresa e trova la doppietta che stende un’Udinese che dopo l’esordio vincente allo Juventus Stadium, infila la seconda sconfitta consecutiva.

    Veniamo all’analisi di due grandi che ancora non sono riuscite ad ingranare la marcia giusta in questo campionato 2015/16, ovvero Juventus e Napoli.

    I bianconeri di Allegri erano chiamati a cancellare l’inizio shock. Il Chievo, se pur in grandissima condizione, sembrava essere l’avversaria destinata a lasciare i tre punti alla Juve, così non è stato. Gli uomini di Maran hanno disputato una grande gara e, dopo aver trovato il vantaggio dopo 5 minuti con Hetemaj, hanno anche sperato di far bottino pieno prima che il rigore di Dybala fissasse il risultato sul 1-1. La Juventus però avrà tanto da crescere se vorrà rimettere in sesto una stagione iniziata male.

    Il Napoli di Sarri invece continua a mostrare gli stessi difetti visti nella gestione Benitez, ovvero una clamorosa fragilità difensive se paragonata ad un attacco davvero di altissima qualità. Anche ad Empoli i partenopei hanno infatti incassato le consuete due reti, già subite con Sassuolo e Sampdoria, rendendo così inutili i due gol di Insigne ed Allan che sono serviti soltanto a rimontare due volte lo svantaggio.

     

    RISULTATI 3° GIORNATA DI SERIE A

    FIORENTINA – GENOA 1-0 giocata sabato alle 18

    FROSINONE – ROMA 0-2 giocata sabato alle 18

    JUVENTUS – CHIEVO 1-1 giocata sabato alle 20.45

    VERONA – TORINO 2-2 giocata domenica alle 12.30

    EMPOLI – NAPOLI 2-2 giocata domenica alle 15

    PALERMO – CARPI 2-2 giocata domenica alle 15

    SASSUOLO – ATALANTA 2-2 giocata domenica alle 15

    LAZIO – UDINESE 2-0 giocata domenica alle 18

    INTER – MILAN 1-0 giocata domenica alle 20.45

    SAMPDORIA – BOLOGNA 2-0 giocata lunedì alle 20.45

     

    CLASSIFICA DOPO 3 GIORNATE

    Inter 9, Sampdoria, Chievo, Torino, Sassuolo, Roma e Palermo 7, Fiorentina e Lazio 6, Atalanta 4, Genoa, Milan e Udinese 3, Napoli e Verona 2, Juventus, Empoli e Carpi 1, Bologna e Frosinone 0

  • Statistiche Fantacalcio, Top e Flop dopo la 1° giornata

    Statistiche Fantacalcio, Top e Flop dopo la 1° giornata

    Il campionato è ripartito, così come il Fantacalcio, e la prima giornata ha subito portato tante sorprese.

    La prima tornata di gare ha visto un buon numero di bonus, ricavati dai gol, anche se solo due marcature multiple, ma un basso numero di assist.

    I gol segnati in questo primo turno di Serie A sono stati 27: Mancosu, Lazzari, Matos, Birsa, Meggiorini, Paloschi, Saponara, Ilicic, Alonso, Soddimo, Jovetic, Biglia, Kishna, Hamsik, El Kaoutari, Florenzi, Eder (2), Fernando, Muriel (2), Floro Flores, Sansone, Baselli, Quagliarella, Thereau, Jankovic.

    Gli Assist realizzati ed assegnati da “La Gazzetta dello Sport” sono stati 11: Brienza, Gabriel Silva, Birsa, Meggiorini, Croce, Paganini, Cassani, Berardi, Avelar, Kone, Halfredsson.

    In questa giornata, nella sfida che ha visto le due uniche marcature multiple, c’è stato anche un rigore sbagliato, o meglio parato dal portiere della Sampdoria Viviano, al calciatore del Carpi Lazzari.

    Per quanto riguarda i malus, ci sono state 3 espulsioni, quella del centrocampista dell’Atalanta Carmona nella sfida di San Siro con l’Inter, quella del difensore del Milan Rodrigo Ely nel match del Franchi contro la Fiorentina, e del centrocampista della Sampdoria Ivan nell’incontro, tra le mura amiche del Ferraris, con il Carpi.

    IL MIGLIORE PUNTEGGIO DI GIORNATA 

    Luis Muriel | Foto Twitter
    Luis Muriel | Foto Twitter

    Il migliore di giornata è il colombiano della Sampdoria Luis Muriel. L’attaccante blucerchiato, autore di una doppietta, si è giocato il titolo con il compagno di reparto Eder, 2 gol anche per lui. Muriel però ha preso un miglior voto in pagella (8) che gli ha così permesso di raggiungere un totale di 14 punti. 

    TOP 11

    Questa la top 11 dei migliori di giornata, schierata con un 4-3-3, con voti, bonus e malus presi da “La Gazzetta dello Sport”.

    Viviano 7.5; El Kaoutari 10, Alonso 9.5, Avelar 7.5, Cassani 7.5; Birsa 11, Baselli 10, Jankovic 10; Muriel 14, Eder 13, Meggiorini 11

     

    FLOP 11

    Questa la flop 11 dei peggiori di giornata, schierata con un 4-3-3, con voti, bonus e malus presi da “La Gazzetta dello Sport”.

    Brkic -1; Rodrigo Ely 3, Letizia 3.5, Radu 4, Isla 4.5; Carmona 3.5, Brighi 4, Valdifiori 4.5; Insigne 4.5, Bacca 4.5, Di Natale 4.5

     

    STATISTICHE FANTACALCIO

    Queste le Statistiche Fantacalcio, con i migliori 3 ruolo per ruolo, dopo la 1° giornata di Serie A

    PORTIERI: Viviano (Sampdoria) 7.5; Sorrentino (Palermo) 6.5; Karnezis (Udinese) 6.5

    DIFENSORI: El Kaoutari (Palermo) 10; Alonso (Fiorentina) 9.5; Avelar (Torino) 7.5

    CENTROCAMPISTI: Birsa (Chievo) 11, Baselli (Torino) 10, Jankovic (Verona) 10

    ATTACCANTI: Muriel (Sampdoria) 14, Eder (Sampdoria) 13, Meggiorini (Chievo) 11

     

    CLASSIFICA ASSIST

    1- Brienza (Bologna), Gabriel Silva (Carpi), Birsa (Chievo), Meggiorini (Chievo), Croce (Empoli), Paganini (Frosinone), Cassani (Sampdoria), Berardi (Sassuolo), Avelar (Torino), Kone (Udinese), Halfredsson (Verona) 1 Assist.

  • Samp a valanga, bene Inter e viola, flop Napoli

    Samp a valanga, bene Inter e viola, flop Napoli

    Una prima giornata di Serie A all’insegna di molte sorprese e poche conferme, a cominciare dalla Fiorentina che batte il Milan con una prestazione attenta e precisa che conferma la competitività dei viola e dalla prestazione dell’Inter che con autorità strappa tre punti a Bergamo contro l’Atalanta. La Samp affonda il Carpi mentre il Torino in rimonta supera il Frosinone. Le sorprese arrivano dal Sassuolo che batte il Napoli e dall’Udinese che strappa tre punti incredibili allo Juventus Stadium.

     

    JUVENTUS-UDINESE 0-1 (0-0) – 78° Thereau (U)

    La Juventus non parte male nella gara casalinga con l’Udinese solo impatta nelle difficoltà alle quali dovrebbe essere abituata e invece ci si impantana dentro. Poca cattiveria e idee poco chiare contro il solito avversario che si chiude e aspetta, aspetta fino a quando i bianconeri casalinghi calano la pressione poi in contropiede sono abilissimi a fare male. Bravissimo Colantuono a impiegare la freccia Zapata quando la punta di Di Natale è limata dalla fatica tenendo sempre uno sfogo pericoloso all’azione di rimessa dei suoi. Grave l’ingenuità di Lichtsteiner che si lascia sfilare Thereau in occasione del gol ospite lasciandolo solo a colpire davanti a Buffon.

    Con una rete di Thereau l'Udinese sbanca lo Juventus Stadium
    Con una rete di Thereau l’Udinese sbanca lo Juventus Stadium

    EMPOLI-CHIEVO 1-3 (1-0) – 7° Saponara (E), 55° Meggiorini (C), 60° Birsa (C), 63° Paloschi (C)

    Una gara ben giocata, a viso aperto, con un Chievo che si porta a casa tre punti preziosi in uno scontro che si potrebbe considerare diretto contro una delle candidate alla salvezza. Parte bene l’Empoli che si porta in vantaggio con Saponara subito anche se gli ospiti sono belli vivi e sembrano non risentire del gap subito. Nella ripresa il Chievo in 11 minuti ribalta la partita con Meggiorini (uno dei migliori in campo), Birsa e Paloschi, un cocktail micidiale che mette ko l’Empoli e farà riflettere molto Giampaolo.

    FIORENTINA-MILAN 2-0 (1-0) – 38° Alonso (F), 56° Ilicic (F)

    Sinisa Mihajlovic dovrà far tesoro di questo risultato se vorrà rimettere il Milan tra le pretendenti al titolo, inutile far vedere i muscoli nel precampionato se poi alla prima in campionato con Roma e Juventus bloccate non si esce con il muso duro e la cattiveria giusta. La Fiorentina di Paulo Sousa rispetto ai titoloni estivi è squadra attenta e ben preparata con una concentrazione  spaventosa, se l’ambiente sosterrà il cammino della squadra viola e non imploderà alle prime difficoltà a Firenze ci sarà da divertirsi. Il Milan nel complesso si vede che ha buone potenzialità tuttavia è sempre ben tenuto dai viola che quando ripartono sono pericolosissimi, Rodrigo Ely al 36° si fa espellere per somma d’ammonizioni facendo andare in un senso preciso il match. Su punizione Alonso due minuti dopo segna. Il raddoppio come il vantaggio si concretizza su palla inattiva, stavolta è Romagnoli a sgambettare un avversario in area di rigore e Ilicic trasforma al 55° chiudendo di fatto la gara.

    FROSINONE-TORINO 1-2 (1-0) – 7° Soddimo F), 59° Quagliarella (T), 64° Baselli (T)

    Jovetic segna il gol vittoria per l'Inter | Foto Twitter
    Jovetic segna il gol vittoria per l’Inter | Foto Twitter

    Bella partita al “Matusa” di Frosinone dove le due squadre hanno dato vita ad una sfida emozionante e non sembrava che il Frosinone fosse una neopromossa. Tuttavia rimane marchiano qualche errore di troppo dei padroni di casa su cui dovranno lavorare molto perché il Torino è stato anche sfortunato. Passano sette minuti di gara e il Frosinone con Soddimo ben servito da Paganini realizza il vantaggio, nel primo tempo siamo in pieno equilibrio con azioni da una parte e dall’altra e il Torino avrebbe pure pareggiato se non fosse che Quagliarella al 25° dall’arbitro è ritenuto in fuorigioco. Nella ripresa i granata partono con un altro piglio e schiacciano subito le matricole padroni di casa, al 59° pareggia Quagliarella e sei minuti dopo Baselli segna per l’1-2 finale. La seconda parte della ripresa è ad appannaggio dei padroni di casa ma i granata chiudono ogni varco.

    INTER-ATALANTA 1-0 (0-0) – 93° Jovetic (I)

    L‘Inter esce da Bergamo con tre punti importanti, non ottenuti attraverso una grandissima prestazione perché i nerazzurri ospiti sono ancora un cantiere aperto, ma importanti perché arrivano con una rete fresca di un nuovo arrivato che porta sempre morale nelle rivoluzioni di squadra. Insomma Mancini raccoglie il massimo con il minimo sforzo, in un campo ostico e può far vedere alla società che, con ancora un piccolo sforzo sul mercato, le potenzialità per tornare grandi ci sono. L’Atalanta non mette mai in seria difficoltà l’Inter e anche questo per i meneghini è un buon segno.

    PALERMO-GENOA 1-0 (0-0) – 91° El Kaoutari (P)

    Il Genoa inizia meglio ma alla fine arriva il Palermo. La gara inizia con il Grifone che in accelerazione mette in seria difficoltà i padroni di casa, verso la fine del primo tempo cala un po’ la birra e allora i rosanero colgono una traversa clamorosa, insomma si fa preferire il Genoa ma il Palermo è vivo. Nella ripresa il Genoa si sbilancia un po’ e il Palermo coglie un altro legno, Gasperini corre ai ripari e quando sembra che le due squadre si possano accontentare del pari arriva la zampata di El Kaoutari sugli sviluppi di un calcio di punizione evitabilissimo.

    SAMPDORIA-CARPI 5-2 (5-1) – 14° Eder (S), 11° Muriel (S), 21° Muriel (S), 33° Eder (S), 37° Fernando (S), 38° lazzari (C), 88° Matos (C)

    La Samp battezza il neopromosso Carpi in  maniera brutale, gli rifila una cinquina secca che avrebbe abbattuto un toro, una sequenza di reti in 23 minuti impressionante poi si ferma e il Carpi che non si abbatte accorcia due volte il risultato e nei minuti finali con Lazzari sbaglia pure un rigore. Insomma da capire se la partita senza storia è figlia di un approccio completamente sbagliato degli ospiti o se gli emiliani sono veramente così distanti dai livelli della Serie A. Da rivedere la settimana prossima per capire, intanto i blucerchiati se la godono.

    Eder (foto) e Muriel con una doppietta affondano il carpi, n gol anche Fernando per la Samp | Foto Twitter
    Eder (foto) e Muriel con una doppietta affondano il carpi, n gol anche Fernando per la Samp | Foto Twitter

    SASSUOLO-NAPOLI 2-1 (1-1) – 3° Hamsik (N), 32° Floro Flores (S), 84° Sansone (S)

    Il Napoli spumeggiante del precampionato non si è visto, si è visto invece il solito Sassuolo di Eusebio Di Francesco, quello che non guarda il nome dell’avversario e gioca sempre con disinvoltura, rischiando, ma spesso prendendosi soddisfazioni contro le grandi. Segna subito il Napoli con Hamsik ma il Sassuolo combatte e lotta, raggiunge prima della fine del primo tempo il pari e poi nella ripresa completa il capolavoro.

    CLASSIFICA:

    3 punti: Sampdoria, Chievo, Fiorentina, Sassuolo, Udinese, Inter, Lazio, Torino e Palermo; 1 punto: Roma e Verona; 0 punti: Atalanta, Bologna, Frosinone, Napoli, Genoa, Juventus, Empoli, Milan e Carpi.