La Roma di Luis Enrique è in cerca di un centrocampista da affiancare a De Rossi e Gago. Nelle ultime settimane si parlava di Guarin del Porto, ma il giovane brasiliano del San PaoloCasemiro sembra un obiettivo più realistico. Vediamo le ultime novità.
Walter Sabatini sta lavorando alacremente durante queste festività natalizie per ottimizzare al meglio i fondi per il calciomercato Roma. Dopo la cessione in prestito di Borriello alla Juventus, e la trattativa messa in piedi sempre con i bianconeri per il trasferimento a Torino del cileno Pizarro, la Roma pensa a un centrocampista di valore per rinforzare la rosa a disposizione di Luis Enrique. L’ultimo nome è quello di Casemiro, il calciatore brasiliano entrato nel circuito del mercato europeo per il talento espresso nella scorsa stagione durante il Brasilerao. La situazione rispetto alla scorsa estate è decisamente cambiata. Casemiro non è più incedibile, e il prezzo attuale è di molto inferiore ai 15 milioni richiesti dal presidente del San Paolo Juvenal.
Il centrocampista brasiliano da sei mesi sta attraversando un periodo difficile dopo le voci di mercato che l’hanno interessato durante l’estate. Per questo motivo il San Paolo ha deciso di ascoltare le pretendenti al calciatore e i giallorossi sono attualmente in pole position. Il procuratore di Casemiro Roberto Calenda avrebbe recapitato l’offerta della Roma di 5 milioni di euro al club sudamericano. La trattativa sembra sul punto di decollare e nei prossimi giorni potrebbero esserci importanti novità. Non è da escludere infatti che il ds Sabatini riesca a portare nella Capitale il talentuoso centrocampista già nella prima settimana di gennaio, affinché il tecnico spagnolo Luis Enrique possa averlo a disposizione già per l’ultima partita del girone d’andata. Un innesto prestigioso per i giallorossi, grazie al quale possono realizzare una linea di centrocampo invidiata da molti top club italiani ed europei, City permettendo: i Citizen infatti tramite il manager Mancini hanno espresso la volontà di prendere De Rossi a qualunque costo. Capitan futuro resisterà alla tentazione delle sirene inglesi?
Webber 9: sfata il tabù vittoria in questa stagione, dei primi 5 piloti in classifica mondiale infatti Mark era l’unico rimasto ancora a secco di successi. L’australiano fa una grande qualifica il sabato arrivando vicino al tempo strepitoso stabilito dal poleman dei record Sebastian Vettel, poi in gara finalmente azzecca la partenza – quest’anno è stato il pilota dei top team che ha perso più posizioni allo spegnimento del semaforo rosso – mantenendo la sua seconda posizione e riuscendo a non farsi staccare troppo dal compagno di scuderia che imprime un ritmo forsennato al GP. Poi il “giallo” del problema al cambio di Vettel con il tedesco che gli agevola il sorpasso regalandogli letteralmente la vittoria. Gioco di scuderia, tra l’altro consentito come da regolamento e reinserito in seguito a quanto successo in Germania lo scorso anno tra Massa che lasciò campo libero ad Alonso, per tentare di acciuffare anche la seconda posizione nel Mondiale sperando in un passo falso di Button o reale problema sulla vettura di Vettel svanito “come per magia” subito dopo l’avvicendamento in testa alla gara?
Vettel 9: è entrato nella storia della Formula 1 per un’altra statistica oltre che per quelle già conquistate, aver battuto il precedente record di pole ottenute in una sola stagione detenuto da Nigel Mansell (14) che resisteva dal lontano 1992 piazzando la 15esima pole position così come se niente fosse. In gara fa il suo solito dovere comandando il gruppo fino a quando non gli viene riferito dai box di avere un problema al cambio. A quel punto alza il piede dall’acceleratore per evitare una rottura della parte meccanica della vettura facilitando il sorpasso di Webber, per poi riprendere il suo ritmo di gara quando l’australiano ha già preso un cospicuo vantaggio e per difendersi dal ritorno di Button che in quel momento guadagnava un secondo al giro sul tedesco.
Red Bull 10: si è dimostrata ancora una volta la vettura più forte e completa della Formula 1, chiudendo la stagione con una bella doppietta e con la 12esima vittoria su 19 GP. La RB7 si è meritata l’esposizione nel museo delle vetture che hanno fatto la storia della F1. Inarrivabile, solo la McLaren sporadicamente è riuscita a competere con la “Lattina Volante”.
Button 8: la partenza non è delle migliori ma, come ha dimostrato nell’arco della stagione, la sua forza è nella costanza che ha durante tutto il GP e nel cambiare strategia senza risentirne, anzi avvantaggiandosi, un calcolatore preciso. Si fa beffare da Alonso poco prima del primo pit stop rifacendosi però nel finale quando su gomme dure ricambia il sorpasso sullo spagnolo staccandolo definitivamente e fregiandosi, magra consolazione, del titolo di vice campione del mondo.
Alonso 8: scatta come una saetta al via mettendosi subito davanti ad Hamilton, poi lo spagnolo attacca Button compiendo un sorpasso da brividi all’esterno alla “Ferradura” e lanciandosi all’inseguimento delle due Red Bull che stavano progressivamente scappando via. Con le gomme morbide tiene bene il ritmo, poi quando passa a quelle dure per affrontare il terzo e ultimo stint inizia il solito calvario con Button che riesce a mangiargli tutto il vantaggio precedentemente accumulato, di sorpassarlo e di rifilargli anche quasi una decina di secondi. Incolpevole, si è dannato facendo miracoli per tutta la stagione ma non se la tua vettura, la Ferrari, non ti assiste è difficile competere con chi ti è superiore come Red Bull e McLaren.
Massa 6: sperava almeno di poter salire sul podio in occasione della sua centesima gara con la Ferrari, celebrato nel Gran Premio di casa sul circuito di San Paolo. Il brasiliano invece si è dovuto accontentare della quinta posizione.
Ferrari 4: con la chiusura della stagione 2011 i tifosi della Rossa potranno tirare finalmente un grosso sospiro di sollievo. Se non ci fosse stato Alonso a tirare avanti la “carretta” (ogni riferimento è puramente non casuale) la Ferrari avrebbe chiuso il Mondiale 2011 in maniera indecorosa. Lo spagnolo, tra mille difficoltà, ha portato in cascina una vittoria, in Gran Bretagna, e 9 podi al contrario di Massa che invece è riuscito collezionare come migliori piazzamenti solo diversi quinti posti, a dimostrazione della netta inferiorità della Ferrari in confronto a Red Bull e McLaren e delle grandi abilità al volante di Alonso. Rimandata.
Hamilton 6.5: poco più della sufficienza per il vincitore del GP di Abu Dhabi che ha come alibi il problema al cambio – questo sì reale – che lo costringerà al ritiro al giro numero 37 mentre era in lotta con Massa. Nonostante questo però l’inglese non è sembrato veloce e performante come dovrebbe essere un pilota della sua caratura.
Sutil 7.5: zitto zitto il tedesco della Force India ha lavorato duro dopo i problemi avuti ad inizio stagione (in pista e non) che rischiavano di fargli perdere il posto prima del tempo e ha portato a casa punti Mondiali pesanti, gli ultimi qui in Brasile, chiudendo il Mondiale al nono posto davanti ai piloti Renault. Ciliegina sulla torta si permette il lusso di mettersi dietro la più performante Mercedes di Nico Rosberg. Sarà sicuramente uno degli uomini mercato per il 2012.
Barrichello 6.5: quella che si è conclusa oggi nella sua San Paolo potrebbe essere stata la sua ultima gara in Formula 1. Rubinho, che è il pilota con più Gran Premi sulle spalle in assoluto, è infatti in attesa di conoscere la decisione della Williams. Lui ha già espresso il desiderio di continuare a correre, vedremo se la scuderia inglese di Grove o un’altra glielo consentiranno. Parte male e dalle retrovie è costretto a risalire fino alla 14esima posizione. Speriamo di ritrovarlo ai nastri di partenza per la nuova stagione.
Senna 7: sul circuito dove suo zio Ayrton era venerato come un dio ed esaltava come pochi la Torcida brasiliana, Bruno dimostra sia in qualifica che in gara di sapere il fatto suo ad Interlagos. Ma purtroppo un contatto con Schumacher, manco a farlo apposta alla “S” di Senna, nel quale viene ritenuto, con troppa severità, responsabile e punito dai commissari di gara con un drive through, gli rovina la gara arrivando 17esimo al traguardo. Fosse stato considerato come normale incidente di gara avrebbe potuto certamente portare a casa punti importanti.
Quella di domenica per Felipe Massa sarà una domenica particolare. Il pilota brasiliano infatti taglierà lo storico traguardo dei 100 Gran Premi con la Ferrari e a rendere il tutto più speciale è che lo farà sul circuito di casa a San Paolo dove in questo week-end si correrà il Gran Premio del Brasile, ultimo appuntamento del Mondiale 2011.
Cento Gran Premi al volante della Rossa, sei lunghi anni, più un altro da collaudatore nel 2003, nel corso dei quali ha raccolto 11 vittorie, 15 pole position, 14 giri veloci e un titolo iridato accarezzato proprio nella sua San Paolo nel 2008 quando solo per pochi secondi è stato campione del mondo prima che Lewis Hamilton nelle ultime curve superò la Toyota di Timo Glock arrivando quinto e strappandogli dalle mani nel modo più brutale il Mondiale perso per un solo punto. Avrebbe potuto essere il giorno più bello della sua vita e invece si trasformò in una sorta di maledizione perchè l’incubo si materializzò poco più tardi, il 25 luglio del 2009 nel corso delle qualifiche del Gran Premio d’Ungheria, quando una molla staccatasi dalla vettura di Barrichello che lo precedeva lo centrò in pieno mentre viaggiava ad una velocità di poco superiore ai 200 km/h perforandogli la visiera del casco e provocandogli un taglio alla fronte, la frattura della zona sovraorbitale sinistra del cranio e una commozione cerebrale. Il pilota brasiliano fu costretto a saltare il resto della stagione per poi rientrare in quella successiva, nel 2010, ma le sue prestazioni non furono più all’altezza terminando sesto nella classifica mondiale andando incontro a due stagioni travagliate. Ancora peggio infatti ha fatto quest’anno nel corso del quale il pilota brasiliano non è riuscito mai a salire sul podio, podio che manca dal 24 ottobre 2010 quando arrivò terzo in Corea.
Felipe Massa domenica con il 100esimo Gran Premio entrerà nella storia della Ferrari, attualmente è il terzo pilota ad avere disputato più gare in assoluto con la scuderia di Maranello. Solo due piloti prima di lui sono riusciti ad arrivare in tripla cifra, l’inarrivabile Michael Schumacher, con 180 GP, e il connazionale Rubens Barrichello che è lì a sole 3 Gran Premi di distanza, 102 contro i 99 di Felipe che spera di addolcire e rendere ancora più speciale tale traguardo facendo una buona prestazione per festeggiarlo sul podio davanti al proprio pubblico sul circuito dove ha già vinto per due volte, nel 2006 e nel 2008:
“Sarà un weekend molto importante per me, perché segnerà la fine della mia decima stagione in Formula 1, anche se non di Gran Premi, visto che nel 2003 feci il collaudatore per la Scuderia.Fortunatamente sono ancora giovane e il mio futuro nelle corse sarà ancora lungo ma dieci anni sono comunque un traguardo particolare nella carriera di un pilota. Inoltre, ci sono sei stagioni come titolare della Scuderia con cui disputerò il mio centesimo Gran Premio, il tutto nella mia corsa di casa. Sarà davvero speciale e sarebbe bello coronarlo con un bel risultato nella corsa di domenica pomeriggio“.
Per Massa però, nonostante il traguardo imminente, il 2012 dovrà essere l’anno della svolta e della rinascita per guadagnarsi la riconferma in Ferrari anche per il 2013, come affermato nei giorni scorsi dal presidente della casa modenese Luca Cordero di Montezemolo che ha già messo in guardia il pilota.
A questo punto non resta che fare i nostri migliori auguri a Felipe per i suoi 100 Gran Premi in Ferrari e che possa festeggiarli nel migliore dei modi.
L’avvio a dir poco disastroso dell’Inter in campionato costringerà il presidente Massimo Moratti ad un intervento massiccio sul mercato di riparazione se vuole, con la parola scudetto ormai quasi impronunciabile dalle parti di Appiano Gentile, quantomeno centrare l’obiettivo della qualificazione in Champions League.
Sul taccuino dei dirigenti nerazzurri è segnato da tempo il nome del centrocampista offensivo del San Paolo e della nazionale brasiliana Lucas, un classe ’92 che nonostante la sua giovane età è già uno dei giocatori più ambiti d’Europa.
Dopo il quasi ormai certo passaggio in nerazzurro già a gennaio del centrocampista del Genoa Juraj Kucka, l’Inter potrebbe rinforzare il reparto più avanzato con l’ingaggio del brasiliano che però è blindato dal club paulista che chiede 35 milioni di euro. Il ds nerazzurro Ausilio sta cercando di limare l’esorbitante richiesta del San Paolo con l’intento di farla scendere sui 20 milioni forte delle volontà del calciatore che avrebbe espresso il desiderio di lasciare il Brasile a fine stagione (il campionato finisce a dicembre) per approdare in Europa gradendo e non poco la destinazione Inter.
Non a caso la famiglia e uno dei procuratori di Lucas sono stati avvistati a Milano in questi giorni, un indizio in più per pensare che la trattativa si trovi già in una fase avanzata. Inoltre il rapporto con la Torcida paulista si è ormai deteriorato viste le continue voci di mercato che interessano la stella del San Paolo.
Ma la campagna di rafforzamento dell’Inter in Brasile non dovrebbe limitarsi solo all’ingaggio di Lucas. Sembra ormai definita un’altra trattativa che i dirigenti nerazzurri hanno portato a canti e che si sta definendo in questi giorni: si tratta di Juan Jesus, difensore classe ’91 dell’Internacional di Porto Alegre per il quale Massimo Moratti verserà 4 milioni di euro per il suo cartellino. Con questi due acquisti l’Inter potrà cominciare ad avviare la politica di ringiovanimento della squadra dal momento che l’età media della rosa nerazzurra è una delle più alte in assoluto.
Ronaldinho è rinato in Brasile con la maglia del Flamengo tanto da riconquistare i suoi tifosi, la nazionale ed esser prepotemente in corsa per la classifica di capocannoniere. Insieme al gaucho in queste settimane abbiamo riportato le imprese del Chino Recoba che con la maglia del Danubio ha ritrovato nuove emozioni e sopratutto la chance per esplodere il suo potentissimo sinistro.
Il paradiso dei vecchietti del Sudamerica ha però rigenerato anche Rivaldo tornato al San Paolo dopo aver girovagato in cerca di nuove fortune. L’ex rossonero è entrato a partita in corso ed ha regalato una vittoria ai suoi che potrà esser decisiva per la conquista del titolo. Il gol con una finta “alla Rivaldo” poi è sicuramente un bel vedere. Guarda il video tratto da Youtube.
Prima della Coppa America erano indicati come i possibili rinforzi per il Milan, adesso i loro nomi sono in qualche modo passati in secondo piano ma per molti il loro futuro è con la maglia rossonera. Ganso e Lucas ieri a confronto nella partita tra Santos e San Paolo sono stati protagonisti assoluti dimostrando ancora una volta le loro grandi qualità.
Lucas ha portato in vantaggio gli ospiti finalizzando al meglio un azione personale fatta di dribbling e finte che hanno destabilizzato l’inter difesa del Santos. Ganso con una fucilata ha trovato il pari dopo esser andato vicino al gol con tanti tiri dalla distanza. Nel loro futuro ci sarà il Milan? Per il momento i rispettivi club li tengono stretti, il Santos ha blindato Ganso cosi come Neymar almeno fino al Mondiale per Club in programma a dicembre. La situazione di Lucas è ancora più complessa il suo cartellino infatti è frazionato in più parti e la clausola rescissoria supera il 50% nei mesi scorsi però pare che i rossoneri siano riusciti ad acquisirne una quota anche se al momento l’argomento è tabù.
Stando alle sempre più insistenti indiscrezioni la società pronta rilevare una parte del cartellino di Lucas è il Milan. Le parole dell’agente del giocatore Wagner Ribeiro ieri avevano riportato in auge il nome del ragazzo seguito mesi fa dal Milan ma poi apparentemente mollato per il nome più suggestivo di Ganso.
Indagando un pò dietro l’indiscrezione e la trattativa scopriamo però che il colpo potrebbe ancora una volta portare la firma di Mino Raiola misteriosamente scorparso negli ultimi quindici giorni e sicuramente pronto ad annunciare il grande colpo. L’agente di Ibra e oramai consulente di Galliani gode di ottimi rapporti con Riberio con il quale ha condotto la trattativa per Robinho lo scorso anno.
L’idea rossonera è quella di opzionare una parte del cartellino del giocatore che allo stato attuale è per l’80% del San Paolo e il restante nelle mani del padre del giocatore per poi portarlo in Italia a dicembre o la prossima stagione.
Lucas smebra aver superato Ganso nelle preferenze rossonere su suggerimento di Allegri che vede il talento del Santos dotato di una ottima tecnica ma molto lento e compassato per le sue idee di calcio. Il trequartista del San Paolo invece, pur ancora acerbo e forse troppo individualista, è scattante, sa giocare senza palla al piede e si presta ad esser utilizzato in diverse posizioni dell’attacco potendo agire sia da trequartista puro, da seconda punta o sugli esterni.
La trattativa oltretutto potrebbe godere ancora una volta della regia di Preziosi come avvenne nella scorsa stagione con Boateng.