Tag: real madrid

  • Il Gerland resta tabu anche per Mou. Gomis riprende Benzema

    Il Gerland resta tabu anche per Mou. Gomis riprende Benzema

    Lo Stade de Gerland resta ancora una volta tabu per il Real Madrid ma questa volta il gol di Benzema dà un leggero vantaggio in vista del ritorno. Il Lione sopratutto nel primo tempo mette alle corde gli spagnoli incredibilmente remissivi a centrocampo, ma nonostante le occasioni favorevolissime non riescono a sbloccare il risultato.

    Nell’intervallo Mourinho si fa sentire e nella ripresa è un altro Real Madrid, Cristiano Ronaldo centra il palo su punizione e pochi minuti dopo Sergio Ramos centra la traversa. Il LIone è alle corde e il tecnico portoghese azzecca il cambio inserendo l’ex Benzema per un abulico Adebayor, il francese dopo appena un minuto castiga Lloris su assist di Cristiano Ronaldo.

    Il Lione sembra subire il colpo ma ma all’83’ è riuscito a trovare il pari sfruttando al meglio un calcio piazzato: punizione calciata da Gourcuff, sponda aerea di Cris e palla sui piedi di Gomis, che ha battuto Casillas da distanza ravvicinata. Nel finale Pjanic ha la palla del vantaggio ma Carvalho si immola coservando un prezioso pari in vista del ritorno previsto per il 16 marzo.

  • Lione – Real Madrid: Mou “Facciamo un gol in più e passiamo il turno”

    Lione – Real Madrid: Mou “Facciamo un gol in più e passiamo il turno”

    Stasera in campo torna l’Europa che conta con uno scontro già riproposto lo scorso anno tra Real Madrid e Lione. Stavolta però sulla panchina dei galacticos siede lo Special One Jose Mourinho, l’uomo dei dettagli che vede nella Champions League il suo “habitat naturale”. Il Real Madrid da 6 anni non raggiunge i quarti di finale e nemmeno l’esborso stratosferico della precedente gestione con gli acquisti maxi milionari di Ronaldo Kaka e soci ha portato i risultati attesi, con l’eliminazione già agli ottavi di finale proprio da parte del Lione. Le statistiche non sorridono agli spagnoli che in 6 sfide dirette contro i francesi ne hanno perse 3 e pareggiate altrettante a dimostrazione di come la sfida sia tutt’altro che facile.

    Josè in conferenza stampa ha curato tutto nei minimi dettagli, professando un silenzio stampa riguardo l’undici da schierare, dichiarando come stavolta la formazione “la conosco soltanto io”, ha detto ai giornalisti, lasciando molti dubbi sullo schieramento iniziale.

    “Non è cambiato niente, abbiamo parlato stamattina ed analizzato il nostro avversario. – ha aggiunto il tecnico portoghese- Abbiamo bisogno di tempo per mettere in pratica le parole, il Lione è una buona squadra. Tanti nuovi giocatori si sono integrati nel nostro gruppo, non erano qui lo scorso anno e quindi non ci sarà l’aspetto psicologico. Marcheremo un gol in più e passeremo il turno. Sappiamo che il Lione è un avversario tosto, con esperienza, e che abbiamo già incontrato più volte. Le statistiche esistono perché possano arrivare ad un termine. Le lasciamo nel passato e pensiamo al presente. Siamo pronti e ci aspettano due gare impegnative. Siamo il Real Madrid, i campioni dei campioni nella storia d’Europa. E’ una pressione, ma anche un valore da dover difendere. Dobbiamo superare gli ottavi di finale, è da sei anni che non accade. Una barriera simile l’ho abbattuta anche all’Inter, dove poi ho riportato la Champions dopo 50 anni”.

    I continui riferimenti ai nerazzurri faranno sicuramente piacere ai suoi ex tifosi italiani, ma soprattutto hanno il compito di  motivare una squadra che troppe volte in questi ultimi anni è stata ridimensionata nella cornice europea.

    Il dubbio principale sulla formazione dei blancos è quello relativo al ballottaggio tra Adebayor che parte leggermente in vantaggio rispetto a Benzema (ex Lione).  Lo schieramento dovrebbe essere più difensivista rispetto al normale con una linea di centrocampo composta da  Khedira, Xabi Alonso e Lassana Diarra, sacrificando l’esterno argentino Di Maria.In difesa dovrebbe esserci Arbeloa più che Ramos. Infine un dettaglio su Cristiano Ronaldo che essendo diffidato deve far attenzione alle ammonizioni per non saltare la gara di ritorno.

    Il tecnico del Lione Puel parla di Josè facendogli i complimenti: “E’ ovviamente uno dei migliori acquisti del Real ma non possiamo dimenticare la grande qualità dei giocatori che sono arrivati . Sappiamo che è un allenatore capace di far funzionare le sue squadre, il Real mi sembra più equilibrato rispetto allo scorso anno e le sue stelle riescono a esprimersi”.

    Sfortunata la squadra francese per l’assenza di Lisandro Lopez, poiché l’attaccante argentino ex Porto, si è infortunato calciando un pallone durante la sessione di allenamento. Un’assenza di peso come spiega il tecnico Puel in conferenza stampa: “Ci mancherà davvero molto Lisandro. Tanto più che si tratta di un match troppo importante. Può raggiungere il suo miglior livello molto velocemente e sa trainare la squadra. Mancherà in questa partita, è un dato di fatto. Ma abbiamo altri giocatori che sono disponibili e in forma”.

    Al posto di Lisandro Lopez dovrebbe giocare Delgado con Bastos a insidiare il reparto difensivo degli spagnoli.

    La parola al campo per una partita che segnerà in un modo o nell’altro il destino dell’allenatore più discusso e chiacchierato degli ultimi anni!

  • Champions League: oggi tocca a Mourinho e Ancelotti

    Champions League: oggi tocca a Mourinho e Ancelotti

    Dopo le prime 4 gare disputate settimana scorsa nelle quali si è assistito ai ko di Milan e Roma e in attesa della sfida dell’Inter di domani sera, gli ottavi di finale di Champions League proseguono stasera con gli impegni esterni del Real Madrid di Mourinho e del Chelsea di Carlo Ancelotti.

    Cristiano Ronaldo e soci saranno di scena al de Gerland di Lione per prendersi la rivincita sui francesi carnefici dei madridisti, allora guidati da Pellegrini ed eliminati negli ottavi della passata stagione. Il tecnico portoghese, ancora in piena corsa nella Liga anche se a 5 punti dal Barcellona capolista, sarà chiamato a sfatare una volta per tutte il tabù ottavi di finale. E’ infatti dal 2004 che il Real Madrid non riesce ad approdare ai quarti di finale: nell’edizione 2004-2005 fu la Juventus di Capello a far fuori le merengues, alla quale seguirono in successione Arsenal, Bayern Monaco, Roma, Liverpool e lo stesso Lione che in casa vinse 1-0 e staccò il pass al turno successivo grazie al pari per 1-1 ottenuto al Santiago Bernabeu nella gara di ritorno. Allo Special One l’arduo compito di invertire la rotta.

    Sull’orlo del baratro invece Ancelotti che con il suo Chelsea ormai fuori da tutto vede nella Champions League l’unica àncora per salvare una stagione disastrosa. I Blues infatti rischiano clamorosamente di fallire la qualificazione alla prossima Champions per questo il patron Abramovic a gennaio ha aperto il portafogli e sborsato circa 70 milioni di euro per portare allo Stamford Bridge Fernando Torres e David Luiz con l’intento di raddrizzare le cose.
    Stasera i londinesi saranno impegnati a Copenaghen contro la vera rivelazione di questa edizione della Champions League: i danesi guidati da Solbakken, inseriti nello stesso gruppo del Barcellona e che ha dato tanto filo da torcere agli stessi blaugrana nel doppio confronto, sono una squadra assolutamente alla portata del Chelsea ma che sulle ali dell’entusiasmo potrebbero giocare uno scherzetto all’undici inglese.

  • Mourinho: “Dio ha un’ottima opinione di me”

    Mourinho: “Dio ha un’ottima opinione di me”

    In due anni di militanza italiana lo abbiamo imparato a conoscere ma solo adesso che siede sulla panchina del Real Madrid di Mourinho ne sentiamo la mancanza.

    Lo Special One a turno ha fatto arrabbiare e perder la pazienza a tutti i tifosi non nerazzurri ma da tutti è sempre stato ritenuto un abile e mai banale oratore. Nell’ultima sua intervista ha ancora avuto parole per l’Italia e per la sua Inter legandosi, se ancora ce ne fosse bisogno, in maniera indissolubile al neroazzurro.

    “Io sono il tipo di persona che si dedica forse troppo alla sua squadra per allenare una rivale, non posso allenare la Juve dopo aver vestito la maglia dell’Inter.

    Il rapporto con il Real Madrid sembra non esser cosi solido come ad inizio stagione ma il tecnico portoghese si dice convinto di restare con i Galatticos per tutta la durata del suo contratto “Se non mi cacciano resto. Quando ho firmato per quattro anni l’ho fatto con l’intenzione di rispettare il contratto. Quando lasci una squadra come l’Inter per il Real Madrid non è per un anno. Voglio rimanere e se siamo tutti uniti e crediamo in questo progetto, è ovvio che rimarrà”.

    L’ultima considerazione è l’emblema del Mourinho pensiero “Dio deve pensare che sono un bravo ragazzo, altrimenti non mi avrebbe dato così tanto. Ho una famiglia straordinaria, faccio il lavoro che ho sempre sognato, deve avere un’ottima opinione di me”

  • Liga: il Real Madrid accorcia sul Barcellona

    Liga: il Real Madrid accorcia sul Barcellona

    Con un gol di Marcelo il Real Madrid vince in casa della seconda squadra di Barcellona, l’Espanyol, e si riporta sotto in classifica sui blaugrana di Guardiola, che avevano pareggiato 1-1 a Gijon nell’anticipo di sabato, ora distanti solo 5 punti.
    Liga riaperta per la squadra di Mourinho che trova il successo addirittura in inferiorità numerica per l’espulsione dopo appena 120 secondi del portiere Casillas; gol vittoria del terzino brasiliano al 24′ del primo tempo.

    Con due gol di due ex conoscenze italiane l’Hercules supera il Saragozza per 2-1: dell’ex Inter Farinos e dell’ex Juve Trezeguet le reti della rimonta in favore della formazione di Alicante. Il Villarreal cade a La Coruna e scende in quarta posizione scavalcato dal Valencia: per il Deportivo decide Lopo. Con lo stesso risultato di 1-0 vincono anche Levante e Real Sociedad mentre termina 2-2 Malaga – Getafe (a segno l’ex Roma Julio Baptista su rigore). Stasera il posticipo Maiorca – Athletic Bilbao.

    Risultati e marcatori 23 Giornata Liga

    Atletico Madrid – Valencia 1-2
    3′ Reyes (A), 41′ Joaquin (V), 87′ Joaquin (V)
    Deportivo – Villarreal 1-0
    60′ Lopo
    Espanyol – Real Madrid 0-1
    24′ Marcelo
    Hercules – Saragozza 2-1
    4′ Braulio (S), 81′ Farinos (H), 90′ Trezeguet (H)
    Levante – Almeria 1-0
    54′ Caicedo
    Malaga – Getafe 2-2
    8′ Miku (G), 24′ Colunga (G), 81′ rig Baptista (M), 96′ Gimenez (M)
    Sporting Gijon – Barcellona 1-1
    16′ David Barral (S), 81′ Villa (B)
    Racing Santander – Siviglia 3-2
    12′ Fernandez (R), 19′ aut Rakitic (S), 40′ Fazio (S), 84′ Luis Fabiano (S), 93′ Arana (R)
    Real Sociedad – Osasuna 1-0
    74′ Tamudo

    stasera
    Maiorca – Athletic Bilbao

    Classifica

    1. BARCELLONA 62 23
    2. REAL MADRID 57 23
    3. VALENCIA 47 23
    4. VILLARREAL 45 23
    5. ATHLETIC BILBAO 38 22
    6. ESPANYOL 37 23
    7. SIVIGLIA 31 23
    8. GETAFE 31 23
    9. REAL SOCIEDAD 31 23
    10. ATLETICO MADRID 30 23
    11. MAIORCA 28 22
    12. HERCULES 25 23
    13. RACING SANTANDER 25 23
    14. DEPORTIVO LA CORUNA 25 23
    15. LEVANTE 24 23
    16. SPORTING GIJON 23 23
    17. SARAGOZZA 23 23
    18. OSASUNA 22 23
    19. ALMERIA 20 23
    20. MALAGA 19 23
  • Ronaldo dice basta. Il Fenomeno si ritira

    Ronaldo dice basta. Il Fenomeno si ritira

    A 34 anni suonati e in evidente sovrappeso con un fisico che tutto sembra tranne quello di un calciatore professionista, Ronaldo ha deciso di appendere le scarpe al chiodo e di ritirarsi dal calcio giocato dopo una carriera costellata e condizionata dagli innumerevoli infortuni, soprattutto quello al ginocchio. Come riportano i media brasiliani il Fenomeno annuncerà oggi stesso (nel pomeriggio in Italia) in una conferenza stampa il suo addio al calcio anticipando di fatto i tempi di qualche mese visto che avrebbe dovuto dire basta alla scadenza naturale del contratto alla fine di questa stagione con il suo club, il Corinthians nel quale militava dal 2009 dopo la breve parentesi al Milan.

    Non ce la faccio più. Avrei voluto continuare, ma non è più possibile. Ormai penso a una giocata e non riesco più a realizzarla come vorrei. E’ arrivato il momento di dire basta, ma è comunque stato bellissimo“.

    Queste le parole dell’attaccante brasiliano al quotidiano Estadao de Sao Paulo. Ronaldo, uno dei giocatori simbolo del calcio contemporaneo e uno degli attaccanti più forti di tutti i tempi, è stato l’idolo dei tifosi interisti prima che questi prendesse la decisione di andare via da Milano per trasferirsi al Real Madrid (ricorderete tutti il pianto a dirotto del Fenomeno in quella che fu poi la sua ultima partita dopo 5 anni di Inter, una scena che ha fatto il giro del mondo e che fu immortalata in prima pagina su tutti i quotidiani non solo italiani, quando fu richiamato in panchina dall’allora tecnico Hector Cuper nel giorno, forse, più triste della storia nerazzurra quando la sconfitta suicida all’ultima giornata all’Olimpico di Roma il 5 maggio del 2002 contro i gemellati della Lazio per 4-2 costò loro lo scudetto poi vinto dalla Juventus) ma soprattutto quella di provare l’esperienza sulla sponda rossonera del Naviglio.

    Ronaldo, che chiude la sua carriera con 374 reti segnate in 538 partite divise tra Cruzeiro, Psv Eindhoven, Barcellona, Inter, Real Madrid, Milan e Corinthians, può vantare in bacheca 2 Palloni d’Oro (1997, 2002), 2 Mondiali (1994, 2002) e due Coppe America (1997, 1999) con il Brasile, 1 campionato spagnolo e 1 Coppa Intercontinentale con il Real Madrid, 1 Coppa delle Coppe con il Barcellona e 1 Coppa Uefa, unico trofeo vinto con l’Inter, nella stagione ’97-’98 nella finale di Parigi contro la Lazio oltre a diversi trofei nazionali nelle squadre in cui ha militato e a detenere il titolo di capocannoniere della storia dei Mondiali con 15 gol realizzati in 4 partecipazioni.

  • Un Napoli da Scudetto!

    Un Napoli da Scudetto!

    Fino a qualche settimana fa parlare di scudetto in casa Napoli era considerato solo un sogno. Ma l’armata di Walter Mazzarri sta dimostrando partita dopo partita che i sogni possono divenire realtà. Analizzando il cammino devastante del Napoli balza subito agli occhi come la squadra del presidente De Laurentis abbia mostrato una netta crescita sia fisicamente che psicologicamente, adottando di volta in volta un atteggiamento da grande squadra. La prova del 9 si è avuta proprio ieri sera nel big match all’Olimpico contro la Roma di Ranieri. La partita è stata una risposta chiara a chi vedeva un Napoli ridimensionato nelle partite lontano dal “fortino” San Paolo, lanciando allo stesso tempo un segnale fortissimo al Milan con un distacco di soli 3 punti e all’Inter che ora non è più considerata l’unica squadra  in grado di insidiare gli uomini di Allegri.

    Proprio tra 15 giorni ci sarà lo scontro diretto a San Siro, che a questo punto significherà davvero tanto.

    Mazzari predica calma come da inizio campionato “Scudetto? Come ho detto l’altro giorno quella parola lì non si pronuncia”. Sulla stessa linea anche Edinson Cavani autore di una doppietta e una brillante partita: “Per noi resta tutto come prima. L’unico segnale vero che abbiamo voluto dare è che questa squadra è molto unita e vuole lottare per qualcosa di importante. Lo Scudetto? – ha aggiunto seguendo la filosofia del suo allenatore – lasciamolo stare quest’argomento, non ne voglio parlare”.

    Anche il presidente Da Laurentis vola basso ma non nasconde il suo entusiasmo per un progetto che davvero sta andando oltre ogni rosea previsione: “Lo scudetto? Per me non ha importanza, sarebbe un ulteriore premio per questi ragazzi. La squadra ha trovato una sua linea, gioca con una grinta non comune. Vedo tutti in grande forma ed in salute. Mi piace questo Napoli è simapatico e divertente.” E come contraddirlo?

    L’esplosione di Cavani (già a quota 20 reti quest’anno solo in campionato) è stato sicuramente un fattore determinante, ma il merito va dato soprattutto a Mazzarri che sta facendo rendere al meglio anche giocatori che nelle precedenti gestioni non erano così valorizzati. Il “Pocho” Lavezzi vede di meno la porta ma gioca totalmente in sincronia con il resto della squadra, corre e aiuta i suoi compagni come lo scorso anno faceva Eto’o nell’Inter di Mou. Senza parlare di giocatori come Cannavaro e Aronica che stanno facendo un campionato sopra ogni aspettativa.

    Adesso è chiaro come l’asticella dei traguardi si debba alzare, giornata dopo giornata, con il pensiero che va subito alla sfida di Europa League di giovedì contro il ViIllareal di Giuseppe Rossi, e poi di nuovo al campionato con il Milan fra 15 giorni.

    Il Napoli come già detto, è un sogno che sta diventando realtà e il tecnico con  i giocatori se non vogliono parlare di scudetto sanno che ormai non si possono più nascondere. Le ambizioni di questa squadra sono evidenti a tutti. Se non arrivasse lo scudetto, la Champions League sarebbe una “magra” consolazione.

    Bellissima la risposta del presidente De Laurentis alla domanda se il Real Madrid offrisse 50 milioni di euro per Cavani: “ il Real offre 50 milioni di euro per lui? Io rispondo con una pernacchia!” Un messaggio chiaro a tutti, il progetto Napoli non si tocca!

    In casa nerazzurra qualcuno ancora si starà mangiando le mani, poiché in estate il bomber uruguaiano era stato più volte accostato all’Inter, ma la cifra valutata troppo alta (circa 18 milioni di euro) aveva frenato la trattativa e permesso l’inserimento del Napoli. Anche il Palermo dovrebbe avere qualche bel rimpianto. Ripensandoci bene il presidente rosanero Zamparini con il senno di poi ha “regalato” un fuoriclasse.

  • Il Real Madrid è il club più ricco, Milan prima italiana

    Il Real Madrid è il club più ricco, Milan prima italiana

    Il Real Madrid domina nell’economia calcio riconfermandosi per il sesto anno consecutivo club più ricco del mondo. Lo studio, condotto dalla società di consulenza Deloitte su base annuale per la stagione 2009-2010, mette in evidenza l’enorme giro d’affari che ruota attorno alle merengues con una ricchezza stimata in 438.6 milioni di euro, ben circa 40 in più rispetto agli acerrimi rivali del Barcellona che seguono in seconda posizione.
    Terza piazza per il Manchester United, seguito da Bayern Monaco, Arsenal e Chelsea.

    Il primo club italiano nella speciale classifica è il Milan che guadagna tre posizioni e sale al settimo posto con 235.8 milioni; chiudono la top ten Inter e Juventus che nonostante abbia registrato un lieve incremento rispetto alla passata stagione perde due posizioni passando dall’ottava alla decima posizione. Da segnalare infine la 18esima piazza della Roma.

    Questa la classifica delle prime 20 posizioni (dati in milioni di euro)

    1. Real Madrid – 438.6
    2. Barcellona – 398.1
    3. Manchester United – 349.8
    4. Bayern Monaco – 323
    5. Arsenal – 274.1
    6. Chelsea – 255.9
    7. Milan – 235.8
    8. Liverpool – 225.3
    9. Inter – 224.8
    10. Juventus – 205
    11. Manchester City – 152.8
    12. Tottenham – 146.3
    13. Amburgo – 146.2
    14. Lione – 146.1
    15. Marsiglia – 141.1
    16. Schalke – 139.8
    17. Atletico Madrid – 124.5
    18. Roma – 122.7
    19. Stoccarda – 114.8
    20. Aston Villa – 109.4

  • Cristiano Ronaldo show, dribbling con espaldinha. Video

    Cristiano Ronaldo show, dribbling con espaldinha. Video

    Una volta bastava il colpo di tacco per stupire, adesso per esser fenomeno devi inventarti di volta in volta qualcosa di nuovo per strabiliare i propri tifosi e far scervellare chi lotta per esser il fenomeno in assoluto.

    Cristiano Ronaldo è spesso irriverente in campo ma i suoi numeri spesso lasciano a bocca aperta tifosi ed avversari, ieri nel 4-1 contro il Real Sociedad il portoghese ha pensato bene di usar il colpo di schiena per disorientare l’avversario girandosi poi su se stesso.

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  • Mourinho vince la Panchina d’Oro 2009-2010

    Mourinho vince la Panchina d’Oro 2009-2010

    A Coverciano è stato assegnato il premio per il miglior allenatore nella stagione 2009/2010. Il tecnico portoghese Josè Mourinho si è aggiudicato a sorpresa la Panchina d’Oro, battendo il tecnico juventino Del Neri autore nella scorsa stagione di un’annata splendida con la Samp con la conquista del 4° posto, e Claudio Ranieri tecnico della Roma, arrivato terzo con lo scudetto perso all’ultima giornata di campionato dello scorso torneo.

    Questa vittoria serve anche a cancellare le polemiche dello scorso anno, quando il portoghese fu battuto da Massimiliano Allegri tecnico del Cagliari, nonostante il portoghese avesse vinto Campionato e Coppa Italia.

    Per l’occasione sono stati premiati anche altri allenatori. Pierpaolo Bisoli (per la promozione con il Cesena) viene votato come miglior tecnico della serie B vincendo la “Panchina d’Argento”.

    La Panchina d’Oro per la Prima Divisione è andata a Giuseppe Sannino (Varese), e la Panchina d’Argento per la Seconda Divisione a Giancarlo Favarin (Lucchese). La Figc ha inoltre consegnato un premio speciale ad Alberto Zaccheroni per i suoi successi nella coppa d’Asia alla guida del Giappone.

    Josè non era presente alla premiazione ma comunque l’Inter lo ringrazia attraverso il suo sito ufficiale:

    “È motivo di grande orgoglio e di felicità l’assegnazione della Panchina d’Oro 2009-2010 a José Mourinho. Il premio, istituito al termine della stagione 1990-1991, è stato assegnato stamane al tecnico portoghese che, in due stagioni alla guida dell’Inter, ha vinto 5 titoli: 2 scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana, 1 Uefa Champions League.”

    Per la storia della Panchina d’Oro, Mourinho è il secondo tecnico straniero a vincere il principale riconoscimento del Settore Tecnico dopo Raymond Goethals, tecnico dell’Olympique Marsiglia, premiato proprio in occasione della prima edizione (allora la Panchina d’Oro era a livello internazionale; quella d’Argento per l’Italia e venne assegnata a Vujadin Boskov).

    Volendo stilare una classifica dei club invece, l’Inter sale al secondo posto, con 3 allenatori premiati: il portoghese, come Roberto Mancini (’07-’08), riceve il premio dopo aver concluso la sua esperienza sulla panchina nerazzurra.

    Conclusione del sito nerazzurro: “A Josè Mourinho i complimenti di tutta l’Inter e di tutti gli interisti”.