Tag: portogallo

  • Bjarnason gela il Portogallo, con l’Islanda è uno a uno

    Bjarnason gela il Portogallo, con l’Islanda è uno a uno

    Sorpresa nel Gruppo F, una rete ad inizio ripresa dell’ex Pescara Birkin Bjarnason ha permesso all’Islanda di impattare il vantaggio portoghese segnato da Nani alla mezz’ora.

    Una vera e propria impresa quella degli islandesi che non solo hanno saputo reggere l’urto di un Portogallo in cui non ha brillato la stella di Cristiano Ronaldo, ma anzi hanno rimontato lo svantaggio e poi nel finale hanno avuto anche la palla della vittoria con Finnbogason. 

    Una delusione il Portogallo di Cr7, una favola quella dei ragazzi di Lagerbäck.

    Veniamo al racconto della sfida.

    La sfida vede partire subito forte l’Islanda con Sigthórsson che al terzo minuto impegna due volte Rui Patricio. Pian piano il Portogallo cresce e Nani di testa impegna il portiere avversario ad una strepitosa parata. Ronaldo non riesce a colpire al volo un lancio lungo di Pepe e grazia l’estremo difensore islandese. Halldórsson però non può niente al 31° quando sempre Nani si fa trovare pronto a deviare sotto misura un bel cross dalla destra. Sembra l’inizio di una possibile goleada lusitana invece il ritmo cala e si va al riposo sul 1-0.

    Nella ripresa l’Islanda parte ancora forte e Bjarnason, al 50°, è bravo a sfruttare una dormita di Vieirinha e a girare in rete il cross di Gudmundsson. Subito il pari il Portogallo si getta in attacco ma la difesa islandese tiene e anzi alla fine il rimpianto è per Finnbogason che al 85° ha la ghiotta chance di regalare tre punti ai suoi, il suo tiro però è centrale e Rui Patricio respinge. Finisce 1-1 è gioia per l’Islanda e gran delusione per il Portogallo e per Cristiano Ronaldo. 

     

    PORTOGALLO – ISLANDA 1-1 (31° Nani (P), 50° Bjarnason (I))

    Portogallo (4-4-1-2): Rui Patrìcio; Vierinha, Pepe, Carvalho, Guerreiro; André Gomes (84° Éder), Danilo, Moutinho (71° Sanches); João Mario (76° Quaresma); Ronaldo, Nani.

    Allenatore: Santos.

    Islanda (4-4-2): Halldórsson; Saevarsson, Sigurdsson, Árnason, Skúlason; Gudmundsson (90° T. Bjarnason), Gunnarsson, Sigurdsson, Bjarnason; Sigthórsson (81° Finnbogason), Bödvarsson.

    Allenatore: Lagerbäck.

    Arbitro: Çakır.

    Ammoniti: Bjarnason (I).

     

    Nell’altra gara di giornata, e del Gruppo F, l’Ungheria si è imposta per 2-0 contro l’Austria. Un successo maturato nel secondo tempo grazie al gol di Szalai al 62° e al raddoppio di Stieber al 88°. Tra le due reti degli ungheresi è arrivata anche l’espulsione di Dragovic. Da segnalare per l’Austria anche un palo dopo meno di un minuto, colpito da Alaba con una conclusione da fuori.

    AUSTRIA – UNGHERIA 0-2 (62° Szalai, 88° Stieber)

  • Euro U21: trionfo Svezia dagli undici metri

    Euro U21: trionfo Svezia dagli undici metri

    Il vincitore di Euro U21 è stato deciso dagli undici metri.

    Sono serviti infatti i calci di rigore per designare la squadra capace di alzare al cielo di Praga il trofeo di Euro U21. A fare festa è la Svezia che grazie al suo portiere Carlgren, autore della parata decisiva sul tiro di Carvalho, ha conquistato per la prima volta nella sua storia il titolo europeo di categoria.

    Una vittoria che gli svedesi hanno saputo costruire con un ottima difesa nel primo tempo contro il possesso palla del Portogallo ma anche con una maggiore freschezza dimostrata nel finale di gara e nei supplementari quando sono stati proprio gli scandinavi ad avere le migliori occasioni per vincere prima dei calci di rigore.

    Dal dischetto poi, come accade spesso, conta principalmente la freddezza e la bravura dei portieri. Gli svedesi sono parsi piuttosto sereni ed hanno avuto un ottimo Carlgren decisivo per scrivere l’epilogo di festa per i ragazzi di Ericson. 

    L'esultanza della Svezia | Foto Twitter
    L’esultanza della Svezia | Foto Twitter

    Veniamo al racconto della finale.

    Le due squadre, già sfidatesi nel girone, si ritrovano contro in finale ed i due tecnici, Rui Jorge ed Ericson schierano il miglior undici possibile. La partenza è decisamente positiva per il Portogallo, i lusitani premono e al 6° vanno vicinissimi al vantaggio con un calcio di punizione di Sergio Oliveira che centra la traversa. La Svezia si limita ad un atteggiamento attendistico di fronte al buon possesso palla del Portogallo. Gli scandinavi provano a farsi vedere al 25° con una conclusione di Tibbling, troppo centrale però per impensierire José Sa. La prima frazione prosegue con il controllo del gioco del Portogallo ma senza grandissimi sussulti, si va al riposo sullo 0-0.

    Il secondo tempo inizia in maniera decisamente frizzante, prima la Svezia, con uno schema da punizione prova ad impensierire la difesa avversaria. Il Portogallo risponde con una ripartenza rapidissima, non concretizzata ad un passo dalla porta. I gialloblu replicano con una bella acrobazia di Guidetti, con il pallone che esce alto di poco. I lusitani non ci stanno e vanno al tiro in maniere insidiosa con Sergio Oliveira, conclusione che però non centra lo specchio della porta. l Portogallo, esauritasi la spinta iniziale della Svezia, riprende in mano il controllo della gara e al 64° va vicinissimo al gol con un tiro a giro di Medeiros, fuori di un soffio. La sfida prosegue sullo stesso copione ma al 85° Josè Sa è costretto al grande intervento per salvare sul tocco di Guidetti. Poco dopo anche Kiese Thelin ha una buona occasione ma il portiere portoghese è pronto. Non accade molto altro, dopo due minuti di recupero l’arbitro fischia la fine sullo 0-0. Si va ai supplementari.

    Si parte e l’organizzazione portoghese sembra calare mentre la Svezia pare più fresca, tant’è che al 94° una bella conclusione di Khalili esce di un niente. Sono gli scandinavi a rendersi più pericolosi in un primo tempo supplementare che però finisce ancora sullo 0-0.

    Nel secondo tempo supplementare vince la stanchezza anche se le squadre hanno un paio di potenziali occasioni che però non riescono a sbloccare la gara, il titolo si deciderà ai calci di rigore.

    Dal dischetto partono bene le due squadre con due trasformazioni per parte, poi la Svezia segna con Augustinsson mentre il portoghese Esgaio si fa parare il tiro da Carlgren. Il vantaggio svedese dura poco perchè José Sa respinge il tiro di Khalili mentre Joao Mario trasforma. Si va all’ultima serie, Lindelof è freddo e non fallisce mentre Carvalho si fa ipnotizzare da Carlgren che diventa eroe nazionale consegnando il primo titolo europeo Under 21 alla Svezia.

     

    PORTOGALLO – SVEZIA 3-4 d.c.r. (0-0 d.t.s)

    Portogallo (4-1-3-2): José Sa; Esgaio, Paulo Oliveira, Tiago Ilori, Guerreiro; William Carvalho; Joao Mario, Bernardo Silva, Sergio Oliveira (54° Toze); Ricardo (70° Paçiença), Cavaleiro (61° Medeiros).

    Allenatore: Rui Jorge.

    Svezia (4-4-2): Carlgren; Lindelof, Milosevic, Helander (46° Baffo), Augustinsson; Khalili, Hiljemark, Lewicki, Tibbling (66° Quaison); Kiese Thelin, Guidetti.

    Allenatore: Ericson.

    Arbitro: Marciniak.

    Ammoniti: Baffo (S), Lindelof (S)

    Sequenza rigori: Guidetti (S) gol, Paçiença (P) gol, Kiese Thelin (S) gol, Toze (P) gol, Augustinsson (S) gol, Esgaio (P) parato, Khalili (S) parato, Lindelof (S) gol, Carvalho (P) parato.

  • EuroU21: sarà Portogallo-Svezia la sfida per il titolo

    EuroU21: sarà Portogallo-Svezia la sfida per il titolo

    Il verdetto delle semifinali ad EuroU21 è stato emesso, Portogallo-Svezia, la sfida definita da molti come “il Biscotto” che ha fatto fuori l’Italia nella fase a gironi, si riproporrà nella sfida finale del torneo continentale riservato alle nazionali Under 21. 

    Le due squadre ci sono arrivate con due successi maturati nei 90 minuti. Il Portogallo ha rifilato una vera e propria manita alla favoritissima Germania mentre la Svezia nel derby scandinavo, con qualche rischio verso la metà del secondo tempo, ha regolato per 4-1 la Danimarca.

    Una finale che aumenta ancora di più i rimpianti degli azzurrini che se non avessero buttato la qualificazione con la sconfitta all’esordio, ora sarebbero potuti essere in finale.

    Con i se e con i ma però non si fa la storia e quindi a giocarsi il titolo in questo europeo saranno Portogallo e Svezia. 

    Veniamo al racconto delle due gare andando in ordine cronologico.

    L'esultanza di Bernardo Silva | Foto Twitter
    L’esultanza di Bernardo Silva | Foto Twitter

    PORTOGALLO – GERMANIA 

    Una sfida che da molti è stata descritta come una finale anticipata. Ci si aspettava una partita equilibrata con i tedeschi leggermente favoriti ed invece il campo ha dato tutto un altro risultato. Partenza forte per il Portogallo che prima sfiora il vantaggio con un palo colpito da Sergio Oliveira ma poi passa con una gran giocata corale finalizzata dal talentuoso Bernardo Silva al 25°. I tedeschi abbozzano una reazione ma capitolano nuovamente al 33° con il colpo di testa di Ricardo su azione da corner. La Germania prova a scuotersi e a far sul serio ma rimbalza contro un ottimo José Sà. Nel finale di tempo i lusitani calano anche il tris con un bel tiro di Ivan Cavaleiro che s’infila sotto la traversa nel primo minuto di recupero. Neanche il tempo di ripartire che arriva il Poker portoghese con la conclusione di João Mario, leggermente deviata, che s’infila alle spalle di ter Stegen. In sostanza la semifinale finisce qua, c’è solo tempo per il quinto gol del Portogallo firmato da Horta al 71° e dall’espulsione di Bittencourt al 75. In finale di EuroU21 vola il Portogallo, la delusione è tutta tedesca.

     

    PORTOGALLO – GERMANIA 5-0 (25° Bernardo Silva, 33° Ricardo, 45°+1 Ivan Cavaleiro, 46° João Mario, 71° Ricardo Horta)

    Portogallo (4-3-1-2): José Sá; Esgaio, Paulo Oliveira, Ilori, Guerreiro (64° João Cancelo); João Mário, W. Carvalho, Sergio Oliveira; Bernardo Silva (50° Rafa Silva); Ivan Cavaleiro (46° Ricardo Horta), Ricardo.

    Allenatore: Rui Jorge.

    Germania (4-1-4-1): ter Stegen; Korb (87° Klaus), Ginter, Heintz, Günter; Geis (46° Meyer); Younes, Can, Kimmich, Schulz (50° Bittencourt); Volland.

    Allenatore: Hrubesch.

    Arbitro: Sidiropoulos (Grecia).

    Ammoniti: Esgaio (P), Kimmich (G), Bittencourt (G).

    Espulsi: Bittencourt (G).

     

    DANIMARCA – SVEZIA

    La sfida tra le due nazionali scandinave vede una partenza equilibrata con gli svedesi che la sbloccano al minuto 23° con Guidetti freddo nel trasformare un rigore concesso per fallo su Kiese Thelin. La Danimarca cerca l’immediata reazione ma viene punita da una ripartenza finalizzata da Tibbling dopo soli 3 minuti. Il primo tempo si chiude così, sul 2-0 per la Svezia. Nella ripresa la Danimarca ci prova e gli sforzi vengono premiati al 63° quando Bech è abile a mettere in gol una palla in area. Il gol carica la Danimarca che avrebbe anche un paio di chance di pareggiare ma le spreca. A questo punto però arriva il colpo del ko con Quaison che ruba un pallone, sfrutta un involontario triangolo con il difensore e cala il 3-1. Nel recupero, con la Danimarca tutta protesa in avanti, c’è tempo per il definitivo 4-1 segnato da Hiljemark. La Svezia conquista la finale.

     

    DANIMARCA – SVEZIA 1-4 (23° rig. Guidetti (S), 26° Tibbing (S), 63° Bech (D), 83° Quaison (S), 94° Hiljemark (S))

    Danimarca (4-2-3-1): Busk; Scholz, Vestergaard, Christensen, Knudsen; Jønsson (57° Vigen Christensen), Højbjerg; Thomsen, Falk (65° Sisto), Poulsen; Bech (92° Fischer).

    Allenatore: Thorup.

    Svezia (4-4-2): Carlgren; Lindelöf, Milošević, Helander, Augustinsson; Khalili, Hiljemark, Lewicki, Tibbling (72° Quaison); Guidetti (60° Ishak), Kiese Thelin (93° Larsson).

    Allenatore: Ericson.

    Arbitro: Karasev.

    Ammoniti: Poulsen (D)

     

    RISULTATI SEMIFINALI EUROU21

    PORTOGALLO – GERMANIA 5-0

    DANIMARCA – SVEZIA 1-4 

     

    FINALE EUROU21

    PORTOGALLO – SVEZIA

  • EuroU21, si complica il cammino degli azzurrini di Di Biagio

    EuroU21, si complica il cammino degli azzurrini di Di Biagio

    Il percorso dell’Italia di Gigi Di Biagio ad EuroU21, in Repubblica Ceca, si fa sempre più complicato.

    Dopo il Ko all’esordio contro la Svezia, questa sera contro il Portogallo per gli azzurrini era fondamentale conquistare i tre punti, ed invece nonostante una buona prestazione gli azzurrini non sono riusciti ad andare oltre allo 0-0.

    La qualificazione alle semifinali, con il conseguente Pass olimpico, adesso è appesa ad un filo. Mercoledì contro l’Inghilterra è obbligatorio vincere ma potrebbe anche non bastare, se tra Svezia e Portogallo finirà in parità, in semifinale andranno proprio scandinavi e lusitani.

    Il Ct dell'U21 Gigi Di Biagio | Foto Twitter
    Il Ct dell’U21 Gigi Di Biagio | Foto Twitter

    Veniamo al racconto della gara.

    Di Biagio decide di rivoluzionare la squadra scesa in campo nell’esordio. Totalmente nuovo il centrocampo con Crisetig, Cataldi e Benassi al posto di Sturaro (squalificato), Viviani e Baselli. Cambi anche in difesa fuori Bianchetti e Sabelli, dentro Romagnoli e Biraghi. Confermato il tridente offensivo.

    Il Portogallo scende in campo con un 4-3-1-2 con il talentuoso Bernardo Silva ad agire sulla trequarti.

    La partenza è super per l’Italia con Benassi che dopo pochi secondi, con un gran tiro, impegna Sa ad una gran parata. Passano pochi minuti e Belotti, imbeccato da Berardi, calcia da dentro l’area, il portiere del Portogallo chiude ancora. La partita rimane in mano dell’Italia e poco prima della mezz’ora Sa risponde nuovamente ad una gran conclusione di Benassi. Il Portogallo non si veda mai, almeno sino al 36° quando Joao Mario, al termine di una bella azione di squadra, grazia l’Italia calciando male da dentro l’area. C’è tempo per un’altra conclusione di Berardi e per un quasi autogol del Portogallo. Si va al riposo sullo 0-0.

    Pronti via e Belotti ha subito una chance ma a fermarlo c’è la traversa. Passano i minuti e gli azzurrini pian piano di spengono, c’è un colpo di tacco di Belotti al 74° e nient’altro da segnalare, almeno sino al recupero quando Biraghi servito perfettamente da Bernardeschi non riesce ne a controllare ne a calciare davanti a Sa. Finisce così 0-0 una sfida che lascia tanti rimpianti e ancora qualche piccola speranza ai ragazzi di Di Biagio. 

    ITALIA – PORTOGALLO 0-0

    Italia (4-3-3): Bardi; Zappacosta, Rugani, Romagnoli, Biraghi; Benassi, Crisetig (76° Trotta), Cataldi; Berardi, Belotti (85° Viviani), Battocchio (62° Bernardeschi).

    Allenatore: Di Biagio.

    Portogallo (4-3-1-2): José Sà; Esgaio, P.Oliveira, Ilori, Guerreiro; João Mario (81° Tozé), W.Carvalho, Sergio Oliveira; Bernardo Silva (78° Medeiros); Rafa Silva (54° Paciência) , Mané.

    Allenatore: Rui Jorge.

    Arbitro: Marciniak.

    Ammoniti: Bernardeschi (I), Biraghi (I), Romagnoli (I), Paciência (P).

     

    Nell’altra gara del Gruppo B vittoria dell’Inghilterra a cui basta un gol di Lingard per imporsi sulla Svezia.

    RISULTATI E CLASSIFICA GRUPPO B

    INGHILTERRA – SVEZIA 1-0 (85° Lingard)

    ITALIA – PORTOGALLO 0-0 

    Portogallo 4 pt, Inghilterra e Svezia 3, Italia 1

     

    Nel gruppo A la Repubblica Ceca si rifà dopo l’esordio negativo e sconfigge nettamente, per 4-0, la Serbia. Netto successo anche per la Germania che non lascia scampo alla Danimarca, finisce 3-0 per i tedeschi. Tutto aperto comunque anche in questo girone.

    RISULTATI E CLASSIFICA GRUPPO A

    REPUBBLICA CECA – SERBIA 4-0 (7°, 21°, 56° Kliment, 59° Frydek)

    GERMANIA – DANIMARCA 3-0 (32°, 48° Volland, 53° Ginter)

    Germania 4 pt, Repubblica Ceca e Danimarca 3, Serbia 1

     

     

  • Parte l’Europeo Under 21, rose e talenti delle 8 squadre

    Parte l’Europeo Under 21, rose e talenti delle 8 squadre

    Con la sfida tra Repubblica Ceca, padrone di casa, e Danimarca, si aprono oggi i Campionati Europei di calcio Under 21.

    8 squadre qualificare si contenderanno il titolo, oltre alle già citate Repubblica Ceca e Danimarca nel gruppo A ci saranno la Germania e la Serbia, mentre il Gruppo B è composto da Italia, Svezia, Inghilterra e Portogallo.

    Oltre alla possibilità di conquistare l’alloro europeo, questi campionati saranno fondamentali per la qualificazione ai Giochi Olimpici di Rio 2016.

    Come sempre sarà anche l’occasione per vedere all’opera giovani talenti, proviamo a selezionarne alcuni, squadra per squadra.

    La Danimarca può vantare un paio di giocatori decisamente interessanti, oltre a Sorensen che già conosciamo in quanto gioca nel Verona. Senza dubbio un prospetto interessante è il centrocampista Hojbjerg, di proprietà del Bayern Monaco ma che con la sua abilità nel gestire i palloni a metà campo si è messo in luce con l’Augsburg. In attacco brilla Yussuf Poulsen, punta del Lipsia che ha avuto modo, solo pochi giorni fa, di segnare il suo primo gol con la maglia della nazionale maggiore.

    Max Meyer | Foto Twitter
    Max Meyer | Foto Twitter

    La Germania è un vero e proprio contenitore di talenti, dai portieri Leno e sopratutto ter Stegen, passando per il difensore Ginter, i centrocampisti di gran valore come Arnold, Bittencourt, Can, e Ginter senza trascurare l’attaccante Volland. Volendo fare un nome però non va assolutamente sottovalutato Meyer, centrocampista che ha già messo in mostra il suo valore nello Schalke.

    Harry Kane | Foto Twitter
    Harry Kane | Foto Twitter

    Nell’Inghilterra certamente i nomi che risaltano sono quelli di Harry Kane, l‘Uragano del Tottenham, del difensore dell’Arsenal Chambers e del centrocampista Ward del Southampton. Occhio però anche al portiere Butland che potrebbe mettersi in luce e anche all’attaccante Ings che nella scorsa Premier ha brillato a suon di gol nel Burnley.

    Stefano Sturaro | Foto Twitter
    Stefano Sturaro | Foto Twitter

    Nell’Italia certamente si spera che sia l’europeo di Romagnoli e Rugani, ottima stagione per loro, ma anche di Zappacosta che con l’Atalanta ha fornito ottime prestazioni. A centrocampo occhio a Cataldi e Sturaro ed in avanti il trio delle tre B: Belotti, Berardi e Bernardeschi.

    Nel Portogallo da tener d’occhio il mediano William Carvalho dello Sporting Lisbona. Sotto la lente d’ingrandimento degli osservatori ci sarà certamente anche il 18enne Ruben Neves che sa destreggiarsi agevolmente nel centrocampo, ma anche il trequartista del Monaco Bernardo Silva.

    Tra i padroni di casa della Repubblica Ceca, occhio al veloce attaccante Vaclav Kadlec ma anche al centrocampista del Norimberga Petrak.

    Nella Serbia occhio a Jojic che già ha mostrato lampi di classe e sregolatezza con la maglia del Borussia Dortmund. Un giocatore che certamente sarà valutato ed osservato dagli scout sarà Čaušić, centrocampista di scuola Stella Rossa, attualmente al Eskişehirspor, capace di gestire il gioco della sua nazionale.

    Concludiamo con la Svezia e quando si parla dei gialloblu scandinavi non si può non citare John Guidetti, attaccante del Celtic di gran fisico ed ottimo senso del gol. Attenzione anche ad Helander, difensore centrale che ha brillato nella scorsa Champions League con la maglia del Malmoe.

     

    I 23 convocati delle 8 finaliste di Euro 2015 U21

    DANIMARCA

    Portieri: Jensen (Nordsjælland), Rønnow (Horsens), Busk (Sandefjord)

    Difensori: Scholz (Standard Liège), A. Christensen (Chelsea), Remmer (Copenhagen), F. Sørensen (Hellas Verona), Vestergaard (Werder Brema), Okore (Aston Villa), Knudsen (Esbjerg), Durmisi (Brøndby)

    Centrocampisti: Nørgaard (Brøndby), Jønsson (AGF), L. Christensen (Fulham), Thomsen (Aab), Pierre Højbjerg (Augsburg), Falk (OB), Sisto (Midtjylland)

    Attaccanti: Berggreen (Eintracht Braunschweig), Brock-Madsen (Randers), Bech (Nordsjælland), Fischer (Ajax), Poulsen (Leipzig)

     

    GERMANIA

    Portieri: Horn (FC Köln), Leno (Bayer 04 Leverkusen), ter Stegen (FC Barcelona).

    Difensori: Schulz (Herta BSC), Günter (SC Freiburg), Ginter (Borussia Dortmund), Korb (Borussia Mönchengladbach), Knoche (VfL Wolfsburg), Heintz (FC Kaiserslautern).

    Centrocampisti: Geis (Mainz 05), Malli (Mainz 05), Can (Liverpool FC), Demirbay (FC Kaiserslautern), Meyer (SChalke 04), Kimmich (RB Leipzig), Bittencourt (Hannover 96), Leitner (VfB Stuttgart), Younes (FC Kaiserslautern), Claus (SC Freiburg), Arnold (VfL Wolfsburg).

    Attaccanti: Volland (1899 Hoffenheim), Hoffmann (FC Kaiserslautern), Gnabry (Arsenal FC).

     

    INGHILTERRA

    Portieri: Bettinelli (Fulham), Bond (Watford), Butland (Stoke City);

    Difensori: Chambers (Arsenal), Garbutt (Everton), Gibson (Middlesbrough), Jenkinson (Arsenal), Keane (Burnley), Moore (Leicester City), Stones (Everton), Targett (Southampton);

    Centrocampisti: Carroll (Tottenham Hotspur), Chalobah (Chelsea), Forster-Caskey (Brighton & Hove Albion), Hughes (Derby County), Lingard (Manchester United), Loftus-Cheek (Chelsea), Pritchard (Tottenham Hotspur), Redmond (Norwich City), Ward-Prowse (Southampton);

    Attaccanti: Berahino (West Bromwich Albion), Ings (Burnley), Kane (Tottenham Hotspur).

     

    ITALIA

    Portieri: Bardi (Chievo Verona), Leali (Cesena), Sportiello (Atalanta)

    Difensori: Barba (Empoli), Bianchetti (Spezia), Biraghi (Chievo Verona), Izzo (Genoa), Romagnoli (Sampdoria), Rugani (Empoli), Sabelli (Bari), Zappacosta (Atalanta)

    Centrocampisti: Baselli (Atalanta), Battocchio (Virtus Entella), Benassi (Torino), Cataldi (Lazio), Crisetig (Cagliari), Sturaro (Juventus), Viviani (Latina)

    Attaccanti: Belotti (Palermo), Berardi (Sassuolo), Bernardeschi (Fiorentina), Trotta (Avellino), Verdi (Empoli)

     

    PORTOGALLO

    Portieri: Varela (Benfica), Fernandes (VFL Osnabruck), José Sá (Marítimo);

    Difensori: Venâncio (Vitória FC), João Cancelo (Valencia CF), Paulo Oliveira (Sporting), Guerreiro (FC Lorient), Esgaio (Académica de Coimbra), Tiago Ilori (FCG Bordeaux), Figueiredo (Sporting);

    Centrocampisti: Tozé (Estoril Praia), Bernardo Silva (AS Monaco), João Mário (Sporting), Rafa (SC Braga), Rúben Neves (FC Porto), Sérgio Oliveira (FC Paços de Ferreira), William Carvalho (Sporting);

    Attaccanti: Carlos Mané (Sporting), Gonçalo Paciência (FC Porto), Iuri Medeiros (FC Arouca), Ivan Cavaleiro (Deportivo de la Coruña), Ricardo Pereira (FC Porto), Ricardo Horta (Malaga CF).

     

    REPUBBLICA CECA

    Portieri: Koubek (Hradec Králové), Pavlenka (Baník Ostrava),Reichl (Sigma Olomouc)

    Difensori: Baránek (Viktoria Plzeň), Brabec (Sparta Prague), Hanousek (Dukla Prague), Hybš (Vysočina Jihlava), Jugas (Zbrojovka Brno), Kadeřábek (Sparta Prague), Kalas (Middlesbrough)

    Centrocampisti: Frýdek (Slovan Liberec), Houska (Sigma Olomouc), Jánoš (Vysočina Jihlava), Krejčí (Sparta Prague), Masopust (Baumit Jablonec), Petrák (Nuremberg), Přikryl (Dukla Prague), Skalák (Mladá Boleslav), Takács (Teplice), Trávník (Slovácko), Zmrhal (Slavia Prague)

    Attaccanti: Kadlec (Sparta Prague), Kliment (Vysočina Jihlava)

     

    SERBIA

    Portieri: Dmitrović (Charlton Athletic), Perić (Jagodina), Stevanović (Čukarički);

    Difensori: Petković (Crvena Zvezda), Stojković (Čukarički), Pantić (Córdoba), Ćosić (Pescara), Spajić (Tolosa), Ćirković (Partizan), Petrović (Partizan), Filipović (Jagodina);

    Centrocampisti: Kovačević (Crvena Zvezda), Brašanac (Partizan), Ivanić (Vojvodina), Mijailović (Kayserispor), Jojić (Borussia Dortmund), Čaušić (Eskişehirspor), Djuričić (Southampton);

    Attaccanti: Stojiljković (Čukarički), Pešić (Tolosa), Srnić (Čukarički), Kostić (Stoccarda), Milunović (Platanias).

     

    SVEZIA

    Portieri: Carlgren (AIK), Rinne (Örebro), Linde (Molde)

    Difensori: Augustinsson (Copenhagen), Baffo (Halmstads), Helander (Malmö), Holmén (Elfsborg), Konate (Malmö), Krafth (Helsingborgs), Milošević (Beşiktaş)

    Centrocampisti: Gustafson (Häcken), Hiljemark (PSV Eindhoven), Khalili (Mersin İdmanyurdu), Larsson (Heerenveen), Lewicki (Malmö), Olsson (Midtjylland), Quaison (Palermo), Tibbling (Groningen), Zeneli (Elfsborg)

    Attaccanti: Guidetti (Manchester City), Hrgota (Borussia Mönchengladbach), Ishak (Randers), Thelin (Bordeaux)

  • Una spenta Italia cade contro il Portogallo

    Una spenta Italia cade contro il Portogallo

    L’Italia di Antonio Conte assapora per la prima volta il sapore amaro della sconfitta. Uno 0-1 con il Portogallo che, se pur in amichevole, si dimostra pesantissimo perchè era l’ultima occasione per l’Italia di riuscire a guadagnarsi la testa di serie nel sorteggio per le prossime qualificazioni mondiali.

    Gli azzurri hanno mostrato poche idee nel primo tempo, tanti pasticci nella difesa ed un evidente calo fisico nella ripresa. Questo stop può rivelarsi un primo campanello d’allarme per Conte che certamente, già dalla prossima sfida, vorrà vedere tutta un’altra Italia.

    Il Portogallo, pur privo di Cristiano Ronaldo, ha saputo contenere l’aggressività dell’Italia nei primi minuti e poi è cresciuto pian piano, trovando ad inizio ripresa il gol di Eder, nato da una bella azione Eliseu-Quaresma.

    Il gol vittoria di Eder | Foto Twitter
    Il gol vittoria di Eder | Foto Twitter

    Veniamo al racconto della gara.

    Per quest’ultima gara stagionale Antonio Conte vara una nazionale con tante novità, un po’ per gli infortuni, un po’ per dare spazio a giocatori che potrebbero rivelarsi importanti in futuro. Sirigu in porta, in difesa insieme a Bonucci gioca Ranocchia, Darmian e De Sciglio sugli esterni, Soriano e Bertolacci a metà campo con Pirlo, Candreva-Immobile-El Shaarawy tridente d’attacco.

    Il Portogallo rinuncia a Cristiano Ronaldo ma manda in campo comunque giocatori di livello del calibro di Coentrao, Joao Moutinho, Tiago e Quaresma.

    La partenza non è certo su ritmi alti, gli azzurri dimostrano una buona aggressività ma per i primi 15 minuti non si assiste ad occasioni. La prima emozione la regala Bertolacci, al 18°, con una conclusione fuori di poco. Gli azzurri si rivedono al 27° con un tiro di El Shaarawy fuori di poco. Il Portogallo però cresce e al 30°, dopo una disattenzione della difesa dell’Italia, Ranocchia è costretto a salvare sulla linea su tiro a botta sicura di Varela. Passano pochi minuti ed è lo stesso Ranocchia a sbagliare concedendo palla a Moutinho, il tiro però viene ben bloccato da Sirigu. Il primo tempo si chiude sullo 0-0

    L’inizio ripresa vede Conte mandare in campo gli stessi 11 mentre il Portogallo effettua due cambi. Al 50° punizione di Pirlo, colpo di testa di Bonucci e palla sul palo, Darmian si lancia sulla ribattuta ma è bravo Danilo ad intercettare in corner. I lusitani non stanno a guardare e al 52° passano in vantaggio: progressione di Eliseu, palla a Quaresma che piazza il cross per Eder che da due passi gira in rete. Gli azzurri sembrano accusare il colpo e Conte prova a cambiare passando ad un 4-4-2, che ha il sapore del 4-2-4, con l’inserimento di Vazquez. Entra anche Gabbiadini ma è il Portogallo ad avere la chance del raddoppio con Moutinho che spreca. Parte la girandola dei cambi ma l’Italia non riesce a creare grosse occasioni. Al 89° grande occasione per Gabbiadini che si gira e calcia, Beto è bravo a respingere in corner. All’ultimissimo minuto doppia chance per l’Italia, prima con Vazquez, salva Beto e sul successivo corner conclusione fuori di poco di Ranocchia in mischia. Finisce qua, a Ginevra arriva la prima sconfitta dell’Italia di Antonio Conte.

     

    PORTOGALLO – ITALIA 1-0 (52° Eder)

    Portogallo (4-3-3): Beto; Vieirinha (46° Cedric), Bruno Alves (58° Carriço), José Fonte, Fábio Coentrão (24° Eliseu); João Moutinho, Danilo, Tiago (46° Adrien Silva); Quaresma (86° Pizzi), Éder, Varela (76° Nani).

    Allenatore: Fernando Santos.

    Italia (4-3-3): Sirigu; De Sciglio (73° Pasqual), Ranocchia, Bonucci, Darmian; Pirlo, Soriano (58° Vazquez), Bertolacci (76° Parolo); Candreva (64° Gabbiadini), Immobile (73° Matri), El Shaarawy (67° Sansone).

    Allenatore: Conte.

    Arbitro: Studer.

    Ammoniti: Soriano (I), Bertolacci (I), Adrien Silva (P), Eliseu (P)

  • Raquel Infante, una portoghese per la salvezza del San Zaccaria

    Raquel Infante, una portoghese per la salvezza del San Zaccaria

    Calciatrice duttile, principalmente difensore centrale ma anche capace di adattarsi in altre zone del campo, questo è il profilo della nazionale portoghese Raquel Infante.

    Nata a Lisbona il 19 settembre 1990 Raquel può vantare nella propria bacheca un campionato portoghese ed una coppa nazionale. Dopo il passaggio nella Superliga spagnola, Infante è arrivata in romagna nella scorsa stagione disputando il campionato con la maglia del Riviera. Dopo un lungo infortunio al ginocchio, da gennaio è passata all’altra società romagnola che partecipa al campionato di Serie A, ovvero il San Zaccaria.

    Conosciamo meglio il difensore lusitano, cercando di scoprire come è nata la sua passione per il calcio, quali sono i suoi obiettivi per il resto della stagione.

    Come è nata la tua passione per il calcio? Come mai hai deciso di praticare questo sport?

    Quando andavo in vacanza con mio fratello e i miei cugini, che sono tutti uomini, loro giocavano sempre a calcio in spiaggia o andavano ad un campo a giocare ed io andavo con loro. Una volta a 9 anni sono andata a vedere un allenamento di mio fratello e la società ha detto a mio papà che avevano una squadra femminile. Così ho iniziato a giocare a 9 anni, facevo allenamento sia con il gruppo femminile che con quello maschile perché ero piccola e non potevo ancora giocare solo con la squadra femminile.

    Hai un calciatore a cui ti sei ispirata, un idolo?

    Quando ero piccola ho sempre giocato in attacco e mi piaceva troppo Nuno Gomes. Adesso mi ispiro a Kompany (Manchester City) e Thiago Silva (PSG), che sono due difensori centrali.

    C’è una calciatrice, Serie A esclusa, con cui ti piacerebbe giocare?

    Non ho nessuna calciatrice in particolare con cui voglio giocare. Mi piacerebbe giocare in una squadra con difensori centrali di esperienza per potere imparare e crescere come calciatrice.

    Qual è il tuo rapporto con la maglia della nazionale portoghese?

    Il mio rapporto con la maglia del Portogallo è molto buono. Adesso avremo un torneo a cui non parteciperò perché sono in un processo di recupero dall’infortunio. Abbiamo una Nazionale che sta crescendo. L’ importante è essere al top a settembre quando ci saranno le Qualificazioni all’Europeo.

    Raquel Infante | © Usd San Zaccaria
    Raquel Infante | © Usd San Zaccaria

    Sei una calciatrice molto duttile, ti abbiamo visto giocare come difensore centrale ma anche a centrocampo, qual è il ruolo in cui ti trovi meglio?

    Il ruolo dove ho più esperienza é quello di difensore centrale. Però mi piace giocare a calcio, per cui gioco dove il mister ha bisogno.

    Venendo ad un analisi tecnica, quali sono i tuoi punti di forza e dove pensi di dover migliorare?

    Per me in questo momento la priorità è migliorare fisicamente perché sono reduce da un infortunio al ginocchio e non sono ancora 100%. I miei pregi sono l’ anticipo, il colpo di testa e leggere bene le situazioni di gioco.

    Raquel Infante con il presidente del San Zaccaria Macori | © Usd San Zaccaria
    Raquel Infante con il presidente del San Zaccaria Rinaldo Macori | © Usd San Zaccaria

    Questa al San Zaccaria è la tua seconda esperienza italiana, qual è il tuo obiettivo, e quello della squadra, per la restante parte della stagione?

    L’ obiettivo del San Zaccaria è la salvezza. Il mio personale è quello di aiutare la squadra a raggiungere questo traguardo. Penso sempre al presente, al futuro si vedrà.

     

    Rimanendo all’attualità, il prossimo turno ci sarà il derby tra il San Zaccaria e la tua ex squadra, il Riviera di Romagna, quali sono le tue sensazioni in vista di questa sfida?

    Sicuramente contro il Riviera di Romagna sarà una bella sfida, ritroverò le mie ex compagne ed amiche. Quello scorso è stato un anno bello sia personalmente che per la squadra. Ho grandi amiche che giocano nel Riviera, però quando si gioca in campo siamo ovviamente avversarie in quei novanta minuti. Credo sarà un bel derby tra due formazioni dal grande potenziale.

    C’e, a tuo parere, tra le tue compagne qualche giovane che pensi possa avere le possibilità di divenire un futuro talento?

    Nel San Zaccaria abbiamo un gruppo composto da molte giovani di grandi qualità. Però dobbiamo continuare ad allenarci bene per migliorare e crescere. Non mi piace fare nomi di nessuna compagna perché posso non essere giusta con le altre.

    Hai notato grandi differenze tra la diffusione del calcio femminile in Portogallo ed in Italia?

    Lo scorso anno ho notato molto che in Italia c’è più diffusione di calcio femminile però anche in Portogallo ultimamente sta crescendo molto la diffusione per questo movimento.

    Secondo te perché i lettori de “Il Pallonaro” dovrebbero seguire il calcio femminile?

    I lettori del Pallonaro devono seguire il calcio femminile perché chi segue questo sport si innamora. É un calcio dove le calciatrici non percepiscono grandi rimborsi spese e giocano soprattutto per passione, facendo tanti sacrifici.

  • Mondiali 2014: Germania ed Usa avanti, Cr7 saluta il Brasile

    Mondiali 2014: Germania ed Usa avanti, Cr7 saluta il Brasile

    Il tanto temuto biscotto tra Germania e Stati Uniti non c’è stato, comunque alla fine sono stati i tedeschi e gli americani a passare il turno a danno del Ghana e del Portogallo con il Pallone d’Oro Cristiano Ronaldo costretto a lasciare il mondiale dopo la fase a gironi.

    Come detto si temeva il pareggio scontato tra Usa e Germania, Klinsmann non modifica l’assetto, sempre il 4-5-1 ma lascia in panchina Bedoya per Davis e affida l’attacco al solito Dempsey. Low da parte sua mantiene il 4-3-3 con Schweinstieger e Podolski dall’inizio e Khedira e Gotze in panchina.

    Il primo tempo non è certo indimenticabile, a fare gioco è la Germania che prova qualche spinta e qualche cross dalle fasce con l’ottimo Gonzalez a chiudere. La prima occasione degli Usa capita al 21° a Zusi con un bel tiro a giro fuori di poco. La Germania continua a condurre la gara ed il primo tempo si chiude sullo 0-0 con una buona occasione di Ozil neutralizzata da Howard.

    Thomas Muller
    Thomas Muller

    Nella ripresa la Germania al 55° trova il vantaggio con un gran tiro di Muller dal limite dopo una gran parata di Howard su Mertesacker. I tedeschi continuano a controllare il ritmo con gli Usa un po’ preoccupati per le notizie provenienti da Brasilia. Ci sarebbe nel recupero una grossa chance per Bedoya ma Lahm chiude in scivolata. Non c’è più tempo ma al fischio finale è festa per entrambe, la Germania vince il Gruppo G e gli Usa si piazzano al secondo posto per miglior differenza reti con il Portogallo.

    USA – GERMANIA 0-1 (0-0) (54° Muller)

    USA (4-5-1): Howard; Beasley, Besler, Gonzalez, Johnson; Davis (59° Bedoya), Jones, Bradley, Beckerman, Zusi (84° Yedlin); Dempsey

    Allenatore: Klinsmann.

    GERMANIA (4-3-3): Neuer; Boateng, Mertesacker, Hummels, Hoewedes; Schweinsteiger (76° Gotze), Lahm, Kroos; Ozil (89° Schurrle), Muller, Podolski (46° Klose).

    Allenatore: Low.

    Arbitro: Irmatov.

    Ammoniti: Howedes (G), Gonzalez (U), Beckerman (U).

     

    Nell’altra gara Bento schiera il suo 4-3-3 recuperando Pepe in difesa ed inserendo Veloso sulla fascia ed Eder al centro dell’attacco. Appiah risponde con un 4-2-3-1 nel quale deve rinunciare ai due cacciati dalla rosa Muntari e Boateng (anche se il primo era comunque squalificato) puntando anche sull’Udinese Badu.

    Parte forte il Portogallo con la traversa colpita da Ronaldo con un tiro cross, ancora al Cr7 al 19° ha la chance enorme ma il suo colpo di testa viene respinto da Dauda con un bel riflesso. Il Ghana reagisce ma fallisce due occasioni con Gyan ed ecco che al 30° passa il Portogallo: cross di Veloso, palla goffamente deviata da Boye che finisce nella propria porta per un beffardo autogol. Il primo tempo si chiude sul 1-0 per i lusitani.

    La delusione di Cristiano Ronaldo
    La delusione di Cristiano Ronaldo

    Nella ripresa il Ghana sembra più grintoso e voglioso ed al 57° su perfetto cross di Asamoah, arriva il colpo di testa vincente di Gyan. A questo punto gli africani ci credono ma falliscono clamorosamente la palla del 2-1, che sarebbe valsa la qualificazione, con Waris. Il Ghana ci prova ma viene punito dal suo portiere che al 80° rinvia malamente in area proprio sui piedi di Ronaldo che non può fallire il 2-1. Negli ultimi minuti Cr7 ha altri due palloni per provare a centrare la clamorosa rimonta sugli Usa ma non concretizza e il risultato finale non cambia.

    PORTOGALLO – GHANA 2-1 (1-0) (30° aut. Boye (G), 56° Gyan (G), 80° Cristiano Ronaldo (P))

    PORTOGALLO (4-3-3): Beto (89° Eduardo); J.Pereira (61° Varela), Bruno Alves, Pepe, Veloso; Moutinho, William, Amorim; Nani, Eder (69° Vieirinha), Ronaldo.

    Allenatore: Bento.

    GHANA (4-2-3-1): Dauda; Afful, Mensah, Boye, Asamoah; Rabiu (76° Acquah), Badu; Atsu, Waris (70° J. Ayew), A. Ayew (81° Wakaso); Gyan.

    Allenatore: Appiah.

    Arbitro: Shukralla.

    Ammoniti: Afful (G), Waris (G), Moutinho (P), J. Ayew (G).

  • Ranking Uefa, per l’Italia pericolo Portogallo

    Ranking Uefa, per l’Italia pericolo Portogallo

    Dopo il termine dei quarti di finale di Champions ed Europa League giunge puntuale il Ranking Uefa che, ovviamente, anche alla luce del risultato non certamente positivo da parte della Juventus eliminata dal Bayern Monaco, riflette il momento negativo per il calcio italiano, rendendo vani i progressi dello scorso mese di Marzo quando l’Italia aveva addirittura sopravanzato l’Inghilterra nel rendimento stagionale. L’Italia resta al quarto posto, con 64.157 punti complessivi (in riferimento agli ultimi cinque anni) alle spalle di Spagna, Inghilterra e Germania e, per il momento, davanti alla Francia ed al Portogallo, rispettivamente in quinta e sesta posizione. Pertanto, sembrano allontanarsi sempre più le possibilità che l’Italia possa riappropriarsi nei prossimi anni del “podio” che determinerebbe la riconquista della quarta squadra qualificata in Champions League ed, anzi, occorre prestare attenzione al Portogallo che, con il Benfica qualificato alle semifinali e, dunque, ancora in corsa per l’Europa League, potrebbe rappresentare un pericolo per l’Italia perlomeno per la prossima stagione e, ancor di più, tra due anni.

    Ranking Uefa, Italia quarta | © GEORGES GOBET/Getty Images
    Ranking Uefa, Italia quarta | © GEORGES GOBET/Getty Images

    In contrapposizione alla situazione tutt’altro che rosea per il calcio azzurro, emerge di contraltare l’ascesa della Germania che, attualmente in terza posizione, possiede ben due squadre qualificate alle semifinali di Champions League (Bayern Monaco e Borussia Dortmund) ed, in prospettiva, potrebbe scavalcare l’Inghilterra che, attualmente, si trova in seconda posizione ma che, nella presente edizione di Champions League, non possiede nessuna squadra ancora in corsa.

    Oltre al Ranking Uefa per Nazione, dopo i quarti di Champions ed Europa League si registra anche il Ranking Uefa per club: nella graduatoria stagionale resta primo il Borussia Dortmund, mentre il Bayern Monaco è secondo, davanti al Real Madrid terzo ed al Barcellona quarto, il Psg è quinto mentre la Juventus è sesta, mentre la Lazio, invece, è diciassettesima. Nel ranking generale per club, invece, guida ancora stabilmente il Barcellona, davanti – rispettivamente – a Bayern Monaco, Real Madrid e Chelsea, mentre l’unica italiana nella “top ten” è l’Inter che occupa la settima posizione.

  • Mondiali calcio a 5 Italia rimonta storica. Adesso la Spagna

    Mondiali calcio a 5 Italia rimonta storica. Adesso la Spagna

    Una rimonta storica che permetterà all’Italia di continuare a sognare una vittoria nei Mondiali di Calcio a 5 ma che resterà comunque una pagina storica per lo sport azzurro. Sotto di tre reti contro il Portogallo gli azzurri sembrano oramai costretti a lasciare la competizione con i lusitani padroni del campo spesso vicini alla quarta rete. Nella ripresa invece i ragazzi di Menichelli hanno tirato fuori l’orgoglio segnando la prima rete dal dischetto con Saad Assis e trovando in rapida successione, a due minuti dal termine, i gol del 2-3 e 3-3 con Gabriel Lima e Rodolfo Fortino.

    Gli increduli portoghesi sotto di un uomo cedevano definitivamente nei tempi supplementari grazie alla rete di Humberto Honorio e alle parate di Mammarella, strepitoso in almeno due occasioni. A pochi secondi dal termine è il palo a vanificare l’ultimo tentativo portoghese aprendo le porte delle semifinali agli azzurri.

    Calcio a 5 la gioia dell'Italia
    Calcio a 5 la gioia dell’Italia ©STR/AFP/Getty Images

    Per la terza volta consecutiva l’Italia raggiunge le semifinali dei Mondiali di Calcio a 5, il risultato più alto è il secondo posto del 2004 quando fu sconfitta in finale dalla Spagna, avversaria di domani mattina in semifinale. Immensa gioia tra gli azzurri con molti giocatori in lacrime mentre altri sportivamente cercavano di consolare gli increduli portoghesi. L’altra semifinale vedrà di fronte i campioni in carica del Brasile sfiderà la Colombia.

    Video 4 finale Mondiali Calcio a 5 Italia-Portogallo 4-3
    [jwplayer config=”180s” mediaid=”160302″]