Tag: Milos Krasic

  • Pagelle Chievo-Juventus. Krasic ancora malissimo

    Pagelle Chievo-Juventus. Krasic ancora malissimo

    Sorrentino 6,5: Non compie grossi miracoli, salva bene sulla bordata di Pepe e ringrazia il palo sul colpo di testa ravvicinato di Del Piero. Bradley 6: Soffre molto le giocate di Pirlo e Marchisio ma alla fine tiene bene e si aiuta con qualche fallo ai limiti del regolamento. Hetemaj 6,5: Un motorino inesauribile pressa a tutto campo e si fa trovare sempre pronto, ottima partita la sua soprattutto in fase di contenimento. Pellissier 6,5: solita partita da capitano arginato bene dalla difesa juventina, Del Piero ben appostato gli nega la soddisfazione del gol e gli strozza l’urlo in gola. Thereau 6: Rincorre l’avversario in molte zone del campo è sempre propositivo anche se poco incisivo in fase d’attacco, lavoro sporco ma utile ai fini del risultato. Chievo (4-3-1-2): Sorrentino 6,5; Sardo 6 (21′ pt N.Frey 6), Morero 6,5 (25′ st Mandelli 6), Cesar 6,5, Jokic 6; Bradley 6, L.Rigoni 6,5, Hetemaj 6,5; Sammarco 6 (15′ st Cruzado 5,5); Pellissier 6,5, Thereau 6.

    Milos Krasic| © OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images
    Barzagli 6,5: Giocatore totalmente recuperato alla causa bianconera, ormai una sicurezza sia per la Juventus sia per la nazionale, insostituibile. Krasic 4,5: Avulso dal gioco, poco incisivo è l’ombra del giocatore apprezzato l’anno scorso, ancora una volta sostituito poco dopo l’inizio del secondo tempo, si aspettano tempi migliori per l’ala serba. Del Piero 6,5: Doveva essere in campo dal primo minuto, invece, entra nel secondo tempo ed ha subito l’occasione per siglare il punto del match colpisce un palo clamoroso che ancora grida vendetta, salva ben appostato sulla linea un tiro rimpallato di Pellissier. Pepe 6,5: Sempre presente sia in fase d’attacco che di difesa, con Conte sembra aver trovato la propria dimensione, ricorda a tratti quel Di Livio che fece le fortune di Marcello Lippi e della sua prima Juventus. Vucinic 5,5: Illuminato col Milan, non conferma quanto di buono fatto vedere contro i rossoneri, i tifosi e gli addetti ai lavori della Vecchia Signora lo aspettano e si aspettano da lui maggior continuità e incisività. Juventus (4-1-4-1): Buffon 6; Lichtsteiner 6, Barzagli 6,5, Bonucci 6, Chiellini 6,5; Pirlo 6,5; Krasic 4,5 (11′ st Giaccherini 6,5, 35′ st Estigarribia sv), Marchisio 6,5 (25′ st Del Piero 6,5), Vidal 6, Pepe 6,5; Vucinic 5,5.

  • Juve: Krasic sempre più lontano. Si pensa a Tevez

    Juve: Krasic sempre più lontano. Si pensa a Tevez

    Siamo ancora a cinque giornate dall’inizio del campionato e già le voci di mercato si rincorrono, in casa bianconera soprattutto da quando le cose girano per il verso giusto l’entusiasmo pare aver colpito non solo i tifosi ma anche la società, che nel mercato di riparazione, qualora la squadra dovesse continuare a giocare così, ha intenzione di fare qualche investimento importante per regalare a Conte un gruppo ancor più competitivo. L’unico che pare non riuscire a godere dello splendido momento juventino è Milos Krasic. L’ala serba, idolo della tifoseria della Vecchia Signora, non riesce in queste prime apparizioni a dare il meglio di se e già da tempo le voci di un possibile futuro lontano dalla Mole si rincorrono, si parla di poca adattabilità agli schemi del nuovo mister bianconero e della poca duttilità tattica del biondo esterno che se in forma in attacco può diventare devastante mentre in fase di ripiegamento e di copertura è molto carente. Quale che siano le reali motivazioni, di certo la società di corso Galileo Ferraris non può liberarsi a cuor leggero di un giocatore come Krasic, che l’anno scorso è stato l’unico a mostrare sprazzi di luce nel profondo buio della rosa juventina. Certo che però se alla corte di Agnelli dovesse arrivare un tanto declamato top player come Theo Walcott o ancor più probabile l’apache in rotta col City Carlos Tevez, le cose forse potrebbero cambiare.

    Carlos Tevez | © GLYN KIRK/AFP/Getty Images
    Le operazioni in entrambi i casi sembrano molto probabili, nel caso del giovane attaccante dei Gunners, si tratterebbe di un investimento importante per il futuro vista l’età del ragazzo e i grossi margini di miglioramento che ha, quindi un’eventuale cessione del serbo darebbe liquidità in parte necessaria a ricoprire il prezzo del cartellino dell’inglese. Cambia invece il discorso per il separato in casa City, Tevez è,infatti, lontano dal progetto del Mancio che ormai non lo vede più, scavalcato nelle gerarchie in attacco anche dal Bad Boys Balotelli. Se già in estate si era parlato di un suo trasferimento in Italia, alla corte dell’ Inter, adesso l’affare pare ancora più possibile con la Juventus alla finestra e inserita tra le concorrenti ad accaparrarsi le prestazioni di un giocatore che ha si un carattere difficile, ma che darebbe un apporto qualitativo molto forte all’attacco di Conte, tenendo conto poi che nel mercato di riparazione molti giocatori in surplus lasceranno Torino, l’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela scappare via. Qui entra in gioco Krasic, molto apprezzato dal tecnico dei citizens e che potrebbe essere un’ideale pedina di scambio per arrivare a Carlitos. Certo al momento queste sono solo congetture e fantasie, ma che presto potrebbero trasformarsi in vere e proprie trattative, staremo a vedere cosa succederà da qui a Natale, intanto i tifosi bianconeri sono autorizzati a sognare, ma con moderazione. Il low profile, si sa, è la nuova filosofia del tecnico Conte, o per dirla alla sua maniera di erba ce n’è tanta da mangiare, prima di Gennaio.

  • Serbia-Italia, ultime e formazioni. Prandelli vara l’Ital-Juve

    Serbia-Italia, ultime e formazioni. Prandelli vara l’Ital-Juve

    Poco meno di un’ora (20:45) e Serbia e Italia scenderanno in campo per la nona giornata del gruppo C delle qualificazioni agli Europei del 2012. Con gli azzurri che hanno già staccato il biglietto per la Polonia e l’Ucraina, la partita è fondamentale in chiave qualificazione per la Serbia che deve difendere il secondo posto nel raggruppamento dagli attacchi di Estonia e Slovenia per potre accedere agli spareggi che la porterà a scontrarsi con un’altra seconda degli altri gruppi.

    Cesare Prandelli | © Claudio Villa/Getty Images
    Non per questo però Prandelli manderà in campo delle seconde linee, anzi. Il ct della Nazionale nonostante in settimana abbia dovuto far fronte ai numerosi infortuni che hanno colpito Mario Balotelli, Giampaolo Pazzini, Mimmo Criscito (rispediti a casa) e i recuperati in extremis, Giuseppe Rossi, o in via di guarigione, Federico Balzaretti, schiererà la formazione migliore possibile con difesa e centrocampo composta per sei/ottavi da giocatori della Juventus ad eccezione di Maggio, che agirà come terzino destro, e Daniele De Rossi: capitan Buffon tra i pali, Andrea Barzagli, Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini, quest’ultimo traslocato sulla corsia sinistra visto anche l’emergenza nel ruolo, in difesa e Claudio Marchisio e il direttore d’orchestra Andra Pirlo in mediana sono i bianconeri titolari. Dietro le punte spazio a Riccardo Montolivo (che ha vinto il ballottaggio con Giovinco) mentre di punta giocheranno Antonio Cassano e Pepito Rossi, recuperato dall’infortunio al ginocchio. Il ct della Serbia Petrovic ha un solo dubbio di formazione, chi farà d’ariete tra Zigic (favorito) e Pantelic. Per il resto saranno regolarmente in campo gli “italiani” Dejan Stankovic e Milos Krasic, quest’ultimo andrà a comporre il trio dietro l’unica punta con Tosic e Jovanovic, mentre al fianco del capitano in mediana ci sarà Petrovic. Difesa con terzini “inglesi”, Ivanovic (Chelsea), a destra, e Kolarov (Manchester City), a sinistra, con al centro Subotic e Rajkovic. In porta Jorganovic. All’andata, a Genova, finì con un 3-0 a tavolino per l’Italia, assegnato dalla Uefa dopo i vergognosi disordini della tifoseria serba nel settore riservato ai tifosi ospiti dello stadio Marassi che ne impedì lo svolgimento regolare del match e che portò all’arresto di diverse persone tra cui il capo di quei teppisti Ivan Bogdanov, che sta scontando una condanna di 3 anni e 3 mesi nel nostro paese. FORMAZIONI SERBIA – ITALIA (ore 20:45) SERBIA (4-2-3-1): Jorgacevic; Ivanovic, Subotic, Rajkovic, Kolarov; Stankovic, Petrovic; Krasic, Tosic, Jovanovic; Zigic. Panchina: Saranov, Tomovic, Simic, Ninkovic, Tomic, Ljajic, Pantelic, Mrdja. Allenatore: Petrovic. ITALIA (4-3-1-2): Buffon; Maggio, Barzagli, Bonucci, Chiellini; De Rossi, Pirlo, Marchisio; Montolivo; Rossi, Cassano. Panchina: Sirigu, Cassano, Astori, Nocerino, Aquilani, Giovinco, Osvaldo. Allenatore: Prandelli.

  • Serbia-Italia per il morale e la morale

    Serbia-Italia per il morale e la morale

    L’Italia arriva al match di questa sera contro la Serbia con uno spirito diverso e per certi versi insolito. Il cammino di Prandelli fin qui è stato infatti sontuoso regalando il maggior record di punti della storia azzurra e una qualificazione con ben due giornate d’anticipo. Il girone, obiettivamente, non era il massimo della competitività ma memori del tracollo in Sudafrica nel 2006 e il calo di competitività del calcio italiano è comunque un risultato apprezzabile.

    Cesare Prandelli ©Getty Images
    La partita di questa sera è importante in termini di classifica per i nostri avversari, la Serbia che nella partita d’andata a Marassi diede sfoggio della sua parte peggiore facendo una gran brutta figura a livello internazionale e che questa sera metterà il cuore per superare gli azzurri e aver un riscatto, seppur parziale. Per l’Italia, nonostante le numerose defezioni è importante far risultato per continuare nel filotto di risultati positivi e dar finalmente sfoggio di una qualità diversa e sconosciuto al calcio italiano: la sportività. E’ inutile negarlo, l’Italia può esser arbitro per la qualificazione dela Serbia ma allo stesso può dare un immagine diversa di se all’Europa intera. Passando agli aspetti tecnici, Prandelli si affiderà allo zoccolo duro della Juventus riproponendo per 4/5 la difesa che ha annichilito Ibra e il Milan domenica scorsa con Buffon in porta, Maggio e Chiellini sulle fasce e la coppia Barzagli Bonucci al centro. Il centrocampo parlerà ancora bianconero con Pirlo vertice basso e Marchisio mezzala, gli altri due posti invece saranno occupati da De Rossi e Montolivo. In avanti la coppia Giuseppe Rossi Cassano con Giovinco e Osvaldo pronti a subentrare dalla panchina. Anche la Serbia parlerà molto italiano con Stankovic, Krasic e l’ex laziale Kolarov in campo, Ljajic e Tomivic in panchina. Marko Pantelic sembra favorito su Zigic per il ruolo di prima punta, Tosic, Krasic e Jovanovic giocheranno invece a supporto nel dinamico 4-2-3-1 di Petrovic. PROBABILI FORMAZIONI SERBIA (4-2-3-1): 1 Jorgacevic; 6 Ivanovic, 20 Subotic, 23 Rajkovic, 11 Kolarov; 10 Stankovic, 15 Petrovic; 7 Tosic, 17 Krasic, 19 Milan Jovanovic; 9 Marko Pantelic. A disposizione:(Saranov, Tomovic, Simic, Ninkovic, Tomic, Ljajic, Zigic, Mrdja) All. Petrovic. ITALIA (4-3-1-2): 1 Buffon; 2 Maggio, 15 Barzagli, 19 Bonucci, 3 Chiellini; 5 De Rossi, 21 Pirlo, 8 Marchisio; 18 Montolivo; 10 Cassano, 22 Rossi. A disposizione:(13 Sirigu, 16 Cassani, 17 Astori, 23 Nocerino, 14 Aquilani, 20 Giovinco, 9 Osvaldo). All. Prandelli. Arbitro: Alves Garcia (Portogallo).

  • Juve, Conte, le ali deludono e la difesa è un rebus

    Juve, Conte, le ali deludono e la difesa è un rebus

    Antonio Conte e le sue ali, Antonio Conte ed il suo modulo, il 4-2-4 che nelle prime giornate di Campionato, a parte l’esordio contro il Parma, ha lasciato intravedere qualche lacuna. Oltre all’immancabile critica verso Beppe Marotta ed il suo mercato stile fantasy, ci sentiamo di spendere, dopo tante lodi, anche qualche critica verso il nuovo allenatore bianconero.

    © Maurizio Lagana/Getty Images
    L’arrivo a parametro zero di Reto Ziegler quest’Estate era sembrato ai più un vero e proprio affare per la Juventus considerate le prestazioni fornite del terzino svizzero nei campionati in blucerchiato e la sua caratura internazionale, visto che risulta essere il terzino titolare della sua Svizzera. Ma, a pochi giorni dalla fine del mercato, ecco che Reto va via, in Turchia bocciato da Conte dopo le prime uscite in bianconero con subito una prima riflessione: ma se si boccia Ziegler allora che cosa si dovrebbe dire di De Ceglie e di Grosso? Possibile che Conte consideri De Ceglie nettamente superiore a Ziegler, senza considerare l’affaire Grosso prima emarginato dalla società e poi richiamato nel momento del bisogno. Un’altra spinosa vicenda riguarda la gestione degli esterni, perché mettere subito sotto pressione Krasic etichettandolo come un giocatore “stupido” dal punto di vista tattico, perché lasciarsi scappare Giovinco per poi prendere Giaccherini e poi arrivano Estigarribia ed Elia due scommesse, la prima low cost e la seconda molto cara. Pensiamo che Marotta non abbia fatto tutto da solo e sicuramente qualche indicazione in merito è stata fatta proprio da Conte. Una seconda riflessione va fatta, ovviamente su Beppe Marotta: spendere tanto per l’acquisto di numerosi esterni (avendo già in squadra Pepe,Martinez e Krasic), per poi vederne almeno due ogni domenica accomodarsi in tribuna, era strettamente necessario? Addirittura contro il Catania, per trovare posto a Vidal, che esterno non è ma che è stato pagato tanto, si è dovuto sacrificare un attaccante con buona pace di Del Piero e Quagliarella. Ed allora, forse non sarebbe stato il caso di spendere qualcosa per la difesa dato che le crepe più rilevanti sono state mostrate proprio nel reparto centrale della retroguardia bianconera? Si parla dell’arrivo di Rhodolfo a gennaio, e se fosse troppo tardi? Come al solito, da due anni ci poniamo tante domande sull’operato di Beppe Marotta che è in scadenza di contratto nel 2012 e che lo stesso, qualora la Juventus non riuscisse (giocando una partita a settimana), a raggiungere uno dei primi 3 posti per la qualificazione in Champions, dovrebbe ovviamente non essere rinnovato.

  • Andujar “grazia” la Juve, pari al Massimino. Video

    Andujar “grazia” la Juve, pari al Massimino. Video

    Un altro pareggio per la compagine di Antonio Conte che raddrizza una partita iniziata malissimo dalla Juventus e rimediata nel secondo tempo, grazie al gol di Krasic su gentile concessione di Andujar. Conte presenta una Juventus inedita al Massimino, con il trio rappresentato da Vidal-Elia-Krasic dietro l’unica punta, Alessandro Matri mentre Montella lascia fuori Maxi Lopez a vantaggio di Bergessio.

    Krasic torna al gol al Massiminino ©Maurizio Lagana/Getty Images
    L’inizio non è assolutamente incoraggiante per l’undici di Antonio Conte, Pirlo viene costantemente aggredito e sbaglia molti palloni, dietro ci si affida ai lanci lunghi di Chiellini che sono naturalmente imprecisi, facendo correre a vuoto in molte occasioni sia Krasic che un evanescente Elia. Il Catania invece è messo benissimo in campo con Gomez spina nel fianco della difesa bianconera con Grosso messo in moltissime occasioni in difficoltà estrema e mai aiutato da Elia sulla fascia sinistra. Conseguenza naturale, il gol del Catania, con Gomez che si fa beffe sia di grosso che di Elia mettendo una palla stupenda al centro con Bergessio che anticipa un disattento Chiellini . la Juventus si affida troppo ai lanci lunghi per un isolatissimo Matri con l’unico pericolo per Andujar rappresentato da un tiro da fuori area di Claudio Marchisio veramente poca roba per un primo tempo molto deludente dei bianconeri. Conte si rimedia nel secondo tempo alla rivoluzione, comunque inspiegabile attuata ad inizio partita, togliendo Elia (olandese fuori dagli schemi voluti dal suo allenatore) per Pepe, capace di unire bene le due fasi di attacco e di difesa. La Juve è più compatta con proprio Pepe che mette una palla invitante per Krasic, il serbo tira da fuori area ed Andujar si dimostra imbarazzante facendosi piegare la mano da una conclusione assolutamente alla sua portata. Il pareggio rinfranca i bianconeri e soprattutto Krasic che si rende protagonista dieci minuti dopo il pari, di una discesa straripante conclusa però nel peggiore dei modi con tiro fiacchissimo che Andujar non può fare meno, questa volta, di parare. Esce Matri per Del Piero ed il capitano juventino regala una palla d’oro a Vidal che dal dischetto sbaglia un rigore in movimento, è l’ultimo sussulto bianconero prima dei dieci minuti finali, tutti targati Catania con Suazo e Catellani che si mangiano due gol praticamente fatti e con Gigi Buffon, a rimediare ad un pasticcio di un Giorgio Chiellini ancora una volta insufficiente. Finisce 1-1 con Antonio Conte che si può consolare, ancora una volta, di un buon secondo tempo della sua squadra ma che deve ragionevolmente recitare un mea culpa per la rivoluzione tattica attuata ad inizio partita, rivoluzione, forse un po’ eccessiva. [jwplayer config=”60s” mediaid=”97797″]

  • Juve-Bologna: Le pagelle. Vucinic ingenuo, Portanova imperioso

    Juve-Bologna: Le pagelle. Vucinic ingenuo, Portanova imperioso

    Buffon 6,5: SuperGigi nelle ultime uscite non è stato chiamato a grossi interventi e anche ieri sera se non fosse stato per De Ceglie e la sua ingenuità non avrebbe corso molti pericoli, ma sull’unica occasione ha risposto presente, a mio avviso incolpevole sul gol di Portanova. Chiellini-De Ceglie 5: Uno consente il tiro a pochi passi dalla porta a Casarini, sul quale Buffon mette una pezza, l’altro completa l’opera facendosi sovrastare in maniera beffarda da Portanova, ed è così che la frittata è fatta. L’insufficienza è solo per questo, prima e dopo il gol una partita da sei pieno per entrambe, ma purtroppo pesa quella macchia che ha voluto dire due punti in meno in cascina. Pirlo 7: E’ il faro di questa Juve, nel primo tempo soffre le marcature asfissianti di Ramirez e Mudingayi, ma trova lo stesso il lampo per mandare a rete Vucinic, nel secondo gode di più spazio e porta pericoli costanti sia con i lanci, chiedere a Krasic, sia con azioni personali domandare a Gillet. Eccezionale anche in fase di copertura. Krasic 6: Buono il suo reintegro graduale, Conte, contrariamente a quanto si pensi, lo vede e lo considera come una pedina importante per il suo gioco. Milos viene da un infortunio e non ha ancora quella spinta propulsiva nelle gambe che è la sua caratteristica migliore, sfiora il gol del raddoppio e sbaglia qualche tocco semplice, ma sta tornando e i tifosi non vedono l’ora di vederlo scorrazzare per il campo la sua bionda chioma. Vucinic 5: Fa e disfà. Ottima intesa con Pirlo sull’azione del gol, ma prende due cartellini gialli ingenuamente lasciando la sua squadra in dieci uomini per un tempo intero, forse sul primo l’arbitro è un po’ fiscale, ma sul secondo non può commettere un fallo del genere sulla trequarti avversaria, con Casarin lontano dalla porta. Da rivedere, ma alcuni scambi con Del Piero sembrano mostrare il Vucinic migliore, che a Siena, fatta eccezione per l’assist a Matri, non si era visto. Juventus (4-2-4): Buffon 6,5; Lichtsteiner 6,5, Barzagli 7, Chiellini 5, De Ceglie 5 (29′ st Vidal 6); Pirlo 7, Marchisio 6,5; Krasic 6 (15′ st Giaccherini 6), Vucinic 5, Del Piero 5,5 (1′ st Matri 6), Pepe 6. A disp.: Storari, Bonucci, Elia, Quagliarella.

    ©OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images
      Gillet 7: Non si capisce come un giocatore della sua qualità sia stato relegato per anni nella serie B o a lottare sempre per la salvezza con la maglia del Bari, un portiere con le sue qualità avrebbe meritato sorti migliori e ieri ne ha dato dimostrazione salvando in più di un’occasione il risultato e mantenendolo sul punteggio di parità. Incolpevole sul gol del vantaggio bianconero non è colpa sua se Konè abbandona la palla e lascia lo spazio a Pirlo di pescare Vucinic tutto solo in area. Portanova 7: Ha dei clienti non facili, ma l’ex Siena non sfigura, anzi si dimostra giocatore di qualità e di tenacia, ha il grande merito di riportare in parità la sfida con un imperioso stacco di testa su un calcio d’angolo, sovrastando Chiellini che non è di certo un fuscello. Konè 5: Nervoso, poco lucido e molto molto ingenuo nell’occasione del gol juventino, non si può concedere tutto quello spazio ad uno come Pirlo e l’albanese naturalizzato greco, dovrebbe saperlo. Mudingayi 6,5: Si francobolla a Pirlo e non lo molla un attimo nel primo tempo, lasciandolo soltanto quando il regista bianconero arretra per prendere palla, ma in quel caso lo affida alle cure di Ramirez. Salva sulla linea un tiro a botta sicura di Barzagli e lotta su ogni pallone con grande ardore, a volte pure troppo. Acquafresca 4,5: L’unica domanda che mi sovviene è: Dov’è? Statico,immobile e mai pericoloso, i suoi compagni di certo non lo aiutano, ma si sa che in casa delle grandi il ruolo dell’attaccante è anche quello di sacrificarsi, lui non lo fa e non si capisce cmo Bisoli possa averlo preferito a capitan Di Vaio. Da troppe stagioni vive nell’ombra dopo l’ottimo exploit di Cagliari più nulla sicuramente un giocatore da recuperare. Bologna (4-4-1-1): Gillet 7; Casarini 6, Portanova 7, Antonsson 6, Morleo 6; Perez 6 (1′ st Khrin 6), Mudingayi 6,5, Konè 5, Ramirez 6,5; Diamanti 5,5 (1′ st Pulzetti 6); Acquafresca 4,5 (21′ st Di Vaio 5,5). A disp.: Agliardi, Garics, Paponi, Crespo.

  • Juventus-Bologna ultime e probabili formazioni. Tocca a Krasic

    Juventus-Bologna ultime e probabili formazioni. Tocca a Krasic

    Terza di campionato e altra gara complicata per la Juventus di certo i valori in campo sono nettamente a favore della compagine bianconera, ma nel calcio, si sa, niente è scontato e spesso il tasso tecnico di una squadra conta molto poco, vedi Novara-Inter. Come ricordato anche da Conte il Bologna ha fame di punti e la gara contro la sua Juve potrebbe rappresentare un punto di svolta per i rossoblu emiliani. Il tecnico salentino dovrebbe ricorrere ad un turn-over ma non in maniera esagerata, sicuro il rientro di De Ceglie che dopo aver scontato il turno di squalifica ripiglierà la sua posizione sulla propria fascia di competenza. Quindi solita difesa a quattro con Lichtsteiner e appunto De Ceglie sugli esterni e la coppia Chiellini-Barzagli al centro a completare il reparto, ancora panchina per Bonucci. Nella linea mediana del campo uno tra Pirlo e Marchisio dovrebbe osservare un turno di riposo, e al loro posto ci sarà l’attivissimo Vidal visto in queste prime uscite con la maglia bianconera. Prima da titolare anche per Krasic che si riprende la sua fascia di competenza e proverà a sfruttare l’occasione concessagli dal suo mister, l’innesto del serbo coinciderà con l’esclusione di Giaccherini e lo spostamento di Pepe sulla sinistra, panchina per Elia ed Estigarribia. In attacco turno di riposo per Matri, rientrerà il capitano Del Piero a far coppia con Vucinic, pronto ad entrare in campo anche Quagliarella. Juventus (4-2-4): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, De Ceglie; Krasic, Vidal, Pirlo, Pepe; Vucinic, Del Piero. A disposizione: Storari, Bonucci, Marchisio, Elia, Giaccherini, Quagliarella, Matri. In casa Bologna il tecnico Bisoli dovrà fare a meno di numerosi titolari tra cui Cherubin, Cruz, Gimenez, Loria, Raggi e Taider. Per la trasferta a Torino opterà verosimilmente per un modulo ad “albero di Natale”. Un 4-3-2-1 con davanti a Gillet una difesa rivoluzionata, sulla fascia destra ballottaggio tra Casarini e Pulzetti, con il primo favorito sul secondo, i due centrali saranno Antonsson e Portanova, mentre a sinistra giocherà Morleo. A centrocampo si rivede dal primo minuto Koné, in campo a fianco di Perez e Mudingay. Sulla trequarti Diamanti e Ramirez, molto temuti da Conte, agiranno a sostegno dell’unica punta Di Vaio, soltanto panchina per Acquafresca. Bologna (4-3-2-1): Gillet; Casarini, Portanova, Antonsson, Morleo; Perez, Mudingayi, Koné; Diamanti, Ramirez; Di Vaio. A disposizione: Agliardi, Garics, Vitale, Khrin, Pulzetti, Paponi, Acquafresca.

  • Verso Juve-Bologna, tocca a Krasic e Del Piero

    Verso Juve-Bologna, tocca a Krasic e Del Piero

    Alla vigilia della terza di campionato in casa Juve si respira aria nuova, ma mentre tutto intorno all’ambiente bianconero si parla di squadra ritrovata e di scudetto, all’interno della società si professa calma e la volontà di continuare a lavorare, perchè il cammino è lungo e le insidie sono sempre dietro l’angolo. Dopo la vittoria di carattere, ma senza nulla rischiare in terra di Siena, adesso l’undici di mister Conte rientra fra le mura del suo nuovo palazzo per affrontare una delicata partita contro il Bologna dell’ex Di Vaio, che viene da due brutte sconfitte e che vorrebbe ripetere l’impresa dello scorso anno quando fu corsaro a Torino. Di certo però i bianconeri vorranno sfruttare il momento positivo e si sa rimanere al primo posto da sempre molti stimoli, proprio per questo Conte riconfermerà per larghi tratti la formazione che ha battuto sia il Parma che il Siena, tra i pali quindi il solito Buffon, mentre in difesa dovrebbe riprendere il proprio posto sulla fascia sinistra, dopo la squalifica, De Ceglie. A centrocampo Vidal potrebbe sostituire Marchisio dal primo minuto e quindi far coppia con l’insostituibile Pirlo, mentre sugli esterni potrebbe essere il momento di Krasic ed Elia fino ad ora utilizzati poco o niente. In attacco tornerà in campo il capitano che prenderà il posto di un affaticato Matri, complice anche il grosso carico di lavoro a cui sono sottoposti i giocatori da quando è arrivato Conte, e farà coppia con un Vucinic non ancora in splendida forma e che se si eccettua l’azione del vantaggio bianconero non ha mostrato molta lucidità, ancora panchina, invece, per Quagliarella.  In casa Bologna Bisoli dovrà scegliere chi, tra Acquafresca e Ramirez, affiancherà capitan Di Vaio in attacco. Indisponibili Raggi e Loria. Per il resto confermata la squadra che ha perso in casa contro il Lecce.

  • Juve, la carica di Conte, la faccia di Krasic. Video

    Juve, la carica di Conte, la faccia di Krasic. Video

    La Juve vince anche a Siena da grande squadra, aspettando il momento propizio senza concedere nemmeno una palla gol agli avversari. I dettami tattici di Antonio Conte iniziano a funzionare tanto che il gol avviene proprio da una di quelle giocate che lui predilige.

    Nel post partita, oltre la Juve a punteggio pieno, tiene banco un simpatico siparetto tra il mister e Krasic. Il sergente Conte, caricato a pallettoni, catechizza lo spaesato esterno che alla fine si lascia andare in una eloquente espressione di stupore ed incredulità. La domanda adesso è. Avrà capito? L’infortunio di Matri non gli ha permesso di dimostrarlo.

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