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  • Record di abbonamenti per la Juve, il Milan rimborsa gli insoddisfatti

    Record di abbonamenti per la Juve, il Milan rimborsa gli insoddisfatti

    Sono partite le campagne abbonamenti di diversi club per la stagione 2012/2013, in particolare ci concentreremo su due campagne  affrontate con spirito diverso: quella della Juventus e quella del Milan.
    Il club Campione d’Italia ha già registrato il sold out dopo un mese di vendita, raggiungendo il numero di abbonamenti prefissato dalla società che era di 23.400 tessere per gli abbonamenti standard più l’aggiunta di 4.000 abbonamenti dello Juventus Premium Club, per un totale di 27.400. La società bianconera ha così deciso di non mettere in vendita gli abbonamenti liberi mantenendo la quota di 27.400 abbonati per consentire l’opportunità di acquistare i biglietti per singole partite ai tifosi provenienti da ogni parte d’Italia. Ennesimo atto d’amore dei supporters della squadra di Torino che  hanno risposto con entusiasmo e nell’anno del ritorno atteso in Champions League non poteva essere altrimenti per il popolo bianconero che ha brama di vincere ancora.

    Tifosi Juventus | © GIUSEPPE CACACE / Getty Images

    Situazione completamente diversa invece per il Milan che, arrivato alle spalle della Juventus nel campionato scorso, si trova a far fronte con il malcontento dei tifosi a causa delle recenti cessioni di Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic. Poco dopo l’annuncio delle due partenze eccellenti alla volta di Parigi alcuni tifosi avevano addirittura minacciato di ricorrere al Codacons, associazione per la difesa dei diritti dei consumatori, per chiedere i danni a nome di coloro che già avevano acquistato l’abbonamento. Adriano Galliani in accordo con i vertici della società ha annunciato di essere disponibile a rimborsare la tessera a quei tifosi insoddisfatti, a tal proposito il Milan ha rilasciato un comunicato ufficiale con i dettagli per le modalità di richiesta del rimborso dell’abbonamento. Gli interessati al rimborso avranno tempo da Mercoledì 25 Luglio fino a Mercoledì 8 Agosto e “quale conseguenza dello scioglimento del contratto di abbonamento – spiega la società – i tifosi che aderiranno a tale iniziativa perderanno il diritto di prelazione sul posto e perderanno i punteggi attribuiti sulla carta Cuore Rossonero“.

    Nella stessa nota la società tiene a precisare con vigore che l’interesse e l’amore verso i propri tifosi, e soprattutto per ragioni di stile, il club non terrà conto di una valutazione giuridica per la richiesta formulata a mezzo stampa da un’associazione di consumatori, ritenendola priva di fondamento se dettata da logiche legate al calciomercato. Il Milan spera che i veri tifosi continuino a sostenere la propria squadra del cuore.

  • Kakà scaricato dal Real, può tornare al Milan

    Kakà scaricato dal Real, può tornare al Milan

    Continua la ricerca di un attaccante valido per il Milan che, dopo la partenza di Ibrahimovic, ha bisogno di mettere a segno un grande acquisto per poter tornare almeno a ben figurare nella fase offensiva. I papabili giocatori sono molti ma si sa benissimo che il calciomercato estivo è particolarmente difficile da gestire e, dopo le problematiche uscite con Tevez il Milan ha ben pensato di tornare sui suoi passi facendo un salto nel passato.

    A mettere carne sul fuoco è soprattutto la news di ieri secondo la quale il Real Madrid avrebbe deciso di lasciare andare Kakà per poter incassare una cifra tale che gli permetta di arrivare a mettere le mani su Modric, calciatore croato di gran classe. Da qui l’idea di portare nuovamente in maglia rossonera il brasiliano sembra essersi trasformata in qualcosa di realmente fattibile: il costo del giocatore è stato fissato a 10 milioni di euro a stagione e Berlusconi sta seriamente pensando di farsi perdonare dai tifosi riportando Kakà a Milano.

    Kaka © PIERRE-PHILIPPE MARCOU/AFP/GettyImages

    Inizialmente il Real Madrid sperava in un contatto con il Paris Saint Germain ma le cose non sono andate in porto causa anche le esigenze di Mourinho. Ad essere invece interessato a Kakà sono solamente squadre americane e cinesi, ma il brasiliano non ha alcuna intenzione di volare oltre continente e per questo l’arrivo al Milan potrebbe essere l’unica opzione possibile per il giocatore. Un ritorno che vedrebbe Galliani e Berlusconi rifarsi soprattutto agli occhi dei tifosi che non hanno preso benissimo la vendita dei due gioielli volati a Parigi; sicuramente inoltre il brasiliano sarebbe ben contento di ritornare in terra italiana dove con il Milan ha vissuto degli anni indimenticabili.

    Il Real Madrid per l’acquisto dell’attaccante ha chiesto 45 milioni di euro, una cifra altissima per le possibilità dei rossoneri in questo momento ma, data la fretta di concludere la trattativa il prezzo del cartellino potrebbe decisamente abbassarsi concedendo così a Berlusconi di fissare il colpo dell’estate. Il president ha inoltre spiegato che i 10 milioni di euro sarebbero decisamente alti e quindi potrebbe contrattare direttamente con Kakà per trovare un accordo più fattibile.

  • Il Milan ha scelto Mapou Yanga-Mbiwa, il Montpellier spara alto

    Il Milan ha scelto Mapou Yanga-Mbiwa, il Montpellier spara alto

    Il Milan è alla ricerca del sostituto di Thiago Silva. Impresa difficilissima, anzi, impossibile. I nomi circolati negli ultimi giorni non avranno certo impressionato i tifosi rossoneri, ormai rassegnati ad un mercato povero. Dopo i rifiuti di Cagliari e Torino per Astori e Ogbonna e la concorrenza agguerrita per il portoghese Rolando del Porto, la dirigenza milanista ha puntato su un nome nuovo, che sicuramente non entusiasmerà il popolo rossonero. Si parla del difensore centrale del Montpellier, Mapou Yanga-Mbiwa.

    IL GIOCATORE – Classe ’89, cresciuto nella società francese del Montpellier dove da 2006 ad oggi ha collezionato 170 presenze e realizzato 4 reti. Il giocatore esordì in prima squadra, non ancora maggiorenne, nel febbraio 2007, quando la società francese militava in Ligue 2 (la seconda divisione francese). Dalla stagione 2007/2008 Yanga-Mbiwa diventa titolare inamovibile della squadra e nel 2009 conquista la promozione in Ligue 1. La consacrazione arriva nel 2010/2011, affermandosi come uno dei giocatori migliori del torneo. L’anno successivo, nonostante la campagna acquisti faraonica dei rivali del Paris Saint Germain, il Montpellier vince il campionato e il difensore è assoluto protagonista con le sue 34 presenze. E’ stato inserito nella lista dei pre-convocati a Euro2012 dall’ormai ex commissario tecnico Laurent Blanc.

    Mapou Yanga-Mbiwa © FRANCK FIFE/AFP/GettyImages

    CARATTERISTICHE – Difensore centrale dal grande fisico, in grado, in caso di necessità, di ricoprire anche il ruolo di terzino destro. Le sue caratteristiche migliori sono il colpo di testa e il senso della posizione, al Montpellier gli permettono anche di impostare l’azione palla al piede dalla difesa. Nonostante la giovane età (parliamo di un 23enne) mostra una grande personalità.

    LA TRATTATIVA – La dirigenza francese non vuole vendere il difensore e ha valutato il giocatore quanto Thiago Silva. E’ una normale presa di posizione di una società che si ritrova con un calciatore in scadenza di contratto nel 2013 e vorrebbe ricavare il più possibile da una sua cessione. Il Milan ha già il si del calciatore, pronto ad una nuova avventura lontano dalla Francia e la dirigenza rossonera non è disposta ad offrire più di 10 milioni di euro per il cartellino. La prima proposta è stata di 6 milioni di euro che il vulcanico presidente del Montpellier, Niccolin, ha respinto al mittente rischiando di trattenere in squadra un giocatore demotivato e con la testa altrove.

  • L’Inter vince il Trofeo Tim, Juve e Milan ko

    L’Inter vince il Trofeo Tim, Juve e Milan ko

    Al San Nicola di Bari la nuova Inter di Stramaccioni conquista per l’ottava volta il Trofeo Tim, classico triangolare estivo tra Juventus, Milan e Inter. In vista del preliminare di Europa League contro la vincente dello scontro tra Hadjuk Spalato e Skonto Riga, i nerazzurri hanno effettuato un buon test vincendo entrambe le partite contro i bianconeri nella mini-gara iniziale e con i rossoneri nella terza. Nerazzurri quindi a punteggio pieno in questa dodicesima edizione, precedono la Juventus di Antonio Conte che nonostante abbia nelle gambe una preparazione di soli dieci giorni, è riuscita a far vedere ottime azioni e una buona intesa dei nuovi sul campo, eccetto qualche svarione difensivo di troppo di Lucio, apparso ancora spaesato e teso, soprattutto nel test che lo vedeva per la prima volta avversario della sua ex squadra. I bianconeri nella seconda partita hanno battuto il Milan con un calcio di rigore trasformato da Vucinic, mentre il “mini-derby” si è concluso 2-1  per i nerazzurri, con gol iniziale di El Shaarawy rimontato poi dalle reti di Guarin e Palacio.

    INTER-JUVENTUS 1-0 – Avvio tonico della Juventus che, seppur con una minore freschezza atletica dovuta a una preparazione tardiva rispetto a quella dei nerazzurri, ha messo in difficoltà la retroguardia interista con i tagli in profondità dei centrocampisti e i buoni movimenti di Quagliarella e Matri, che però sono stati abbastanza imprecisi sottoporta, in particolare il bomber napoletano, che già al 3′ minuto non è riuscito a sfruttare un bellissimo assist di Lichtsteiner a tu per tu con Handanovic che poteva portare i bianconeri sull’ 1-0. Inter piuttosto intimorita dall’avvio aggressivo della Juventus che poco dopo ha sfiorato il vantaggio sempre con Quagliarella servito da un bel cross del giovane Masi (che ha ottimamente impressionato nel ruolo di centrale difensivo). All’11 minuto il vantaggio dell’Inter con un rimpallo dopo un contrasto tra Milito e Masi, il successivo rimbalzo del pallone sul terreno (pessimo) del San Nicola ha tradito Lucio che ha spalancato la porta a Coutinho, abile e fredddo a battere Storari. La reazione della Juve, seppur sterile, non si è fatta attendere, ma la poca precisione nell’area di rigore ha portato a un nulla di fatto. Clamorosa l’occasione sprecata da Quagliarella dopo un bel dribbling di Matri, il quale lo ha servito ottimamente davanti ad Handanovic, ma il tiro impreciso è finito malamente sul fondo. L’Inter così si è aggiudicato il primo match che nei 45 minuti complessivi ha evidenziato un discreto stato di forma di entrambe le squadre, in particolare di Coutinho, molto propositivo e vivace negli schemi interisti.

    L’Inter vince il trofeo Tim © Giuseppe Bellini/Getty Images

    JUVENTUS-MILAN 1-0 – Nella seconda sfida la Juventus batte agevolmente il Milan che seppur con qualche affanno in difesa, soprattutto nel finale, non ha mai realmente corso seri rischi. Se nella prima uscita la coppia Matri-Quagliarella ha deluso, contro i rossoneri si è visto un Mirko Vucinic già in forma campionato, autore di tocchi pregevoli e di assist al bacio che hanno messo in difficoltà la difesa milanista. Nella squadra di Allegri c’era molta curiosità di vedere all’opera il nuovo acquisto Traorè davanti alla difesa, ma gli occhi erano puntati anche su El Sharaawy, desideroso quest’anno di conquistarsi un maglia da titolare per la definitiva consacrazione in Serie A. La squadra di Conte ha avuto sempre il pallino del gioco, ma la scarsa efficienza sottoporta, nonostante una buona intesa tra Vucinic e Boakye, ha fatto respirare la retroguardia rossonera, fino al 30′ minuto quando il montenegrino si procura un rigore eludendo l’avversario (Traorè) che non ha potuto far altro che stenderlo in area. Vucinic ha portato la Juventus in vantaggio spiazzando Amelia e dedicando il gol al figlioletto nato due giorni prima a Lecce. Per il resto ritmi bassi e pochi guizzi, se non la bella parata del giovane Leali su Boateng, ma la Juventus ha già dimostrato di voler fare sul serio anche quest’anno, nonostante i pochi giorni di preparazione nelle gambe.

    MILAN-INTER 1-2 – Nella terza gara il Milan rimpolpato di giovani inizia forte nonostante gli ottimi fraseggi corti della squadra di Stramaccioni, e il vantaggio rossonero è arrivato al 16′ con un bel tocco sotto di El Shaarawy a battere Belec. L’Inter non ci stà e consapevole di essere più avanti nella preparazione esce alla distanza e le ripartenze di Palacio e compagni hanno messo in difficoltà la difesa milanista che proprio dai guizzi dell’argentino hanno costruito le loro reti, dapprima con Guarin al 25′ su cross pennellato del ex Boca Juniors e poi 10 minuti dopo su un calcio di punizione battuto veloce a servire proprio Palacio che ha fatto secco il giovane Pazzagli. Due vittorie che hanno permesso alla squadra nerazzurra di alzare per l’ottava volta il trofeo e di avere maggiore fiducia in vista del preliminare di Europa League, ma anche dell’inizio del campionato.

    I risultati e i video del Trofeo Tim

    INTER-JUVENTUS 1-0
    7′ Coutinho

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    JUVENTUS-MILAN 1-0
    30′ rig Vucinic

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    MILAN-INTER 1-2
    16′ El Sharaawy (M), 25′ Guarin (I), 34′ Palacio (I)

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  • Il Milan al Trofeo Tim, Massimiliano Allegri prepara l’anno zero

    Il Milan al Trofeo Tim, Massimiliano Allegri prepara l’anno zero

    Rifondazione, rinnovamento, rivoluzione. In due sole parole “anno zero”. E’ questo quello che attende il Milan versione 2012/2013. Gli addii di Nesta, Zambrotta, Flamini, Gattuso, van Bommel, Seedorf e Inzaghi, più le cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic, segnano una decisiva svolta nella storia della società milanese. Un cambio generazionale totale con i soli Abbiati e Ambrosini a dover tramandare ai nuovi arrivati la grinta, la storia e la voglia di vincere che ha fatto grande la squadra rossonera. Si prospetta una stagione (e forse non solo una) di transizione, che servirà a far maturare esperienza ai nuovi arrivati e ai giovani della rosa, con Massimiliano Allegri pronto a questa nuova avventura.

    BERLUSCONI – Ordini del presidente del Milan, abbassare il tetto ingaggi, nessun acquisto faraonico e autogestione finanziaria. Silvio Berlusconi non è disposto a mettere più una lira, o meglio, un euro sulla società che ha acquistato nel 1986 e con la quale ha vinto tanto. Potrebbe essere giunta l’ora di cedere totalmente o in parte le quote societarie e l’abbassamento delle spese verrebbe visto di buon occhio dai possibili acquirenti.

    Massimiliano Allegri © GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images

    MAX ALLEGRI – L’attuale allenatore rossonero si appresta ad iniziare la sua terza stagione a Milanello. Nel suo curriculum un primo e un secondo posto. Non male per uno che è passato nel giro di tre stagione dal Sassuolo al Milan, passando per Cagliari. Ora il mister livornese si ritrova davanti alla sfida più importante della sua carriere. Riuscire a lottare per lo scudetto con la squadra in completa rifondazione e senza acquisti di rilievo alle porte. Ha appoggiato completamente le scelte societarie, ritenendo la cifra offerta dal Psg per Ibra e Thiago troppo importante per essere rifiutata e spera che da qui al 31 agosto possano arrivare volti nuovi per non sfigurare in campionato e Champions League.

    LA VECCHIA GUARDIA – Abbiati e Ambrosini sono i superstiti, ma nello spogliatoio milanista quest’anno mancherà la saggezza di Nesta, la grinta di Gattuso, l’intelligenza di Seedorf e la voglia di vincere di Inzaghi. Un mix perfetto che ha permesso al Milan di vincere Scudetti, Champions League e Coppe varie.

    IL MERCATO – Grande lavoro quest’estate per l’amministratore delegato rossonero, Adriano Galliani. Robinho è in procinto di lasciare Milano e non è escluso che a ruota possano seguirlo Cassano e Boateng che iniziano a dare segni di sofferenza davanti a questa smobilitazione societaria. Il barese sogna un ritorno a Genova, sponda blucerchiata, mentre al secondo potrebbero spalancarsi le porte del Real Madrid. In entrata, l’idea nuova della società di via Turati si chiama Bendtner, attaccante danese dell’Arsenal. Acquisto che rientrebbe nel profilo economico imposto dalla presidenza.

    CLASS ACTION – Intanto gli abbonati milanisti sono pronti a ricorrere per vie legali contro il Milan, reo di aver imbrogliato i tifosi attraverso pubblicità ingannevole per la sottoscrizione dell’abbonamento per la stagione 2012/2013. La campagna pubblicitaria vedeva protagonisti Nocerino, Ambrosini, Boateng, Ibrahimovic e Thiago Silva. Con la cessione dell’attaccante e del difensore, il tifo rossonero si è sentito preso in giro e, con l’appoggio della Codacons, è pronto a partire con una class action.

  • Il ritorno di Matri, Galliani tratta con la Juve

    Il ritorno di Matri, Galliani tratta con la Juve

    Tra i vari Damiao, Dzeko, Tevez e Van Persie potrebbe spuntarla Alessandro Matri. Adriano Galliani, ieri all’uscita dall’incontro in Lega Calcio è stato chiaro, non arriverà nessun top player al Milan. Un cambio di strategia che non renderà felici i tifosi rossoneri che dopo la cessione di Ibrahimovic si aspettavano un acquisto importante in attacco. Dicevamo di Matri, obiettivo numero uno della dirigenza di via Turati. L’ha visto crescere e poi esplodere in quel di Cagliari quando in Sardegna allenava niente meno che, Massimiliano Allegri, attuale mister milanista. Per l’attaccante della Juventus si tratterebbe quindi di un ritorno a Milanello, soluzione che non dispiacerebbe al giocatore che, in un mese, ha visto il proprio nome in partenza, prima verso Napoli, poi in Russia e infine a Firenze.

    LA TRATTATIVA – La Juventus chiede almeno 15 milioni, il Milan punterà inizialmente al prestito oneroso con diritto di riscatto. Gli ottimi rapporti tra Marotta e Galliani aiuteranno alla conclusione dell’affare. Se la società rossonera arrivasse a offrire 12 milioni, si potrebbe arrivare ad un accordo in tempi rapidi.

    Alessandro Matri © Giuseppe Bellini/Getty Images

    ALESSANDRO MATRI – 28enne, professione attaccante, cresciuto nelle giovanili del Milan con la quale ha esordito in Serie A nel maggio 2003 contro il Piacenza, prima e unica presenza con la maglia rossonera. Poi un susseguirsi di prestiti, da Prato a Lumezzane e infine a Rimini. Nel 2007 il Cagliari decide di investire sul giocatore e acquista metà cartellino dal Milan. Rimane in Sardegna per quattro stagione e mezzo, realizzando 36 gol in totale. Il Cagliari lo riscatta per poco meno di due milioni e mezzo e nel gennaio 2011 lo cede alla Juventus per 18 milioni di euro. A Torino, nonostante non sia sempre partito da titolare, mette a segno 19 gol in un anno e mezzo.

    MASSIMILIANO ALLEGRI – Un ruolo fondamentale per la conclusione della trattativa l’avrà l’attuale mister rossonero, che ha lanciato al grande calcio Matri, e l’avrebbe voluto a Milano dal primo giorno in cui divenne allenatore del Milan.

    ALTRE TRATTATIVE Per la difesa spunta il nome dell’interista Andrea Ranocchia, sul versante cessioni rimane sempre vivo l’interesse del Santos per il brasiliano Robinho.

  • Thiago Silva chiede scusa ai tifosi del Milan “Non volevo andare via”

    Thiago Silva chiede scusa ai tifosi del Milan “Non volevo andare via”

    Sono passati solo 5 giorni dall’annuncio ufficiale del trasferimento al Paris Saint-Germain, ma Thiago Silva sembra un ricordo molto lontano, forse perchè la sua cessione era nell’aria da mesi, sembrava cosa fatta prima, cosa assurda poi soprattutto dopo che il presidente Silvio Berlusconi aveva sbandierato ai quattro venti che il suo vecchio cuore rossonero aveva prevalso. Alla fine il difensore più forte del mondo nonostante il rinnovo del contratto, è volato via comunque, direzione Parigi anche se prima di ammirare la Torre Eiffel dovrà onorare le Olimpiadi con la selezione brasiliana. Proprio dal ritiro olimpico, sono arrivate le prime dichiarazioni da giocatore del Paris Saint-Germain e le parole del brasiliano rendono ancor più complicato lo stato d’animo del tifoso milanista.

    “E’ la mia prima conferenza stampa come atleta del PSG. Sono felice di questo trasferimento, ma triste per il mio addio al Milan. Inizia così il discorso del brasiliano, da una parte la felicità per un’avventura più che stimolante avente inizio a breve, dall’altra però c’è il pensiero che vola a Milano, al Milan, ai suoi tifosi. D’altronde il Milan lo ha fatto conoscere al mondo, e proprio i tifosi rossoneri lo immaginavo come capitano della squadra nei prossimi anni. Non sarà così, lo sanno bene i milanisti, lo sa bene Thiago e lo sa bene Adriano Galliani, che visibilmente scosso dalla doppia cessione milanista ancora non ha spiegato pubblicamente il susseguirsi di eventi che ha portato il Milan prima a resistere, poi a rifiutare ufficialmente e infine a cedere mestamente alle tentazioni parigine.

    Thiago Silva © VANDERLEI ALMEIDA/AFP/GettyImages

    Nell’attesa che qualcuno al Milan dia spiegazioni a riguardo, c’è Thiago Silva che parla ai suoi ex tifosi: “Lì ho vissuto emozioni molto forti: è un club che si dedica ai giocatori e al gruppo. Io gli devo tutto. Mi voglio scusare con i tifosi del Milan: il mio trasferimento a Parigi, al 100%, non è stata una decisione mia, visto che io con il Milan avevo perfino rinnovato il contratto. C’è chi ha detto che sono un mercenario, ma non me ne sto andando per guadagnare più di quanto prendevo al Milan. Le persone che sanno di calcio capiscono com’è andata e la situazione per me è stata complicata. La volontà mia e dei miei familiari era di non lasciare il Milan. Poi mi hanno chiamato Leonardo ed Ancelotti  e devo dire che per Leonardo ho grande affetto e stima. Ciò che mi ha spinto a cambiare club è stato il loro progetto. Come ha detto Ibrahimovic, stanno allestendo una squadra da sogno”.

     Tralasciando le parole riguardo il progetto parigino, dobbiamo dar risalto al fatto che il difensore del Brasile si è scusato con i suoi ex tifosi, e lo ho fatto prima del Milan, perchè se non si era capito, lui al Milan ci sarebbe rimasto volentieri. Sarà anche vero che il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce, ma al Milan il cuore ha smesso di battere sul più bello e nel modo più sbagliato possibile, provocando una sorta di delusione mista a rassegnazione nella maggior parte dei tifosi milanisti. Adesso i tifosi milanisti stessi dovrebbero ricevere delle spiegazioni dalla società Milan, una delle maestre nella comunicazione. Non questa volta dirà il tifoso rossonero, e come dargli torto. Così come non si può dar torto a coloro che non sottoscriveranno più l’abbonamento allo stadio. Per la serie: ve la siete cercata….

  • Il Milan su Van Persie, dobbiamo crederci Galliani?

    Il Milan su Van Persie, dobbiamo crederci Galliani?

    Una svolta tanto imprevista quanto da prendere con le molle. Il Corriere dello Sport questa mattina rilancia il Milan nella corsa a Robin Van Persie. L’olandese dell’Arsenal è tra i desiderata di molte società, dopo il suo coming outing al termine della scorsa stagione, quando dichiarò a chiare lettere che il suo futuro fosse lontano da Londra. Sulle orme dell’attaccante c’è sempre stata la Juventus, fino a ieri, quando il dg bianconero Marotta ha esposto le proprie perplessità nell’operazione da 30 milioni di euro, la cifra richiesta da Arsene Wenger per uno degli idoli dell’Emirates Stadium. Dopo che la Juve si è ufficialmente tirata fuori dall’affare Van Persie, ecco piombare Adriano Galliani.

    Le difficoltà avvertite sul fronte Tevez e Dzeko sembrano essere state recepite abbastanza bene dall’ad di Via Turati, il quale ha allacciato i contatti con gli agenti di Leandro Damiao per una conoscenza “esplorativa”, come è stata definita dagli stessi procuratori del fuoriclasse dell’Internacional. La valutazione che il club carioca fa del giocatore (25 milioni di euro) è però ritenuta eccessiva da Adriano Galliani, sebbene l’investimento fatto per il cartellino possa poi essere ammortizzato dall’ingaggio decisamente inferiore attualmente percepito dal brasiliano rispetto ad un Tevez o lo stesso Van Persie.

    robin-van-persie
    robin van persie | © BARTOSZ SIEDLIK/AFP/GettyImages

    In ogni caso bisogna sottolineare le parole pronunciate da Galliani due giorni fa, attraverso le quali faceva chiaramente intendere come sarebbe arrivato un top player a livello mondiale in attacco. Da sempre l’ad rossonero non riesce a nascondere il suo amore calcistico nei confronti dell’orange, sentimento divenuto ancora più impetuoso nella serata di Londra del febbraio scorso, quando Van Persie trascinò i suoi compagni di squadra ad un perentorio quanto inutile 4-0 contro il Milan di Allegri. Sorge però spontanea la domanda: se Tevez e Dzeko sono obiettivi fuori portata perché costano troppo, perché dovrebbe essere realistica l’operazione Van Persie, che meno di 5 milioni di euro all’anno non prende e il cui cartellino sfiora i 30 milioni di euro, sebbene abbia il contratto in scadenza a giugno del 2013?

  • Tevez o Dzeko? Da Manchester il top player rossonero ma Damiao…

    Tevez o Dzeko? Da Manchester il top player rossonero ma Damiao…

    Arriverà probabilmente da Manchester, sponda City, il nuovo top player del Milan. Giocando con le parole, c’è poco da stare Allegri in casa rossonera dopo le dolorose, ma sontuose sul piano economico, cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva al fantasmagorico PSG del duo Leonardo-Ancelotti.

    I rossoneri, per placare la piazza ambrosiana e consentire al proprio allenatore un campione in grado di innalzare il livello qualitativo del suo team, notevolmente abbassatosi dopo le due citate partenze, cercano un big in avanti: sarà Dzeko o Tevez il prescelto? Galliani propende per il secondo, suo autentico pallino, ma le piste di mercato sembrano condurre più agevolmente al primo che con Pato, Cassano e Robinho (rifiutata offerta del Santos), dovrebbero comporre il nuovo attacco del Diavolo. Il procuratore dell’attaccante del Manchester City, Sead Susic, contattato in esclusiva da SpazioMilan.it, ha apertamente parlato dell’esistenza di una trattativa ben avviata tra la società rossonera e il suo assistito: “L’arrivo di Dzeko al Milano è molto più che possibile. I contatti ci sono stati e proseguono, vediamo cosa succederà nei prossimi giorni. A lui piace tantissimo il campionato italiano e il Milan, sarebbe una bellissima esperienza. Oggi è evidente che il Milan avrà bisogno di sostituire un attaccante come Ibrahimovic. E Dzeko non può che essere un candidato all’altezza. Percentuali? Mi limito a dire che è molto possibile, 70% ci sta”.

    Edin Dzeko © Alex Livesey/Getty Images

    Ora tocca a Galliani. L’ad del Milan, oggetto di critiche ed invettive da parte del popolo rossonero dopo le due operazioni con il PSG che sembrano preannunciare un forte ridimensionamento, ha abituato tutti a colpi  in entrata pirotecnici. Cosa estrarrà ora dal cilindro? Rolando in difesa, Dzeko o Tevez in avanti: il nuovo Milan partirà da questi capisaldi ma occhio a Damiao, centravanti dellInternacional di Porto Alegre e della Seleçao, prossimo protagonista alle Olimpiadi. Per ora il Milan vuole sondare il terreno e capire i costi di unoperazione per uno dei giocatori maggiormente richiesti in Europa (68 gol in 111 gare in Brasile): l’Internacional potrebbe accontentarsi di 20 milioni ma attenzione ai giochi al rialzo.

  • Ibrahimovic si presenta al Psg “Voglio vincere e fare la storia”

    Ibrahimovic si presenta al Psg “Voglio vincere e fare la storia”

    Zlatan Ibrahimovic è un nuovo giocatore del Paris Saint Germain. Poco dopo le 15.30 il sito ufficiale del club transalpino ha annunciato ufficialmente l’acquisto dell’attaccante svedese. Nel comunicato si apprende che l’ex calciatore del Milan ha firmato un contratto triennale. Ibra è stato acquistato per 20 milioni di euro, mentre percepirà un ingaggio pari a 12,2 milioni di euro all’anno, cifra che potrebbe raggiungere i 14 milioni a stagione attraverso il raggiungimento di bonus (vittoria scudetto, gol segnati, piazzamento in Champions League). Il bomber di Malmoe ha raggiunto Leonardo e Verratti a conferenza in corso, rubando subito la scena all’ex centrocampista del Pescara. Il direttore sportivo brasiliano ha definito l’acquisto dello svedese come il più importante della storia del Psg. La stampa locale appare entusiasta, Ibrahimovic compreso.

    Le prime parole di Ibra infiammano la sala predisposta alle conferenze stampa del  club transalpino: “Voglio vincere e fare la storia”. Zlatan appare entusiasta della sua nuova squadra, l’ennesima dopo aver vestito le maglie di Ajax, Juve, Inter, Barcellona e Milan. Una frase che il calciatore ha forse ripetuto sempre, appena sbarcato in una nuova società. Anche stavolta non è stato da meno.

    zlatan-ibrahimovic
    zlatan ibrahimovic | ©BERTRAND GUAY/AFP/GettyImages

     

    Nessun malumore verso il Milan, nessun mal di pancia. Ibra ha dichiarato di avere soltanto bei ricordi nei confronti della società rossonera, confermando come sia stato bene in questi ultimi due anni a Milanello e di non aver alcun rancore nei confronti di Allegri o degli inquilini di Via Turati.

    Parlando del Psg ha elogiato apertamente il progetto tecnico allestito per la prossima stagione da Leonardo e Carlo Ancelotti, considerando la squadra di quest’anno come tra le prime 5 d’Europa. Zlatan ha citato spesso il suo ex compagno di squadra. Simpatica l’affermazione di un Ibra tranquillo potendo sapere che dietro di lui ci sia un calciatore come Thiago, il difensore più forte al mondo.

    Non è mancata infine una frecciata al calcio italiano, definito più povero dallo svedese dopo la sua partenza e quella del brasiliano, dando invece una carezza al bistrattato campionato francese, potenziale nuovo protagonista del calcio mondiale. Insomma, per ora è sempre il solito Ibrahimovic.