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  • Stramaccioni mi ricorda Mourinho. Moratti applaude la nuova Inter

    Stramaccioni mi ricorda Mourinho. Moratti applaude la nuova Inter

    In casa Inter c’è grande entusiasmo dopo la vittoria ottenuta nel derby. Gli uomini di Stramaccioni non hanno convinto sul piano del gioco, ma hanno portato a casa la terza vittoria consecutiva in campionato dopo aver mostrato una grande organizzazione difensiva e contemporaneamente palesato la mediocrità offensiva del Milan. Un derby vinto con il cuore, proprio come l’Inter di Mourinho sapeva fare, come non ricordare quel derby vinto 2-0 dall’Inter in 9 contro 11 quando sulla panchina nerazzurra sedeva l’allenatore più vincente del pianeta. Il paragone con Mourinho stuzzica già la mente di molti ma non interessa a Strama, che a chi gli chiedeva se fosse la reincarnazione del portoghese ha sempre risposto di non essere nessuno. Di opinione diversa è il presidente nerazzurro Massimo Moratti che nel commentare la vittoria dell’Inter nella stracittadina ha voluto evidenziare come l’attuale tecnico Stramaccioni ricordi per certi versi il rimpianto Mou. Innanzitutto entrambi sono dei gran lavoratori, dediti al massimo in quel che fanno. A ciò si aggiunge poi l’intelligenza del nuovo condottiero nerazzurro, intelligenza che ha convinto Moratti ad affidargli la panchina di una big del nostro calcio anche senza aver maturato esperienza.

    Stramaccioni
    Andrea Stramaccioni © Claudio Villa/Getty Images

    L’esperienza Stramaccioni la sta acquisendo sul campo, la sua Inter al momento più provinciale che spettacolare sta attraversando un ottimo momento per quanto concerne i risultati. Tuttavia lo stesso Moratti è conscio che bisogna migliorare sul piano del gioco così come il tecnico romano ha evidenziato che il prossimo aspetto sul quale lavorare è la continuità nel fare la partita. I nerazzurri consapevoli di aver ritrovato una forte solidità difensiva troppo spesso si rintanano nella loro area rinunciando a giocare. Tutto questo va migliorato se ti chiami Inter, Stramaccioni lo sa bene, dovrà lavorare tanto ma potrà farlo con la tranquillità e l’entusiasmo che gli ottimi risultati recenti hanno generato nell’ambiente interista.

    Analizzando i numeri della sua Inter possiamo ben intuire che la base su cui lavorare è più che buona. I nerazzurri con 15 punti conquistati su 21 disponibili hanno una media di 2,14 punti a partita. Media che se mantenuta sarebbe in linea con quella tenuta dalla Juve campione d’Italia nella passata stagione. Vero anche che la stessa Juve in coppia con il Napoli a 19 punti ha aumentato la sua media in questo inizio di stagione. Il dato che rende più evidente il modo di giocare dell’Inter di Stramaccioni è il rendimento esterno, 4 vittorie su 4 partite, frutto di 8 gol segnati e 0 subiti. Numeri impressionanti, che mantenuti e aiutati da un rendimento medio-alto casalingo potrebbero permettere al club di Corso Vittorio Emanuele di tornare a lottare per lo scudetto già da quest’anno.

    In trasferta nessuno ha fatto meglio dell’Inter, questo perchè ai nerazzurri riesce più facile giocare in modo attendista piuttosto che imporre il proprio gioco. Ecco perchè tra le mura amiche l’Inter non ha avuto lo stesso successo. L’ultima uscita con la Fiorentina ha permesso di ritrovare la vittoria a San Siro ma non ha cancellato tutti i problemi evidenziati con Roma e Siena. La viola è una squadra che gioca a viso aperto e ha permesso all’Inter di giocare come preferisce, ovvero di rimessa. Il prossimo impegno con il Catania ospite a San Siro il 21 ottobre chiarirà molti dubbi sulla forza del gruppo nerazzurro ma al momento Strama non può che dire “bene bene”..

  • Milan addio scudetto. Il derby consiglia di pensare al futuro

    Milan addio scudetto. Il derby consiglia di pensare al futuro

    Milan addio scudetto, la sconfitta nel derby è difficile da digerire per i ragazzi di Allegri. Classifica alla mano, i rossoneri sono a rischio retrocessione. In quel di Milanello la bandiera bianca sventola prima che sia iniziato l’autunno. Dodici punti da recuperare sulla Juventus sono un’eternità per questo Milan. La squadra allo stato attuale delle cose non appare in grado di lottare per un posto in Champions. Di più, di questo passo il Diavolo rischia di rimanere escluso totalmente dall’Europa. Il ricordo va subito ai vari bis di Capello e Sacchi, dopo anni di trionfi in campo nazionale ed internazionale. Stagioni così si ripetono ciclicamente, quasi in maniera inevitabile. Dopo i fasti di Ancelotti e la breve parentesi Allegri, è ora di una nuova svolta. Una rivoluzione che abbracci corna e coda del Diavolo.

    CORNA – Mentre il Milan si disintegrava nel derby qualcuno se la spassava in Russia con l’adorato amico Putin. L’occasione era di quelle ghiotte: happy birthday Vladimir. La disaffezione del Presidente rossonero ha ormai raggiunto un punto di non ritorno. Non basta mandare Barbara al fianco di Galliani per mostrare la presenza della famiglia. Faccia, idee, soldi. Questo un Presidente deve fare, questo Berlusconi ha smesso di fare.

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    L’amarezza di un derby e la consapevolezza di cambiare pagina | ©OLIVIER MORIN/AFP/GettyImages

    CORPO – Il buon Galliani stavolta deve fare il mea culpa. Troppi acquisti insensati a centrocampo (leggi De Jong, Traorè, Costant, Montolivo), spendendo una cifra tra ingaggi e stipendi che avrebbe consentito alla società rossonera di prendere l’unico reale fuoriclasse italiano in mezzo al campo (leggi Verratti). Cedendo Ibrahimovic, va da sé fare una riflessione tecnica che ha come unico esito possibile la cessione contemporanea di Boateng. Adesso che il trucchetto è stato svelato in pochi busseranno nuovamente al Milan per averlo. Se realmente si vuole puntare sui giovani, lo si faccia, subito. Questa, la prossima, e forse l’altra ancora, sono stagioni perfette per riaprire un nuovo ciclo. El Shaarawy e De Sciglio sono soltanto due nomi in mezzo ad un oceano di talenti, italiani e non, che hanno le potenzialità per vestire la maglia rossonera. Il Milan deve tornare a riscoprire i vari Sheva, Kaka, Thiago Silva (aggiungiamoci anche Pato), senza andare a prelevare gli scarti di squadre come il Genoa.

    CODA – Inevitabilmente c’è anche l’allenatore. Il cambio di modulo tanto auspicato è finalmente arrivato, però alcuni problemi sono rimasti. Cambi privi di senso, calci piazzati costantemente letali, controllo della panchina quantomeno discutibile, scelte di uomini (leggi Boateng) non più condivisibili in quella posizione (leggi trequartista). Tutte le rivoluzioni che si rispettino hanno bisogno del loro capo. E Allegri, da buon gestore qual è, non è la persona più indicata per questo passaggio storico.

  • Milan-Inter 0-1, Valeri vince il derby di Milano

    Milan-Inter 0-1, Valeri vince il derby di Milano

    Clasico all’italiana. Milan-Inter ha visto il trionfo della pochezza tecnica e la visionaria prova dell’arbitro Valeri. Mentre a Barcellona si disputava un discreto Barca-Real, a Milano ci si doveva accontentare di vedere un direttore di gara completamente in bambola, con l’aggravante di aver imboccato un delirante senso unico. Termina 1-0 in favore dei nerazzurri che segnano con The Wall in avvio di partita. Con Samuel in campo l’Inter ha sempre battuto i cugini rossoneri (10/10). Con questa vittoria la squadra di Stramaccioni si porta a 15 punti in classifica, a quattro lunghezze dalla vetta occupa dalla coppia Juventus-Napoli. Per il Milan invece è notte fonda. Undicesimo posto, sette punti in altrettanti match, e due punti di vantaggio sulla zona retrocessione.

    MAL DI PUNIZIONE – Il derby comincia insolitamente con la plateale protesta di Allegri contro Valeri per un fallo fischiato in favore dell’Inter. Stesso fallo da cui scaturirà il gol del vantaggio nerazzurro. Samuel ha vita facile contro De Sciglio e insacca di testa a porta vuota mentre Abbiati si assentava per una caccia di farfalle. Trascorrono pochi secondi ed è ancora l’estremo difensore rossonero ad apparecchiare la tavola a Milito che stavolta però fa peggio del collega-avversario. La serata offensiva dell’Inter si esaurisce in queste due “azioni”. Da qui in avanti c’è solo Valeri.

    PAREGGIO?– Il primo episodio che avrebbe dato un senso diverso alla partita vede l’arbitro romano negare un gol solare a Montolivo quando mancano cinque minuti alla fine del primo tempo. Handanovic travolge Emanuelson, la respinta del portiere finisce tra i piedi di Montolivo che da fuori area trova il jolly, insaccando a porta vuota con il portiere interista a terra. Valeri però dice che il fallo l’ha commesso in realtà Emanuelson, e quindi invece di assegnare il pareggio fischia la punizione in favore dell’Inter.

    AC Milan v FC Internazionale Milano - Serie A
    Valeri batte Milan 1-0 | ©Dino Panato/Getty Images

    ESPULSIONE? – L’altro episodio chiave del match arriva in pieno recupero. Ha per protagonista ancora Emanuelson, che va via a Juan Jesus, con il nerazzurro che lo stende. Fallo da ultimo uomo, cartellino giallo inevitabile, e quindi espulsione per doppia ammonizione. Valeri però vede l’ennesimo fallo del rossonero, fischia un’altra punizione per l’Inter e per concludere manda le due squadre negli spogliatoi quando mancano ancora dodici secondi al termine.

    STRALAMENTO – La ripresa ci consegna un Valeri più fresco mentalmente, capace di espellere per un fallo di mano Nagatomo. Il giapponese riceve il secondo giallo della serata, lasciando l’Inter in 10 uomini per i restanti 42′ minuti del secondo tempo. Stramaccioni, forse perché ancora ammirato dalla prestazione di Valeri nel primo tempo, inveisce contro la terna arbitrale. Nel post-partita avrà pure il coraggio di dire che è stata l’Inter la squadra danneggiata.

    RIGORE? – L’ultima perla di Valeri arriva nel finale. Il neo entrato Robinho viene atterrato in area da una spallata di Samuel. In una partita normale sarebbe rigore. Di normale però questo derby ha avuto ben poco, e quindi sono inutili le giuste proteste del Milan. Si prosegue avanti così, con la squadra di Allegri incapace di trovare lo specchio della porta per tutto il secondo tempo, contro un’Inter che nei 90′ minuti ha tirato in porta due volte. Match che regala al Milan un aggettivo ulteriore: scarso, sfortunato, malvisto (in grassetto l’ultimo in ordine di tempo).

    PAGELLE MILAN-INTER
    Abbiati 4: il portiere-capitano rossonero dopo 3′ minuti di partita dice a tutti: lasciatemi in pace, sono in Russia con Berlusconi e Putin. STRANIERO
    Yepes 6,5: il migliore nel pacchetto difensivo del Milan formato derby. Se basta così poco, perché non richiamare Baresi? NON HO L’ETA’
    Boateng 4: partita dopo partita iniziamo a capire che il ghanese non gioca male per colpa dell’infortunio alla mano subito un mese fa. FALSO MALATO
    El Shaarawy 5: paga lo scotto del primo derby da (atteso) protagonista. Non si accende quasi mai.  Comunque uno dei meno peggio nella serata di ieri. ALBA CHIARA
    Cassano 4,5: serata disgraziata. Non infila un passaggio giusto, aizza quella che fino a pochi mesi fa era la curva più odiata. Il giudizio di San Siro, da campo e spalti, esemplificato al momento della sostituzione. MARIONETTA
    Valeri 1: come l’unica decisione giusta presa nell’arco dei 90′ minuti (l’espulsione di Nagatomo). VISIONARIO

    VIDEO MILAN-INTER 0-1
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  • Serie A 7 Giornata: risultati, marcatori e classifica

    Serie A 7 Giornata: risultati, marcatori e classifica

    Vince, ma non senza soffrire, la Juventus nella settima giornata di Serie A. Grazie ad una rete di Marchisio a 300 secondi dal termine i campioni d’Italia passano a Siena lanciandosi da sola in testa alla classifica, in attesa del Napoli, mettendo pressione alla squadra partenopea che in caso di vittoria stasera in uno dei due posticipi in programma riacciufferebbe i bianconeri. I toscani però hanno messo in difficoltà, e non poco, la Juve che in difesa ha scricchiolato più di una volta. Sembrava una gara tutta in discesa per la squadra di Conte e Carrera per il gol di Pirlo che ha aperto le marcature al quarto d’ora di gioco direttamente su calcio di punizione, ma proprio nel recupero del primo tempo Calaiò sigla il punto del pari superando Buffon di testa. Nella ripresa la Juve spinge sull’accelleratore alla ricerca del gol vittoria e concede varchi ai padroni di casa che però sciupano un paio di palle gol. All’85 la determinazione della Juve viene premiata grazie alla conclusione di Marchisio che trova la rete del 2-1 finale battendo un Pegolo quasi perfetto.

    La Lazio passeggia a Pescara e chiude la pratica abruzzese in poco più di mezzora: a sbloccare il risultato ci pensa Hernanes, poi bomber Klose fa doppietta nel giro di 10 minuti. La squadra di Petkovic riprende la sua corsa infilando la seconda vittoria consecutiva in Serie A, terza se si considera anche il successo in Europa League, candidandosi a terza forza del campionato. Bene anche Roma e Fiorentina: i giallorossi, orfani di De Rossi e Osvaldo esclusi dall’undici iniziale per scelta tecnica di Zeman, riscattano la batosta di una settimana fa rimediata allo Juventus Stadium battendo l’Atalanta 2-0 nel lunch match grazie alle reti, una per tempo, di Lamela servito da una magia di un Totti trascinatore e Bradley; i viola fanno proprio il derby dell’Appennino contro il Bologna, di Jovetic la rete che ha risolto la partita.

    Infine il nuovo Cagliari di Pulga e Lopez espugna l’Olimpico di Torino trovando il primo successo in campionato. Di Nenè su calcio di rigore il gol partita. Stasera due posticipi: il derby della Madonnina Milan – Inter e Napoli – Udinese.

    Risultati e marcatori 7 Giornata Serie A

    CATANIA – PARMA 2-0
    2′ Gomez, 80′ Bergessio
    CHIEVO – SAMPDORIA 2-1
    45′ Thereau (C), 61′ Maresca (S), 87′ Di Michele (C)
    FIORENTINA – BOLOGNA 1-0
    7′ Jovetic
    GENOA – PALERMO 1-1
    14′ Giorgi (P), 52′ Borriello (G)
    PESCARA – LAZIO 0-3
    5′ Hernanes, 25′ Klose, 36′ Klose
    ROMA – ATALANTA 2-0
    30′ Lamela, 62′ Bradley
    SIENA – JUVENTUS 1-2
    14′ Pirlo (J), 46′ pt Calaiò (S), 85′ Marchisio (J)
    TORINO – CAGLIARI 0-1
    74′ rig Nenè

    stasera ore 20:45
    MILAN – INTER
    NAPOLI – UDINESE

    CLASSIFICA SERIE A

    Pos Squadra Pt G
    1. JUVENTUS 19 7
    2. NAPOLI 16 6
    3. LAZIO 15 7
    4. INTER 12 6
    5. ROMA 11 7
    6. FIORENTINA 11 7
    7. CATANIA 11 7
    8. SAMPDORIA (-1) 10 7
    9. GENOA 9 7
    10. TORINO (-1) 8 7
    11. MILAN 7 6
    12. BOLOGNA 7 7
    13. PESCARA 7 7
    14. UDINESE 6 6
    15. PARMA 6 7
    16. CHIEVO 6 7
    17. ATALANTA (-2) 5 7
    18. CAGLIARI 5 7
    19. PALERMO 5 7
    20. SIENA (-6) 2 7

    CLASSIFICA MARCATORI SERIE A

    6 – Cavani (Napoli)
    5 – Gilardino (Bologna), Jovetic (Fiorentina), Klose (Lazio)
    4 – Bianchi (Torino), Cassano (Inter), El Shaarawy (Milan), Hernanes (Lazio)
    3 – Bergessio (Catania), Borriello (Genoa), Calaiò (Siena), Giovinco (Juventus), Maxi Lopez (Sampdoria), Pazzini (Milan), Miccoli (Palermo), Milito (Inter), Osvaldo (Roma), Pirlo (Juventus)

  • Milan-Inter, Allegri fa fuori Abate e Pazzini

    Milan-Inter, Allegri fa fuori Abate e Pazzini

    Stasera San Siro si accende per il derby Milan-Inter. Incontro che ad oggi non rappresenta più un big match per lo scudetto. Le gerarchie del campionato appaiono piuttosto chiare. Milano non è più terra di tricolore come lo è stata negli anni passati. Due squadre profondamente cambiate, su cui il fair-play finanziario ha pesantemente inciso. Sulla carta l’Inter è la squadra con più esperienza, potendo ancora contare su giocatori come Milito, Zanetti, Cambiasso e Samuel. Dall’altra parte il Milan invece può contare sulla freschezza e l’entusiasmo di calciatori come El Shaarawy e De Sciglio che si sono rivelati fin qui le vere sorprese del campionato rossonero. Milan-Inter sarà anche la sfida tra Allegri e Stramaccioni, due tecnici molto discussi ad inizio stagioni, le cui quotazioni appaiono in netta crescita.

    ENTUSIASMO– E’ quello che cerca Allegri, è quello che i tifosi del Milan sono chiamati a dare, è quello che i giocatori devono sviluppare. Sì, perché anche i calciatori dovranno mettere in campo quei dettami tecnico-tattici essenziali per avere la meglio sull’Inter. Anche se quest’ultima è data come favorita da addetti lavori e grandi ex (ultimo in ordine di tempo Matthaus), i rossoneri possono creare grossi problemi ad una difesa lenta e compassata come quella nerazzurra. Lì davanti Allegri ripropone El Shaarawy-Emanuelson sulle fasce, mentre in attacco c’è ancora il ballottaggio tra Pazzini e Bojan, con lo spagnolo favorito sul grande ex di giornata. Come trequartista fiducia ancora a Boateng. Il ghanese nelle ultime partite ha mostrato qualche segnale di miglioramento e le belle parole spese per lui da Savicevic (“merita di indossare la numero 10”) lo spingeranno a fare bene anche questa sera. A centrocampo confermata la coppia Montolivo-De Jong, mentre in difesa dovrebbe giocare dal primo minuto De Sciglio sulla sinistra. Oltre ad Antonini resterà fuori anche Abate, al suo posto Bonera. Al centro invece il solo Yepes è sicuro di una maglia da titolare, mentre è corsa a due fra Mexes e Zapata per affiancare il colombiano.

    FC Internazionale Milano v ACF Fiorentina - Serie A
    Milito-Cassano, la coppia che deciderà il derby? | ©Claudio Villa/Getty Images

    ESPERIENZA – L’Inter di Stramaccioni risponde con l’esperienza e la fisicità dei suoi giocatori più importanti. Il tecnico romano prosegue con il 3-4-1-2, lanciando dal primo minuto il baby Coutinho, sempre più protagonista nei meccanismi di gioco della squadra nerazzurra. In attacco giocherà l’uomo derby Milito in coppia con l’ex Cassano, trasferitosi all’Inter tra le polemiche a fine estate. A centrocampo sugli esterni giocheranno Zanetti da una parte e Nagatomo dall’altra, con Cambiasso e Gargano a costruire la diga di centrocampo. In difesa invece ancora panchina per l’ex Palermo Silvestre, al quale viene preferito il giovane brasiliano Juan Jesus, particolarmente brillante nelle ultime uscite. Compongono la panchina di questa sera fra gli altri, anche i ragazzi della Primavera Belec, Duncan e Livaja, quest’ultimo in gol nel match di Europa League giocato a Baku tre giorni fa.

    ARBITRA VALERI – Paolo Valeri di Roma è stato designato come arbitro dell’atteso derby della Madonnina. L’anno scorso bilancio piuttosto favorevole per entrambe le squadre. A sorridere è stato sopratutto il Milan, capace di raccogliere tre vittorie in altrettante partite arbitrate dal fischietto capitolino (Palermo, Cesena, Chievo). Anche l’Inter può ritenersi piuttosto soddisfatti per quanto riguarda il recente passato. Sono infatti due i pareggi conquistati (Atalanta, Fiorentina) e una vittoria (Genoa) gli ultimi risultati con l’arbitro Valeri. Complessivamente Valeri è un direttore di gara favorevole ai rossoneri (6 vittorie, 1 pareggio, 0 sconfitte), mentre i nerazzurri vantano una tradizione altalenante (2 vittorie, 5 pareggi, 2 sconfitte).

    MILAN INTER PROBABILI FORMAZIONI
    Milan (4-2-3-1): Abbiati, Bonera, Yepes, Zapata, De Sciglio, De Jong, Montolivo, El Shaarawy, Boateng, Emanuelson, Bojan.
    A disposizione: Amelia, Abate, Antonini, Mexes, Acerbi, Nocerino, Constant, Flamini, Ambrosini, Pazzini, Robinho, Niang. Allenatore: Massimiliano Allegri
    Inter (3-4-1-2): Handanovic, Ranocchia, Samuel, Juan Jesus, Zanetti, Gargano, Cambiasso, Nagatomo, Coutinho, Milito, Cassano.
    A disposizione: Castellazzi, Belec, Silvestre, Jonathan, Bianchetti, Duncan, Pereira, Guarin, Mudingayi, Obi, Alvarez, Livaja. Allenatore: Andrea Stramaccioni.

    Come finirà il derby?

    • Vittoria Milan (46%, 28 Voti)
    • Vittoria Inter (46%, 28 Voti)
    • Pareggio (8%, 5 Voti)

    Totale Votanti: 61

  • Verso Milan-Inter, Cassano sfida il passato. Milito confida in Abate

    Verso Milan-Inter, Cassano sfida il passato. Milito confida in Abate

    Vigilia di Milan-Inter – Domani sera il Milan ospita l’Inter nel posticipo serale della settima giornata di Serie A. Un derby non è mai una partita banale, ma questo derby vale molto più di una supremazia cittadina e di 3 punti in classifica. L’Inter reduce, da 3 vittorie consecutive tra campionato e coppa, cerca contro i cugini milanisti la settima vittoria in altrettante partite giocate in trasferta. Il derby è una partita che sfugge ad ogni tipo di pronostico ma l’impressione è che l’Inter ci arrivi leggermente meglio del Milan e non solo per i 5 punti di vantaggio in classifica. Classifica che conta relativamente quando a sfidarsi sono 2 squadre della stessa città basti pensare che nella passata stagione l’Inter peggiore degli ultimi 10 anni abbia vinto entrambi i derby contro un Milan in lotta fino alla fine per lo scudetto.

    Milito&Cassano
    Diego Milito e Antonio Cassano © Claudio Villa/Getty Images

    Il Derby della rinascita – Il derby che andrà in scena domani sera a San Siro potrà significare per entrambe le squadre una rinascita. Per il Milan la rinascita di un gruppo devastato nelle ambizioni come conseguenza dei tanti addii per l’Inter la rinascita di un gruppo che dopo gli anni gloriosi di Mancini e Mourinho vuole ritornare ad essere protagonista in campionato. Per vincere Stramaccioni confermerà la difesa a 3 oramai imprescindibile per l’equilibrio tattico dei nerazzurri. Gli interpreti saranno Ranocchia, Juan Jesus al debutto nella stracittadina e Walter Samuel, talismano nerazzurro visto che con lui in campo l’Inter ha vinto 9 derby su 9.  Oltre al reparto difensivo Stramaccioni non ha dubbi su chi giocherà in porta e in attacco. A difendere i pali nerazzurri, per la prima volta in un derby, ci sarà Samir Handanovic mentre in attacco confermatissima è la coppia Cassano-Milito.

    Milito, l’incubo di Abate – Il bomber argentino quando vede il Milan diventa spietato e ne sa qualcosa il milanista Abate, decisivo in negativo negli ultimi derby sempre quando si è ritrovato a marcare il numero 22 nerazzurro. I tifosi interisti sperano che Abate giochi titolare domani sera e così dovrebbe essere a meno di clamorose sorprese. Per il terzino destro rossonero Milito è un incubo vero e proprio basti pensare che ben 3 derby recenti sono andati ai nerazzurri grazie a suoi errori in marcatura sull’ex Genoa. In particolare Abate non avrà dimenticato l’errore che permise a Milito di siglare l’1-0 in Inter-Milan 2-0 del 24 gennaio 2010 così come nella passata stagione la vittoria nerazzurra nel derby d’andata arrivò grazie ad un liscio di Abate che lasciò Milito libero di siglare il gol vittoria. Anche nell’ultimo derby, terminato 4-2 per l’Inter, Abate ha sofferto il bomber nerazzurro visto che il rigore del 2-2 realizzato da Milito è scaturito proprio da un suo fallo sull’argentino. Insomma i precedenti di Abate nei derby non sono ben auguranti per i tifosi del diavolo, che sicuramente non si strapperebbero i capelli nel caso Allegri lo lasciasse in panchina.

    Cassano sfida il passato – Oltre a Milito domani sera il Milan dovrà fare i conti con Antonio Cassano. Il talento di Bari vecchia giocherà per la prima volta un derby con la maglia dell’Inter, sua squadra del cuore fin da bambino. A questa sfida con il passato Cassano ci arriva riposato in virtù della mancata trasferta in Azerbajian e motivato dai 4 gol siglati nelle prime 6 giornate. Nel derby FantAntonio ritroverà da avversario l’amico Pazzini, compagno d’attacco ai tempi della Samp. Sembra strano ma sono passati solo 5 mesi dall’ultimo derby in cui i 2 giocavano con maglie opposte prima che lo scambio pazzo del mercato si materializzasse in estate. Al momento ad averci guadagnato da questo scambio sembra l’Inter e non solo per il conguaglio di 7 milioni ricevuto. A Pazzini il compito di smentire tale linea di pensiero magari con un gol da 3 punti nel derby mentre per l’ex Milan Cassano il derby potrebbe rappresentare la consacrazione in nerazzurro.

  • Milan-Inter, i precendenti. El Shaarawy per dimenticare il 2011

    Milan-Inter, i precendenti. El Shaarawy per dimenticare il 2011

    E’ tempo di derby, è tempo di Milan-Inter. I rossoneri ci arrivano in discreta salute. Nelle ultime tre partite la squadra di Allegri ha aggiustato il tiro, raccogliendo due successi (Cagliari, Zenit) ed un pareggio (Parma). Nulla di trascendentale, se consideriamo l’avvio shock di quest’anno, quanto basta però per far tornare il sorriso in casa Milan. I giocatori infortunati stanno lentamente rientrando, fra tutti Robinho (per lui si ipotizza un ingresso nella ripresa) e Pato, quest’ultimo impegnato nel pomeriggio al centro Vismara per l’amichevole della Primavera rossonera contro i pari età della Pro Vercelli (diretta su Sportitalia a partire dalle ore 15). Un derby che vedrà il Milan giocare con il 4-2-3-1 o il tridente (più facile il primo), anche se nei dintorni di Milanello si parla di un clamoroso passaggio alla difesa a 3 (voce comunque che non ha trovato riscontri).

    FARONEMilan-Inter però sarà sopratutto la partita di El Shaarawy. Il piccolo Faraone sta frantumando ogni record. Tutto è cominciato a Udine due settimane fa. Da lì in poi l’ex Padova ha sempre trovato la via della rete. L’ultima di queste è entrata di diritto nella storia del Milan, perché la più “giovane” nelle competizioni europee. Lo accostano a Neymar, per il dribbling nello stretto. Si è scomodato per lui anche Shevchenko, l’ultimo grande goleador del Milan. Nello spazio di 15 giorni El Shaarawy è diventato il top-player dei rossoneri.

    Udinese Calcio v AC Milan - Serie A
    El Shaarawy ha il Milan tra le mani | ©Marco Luzzani/Getty Images

    PRECEDENTI – Senza andare a scomodare il passato, Milan-Inter è una sfida che ha fatto la storia del calcio italiano. La scorsa stagione Ranieri prima e Stramaccioni poi fecero inghiottire due bocconi amari ai tifosi rossoneri, che uscirono con le ossa rotta dal doppio confronto con i rivali nerazzurri (cinque gol subiti e due realizzati). Stagione quella precedente che stride rispetto all’annata 2010-2011, quando la banda di Allegri (al suo primo anno sulla panchina del Diavolo) fu capace di battere l’Inter sia all’andata che al ritorno, vittorie che furono completate dal trionfo in Supercoppa qualche mese più tardi (a Pechino fu Gasperini a incappare nella sconfitta). Non prendete impegni, domani a San Siro c’è Milan-Inter.

  • Champions League 2012/2013 risultati e classifica seconda giornata

    Champions League 2012/2013 risultati e classifica seconda giornata

    Conclusa la seconda giornata della fase a gironi della Champions League, riepiloghiamo risultati e classifiche dei vari gironi in una due giorni europea che ha visto parecchie vittorie esterne, in alcuni casi sorprendenti, vedi Milan e Celtic in Russia e il Braga in Turchia. Cinquanta le reti messe a segno nelle sedici partite disputate con Cristiano Ronaldo autore di una tripletta, ma la più bella può considerarsi quella di Eliseu (autore di una doppietta) del Malaga che sorprende il portiere dell’Anderlecht con un tiro imprendibile da fuori area che finisce la corsa sotto l’incrocio dei pali. C’è una particolarità che lega tutti i gruppi dopo due partite disputate, ed è il club “materasso“, o meglio, ogni girone ha una squadra ancora a quota zero punti in classifica.

    GIRONE A

    La sfida al vertice tra Porto-Psg va ai portoghesi grazie ad un gol allo scadere di James Rodriguez, mentre nell’altro match Kiev-Zagabria termina con un secco due a zero a favore degli ucraini che in classifica raggiungono i francesi.

    Champions League © Johannes Eisele/Getty Images

    Classifica: Porto 6; Psg e Dinamo Kiev 3; Dinamo Zagabria 0.

    Prossimo Turno: Dinamo Zagabria-Psg ; Porto-Dinamo Kiev (24 ottobre)

    GIRONE B
    L’Arsenal approfitta del turno casalingo contro l’Olympiacos per conquistare la seconda vittoria su due, 3-1 ai greci. Lo Schalke invece viene fermato in casa sul 2-2 da un buonissimo Montpellier che acciuffa il pareggio nei minuti finali.

    Classifica: Arsenal 6; Schalke 4; Montpellier 1; Olympiacos 0.

    Prossimo turno: Arsenal-Schalke ; Montpellier-Olympiacos (24 ottobre)

    GIRONE C
    Vittorie esterne per Milan e Malaga che superano rispettivamente per 3-2 e 3-0 Zenit e Anderlecht grazie alle prove maiuscole di El Shaarawy e Eliseu. Gli spagnoli si confermano primi in classifica, il Milan subito dietro. I russi dalla prossima giornata non possono più sbagliare.

    Classifica: Malaga 6; Milan 4; Anderlecht 1; Zenit 0.

    Prossimo turno: Malaga-Milan ; Zenit-Anderlecht (24 ottobre)

    GIRONE D
    Nel gruppo di ferro, il Manchester City rischia l’eliminazione prematura non riuscendo ad andare oltre l’1-1 casalingo contro il Dortmund salvati da un calcio di rigore realizzato da Balotelli. Per il Real Madrid è tutto facile in Olanda contro l’Ajax. Finisce 4-1 con tripletta di Ronaldo e gol in rovesciata di Benzema.

    Classifica: Real Madrid 6; Borussia Dortmund 4; Manchester City 1; Ajax 0.

    Prossimo turno: Borussia Dortmund – Real Madrid ; Ajax – Manchester City (24 ottobre)

    GIRONE E
    Tutto facile per i detentori del titolo del Chelsea che vincono facile in Danimarca contro il Nordsjaelland per 4-0, mentre qualche difficoltà allo Juventus Stadium per i bianconeri che vengono fermati sull’1-1 da un ottimo Shakhtar. Guidano la classifica inglesi e ucraini.

    Classifica: Chelsea e Shakhtar 4; Juventus 2; Nordsjaelland 0.

    Prossimo turno: Shakhtar – Chelsea ; Nordsjaelland – Juventus (23 ottobre)

    GIRONE F
    Il Bate sorprende tutti e dopo aver superato in trasferta il Lille si conferma in casa battendo per 3-1 il Bayern Monaco. Il Valencia vince con un secco 2-0 contro i francesi. Il bielorussi guidano il girone a punteggio pieno, mettendo a serio rischio la qualificazione di una tra Valencia e Bayern.

    Classifica: Bate Borisov 6; Bayern Monaco e Valencia 3; Lille 0.

    Prossimo turno: Lille – Bayern Monaco ; Bate Borisov – Valencia (23 ottobre)

    GIRONE G
    Vittorie esterne per Celtic e Barcellona che vincono contro Spartak Mosca e Benfica. Decisiva in Russia la rete di Samaras al 90′. Per i blaugrana impegno più facile del previsto in terra portoghese con un 2-0 senza rischi.

    Classifica: Barcellona 6; Celtic 4; Benfica 1; Spartak Mosca 0.

    Prossimo turno: Spartak Mosca – Benfica ; Barcellona – Celtic (23 ottobre)

    GIRONE H
    Lo United vince in rimonta contro il Cluj in Romania, decisiva la doppietta di van Persie. Brutta sconfitta interna invece per il Galatasaray che viene battuto per 2-0 dal Braga ed è costretto a rimanere ancora a quota 0 in classifica, guidata dagli inglesi a punteggio pieno.

    Classifica: Manchester United 6; Cluj e Braga 3; Galatasaray 0.

    Prossimo turno: Galatasaray – Cluj ; Manchester United – Braga (23 ottobre)

  • El Shaarawy zar, Zenit-Milan 2-3. Allegri respira

    El Shaarawy zar, Zenit-Milan 2-3. Allegri respira

    E’ una vittoria importantissima. Zenit-Milan termina 3-2 in favore della squadra di Allegri. Per i rossoneri in rete Emanuelson ed El Shaarawy nel primo tempo, è stato poi un autogol di Hubocan a regalare i tre punti ad Abbiati e compagni. Citiamo il portiere-capitano non a caso. Se il Milan ha vinto, il 90% del merito va attribuito esclusivamente a San Abbiati. Bravissimo nel corso dei primi 45′ minuti, strepitoso nel finale, dove salva il risultato con un intervento che ha del miracoloso. Spalletti sprofonda nell’inverno russo. Hulk e Witsel sono fuoriclasse, ma il loro inserimento nello Zenit si sta rivelando più lento del previsto. Due le sconfitte consecutive in Champions League per la squadra che a Montecarlo era considerata la favorita del Girone. Ora Spalletti rischia una clamorosa eliminazione.

    CINISMO– Quello che è mancato al Milan nelle prime 6 giornate di campionato lo ritroviamo come per incanto nella prima mezzora del match di stasera. Gioco, gol, concretezza, personalità, fortuna. E’ il tredicesimo minuto quando Emanuelson batte Malaafev su punizione grazie alla decisiva deviazione della barriera. Passano tre minuti ed il Faraone imbuca il suo quinto centro consecutivo stagionale, il primo in carriera nelle competizioni europee. Il Milan è avanti 2-0 sul campo dello Zenit dopo appena sedici minuti. Allegri gongola.

    El Shaarawy festeggiato dai compagni dopo il 2-0 | ©KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP/GettyImages

    LA MOSSA – Vedendo la sua squadra in grandissima difficoltà, specialmente sulla fascia destra, Spalletti cambia modulo. Lo Zenit si trasforma col 4-4-2. Hulk in attacco, sul versante sinistro, quello dove nasce il gioco rossonero dettato da Montolivo. Gli attacchi di El Shaarawy non fanno più paura. Ora è il Milan ad averla. Abate e Zapata vanno in tilt al cospetto del colosso verdeoro. Soltanto un Abbiati straordinario evita che lo Zenit rientri in partita. Fino a trenta secondi dal termine del primo tempo, quando Hulk trafigge di sinistro l’estremo difensore rossonero. Il gol del brasiliano stravolge gli schemi psicologici del match, che ad inizio ripresa torna completamente in mano dello Zenit. Shirokov firma il pareggio quando l’orologio dell’arbitro aveva percorso soltanto due giri. Sesto gol subito dal Milan sui calci piazzati quest’anno. Stavolta è Montolivo a dimenticarsi il suo uomo.

    PERSONALITÀ – I rossoneri vedono i fantasmi, forse anche le streghe. Ma la valanga russa si esaurisce difronte alla diga umana che risponde al nome di Christian Abbiati. Il coro “Santo subito” torna prepotentemente di moda in un giorno che sa di rivoluzione a tinte rossonere. Il Milan si ricorda forse di essere la squadra che ad oggi in Italia può vantare maggiore blasone in campo europeo, e torna a giocare alto, con personalità, in un campo che nel frattempo si è trasformato in bolgia. E allora diventa tutto più semplice, tutto più reale. Gol, anzi autogol, ma tant’è. La sostanza dice 3-2 per il Milan. La classifica dice 4 punti e primo posto provvisorio nel girone in attesa di conoscere il risultato di questa sera del Malaga. La classifica dice anche 4 punti di vantaggio rispetto allo Zenit, fermo a quota zero punti.

    Pagelle Zenit-Milan 
    Abbiati 10: non ci sono parole per descrivere una simile prestazione del portiere rossonero. Immenso, prodigioso, mistico, Santo subito.
    De Jong 7: cresce l’olandese. Gioca insieme ad un centrocampista di qualità come Montolivo e le sue prestazioni crescono in maniera esponenziale.
    El Shaarawy 8: ma che gol ha fatto il Faraone? Sì, è lui il fuoriclasse del Milan. A sinistra fa quello che vuole. Corre, dribbla, segna. Fenomeno.
    Bojan 6,5: con Bojan falso nueve il Milan è più imprevedibile, più tecnico, più bilanciato. Boateng può fare il suo gioco, El Shaarawy ha un alleato in più al momento dell’assist. Un Bojan per tutti.

    Video Zenit-Milan
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  • Giuseppe Biesuz o Claudio Fenucci? Ecco come possono cambiare il Milan

    Giuseppe Biesuz o Claudio Fenucci? Ecco come possono cambiare il Milan

    Rinnovata la squadra e messi a posto i conti, è l’ora di cambiare anche la dirigenza? Sembra essere questa la prossima mossa attesa dal Milan: tutto porta quindi a ipotizzare un restyling generale e non solo del parco giocatori e delle effettive ambizioni sportive in casa rossonera.
    Nello specifico, l’indiscrezione di mercato riguarda direttamente l’amministratore delegato Adriano Galliani, figura sino ad ora imprescindibile del Milan di Berlusconi e sua vera icona alla pari del del presidente così come di quella del più rappresentativo dei suoi calciatori. Sostituire l’amministratore a cui sono legati tanti successi: perché e soprattutto con chi? I motivi del cambiamento, a meno che dovuti alla volontà dello stesso a.d (indizi a riguardo potrebbero essere lo “scomodo” ingresso di Barbara Berlusconi in società, così come i rapporti ormai ai ferri corti tra Galliani e le frange più estreme del tifo rossonero) , risultano difficili da individuare se non nel voler svoltare definitivamente e dare un volto nuovo al management rossonero.

    Adriano Galliani addio al Milan? | ©ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images
    Quanto a competenza e a successi sportivi conseguiti la figura di Galliani è storica e indiscutibile, per non parlare della sua visceralità di tifoso d.o.c, e anche se negli ultimi anni altalenanti gli viene imputato qualche errore di troppo (vedi dei rinnovi di contratto troppo generosi e qualche cessione avventata), i meriti sono stati talmente tanti e l’arco temporale di azione è stato talmente lungo che pretendere la perfezione e l’assenza di qualche battuta d’arresto risulta davvero ingeneroso. Non ultimo, la stessa politica di austerity negli acquisti dettata dalla proprietà e dalla crisi altro non ha fatto che mettere in risalto l’abilità di far quadrare i conti dell’amministratore rossonero e di allestire contemporaneamente una rosa non stellare, ma competitiva. Sempre in ottica di cessione del club o di apertura a nuovi investitori quindi, privarsi di Galliani significherebbe agevolare un rinnovamento, con cui andrebbe a cozzare la sua figura di ingombrante plenipotenziario storico del club.
    In questa prospettiva si collocano anche i nomi dei papabili alla carica di amministratore: Claudio Fenucci e Giuseppe Biesuz, figure differenti appartenenti a mondi diversi, ma con la medesima carica innovativa.

    Il primo rappresenta una soluzione di continuità di competenze calcistico-professionali, essendo Fenucci l’attuale amministratore delegato della Roma calcio, con un passato dirigenziale nell’US Lecce: il suo è un profilo di competenza, e sicuramente meno “scomodo” di quello di Galliani, sempre in ottica di rinnovamento societario, che sembra godere dell’apprezzamento di Berlusconi. Biesuz invece è un nome nuovo per quanto riguarda l’affinità calcistica, se non per il suo dichiarato tifo per i rossoneri: egli infatti è un alto dirigente svizzero proveniente dalla Bialetti e dalla Richard Ginori e attualmente a capo della gestione del trasporto ferroviario in Lombardia. La sua candidatura certo evoca grande managerialità, ma il background non calcistico lascia un po’ a desiderare i più scettici.
    Sempre in ottica di cambiamento generale, la sostituzione dell’amministratore delegato potrebbe poi essere il preludio al ritorno in auge in casa rossonera di figure storiche del recente passato milanista (una su tutti Paolo Maldini) temporaneamente e non senza fatica accantonate dai piani societari, ma rivendicate un po’ a furor di popolo, e non solo per una questione di riconoscenza.
    Un’ultima suggestiva e ambiziosa ipotesi vede nell’allontanamento di Galliani, sino a non molti anni fa fiero sostenitore dei giocatori d’esperienza acquisiti sul mercato per puntare ai trionfi europei, la volontà di plasmare un Milan stile Barcellona, che si costruisce i campioni in casa, quindi a basso costo, in cui il ruolo di rilievo, anche in termini di sforzo economico per acquisirlo, spetta all’allenatore (in questo senso vanno le voci che vorrebbero Guardiola in rossonero).