Tag: jeffren

  • Se sfuma Sanchez Barcellona su Lavezzi

    Se sfuma Sanchez Barcellona su Lavezzi

    I prossimi giorni saranno decisivi per il trasferimento di Alexis Sanchez in blaugrana. Le trattative procedono ormai da diverso tempo e se non si chiude in fretta c’è il rischio concreto per il Barcellona che salti tutto all’ultimo momento: il nodo da sciogliere sta nel convincere Jeffren ad accettare Udine. Il giocatore infatti non ne vuole sapere di trasferirsi in Friuli preferendo, in caso di partenza, la Premier League al campionato italiano.

    © DANIEL GARCIA/AFP/Getty Images
    L’offerta del Barcellona infatti comprende 28-29 milioni in contanti più il cartellino del 23enne attaccante formatosi nella Cantera catalana valutato all’incirca 5 milioni e altri 6 legati a bonus, compresa anche un’amichevole tra Udinese e campioni d’Europa da disputare al Friuli, per un ammontare di 40 milioni di euro. Il patron dell’Udinese Pozzo, che in un primo momento aveva bloccato l’affare con il Barça per la proposta indecente del Manchester City di Roberto Mancini arrivato ad offrire 43 milioni tutti cash, ha poi deciso di esaudire il desiderio di Sanchez di approdare alla corte di Pep Guardiola. Il Barcellona non può permettersi di andare oltre i 30 milioni in contanti per non dover attingere denaro dal budget stanziato per l’acquisto di Cesc Fabregas. Per questo motivo se dovesse sfumare Sanchez, i dirigenti blaugrana avrebbero già individuato l’alternativa al Ninho Maravilla: non più Giuseppe Rossi, pista abbandonata del tutto, ma Ezequiel Lavezzi. Il Pocho ha una clausola rescissoria di 30 milioni, esattamente la cifra massima che il Barça vuole destinare per Sanchez e allo stesso tempo non compromettere l’affare Frabregas. La sensazione che si ha è che uno tra Marek Hamsik e Lavezzi lascerà Napoli e l’anno prossimo non farà parte più del magnifico trio, insieme a Cavani, che ha riportato in alto i partenopei nella passata stagione.

  • Il City si ritira dall’asta, Sanchez verso Barcellona

    Il City si ritira dall’asta, Sanchez verso Barcellona

    Alexis Sanchez naviga a vele spiegate verso Barcellona. Roberto Mancini, allenatore del Manchester City, ha infatti dichiarato di essersi ritirato dall’asta per il forte attaccante cileno oggetto dei desideri dei più forti club europei perchè può contare già su due campioni in rosa nello stesso ruolo come Carlos Tevez e Mario Balotelli.

    © ALBERTO LINGRIA/AFP/Getty Images
    L’offerta di 43 milioni di euro in contanti fatta recapitare sulla scrivania di Pozzo ha fatto vacillare il patron dell’Udinese che aveva rallentato per il momento la trattativa con il Barcellona quando sembrava già chiusa. E invece la volontà di Sanchez di indossare il blaugrana ha prevalso sulla montagna di milioni promessi dallo sceicco Mansour convincendo anche il numero uno friulano ad accontentare i desideri della sua stella. Il Barcellona ha così la strada spianata e dovrà cercare di convincere Jeffren ad accettare il trasferimento ad Udine. Pare infatti che sia solo questo l’intoppo alla chiusura dell’affare. La proposta dei campioni d’Europa in carica resta quella di una trentina di milioni cash più altri 5 di bonus e il cartellino del giovane proveniente dalla Cantera della squadra catalana per un ammontare di 40 milioni di euro.

  • Jeffren, il nuovo acquisto dell’Udinese

    Jeffren, il nuovo acquisto dell’Udinese

    Nonostante il rilancio del Machester City domani Alexis Sanchez sarà al Barcellona per il rituale delle visite mediche ed apporre la firma al succulento contratto che lo legherà al club catalano per le prossime cinque stagioni.

    Jeffren Suarez | © Lluis Gene/Getty Images
    L’offerta catalana è la migliore giunta sulla scrivania del patron Pozzo e permetterà di ricavare all’Udinese circa 40 milioni di euro, 30 cash più altri 5 derivanti da bonus e la cessione del giovane esterno Jeffren. Di origini venezuelane Jeffren ha iniziato a respirare l’aria catalana con Rijkard per poi diventare un membro fisso della prima squadra. Nato centrocampista ha modificato il suo modo di stare in campo con il passare dell’anno diventando una pregevole ala sinistra brava ad agire sia tra i tre d’attacco che come esterno di centrocampo. Classe ’88 ha un’ottima confidenza con il pallone, bravo nel cross tornerà sicuramente utile alla truppa friulana impegnata ad inseguire nuovi sogni per i suoi tifosi. [jwplayer config=”120s” mediaid=”82869″]

  • Luis Enrique a Roma: “Spero di raggiungere molti traguardi”

    Luis Enrique a Roma: “Spero di raggiungere molti traguardi”

     

    laroma24
    “Promesse ne faccio poche, voglio solo mandare un saluto ai tifosi, la Roma ha voluto dare un segnale diverso. Non vedo il calcio in altro modo che non sia quello di essere ambiziosi. Spero di raggiungere molti traguardi. Forza Roma”. Queste le prime parole da neo tecnico giallorosso di Luis Enrique, in un’intervista rilasciata ai microfoni di Roma Channel. Oggi il tecnico asturiano, sbarcato nella capitale intorno alle ore 14, si è recato in visita al centro sportivo di Trigoria del quale sarebbe rimasto molto impressionato. Insieme ai suoi quattro fidati collaboratori, tra cui Ivan De La Pena, ha incontrato inoltre anche Walter Sabatini e Francesco Totti che lo hanno accompagnato nel suo tour del Fulvio Bernardini.   L’avvocato Renato Cappelli che ha presenziato all’incontro ha parlato delle sensazioni di Luis Enrique: è sicuramente rimasto molto soddisfatto del centro sportivo. Sul discorso tecnico non posso parlare. Comunque i tifosi della Roma si divertiranno. Il closing? La trattativa è conclusa, ai primi di luglio ci sarà il closing definitivo». Nella lunga giornata del neo allenatore romanista c’è stato anche il tempo per un vertice di mercato con Sabatini e lo staff dello spagnolo. Intanto si fa sempre più calda la pista che porta a Bojan Krkic. La Roma sta spingendo per il prestito con diritto di riscatto fissato a 10-15 milioni di euro. Luis Enrique gode della stima del calciatore e conosce molto bene Zoran Vekic, manager che lo assiste. Molto vicino ai capitolini anche l’altro prodotto del vivaio del Barcellona Jeffren. La punta della cantera blaugrana, infatti, molto probabilmente sarà il primo acquisto della nuova Roma ispanico-americana. Si sta aprendo, inoltre, la prospettiva di uno scambio tra il romanista Leandro Greco e il genoano Giandomenico Mesto. Le due società si stanno parlando e sembrano intenzionate a chiudere. Da definire la rilevante questione economica.

  • Il Barcellona umilia il Real. Guardiola serve la “manita” a Mourinho

    Il Barcellona umilia il Real. Guardiola serve la “manita” a Mourinho

    La “manita” è servita. Davanti a 100 mila spettatori il Barcellona da una lezione di calcio al Real Madrid di Mourinho che esce dal Camp Nou con le ossa rotte nel Clasico numero 161 della Liga: impietoso il risultato finale, 5-0 [guarda gli highlights] che non ammette repliche, undici marziani in campo che indossavano la maglia blaugrana e undici giocatori in completo bianco in balìa della furia degli uomini di Guardiola.
    Non funziona nulla nella squadra di Mourinho, o meglio, il Barcellona funziona a meraviglia: tocchi di prima, palleggio a centrocampo e mai una palla buttata via o spazzata verso la metà campo avversaria; i catalani si muovono con una sincronia tale da far impallidire le merengues e farebbe tremare qualsiasi squadra si presenti sul proprio cammino.

    Non c’è mai stata partita: il Barcellona, dopo aver preso un palo con Messi dopo appena 17 secondi dal fischio d’inizio, si porta avanti di due reti con un uno-due che taglia le gambe al Real: Xavi apre le danze al 10′, raddoppia Pedro 8 minuti più tardi che non deve far altro che spingere la palla in rete su un assist di Villa. Barça indemoniato, le stelle del Real, frastornate, rimangono a guardare quegli 11 giocatori che si passano la palla tra di loro in modo divino.

    Stesso identico copione nella ripresa: esattamente 10  minuti dopo l’inizio della seconda frazione di gioco il Barcellona va in gol con Villa “Maravilla” che raddoppia tre giri di lancette più tardi su un assist al bacio di Messi. Una batosta, è un massacro; il Real è al tappeto. Il risultato potrebbe essere più tondo vista la quantità industriale di occasioni create dai padroni di casa mentre Victor Valdes continua ad essere inoperoso e ad indossare le vesti di spettatore non pagante.
    Nel primo dei tre minuti di recupero concessi dal direttore di gara, giunge il quinto sigillo che porta la firma della Cantera catalana: Bojan confeziona l’assist per Jeffren che regala la soddisfazione ai giocatori in campo e ai tifosi di fede blaugrana di festeggiare il cappotto inflitto al Real Madrid con la “manita”, il gesto della mano aperta che per gli spagnoli è lo sbeffeggio per eccellenza. E’ da incubo il primo Clasico di Mourinho, alla sua più pesante sconfitta nella sua vincente carriera da allenatore, se lo ricorderà a lungo.
    Sergio Ramos, nel finale, perde la testa e rischia, con un intervento ai limiti della galera, di spaccare una gamba a Messi, si accende una rissa con il laterale madridista, espulso, che mette le mani in faccia prima a Puyol e poi a Xavi (che era stato sostituito), suoi compagni in nazionale.

    Alla vigilia Ronaldo aveva detto “Voglio vedere se riescono a fare 8 gol a noi” riferendosi all’8-0 che la squadra di Guardiola aveva rifilato nel turno precedente all’Almeria. Beh, il Barcellona c’è andato vicino dimostrando di essere nettamente più forte dei loro acerrimi rivali sia sul campo che nella testa non cadendo nelle provocazioni e nelle trappole tese da Mourinho e dai suoi giocatori durante la settimana e pensando a fare solo la cosa più semplice e più naturale, giocare al calcio. Chapeau Barça.

    Il tabellino
    BARCELLONA – REAL MADRID 5-0
    10′ Xavi, 18′ Pedro, 55′ Villa 58′ Villa, 91′ Jeffren
    BARCELLONA (4-3-3): Valdes; Alves, Puyol, Piqué, Abidal; Xavi (87′ Keita), Busquets, Iniesta; Messi, Villa (76′ Bojan), Pedro (87′ Jeffren).
    Panchina: Pinto, Maxwell, Mascherano, Alcantara.
    Allenatore: Guardiola
    REAL MADRID (4-2-3-1): Casillas; Ramos, Pepe, Carvalho, Marcelo (60′ Arbeloa); Khedira, Xabi Alonso; Di Maria, Ozil (46′ L. Diarra), Ronaldo; Benzema.
    Panchina: Dudek, Albiol, M. Diarra, Granero, Leon.
    Allenatore: Mourinho
    Arbitro: Iturralde Gonzalez
    Ammoniti: Alves (B), Villa (B), Messi (B), Puyol (B), Ronaldo (R), Pepe (R), Xabi Alonso (R), Marcelo (R), Casillas (R), Carvalho (R), Khedira (R)
    Espulsi: Ramos (R)

    LE PAGELLE