Tutto il Mondo è Paese. Un detto un po’ qualunquista per fotografare una situazione difficile per il mondo del calcio, soprattutto in Europa. Se l’Italia deve fare i conti con lo scandalo scommessopoli, ed i litigi fra Lega Serie A e Assocalciatori, in Spagna non sorridono, nonostante l’allure che pareva avesse avvolto la Liga spagnola negli ultimi anni, anche e soprattutto sulla scia dei successi targati Barcellona e sui miliardi di Florentino Perez presidente del Real Madrid, capace di non porre limiti ai suoi esborsi di calcio mercato.
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Trezeguet – Napoli si può, parola di Caliendo
David Trezeguet potrebbe tornare a giocare in Italia ma non con la maglia della Juve bensì con quella del Napoli. Non è solo un’ipotesi di calciomercato ma ben più ad ascoltare le parole del suo procuratore Caliendo a Radio Kiss Kiss: “Il futuro di Trezeguet? Sto andando ad Alicante per convincere il suo presidente a liberarlo, non esistono più le ragioni che resti all’Hercules. Sarebbe felice di giocare al San Paolo, per David sarebbe una scelta ponderata. Ultimamente gliene ho parlato moltissimo, facendogli presente anche del grande affetto della gente. L’amore dei tifosi partenopei è fantastico, non ci si può rendere conto dell’entusiasmo se non giochi con la maglia del Napoli. Un pubblico così è unico, non lo trovi da nessuna parte“.
A Trezeguet, reduce da una stagione travagliata ad Alicante dopo il divorzio dalla Vecchia Signora, piacerebbe l’idea di giocare nel Napoli, attratto anche dalla possibilità di misurarsi con una grande squadra e giocare in Champions League e dimostrare che è ancora quel bomber che tutti hanno ammirato negli anni bianconeri.
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Liga: il Real Madrid accorcia sul Barcellona
Con un gol di Marcelo il Real Madrid vince in casa della seconda squadra di Barcellona, l’Espanyol, e si riporta sotto in classifica sui blaugrana di Guardiola, che avevano pareggiato 1-1 a Gijon nell’anticipo di sabato, ora distanti solo 5 punti.
Liga riaperta per la squadra di Mourinho che trova il successo addirittura in inferiorità numerica per l’espulsione dopo appena 120 secondi del portiere Casillas; gol vittoria del terzino brasiliano al 24′ del primo tempo.Con due gol di due ex conoscenze italiane l’Hercules supera il Saragozza per 2-1: dell’ex Inter Farinos e dell’ex Juve Trezeguet le reti della rimonta in favore della formazione di Alicante. Il Villarreal cade a La Coruna e scende in quarta posizione scavalcato dal Valencia: per il Deportivo decide Lopo. Con lo stesso risultato di 1-0 vincono anche Levante e Real Sociedad mentre termina 2-2 Malaga – Getafe (a segno l’ex Roma Julio Baptista su rigore). Stasera il posticipo Maiorca – Athletic Bilbao.
Risultati e marcatori 23 Giornata Liga
Atletico Madrid – Valencia 1-2
3′ Reyes (A), 41′ Joaquin (V), 87′ Joaquin (V)
Deportivo – Villarreal 1-0
60′ Lopo
Espanyol – Real Madrid 0-1
24′ Marcelo
Hercules – Saragozza 2-1
4′ Braulio (S), 81′ Farinos (H), 90′ Trezeguet (H)
Levante – Almeria 1-0
54′ Caicedo
Malaga – Getafe 2-2
8′ Miku (G), 24′ Colunga (G), 81′ rig Baptista (M), 96′ Gimenez (M)
Sporting Gijon – Barcellona 1-1
16′ David Barral (S), 81′ Villa (B)
Racing Santander – Siviglia 3-2
12′ Fernandez (R), 19′ aut Rakitic (S), 40′ Fazio (S), 84′ Luis Fabiano (S), 93′ Arana (R)
Real Sociedad – Osasuna 1-0
74′ Tamudostasera
Maiorca – Athletic BilbaoClassifica
1. BARCELLONA 62 23 2. REAL MADRID 57 23 3. VALENCIA 47 23 4. VILLARREAL 45 23 5. ATHLETIC BILBAO 38 22 6. ESPANYOL 37 23 7. SIVIGLIA 31 23 8. GETAFE 31 23 9. REAL SOCIEDAD 31 23 10. ATLETICO MADRID 30 23 11. MAIORCA 28 22 12. HERCULES 25 23 13. RACING SANTANDER 25 23 14. DEPORTIVO LA CORUNA 25 23 15. LEVANTE 24 23 16. SPORTING GIJON 23 23 17. SARAGOZZA 23 23 18. OSASUNA 22 23 19. ALMERIA 20 23 20. MALAGA 19 23 -
Juve all’assalto di Matri, si tratta anche Drenthe
L’ennesima figuraccia stagionale e la conseguente paura di perdere per il secondo anno consecutivo l’accesso alla prossima Champions League hanno convinto ancor di più la dirigenza della Juventus ad accelerare i tempi per comprare un attaccante. Il rinforzo in attacco, invocato anche ieri sera da Del Neri durante le interviste post Udinese, è necessario visto che l’attaccante, fino al suo infortunio, più in forma Quagliarella è out fino al termine della stagione o quasi, Iaquinta rientrato mercoledì in Coppa Italia dal mese di stop ha avuto un’altra ricaduta, l’acquisto di gennaio Toni ha provato sulla sua pelle, dopo appena qualche giorno dal suo arrivo, la maledizione infortuni e Amauri non è stato all’altezza anche se ha dimostrato tanto impegno.
Così l’unico attaccante rimasto arruolabile dal tecnico è capitan Del Piero, ormai non più giovanissimo e che non può sopportare da solo tutto il peso dell’attacco bianconero.In queste ore Marotta sta preparando l’assalto decisivo a Matri, unico attaccante rimasto alla portata dei bianconeri e riconfermatosi bomber anche ieri con una doppietta al Bari, per il quale il presidente del Cagliari Cellino ha chiesto 18 milioni di euro. La Juventus, che non ha disponibilità finanziaria (voluta dalla proprietà), ha richiesto il giocatore solo in prestito, anche oneroso, ma promettendo il riscatto a fine stagione, lo stesso tipo di operazioni che ha compiuto Marotta quest’estate. Il dg bianconero valuta qualcosa in meno l’attaccante di Lodi ma ad avere il coltello dalla parte del manico è Cellino con Marotta, preso ancora per la gola come a fine agosto durante i giorni finali di calciomercato, che se vorrà prendere Matri dovrà sottostare alle condizioni del presidente del club sardo.
L’inserimento di Ariaudo e di qualche altro giovane potrebbero abbassare la percentuale in contanti; Cellino comunque non accetterà meno di 15 milioni cash.Ma la Juventus è attiva anche per rinforzare le fasce: trova sempre più conferme l’interesse dei bianconeri per Drenthe, esterno del Real Madrid attualmente in prestito all’Hercules di Alicante, che potrebbe arrivare con la formula del prestito con diritto di riscatto a fine stagione. L’olandese è ai ferri corti con il club spagnolo, dove milita anche l’ex bomber bianconero Trezeguet, che non paga gli stipendi da diversi mesi e avrebbe dato il suo assenso a trasferirsi a Torino.
Volere o nolere, il tempo stringe: alle 19 si abbassano le saracinesche, si chiude. E Marotta deve fare in fretta. -
Trezeguet: “Dieci anni nella Juve, una grande storia d’amore”
Nei giorni scorsi stava per alzarsi un polverone intorno all’addio di Trezeguet alla Vecchia Signora. Il francese scaricato dal nuovo corso societario si è trasferito in Spagna nel “modesto” Hercules Alicante per accontentare la moglie e il giorno della presentazione baciò la maglia facendo sobbalzare i tifosi bianconeri.
Il mancato saluto ai tifosi poi potevano far pensare a qualche attrito tra il mitico David e il suo popolo, ma a distanza di qualche giorno il bomber bianconero in una intervista concessa alla Gazzetta dello Sport tiene a ribadire la sua fede bianconera e la promessa di un ritorno per i festeggiamenti della terza stella. Di seguito vi proponiamo qualche stralcio dell’intervista:
“Dieci anni nella Juve, è stata una grande storia d’amore. Io David Trezeguet resterò per sempre tifoso della Juve. Anzi, il giorno in cui la squadra bianconera vincerà lo scudetto andrò a Torino e chiederò alla famiglia Agnelli di inventare una maglia con la terza stella. E sarò il primo ad indossarla. I due titoli che ci hanno tolto sono stati una clamorosa ingiustizia. Lo penso io, lo pensa chi ama la Juve, ma ne sono convinti anche i giocatori dell’Inter con i quali ho parlato. L’ultima Juve riparte quasi da zero. Una scelta coraggiosa. Però bisogna avere il coraggio di dire alla gente bianconera che ci vorrà un po’ di tempo per tornare a essere la squadra da battere. Da amico della Juve penso che sarebbe bellissimo riconquistare la Champions e centrare l’Europa League. Sarebbe una stagione da dieci. Lo scudetto è pane per Inter e Milan. E’ bello vedere Andrea Agnelli presidente. Io sono cresciuto nel mito dell’Avvocato. Quando veniva al campo eravamo tutti imbambolati. Come se lui avesse vinto 10 mondiali, 10 Champions, 10 scudetti. Andrea Agnelli dovrà ricreare la stessa magia con i più giovani. La mia più bella vittoria nei miei dieci anni in bianconero è stata la promozione dalla B alla A. Una fantastica esperienza di vita. I tifosi ci consideravano degli eroi perché avevamo scelto di restare. Si sentiva stima, amore. E intorno a noi abbiamo visto crescere dei ragazzini che oggi sono dei grandi giocatori. Penso a Chiellini, a Marchisio. Se qualcuno credeva di ammazzare la Juve scaraventandola in Serie B allora ha proprio sbagliato tutto. Quell’esperienza ha reso ancora più grande il mondo Juve“.