Tag: gp cina

  • Alonso trionfa in Cina. Raikkonen e Hamilton a podio

    Alonso trionfa in Cina. Raikkonen e Hamilton a podio

    Fernando Alonso ha vinto la decima edizione del Gran Premio della Cina sul circuito di Shangai valevole per il terzo appuntamento del Mondiale 2013 di Formula 1. Lo spagnolo ha impiegato tre gare per ottenere il primo successo del 2013, riportando la Ferrari al successo dopo circa nove mesi, da un successo che mancava dal Gran Premio di Germania sul circuito di Hockenheim corso lo scorso luglio, ma quì in Cina è stato autore di una gara e una strategia veramente perfetta che gli hanno consentito di riscattare il disastroso GP della Malesia in cui aveva raccolto zero punti conquistando la vittoria numero 31 della carriera raggiungendo nella classifica di tutti i tempi un grande della Formula 1 come Nigel Mansell.

    L’asturiano ha messo le cose in chiaro sin dalla partenza scavalcando un incerto Raikkonen, rimasto piantato sulla propria casella e portando l’attacco al rivale di sempre Lewis Hamilton, che dopo pochi giri di gara è stato costretto a cedergli la posizione per un evidente calo dei suoi pneumatici Pirelli a mescola morbida. Ed è proprio questo il dato che fa impressione perchè Alonso ha martellato tempi inarrivabili per gli avversari dal primo all’ultimo giro e nonostante questo gli pneumatici non hanno mostrato segni di cedimento a dimostrazione di una Ferrari davvero ben bilanciata delicata sulle coperture mentre gli altri hanno pensato di risparmiare la gomma a discapito della prestazione. Con questa dimostrazione di forza il due volte campione del mondo ha dovuto soltanto gestire al meglio, senza neanche troppi problemi, il finale di gara per arrivare in solitaria al traguardo riavvicinandosi nuovamente alla vetta della classifica riaprendo il Mondiale.

    Fernando Alonso
    Fernando Alonso © Clive Mason/Getty Images

    Alle spalle dello spagnolo con un distacco abbondante hanno chiuso Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton che nonostante un ottimo risultato non sono mai stati in grado di impensierire seriamente la Ferrari numero 3. Il finlandese si è comunque difeso benissimo perchè dopo una partenza disastrosa che lo ha relegato dalla seconda alla quarta posizone alle spalle delle due Ferrari è stato abile a rimontare nonostante il danneggiamento dell’ala e del muso anteriore in un contatto con la McLaren di Perez durantte il valzer dei pit-stop. L’anglo-caraibicopuò recriminare per non aver saputo sfruttare al meglio la pole position ottenuta nelle qualifiche ma ha saputo limitare i danni con una Mercedes che ha mostrato ancora qualche problema nella gestione delle gomme. Per l’ex-pilota della McLaren anche qualche brivido finale dovuto alla grande rimonta di Sebastian Vettel che gli è arrivato vicinissimo grazie ad una strategia di gomme decisamente diversa, ma ciò non è servito a togliergli la soddisfazione del secondo podio consecutivo.

    Proprio Vettel non è incappato nella sua migliore giornata e ha sofferto tantissimo il Gran Premio cinese. Il tedesco ha provato a sovvertire il pronostico con una strategia diversa rispetto ai primi sette delle qualifiche ma ciò non è servito  a fargli agguantare per lo meno il podio che comunque è stato ad un passo fino all’ultima curva. E’ di consolazione il fatto di aver mantenuto la vetta solitaria della classifica del campionato ma la scarsa prestazione della RB9 deve cominciare a far riflettere il team anglo-austriaco perchè oggi si è dimostrata nettamente inferiore alle avversarie. A dimostrazione della non competitività della Red Bull il pessimo week-end del compagno di squadra Mark Webber, penalizzato prima dai commissari di gara che lo hanno retrocesso in ultima posizione dopo le qualifiche per essere rimasto senza benzina, e poi dai suoi meccanici che nel secondo cambio gomme si sono dimenticati di avvitargli il dado della ruota posteriore destra con conseguente ritiro e un brutto zero in classifica.

    Quinta posizione per Jenson Button, che ancora una volta ha salvato la faccia alla McLaren con una bella prestazione coronato con il quinto posto. Il pilota inglese ha nascosto ancora una volta le lacune tecniche di una Mp4-28 nata malissimo, oggi in versione B grazie agli aggiornamenti portati da Woking per questo week-end, con una strategia di gara veramente ottima che gli ha consentito di effettuare soltanto due soste e battagliare con i primi e alla fine il quinto posto finale è il giusto riconoscimento per la prestazione del campione del mondo 2009. Non si può dire altrettanto per il compagno di squadra Sergio Perez, ancora una volta anonimo e fuori dalla top-ten ad oltre un minuto dalla vetta.

    Gara sottotono invece per Felipe Massa che dopo una partenza fulmine aveva fatto sperare in un prosieguo di gara abbastanza incoraggiante. Dopo il primo pit-stop il brasiliano si è perso restando invischiato nella lotta per le posizioni di centro gruppo senza riuscire a replicare i tempi della prima metà di gara. Mentre si è tolto una bella soddisfazione Daniel Ricciardo che ha confermato con la Toro Rosso la settima posizione delle qualifiche chiudendo davanti alla Force India di Paul Di Resta e un sempre più deludente Romain Grosjean che non è andato oltre la nona posizione. Decimo posto per Nico Hulkenberg, anche lui autore di una bella gara condizionata dagli errori dei propri tecnici durante i pit-stop che lo hanno costretto a restare ai box più tempo del normale. Disastrosa la gara del compagno di squadra Esteban Gutierrez che ha speronato la Force India di Adrian Sutil ponendo fine alla gara di entrambi, cosi come per Nico Rosberg che per la seconda gara consecutiva è stato costretto al ritiro per problemi di affidabilità della W04.

    Il risultato finale di gara è stato per qualche minuto sub-judice poichè i commissari di gara hanno messo sotto la lente d’ingrandimento il comportamento di alcuni piloti che hanno utilizzato il DRS sotto regime di bandiere gialle. Tra questi c’erano Sebastian Vettel, Jenson Button, Mark Webber, Kimi Raikkonen e Romain Grosjean che tuttavia dopo essere stati ascoltati non hanno subito nessuna penalità e quindi il risultato finale di gara è stato confermato.

  • In Cina Hamilton sorprende tutti. Alonso terzo dietro Raikkonen

    In Cina Hamilton sorprende tutti. Alonso terzo dietro Raikkonen

    Il ruggito di Lewis Hamilton: nelle qualifiche del Gp della Cina il pilota inglese della Mercedes ottiene la sua prima pole con la scuderia tedesca, fermando il cronometro sull’1:34.484. Secondo sulla griglia di partenza c’è Kimi Raikkonen col tempo di 1:34.761, che ha la meglio per una manciata di decimi su Fernando Alonso, che partirà dunque in seconda fila affianco ad un altro pilota Mercedes, Nico Rosberg. Quinto partirà Massa, dietro di lui Romain Grosjean e in settima posizione scatterà un ottimo Daniel Ricciardo con la Toro Rosso. Ottavo tempo per Jenson Button su McLaren e Vettel, che non è sceso in pista durante la Q3 per risparmiare un treno di gomme morbide in vista della gara, partirà in nona posizione in una giornata dove le Red Bull hanno deluso e raccolto pochissimo, poichè anche il compagno Mark Webber naviga nelle retrovie: l’australiano, che inizialmente aveva ottenuto il quattordicesimo tempo, partirà in ultima posizione per la mancanza del quantitativo minimo di benzina e l’aria che si respira in casa Red Bull si fa sempre più pesante, con i due piloti che dopo le vicende di Sepang che li ha visti protagonisti, nonostante le scuse di facciata di Seb, faticano a parlarsi.

    Lewis Hamilton
    Lewis Hamilton © PETER PARKS/AFP/Getty Images

    A Shanghai le Mercedes si confermano veloci, così come era successo l’anno scorso con la prima fila conquistata da Rosberg e Schumacher, sorprendendo le Ferrari che nelle libere del venerdì avevano mostrato una certa superiorità soprattutto sul passo di gara. Fernando Alonso, che ha ottenuto il terzo tempo, è sembrato leggermente deluso dall’andamento delle qualifiche in quanto il potenziale espresso dalla F138 aveva fatto ben sperare in ottica pole position. Per lo spagnolo una piccola consolazione, quello di aver terminato una qualifica davanti al suo compagno di squadra Massa per la prima volta in stagione, con il brasiliano quinto a pochi decimi dai piloti di testa. Sempre in difficoltà le McLaren, che non vanno oltre l’ottavo posto di Button e il dodicesimo di Perez: il messicano finora è stato molto deludente, e il fatto di avere una macchina non competitiva come negli anni precedenti non può essere una scusante. Al contrario l’inglese, che si sta difendendo bene nonostante le difficoltà della monoposto, è sempre tra i più positivi sia in qualifica che in gara. Da sottolineare la grande qualifica di Daniel Ricciardo che piazza la sua Toro Rosso al settimo posto in griglia,

    Le qualifiche sul circuito cinese sono state condizionate dalle strategie in ottica gara, soprattutto sul risparmio degli pneumatici che su questo tracciato richiedono uno sforzo notevole, il che significa un maggiore grado di usura: le gomme morbide infatti, a detta di molti piloti, cominciano a creare problemi già dopo il primo giro, ed è per questo che Sebastian Vettel e Nico Hulkenberg nella Q3 hanno preferito sacrificare il loro giro di qualifica per partire con gomme dure che dovrebbero garantire una maggiore durata. Button invece ha stabilito il suo crono nell’ultima qualifica con le medesime gomme ma girando con un tempo altissimo (2:05.673).

  • F1, pagelle Gp Cina. La “prima” di Rosberg

    F1, pagelle Gp Cina. La “prima” di Rosberg

    La Cina ha accolto un nuovo vincitore, il terzo stagionale in altrettante gare: Nico Rosberg vince il suo primo Gran Premio in Formula 1 precedendo al traguardo le due McLaren di Jenson Button e Lewis Hamilton. Giù dal podio Mark Webber e il campione del mondio in carica Sebastian Vettel, Fernando Alonso solo nono. Le pagelle ai protagonisti del GP della Cina 2012.

    Rosberg 10 e lode: dopo 111 gare e alla sua settima stagione Nico Rosberg, dopo tante fatiche e sofferenze, riesce finalmente a bagnare la sua prima vittoria in Formula 1 dopo che nelle qualifiche era riuscito anche a conquistare la sua prima pole position in carriera. Una gara condotta quasi sempre in testa (primato perso solo temporaneamente durante la girandola dei pit stop), il 10 e lode era inevitabile per il figlio di Keke, campione del mondo nel 1982, differente dal padre nello stile di guida (più pulito e ragioniere Nico, più aggressivo e impulsivo Keke). Ha il merito di aver riportato sul gradino più alto del podio la Mercedes (come costruttore, ndr), facendolo prima di quel Michael Schumacher sul quale la scuderia di Stoccarda aveva puntato tutte le proporie fiches. Il nuovo che avanza.

    Button 8: ad un certo punto della gara sembrava potesse insidiare il primato di Rosberg ma un problema ai box durante l’ultimo pit stop non gli ha dato l’opportunità di giocarsela fino in fondo con il tedesco. Deve accontentarsi della piazza d’onore e di aver terminato ancora una volta davanti al compagno di team  Hamilton.

    Hamilton 7.5: tradito dal cambio giovedì prima delle libere, la penalità che gli ha fatto perdere 5 posizioni in griglia relegandolo in quarta fila gli ha compromesso la gara. Forse avrebbe potuto lottare per qualcosa di più, magari fare meglio del compagno di team Button, chi lo sa, il quale in gara però riesce a girare con tempi inferiori. Tre gare, due pole position ma tre terzi posti che lo proiettano, vista questo primo scorcio di stagione incerto con tre vincitori diversi nelle prime tre gare, in cima alla classifica iridata.

    Webber 7: è la seconda volta che gli capita di precedere Vettel, roba che non si vedeva da parecchio tempo; ma se in Malesia Vettel aveva avuto problemi per una foratura dello pneumatico terminando fuori dalla top ten, ieri l’autrsliano ha avuto la meglio nel duello “corpo a corpo” superando il tedesco bicampione del mondo.

    Nico Rosberg © MARK RALSTON/AFP/Getty Images

    Vettel 6.5: dov’è finito il divoratore di vittorie dell’ultimo anno? Forse sta pagando una Red Bull inferiore a McLaren e Mercedes? Da quello che si è visto in Cina la Red Bull è stata sullo stesso piano di Lotus e Williams, ragion per cui o Lotus e Williams sono sullo stesso livello delle big o è la Red Bull che non è più la vettura perfetta che ha sbaragliato la concorrenza nell’ultima stagione. Propendiamo per ques’ultima opzione. Ed evidentemente il campioncino tedesco per vincere ha bisogno di una vettura più performante dell’attuale. Pessima la sua qualifica, 11esimo, rimonta e porta a casa un quinto posto che non è quello che ci aspettiamo.

    Senna 8: Bruno non solo fa un ottimo settimo posto ma riesce a stare davanti al compagno di team Maldonado con una Williams rinata dai flop degli ultimi anni e tornata a fare buoni risultati. Ciliegina sulla torta il brasiliano e il venezuelano riescono a mettersi dietro Fernando Alonso.

    Alonso 5.5: purtroppo per lui non è arrivata la pioggia in suo soccorso che gli ha consentito di vincere in Malesia, la Ferrari attualmente è lontana anni luce dalle vetture migliori ma è anche vero che ieri lo spagnolo ha commesso un errore evitabile mentre si trovava in lotta con le Williams.

    Raikkonen 7.5: ha rischiato di salire addirittura sul podio, la vettura era ben sistemata, equilibrata nelle curve e veloce tant’è che nella prima parte di gara Hamilton, nonostante avesse il vantaggio della scia, non riusciva a sfruttarla al meglio per avvicinarsi ed effettuare il sorpasso. Nel finale esce di traiettoria raccogliendo tanto sporco sui suoi pneumatici, degradandoli quel tanto che basta per farlo scivolare dalla seconda posizione alla 14esima.

    Schumacher 9: la sua gara dura 12 giri, giusto il tempo per far vedere che con una vettura all’altezza può dire la sua anche a 43 anni. Parte secondo e mantiene la posizione fino al primo pit stop quando un meccanico non avvitandogli bene il bullone dello pneumatico costringendolo al ritiro dopo poche centinaia di metri. Sfortunato.

  • F1, Rosberg vince a Shangai davanti a Button e Hamilton. Solo 9° Alonso

    F1, Rosberg vince a Shangai davanti a Button e Hamilton. Solo 9° Alonso

    Nico Rosberg vince il terzo appuntamento del Mondiale 2012 di Formula 1 sul circuito di Shangai, teatro del Gran Premio della Cina. Il pilota tedesco, dopo aver conquistato la prima pole della carriera nelle qualifiche, bissa il risultato positivo di sabato andando a vincere il suo primo Gran Premio dopo 111 gare all’attivo (inclusa quella di oggi), regalando alla Mercedes il ritorno al successo come costruttore dopo 57 anni, ultimo quello del cinque volte campione del mondo Juan Manuel Fangio sul circuito di Monza, GP d’Italia.

    Con la vittoria di oggi la Cina ha regalato al campionato il terzo vincitore diverso su altrettante gare disputate, il che fa presagire ad un mondiale sicuramente più equilibrato rispetto agli ultimi anni. A dimostrazione di ciò è stata emozionante ed esaltante la lotta finale che ha coinvolto fino ad un certo punto ben sei piloti, tutti racchiusi nel giro di un secondo ed in lotta per la seconda posizione, alle spalle di un Rosberg che aveva già fatto il vuoto e che non vedeva l’ora di tagliare il traguardo per portare a casa i suoi primi 25 punti mondiali.

    Alla fine l’ha spuntata Jenson Button, che però deve appellarsi alla sfortuna per essere rimasto bloccato ai box nel suo terzo e ultimo pit-stop oltre il tempo limite per un problema nel montaggio della ruota posteriore sinistra, senza il quale avrebbe potuto insidiare sicuramente la posizione di Rosberg che dopo la sua seconda e ultima sosta era ritornato davanti a lui per una decina di secondi. Cosi l’inglese è stato costretto a rientrare nel gruppetto e ad abbandonare i sogni di gloria, lasciando al tedesco la possibilità di risparmiare gli pneumatici e di involarsi da solo al traguardo.

    Terza posizione per l’altra McLaren di Lewis Hamilton, che si consola con il terzo gradino del podio che lo lancia inesorabilmente in vetta alla classifica mondiale in attesa del prossimo appuntamento. Il team di Woking non ha sicuramente sfruttato in questi primi tre GP tutto il potenziale e la miglior condizione rispetto ai rivali ma al momento è sicuramente la vettura che sta meglio e raggiungerla in vetta alla classifica non sarà di certo facile.

    Nico Rosberg © Ker Robertson/Getty Images

    Anche perchè la Red Bull sembra faticare più del previsto ma è comunque riuscita a salvare la faccia grazie alla quarta posizione di Mark Webber e alla quinta di Sebastian Vettel, che comunque ha rimontato dalla 11esima posizione e che avrebbe potuto raccogliere anche di più se non avesse dovuto arrendersi al calo di prestazione degli pneumatici nel finale e cedere la posizione prima a Button e poi nell’arco degli ultimi due giri ad Hamilton e Webber, che deve dirsi fortunato per essere decollato soltanto a metà dopo un’uscita di pista al 40esimo giro nella curva 13, prima del lungo rettilineo antecedente il traguardo.

    Alle spalle del tedesco bicampione del mondo troviamo la Lotus di Romain Grosjean, che ha portato a casa qualche punticino prezioso dopo che il team di Enstone aveva assaporato la possibilità di conquistare la seconda posizione con Kimi Raikkonen, che ha improvvisamente ceduto nel finale a causa del degrado delle gomme e che lo ha relegato in 14esima posizione. Buona comunque la prestazione del finlandese che fino a quando ha potuto ha lottato da vero guerriero per difendere la sua posizione.

    Cosi come è eccellente la prestazione delle due Williams di Bruno Senna e Pastor Maldonado, entrambe a punti nei primi dieci della classifica e apparse molto competitive e vicine ai team di testa. Sicuramente davanti alla Ferrari, che sta attraversando un periodo a dir poco nero. Non bastano i miracoli di Fernando Alonso, e alla fine la tanto attesa pioggia proclamata dallo spagnolo e che avrebbe potuto rimescolare le carte non è arrivata, e addirittura le temperature piuttosto basse del circuito cinese hanno fatto riemergere i soliti problemi della Rossa nel portare a giusta temperatura gli pneumatici. Cosi il risultato non poteva essere che deludente, con Alonso che anzi si è difeso bene fin quando ha potuto ma non riuscendo ad evitare la nona posizione finale, e Felipe Massa che ancora una volta chiude il suo score personale con uno zero in classifica, e con la 13esima posizione finale.

    Al contrario la prestazione delle Sauber, dimostraesi validissime sul giro secco in qualifica ma che hanno perso di consistenza sul passo di gara. Kamui Kobayashi riesce comunque a chiudere nella top-ten, anche se partiva dalla terza posizione, Sergio Perez, dopo la bella gara della Malesia, chiude in 11esima posizione.

    Peggio è andata a Micheal Schumacher che avrebbe potuto sicuramente lottare, se non per la vittoria, almeno per il podio, ma che è stato abbandonato sul più bello dai suoi meccanici che al primo pit-stop, al 12esimo giro, hanno dimenticato di avvitargli il dado della ruota anteriore destra costringendolo ad un ritiro che, vista la competitività della Mercedes, gli lascia l’amaro in bocca.

     

     

  • Rosberg in pole, Schumi 2°. Prima fila Mercedes, male Vettel

    Rosberg in pole, Schumi 2°. Prima fila Mercedes, male Vettel

    Nico Rosberg conquista la pole position del Gran Premio di Cina sul circuito di Shangai che domenica ospiterà il terzo appuntamento extraeuropeo della stagione 2012. Il tedesco della Mercedes firma la sua prima pole position in carriera dopo ben 110 gare nel circus stampando un incredibile giro nella Q3 fermando il cronometro sul tempo di 1:35.121 che non ha lasciato diritto di replica agli avversari. Risultato storico per la casa dalla stella a tre punte che come costruttore non piazzava una monoposto davanti a tutti sulla griglia di partenza da ben 57 anni, dal lontano 1955.

    Il pilota che più si è avvicinato alla prestazione di Rosberg nelle qualifiche è stato Lewis Hamilton, che era anche stato il più veloce nelle terze e ultime libere del mattino, ma che di fatti si è fermato a ben mezzo secondo dalla vetta con il tempo di 1:35.626. Ma a causa della sostituzione del cambio della sua McLaren l’inglese sarà retrocesso in griglia di 5 posizioni, e quindi domani scatterà dalla quarta fila in settima posizione dietro la piazza del suo compagno di squadra Jenson Button.

    Proprio per questo motivo la prima fila di domani sarà colorata di verde-argento visto che Michael Schumacher scalerà dalla terza alla seconda posizione e partirà di fianco al suo compagno di squadra per una prima fila tutta Mercedes. La vettura tedesca si dimosta ancora una volta velocissima sul giro secco grazie anche al sistema F-duct, giudicato regolare nei giorni scorsi dalla Fia, che viene azionato non appena viene innescato nei tratti veloci il DRS, il dispositivo dell’ala mobile, anche se il tratto di pista in cui Rosberg ha fatto la differenza è stato quello centrale e quindi in quello guidato. Ma i problemi per il team tedesco potrebbero cominciare da domani quando il dispositivo, a differenza delle qualifiche, potrà essere azionato soltanto una volta e in più i due piloti tedeschi dovranno fare ancora i conti con l’eccessivo consumo degli pneumatici Pirelli, problema che come confermano nel box ancora non sembra essere stato risolto.

    Nico Rosberg © PETER PARKS/AFP/Getty Images

    Alle spalle delle due Mercedes partirà la Sauber di Kamui Kobayashi che grazie ad un ultimo giro perfetto è riuscito a sopravanzare di appena un decimo il finlandese della Lotus Kimi Raikkonen. Mentre dalla terza fila scatteranno Jenson Button e Mark Webber, che potranno pensare al colpaccio in gara grazie ad una migliore gestione di gara rispetto agli altri.

    Detto di Hamilton, che sarà scalato in settima posizione, in ottava troviamo l’altra Sauber di Sergio Perez, reduce dalla fantastica gara della Malesia che per poco non gli consegnava la vittoria, proprio ai danni di Fernando Alonso che domani partirà alle sue spalle. Lo spagnolo è riuscito ancora una volta a limitare i danni riuscendo ad entrare nella Q3 anche se i distacchi di tutte le vetture sembrano essere notevolmente diminuiti. Chiude la top-ten il francese della Lotus Romain Grosjean che non ha effettuato nessun giro nella Q3 per risparmiare un set di gomme morbide per la gara.

    Sorpresa in negativo della qualifica cinese è l’assenza dai migliori dieci piloti del campione del mondo in carica Sebastian Vettel, che manca all’appuntamento della lotta alla pole dopo ben 41 Gran Premi. Il tedesco non è riuscito ad andare oltre l’11esima posizone vedendosi eliminato già nella Q2. Alle sue spalle partirà l’altra Ferrari di Felipe Massa, che ora sembra aver accorciato le distanze almeno dal suo compagno di squadra a soli tre decimi.

    La sorpresa di domani invece potrebbere essere l’arrivo della pioggia. Dopo le libere della mattina svoltesi sotto il sole, sono infatti arrivati dei nuvoloni che hanno coperto il cielo di Shanghai e che hanno minacciato per tutto il tempo lo svolgimento delle qualifiche. Un’eventuale gara su pista baganata potrebbe rimescolare le carte e regalarci una corsa emozionante come quella vista a Sepang.

  • F1, a Shanghai libere a Hamilton e Schumacher

    F1, a Shanghai libere a Hamilton e Schumacher

    Nelle prime prove libere del Gran Premio della Cina volano la McLaren di Hamilton e la Mercedes di Schumacher. Con la pioggia che ha bagnato l’asfalto del tracciato di Shanghai, ma che è andato progressivamente asciungandosi solo sul finale di sessione, il pilota anglo-caraibico ha staccato il miglior tempo nelle prove della mattina fermando il cronometro sull’1:37.106 al termine dei soli 7 giri effettuati in pista lasciando tra sè e il più immediato inseguitore Nico Rosberg un secondo pieno di distacco che a sua volta ha preceduto il compagno di box Michael Schumacher, entrambi hanno compiuto il doppio dei giri del pilota Mclaren che, ricordiamo, domani perderà 5 posizioni in griglia per aver sostituito il cambio sulla sua vettura.

    Immediatamente dietro si piazzano le due Sauber e le due Red Bull, il grande protagonista di Sepang Perez ha staccato il quarto tempo precedendo Kobayashi, Webber e il campione del mondo in carica Vettel. Chiudono la top ten Button, e le Toro Rosso di Ricciardo e Vergne. Male le Ferrari che chiudono le prime libere in 11esima e 12esima posizione rispettivamente con Alonso e Massa a 3 secondi dal leader.

    Se è vero che la prima sessione non è stata molto indicativa causa condizioni meteorologiche, lo stesso non vale per la seconda che si è svolta su pista asciutta: a svettare è stato Michael Schumacher con una Mercedes W03 molto competitiva e che ha ricevuto proprio ieri l’ok dalla FIA in merito al reclamo presentato dalla Lotus per il contestato sistema F-Duct, dichiarato regolare dal momento che il dispositivo non richiede l’intervento manuale del pilota come invece si doveva fare nella passata stagione. Ora tutti cercheranno di “copiare” il sistema messo a punto dalla Mercedes. Il Kaiser è stato l’unico a scendere sotto il muro dell’1:36 concludendo le prove pomeridiane con il tempo di 1:35.973. Ad un soffio dal sette volte campione del mondo Lewis Hamilton, staccato di 172 millesimi mentre ottima è stata anche la sessione di Vettel a 15 millesimi dal pilota inglese della McLaren. La Red Bull è sembrata a posto e capace domani di lottare per la pole position.

    Michael Schumacher © LIU JIN/AFP/Getty Images

    Quarto posto per l’altra “lattina volante” guidata da Webber che ha preceduto Rosberg con Button che, a guardare i tempi, si è concentrato più sul passo gara che a trovare la prestazione sul giro secco, fattore questo che implica come il pilota inglese sia assolutamente sicuro della sua vettura e favorito per la pole position domani dal momento che l’unico in grado di contendergli la pole, ovvero il compagno di team Hamilton, è fuori dai giochi a causa della penalità che dovrà scontare in qualifica.

    Alonso chiude la top ten chiudendo la giornata a un secondo e tre decimi dalla vetta e in decima posizione, Massa fa addirittura peggio rispetto alla prove della mattina piazzandosi in 17esima posizione preceduto dalle Lotus di Raikkonen e Grosjean, che non hanno brillato, dalle Toro Rosso di Vergne e Ricciardo, dalla Sauber di Perez e dalla Williams di Maldonado. La Ferrari, come era facilmente prevedibile, faticherà molto in qualifica, gli uomini del Cavallino sperano di fare meglio in gara, magari invocando l’arrivo della pioggia per domenica che potrebbe far ripetere l’exploit di Sepang.

  • La F1 in Cina, Alonso “Difficile ripetersi”. Hamilton penalizzato

    La F1 in Cina, Alonso “Difficile ripetersi”. Hamilton penalizzato

    Dopo la pausa di tre settimane che ha fatto “rifiatare” piloti e team per l’impegno ravvicinato in Australia e Malesia, la Formula 1 sbarca in Cina dove domenica sul circuito di Shanghai si correrà il terzo appuntamento stagionale del Mondiale. La vittoria, a dir la verità giunta un pò per caso e un pò per la bravura del pilota in condizioni di pista difficili, di Alonso a Sepang ha consentito alla scuderia Ferrari di lavorare con un pizzico di tranquillità in più e alleggerito la pressione anche se il ritardo che la Rossa accusa da Red Bull, ma soprattutto McLaren, è ancora consistente come confermano sia il pilota spagnolo sia il dt Pat Fry.

    ALONSO NON SI FA ILLUSIONI – Il due volte campione del mondo e leader della classifica iridata sa che le chance di vittoria a Shanghai sono davvero striminzite nonostante Fernando sappia nascondersi bene prima di ogni week-end. Questa volta il meteo non dovrebbe aiutare gli uomini del Cavallino dal momento che per il fine settimana si prevede sì tempo nuvoloso ma non si attende quella pioggia che in Malesia ha esaltato la doti di guida di Alonso che sull’asciutto fatica a trovare il ritmo e la prestazione suol giro secco. Il gap dai top team, come conferma Pat Fry, è ancora elevato e di poco inferiore al secondo, inoltre la mancanza di novità tecniche per questo Gran Premio, anche se la Ferrari si presenterà con alcuni aggiornamenti aerodinamici, non rende per niente agevole il compito di Alonso che dovrà, come gli capita ormai da qualche periodo a questa parte, limitare i danni e continuare a portare più punti possibili a Maranello in vista di tempi migliori e di una vettura più performante.

    Fernando Alonso © MARK RALSTON/AFP/Getty Images

    HAMILTON PENALIZZATO – La notizia più importante prima di affrontare il week-end cinese è la penalizzazione odierna inflitta ad Hamilton che perderà, a qualifica conclusa, 5 posizioni in griglia per la sostituzione del cambio sulla sua McLaren che resta comunque la vettura favorita per la pole position. L’anglo-caraibico, autore di entrambe le pole nei primi due GP, a Shanghai dovrà fare una gara in rimonta mentre Jenson Button, che si era affermato con autorità a Melbourne, vorrà riscattare la travagliata gara di Sepang che lo ha visto fuori dalla zona punti. Il tracciato cinese, con i suoi rettilinei e i suoi curvoni veloci che favoriscono l’aerodinamica, sembra calzare a pennello alla Freccia d’Argento che qui è salita sul gradino più alto del podio nelle ultime due edizioni.

    MCLAREN VS RED BULL – In Cina però si attende la reazione della Red Bull, macchina perfetta nelle due ultime stagioni, che quest’anno pare aver perso la sua imbattibilità: la vettura campione del mondo in carica si comporta meglio in gara piuttosto che in qualifica, Vettel sembra tornato essere umano dopo aver stradominato l’anno passato, Webber non è riuscito ancora a salire sul podio. Vedremo se la pausa ha portato benefici all’interno della scuderia austriaca per portarsi sullo stesso livello della McLaren. I bookmakers quotano la vittoria di Button a 3.00 e quella di Hamilton, dopo l’inconveniente sulla sua vettura, a 5.00; in mezzo ai due piloti McLaren si piazza Vettel (4.50) mentre un eventuale successo di Alonso viene pagato 10 volte la posta giocata. Da tenere d’occhio Mercedes e Lotus che in qualifica vanno fortissimo, Schumacher e Rosberg da un lato e Raikkonen e Grosjean dall’altro proveranno ad inserirsi nella lotta per le prime due file e per salire sul podio.

    IL PROGRAMMA – Si parte domani con le prime libere alle 4 del mattino ora italiana seguita dalla seconda sessione alle 8:00. Sabato mattina terza e ultima sessione di libere all’alba che precedono la qualifica prevista alle 8:00 (le 14:00 locali) mentre la gara scatterà domenica alle 9 del mattino quando in Cina saranno le 3 del pomeriggio.

  • Ferrari, strategia fallimentare in Cina

    Ferrari, strategia fallimentare in Cina

    Ancora una volta, cosi come era già successo in Australia e in Malesia in questa stagione, la brutta gara delle due Ferrari coincide con una strategia di gara non perfetta per quanto riguarda la gestione delle gomme.
    Il team ha adottato una strategia a due pit-stop per entrambi i piloti, cosi come Sebastian Vettel che alla fine si è ritrovato con le gomme alla frutta e ha dovuto cedere la vittoria a Lewis Hamilton a pochi giri dalla fine, e, mentre all’inizio pareva funzionare con Massa e Alonso a lottare per le prime posizioni, alla fine si è rivelata un vero e proprio flop.

    Nel box i pareri sono divisi. Domenicali imputa i problemi della Ferrari allo scarso rendimento in qualifica, punto chiave di questo mondiale di F1. In effetti le prestazioni della Rossa sembrano trasformarsi dalla qualifica alla gara, e se in qualifica entrambe le vetture beccano oltre 1″ da Red Bull e McLaren, è anche vero che in gara il gap non è poi cosi ampio. Fernando Alonso e Felipe Massa sono d’accordo nel dire che la strategia di gara è si fondamentale, ma se non hai una vettura che ti consente di lottare per la vittoria finale non è importante fare due o tre soste. La strategia attuata oggi era stata pensata perchè fosse la migliore strategia possibile, ma non ha dato i frutti sperati.
    C’è da migliorare, e in fretta, sfruttando al meglio la pausa di due settimane che ci sarà da qui al Gran Premio di Turchia. Le possibilità ci sono, considerando anche il lavoro svolto dalla McLaren che ha portato la vettura a migliorarsi in poco tempo, in palese difficoltà nei test, e attualmente unica possibile rivale della Red Bull nella lotta al titolo.

  • F1: in Cina Hamilton spezza il dominio di Vettel

    F1: in Cina Hamilton spezza il dominio di Vettel

    Lewis Hamilton trionfa meritatamente nel GP di Cina, terza prova del mondiale di Formula 1. Sul circuito di Shangai il pilota inglese mette in fila tutti al termine di una gara resa entusiasmante dal degrado delle gomme che hanno movimentato le strategie di gara.
    E’ stato questo infatti il leitmotiv della gara. Hamilton è riuscito a sfruttare al meglio i treni di gomme a disposizione attuando una strategia completamente differente dagli avversari, e questo gli ha permesso a pochi giri dalla fine di avvicinare, superare e salutare Vettel, andando a tagliare il traguardo indisturbato spezzando un dominio che durava da troppo tempo. Per l’inglese si tratta della prima vittiroria in stagione e la 15esima in Formula 1.

    Appunto, Vettel. Il campione del mondo in carica per la prima volta quest’anno ha avuto delle difficoltà con la sua vettura. Scattato male in partenza, sverniciato a velocità supersonica dalle McLaren, il tedesco ha avuto dei problemi anche con le comunicazioni ai box, e forse anche per questo che attua male la sua strategia, credendosi troppo forte e troopo fiducioso di poter compiere 25 giri con le gomme dure, che oggi come in Malesia, rendevano meno delle gomme morbide (vedi recupero di Webber con gomme morbide). Tuttavia non è andata male al tedeschino, che riesce a conservare la seconda posizione finale e un ampio margine in classifica generale sul vincitore di giornata.

    Al terzo posto, come già anticipato, uno straordinario Mark Webber, che a cui va una nota di merito. L’australiano, partito 18esimo per un errore del suo team ieri in qualifica, è il protagonista, assieme ad Hamilton, di giornata, avendo realizzato un numero impressionante di sorpassi che gli hanno consentito di arrivare sul gradino più basso del podio neanche troppo lontano dal compagno di squadra. Webber ha sfruttato al meglio la strategia che gli ha permesso di terminare la gara con le gomme morbide, che oggi rendevano e duravano più di quelle dure.
    Alle spalle dell’australiano Jenson Button , che viene beffato proprio all’ultimo giro dal pilota della Red Bull. La gara dell’inglese è stata comunque ricca di errori, e la sua gestione degli pneumatici non è stata impeccabile. Scattato bene in partenza, conquista subito la prima posizione, ma rientrando ai box commette un errore a dir poco carnevalesco fermandosi sulla piazzola di sosta della Red Bull. Questo errore gli fa perdere tanti secondi rientrando dietro Vettel all’uscita dalla pit. E’ comunque bravo a guadagnarsi la terza posizione negli ultimi giri superando Rosberg e Massa, ma Webber gli toglie la gioia del podio.

    Gara più che positiva per la Mercedes di Nico Rosberg. Il tedesco sfrutta bene la sua strategia, rientrando per primo ai box prima del decadimento prestazionale delle gomme Pirelli. Da quel punto in poi gara gestita benissimo dal tedesco, che è anche riuscito a tornare in testa ad un Gran Premio, esattamente un anno dopo l’ultima volta e sempre nello stesso GP di Cina che evidentemente porta bene al pilota della Mercedes. La sua quinta posizione dimostra che la casa di Stoccarda sta facendo progressi e le nuove componenti aerodinamiche potrebbero dare i frutti sperati per il salto di qualità. Intanto l’obiettivo primario per questa gara è stato portato a termine, e cioè chiudere davanti alla Ferrari.

    Ferrari che ancora una volta mostra i suoi limiti e tutte le difficoltà di questo inizio campionato. Il team di Maranello attua la stessa startegia per entrambi i piloti, che all’inizio sembra essere favorevole, con Massa e Alonso nelle prime posizioni, ma poi non paga come dovrebbe a causa del decadimento degli pneumatici a mescola dura. L’errore startegico costa caro alle due Rosse che con soli due pit-stop chiudono in sesta e settima posizione.
    Alonso viene insidiato fino all’ultima curva dall’altra Mercedes di Michael Schumacher, ma lo spagnolo riesce a difendere la sua settima posizione. Dunque il tedesco termina in ottava prestazione, lontano dal suo compagno di team e ancora una volta battuto.

    Lontanissimi, a quasi un minuto dalla vetta, la Renault di Vitaly Petrov e la Suaber Ferrari di Kamui Kobayashi, che chiudono la top ten. Il pilota giapponese ha corso per tutta la gara con un apertura sul musetto causata da un duello nelle primissime battute con la Renault di Petrov, ma è comunque riuscito a terminare la sua gara senza sostituirlo.

    Chi invece non deve essere soddisfatto di questa gara, anche guardando la bella prestazione nelle qualifiche di ieri, è la Toro Rosso. Il team di Faenza deve fare mea culpa avendo provocato il ritiro del pilota spagnolo Jaime Alguersuari che dopo soli 12 giri perde lo pneumatico avvitato male durante il primo pit-stop.
    Sebastian Buemi non realizza una gara entusiasmante e chiude in 14esima posizione.

    Obiettivo raggiunto invece per le HRT di Liuzzi e Karthikeyan. Entrambi i piloti riescono a tagliare il traguardo cosi come le due Virgin di D’Ambrosio e Glock.
    Il nostro Jarno Trulli chiude in 19esima posizione, battuto dal compagno Heikki Kovalainen, 16esimo.

    Ordine d’arrivo

    Pos. Pilota Team Tempo
    1. HAMILTON McLAREN MERCEDES 1h36:58.226
    2. VETTEL RED BULL RENAULT +5.198
    3. WEBBER RED BULL RENAULT +7.555
    4. BUTTON McLAREN MERCEDES +10.000
    5. ROSBERG MERCEDES +13.448
    6. MASSA FERRARI +15.840
    7. ALONSO FERRARI +30.662
    8. SCHUMACHER MERCEDES +31.206
    9. PETROV RENAULT +57.404
    10. KOBAYASHI SAUBER FERRARI +1:03.273
    11. DI RESTA FORCE INDIA MERCEDES +1:08.757
    12. HEIDFELD RENAULT +1:12.739
    13. BARRICHELLO
    WILLIAMS COSWORTH +1:30.189
    14. BUEMI
    TORO ROSSO FERRARI +1:30.671
    15. SUTIL
    FORCE INDIA MERCEDES +1 GIRO
    16. KOVALAINEN LOTUS RENAULT +1 GIRO
    17. PEREZ
    SAUBER FERRARI +1 GIRO
    18. MALDONADO
    WILLIAMS COSWORTH +1 GIRO
    19. TRULLI
    LOTUS RENAULT +1 GIRO
    20. D’AMBROSIO
    VIRGIN COSWORTH +2 GIRI
    21. GLOCK
    VIRGIN COSWORTH +2 GIRI
    22. KARTHIKEYAN
    HISPANIA COSWORTH +2 GIRI
    23. LIUZZI
    HISPANIA COSWORTH +2 GIRI
    24. ALGUERSUARI
    TORO ROSSO FERRARI RIT

    • CLASSIFICA PILOTI E COSTRUTTORI
    • LE PAGELLE
  • Webber in crisi, la Red Bull lo boicotta?

    Webber in crisi, la Red Bull lo boicotta?

    La qualifica del Gran Premio della Cina ha ancora una volta evidenziato il doppio potenziale della Red Bull. Se da una parte troviamo un Sebastian Vettel raggiante (ma non troppo), fresco di terza pole consecutiva in altrettante qualifiche disputate in questa stagione, l ‘altra parte del box mostra un Mark Webber visibilmente deluso a causa degli scarsi risultati ottenuti non solo nella qualifica odierna terminata nella Q1 con il 18esimo tempo, davanti soltanto alle Lotus, le Virgin e le HRT, team che lottano per rientrare nel 107% per prendere parte almeno alla gara, ma nel complessivo di queste prime tre gare iniziali.

    L’australiano è stato tradito dal team, che ha scelto di mandarlo in pista nel suo secondo run in Q1 con gomme dure, mentre gli avversari, scendendo in pista con gomme morbide, realizzavano tempi migliori relegandolo nelle ultime posizioni. A dire il vero questa non dovrebbe essere una scusante, poichè il potenziale della RB7 è tale da permettere di essere veloci, o almeno più veloci di team minori, sia con gomme dure che con gomme morbide. Si è vero, una giornata storta può capitare a chiunque, ma quello che fa pensare è che in questa stagione, e siamo soltanto alla terza gara, a Webber è capitato troppo spesso, sia in gara che in qualifica. Al contrario di quanto accade al compagno Vettel, perfetto in qualsiasi condizione, con gomme morbide o dure che siano, magistrale nel gestire la sua vettura. Nelle sue mani la Red Bull appare perfetta, mentre quella dell’australiano sembra essere nervosa e poco veloce. Il gesto di stizza nel suo box, dopo aver effettuato le verifiche di rito alla vettura, indica che il rapporto con il team ormai si sia danneggiato irreparabilmente. Non è un mistero infatti, che Chris Horner voglia affiancare al campione del mondo tedesco un pilota più giovane, e in questo senso nei giorni scorsi si sono fatti i nomi di Rosberg e addirittura quello di Lewis Hamilton, autocandidatosi al volante di un’auto vincente. Insomma tra la Red Bull e Mark Webber stavolta tira proprio aria di addio.