Tag: Ezequiel Schelotto

  • L’Atalanta da big, il Novara protesta. Pagelle e Video

    L’Atalanta da big, il Novara protesta. Pagelle e Video

    La penalizzazione paradossalmente è servita all’Atalanta per caricarsi ulteriormente e iniziare la stagione con il piede schiacciato sull’acceleratore tanto da raggiungere il record di punti della società in avvio di stagione. Senza il fardello del -6 infatti la Dea questa sera comanderebbe la classifica in solitaria con ben 10 punti.

    Schelotto ©Marco Luzzani/Getty Images
    Colantuno prepara bene la partita dando continuità e pressione al sempre positivo Novara. Il match può esser diviso in due parti, i primi settanta minuti di marca orobica con Schelotto autentico mattatore sulla fascia destra e autore di un gol e di un palo. Il raddoppio è opera dell’ottimo Cigarini. Nella seconda parte esce fuori l’orgoglio del Novara che accorcia con Porcari e protesta per una decisione arbitrale che strozza la gioia del pari a Granoche in pieno recupero. PAGELLE Schelotto: 8 In molti dopo averlo esaltato erano pronti a condannarlo con la stessa facilità. Colantuono gli ha dato fiducia e in poco tempo è diventato un punto di forza della Dea. Prezioso. Porcari: 6,5 E’ prezioso il suo lavoro in mediana, segna il primo gol in serie A. Denis: 6,5 Questa volta non segna ma è utilissimo alla squadra. Cigarini: 7 Insieme a Denis è la seconda scommessa di Marino. Geometria e qualità a servizio della Dea e il gol della tranquillità. Morimoto: 5 Contro l’Inter il suo lavoro era stato prezioso, quest’oggi non riesce ad incidere. IL TABELLINO ATALANTA-NOVARA 2-1 34′ Schelotto (A), 14′ st Cigarini (A), 44′ st Porcari (N) Atalanta (4-4-2): Consigli 6; Masiello 6, Capelli 6,5, Manfredini 6,5, Bellini 6; Schelotto 8 (20′ st Bonaventura 6,5), Cigarini 7, Brighi 6,5, Padoin 6; Gabbiadini 6(17′ st Moralez 5,5), Denis 6,5 (35′ st Tiribocchi sv). A disp.: Frezzolini, Caserta, Ferri, Raimondi. All.: Colantuono Novara (4-3-1-2): Ujkani 5,5; Dellafiore 6, Lisuzzo 5,5, Paci 5, Gemiti 4,5; Porcari 6,5, Radovanovic 5 (13′ st Giorgi 6), Rigoni 6; Mazzarani 5 (23′ st Granoche 6); Meggiorini 5, Morimoto 5 (16′ st Jeda 6). A disp.: Fontana, Ludi, Morganella, Pesce. All.: Tesser Arbitro: Ostinelli Ammoniti: Capelli, Brighi, Cigarini, Masiello (A); Radovanovic (N) Espulsi: nessuno [jwplayer config=”15s” mediaid=”97855″]

  • Schelotto, Lodi e Bergessio: tris di Lo Monaco

    Schelotto, Lodi e Bergessio: tris di Lo Monaco

    Il Catania lascia partire capitan Giuseppe Mascara verso Napoli ma il il ds Lo Monaco riesce comunque a compiere tre importanti colpi di mercato per far alternative a Simeone.

    Dal Frosinone nel pomeriggio arriva Francesco Lodi mentre vicino alla sirene riesce a prender Gonzalo Bergessio dal Saint Etienne in prestito con diritto di riscatto e Matias Eziequel Schelotto in prestito secco dall’Atalanta.

    Con Schelotto e Bergessio aumenta ulteriromente la colonia argentina del Catania ma con Simeone in panchina può esser solo un vantaggio in termini di carattere e comprensione.

  • La Juve suda e vince contro un ottimo Cesena

    La Juve suda e vince contro un ottimo Cesena

    Partita dal risultato bugiardo quella tra Juventus e Cesena, con i romagnoli che partono benissimo e dopo solo 10 minuti di gara passano in vantaggio con Jimenez, dopo un’ottima azione corale iniziata con un assist al bacio di Giaccherini sulla testa di Schelotto,  che colpisce male ma riesce comunque a servire il cileno per l’ 1-0.

    La Juventus soffre molto le rapide incursioni dei trequartisti romagnoli, ma un Del Piero in grandissimo spolvero tiene bene palla, con dribbling sontuosi e aiuta la squadra a rimanere alta. Al 20′ ci prova Aquilani, con una sventola da fuori che impegna severamente Antonioli. Al minuto 29 la svolta del match: su un cross di Del Piero, Pellegrino trattiene in area Bonucci e l’arbitro Romeo non esita un secondo a comminare la prima ammonizione al difensore del Cesena e a decretare il calcio di rigore che lo stesso Del Piero realizza. 180 gol in serie A e gara riaperta. Al 40′ Pellegrino si fa stupidamente ammonire una seconda volta per un evitabile intervento su Pepe: rosso e Cesena in dieci.

    Due minuti dopo la Juventus passa in vantaggio: cross telecomandato di Marchisio che con il mancino innesca Quagliarella che si tuffa a volo d’angelo e trafigge un incolpevole Antonioli. Sul finire del primo tempo, un accenno di rissa tra Sissoko e Bogdani, con Romeo che estrae il cartellino giallo per entrambi.

    Nella ripresa il ritmo partita cala nettamente: Del Neri prova a dare nuova vivacità alla manovra bianconera, mandando in campo Iaquinta e Felipe Melo al posto di Del Piero e Sissoko. Solita standing ovation per il capitano bianconero. Ficcadenti tenta il tutto per tutto inserendo Ceccarelli e lo spagnolo Rodriguez. Il Cesena con Giaccherini, prova alcune incursioni che i difensori juventini sventano sempre con qualche difficoltà di troppo. Buona la prova del giovanissimo Sorensen e del reintegrato Grosso.

    Pochi minuti dopo il suo ingresso, si infortuna Felipe Melo, che lascia il posto all’altro reintegrato Salihamidzic, il quale trova pure il tempo per inventarsi un assist perfetto per Vincenzo Iaquinta che l’attaccante Calabrese incrocia bene e con un morbido tocco manda la palla alle spalle di Antonioli. 3-1 e partita chiusa.

    La Juventus si rifà sotto in classifica, approfittando della sconfitta della Lazio che ora è a -4. Il Cesena di Ficcadenti, gioca bene ma non fa punti. Ultimo in classifica a soli 8 punti.

    IL TABELLINO
    Juventus-Cesena 3-1
    Juventus (4-4-2): Storari 6; Motta 5, Bonucci 6, Sorensen 6, Grosso 6,5; Pepe 6,5, Sissoko 6 (12′ st Melo s.v, 31′ st Salihamidzic 6,5), Aquilani 7, Marchisio 5,5; Quagliarella 7, Del Piero 7,5 (12′ st Iaquinta 7). A disposizione: Costantino, Camilleri, Liviero, Lanzafame. All.: Delneri
    Cesena (4-3-3): Antonioli 6; Lauro 6 (32′ st Ceccarelli 6), Pellegrino 4, Von Bergen 6, Nagatomo 6,5; Appiah 5, Parolo 6,5, Schelotto 6,5 (44′ Benalouane 5,5); Jimenez 6, Giaccherini 7; Bogdani 5 (32′ st Rodriguez 5). A disposizione: Cavalieri, Fatic, Piangerelli, Gorobsov. All.: Ficcadenti
    Arbitro: Romeo
    Marcatori: 11′ Jimenez (C), 31′ rig. Del Piero, 43′ Quagliarella, 42′ st Iaquinta (J)
    Ammoniti: Motta, Sissoko (J), Appiah, Bogdani (C)
    Espulsi: Pellegrino (C) per somma di ammonizioni
  • Under 21: azzurrini in Bielorussia senza De Silvestri e Schelotto

    Under 21: azzurrini in Bielorussia senza De Silvestri e Schelotto

    Gli azzurrini di Pierlugi Casiraghi domani pomeriggio dovranno difendere in Bielorussia i due gol di vantaggio della partita d’andata evitando spiacevoli colpi di scena e staccando quindi il biglietto per l’Europeo del prossimo anno.

    Il lavoro del tecnico, messo in discussione prima dell’estate, inizia a farsi vedere e l’Italia dimostra la qualità e coesione di un tempo facendo ben sperare anche in prospettiva con molti ragazzi pronti ad arricchire la Nazionale maggiore dando alternative e scelte a Prandelli.

    Rispetto alla gara d’andata Casiraghi dovrà rivoluzionare il settore destro a causa delle assenze di De Silvestri e Schelotto appiedati dal giudice sportivo per un turno. L’esterno del Cesena sarà sostituito da Mustacchio, man of the match contro il Galles, più difficile la sostituzione del capitano con Ariaudo e Rispoli in ballottaggio.

    Per il resto dovrebbe esser confermata la formazione di Rieti anche se Destro, non al meglio, potrebbe esser sostituito da Marilungo al rientro dopo aver scontato la squalifica.

  • Italia – Bielorussia 2-0. Destro e Okaka ipotecano l’Europeo

    Italia – Bielorussia 2-0. Destro e Okaka ipotecano l’Europeo

    Con un gol per tempo gli azzurrini di Pierluigi Casiraghi superano la Bielorussia ipotecando la qualificazione ai prossimi europei di categoria. L’Italia in campo con la migliore difesa possibile si disimpegna bene grazie alle geometrie di Poli a centrocampo e all’estro di Schelotto e Fabbrini sugli esterni, in avanti Destro ed Okaka non fanno rimpiangere le assenze di Paloschi, Marilungo e Balotelli.

    Alla mezzora arriva il vantaggio con Fabbrini bravo ad innescare Destro in velocità, per l’attaccante del Genoa è un gioco da ragazzi superare Gutor. La Bielorussia tenta la reazione ma Ranocchia ed Ogbonna si dimostrano un muro invalicabile per ogni avversario.

    La ripresa parte con i bielorussi più propositivi ma gli azzurri colpiscono ancora in contropiede, questa volta è Okaka a battere Gutor con un perfetto colpo di testa. Partita al sicuro e azzurri pericolosissimi in contropiede e vicinissimi al tris con Santon, Schelotto e Okaka. Nel finale qualche spavento per Mannone ma il risultato non cambia.

    Basterà non commettere follie in Bielorussia martedi per strappare il pass qualificazione dove però mancheranno De Silvestri e Schelotto per squalifica.

    Il TABELLINO
    Italia-Bielorussia 2-0
    Italia (4-4-2):
    Mannone; Santon, Ranocchia, Ogbonna, De Silvestri; Fabbrini (46′ st Rispoli), Poli (24′ st Mustacchio), Bolzoni, Schelotto; Okaka, Destro (8′ st Marrone). A disposizione: Frison, Ariaudo, Borini, Macheda. All. Casiraghi
    Bielorussia (4-2-3-1): Gutor, Veretilo, Filipenko, Politevich, Matveichyk (31′ st Hardzeichik); Sivakov, Drahun; Voronkov (19′ st Rekish), Yurchenko, Niakhaichyk; Skavish. A disposizione: Gomelko, Gayduchik, Baha, Bukatin, Obrazov. All. Kondratiev
    Arbitro: Koukoulakis (Grecia)
    Marcatori: 30′ Destro (I), 17′ st Okaka (I)
    Ammoniti: Matveichyk (B), Destro, De Silvestri, Schelotto, Fabbrini (I)
    Espulsi: –

  • Serie A: Il Milan inciampa sul Cesena [analisi+pagelle]

    Serie A: Il Milan inciampa sul Cesena [analisi+pagelle]

    E’ la vecchia storia di Davide che batte Golia: il Cesena supera il Milan due a zero. La “fionda” di Ficcadenti viene traslata dalla Bibbia nelle veloci ripartenze bianconere già ammirate all’Olimpico contro la Roma. In barba alle prime scintille della dinamite offensiva rossonera che con una conclusione a giro di Ronaldinho impensierisce Antonioli, bravo a disinnescare, i romagnoli impiegano una decina di minuti a riprendere confidenza con la Serie A, lasciata diciannove anni or sono contro quello stesso Milan.

    Allora c’era Van Basten, oggi c’è Ibrahimovic: a voi le conclusioni in materia di raffronto. Al Cesena, invece, quelle dirette verso la porta presidiata da Abbiati: due tiri e altrettanti gol. Pur trattandosi della stessa arte per gli sconfitti è sfortuna, per i vincitori è cinismo. Trentunesimo e quarantaduesimo della prima frazione di gioco i minuti del delitto: prima Bogdani stordisce il “Diavolo” con una capocciata e poi Giaccherini lo affossa in contropiede rispedendolo all’inferno.

    E’ notte fonda per il Milan al quale viene per giunta annullato un gol, molto dubbio per la verità l’offside fischiato a Pato. Il secondo tempo ostenta un Cesena che resiste agli urti e imbastisce ripartenze a gogo’, il Milan ci prova con le sue trame ma i ritmi bassi mandano in panne il cervello. Nel finale Ibra fallisce un “generoso” rigore, ennesima prova che questa sera la sorte ha baciato la fronte del “piccolo” Cesena, voltando le spalle al gigante spocchioso.

    Era una di quelle giornate in cui va tutto storto. Come non c’era da esaltarsi dopo la scorpacciata di gol contro il Lecce, altresì non c’è da deprimersi a fronte della disfatta odierna. Il Milan non ha sottovalutato l’avversario, anzi. Il tallone d’Achille scoperto è rintracciabile nell’eccedenza di frenesia: tutti all’arrembaggio, tutti alla ricerca della giocata, troppi mastri e pochi operai. Considerando le cinque stelle offensive annoverate dal Milan, l’ultimo uomo sulla faccia della terra che mi sarei aspettato facesse la prima punta era Gennaro Ivan Gattuso. Addirittura Ibra e Pato si defilavano a turno sulla fascia per aprire gli spazi, e di chi? L’uomo che al posto dei piedi monta due ferri da stiro! Con Pirlo decisamente sottotono si stenta come al solito, ma niente paura ci sono Ronaldinho e Ibra a macinare gioco, no? Ebbene, stasera abbiamo capito che tre cervelli sono inutili se non c’è una testa comune che li ospita. Ronaldinho è stato addirittura limitato dai ritorni a riva dello svedese in cerca del pallone. Il “genio” ha stravolto l’assetto del Milan ed, almeno per stasera, è stato un male. Per Pato numeri e dribling, nella propria trequarti però, troppo lontano dalla porta poiché intento a coprire le partite offensive di “Gattuso” in una messa in scena del teatro dell’assurdo. Altro che capovolgimento di ruoli, stasera il campione del mondo sembrava un elettricista che voleva riparare una perdita d’acqua. Naturalmente, oltre ad essere inconcludente in avanti, lasciando scoperto l’uscio, ha consegnato al Cesena l’unica chiave della retroguardia rossonera: il contropiede.

    Ad Allegri l’onere di porre fine ad eventuali crisi d’identità e di trovare un nuovo ed efficace assetto, implementato dall’approdo del duo Ibra-Robinho, e capace di far coesistere le virtù individuali di ogni fuoriclasse assurgendo all’ideale di collettivo: e guai a chi dice che gli allenatori guadagnano troppo. Fronte opposto, i romagnoli sono riusciti ad emulare il modello teutonico ostentato da Loew durante la recente rassegna mondiale. In fase di non possesso il Cesena era più intricato da districare di un cubo di Rubik.

    Davanti, al pari dei rossoneri, reggeva un coraggioso tridente composto dal baluardo Bogdani e dalle frecce Giaccherini e Schelotto, micidiali nel conferire profondità alla squadra. Vittoria meritata per il Cesena. Sconfitta meritata per “gli altri” in campo. E sì, perché stasera erano undici giocatori non il Milan, nè tantomeno una squadra degna di questo nome. Senza Nesta e con una morfologia ancora da definire, se proprio si doveva  perdere, è stato un bene che la sconfitta sia arrivata oggi. Dalla prossima gara in poi, vietato sbagliare!

    MILAN

    Abbiati 6: Incolpevole su entrambi i gol, evita il tre a zero.

    Bonera 5,5: Nella prima frazione fa buona guardia sulla fascia, nella ripresa viene impiegato da centrale e perde la bussola.

    Papastathopoulos 4,5: Su un gol e mezzo del Cesena è l’indiziato numero uno. Prima prova ad anticipare in gamba tesa Bogdani fallendo miseramente, poi innesca il contropiede romagnolo e per giunta si perde l’inserimento di Giaccherini. Fossimo stati al Giro d’Italia la maglia nera non gliel’avrebbe tolta nessuno.

    Thiago Silva 6: Unica sufficienza in difesa per il Milan, il che è tutto un dire. Gli manca Nesta e prova a dedicargli un gol, ma la mira lo tradisce come i compagni di reparto. Nella ripresa esce per “l’anonimo” Abate (5,5).

    Antonini 5,5: Qualche scorribanda in attacco e qualche leggerezza in difesa. Non basta per la sufficienza.

    Gattuso 5: A trent’anni decide di cambiare ruolo. Il Milan quest’anno ha speso quarantatre milioni per potenziare il parco attaccanti, poteva dirlo anche prima di nutrire mire offensive. In linea d’aria gioca davanti ad Ibrahimovic ed è più un fastidio che un risolutore per noti limiti tecnici. Lascia i compagni in balia delle ripartenze avversarie: roba che neanche i mocciosi all’oratorio del “voglio segnare io”.

    Pirlo 5,5: Questa sera ha illuminato meno di un accendino.

    Ambrosini 5,5: A tamponare tampona. Il problema è che non disinfetta e il Milan prende due infezioni: Giaccherini e Bogdani.

    Pato 6,5: Pronti-via si becca il cazziatone di Ibra per un passaggio sbagliato, tuttavia risale in fretta la china. Stasera era proprio in forma, purtroppo ad un attaccante non basta se i compagni non ti assistono. Spina nel fianco destro del Cesena, dà anche una mano dietro dove si disimpegna con giocate che vorremmo vedere in zone di campo un po’ più calde. E’ l’anno dell’esplosione, sarà per la prossima…

    Ibrahimovic 5,5: Ha completamente mutato il Milan che può contare su un ulteriore fonte di gioco, magari sarebbe gradevole vederlo più vicino alla porta. Si rende autore di giocate apprezzabili, ma abbisogna ancora di tempo per inserisi a pieno regime nei meccanismi del Milan. Il rigore sbagliato nega la sufficienza ad una sufficiente prova.

    Ronaldinho 4,5: Comincia sfiorando il gol, poi viene segnalato tra i desaparecidos. La dinamicità di Ibra gli sottrae spazi fungendo da criptonite. Dovrebbe schiodarsi dalla fascia ogni tanto, il campo è grande. Lascia il posto ad un intrapendente Robinho (6). Non ha una precisa collocazione? Bene, lui lo trovi dappertutto. E che numeri…

    Inzaghi 6,5: E sempre lui. Sul filo del fuorigioco anima il Milan conferendo profondità alla manovra. Conquista il rigore confermandosi un grande jolly. E’ sempre lui, l’ultimo vero attaccante: Pippo Inzaghi.

    CESENA

    Antonioli 6,5: Grande intervento su Ronaldinho, una vera sicurezza. Tutto dipende: Vecchio? No, esperto.

    Ceccarelli 7,5: Ottimo prospetto. Per lui un assist e tanti spunti interessanti. Prodotto del vivaio, possiede un invidiabile bagaglio fisico.

    Von Bergen 6: Senza infamia e sanza lode.

    Pellegrino 6,5: Tiene in mano la difesa.

    Nagatomo 6,5: E’ una scheggia sulla fascia, davvero niente male.

    Appiah 6,5: Guida il centrocampo con autorità.

    Colucci 6,5: Fa filtro e innesca il contropiede.

    Parolo 7: Giovane assistito da una grande personalità. Annovera pregevoli qualità tecniche e le mette in mostra contro la sua squadra del cuore: il Milan. Magari Galliani e Braida, questa sera in tribuna, hanno segnato il suo nome sul taccuino. Diventerà qualcuno…

    Schelotto 6,5: Può essere la rivelazione del campionato.

    Bogdani 7: Autore del primo gol, tiene sù la squadra facendo a sportellate con la difesa rossonera.

    Giaccherini 7,5: E’ in assoluto il giocatore italiano che più ricorda Messi. Quando parte palla al piede non gliela toglie nessuno: un i-pod che suona R&R. Prandelli non può lasciarsi sfuggire un talento di questa portata. Venticinque anni, un piede-calamità e una velocità imbarazzante: queste le credenziali della nuova freccia all’arco azzurro.

  • Under 21: D’Amborsio la novità, tornano Ranocchia e Paloschi

    Al pari di Prandelli per la Nazionale maggiore anche Casiraghi dirama la lista dei convocati per il match contro la Danimarca, ultimo test prima del doppio impegno contro Bosnia e Galles, in programma il 3 e il 7 settembre, utili per la qualificazione all’Europeo di categoria.

    La novità assoluta è il giovane difensore del Torino Danilo D’Ambrosio, tante le conferme e due ritorni eccellenti. Tornano a vestire l’azzurro dopo una stagione tribolata da infortuni PAloschi e Ranocchia.

    Di seguito la lista dei convocati:

    Portieri: Vito Mannone (Arsenal), Mattia Perin (Genoa).

    Difensori: Gabriele Angella (Empoli), Lorenzo Ariaudo (Cagliari), Giuseppe Bellusci (Catania), Danilo D’Ambrosio (Torino), Antonio Mazzotta (Pescara), Angelo Obinze Ogbonna (Torino), Andrea Ranocchia (Genoa).

    Centrocampisti: Antonino Barillà (Reggina), Francesco Bolzono (Siena), Lorenzo Crisetig (Inter), Luca Marrone (Juventus), Cristian Pasquato (Juventus), Andrea Poli (Sampdoria), Ezequiel Matias Schelotto (Cesena).

    Attaccanti: Fabio Borini (Chelsea), Federico Macheda (Manchester United), Stefano Okaka (Roma), Alberto Paloschi (Parma).

  • Cesena al raduno. L’obiettivo è mantere il sogno A

    Dopo 19 anni il Cesena torna a respirare un raduno di serie A in attesa dell’inizio del campionato che vedrà la squadra del presidente Campedelli impegnata nel raggiungere una salvezza sulla carta difficile.

    I bianconeri di Ficcadenti potranno però contare sull’entusiasmo di una piazza che torna a respirare il calcio ai massimi livelli e di un organico unito e pronto ancora a stupire.

    In attesa di qualche intervento sul mercato Ficcadenti ripartirà dall’esperienza di Antonioli tra i pali e la vivacità del trio Schelotto-Do Prado-Giaccherini pronto a stupire anche in A.

    Desta curiosità l’acquisto del terzino sinistro nipponico Nagatomo, mentre indiscrezioni vogliono il Cesena interessato a Tiribocchi o in alternativa Succi.

  • Comproprietà: Astori resta a Cagliari, Criscito al Genoa. Lanzafame juventino con giallo

    Comproprietà: Astori resta a Cagliari, Criscito al Genoa. Lanzafame juventino con giallo

    Giornata frenetica per i presidenti di serie A alle prese con la corsa contro il tempo per derimere possibili controversie per i giocatori in comproprietà ed evitare il rebus buste. Entro le 19 devono esser chiuse le trattative dopo di che non ci sarà più il tempo di contrattare.

    I nomi più importanti da sciogliere sembrano esser quello tra Roma e Udinese per Marco Motta, ma il pericolo buste potrebbe esser risolto da un inserimento in estermis della Juventus, e tra il Genoa e Bari per Meggiorini. Per il resto Criscito a conclusione dell’affair Bonucci si trasferirà definitivamente al Genoa, il Milan ha rinnovato le comproprietà di Paloschi e Astori con Parma e Cagliari. Coppola invece torna in rossonero, cosi come Biabiany e Mariga torneranno a vestire la maglia nerazzurra.

    L’Atalanta acquista per intero il talentuoso esterno Schelotto che resterà comunque per un altra stagione al Cesena. La Samp è riuscita a trattenere per un altra stagione Mannini rinnovando la comproprietà con il Napoli.

    Capitolo Lanzafame, il giovane esterno gialloblu in comproprietà tra Palermo e Juventus viene riscattato dalla Vecchia Signora ma cosi come successo quest’inverno il giocatore si oppone. Dietro Lanzafame pare ci sia il Milan, ma è molto probabile il rinnovo del prestito al Parma.

    Calaiò resta al Siena risolta la comproprietà a favore del club del presidente Mezzaroma grazie all’esborso di un milione e duecentocinquanta mila euro al Napoli
    Il post è in continuo aggiornamento per darvi in tempo reale gli ultimi sviluppi

  • Under 21: Okaka e Marrone rilanciano gli azzurri, l’Ungheria è più vicina

    Under 21: Okaka e Marrone rilanciano gli azzurri, l’Ungheria è più vicina

    Finalmente gli azzurrini di Pierluigi Casiraghi ci regalano una gioia battendo la temibile Ungheria a Rieti con una prestazione importante e convincente. Il ct manda in campo con una formazione super offensiva con Schelotto e Borini ai lati di Balotelli e Okaka. Il modulo manda in confusione i magiari che in più occasioni impegnano la difesa ospite che si salva solo grazie alla bravura di Gulavsky, a metà del primo tempo è però il giovane Okaka che di forza supera la forte difesa ospite.

    Nella ripresa l’Ungheria cerca la rimonta ma le occasioni migliori sono azzurre con Schelotto e Borini abili a liberarsi sulle fasce e Poli a dirigere il gioco a centrocampo. Qualche spunto interessante di Balotelli ma niente più, alla mezzora viene espulso con troppa fretta Bolzoni ma gli azzurri tengono bene e trovano il pari con lo juventino Marrone con un sinistro al volo dalla distanza.

    C’è ancora da sperare e sopratutto da vincere per centrare la qualificazione ma la vittoria di oggi oltre a pareggiare il conto con l’Ungheria fa ben sperare per i ritmi e la convinzione dimostrata dagli azzurrini.