Tag: Curiosità

  • Fabio Cannavaro scende in politica per aiutare Napoli

    Fabio Cannavaro scende in politica per aiutare Napoli

    Fabio Cannavaro è pronto a metter la sua immagine a servizio di Gianni Lettieri, candidato sindaco di Napoli per il centrodestra, in caso di vittoria alle amministrative, per aiutare la sua Napoli. E’ lo stesso candidato a sindaco ad annunciare l’accordo raggiunto con il giocatore attraverso una mail. L’ex capitano della Nazionale dovrebbe occuparsi del rilancio partenopeo con uno speciale assessorato che si occupi dello sport e dei giovani. Di seguito vi riportiamo le dichiarazioni del candidato a sindaco e l’email di risposta di Cannavaro tratte da Repubblica.it

    “Ho chiesto – ha spiegato Lettieri – a Fabio, che ha subito accettato, di impegnarsi al mio fianco per il rilancio della città di Napoli, mettendo a frutto la sua esperienza per aiutare i giovani a credere in loro stessi e nello sport. So che ha molti impegni ma so anche che di fronte alla sfida di far vincere la sua Napoli non si tirerà indietro”.

    “Condivido i tuoi progetti sulla rinascita della città di Napoli
    – scrive Cannavaro nella lettera – che vorrai promuovere come sindaco, in special modo per quanto attiene ai giovani e alla soluzione delle problematiche che da troppo tempo li affliggono. Voglio perciò aiutarti in questa sfida difficile ed entusiasmante che va oltre ogni schieramento politico e le logiche di partito. Ho ancora un anno di contratto, durante il quale cercherò di impostare l’assessorato più idoneo creando un team dedicato di professionisti, dirigenti e funzionari comunali. A contratto scaduto, spenderò il mio tempo ad aiutare Napoli e i napoletani. So che è una grande responsabilità e che i problemi sono molti, ma ho sempre sognato di poter fare qualcosa di importante per la mia città”.

  • Bombardini perde la testa, otto giornate di squalifica. Video

    Bombardini perde la testa, otto giornate di squalifica. Video

    Mano pesantissima da parte del giudice sportivo nei confronti di Davide Bombardini reo di aver prima messo le mani addosso all’arbitro e poi insultato inseguito all’espulsione comminatagli per proteste. L’esperto giocatore ha perso la testa nel finale di Portogruaro – Albinoleffe vinta dai veneti per 2-1. In casa seriana, è stato fermato anche Hetemaj, per due giornate, perché reo di avere “colpito con un calcio un avversario che si trovava al suolo”.

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    Un turno di stop per Alessandro (Grosseto), Gerardi (Portogruaro), Knezevic (Livorno), Bertani (Novara), Bianco, Minelli, Pestrin (Frosinone), Carmona (Atalanta), Guerra (Piacenza), Larrondo (Siena), Lazarevic (Torino), Marchesan (Cittadella), Morosini (Vicenza), Osuji (Varese), Pederzoli (Ascoli), Pinna (Pescara), Regonesi (Albinoleffe), Zenoni (Piacenza). Tra gli allenatori, un turno di stop per Agostinelli (Portogruaro)

  • Menez, le prima spina per Montella

    Menez, le prima spina per Montella

    Il suo arrivo in giallorosso ha riportato coesione nel gruppo e risultati ma nell’organico giallorosso c’è chi non è contento della “cura” Montella. Proprio ieri, mentre Francesco Totti segnava le reti 200 e 201 al Franchi salvando la Roma da una sconfitta certa sulla pagine dell’Equipe comparivano delle dichiarazioni (di guerra) dai Geremy Menez.

    Il francese avrebbe confessato di voler andare via a fine stagione deluso dal comportamento dell’aereoplanino accusato di raccontar bugie “Quando ci confrontiamo, mi dice altre cose e quindi io non so niente del suo stato d’animo. Abbiamo avuto l’occasione di parlare solo vagamente. Le sue parole non erano sincere e non corrispondevano alla realtà. Mi ha detto che ci sono cose che non posso fare perché non possiamo giocare con tre punte. All’inizio della stagione ho giocato come trequartista, poi a destra e ho sempre partecipato alla fase difensiva. Avrei preferito maggiore franchezza”, lo sfogo continua Non escludo di poter chiudere con questa società a fine stagione. Non sono bloccato da nessuna parte, sono tre anni che sto alla Roma, la gente mi conosce e sa come gioco. Per dirla tutta ho bisogno di sentire fiducia e di sentirmi importante. Se questo dovesse venire meno, non me la sento di escludere nulla. Da quando sono in giallorosso i tifosi sono sempre stati formidabili con me. Ma sono stato deluso da alcune cose e da alcune persone. Eccetto qualcuno, non sono stato aiutato da tutti all’interno del club”

    Piccata la reazione di Montali “Se questa intervista corrisponde al vero prenderemo provvedimenti, a partire dalla multa – ha detto il dirigente alla ‘Gazzetta dello Sport’ – In ogni caso il suo futuro lo decidiamo noi perchè è sotto contratto. E poi dico a Menez di prendere esempio da Borriello che, pur essendo attualmente in panchina, si sente parte integrante della squadra”

    Su Menez pare ci sia il forte interesse delle nobili della Premier League con Manchester United in leggero vantaggio su Arsenal, Chelsea e City.

  • Serie A, i numeri della 30 Giornata: l’Inter riapre il campionato

    Serie A, i numeri della 30 Giornata: l’Inter riapre il campionato

    Solo una rete in meno segnata rispetto ad una settimana fa, 21, nella 30esima giornata di Serie A. E’ in atto un vero e proprio suicidio del Milan che in queste ultime giornate sta dilapidando un vantaggio consistente accumulato durante gran parte del campionato sull’Inter quando era in netta difficoltà. I rossoneri vanno ko a Palermo nell’anticipo serale mentre i cugini superano il Lecce 1-0 grazie alla rete, contestata e irregolare secondo qualcuno, di Pazzini che porta i nerazzurri a -2 dalla vetta proprio a ridosso del derby  della prossima giornata di sabato 2 aprile, subito dopo la sosta per le nazionali, che potrebbe segnare il definitivo sorpasso in classifica ai danni del Diavolo dopo una lunga “Remuntada”.

    Nel posticipo domenicale Cavani torna a fare il Cavani e trascina a suon di doppietta il Napoli (2-1 sul Cagliari). L’attaccante uruguagio sale a quota 22 reti in campionato eguagliando il record riguardante il club azzurro di gol in un singolo campionato detenuto da Antonio Vojak che realizzò altrettante reti nella stagione ’32-’33, un primato condiviso destinato a crollare quanto prima visto che Cavani ha ancora a disposizione 8 gare per arrotondare il suo bottino di reti. Ma per il Napoli la vittoria sui sardi ha un sapore particolare perchè consente al gruppo guidato da Mazzarri di rientrare a pieno titolo nella corsa scudetto, ora distante solo 3 punti, cercando di approfittare dell’imminente derby della Madonnina.

    Al momento non esiste squadra che possa fermare l’Udinese. La splendida favola che stanno vivendo Di Natale e soci ha dell’incredibile, condannata da qualcuno troppo frettolosamente ad inizio stagione come una delle maggiori indiziate alla retrocessione, i friulani ora sono in piena zona Champions e, se vogliamo, sono in lotta anche per il tricolore. Sarà anche un sogno ma non svegliateli! La squadra di Guidolin confeziona la quarta vittoria consecutiva, la decima nelle ultime tredici gare, battendo a domicilio il Catania anche non esprimendosi al meglio. Volete sapere da quanto tempo non perde? 19 dicembre 2010, Lazio – Udinese 3-2.

    Agganciata al treno Champions rimane la Lazio che sabato pomeriggio aveva liquidato con un gol di Zarate il Cesena. Vittoria importante e che arriva a sette giorni di distanza dalla sconfitta del derby che era costata alla truppa di Reja la contestazione dei tifosi biancocelesti nonostante l’ottimo campionato della squadra laziale. Poco più in giù, a 4 punti di distanza la Roma che non riesce a sbancare Firenze nonostante un superbo Totti: il capitano giallorosso sigla una doppietta che però non basta per battere la Fiorentina di Mihajlovic che sta trovando, partita dopo partita, una migliore concentrazione di squadra.

    C’è voluta una prodezza, l’ennesima, di Alessandro Del Piero per far ritrovare alla Juventus un barlume di luce nell’oscurità più assoluta nella quale era/è caduta la squadra di Del Neri. I bianconeri, che continuano a non convincere sotto il profilo del gioco, fanno 2-1 con il Brescia (a segno anche Krasic) e alimentano le loro speranze di Europa League.

    Infine chiudiamo con il pareggio tra Bologna e Genoa (1-1) che si dividono la posta in palio e gli scontri salvezza Bari – Chievo, terminata 2-1 in favore dei clivensi, e Sampdoria – Parma conclusa 1-0 per i ducali con gol decisivo di Zaccardo che fa piombare i blucerchiati ai margini della zona retrocessione.

    Settimana prossima c’è la sosta per le nazionali con l’Italia che affronterà prima la Slovenia a Lubiana nell’impegno valido per le qualificazioni ad Euro 2012 e dopo l’Ucraina a Kiev in amichevole. Poi la giornata decisiva con il derby rossonerazzurro tra Milan e Inter, nel quale ci si giocherà il 90% dello scudetto.

    Risultati e marcatori 30 Giornata Serie A

    BARI – CHIEVO 1-2
    38′ Pellissier (C), 41′ rig Ghezzal (B), 51′ Moscardelli (C)
    BOLOGNA – GENOA 1-1
    27′ Di Vaio (B), 42′ Dainelli (G)
    FIORENTINA – ROMA 2-2
    22′ Mutu (F), 27′ rig Totti (R), 34′ Gamberini (F), 53′ Totti (R)
    INTER – LECCE 1-0
    54′ Pazzini
    JUVENTUS – BRESCIA 2-1
    23′ Krasic (J), 42′ Eder (B), 68′ Del Piero (J)
    LAZIO – CESENA 1-0
    2′ Zarate
    NAPOLI – CAGLIARI 2-1
    49′ rig Cavani (N), 56′ Acquafresca (C), 61′ Cavani (N)
    PALERMO – MILAN 1-0
    10′ Goian
    SAMPDORIA – PARMA 0-1
    66′ Zaccardo
    UDINESE – CATANIA 2-0
    21′ Inler, 74′ rig Di Natale

    Classifica

    1. MILAN 62 30
    2. INTER 60 30
    3. NAPOLI 59 30
    4. UDINESE 56 30
    5. LAZIO 54 30
    6. ROMA 50 30
    7. JUVENTUS 45 30
    8. PALERMO 43 30
    9. FIORENTINA 41 30
    10. BOLOGNA (-3) 40 30
    11. CAGLIARI 39 30
    12. GENOA 39 30
    13. CHIEVO 35 30
    14. PARMA 32 30
    15. CATANIA 32 30
    16. SAMPDORIA 31 30
    17. CESENA 29 30
    18. LECCE 28 30
    19. BRESCIA 26 30
    20. BARI 17 30

    Prossimo turno 2-3 aprile 2011

    BRESCIA – BOLOGNA
    CATANIA – PALERMO
    CESENA – FIORENTINA
    CHIEVO – SAMPDORIA
    GENOA – CAGLIARI
    LECCE – UDINESE
    MILAN – INTER
    NAPOLI – LAZIO
    PARMA – BARI
    ROMA – JUVENTUS

    Classifica marcatori

    25 Di Natale (Udinese)
    22 Cavani (Napoli)
    19 Eto’o (Inter)
    18 Di Vaio (Bologna)
    16 Matri (Juventus)
    14 Ibrahimovic (Milan)
    12 Pazzini (Inter), Sanchez (Udinese)
    11 Pato (Milan)
    10 Borriello (Roma), Gilardino (Fiorentina), Pastore (Palermo), Pellissier (Chievo), Robinho (Milan)
    9 Crespo (Parma), Hamsik (Napoli), Quagliarella (Juventus), Totti (Roma)
    8 Caracciolo (Brescia), Ilicic (Palermo), Vucinic (Roma)
    7 Hernanes (Lazio), Maxi Lopez (Catania), Miccoli (Palermo)

  • Prandelli: “Balotelli mi ha chiesto aiuto”

    Prandelli: “Balotelli mi ha chiesto aiuto”

    Cesare Prandelli si presenta nella conferenza stampa a Coverciano mostrando la coccarda tricolore e il distintivo del Giappone lanciando un messaggio chiaro: “La coccarda sta a significare i festeggiamenti,- spiega il commissario tecnico azzurro- quelli che abbiamo fatto insieme e quelli che faremo in futuro. Sento molta responsabilità nel mio ruolo di allenatore della Nazionale e credo che anche un piccolo segnale possa contribuire ad indirizzare il Paese verso la strada giusta. Il Giappone? Sono legato a questa Nazione e a questo popolo dalla dignità straordinaria”.

    IL PENTIMENTO DI BALOTELLI- Nella conferenza stampa, il commissario tecnico azzurro ha voluto precisare e motivare l’applicazione di un codice etico rigido, che ha portato all’esclusione di Balotelli e De Rossi dalle convocazioni per le amichevoli in programma questa settimana. Prandelli ammette di aver sentito telefonicamente il giovane attaccante del Manchester City Balotelli: Mario è dispiaciuto, mi ha detto ‘ho bisogno d’aiuto’, perché si è reso conto di aver fatto una stupidaggine”. Escluso anche De Rossi, ma senza averlo parlato con lui direttamente:”Non ho parlato con Daniele, ma ho letto le sue dichiarazioni e mi sono piaciute”.

    Seguono le spiegazioni su un possibile reintegro dei big che hanno sbagliato già nella partita contro l’Ucraina: “Il codice etico vale per una partita. Non è da escludere che i ragazzi possano essere con noi per il match con l’Ucraina di martedì“.

     

    GRANDI ESCLUSI – Prandelli ammette di non aver preso in considerazione grandi nomi, ma per rifondare l’Italia si deve partire da un progetto in prospettiva futura che dia ampio spazio alle nuove leve: Se quella con la Slovenia fosse stata una partita decisiva avrei chiamato Totti e Del Piero, questi due campioni rappresentano uno stimolo per i nostri giovani. Tuttavia stiamo organizzando una squadra per il futuro, e ne’ Totti ne’ Del Piero rientrano nei nostri obiettivi, e lo stesso discorso vale per altri ottimi giocatori che si stanno mettendo in mostra nell’attuale campionato, come Di Vaio e Di Natale”.

    CONVOCAZIONI- Qualcuno in sala chiede come sia possibile lasciare a casa l’attaccante giallorosso Borriello e convocare invece Cassano che nell’ultima partita non è sembrato proprio al top della condizione: “Per Borriello si tratta di una scelta tecnica, Cassano fisicamente sta bene, con il Bari ha disputato un ottimo secondo tempo e nell’ultima prestazione del Milan  non è stato l’unico giocatore non all’altezza, ma questa è la settimana della nazionale, serve anche per ritrovarsi e per stemperare le tensioni dei club”. Rimangono i dubbi sul possibile utilizzo di Andrea Ranocchia e Thiago Motta, entrambi reduci da problemi fisici. Come specifica il medico della Nazionale Azzurra Enrico Castellacci : “Per Thiago Motta ci sono problemi all’articolazione del ginocchio che in passato ha avuto problemi distorsivi. Speriamo di recuperarlo in tempi molto brevi”. Discorso diverso per il difensore centrale nerazzurro: “Il ragazzo ha un’infiammazione al ginocchio, lo abbiamo visitato e di comune accordo con giocatore e sanitari dell’Inter abbiamo deciso di monitorarlo fino a mercoledì o giovedì, poi discuteremo se portarlo in Slovenia o farlo tornare a casa”.

    NESSUNA POLEMICA CON L’INTER- Prandelli ha apprezzato moltissimo la disponibilità concessa dai due giocatori nerazzurri nonostante i problemi fisici sopra evidenziati. “Thiago Motta e Ranocchia sono stati visitati, hanno dato la disponibilità a rimanere e a provare a recuperare: per me è la cosa più importante e ogni polemica legata al prossimo derby finisce qui”- queste le parole del commissario tecnico azzurro per chiudere il ‘caso’.

    VERSO LA SLOVENIA- Non si deve assolutamente sottovalutare l’avversario, nonostante abbia già perso in casa contro l’Irlanda del Nord: Ci dobbiamo preparare a una gara importante. La Slovenia è una squadra compatta, con una buona organizzazione di gioco, mi preoccupa l’entusiasmo che potrebbero avere perché come noi sono in corsa nel girone. Non sarà una gara chiave, ma un match insidioso sì, dovremo essere bravi a rimanere in partita. Un pareggio? Dipende da come potrebbe arrivare, noi comunque andiamo lì per i tre punti”.


    (Fonte: ItalPress- Eurosport)

  • Bosman, l’uomo che ha cambiato il calcio è al verde e combatte contro l’alcool

    Bosman, l’uomo che ha cambiato il calcio è al verde e combatte contro l’alcool

    Correva l’ anno 1995 ed uno sconosciuto giocatore belga, decise di intraprendere una delle battaglie legali più avvincenti della storia dello sport e non solo. Il suo nome è Jean-Marc Bosman proprio quel cognome che, accoppiato alla famosa sentenza del ’95, permise ai giocatori di trasferirsi gratuitamente ad un altro club alla scadenza del loro contratto.

    Una sentenza storica che cambiò improvvisamente il mondo del calcio per sempre, un cambiamento forse per molti giusto e invece per altri no, ma che fece di Jean-Marc Bosman un simbolo conosciuto in tutto il mondo. Di quel giocatore ma soprattutto di quell’uomo adesso non resta quasi nulla, infatti Bosman vive grazie al sussidio statale in una casa alla periferia di Liegi senza nemmeno la possibilità di stare accanto alla propria famiglia, la compagna Carine e i due figli Martin e Samuel.

    In un intervista esclusiva al Sun queste le tristi parole di Bosman:  “È stata molto, molto dura perché ho vinto davanti alla corte ma io sono l’unico ad aver pagato, pagato e pagato. La gente pensa che io abbia messo da parte una fortuna, ma la mia presunta fortuna non arriverebbe a pagare nemmeno un giorno dello stipendio di Wayne Rooney. I soldi presi dalla FifPro (200mila sterline, ndr) e il risarcimento stabilito dalla corte (si parla di un milione di sterline, ndr) sono stati inghiottiti dagli avvocati e dalle spese processuali, mentre l’idea della partita-celebrazione che ci sarebbe dovuta essere è fallita e mi sono accontentato di un match contro il Lille davanti ad appena 2mila persone”.

    “La mia vittoria nel processo Bosman è stata enorme, ma la vittoria più grande è stata quella contro l’alcool. Dovrei essere il giocatore più famoso del Belgio, ho il mio posto nella storia e ho combattuto a lungo per conquistarlo, ma nessuno mi conosce. Non voglio aver fatto tutto questo per niente. Sono felice che ora i miei colleghi guadagnino un sacco di soldi, non sono geloso di questo e ho dato la mia carriera affinchè non fossero più trattati come degli schiavi. Voglio solo che il merito mi sia riconosciuto e che la gente sappia che come esiste una legge Bosman esiste anche un ragazzo che per quella legge ha dato tutto e che per questo è diventato un alcolizzato.

    Infatti dopo la sentenza, Bosman inizia la parabola discendente della propria vita, depressione e alcool la fanno da padrone a tal punto da fargli rischiare la vita con un unico pensiero, aver buttato la carriera e forse anche la vita, per una battaglia che ha arricchito tutti, anzi quasi tutti.

     

     

  • Totti e Del Piero: esperienza al potere

    Totti e Del Piero: esperienza al potere

    Nel calcio moderno dove il motto sembra sempre più “Va dove ti portano i soldi” si fa fatica a trovare qualcuno che gioca ancora per la maglia. Quest’ultima domenica di campionato ci regala le immagini di due campioni intramontabili, dati ciclicamente per finiti e puntalmente pronti a riprendersi le luci della ribalta: stiamo parlando di Alessandro Del Piero e Francesco Totti. Entrambi sono ormai entrati nella cateregoria over-trenta ma non hanno smesso di essere decisivi per le loro squadre, tirando la caretta nei momenti più difficili della stagione e consacrando la loro carriera ad unica squadra. Due storie spesso in parallelo fatte di paragoni, staffette e lotte sportive che hanno fatto la storia del calcio italiano dell’ultimo decennio.

    PINTURICCHIO – Dagli inizi della sua carriera alla Juventus si capisce subito che Del Piero è un predestinato. Segna il suo primo gol con la maglia bianconera alla seconda presenza, entrando dalla panchina, e ne segna altri 4 nel corso dell’anno. Doveva vedersela con giocatori del calibro di Vialli e Baggio ma il giovane Alex si consacra nella stagione successiva e l’emblema di quell’annata è il bellissimo gol contro la Fiorentina, con un tocco morbido al volo che delizia il popolo juventino. E poi una progressione inarrestabile, più forte di quel maledetto infortunio contro l’Udinese nel momento migliore della sua carriera, più forte delle critiche che lo hanno accompagnato nei momenti difficili. Ad oggi Del Piero è il 5° marcatore italiano, con 312 reti messe a segno in tutte le competizioni (282 con la maglia bianconera), l’ultima porta la data di ieri. E non una rete qualunque ma una prodezza assoluta dove il capitano mette in mostra tutto il repertorio prima di concludere con un sinistro a giro imparabile che regala alla Juve una vittoria che mancava da troppi turni. Al momento della sostituzione tutto lo stadio in piedi ad osannare l’unico giocatore che di questi tempi sembra essere degno di vestire quella maglia.

     

    IL PUPONE – Negli stessi anni in cui Del Piero segnava i suoi primi gol in bianconero, Francesco Totti faceva il suo esordio alla Roma grazie a Vujadin Boškov che lo manda in campo a soli 16 anni, ma il suo vero mentore è Carlo Mazzone che aiuta il giovane talento giallorosso a maturare e nei 3 anni di convivenza alla Roma il futuro capitano mette a segno 11 reti. Passano gli allenatori ma resta Totti che diventa simbolo della squadra e della città e nel corso della sua carriera i gol arrivano ad essere 256 di cui 201 in Serie A, in un club ristretto che annovera campioni del calibro di Roberto Baggio, Meazza e Piola. Nella galleria delle reti più belle quelle contro la Sampdoria e Udinese, entrambe al volo di sinistro e poi l’era del “cucchiaio” con quelli celebri nel derby e quello su rigore contro l’Olanda agli Europei. E in un palmares che sarebbe potuto essere nettamente più vasto se avesse ceduto alle lusinghe di Real Madrid o Milan, il “Pupone” può vantare lo scudetto del 2001 e i Mondiale vinto in Germania nel 2006. Quest’anno nel momento più nero della Roma sono arrivate le due doppiette consecutive di Totti (una nel derby) che fanno capire quanto questo giocatore sia la vera anima della squadra.

    Insomma si parla di due giocatori che hanno dimostrato il proprio valore sia come sportivi che come uomini, a volte sbagliando ma sempre fedeli ai propri colori; con una voglia di giocare che dovrebbe essere d’esempio a tutti i giovani giocatori che a 21 anni si sentono già arrivati.

  • Puzzle sport. Samuel Eto’o, the champ from and for Africa

    Puzzle sport. Samuel Eto’o, the champ from and for Africa

    E’ tra i più forti attaccanti dell’epoca contemporanea ed attualmente il miglior calciatore africano, con fondate prospettive di diventare il più grande calciatore del Continente Nero di tutti i tempo scalzando dal primi posti di questa speciale graduatoria il liberiano George Weah ed il connazionale Roger Milla: Samuel Eto’o, centravanti dell’Inter con successi personali e collettivi conquistati anche con le maglie di Barcellona (soprattutto) e Real Madrid, ha scritto pagine indelebili della storia del calcio e si appresta ad entrare di diritto nell’Immortale Gotha Planetario del Football.

    Un autentico fuoriclasse, insomma, che alle straordinarie giocate sul rettangolo verde unisce un impegno sociale di primo spessore in favore di chi è meno fortunato grazie alla Fondazione che porta il suo nome e che opera in ausilio dei bambini del suo Paese nativo, il Camerun. In una lunga intervista-confessione al Magazine ‘Sette’ del Corriere della Sera (num. 11 del 17 Marzo 2011), Eto’o parla a tutto tondo del suo impegno sociale.

    Samuel e la sua Fondazione: “l‘obiettivo è aiutare i bambini del Camerun, il mio Paese, però, se c’è bisogno, non guardiamo all’età di chi ha bisogno. Sono nato in mezzo al bisogno, vengo da una famiglia povera. Con la Fondazione (www.fundacionsamueletoo.org) voglio offrire ai bambini cure mediche, istruzione e attività sportiva. Un bambino sano e istruito ha molte più possibilità di avere una vita decente”.

    Samuel e la situazione politica africana attuale: “la mia speranza, come quella di tutti, è che quanto stia accadendo serva per un cambiamento in meglio. Chi scende in strada in Egitto, Tunisia, Libia chiede democrazia, lavoro e libertà. Ma tutto deve accadere nell’interesse di quei popoli, non di nuove elite o, peggio, di poteri stranieri. Per tutta l’Africa l’autodeterminazione è stata un passaggio importante ma, poi. Alle dominazioni straniere si è sostituita la dominazione di pochi”.

    Samuel, l’immigrazione ed il razzismo: “chi non è mai stato in Africa non può capire a che livello è arrivata la disperazione degli africani. Ogni estate porto in Camerun degli amici europei, gente che non lo dice ma che nella propria testa magari pensa ‘perché non se ne stanno a casa loro invece di venire qui?’. Una volta sul posto ,cambiano opinione. (…) Per troppi africani non c’è futuro, c’è solo la morte. Ecco perché salgono sulla prima barca che può portarli in Europa. Tanto, morire per morire, vale al pena di rischiare. Non hanno niente da perdere. Li capisco. Io non ce l’ho con gli italiani che pensano ‘questi vengono a portarmi via il lavoro’. Ce l’ho con chi non fa nulla per risolvere il problema, i governi africani come i governi occidentali. Senza dimenticare la cooperazione: le onlus raccolgono tanto denaro ma tutti questi soldi in Africa non si vedono”.

    Samuel e l’educazione dei figli: “il rispetto è il valore più importante che ci sia. Cerco di insegnare loro a decidere seguendo i loro desideri. Io non ho avuto molte possibilità di scegliere. Mio padre mi diceva: fai così, questo è giusto, questo è sbagliato. Non critico mio padre, erano altri tempi , altre condizioni economiche. Il mio unico obiettivo è che i miei figli siano felici e pensino ‘che papà meraviglioso abbiamo’ “.
    Complimenti Samuel, Fuoriclasse dentro e fuori il campo!

  • Balotelli litiga anche con la pettorina. Video

    Balotelli litiga anche con la pettorina. Video

    Dopo la sciagurata entrata su Popov in Manchester City – Dinamo Kiev, Mario Balotelli è stato massacrato dalla stampa inglese e da Roberto Mancini. Il tecnico italiano ha deciso infatti di non convocarlo per il big match contro il Chelsea nonostante le scuse e con ogni probabilità dovrà rinunciare anche all’azzurro.

    Ma su Youtube impazza un video che ritrae il Bad Boy a litigare con la pettorina nel pre partita d’Europa League, indossata poi con l’aiuto di un uomo dello staff del City

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  • Messi giura amore eterno al Barcellona

    Messi giura amore eterno al Barcellona

    In un’intervista concessa a Sky Sport per la trasmissione “I Signori del Calcio“, il giocatore attualmente più forte al mondo Lionel Messi ha giurato fedeltà eterna al Barcellona respingendo con molto savoir faire l’interessamento del presidente dell’Inter Massimo Moratti da sempre suo grande estimatore e che sogna sempre di vederlo un giorno indossare la maglia nerazzurra.
    La stella del Barça si è raccontato a 360 gradi, dal paragone con Maradona alla sua nazionale, l’Argentina, dal suo approdo in blaugrana al rapporto con l’allenatore Guardiola con il rivale Cristiano Ronaldo e con l’ex compagno di squadra Ibrahimovic.

    La Pulce, Pallone d’Oro 2009 e 2010, ama la “sua” Barcellona fin da quando vi arrivò all’età di 12 anni grazie alla visione dell’allora direttore sportivo Rexach che gli offrì la possibilità di pagargli le cure per una particolare malattia che gli bloccava la crescita. La stella argentina ha espresso il desiderio di terminare la sua carriera calcistica nelle fila della squadra catalana ringraziando allo stesso tempo Moratti per l’interesse mostrato. Su Guardiola l’attaccante spende parole d’elogio definendolo come un tecnico che è riuscito ad unire un gruppo cambiando la mentalità dello spogliatoio: “Con Guardiola non abbiamo mai avuto problemi. E’ stato lui che mi chiesto di avanzare la mia posizione in modo che potessi giocare più vicino alla porta con ottimi risultati“.

    Inevitabili le domande sul confronto con Maradona: Messi è designato da tutti come il degno erede del Pibe de Oro, la somiglianza tra i due sia tecnica che fisica è sbalorditiva anche se il giocatore non si considera tale perchè come lui stesso spiega “Diego è Diego e ce ne può essere solo uno“. I due però non sono riusciti la scorsa estate a portare fino in fondo l’Argentina ai Mondiali sudafricani venendo eliminati ed umiliati dalla Germania nei quarti di finale. L’obiettivo ora però è la Coppa America che verrà giocata proprio in Argentina. Un appuntamneto che la Seleccion non può assolutamente fallire: “Vogliamo vincerla e sarebbe bellissimo conquistarla nel nostro paese“.

    Infine chiusura dedicata agli ex compagni Ronaldinho e Ibrahimovic e il suo principale antagonista Cristiano Ronaldo: “Dinho con me è stato fantastico, mi ha dato un sacco di consigli utili e lo ringrazierò a vita. Con Ibra avevamo una buona intesa, insieme abbiamo vinto la Liga. Ma lui ha avuto problemi non di natura tecnica di cui non voglio parlare e che lo hanno portato al divorzio con il Barcellona. Con Ronaldo ci rispettiamo, ci salutiamo quando ci incontriamo ma è tutto qui“.