Tag: Champions League

  • Milan, adesso il Tottenham. Allegri in ansia per Boateng

    Milan, adesso il Tottenham. Allegri in ansia per Boateng

    La vittoria all’Olimpico di Torino che fa seguito al roboante successo contro il Napoli ha dato al Milan ulteriori certezze e convinzioni demoralizzando le avversarie al titolo adesso consapevoli che per raggiungere i rossoneri serve un miracolo.

    La vera forza del Milan non è l’attacco atomico ma la tenuta e la forza di centrocampo e difesa. I 20 gol subiti in 28 partite sono lo specchio evidente del campionato e la consapevolezza che se gli avversari non tirano mai in porta mal che vada uscirà un pareggio. Il gol di Gattuso è poi uno di quelli che ti fa capire i segnali positivi della stagione.

    Messa da parte la domenica di campionato adesso però il Milan dovrà fare i conti con la bolgia del White Hart Lane dove mercoledi sarà di scena il ritorno di Champions League. Potrebbe esser la partita da cui nasce il ciclo Allegri ma le defezioni a centrocampo di Pirlo, Gattuso, Ambrosini oltre a Van Bommel ed Emanuelson sono una brutta gatta da pelare.

    Dalla sfida di ieri è poi uscito con le stampelle Kevin Prince Boateng, indispensabile con il suo movimento perpetuo nell’economia del gioco rossonero. Dal suo recupero e da quello di Pato dipenderà molto la formazione che Allegri manderà in campo.

  • Italia, auf wiedersehen quarto posto Champions

    Italia, auf wiedersehen quarto posto Champions

    Mi verrebbe da dire c’era una volta il calcio italiano… Sì, perchè questa volta non servirà neppure la vittoria della Champions League edizione 2010-2011 con una finale tutta italiana e con la terza squadra nostrana eliminata in semifinale da una connazionale a salvare il terzo posto nel Ranking Uefa e l’onore del nostro calcio che ha subìto un crollo verticale disastroso nell’ultimo lustro tanto da dilapidare un vantaggio enorme sui rivali tedeschi. Pensate che solo nel Ranking finale del 2006, l’Italia era al secondo posto dietro solo la Spagna davanti ai maestri dell’Inghilterra, della Francia e con un vantaggio abnorme sulla Germania di 18.36 di coefficiente Uefa.

    Vien da dire: Com’è possibile? Eppure è successo ed è cruda realtà. Non sono bastati quindi i recenti trionfi in Champions di Milan (2006-2007) e Inter (2009-2010) per inviare negli anni a venire le 4 squadre prime classificate in Serie A nell’Europa “che conta”. E i motivi del fallimento vanno ricercati proprio nel termine messo tra virgolette perchè la Germania si è dimostrata umile cominciando a costruirsi la scalata partendo dai discreti risultati ottenuti nell’ex Coppa Uefa ora Europa League da noi invece snobbata negli ultimi anni seppur siamo la nazione che ne detiene il maggior numero di titoli (9) così come per la Champions del resto (12 successi in coabitazione con la Spagna) rosicchiandoci punti poco per volta in maniera operosa.

    Motivo la mia tesi:

    • stagione 2006-2007 la Germania porta una squadra in semifinale e due ai quarti, le italiane vengono tutte eliminate entro i sedicesimi (Parma e Livorno);
    • stagione 2007-2008 Germania e Italia portano una squadra a testa in semifinale Bayern Monaco e Fiorentina ma i viola sono un’oasi nel deserto perchè tutte le altre partecipanti vengono fatte fuori addirittura nel primo turno eliminatorio (Palermo, Sampdoria ed Empoli) mentre i tedeschi accedono con 5 squadre di cui 4 passano agli ottavi e tra queste 2 arrivano ai quarti.
    • stagione 2008-2009 derby tedesco in semifinale (il Werder poi perderà la finale contro lo Shakhtar Donetsk) mentre l’Udinese è l’italiana tra Milan, Fiorentina e Sampdoria che riesce ad andare più avanti fermando il proprio cammino poi agli ottavi.
    • stagione 2009-2010 tedeschi presenti fino alla semifinale con l’Amburgo, ai quarti anche con il Wolfsburg e agli ottavi con il Werder Brema nello stesso turno dove viene eliminata l’ultima italiana la Juventus per arrivare alla stagione attuale nella quale dopo bianconeri e Palermo saluta anche il Napoli eliminato nei sedicesimi dal Villarreal.

    Tornando ai giorni nostri, ammettendo infatti che Inter, Milan e Roma, le 3 squadre rimaste ancora in gioco in attesa di disputare gli ottavi di ritorno della massima rassegna continentale dopo che anche il Napoli unico superstite italiano in Europa League è stato eliminato, giungano fino in fondo e ottengano il massimo vincendo tutte le gare a disposizione (fermo restando che in caso di una obbligata semifinale tutta italiana una delle due non può ottenere punti), l’Italia accumulerebbe un punteggio massimo di 34 per un coefficiente di 4.857 da qui fino alla fine della stagione che tradotto in soldoni significa addio aritmetico al terzo posto nel Ranking e conseguente perdita del quarto posto Champions League. Tutto questo senza tener conto dei risultati delle squadre teutoniche che nelle ultime 5 stagioni (compresa questa che ancora deve terminare) hanno accumulato un coefficiente pari a 68.103 contro il 59.981 italiano. Una differenza per quest’anno incolmabile considerato che potremmo arrivare ad un massimo di 64.838 ben inferiore di quello che può vantare la Germania.
    E il gap resterà quasi certamente allo stesso modo incolmabile anche per le prossime due stagioni il che vuol dire che i nostri club dovrebbero ottenere risultati stratosferici nel biennio a venire per tornare in corsa tra 3-4 anni. Ma in quel periodo è probabile che il nostro avversario di turno non sia più la Germania ma la Spagna che secondo una proiezione comparando i risultati ottenuti finora con quelli delle ultime 4 edizioni, al via della nuova stagione perderebbe la seconda posizione nel Ranking in favore dei tedeschi.
    Come dire… prendere esempio e au revoir… Pardon… Auf wiedersehen quarto posto…

    Questo il Ranking Uefa aggiornato al 26 febbraio

    1. Inghilterra – 82.928 (6/7)
    2. Spagna – 77.329 (4/7)
    3. Germania – 68.103 (3/6)
    4. Italia – 59.981 (3/7)
    5. Francia – 53.511 (3/6)
    6. Portogallo – 44.596 (3/5)
    7. Russia – 43.541 (3/6)
    8. Ucraina – 42.550 (2/6)
    9. Olanda – 38.796 (3/6)
    10. Turchia – 35.050 (0/5)

    Tra parentesi le squadre ancora in corsa nelle due competizioni sul totale di squadre partecipanti di inzio stagione.

    Calcolo del coefficiente Uefa

    Si tiene conto di tutti i risultati delle squadre partecipanti alla Champions ed Europa League e si procede alla somma di punteggi così calcolati:

    • 2 punti per vittoria;
    • 1 punto per pareggio;
    • 1 punto per vittoria nei preliminari;
    • 0.5 punti per pareggio nei preliminari;
    • 0 punti per sconfitta;
    • 4 punti per l’ingresso alla fase a gruppi di Champions;
    • 5 punti da sommare ai 4 precedenti per la qualificazione agli ottavi di Champions;
    • 1 punto per il raggiungimento di quarti, semifinali e finale per ognuna delle due competizioni;
    • 0 punti per le finali vinte.

    Fatta la somma dei punteggi per ogni nazione, si procede nel dividere il risultato ottenuto per il numero di squadre inizialmente ammesse per singola Federazione: sarà questo il coefficiente finale di stagione.
    Il Ranking Uefa tiene conto solo dei risultati ottenuti nelle ultime 5 stagioni (esempio quello di quest’anno tiene in considerazione la somma dei punteggi che vanno dalla stagione 2006-2007 fino al 2010-2011) e così via.

  • L’Uefa assolve De Rossi per il presunto pugno a Chygrynskiy

    L’Uefa assolve De Rossi per il presunto pugno a Chygrynskiy

    Non ci sarà nessuna squalifica per Daniele De Rossi, accusato dallo Shakhtar Donetsk di aver colpito con un pugno il difensore ucraino Chygrynskiy al termine della gara d’andata degli ottavi di finale di Champions League persa dai giallorossi per 3-2.
    L’Uefa, che ha verificato tutto il materiale inviatogli dalla società arancionera, ha assolto il centrocampista della Roma che potrà così essere a disposizione di Montella nella fondamentale gara di ritorno a Donetsk il prossimo 8 marzo.

    Le immagini giunte a Nyon per provare la condotta violenta di De Rossi non hanno convinto i giudici della commissione disciplinare del massimo organismo calcistico europeo che hanno deciso di non punire Capitan Futuro per il presunto episodio.
    Lo Shakhtar ora potrà presentare ricorso entro la giornata di martedì e ricevere il verdetto del secondo grado di giudizio entro la fine della prossima settimana.

  • Giallo De Rossi, lo Shakhtar chiede la prova tv

    Giallo De Rossi, lo Shakhtar chiede la prova tv

    Vincenzo Montella conosce da tantissimo tempo l’ambiente giallorosso ma abituarsi a gestire il vortice di eventi che girano intorno alla Roma sarà anche per lui il compito più arduo. L’aereoplanino ha debuttato con una vittoria che ha riportato un barlume di serenità in un ambiente scosso dalle pressioni dei tifosi, da uno spogliatoio in rivolta e con un passaggio di consegne ricco di insidie.

    I casi spinosi non sembrano finire mai ad iniziare d Mexes che macchia ancora una volta una prestazione da leader con una ammonizione per proteste, continuando con Adriano tornato dal Brasile ma già con la saudade e per finire con De Rossi.

    E’ di questa mattina la notizia che gli ucraini dello Shakhtar Donetsk hanno presentato un esposto alla Uefa per chiedere la squalifica di capitan futuro per un pugno rifilato ad un giocatore ucraino a fine partita. Stando alle indiscrezioni le immagini sono inequivocabili e vedendo come l’Uefa ha gestito il caso Gattuso dovrebbe esser in arrivo un’altra maxi squalifica per un altro giocatore più rappresentativo del calcio italiano.

  • Gattuso racconta la rissa con Joe Jordan alle Iene. Video

    Gattuso racconta la rissa con Joe Jordan alle Iene. Video

    Vi avevamo anticipato dell’intervista di Gattuso alle Iene ma vederla è tutta un’altra cosa. Il centrocampista rossonero con ironia e con qualche frecciatina ripercorre i momenti della rissa creando un bel siparietto con la Iena Rosario Rosanova, guarda il video:

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  • Inter, Ranocchia out due settimane

    Inter, Ranocchia out due settimane

    E’ meno grave del previsto l’infortunio occorso Andrea Ranocchia che ieri durante il match di andata degli ottavi di finale perso dall’Inter contro il Bayern Monaco è stato costretto ad uscire anzitempo per un problema al ginocchio.
    Il difensore nerazzurro, sottopostosi in giornata agli accertamenti del caso, ha riportato un risentimento all’inserzione prossimale del legamento collaterale interno del ginocchio sinistro che lo terrà lontano dai campi di gioco per almeno una quindicina di giorni.

    L’ex difensore del Bari e del Genoa, approdato alla corte di Leonardo nella sessione del mercato invernale per sopperire alla lunga assenza di Samuel, salterà dunque le sfide di campionato con Sampdoria, Genoa e Brescia per poi tornare disponibile presumibilmente per la trasferta fondamentale di Monaco di Baviera dove l’Inter si giocherà il passaggio ai quarti di finale di Champions League contro i tedeschi.

  • Italiane un disastro in Champions. Il resoconto degli ottavi d’andata

    Italiane un disastro in Champions. Il resoconto degli ottavi d’andata

    Semplicemente un disastro. Non esiste parola più adatta per descrivere il bilancio delle italiane negli ottavi di Champions League: nelle gare d’andata, spalmate in quattro giorni su due settimane, infatti le squadre nostrane Inter, Milan e Roma hanno incassato tre sconfitte pesanti tutte in casa, di cui due, quelle dei nerazzurri e dei rossoneri, nello stesso stadio, a San Siro, che purtroppo non aiutano il nostro Ranking Uefa nè tantomeno un tentativo in vista dell’anno prossimo per riappropriarci del terzo posto, ormai già perso quest’anno in favore della Germania, nella graduatoria che da diritto alle prime 4 squadre classificate in campionato di qualificarsi in Champions.

    L’Inter campione in carica capitola al 90′ davanti ai propri tifosi contro il Bayern Monaco che vendica, almeno in parte, la sconfitta patita nella finale della scorsa edizione giocata e persa proprio contro i nerazzurri: 0-1 il finale in favore dei bavaresi con gol vittoria di Gomez grazie ad un errore di Julio Cesar che sbaglia la respinta su un tiro dalla distanza di uno scatenato Robben. I nerazzurri saranno costretti a ribaltare il risultato a Monaco di Baviera tra 3 settimane se non vorranno abdicare e dire addio al primo obiettivo stagionale così come il Milan che settimana scorsa era stato battuto sempre a San Siro e con il medesimo risultato (0-1) dal Tottenham: gara decisa da Crouch.
    A completare il “magnifico” turno la sconfitta casalinga della Roma ad opera di uno Shakhtar Donetsk che ha dominato all’Olimpico: 2-3 il punteggio in favore degli ucraini ai quali basterà non incassare più di due gol di scarto (fino al 2-3) l’8 marzo per accedere ai quarti di finale.
    Serviranno delle prestazioni più convincenti nelle gare di ritorno, tre vere e proprie imprese per nerazzurri, rossoneri e giallorossi.

    Nella altre gare il Barcellona è uscito sconfitto dall’Emirates Stadium dove l’Arsenal si è imposto per 2-1: i ragazzini terribili di Wenger hanno rimontano con Van Persie e Arshavin lo svantaggio iniziale di Villa e dovranno superare l’esame Camp Nou per essere inseriti nella lista delle maggiori pretendenti alla vittoria finale.
    Una vittoria e un pareggio per le altre due inglesi: il Chelsea di Ancelotti ha sbancato Copenaghen con un secco 0-2 grazie ad una doppietta di Anelka mentre il Manchester United ha impattato stasera in uno scialbo 0-0 a Marsiglia.

    Infine chiudiamo con due pareggi entrambi con lo stesso risultato e che riguardano due spagnole: il Real Madrid di Josè Mourinho non è riuscito a vincere in casa della bestia nera Lione (1-1) e si giocherà la qualificazione tra le mura amiche del Bernabeu (al gol dell’ex Benzema ha risposto Gomis), il Valencia invece (1-1 con lo Schalke) sarà atteso nella difficile trasferta di Gelsenkirchen per ottenere il pass dei quarti di finale.

    Risultati e marcatori ottavi di andata di Champions League

    ARSENAL – BARCELLONA 2-1
    26′ Villa (B), 78′ Van Persie (A), 83′ Arshavin (A)
    COPENAGHEN – CHELSEA 0-2
    17′ Anelka, 54′ Anelka
    INTER – BAYERN MONACO 0-1
    90′ Gomez
    LIONE – REAL MADRID 1-1
    65′ Benzema (R), 83′ Gomis (L)
    MARSIGLIA – MANCHESTER UNITED 0-0
    MILAN – TOTTENHAM 0-1
    80′ Crouch
    ROMA – SHAKHTAR DONETSK 2-3
    28′ aut Rat (S), 29′ Jadson (S), 36′ Douglas Costa (S), 41′ Luiz Adriano (S), 61′ Menez (R)
    VALENCIA – SCHALKE 1-1
    17′ Soldado (V), 64′ Raul (S)

    Il programma delle gare di ritorno

    8 marzo
    BARCELLONA – ARSENAL
    SHAKHTAR DONETSK – ROMA

    9 marzo
    SCHALKE – VALENCIA
    TOTTENHAM – MILAN

    15 marzo
    BAYERN MONACO – INTER
    MANCHESTER UNITED – MARSIGLIA

    16 marzo
    CHELSEA – COPENAGHEN
    REAL MADRID – LIONE

  • Le pagelle Inter – Bayern Monaco 0-1

    Le pagelle Inter – Bayern Monaco 0-1

    Pagelle Inter

    Julio Cesar 4,5 Serata in cui praticamente non compie parate, e viene salvato due volte dai legni. Paga la fortuna precedente con un erroraccio al minuto 89’ quando sul tiro di Robben da fuori area non trattiene e regala il pallone a porta vuota a Mario Gomez. È il ruolo del portiere ad essere delicato, dove praticamente non si  può permettere mai il lusso di fare errori, poiché saranno sempre decisivi. I tifosi non se la prenderanno con lui ma sicuramente anche in cuor suo Julio ripenserà mille volte su quella parata e su come con quell’errore ha compromesso una partita.

    Maicon 6,5 è il giocatore più utilizzato da Leonardo, non avendo disertato o saltato nemmeno una partita, e non essendo mai stato sostituito ha praticamente giocato sempre. Andateglielo a dire! Nnon si ferma un attimo e scatta su quella fascia come un ragazzino. Nel secondo tempo frena la sua corsa per tamponare le ripartenze pericolosissime di Ribery. Ci mette l’anima e fa una partita ai suoi livelli. Pendolino

    Thiago Motta 5 non è in serata e si vede fin da subito, quando riceve palla e rallenta il gioco, perde una miriade di palloni e si fa ammonire per proteste. Dovrebbe essere lui la luce del centrocampo nerazzurro, invece si spegne inesorabilmente lasciando il buio in mezzo al campo. Poche palle recuperate e davvero poca costruzione del gioco che parte dai suoi piedi.  Nel finale ha anche l’opportunità di portare in vantaggio i suoi ma schiaccia malamente di testa praticamente sul portiere.

    Eto’o 7 è sempre in forma. È l’unico dei nerazzurri a non sentire la fatica del tour de force che  ha portato gli uomini di Leo a giocare tantissime partite nell’ultimo mese. Corre e serve assist per i compagni. Si crea le occasioni da solo sgusciando tra i difensori. Gli nega il gol solo un ottimo Kraft in serata da miracoli.

    Ranocchia 6,5, Lucio 6,5, Chivu 6, Zanetti 5,5, Cambiasso 5, Stankovic 5,5, Sneijder 5,5, Kharja 6.

    Pagelle Bayern Monaco

    Kraft 7 giovanissimo portiere dei bavaresi che a detta di molti poteva rappresentare il punto debole della squadra di Van Gaal alternando grandi parate ad altrettante papere. Stasera il brutto anatroccolo si è trasformato in cigno davanti a Julio Cesar. Ottima la sua prestazione con uscite perfette e grandissime parate su Eto’o e Cambiasso.

    Luis Gustavo 7 Gioca una partita di contenimento dove praticamente non permette mai a Sneijder di muoversi con la palla e di ragionare. Alterna ottime chiusure a buone ripartenze palla al piede. Un giocatore costato quasi 18 milioni di euro ma che forse li vale tutti.

    Schweinsteiger 6,5 l’uomo dei sogni di Mourinho dai tempi in cui allenava l’Inter. Stasera non brilla particolarmente, ma nemmeno sfigura. È l’anima del centrocampo dei tedeschi mostrando i denti quando c’ è da combattere e recuperando un’infinità di palloni.

    Robben 7 Devastante. Praticamente raddoppiato per tutta la partita perché nell’uno contro uno è troppo rischioso affrontarlo. Ha un passo differente rispetto agli altri e si vede. Nel primo tempo serve l’assist a Ribery che sbaglia colpendo la traversa. Nella ripresa invece mette a sedere Chivu e con un gran sinistro colpisce il palo. Decisivo il suo tiro all’ultimo minuto che il portiere nerazzurro non trattiene. Vale come un assist.

    Gomez 6,5 il voto sarebbe stato sicuramente negativo senza il gol, ma la bravura dell’attaccante sta anche nel farsi trovare pronto al momento giusto, e lui stasera segnando all’Inter ha timbrato il cartellino con il 28esimo gol stagionale. Nel corso della partita praticamente non tocca palloni a parte un gol sbagliato sotto porta. Poi la dea bendata si ricorda di lui, rende scivolose le mani di Julio Cesar e gli serve un pallone con su scritto calcia e segna! Miracolato!

    Lahm 6, Tymoschuk5,5, Badstuber 5,5, Ribery 6, Muller 6,5,

  • Manchester e Marsiglia si accontentano dello 0-0

    Manchester e Marsiglia si accontentano dello 0-0

    Non va oltre lo 0-0 il Manchester United al Velodrome di Marsiglia nell’andata degli ottavi di Champions League. Red Devils e OM non convincono e si giocheranno la qualificazione ai quarti nella gara di ritorno, prevista il 15 marzo, all’Old Trafford.

    Succede ben poco durante i 90′ minuti con i padroni di casa che si fanno vedere di più, si fa per dire visti i pochissimi tiri nello specchio della porta, dalle zone di Van der Sar. L’occasione migliore però è dello United e capita sui piedi di Fletcher a metà del primo tempo che impegna l’estremo difensore francese Mandanda.
    La squadra di Deschamps risulta superiore nel gioco ma fa troppo poco per scardinare la retroguardia dello United che non punge nonostante si presenti con Rooney, Berbatov e Nani in attacco.

    Tutto rinviato quindi tra 3 settimane a Manchester: il Marsiglia potrà giocare per due risultati su tre mentre gli uomini di Ferguson dovranno per forza segnare una rete in più rispetto all’avversario se non vorrano vedere la loro esperienza in Champions già chiusa con due mesi d’anticipo. Anche perchè la finale quest’anno è in terra inglese a Wembley, nell’Olimpo del calcio europeo.

    Il tabellino
    MARSIGLIA – MANCHESTER UNITED 0-0
    MARSIGLIA (4-2-3-1): Mandanda; Fanni, Diawara, Mbia, Heinze; Cissé (70′ Cheyrou), Kaboré; Remy (79′ Valbuena), Lucho Gonzalez, A. Ayew; Brandao.
    Panchina: Andrade, Taiwo, Hilton, Abriel, J. Ayew.
    Allenatore: Deschamps
    MANCHESTER UNITED (4-1-4-1): Van der Sar; O’Shea, Smalling, Vidic, Evra; Carrick; Nani, Gibson (72′ Scholes), Fletcher, Rooney; Berbatov.
    Panchina: Kuszczak, Brown, Fabio, Rafael, Obertan, Hernandez.
    Allenatore: Ferguson
    Arbitro: Brych

  • Inter sprecona con il Bayern, Gomez gela San Siro

    Inter sprecona con il Bayern, Gomez gela San Siro

    Cornice spettacolare quella di San Siro con uno stadio tutto esaurito, 80mila spettatori e con una bellissima scenografia della curva interista con la scritta Milano su sfondo nerazzurro e le stelle bianche in risalto della Champions League. Le squadre scendono in campo e la partita può cominciare.

    Nemmeno inizia la partita e su una punizione conquistata da Eto’o, l’olandese Sneijder serve un pallone perfetto per Ranocchia che in area lasciato libero calcia e mette la palla di un soffio a lato. Il Bayern aggredisce moltissimo i portatori di palla nerazzurri, soprattutto bloccando sul primo tocco Sneijder la chiave del centrocampo interista.

    La formazione di Leonardo invece è troppo attendista, facendo poco pressing sulla linea dei mediani lascia ampi spazi di manovra alla squadra bavarese. Bayern pericoloso nei primi minuti soprattutto con le conclusioni da lontano di Luiz Gustavo.

    Al 21’ lo stadio si infiamma sulle percussioni di Maicon ed Eto’o sulla fascia. Il camerunense si libera dei difensori e serve Cambiasso praticamente davanti a Kraft. L’argentino controlla e scarica sul corpo del portiere sbagliando un’occasione d’oro. Passano due minuti e  arriva la risposta del Bayern Monaco: dai piedi di Robben parte un cross perfetto su Ribery che anticipa Ranocchia di testa e colpisce la traversa con Julio Cesar che può solo guardare. Al 28’ ancora dolori per i nerazzurri con l’inserimento di Lahm in area che va a servire un ottimo pallone a Gomez che calcia alla stelle.

    Al 33’ l’Inter si riaffaccia davanti con il proseguire di un’azione da calcio d’angolo, dove Lucio dal fondo mette in mezzo un pallone per Eto’o, che riesce a sgusciare tra i difensori e calciare. È solo un miracolo di Kraft a negargli la gioia del gol.  Il match va avanti con  il forcing del Bayern che spinge tantissimo schiacciando i nerazzurri nella loro metà campo.  Nei minuti finali del primo tempo l’Inter alza il pressing e Maicon servito sulla fascia con un pizzico di egoismo non serve Stankovic libero in area e spara alto sulla traversa. Le squadre vanno a riposo sullo 0 a 0, ma nonostante le reti inviolate non è mancato lo spettacolo.

    Il secondo tempo regala ancora emozioni forti con Robben che si infila in area, si decentra e fa partire un tiro che va a scagliarsi contro il palo. Ancora una volta il legno ha salvato l’Inter. Il Bayern acquista sicurezza e riesce a far girare la palla ed essere pericoloso davanti con i nerazzurri come nel primo tempo troppo schiacciati. Al 56’ errore della difesa bavarese che regala il pallone a Maicon. Il brasiliano serve Eto’o che stoppa di petto  e calcia su Kraft che para e respinge. Cambiasso sulla respinta praticamente a porta vuota calcia con troppa forza e manda il pallone sopra la traversa.

    Una partita che non conosce tregua con squadre lunghissime che ripartono praticamente ogni istante.

    Bayern praticamente a trazione anteriore con una difesa altissima e un pressing asfissiante a schiacciare dietro la linea della palla tutti gli undici nerazzurri. Al minuto 70’ c’è l’infortunio di Andrea Ranocchia che fino ad allora aveva disputato un’ottima partita. Sostituzione obbligata con Kharja. Chivu praticamente va a fare il difensore centrale come faceva ai tempi della Roma, con Zanetti che scala sulla fascia da terzino.

    Al 79’ ancora Inter con Kharja che, servito da Eto’o, defilatissimo prova un tiro-cross che non trova il tapin vincente di nessuno dei suoi compagni e impatta sulle mani di Kross che con sicurezza respinge. All’85’ è Thiago Motta a sfiorare il gol con un colpo di testa troppo centrale dagli sviluppi di un calcio d’angolo. Lo stadio si ammutolisce quando nel forcing finale sul tiro di Eto’o la palla sembra entrare e invece sfiora il palo. Solo Inter nel finale che praticamente ha avuto moltissime occasioni per passare in vantaggio.

    Al minuto 89’ succede l’impensabile. L’Inter, che praticamente sembra voler chiudere la partita, perde palla e Robben da fuori fa partire un gran tiro su cui Julio Cesar sbaglia la respinta regalando il pallone a Gomez che da un metro non può sbagliare e porta i suoi in vantaggio. Bayern 1 Inter 0. Non c’è nemmeno il tempo per reagire. Un gol che gela i nerazzurri.

    Triplice fischio e partita finita.

    Tantissime le occasioni per parte con un pareggio che forse sarebbe stato il risultato più giusto, ma a differenza dei nerazzurri il Bayern ha saputo capitalizzare sull’errore del portiere interista. Una serata storta per gli uomini di Leo troppo imprecisi sottoporta.

    La partita finisce con la terza sconfitta per le tre italiane in Champions League. Nel ritorno sarà durissima per i nerazzurri che avranno bisogno di  segnare almeno un gol per andare ai supplementari e due per passare il turno.