Tag: Champions League

  • Barça – Shakhtar, tutto come previsto. Blaugrana in semifinale

    Barça – Shakhtar, tutto come previsto. Blaugrana in semifinale

    Barcellona-Shakhtar
    Tutto secondo copione alla Donbass Arena, nel match di ritorno tra Barcellona e Shakhtar nessuna remuntada della squadra allenata da Lucescu. I blaugrana strappano il biglietto per la semifinale di Champions che con molta probabilità li vedrà scontrarsi con gli eterni rivali del Real, impegnati domani e ad un passo dalla qualificazione. Il match non regala grosse emozioni e anche gli uomini di Guardiola sembrano amministrare il risultato dell’andata giocando al piccolo trotto ed evitando grossi pericoli alla porta di Valdes che però viene impegnato subito all’8° minuto da un tiro ravvicinato di Douglas Costa e al 23° da un tiro di Jadson. Poi solo è solo Barça: ci prova Adriano schierato a sorpresa al posto di Maxwell, che si vede respingere sulla linea un tiro a botta sicura. Al 31° sale in cattedra Messi, l’attaccante argentino con un’azione insistita si presenta a tu per tu con il portiere e cerca di batterlo con un lob di sinistro, ma Pyatov non abbocca e para. Ma è sempre il pallone d’oro a mettere la propria firma sulla partita siglando il gol del 1-0, il suo 48° in stagione, sfruttando un assist di Dani Alves e battendo da pochi passi l’incolpevole estremo difensore ucraino. Adesso la partita non ha più niente da dire, a fine primo tempo ci prova Jadson con una punizione dal limite a rendere meno amara l’eliminazione ma Valdes è pronto e respinge in calcio d’angolo. Il secondo tempo è una girandola di cambi, con Guardiola che, in vista del Clasico, sostituisce Xavi, Pique e Villa per concedere loro un po’ di fiato. Nonostante la partita si trascini stancamente verso la fine c’è ancora il tempo per vedere un bel tiro di Mkhitaryan sul quale Valdes compie un ottimo intervento e un errore sotto porta del neo-entrato Moreno su cross del solito Mkhitaryan. Dopo 3 minuti di recupero l’arbitro fischia la fine della partita e dei sogni di gloria dello Shakhtar, ma dal match in Ucraina parte un messaggio molto chiaro per il Real di Mou, il Barcellona non ha nessuna intenzione di concedere niente nelle prossime 4 sfide contro i blancos.

  • Juve a Firenze con Buffon e Del Piero. Missione Champions

    Juve a Firenze con Buffon e Del Piero. Missione Champions

    I due leader e simboli della Juventus Alessandro Del Piero e Gigi Buffon saranno abili e arruolati per la delicata trasferta di Firenze dove domenica prossima i bianconeri cercheranno di allungare e portare a quattro la striscia di vittorie consecutive in campionato per continuare ad alimentare le speranze di rientrare nella lotta al quarto posto che darebbe l’accesso ai preliminari della prossima Champions League.
    Se il capitano non ha ancora recuperato completamente dall’infortunio che lo ha costretto a saltare le ultime due gare con Roma e Genoa, il numero uno è tornato ad allenarsi con i compagni dopo aver svolto nei giorni scorsi un lavoro differenziato. Buffon quindi tornerà a difendere i pali della Juventus per la “gioia” di Storari che invece tornerà a scaldare la panchina.

    Del Piero ha annunciato che il suo piano di recupero sta procedendo come previsto e che sarà disponibile per la Fiorentina anche se, da buon capitano qual è, ha elogiato i compagni che hanno ottenuto le recenti e importanti vittorie orfani della vecchia guardia evidenziandone il grande carattere e attaccamento alla maglia: “Ci sarò per la difficile trasferta di Firenze. Con il Genoa ho sofferto dalla tribuna, spero sia stata l’ultima, ma sono molto soddisfatto di quanto fatto dai miei compagni“.

    La Juventus, che ha davanti a sè anche Udinese e Roma, è distante ancora 6 punti dal quarto posto occupato al momento dalla Lazio ma con un Buffon e Del Piero in più il lungo inseguimento alla Champions di Madama potrebbe non essere più un discorso utopistico.

  • Furia madridista sulla gaffe di Guardiola: “Se battiamo lo Shakhtar, siamo in finale”

    Furia madridista sulla gaffe di Guardiola: “Se battiamo lo Shakhtar, siamo in finale”

    La stampa spagnola, e in particolare quella vicina al Real Madrid, ha espresso tutto il proprio disappunto per la gaffe del tecnico del Barcellona Pep Guardiola che ieri nella conferenza stampa di rito alla vigilia del quarto di finale di Champions League che stasera vedrà impegnati i blaugrana in Ucraina contro lo Shakhtar Donetsk e che dovrebbe rivelarsi solo una passerella per le stelle catalane in virtù del 5-1 dell’andata ottenuto al Camp Nou, ha affermato davanti ai giornalisti “Se battiamo lo Shakhtar, siamo in finale” dimenticandosi un passaggio fondamentale, che in semifinale, a meno di clamorosi colpi di scena, troverà gli acerrimi rivali del Real Madrid.

    Il quotidiano che più ha affondato il colpo è Marca che nella prima pagina di oggi ha titolato “Pep si dimentica del Real e si vede gia’ a Wembley“.
    Il tecnico spagnolo, accortosi della gaffe, ha cercato di chiarire immediatamente il misunderstood aggiungendo di sperare di arrivare alle semifinali e poi di giocare bene per raggiungere la finale. Semplice errore o provocazione? Il tutto arriva a pochi giorni della prima dei quattro Clasicos che gli eterni rivali disputeranno nei prossimi 18 giorni, uno nella Liga, uno nella finale di Coppa del Re e i due delle quasi certe semifinali di Champions League che renderanno la rivalità ancora più affascinante ed infinita.

  • Champions League: lo Shakhtar ad una Mission Impossible con il Barça

    Champions League: lo Shakhtar ad una Mission Impossible con il Barça

    Quella di stasera dovrebbe essere una pura formalità per il Barcellona che giocherà il ritorno dei quarti di Champions in trasferta in Ucraina forte del 5-1 di vantaggio dell’andata. Proprio per questo motivo ed in prospettiva del “Clasico” di sabato sera, Guardiola dovrebbe ricorrere ad un sostanzioso turn-over per risparmiare i suoi uomini migliori, eccezion fatta per il fenomeno Messi che dovrebbe essere regolarmente in campo. A fianco alla Pulce, nel tridente d’attacco dovrebbero trovare posto Villa e Afellay. Nella linea mediana del campo, invece, spazio al poco utilizzato Mascherano che agirà in cabina regia con a fianco Keita e la nuova rivelazione della cantera blaugrana Thiago. Il quartetto difensivo davanti a Valdes, dovrebbe essere formato da Dani Alves, autore di uno splendido gol all’andata, a destra, Pique anche lui a segno nel match al Camp Nou, e Milito al centro e l’ex-interista Maxwell a sinistra.

    Barcellona (4-3-3): Valdes; Alves, Pique, Milito, Maxwell; Keita, Mascherano, Thiago; Villa, Messi, Afellay.
    A disposizione: Pinto; Fontas, Busquets, Adriano, Xavi, Pedro, Jeffren.

    In casa Shakhtar, dopo il pesante passivo, dell’andata si respira aria di rassegnazione. Gli uomini di Lucescu che bene si sono comportati durante tutto il percorso della manifestazione appaiono comunque soddisfatti per il lavoro svolto fin qui e cercheranno di onorare fino all’ultimo l’impegno, caricati dalle parole del loro allenatore che ha detto: “Non abbiamo chance, abbiamo giocato contro la squadra migliore del mondo a Barcellona. Vorremmo giocare un buon match qui, lasciare la competizione in maniera dignitosa davanti ai nostri tifosi, lo stadio sarà pieno. Giocare ancora contro la squadra migliore del mondo e i giocatori migliori, sarà molto, molto difficile. Ma noi vogliamo vincere questa gara“. Proprio per questo motivo la formazione degli ucraini dovrebbe essere la migliore a disposizione del mister rumeno.

    Shakhtar Donetsk (4-2-3-1): Pyatov; Srna, Kryvstov, Rakitski, Shevchuk; Rat, Mkhiaryan Hubschman; Douglas Costa, Jadson, Willian; Luiz Adriano.
    A disposizione: Khudzhamov, Kobin, Alex Texeira, Vitsenets, Gai, Eduardo, Fernandinho

  • Lazio – Roma il derby infinito: Montali risponde a Lotito

    Lazio – Roma il derby infinito: Montali risponde a Lotito

    La qualificazione alla prossima Champions League, e la conquista del quarto posto in classifica, per Roma e Lazio è diventata un pretesto per alimentare una già accesissima rivalità, prolungando quel clima di tensione che si respira in prossimità del derby almeno fino al termine della stagione. L’ombra dei sospetti e delle polemiche è sempre in agguato, con dichiarazioni provocatorie da ambo le parti.

    Nella giornata di domenica, nel post partita di Lazio – Parma, dopo la vittoria dei biancocelesti, ora quarti in classifica, Edi Reja ed il presidente Claudio Lotito avevano lanciato qualche frecciata al veleno all’indirizzo della “fortuna” giallorossa, riferita, senza mezzi termini, alle sviste arbitrali di sabato scorso nel match vinto dalla Roma al Friuli di Udine, contro l’Udinese di Guidolin, diretta concorrente per la corsa all’ambito quarto posto.

    Lotito, dal canto suo, aveva aggiunto alle allusioni del suo tecnico la proposta di creare una sorta di “task force” che possa vigilare sulla regolarità delle ultime partite di campionato, assicurandone, così, la trasparenze e la correttezza, evitando il compiersi di torti arbitrali a danno della regolarità dei verdetti del campo : “La mia task force ha creato scompiglio? Sono allibito. Difendo il sistema. Non ho fatto riferimenti a situazioni specifiche, ho solo detto che il sistema deve essere gestito in modo trasparente. Rimango sorpreso e perplesso che ci siano state queste reazioni alle mie parole. So­no molto sorpreso. Perché si preoccupa solo la Lazio? L’equi­tà del sistema dovrebbe stare a cuore a tutti. Se qualcu­no ha posizioni diverse, lo dica chiaramente. Mi sarei aspettato un coro di adesioni, è sorprendente che qual­cuno si preoccupi. Sia chiaro: non chiedo che la Lazio venga tutelata, chiediamo che venga protetto il sistema all’interno del quale c’è anche la Lazio“.
    Non si è fatta attendere, così, la risposta della Roma, nelle vesti di GianPaolo Montali, direttore operativo giallorosso, che ribatte colpo su colpo alle allusioni sospettose di Lotito, rimarcando la necessità di far cambiare la mentalità del calcio italiano, evitando di alimentare perennemente la cultura del sospetto: “Se lo scorso anno la Roma avesse avuto fortuna nelle partite con Samp, Li­vorno, Napoli e Cagliari, oppure se noi avessimo avu­to la fortuna di vedere un Lazio – Inter diverso, ora gio­cheremmo con lo scudetto cucito sulla maglia. E poi la fortuna è una qualità, io nel volley ho vinto tutto e mi chiamavano Gastone… Le persone sono ciò che dicono e ciò che fanno, certe co­se si commentano da sole. Ci vuole più coraggio a sta­re zitti che a parlare. Per me sarebbe facile con un pa­io di battute accattivarmi i tifosi della Roma ma in que­sta città bisogna cambiare mentalità. Non si può get­tare il sasso e poi nascondere sempre la mano…“.

    All’eco delle polemiche esplose sulle due sponde del Tevere, si aggiungono anche le dichiarazioni dei calciatori. Ieri Cristian Brocchi aveva dichiarato che la Lazio merita più di altre squadre la qualificazione, alludendo sempre alla fortuna dei cugini: “Se siamo dove siamo lo dobbiamo solo a noi. A differenza di altri nessuno potrà dire che i nostri punti non sono punti meritati. Siamo poco appoggiati da stampa e nell’ambiente del calcio italiano. Siamo orgogliosi indossare la maglia della prima squadra della Capitale. Se dovessimo centrare questo obiettivo vorrà dire che ce lo siamo meritato più di altri. Parlando di ieri sera mi sembra giusto dire che il rigore per la Roma era netto, però il problema è che c’era anche quello per l’Udinese”.

    Oggi, dalla sponda romanista, si registrano le dichiarazioni di risposta del portiere brasiliano Julio Sergio, a difesa della stagione giallorossa nei confronti delle illazioni biancocelesti: “Non penso che in questo campionato ci siano stati vantag­gi arbitrali a nostro favore, per il resto non è la prima volta che sento fare questi discorsi dalla Lazio. Per quanto mi riguarda chiedo solo rispetto“.

  • Manchester Utd – Chelsea: per Ancelotti è la partità della verità

    Manchester Utd – Chelsea: per Ancelotti è la partità della verità

    All’ Old Trafford di Manchester il Chelsea di Carlo Ancelotti ricerca una difficile qualificazione alla semifinale di Champions League contro il Manchester United, costretto a ribaltare il risultato di 0-1 dell’andata, con rete Red Devil segnata da Rooney. Non sarà un’impresa semplice, anche perchè il Manchester in casa è uno squadrone sempre temibile, che, però, nello stadio amico difficilmente giocherà per difendere un pareggio a reti inviolate.

    L’esito della sfida avrà importanti risvolti, perchè determinerà una delle quattro semifinaliste e perchè determinerà il futuro di Carlo Ancelotti: infatti, se il tecnico ex Parma, Juventus e Milan, dovesse fallire la qualificazione e non dovesse portare a casa l’ambito trofeo, rischierebbe il posto in panchina nonostante i positivi risultati conseguiti nella scorsa stagione, ossia la vittoria della Premier League e della Fa Cup, il “double” inglese.

    Come spesso accade in Italia, nel caso del Chelsea il “padrone – paperone” Roman Abramovich non sembra dotato della cosiddetta virtù dei forti, ossia la calma, la pazienza di attendere. La conquista della Champions e del potere Europeo pare ossessionarlo, ed è proprio tale obiettivo a spingerlo a continui investimenti nella squadra, con acquisti importanti sul mercato, come quello di Fernando Torres, deciso ed eseguito da Abramovich in prima persona, prelevato dal Liverpool nel mercato di Gennaio per ben 50 milioni di sterline, che ha disputato solo 648 minuti non riuscendo mai a segnare.

    La  spesa complessiva del multimiliardario russo, in otto anni di presidenza, si aggira sugli 800 milioni di sterline, ma non è ancora servita per “acquistare” la tanto ambita coppa con le grandi orecchie: per tal motivo, sono stati licenziati dei big della panchina quali Ranieri, Mourinho, Hiddink, Scolari. E, quest’anno, potrebbe essere il turno di Carletto Ancelotti se l’obiettivo dovesse sfuggire nuovamente.

    Alla vigilia della partita d’andata, Ancelotti aveva voluto rasssicurare l’ambiente londinese del Chelsea, elargendo parole di ottimismo e manifestando il suo piacere di allenare i Blues ancora per il futuro: “Ma io qui mi trovo a meraviglia. Sono stato in panchina cento volte, sono pronto a starci altrettante!”

    Lui sarebbe pronto a restare, ma tutto dipenderà dall’umore del Paperone: in alternativa, se a fine stagione venisse esonerato, potrebbe essere proprio lui l’allenatore della Roma di DiBenedetto, Paperone a stelle e strisce.

    In proposito, Ancelotti ha sempre dichiarato il suo attaccamento ai colori giallorossi, alla maglia on la quale ha giocato per lungo tempo in passato, e la sua grande ammirazione per Capitan Fancesco Totti: “Un giorno mi piacerebbe allenare Francesco. Non ora naturalmente. Ho un contratto di un altro anno con il Chelsea”.

    Il destino della sua avventura londinese è nelle sue mani, e degli undici che andranno in campo questa sera all’Old Trafford, in una sfida che negli ultimi anni, sia in Champions che in Premier League, si è rivelata spesso decisiva. Lo scorso anno, nel campionato Inglese, Carlo Ancelotti riuscì a battere l’armata di Sir Alex Ferguson per 1-2 nel suo fortino, con reti di Ashley Cole e Didier Drogba per il Chelsea.

    L’impresa, dunque, non è impossibile ed Ancelotti vuol proprio sottolinearlo anche per caricare psicologicamente i suoi: “Chi lo dice che è impossibile batterli? Lo abbiamo già fatto un anno fa. Due a uno. Era decisiva per il campionato”.

    Questa sera, Carletto potrebbe accantonare il modulo 4-4-2 che era stato costretto a rispolverare con l’arrivo di Fernando Torres  a Gennaio, e ritornare alle spregiudicate tre punte: Anelka, Drogba e Torres, o, il alternativa, Malouda al posto del nino spagnolo che andrebbe, così, in panchina.

    Quel che è certo, assicura Carletto, è che le scelte di campo non vengono fatte in base al costo del cartellino dei calciatori: una frecciatina al presidente che, invece, vorrebbe sempre in campo Torres. Screzi verbali che potrebbero tramutarsi in una decisione più drastica. Tutto dipenderà dall’esito del ritorno del quarto di finale di questa sera: in caso di sconfitta, il volo di ritorno per l’Italia potrebbe essere già stato prenotato.

  • “Make a kid smile”, con Unicredit vinci la finale di Champions

    “Make a kid smile”, con Unicredit vinci la finale di Champions

    UniCredit, sponsor ufficiale della Uefa Champions League, rafforzerà il suo impegno nel sociale e di sponsorizzazione con la massima competizione calcistica europea intraprendendo una propria iniziativa di solidarietà chiamata “Make a kid smile” per sostenere e supportare le popolazioni e le comunità nei paesi in cui il Gruppo è presente. In che modo? UniCredit Foundation donerà 10 euro, fino ad un massimo di 200 mila euro, al progetto “Open Fun Football Schools” per ogni utente che caricherà, entro il 29 maggio 2011, una sua foto in cui sorride sul sito internet dedicato www.make-a-kid-smile.eu che attraverso l’applicazione KIDSMILE-ME verrà poi inserita in una gallery chiamata KidSmile Arena.
    Inoltre a chi vorrà dare il suo sostegno, avrà la possibilità di vincere, fino al 4 maggio 2011, i biglietti per la Finale di Champions che quest’anno verrà disputata a Londra nell’Olimpo del calcio, a Wembley e, i primi 20.000 che si registreranno sul sito “Make a kid smile”, riceveranno i tradizionali coriandoli che vengono lanciati durante la cerimonia di premiazione della Finale.

    Ambasciatore dell’iniziativa sarà il portoghese Pallone d’Oro del Real Madrid ed ex Inter Luis Figo, da sempre attivo in questo tipo di iniziative a scopo benefico, che inaugurerà la campagna con un video e sarà il primo a caricare una foto con il suo KidSmile.
    Il progetto “Open Fun Football Schools” ha come obiettivi quello di trasmettere ai bambini alcuni valori importanti dello sport utili anche nella formazione e nella vita come la correttezza, lo spirito di squadra e il rispetto reciproco e verso se stessi.

    Questa iniziativa dimostra come sport e impegno sociale possano andare di pari passo – dice Maurizio Carrara, Chairman di UniCredit Foundation – Speriamo che molti fan, caricando la propria foto, ci permettano di donare una cifra significativa per questo importante progetto“.

    Di seguito il video di Luis Figo per promuovere l’iniziativa “Make a kid smile”

  • Moratti: “Sfida affascinante perchè impossibile”

    Moratti: “Sfida affascinante perchè impossibile”

    La parola d’ordine in casa Inter è crederci! Dopo le parole dei giocatori, di Eto’o (con il racconto della rimonta impossibile subita ai danni del Getafe quando militava nel Barca) e del tecnico Leonardo, ha voluto aggiungere qualche parola di incoraggiamento anche il presidente nerazzurro Massimo Moratti, che intervistato dai giornalisti all’uscita degli uffici Saras, ha detto: “La questione è rimanere concentrati e tentare qualcosa che è impossibile di per sé, ma che proprio questa impossibilità la rende affascinante come sfida”.

    La notizia del giorno è la convocazione del difensore argentino Walter Samuel, unito al gruppo per la trasferta tedesca di Gelsenkirchen. “The Wall” , dopo 5 mesi di stop per la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro è tornato ad allenarsi con il gruppo. Un giocatore fondamentale, che nell’anno del triplete ha disputato la sua migliore stagione calcistica, formando una delle migliori difesi al mondo in coppia con Lucio. La sua assenza si è fatta sentire non poco quest’anno, lasciando la retroguardia nerazzurra ‘indifesa’ e più volte criticata per le troppe reti e occasioni concesse agli avversari.

    Moratti comunque si dice cauto sul rientro del centrale argentino, parlando di lui come un giocatore fondamentale per l’Inter: “Non credo che giochi. Ma è convocato, così comincerà a far parte del gruppo anche se non penso possa giocare. Samuel è una certezza, tutti ci siamo dimenticati che se quest’anno fosse stato in campo forse qualcosa di diverso l’avremmo avuto, la sua presenza è fondamentale”.

    Altro rientro importante è stato quello di Diego Milito, con il ritorno al gol nella prima apparizione europea proprio contro lo Schalke. Buona la prestazione contro i tedeschi, meno quella contro il Chievo, dove ha mostrato buoni movimenti e molta voglia di fare, ma poca concretezza sotto porta, ovvero la sua specialità nella stagione passata. È il pupillo del patron nerazzurro e si legge con evidenza nelle parole che Moratti usa per descrivere il momento che sta vivendo il Principe: “A me è sembrato di vederlo bene. Nelle due uscite che ha fatto, l’ho trovato sciolto, freschissimo, questa è una bellissima cosa e se ci desse una mano in questo momento qui sarebbe utilissimo, ma comunque vedo tutti molto carichi. Sappiamo che è qualcosa di molto difficile ma, ripeto, il fascino di questa partita è proprio l’impossibilità”.

    Qualche curiosità sull’ingaggio del terzino sinistro nipponico Yuto Nagatomo, apparso in evidente crescita partita dopo partita, soprattutto nell’ultima sfida contro il Chievo: “Era seguito da un po’ di tempo. È stata un’opportunità, abbiamo fatto uno scambio di prestiti che andava bene sia lui che a Santon. Poi, per noi, prendere Nagatomo significa provare a vedere un giocatore con delle caratteristiche particolari, che per il momento mi sembrano rendano molto bene”.

    Chiusura dell’intervista nel finale, con la risposta alla domanda se ci fossero più possibilità che l’Inter possa passare il turno in Champions League o che agganci i cugini rossoneri in classifica per il campionato?: “Viviamo giorno per giorno e vediamo che cosa ci succede”. Come avrebbe detto Rossella O‘Hara: Ci penserò domani, dopotutto domani è un altro giorno”.

    (Fonte Inter.it)

  • Schalke – Inter, 4 motivi per crederci

    Schalke – Inter, 4 motivi per crederci

    Se fosse un film sarebbe senza ombra di dubbio Mission Impossile. Questo è il titolo della missione in terra teutonica per gli uomini guidati da Leonardo. Con una remuntada ancora possibile in campionato, nonostante 5 punti (6 considerando gli scontri diretti) non siano pochi, il tecnico brasiliano carica i suoi per provare l’impresa europea già riuscita ai danni del Bayern Monaco in casa loro.

    Considerando che obiettivamente è davvero difficile per l’Inter segnare 4 gol e non subirne nessuno, Leo non ha assolutamente nulla da perdere, e quindi potrà liberare da tutte le pressioni i suoi giocatori. Fattore questo che potrebbe avere un bel peso in una partita come quella che attende i nerazzurri martedì sera al Veltins Arena contro lo Schalke 04.

    La vittoria casalinga contro il Chievo ha sicuramente portato morale e ridato convinzione a un ambiente che dopo la sonora batosta del derby aveva come mollato e sentito in maniera troppo forte il peso della sconfitta. Ma l’Inter può davvero rimontare il 5 a 2 di San Siro e riuscire a compiere l’impresa di qualificarsi per le semifinali? Ecco  quattro motivi (come i gol necessari per qualificarsi) per crederci:

    1. CAMBIASSO – Il nuovo modulo proposto da Leonardo, con il ritorno di Cambiasso vertice basso a scudo della difesa da sicuramente più garanzie in fase di copertura e riesce a far rifiatare il reparto arretrato. Anche perché dopo la sconfitta nel derby e la debacle europea contro lo Schalke è stato palese come l’esperimento Thiago Motta in quel ruolo abbia creato più danni che situazioni favorevoli. Il giocatore italo brasiliano è sprecato davanti alla difesa, perché abile negli inserimenti e con piedi sopraffini per servire assist ai compagni. Inaffidabile invece per far ripartire il gioco non essendo un giocatore veloce. Serve più equilibrio, è questa la ricetta per tornare ad essere vincenti.

    2. FORZE FRESCHE – Vista l’ottima prestazione di Nagatomo sulla corsia sinistra, il posto da terzino dovrebbe essere suo, avanzando il capitano Zanetti, dando in questo modo il giusto peso al centrocampo. Moratti aveva parlato di giocatori stanchi dopo la partita di Champions. Bene, Zanetti e Nagatomo sono sembrati i più freschi contro il Chievo, stavolta non si può sbagliare la formazione!

    3. ETO’O: REMUNTADA POSSIBILE – Samuel Eto’o trascinatore dei nerazzurri nelle serate di coppa, racconta un aneddoto su una rimonta impossibile, e carica i suoi compagni in vista della trasferta di Gelsenkirchen:Ricordo una rimonta contro il mio Barça, vincemmo con il Getafe 5-1 e poi perdemmo 4-0 a Getafe. Non credo basti il fatto che abbiamo vinto la Champions per crederci, oggi è difficile crederci, ma nel calcio tutto è possibile e i sogni esistono. Siamo una squadra forte, che può fare una buona gara e rimontare in Germania. Una settimana fa eravamo vicini alla testa ora sembravamo lontani, ma il calcio è così e mancano due mesi. C’è la possibilità di poter far bene in uno stadio meraviglioso mercoledì, l’unica preoccupazione è come arriviamo alla partita, se saremo in forma non avrò paura”.

    4. ZERO PRESSIONI – Il fattore psicologico stavolta è tutto a favore dei nerazzurri. Proprio così, considerando il fatto che l’Inter non ha assolutamente niente da perdere scenderà in campo senza pressioni, in una partita da affrontare con la giusta rabbia agonistica e la testa libera. Le motivazioni per provare l’impresa non mancano di certo.

    La voglia dei grandi campioni di smentire questo vortice di critiche che li ha sommersi per due partite sbagliate, sarà il punto di forza di una squadra che ha il diritto e il dovere di crederci, non solo perché è comunque la squadra campione d’Europa in carica, ma perché come ci insegna il calcio (e un noto marchio sportivo) Nothing is impossible!

  • Volata Champions, calendario pro Roma

    Volata Champions, calendario pro Roma

    Grazie ad un Totti in vena di miracoli la Roma si è riportata vicinissima a Lazio ed Udinese in ottica Champions League e adesso, grazie ad un calendario tutto sommato favorele le speranze di sorpasso non sono più cosi remote.

    I giallorossi potranno infatti contare con l’apporto del proprio pubblico in 4 delle restanti sei partite che escluso il confronto contro i rossoneri sulla carta non offre sfide offlimits. Si ha la sensazione che la Roma dovrà fare la corsa su se stessa sicura che con un filotto di vittorie può aver la meglio su Udinese e Lazio impegnate in scontri più aspri e difficili.

    I friulani infatti hanno perso le ultime due partite e saranno di scena domenica al San Paolo contro un Napoli in piena lotta per il titolo, e ha sul suo cammino lo scontro diretto contro la Lazio e il Milan all’ultima giornata. La Lazio ritornata in corsa ieri grazie alla convincente prestazione contro il Parma deve invertire gioco-forza il suo rendimento esterno per ambire al quarto posto, gli scontri con Juventus e e Udinese la rendono comunque padrona del proprio destino.

    Da non sottovalutare la Juventus ancora distante ma con un miglior coefficente negli scontri diretti e con un calendario non troppo impegnato, anche se la Vecchia Signora quest’anno si è esaltata più con le big che con le provinciali.