Tag: Champions League

  • Volata Champions: la Juve si arrende, Udinese in pole

    Volata Champions: la Juve si arrende, Udinese in pole

    L’ennesima rimonta stagionale subita dalla Juventus costringe anche i più positivi dei tifosi ad abbandonare l’idea di rimonta Champions League. La Vecchia Signora per un altro anno dovrà limitarsi al ruolo di spettatore perdendo la possibilità di confrontarsi con le big del calcio europeo e sopratutto aumentare gli introiti derivanti dalla partecipazione alla Champions.

    Il successo sulla Lazio, quando mancano due giornate alla fine, mettono l’Udinese in una situazione privilegiata dovendo contare solo sulle proprie forze per aver raggiungere l’agognato traguardo. I friulani per non correre rischi però dovranno ottenere sei punti in virtù della peggiore classifica negli scontri diretti contro Lazio e Roma. L’Udinese affronterà domenica prossima il Chievo in trasferta, la squadra di Pioli ha ottenuto ieri la matematica salvezza ma ci vorrà la migliore Udinese per far bottino pieno, mentre all’ultima giornata affronterà il Milan campione d’Italia tra le mura amiche.

    La Lazio incontrerà domenica all’Olimpico il Genoa per poi chiudere in trasferta a Lecce in quello che può esser uno scontro incrociato Champions salvezza con i cugini della Roma impegnati contro la Sampdoria. I giallorossi di Montella possono contare sulla migliore posizione negli scontri diretti ma la trasferta di Catania e sopratutto lo scontro con la Samp non evocano ricordi piacevoli.

    • IL CALENDARIO

    37a giornata:
    Lazio-Genoa, Catania-Roma, Chievo-Udinese
    38a giornata:
    Lecce-Lazio, Roma-Sampdoria, Udinese-Milan

    • LA CLASSIFICA

    Udinese 62, Roma e Lazio 60

    • LA SITUAZIONE NEGLI SCONTRI DIRETTI

    Udinese: in svantaggio sulla Lazio (0-2, 2-1); in svantaggio sulla Roma (1-2, 0-2)
    Roma: in vantaggio sull’Udinese (2-1, 2-0), in vantaggio sulla Lazio (2-0, 2-0)
    Lazio: in vantaggio sull’Udinese (2-0, 1-2), in svantaggio sulla Roma (0-2, 0-2)

  • Pozzo a Sanchez: resta con noi per la Champions

    Pozzo a Sanchez: resta con noi per la Champions

    La vittoria di ieri pomeriggio nello scontro diretto contro la Lazio ha galvanizzato tutto l’ ambiente dell’Udinese, ormai una grande realtà del nostro campionato, che si appresta ad affacciarsi alla competizione europea più importante, ossia la Champions League dopo aver agguantato il quarto posto in classifica: ora tutto dipenderà da loro e, per questo, puntano ad ottenere sei punti nelle prossime due partite, per evitare un brusco risveglio da questo sogno.

    Ma il sogno Champions, dunque, se dovesse realmente concretizzarsi, potrebbe indurre la famiglia Pozzo a rivedere la propria filosofia portata avanti in questi anni, che gli ha consentito di scovare molti talenti (soprattutto stranieri, ma non solo), lanciarli in serie A e, poi, rivenderli profumatamente per riprendere, con il ricavato, i cospicui investimenti sui giovani e sul vivaio.

    Gli introiti conseguenti alla qualificazione in Champions League, invece, potrebbero indurre la dirigenza friulana a compiere un’ eccezione, ossia uno sforzo maggiore per rafforzare ulteriormente la rosa e per trattenere alcuni big in maglia bianconera. I pezzi pregiati friulani, molto appetibili sul mercato sono, principalmente, due: Inler ed Alexis Sanchez.

    In particolare, per quanto riguarda el ninho maraviglia, il patron Giampaolo Pozzo ha espresso pubblicamente il desiderio di vederlo ancora ad Udine per la prossima stagione per consentirgli, così, di divertirsi e di poter assaporare la realtà Europea con maggiore serenità per completare ulteriormente il suo processo di crescita e di maturazione in un ambiente che lo preserverebbe dalle tensioni e dalle pressioni che, invece, contraddistinguono le grandi realtà. Anche perchè, ad oggi, sarebbe impossibile sostituire un giocatore fondamentale come il cileno.

    Una scelta che, qualora venisse intrapresa dal ninho maraviglia cileno, ricalcherebbe la presa di posizione di Totò Di Natale che, la scorsa estate, rifiutò il trasferimento alla Juventus pur di restare in Friuli, andando a formare proprio con Sanchez stesso la coppia gol più prolifica della serie A.

    Il patron Giampaolo Pozzo, inoltre, ritiene fondamentale elogiare pubblicamente l’ operato del tecnico Francesco Guidolin, uno dei maggiori artefici del capolavoro di questo campionato: un grande uomo ed un grande allenatore che ha permesso alla squadra di compiere un vero e proprio salto di qualità; un valore aggiunto che, con gli stessi uomini dello scorso anno, ha consentito all’ Udinese di migliorare nettamente la posizione di classifica, facendole compiere un balzo dal quindicesimo al quarto posto.

    Una soddisfazione ancora più grande, perchè giunta mediante investimenti mirati e con una gestione sempre oculata, fatta di pazienza e di intuito, oltre che di volontà di puntare sui giovani per valorizzarli, data la bassissima età media della squadra, come lo stesso Guidolin ha precisato.

    Il patron dell’Udinese, poi, si è espresso anche in merito alla necessità di introdurre nel nostro campionato quelle famigerate innovazioni tecnologiche a supporto degli arbitri, che consentirebbero di fornire un aiuto fondamentale ai direttori di gara, per preservare la regolarità dei verdetti del campionato.

  • Udinese – Lazio: operazione sorpasso riuscita

    Udinese – Lazio: operazione sorpasso riuscita

    Il fattore campo è stato determinante nello scontro diretto del Friuli di Udine fra Udinese e Lazio, un match decisivo fra le due squadre maggiormanete accreditate per il quarto posto, divise da un solo punto in classifica prima di questa gara.

    Una gara riassumibile evidenziando che le due formazioni hanno giocato un tempo per una, con l’ Udinese cinica e spigliata nel primo tempo, e la Lazio che nel secondo ha cercato in ogni modo di rimontare, non supportata dalla fortuna (un palo ed un rigore sbagliato da Zarate), ma che deve rimproverarsi un approccio troppo morbido nel primo tempo.

    Una gara iniziata a ritmi blandi, frutto di tensione e di necessità di studiarsi a vicenda. Bisogna, infatti, attendere il 18′ del primo tempo per la prima giocata importante, di Hernanes che salta l’uomo in scioltezza ed avanza fino al limite dell’area, calciando però alto. Al 24′ la prima azione realmente pericolosa, ossia un contropiede dell’Udinese con Sanchez che trova Pinzi, che prova il pallonetto facendosi fermare da Muslera, sulla respinta, poi, Di Natale non riesce a ribadire in gol.

     Al 31′ ancora occasione importante per Totò Di Natale: Sanchez trova meravigliosamente Isla, che passa a Di Natale che, da solo in area, non riesce a trovare la rete del vantaggio. Queste due azioni, però, non sono sltro che il preludio al vantaggio bianconero: al 35′ ancora assist di Alexis Sanchez per la rete di Totò Di Natale, che realizza il suo 27 esimo gol in serie A.

    Al 39′ occasione in area per Isla, che però colpisce malissimo. Tre minuti dopo, però, al 42′ radoppio dell’Udinese: protagonista dell’azione ancora el ninho Sanchez, che inventa per Isla, pronto a crossare per Di Natale, libero davanti alla porta sguarnita: 2- 0 e 28 esimo gol di Totò capocannoniere.

    Secondo tempo che si apre con una Lazio che prova a scuotersi, al 6′ tiro alto di Zarate, al 7′ ci prova Matuzalem su punizione ma non incide.

    Anche se l’ Udinese sembra meno incisiva del primo tempo, la Lazio non riesce ad avere il guizzo per accorciare le distanze e provare a riaprire la partita. Ecco, così, che Reja prova adusare l’arma delle sostituzioni, inserendo al 66′ Tommaso Rocchi per Floccari e Kozak per Hernanes.

    I cambi risultano importanti ai fini dell’ equilibrio del match. Rocchi si procura il rigore che potrebbe portare al 67′ al 2 a 1, che coincide anche con l’espulsione di Angella autore del fallo. Zarate dal dischetto, però, prova il colpo sotto per il cucchiaio, ma colpisce molto debolmente, centrale: nessuna difficoltà per il para rigori specialista Handanovic. 

    Kozak, però, al 75′ realizza su cross di Zarate il 2 a 1, rianimando le speranze dei bianocelesti. Ancora occasione per lo scatenato Kozak al 35′, che colpisce di testa il palo sinistro, non supportato dalla buona sorte. L’assedio della Lazio continua, l’Udinese prova a difendere il gol di vantaggio e Guidolin sostituisce la coppia gol Di Natale (per Ekstrand), Sanchez (per Corradi).

    Al 38′ grandissimo intervento del portiere Handanovic, che toglie dalla porta un colpo di testa di Dias salvando il risultato, così come è decisivo anche al 42′ su tiro cross di Kozak. Al 45′ ancora occasione Lazio, ma Rocchi non riesce a ribadire in rete.

    I minuti di recupero sono quattro, l’ Udinese cerca di prendere tempo spezzando il ritmo della gara con la sostituzione al 92′ di Armero per Pasquale.

    Al 94′ il fischio finale di Rizzoli: l’udinese sorpassa la Lazio in classifica, agguantando il quarto posto a due giornate dalla fine, a quota 62 punti. La Lazio perde una fondamentale partita, ancora una volta mostrando difficoltà nelle gare in trasferta: nel prossimo turno la attende la gara con il Genoa, mentre nell’ ultima di campionato giocherà a Lecce.

    Un calendario non semplice per la Lazio, ma i giochi sono ancora aperti anche se, da oggi, il destino del quarto posto è nelle mani della squadra di Guidolin

  • Mourinho stangato, 5 giornate di squalifica con la condizionale

    Mourinho stangato, 5 giornate di squalifica con la condizionale

    L’annuncio dell’Uefa sulle sorti di Josè Mourinho è arrivato in via ufficiale. Cinque giornate di squalifica con la condizionale per lo Special One. Un turno di stop è già stato scontato nella semifinale di ritorno contro il Barcellona al Camp Nou, ne restano tre da scontare, più una giornata con la condizionale, quindi sospesa per i prossimi tre anni, che verrà scontata in caso di recidiva. Inoltre, il tecnico portoghese, dovrà pagare una multa di 50 mila euro, mentre il Real Madrid è stato multato per 20 mila euro per comportamento scorretto ed inappropriato dei propri tifosi nel corso della partita d’andata al Bernabeu.

    La conferenza stampa della partita d’andata contro il Barcellona, dunque, costa cara al tecnico portoghese reo di aver pubblicamente insinuato dubbi contro la condotta dell’arbitro Stark, che ha espulso in quel match Pepe del Real Madrid, costringendo gli uomini di Mou a disputare la partita in inferiorità numerica, e proseguendo con una serie di incalzanti “Porquè?” all’indirizzo di altri direttori di gara incontrati nel corso della sua carriera, come il belga Frank De Bleckeere colpevole dell’espulsione dell’Interista Thiago Motta nella semifinale di ritorno fra Barcellona ed Inter dello scorso anno.

    Mourinho con le sue frecciate ha ipotizzato la presenza di un disegno appositamente architettato per boicottare le sue squadre attaccando, inoltre, anche l’Unicef – sponsor del Barcellona – la Federcalcio Spagnola, il Barcellona ed il suo allenatore Pep Guardiola.

    La reazione della Commissione disciplinare dell’Uefa, dunque, a fronte dell’estrema gravità delle parole di Mourinho espresse in mondovisione, ha prodotto uno stop molto più morbido rispetto alle previsoni più pessimiste di alcuni quotidiani iberici che ipotizzavano addirittura ben sette giornate di squalifica per Mourinho; il Real Madrid, comunque, appare fermamente intenzionato nel presentare ricorso contro questo provvedimento, così come ha comunicato ufficialmente sul suo sito web, anche se i tempi tecnici per farlo stringono, poichè l’Uefa concede solo tre giorni di tempo per inoltrare il ricorso.

    E’ stata, inoltre, decisa la squalifica per tre giornate anche del secondo portiere del Barcellona Josè Pinto, espulso nel corso della semifinale d’andata, già assente nella semifinale di ritorno, e che salterà, così, la finalissima di Wembley in programma il 28 Maggio contro il Manchester United, ma anche il Barcellona potrà presentare ricorso entro tre giorni.

  • Barcellona-Manchester, la migliore finale possibile

    Barcellona-Manchester, la migliore finale possibile

    Ve avevamo promesso ieri, vogliamo arrivare e farvi arrivare alla finale Wembley del prossimo 28 maggio preparatissimi e per questo arricchiremo il blog con particolari, aneddoti, possibili letture tattiche e spunti possibili sulla finalissima tra Barcellona e Manchester.

    Due filosofie a confronto, due campionati, due allenatori tra i più vincenti di sempre ma un unico motto “zeru polemiche” a parlare deve esser il campo. Nel 2009 fu il Barcellona ad avere la meglio grazie al possesso palla che mandò in tilt le alchimie tattiche di Sir Alex, adesso però lo United è notevolmente cambiato ha acquisito nuove certezze ed una compattezza invidiabile.

    Barcellona e Manchester devono per forza di cosa esser due modelli guida per il calcio europeo e il nostro calcio, i catalani sono enfatizzano la cultura del lavoro, nell’investimento sui giovani sponsorizzando la cantera con ben 14 giocatori dei 20 provenienti dal vivavio. Sir Alex invece concepisce il mercato come scoperta prefendo sempre giocatori da far diventare campioni e dimostrando che anche dopo cessioni importanti (Beckham, Cristiano Ronaldo) si può esser vincenti.

    Le stelle.Messi e Rooney sono ovviamente i giocatori simbolo delle due squadre ma sono tantissimi i giocatori rappresentativi, le vecchie glorie Giggs, Van der Sar e Ferdinand da una parte ai blaugrana Puyol, Xavi e Iniesta. Domani invece analizzeremo lo scontro tra i “giovani” Pedro ed Hernandez.

  • Mourinho rischia la stangata: oggi il verdetto dell’Uefa

    Mourinho rischia la stangata: oggi il verdetto dell’Uefa

    Josè Mourinho sotto accusa. Dopo le pesantissime dichiarazioni che hanno fatto seguito alla sconfitta del suo Real Madrid contro il Barcellona nella semifinale d’ andata di Champions League dello scorso 28 Aprile, con il monologo corredato da vari “Porquè?” d’ accusa all’ indirizzo di arbitri, Uefa, giocatori avversari, e chi più ne ha più ne metta, arriverà oggi il verdetto dell’ Uefa in merito alla “punizione” da attribuire al tecnico portoghese.

    Mourinho, che già nella semifinale di ritorno non ha seguito la squadra dalla panchina in virtù dell’espulsione rimediata nella gara d’ anadata, rischia ora  di dover scontare una pesantissima squalifica che, secondo i quotidiani iberici, potrebbe oscillare fra i quattro ed i sette turni: in quest’ ultimo caso, salterebbe tutte le partite della fase a gironi della prossima edizione della Champions League.

    Il Real Madrid, comunque vada, pare intenzionato a presentare ricorso al Tas, ma la controversia non avrà facile risoluzione date le fortissime accuse scagliate da Mourinho, in diretta mondiale, contro l’ Uefa.

  • Luis Suarez: “Guardiola non potrebbe dire di no a Moratti”

    Luis Suarez: “Guardiola non potrebbe dire di no a Moratti”

    Il dubbio amletico che sta attanagliando Massimo Moratti e la dirigenza nerazzurra già in quest’ultimo scorcio di stagione riguarda la conferma sulla panchina interista dell’attuale tecnico Leonardo, o sull’attuazione di una “Revolution” totale, con il possibile approdo alla Pinetina di Pep Guardiola, da sempre corteggiato dal presidente nerazzurro. Infatti come ipotizza la Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, non è così certa la riconferma di Leonardo alla guida dell’Inter, poiché molto dipenderà anche dalla conquista della Coppa Italia, nonostante come nelle ultime partite il tecnico brasiliano si sia ripreso la guida della squadra e il secondo posto in classifica. Il cuore dice Leonardo, ma l’istinto del presidente Moratti, sono già proiettati in Spagna, col chiodo fisso di Guardiola. Il destino del tecnico del Barcellona è legato soprattutto all’andamento della Champions League attuale, poiché dopo aver staccato il ticket per la finale di Wembley, asfaltando il Real dell’acerrimo nemico Mourinho, Pep ha l’occasione di un replay della finale di Roma proprio contro il Manchester United di sir Alex Ferguson. In Spagna c’è chi sostiene che il risultato di questa sfida sarà determinante per il futuro del tecnico blaugrana. Infatti solo pochi mesi fa, Pep fresco di rinnovo di contratto aveva dichiarato che un allenatore non può fermarsi più di quattro anni in un grande club come il Barcellona e che forse alla fine della stagione le loro strade si sarebbero separate. Alle dichiarazioni sono seguiti i corteggiamenti delle più grandi società europee, in prima fila del Chelsea e dell’Inter. Il Barcellona si starebbe tutelando con il possibile sostituto cresciuto in casa: Luis Enrique (allenatore del Barcellona B).

    MERCATO NERAZZURRO– L’idea di portare Guardiola a Milano sulla sponda interista vorrebbe dire anche un mercato stellare in  entrata per i nerazzurri, con i soliti nomi già nella lista dei desideri di Marco Branca. Primo su tutti il cileno Alexis Sanchexz, assoluto talento dell’Udinese, con l’assalto già tentato in gennaio. Il Nino Maravilla sarebbe il giocatore ideale per il gioco del tecnico blaugrana, ma servirebbero almeno un paio di rinforzi a centrocampo, con giocatori molto tecnici, in grado di emulare il gioco stellare del Barcellona. Fabregas forse è alla sua ultima stagione con i Gunners e Wenger si è rassegnato a perdere il suo giocatore preferito. Cesc ha una predilezione per la sua terra natale, quindi per il suo acquisto in pole c’è sicuramente il Barcellona, ma il richiamo di poter essere allenato da un grande tecnico come Guardiola potrebbe avere il suo peso. Ovviamente se ci sarà un mercato stellare in entrata, è doveroso ripeterlo ci saranno importanti cessioni in uscita con i nomi di alcuni big probabilmente sacrificabili. Maicon e Milito sono i più papabili ma solo in estate se ne saprà di più.

    SUAREZ-A parte le notizie di Fantamercato questa mattina l’agente di Guardiola, José Maria Orobitg, ha voluto fare chiarezza smentendo un’imminente partenza dal Barcellona da parte di Pep, dichiarando di aspettare almeno il 2012, ovvero la data di scadenza del suo contratto. Ipotesi nerazzurra? Una voce a suffragio di questa causa arriva direttamente da un ex interista come Luis Suarez, che, appoggia pienamente la candidatura di Guardiola in nerazzurro e ha dichiarato a SportMediaset: “Verrebbe volentieri, ne abbiamo parlato a dicembre. Non potrebbe dire di no a Moratti. Conosco da molto tempo Guardiola .Penso che se vorrebbe fare un’altra avventura, l’Inter potrebbe essere la squadra giusta, potrebbe far bene anche in Italia. Però deve decidere l’Inter, non vorrei essere frainteso”.

    Suarez però non vuole dare fastidio alla dirigenza nerazzurra  con queste dichiarazioni e quindi ci tiene a precisare: “Non mi è stato chiesto un parere e non l’ho consigliato. Ho solamente detto che Guardiola non saprebbe dire di no ai nerazzurri. Io non faccio niente, perché non è il mio lavoro e non voglio mettermi in cose in cui non sono chiamato in causa”.

    Commento finale anche sulla stagione di Leonardo: “Ha fatto bene. Non possiamo dargli la colpa se la stagione non finisce nel migliore dei modi. Potrebbe rimanere anche Leo tranquillamente. Come al solito la colpa è dei giocatori: potrebbe bastare ringiovanire la squadra”.


  • Barcellona – Manchester United, nel 2009 finì così. Video

    Barcellona – Manchester United, nel 2009 finì così. Video

    Il 27 maggio 2009 l’Olimpico di Roma ospitò la finalissima tra il Barcellona di Eto’o, Henry e di Messi contro il Manchester United di Cristiano Ronaldo, Tevez, Rooney. I catalani soffrirono solo i primi nove minuti per poi imporre il proprio gioco che portarono al gol di Samuel Eto’o e Lionel Messi e alla conseguente vittoria finale.

    Il 28 maggio prossimo lo United un pò come avvenne al Milan con il Liverpool ha la possibilità di prendersi la rivincita. Gli organici rispetto ad allora sono fortemente cambiati ma l’ossatura e lo spirito delle due squadre resta identico, cosi come i loro condottieri.

    In questi giorni pre finalissima cercheremo di documentarvi con indiscrezioni, curiosità e aneddoti per arrivare preparatissimi all’evento. Partiamo quest’oggi facendovi rivedere le immagini del 2009.

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  • Le pagelle di Manchester United – Schalke 4-1

    Le pagelle di Manchester United – Schalke 4-1

    MANCHESTER UNITED

    Smalling 6: Commette un errore in disimpegno che permette allo Schalke di accorciare le distanze, ma nel complesso gioca una partita attenta.

    Gibson 6,5: Partita di quantità e qualità del centrocampista irlandese. Un assist e un gol nella sua miglior partita in stagione.

    Anderson 7,5: Prestazione convincente condita da una doppietta e tante giocate di alto livello.

    Valencia 7: Sembra andare a velocità doppia rispetto agli avversari ed ha il merito di aver sbloccato la partita.

    SCHALKE 04

    Neuer 5,5: Luci ed ombre per il portierone tedesco: regala il gol del 2-0 allo United ma sfodera un paio di interventi da grandissimo portiere.

    Howedes 6: Ci mette grinta e convinzione, salva un gol sulla linea ma contro questi avversari non è bastato.

    Jurado 6: Uno dei migliori tra i suoi. Segna un gol splendido e ogni tanto accende la luce in un frastornato Schalke.

    Raul 6: Ha il merito di essere l’ultimo a mollare. 34 anni e non sentirli: chapeau.

  • Il Manchester batte lo Schalke e vola a Wembley

    Il Manchester batte lo Schalke e vola a Wembley

    Il Manchester United conquista meritatamente la finale di Champions League 2011 che si disputerà nello stadio inglese di Wembley, asfaltando il malcapitato Schalke 04 per 4-1. La partita si decide già nel primo tempo quando i “Red Devils” mettono a segno due reti che pesano come un macigno sulle speranze dei tedeschi bravi pero ad accorciare le distanze, prima di naufragare nel secondo tempo. Ferguson avrà la sua rivincita per la Champions 2009 contro i rivali del Barcellona.

    CALCIO D’INIZIO – Ferguson applica un pesante turn-over con 5 titolari fuori e il solo Berbatov in attacco supportato da Nani. I tedeschi iniziano la partita in modo aggressivo e tengono bene il campo ma al 6′ arriva il primo guizzo di Nani che salta due difensori prima di essere chiuso in angolo. Due minuti dopo è Farfan a farsi vedere dalle parti di Van der Sar con un destro che finisce di poco al lato. Il Manchester comincia pian piano a prendere le redini della gara grazie ad un centrocampo diretto splendidamente da Scholes e lascia poco spazio alle ripartenze tedesche.

    UNO-DUE UNITED – Al 25′ Smalling prova ad anticipare tutti di testa ma la sua conclusione termina di poco alta. Il gol però è nell’aria: lo Schalke perde un pallone a centrocampo, Gibson serve splendidamente Valencia che a tu per tu con Neuer non sbaglia. United in vantaggio. I tedeschi provano a ripartire e avrebbero la palla buona con Jurado che da ottima posizione sbaglia completamente il passaggio per Raul. Al 31′ arriva il raddoppio dei “Red Devils” con Gibson che dal limite dell’aria spara su Neuer che non trattiene in pallone e regala letteralmente la rete alla squadra di Ferguson.

    REAZIONE SCHALKE – Gli ospiti non hanno più niente da perdere e provano almeno ad accorciare le distanze. Al 35′ Smalling sbaglia un disimpegno davanti alla difesa e gli avversari ne approfittano per mettere subito la palla in area verso Raul che sbatte contro i difensori in maglia rossa ma la palla carambola verso Jurado che lascia partire un destro potente e preciso che fulmina Van der Sar. Neanche il tempo di esultare che lo United va vicinissimo alla terza macatura con Nani che scarta Neuer e a botta sicura si vede respingere il tiro da Howedes ben piazzato sulla linea di porta. Negli ultimi minuti arrivano 3 cartellini gialli per i padroni di casa ma nessuno era diffidato.

    SECONDO TEMPO – Lo United inizia forte con Anderson che crea scompiglio nell’area tedesca con i difensori che riescono a chiudere in qualche modo. Al 51′ è Raul a salire in cattedra e si procura due calci d’angolo che non vengono sfruttati a dovere dalla squadra di Rangnick. Al 52′ bella incursione di Valencia che semina gli avversari scambia con Nani ma viene chiuso all’ultimo da Escudero. Al 55′ si rivede il Neuer ai suoi livelli con una super parata sulla gran botta di sinistro di Anderson. La partita prosegue con numerosi cambiamenti di fronte ma nessuna vera e propria occasione da rete sino al 70′ quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo Berbatov si smarca in area e serve Smalling al centro dell’area che con un piattone destro mette in porta ma il tutto a gioco fermo per fuorigioco. Passa un minuto e arriva davvero il 3° gol dello United: Nani se ne ve sulla destra, arriva sul fondo e serve in area Anderson che al secondo tentativo trafigge Neuer. Lo United dilaga al 75′ con Berbatov che servito in area è bravo a girare su Anderson che a porta vuota segna il quarto gol. Al 78′ si rivede lo Schalke con un tiro di Edu che viene deviato in angolo ma non basta per accorciare le distanze. Al 82′ gol annullato a Huntelaar per fuorigioco. Ultimi minuti in cui lo Schalke prova a spingersi in avanti ma senza successo e vetrina finale per Neuer che si esibisce in un altro intervento strepitoso su Owen. Dopo 3 minuti di recupero finisce la partita: United meritatamente in finale.