Un superlativo Vincenzo Nibali fa sua la diciottesima tappa del Giro d’Italia 2013 grazie ad una dimostrazione di forza e classe nella cronoscalata di 20 km con partenza da Mori ed arrivo a Polsa. La maglia rosa straccia tutti i diretti avversari per la vittoria finale con l’australiano Cadel Evans, il vero sconfitto di giornata, distaccato sul traguardo di ben due minuti e mezzo. Grandissima prova dello squalo delle stretto che ha dimostrato, una volta di più, che in questo Giro non conosce avversari denotando una condizione psico – fisica fuori dal normale. Tra gli uomini di classifica si difende a denti stretti Michele Scarponi che chiude la prova contro il tempo in quarta posizione, discreta prova dei colombiani Uran e Betancur mentre lo spagnolo Samuel Sanchez conclude la prova in seconda posizione lanciando un timido squillo di presenza in una corsa rosa assolutamente anonima per il forte scalatore spagnolo.
E dire che la maglia rosa ha corsa tutti i 20 km della cronoscalata sotto un diluvio torrenziale ma le avverse condizioni climatiche non hanno impedito a Nibali di piazzarsi davanti in tutti gli intermedi concludendo la prova con il tempo di 44′:29″ distanziando SamuelSanchez di quasi un minuto. Alza bandiera bianca per la vittoria finale l’australiano Cadel Evans che sino ad oggi aveva disputato una signora corsa a tappe dimostrandosi l’avversario più credibile di Nibali dopo il ritiro di Bradley Wiggins, ma oggi è arrivata la crisi per l’ex campione del Mondo che ha sofferto più di tutti le avverse condizioni meteo.
Domani ci saranno la Stelvio ed il Gavia e sabato le Tre Cime di Lavaredo (tempo e neve permettendo), per un finale di Giro davvero scoppiettante, anche se con ogni probabilità si lotterà solamente per la conquista del podio.
Giornata molto importante sulle strade del Giro d’Italia, Mark Cavendish dimostra per l’ennesima volta di essere il velocista più forte del Mondo piazzando il quarto sigillo personale in questa edizione della corsa rosa ma soprattutto ci sono da segnalare due importanti ritiri di due uomini che si erano presentati ai nastri di partenza di Napoli con tantissime ambizioni. Ad abbandonare la carovana del Giro sono il vincitore della passata edizione, il canadese Ryder Hesjedal ed il vincitore dell’ultimo Tour de France, il britannico e capitano del team SkyBradleyWiggins ambedue per problemi di salute causati dalle avverse condizioni climatiche che hanno colpito la corsa in questi giorni.
La tredicesima tappa è stata molto vivace ed emozionante con la fuga di giornata portata da Lastras, Ermeti, Bak, Hondo, Boem, Andriato e Ludvigsson con GiampaoloCaruso che ha cullato il sogno di vincere la tappa sino all’ultimo km ma il treno dell’Omega Pharma è il più forte di questo Giro e per Cavendish è un gioco da ragazzi piazzare la vittoria numero 101 in carriera sull’italiano Giacomo Nizzolo e lo sloveno Mezgec.
Vincenzo Nibali resta saldamente in testa nella classifica generale incalzato da vicino dall’australiano Cadel Evans. Il fine settimana sarà decisivo per la vittoria finale con due importantissime tappe di montagna che segneranno forse in maniera definitiva la classifica generale.
Giornata d’altri tempi sulle strade del Giro d’Italia, la quarta tappa, quasi tutta sotto una pioggia torrenziale, viene vinta in volata dal giovane ventitreenne corridore della Bardiani – Csf Enrico Battaglin che sul traguardo calabrese di Serra San Bruno supera in una volata ristretta Fabio Felline e Giovanni Visconti. Giornata tutto sommato tranquilla per la maglia rosa Luca Paolini che riesce ad evitare le cadute, numerose in questa tappa, venendo scortato splendidamente dagli uomini della Katusha. Buona prova per il “killer di Spoltore” Danilo Di Luca che ha sfiorato il colpaccio venendo ripreso a trecento metri dal traguardo.
Quarta tappa della corsa rosa da Policastro Bussentino a Serra San Bruno per un totale di 246 km resi molto duri dalla pioggia che praticamente non ha mai dato tregua ai corridori. La fuga di giornata composta da Berard, Sella, Minguez, Tamouridis, Riux, Le Bon e Lighart dura sino ai piedi della salita di Serra San Bruno (12 km al 5%). Sul Gran premio della montagna di Croce Ferrata è Danilo Di Luca il primo a passare con l’abruzzese molto pimpante in salita con il solo colombiano Chalapaud a tenergli le ruote.
Il sogno dell’ex maglia rosa s’infrange però ad un passo dalla gioia con il gruppo a riprenderlo a velocità doppia ai meno 300 metri dove un superbo Battaglin riesce a conquistare la prima affermazione in carriera al Giro e sicuramente non sarà l’ultima considerate le doti del giovane corridore, una delle promesse più interessanti di tutto il panorama ciclistico italiano.
Domani quinta tappa, si parte Cosenza e si arriva a Matera per un totale di 203 km, una tappa adatta alle ruote veloci e dove il favorito di turno sarà ovviamente il britannico ex Campione del Mondo Mark Cavendish che tenterà il bis dopo l’acuto di Napoli della prima tappa
Ennesimo incidente nel mondo del ciclismo: nella giornata di ieri, attorno alle 19.00, Bradley Wiggins è stato investito da un’automobile mentre si stava allenando in una strada nei pressi Wrightington, nel Lancashire. Il campione britannico, vincitore del Tour de France e oro olimpico a cronometro si è ritrovato a terra dopo essere stato urtato da un’auto, guidata da una donna: immediatamente sono stati chiamati i soccorsi e dopo poco l’ambulanza ha trasportato Wiggins all’ospedale.
Secondo le testimonianze il tutto è avvenuto a causa del buio in quanto la donna al volante dell’Astra non ha minimamente visto il malcapitato che è stato fatto sbalzare via dalla sua sella: nonostante il volo fatto però Wiggins può considerarsi fortunato in quanto se l’è cavata con una costola rotta e qualche livido. Appena avvenuto l’impatto gli abitanti del posto sono usciti in strada e, dopo aver aiutato Bradley, hanno chiamato i soccorsi ed anche la moglie del ciclista Catherine che in un batter d’occhio è arrivata sul posto. Lo stesso campione delle due ruote ha voluto tranquillizare i propri famigliari subito appena avvenuto l’incidente onde evitare ogni equivoco.
Durante la notte il campione britannico è stato tenuto sotto osservazione in ospedale ma tutti gli esami a cui è stato sottoposto fanno stare tranquilli staff e famigliari. Il team Sky ha voluto pubblicare un comunicato per poter tenere informati tutti coloro che hanno saputo dell’incidente e si sono preoccupati per il ciclista britannico: “Ha trascorso la notte in ospedale sotto osservazione. Gli infortuni patiti non sono seri ed i medici credono in un pieno e veloce recupero”.
Sicuramente ora si mobiliteranno tutti coloro che quotidianamente lavorano nel mondo del ciclismo: dopo questo incidente e soprattutto dopo la morte di Victor Cabedo, giovane promettente ciclista spagnolo, rimasto vittima mentre si allenava nei pressi della località di Almedijar, ci sarà bisogno di mettere le mani sulla sicurezza degli atleti che si allenano in strada.
Pronostici ampiamente rispettati nella prova a cronometro olimpica sia maschile che femminile, oro al fresco vincitore del Tour de FranceBradley Wiggins fra gli uomini e bis per l’americana KristinArmstrong fra le donne, già vincitrice a Pechino 2008.
Senza storia la prova maschile con l’argento al tedesco Tony Martin (staccato di 42”) ed il bronzo al fido scudiero di Wiggins, Christopher Froome (a 1’08”). Più incerta invece la prova femminile che ha visto la tedesca Arndt medaglia d’argento e la russa Olga Zabelinskaya bronzo.
Circuito assolutamente adatto agli specialisti della prova contro il tempo quello londinese, ed il fattore casa è stato ampiamente sfruttato dalla Gran Bretagna che piazza due atleti sul podio riscattando un inizio di giochi olimpici decisamente opaco considerate le speranze prima dell’inizio della competizione olimpica. Stoico lo svizzero Fabian Cancellara che aveva abbandonato qualsiasi velleità di podio già sabato scorso nella rovinosa caduta sulle transenne nella prova in linea, il treno di Berna chiude al settimo posto mentre è ottima la gara del nostro azzurro Marco Pinotti che chiude con un prestigioso quinto posto ( a 2’10” da Wiggins) dietro anche all’americano Taylor Phinney. Con questo oro Wiggins conquista la sua settima medaglia olimpica raggiungendo il primato assoluto fra gli atleti britannici di tutti i tempi.
Fra le donne invece sono crollate le due rappresentanti azzurre, Tatiana Guderzo ha chiuso al 21° posto mentre Naomi Cantele ha finito le sue fatiche olimpiche proprio dietro la sua connazionale ad oltre 4’ dalla vincitrice Armstrong. Si chiude quindi il programma olimpico su strada che ha visto rispettati i pronostici su tre gare su quattro, infatti ampiamente prevista la vittoria della fuoriclasse olandese Marianne Vos nella prova in linea femminile mentre una delle sorprese più grandi finora dei giochi è rappresentata dall’oro kazako nella prova in linea maschile firmato Alexsandre Vinokourov, oro che chiuderà la carriera del kazako che oggi a cronometro ha disputato la sua ultima gara.
Chiudere una carriera con l’oro olimpico non è cosa da tutti è c’e’ riuscito il kazako Aleksandre Vinokourov che a 39 anni e alla sua ultima gara agonistica, conquista il titolo olimpico davanti al colombiano Rigoberto Uran con il bronzo vinto dal norvegese Kristoff.
Saltato completamente per aria il piano della Gran Bretagna che ha lavorato tutta la giornata per poter portare Mark Cavendish allo sprint ma questa volta, Wiggins e compagni, hanno dovuto alzare bandiera bianca.
Grande prestazione in casa Italia per lo squalo dello stretto Vincenzo Nibali che è stato l’artefice principale del complotto pianificato contro i favoritissimi britannici. Il siciliano ha attaccato per ben tre volte riuscendo a portare via la fuga buona insieme a Luca Paolini, Sasha Modolo ma anche a Fabian Cancellara, Aleksander Vinokourov e Michael Albasini.
Sembra una lotta Italia Svizzera per la conquista della medaglia d’oro, Cancellara ha la gamba buona e nel team Italia Sasha Modolo è pronto a piazzare la stoccata vincente. Dietro la Gran Bretagna alza bandiera bianca ai meno 20 km dal traguardo ed un km dopo, il patatrac che scombina sia i piani elvetici che quelli azzurri: Cancellara si mette davanti a tutti, sbaglia clamorosamente una curva finendo rovinosamente contro le transenne abbandonando di fatto qualsiasi possibilità di medaglia. Gli attaccanti hanno un momento di sbandamento vedendo il favorito numero uno a terra ed ecco lo scatto decisivo di Uran che viene magistralmente letto da Vinokourov, i due proseguono di comune accordo sino agli ultimi metri quando il kazako piazza lo sprint decisivo coronando una carriera fatta da molte luci e qualche ombra ma sicuramente regalando una delle gioie più grandi alla sua nazione.
Promosso sicuramente Vincenzo Nibali che si è battuto dal primo all’ultimo km mentre bocciatura in blocco per la Gran Bretagna ed anche Sasha Modolo che si è lasciato colpevolmente sorprendere dopo la caduta di Cancellara.
Apertura in grande stile per le Olimpiadi di Londra 2012, il regista premio Oscar Danny Boyle ha ricostruito la storia dell’Inghilterra in un viaggio scenografico che ha conquistato gli 80mila presenti all’Olympic Park tra cui anche molti capi di Stato come Napolitano, Michelle Obama in rappresentanza del marito Barack, Medvedev, Il Principe di Monaco e tanti altri.
Al campione del Tour de France, Bradley Wiggins, il compito di aprire le danze suonando un rintocco della campana più grande d’Europa e poi tutti a viaggiare con Boyle attraverso una lettura di un passaggio di “La Tempesta” di Shakespeare passando dall’Inghilterra bucolica alla rivoluzione industriale, la nascita delle acciaierie e grandi industrie fino all’Inghilterra dei nostri giorni.
Grande protagonista dello show anche la musica e non poteva essere altrimenti visto che l’Inghilterra è la patria di mostri sacri come Beatles, Rolling Stones, Sex Pistols, Queen, Clash, Who, giusto per nominarne alcuni, i loro brani hanno fatto da colonna sonora della lunga celebrazione d’apertura. Nel viaggio della cultura inglese non potevano mancare Mary Poppins, Harry Potter accompagnato dalla sua creatrice J. K. Rowling che per l’occasione ha eseguito una lettura da Peter Pan e Mister Beancon la sua esilarante comicità ha suonato “Momenti di Gloria” insieme alla Lodon Symphony Orchestra.
La cerimonia ha visto anche partecipare la Regina Elisabetta nelle vesti singolari di attrice nell’ interpretazione di sé stessa, accompagnata dalla bodyguard più famosa al mondo: l’agente 007, Craig David. Alla Regina il compito di dichiarare ufficialemente aperta la XXX° edizione dei Giochi Olimpici Odierni dopo l’ingresso allo Stadio dei veri protagonisti dell’evento, gli atleti. Apre la parata la Grecia come patria delle Olimpiadi e poi un’emozionata Arabia Saudita che per la prima volta è presente ai Giochi con due donne atlete, l’Italia, guidata da Valentina Vezzali, nel corteo vince la medaglia d’oro dell’eleganza, l’Israele che in risposta al no ricevuto dal CIO di ricordare le vittime di Monaco ’72 sfila con un fazzoletto nero nel taschino e, in chiusura, la Gran Bretagna, Nazione ospitante dei Giochi che sfila in completo bianco con rifiniture d’orate disegnato da Stella McCartney, figlia del famoso beatle a cui è stato affidato il compito di chiudere la cerimonia.
Emozione sul finale per la presenza di Cassius Clay, più noto come Muhammad Ali che a 70 anni con grande dignità e onore ha simbolicamente portato la bandiera coi cinque cerchi poi posta a sventolare sulla montagna che già aveva accolto le bandiere delle nazioni partecipanti. Gran finale a sorpresa per l’accensione del braciere olimpico: l’ultimo tedoforo, fino all’ultimo dall’identità celata, si è fatto in sette. Dopo aver ricevuto la fiaccola da un elengantissimo David Beckam, che a bordo di un motoscafo ha tagliato in due il Tamigi, la leggenda del canottaggio britannico Sir Steve Redgrave, ha consegnato la fiaccola a sette giovani promesse dello sport britannico scelti da altrettanti campioni nazionali; ognuno di loro con una fiaccola hanno acceso il tripode a forma di fiore che ha dato il via ai Giochi Olimpici.
Chiusura tutta per Sir Paul McCartney che dopo aver intonato “The End” ha coinvolto gli 80 mila presenti con “Hey Jude“, per lui è standing ovation e per Londra 2012 è davvero l’inizio.
Il campione del Mondo Mark Cavendish vince per la quarta volta in carriera l’ultimo arrivo del Tour De France sui Campi Elisi parigini superando lo slovacco Peter Sagan e l’australiano Matthew Goss.
Prima volta nella storia del Tour de France di un britannico in maglia gialla sotto l’arco di Trionfo parigino, Bradley Wiggins corona il suo sogno più grande dominando l’edizione 2012 della Grande Boucle.
Dopo il sigillo finale messo ieri a cronometro, oggi è il giorno della parata a Parigi con i corridori che coronano il sogno di finire una corsa a tappe molto dura e come sempre corsa a ritmi altissimi dalla prima all’ultima tappa. Come sempre la cronaca della tappa finale del Tour non lascia tanto spazio all’immaginazione con il classico sprint finale vinto dal più forte velocista al Mondo. Mark Cavendish brucia sui Campi Elisi la maglia verde Peter Sagan e l’australiano Matthew Goss che conclude un Tour sicuramente deludente per lui condito da tanti piazzamenti ma nessuna vittoria.
Grande il Tour di tutto il team Sky che non contento della vittoria finale di Wiggins e delle tre perle di Cavendish, conquista anche uno splendido secondo posto con il nuovo astro nascente del ciclismo d’oltre manica Christopher Froome. Stupendo anche il Tour della Liquigas che si aggiudica tre successi di tappa e la maglia verde tutti firmati Peter Sagan ed un posto nel gradino più basso del podio parigino con lo squalo dello stretto, Vincenzo Nibali. Bellissimo il Tour del siciliano, unico a mettere un po’ in difficoltà il duo britannico in salita e con la consapevolezza di poter tentare l’anno prossimo avendo constatato di avere tutte le carte in regola per conquistare la maglia gialla.
Con Wiggins in giallo e Sagan in verde, la maglia a Pois di miglior scalatore viene vinta dal francese dalle mille facce Thomas Voeckler mentre la maglia bianca di miglior giovane viene conquistata dal promettente corridore statunitense della BMC, Tj Van Garderen sicuro pretendente in futuro della maglia gialla.
Come al solito, una bella edizione del Tour è rovinata alla fine dal doping che è risultato presente anche nell’edizione 2012 della Grande Boucle con l’arresto in pompa magna del corridore francese della CofidisRemyDi Gregorio nel primo giorno di riposo e la positività alla Xipamide, un diuretico, riscontrata al lussemburghese Frank Schleck.
Adesso il prossimo appuntamento per il ciclismo internazionale è la prova in linea olimpica con il favorito numero uno rappresentato dal britannico Mark Cavendish con Peter Sagan a cercar di rovinare la festa d’oro al campione del Mondo del team Sky.
Il campione del mondo Mark Cavendish conquista la seconda vittoria personale al Tour 2012 grazie ad una stupenda volata sul traguardo di Brive-la-Gallarde demolendo tutti i sui avversari con MatthewGoss e la maglia verde Peter Sagan rispettivamente al secondo e terzo posto.
Fantastica volata del campione del mondo lanciato in maniera magistrale dal suo team Sky e soprattutto dalla maglia gialla Bradley Wiggins negli ultimi metri.
Dopo le fatiche sui Pirenei ed il podio praticamente già fatto per Parigi, la 18esima fatica della Grande Boucle presenta un arrivo adatto ai velocisti con qualche possibile sortita da lontano. Ed infatti sono sedici corridori al comando a 116 km dall’arrivo: Rui Costa, Vanendert, Vinokourov, Boasson Hagen, Roy, Popovich, Arashiro, Hansen, Millar, Albasini, Paolini, Boeckmans, Nuyens, Kroon, Gretsch e Fouchardche un vantaggio massimo di 3’25” sul gruppo maglia gialla.
Le squadre dei velocisti tirano a tutta ed il vantaggio dei fuggitivi si riduce a poco meno di 30” a 26 km dall’arrivo. La volata sembra segnata ma Vinokourov è uno degli ultimi ad arrendersi e sull’ultimo Gpm di giornata a 10 km dall’arrivo tenta il tutto per tutto con a ruota Paolini ed Hansen. Dietro il gruppo fatica ad organizzarsi e fuoriescono Luis Leon Sanchez, Andreas Kloden e Nicolas Roche, i sei riescono ad iniziare l’ultimo km con una decina di secondi di vantaggio ma dietro è Wiggins in prima persona a comandare il gruppo consentendo a Cavendish di sparare il suo classico proiettile sul traguardo vincendo una volata sensazionale e soprattutto senza storia.
Domani cronometro di 53 km adatta agli specialisti della lotta contro il tempo con Wiggins che sancirà il suo primo trionfo al Tour de France cercando anche di trovare il suo secondo sigillo personale.