Tag: antonio conte

  • Napoli-Juventus, 5 motivi per cui non è decisiva

    Napoli-Juventus, 5 motivi per cui non è decisiva

    Il giorno tanto atteso è finalmente arrivato, anche se si è Venerdì e, dunque, può apparire quantomeno insolito per un big match di campionato. In ogni caso, Napoli-Juventus in programma questa sera alle 20.45 allo stadio San Paolo è molto più di una partita di “cartello”: è lo scontro diretto tra ke due principali (e forse uniche) pretendenti allo scudetto che, finora, si sono sfidate soltanto dialetticamente e a distanza, rinfocolando quella rivalità sempre viva che corre sull’asse Torino-Napoli e che sembra riacutizzarsi come un fuoco in piena estate alla minima “scintilla”. Questa volta la polemica principale ha riguardato il calendario, ossia la data fissata per la gara che sembra non “garbare” al tecnico partenopeo Walter Mazzarri, che avrebbe preferito giocare sabato sera alla luce dell’impegno di campionato del Napoli nel precedente turno disputato di Lunedì. Ma la diatriba-calendario è solo uno degli aspetti che ha connotato questa vigilia considerando anche il clima di accoglienza “ostile” dei bianconeri a Napoli, con un trattamento speciale riservato a Claudio Marchisio, oggetto di cori “personalizzati” in riferimento alle sue affermazioni dei mesi scorsi a proposito dell’”antipatia sportiva” verso il Napoli.

    Napoli-Juventus, 5 ragioni per cui non è decisiva | ©  OLIVIER MORIN/Getty Images
    Napoli-Juventus, 5 ragioni per cui non è decisiva | © OLIVIER MORIN/Getty Images

     

    Come si suol dire in questi casi, di fronte a un big match come Napoli-Juventus le motivazioni vengono da sè e di certo i protagonisti in campo daranno prova di ciò. Tuttavia, sembra opportuno analizzare anche “l’altra faccia della medaglia”, ossia il fatto che Napoli-Juventus, seppur assolutamente suggestivo, potrebbe rivelarsi non decisivo per le sorti del campionato.

    1. Mese di Marzo: Al contrario di molti scontri-diretti per la corsa scudetto che hanno caratterizzato gli scorsi campionati, questo giunge troppo in anticipo rispetto alla conclusione del campionato e risulta, quindi, “prematuro” ritenerlo determinante considerando che mancheranno undici giornate al termine e che la Juventus dovrà ancora affrontare le altre “grandi”, ossia Inter, Milan e Lazio, e che lo stesso Napoli dovrà ancora disputare le gare, ovviamente insidiose, contro Milan ed Inter.

    2. Vittoria della Juventus o pareggio: In tal caso, conti alla mano, Napoli-Juventus potrebbe rappresentare una seria ipoteca al titolo bianconero, considerando che la formazione di Conte potrebbe ritrovarsi con ben sette punti di vantaggio (oppure dieci, in caso di successo) sulla sua inseguitrice. Un margine indiscutibilmente importante, che difficilmente e salvo clamorosi colpi di scena verrà dilapidato.

    3. Vittoria del Napoli: In caso di successo degli azzurri di Mazzarri la situazione di classifica vedrebbe il Napoli rosicchiare tre punti alla capolista, attualmente staccata di sei lunghezze, e portarsi a -3 dalla vetta. Un margine che non lascerebbe tranquilla la truppa di Conte che, però, in questa stagione ha dimostrato di esser capace di risollevarsi dopo le difficoltà e di reagire al meglio quando si è trovata sotto pressione.

    4. Rendimento Napoli: Il pubblico del San Paolo, potenzialmente, è in grado di sospingere gli azzurri verso imprese importanti in campo e, di certo, il tutto esaurito di questa sera può rivelarsi interessante in tal senso. Tuttavia, il rendimento del Napoli nell’ultimo mese non fotografa una squadra continua nei risultati e, soprattutto, non in grado di sfruttare quelle occasioni in cui avrebbe potuto avvicinarsi seriamente alla Juventus. Basti pensare al pareggio interno contro la Sampdoria nel turno in cui la Juventus venne fermata dalla Roma all’Olimpico, ma anche al pareggio di lunedì scorso contro l’Udinese che, di fatto, è costato due punti in meno in classifica, e senza considerare la debacle di Europa League con eliminazione da parte del Viktoria Plzen.

    5. Rendimento Juventus: Anche la squadra di Conte nell’ultimo periodo non ha mostrato gli artigli che, invece, avevano connotato la parte iniziale della stagione e, se il mese di Gennaio è stato definito “nero”, quello appena trascorso di Febbraio potrebbe essere colorato di “grigio” con qualche venatura più “rosea” associata alla vittoria contro il Celtic nell’andata degli ottavi di Champions, ed in campionato contro la Fiorentina. Nel complesso, però, sembra che la squadra abbia ormai un rodaggio sufficiente a rispondere positivamente anche dopo prestazioni opache, come successo, dopo la sconfitta con la Roma, con la buona vittoria contro il Siena.

    Alla luce di questi cinque punti, dunque, è possibile inquadrare il match di questa sera con le parole del cittì azzurro Cesare Prandelli che, in queste ore di vigilia ha espresso il suo punto di vista in merito a Napoli-Juventus, un match che tra l’altro vedrà in campo molti Nazionali italiani: “non so se sarà decisiva, ma può dare un indirizzo preciso alla stagione”.

    Soltanto il risultato del campo ci rivelerà questo “indirizzo”: l’attesa per il fischio d’inizio di Napoli-Juventus sta, ormai, volgendo al termine.

  • Juventus, contro il Napoli Chiellini-Barzagli-Bonucci

    Juventus, contro il Napoli Chiellini-Barzagli-Bonucci

    La difesa azzurra della Juventus composta dal terzetto Barzagli, Bonucci, Chiellini a far da scudo a capitan Buffon è sempre stata una delle principali garanzie della Juventus targata Antonio Conte, dando solidità al reparto arretrato e le necessarie garanzie in campo, fondamentali per garantire un gioco votato all’attacco nonostante nella “filosofia Conte” tutti i componenti della squadra debbano rientrare, pressare e sacrificarsi, giocando di coralità e di collettivo. Dopo l’infortunio di Giorgio Chiellini dello scorso 19 Dicembre, con contrattura al polpaccio che lo ha tenuto fuori per più di due mesi, quella solidità granitica sembrava vacillare ed, infatti, la sua assenza è coincisa con il periodo più buio dell’intera gestione Conte, quel mese di Gennaio che ha causato una sconfitta, diversi pareggi e l’eliminazione dalle semifinali di Coppa Italia. Chi lo ha sostituito, dopo un inizio titubante da parte di Peluso e Caceres, è poi riuscito a prendere le adeguate misure e, a  conti fatti, non ha deluso: il terzetto, però, è un’altra storia.

    Juventus, ritorna il trio difensivo titolare | © AFP/Getty Images
    Juventus, ritorna il trio difensivo titolare | © AFP/Getty Images

    L’aspetto importante da sottolineare è, poi, il fatto che il quasi certo rientro di Chiellini da titolare contro il Napoli (dopo la manciata di minuti con il Siena nel finale di gara in cui aveva rimediato una botta alla caviglia, poi rivelatasi non preoccupante, ndr) e la ricomposizione della difesa titolare giunga proprio nella settimana dello scontro diretto contro il Napoli, in programma Venerdì sera al San Paolo, un match che si preannuncia ad “alta tensione sportiva” e che ovviamente avrà un peso specifico maggiore rispetto a qualsiasi altro turno di campionato. Sembrava molto difficile che il trio titolare potesse ricomporsi proprio contro il Napoli considerando che oltre all’incognita fisica legata al recupero di Chiellini c’era anche il dubbio-diffidati che riguardava lo stesso Giorgio Chiellini ed anche Andrea Barzagli, ma tutte queste incertezze sembrano, adesso, superate considerando che “Chiello” si sta sottoponendo ad un allenamento mirato in settimana per non forzare troppo la caviglia uscita malconcia dalla gara con il Siena e rifinire la sua condizione atletica dopo la lunga assenza.

    Inoltre, contro l’attacco partenopeo composto dal capocannoniere della serie A Edinson Cavani, Goran Pandev (o Lorenzo Insigne) e Marek Hamsik l’esperienza e l’affiatamento del trio difensivo più rodato potrebbe essere un fattore essenziale, considerando l’importanza degli automatismi e dei meccanismi ben oliati in situazioni ad alto tasso di difficoltà e contro individualità importanti come quelle dell’attacco partenopeo che richiedono anche di una certa fisicità per essere contrastate a dovere.

    E’ bene considerare, poi, che il periodo “caldo” della stagione bianconera stia arrivando e che, dopo il big match contro il Napoli, il calendario presenterà il ritorno degli ottavi di Champions League contro il Celtic e, nonostante l’ampio vantaggio della gara d’andata in Scozia, l’attenzione e la concentrazione saranno fondamentali anche allo Juventus Stadium per gestire al meglio il risultato di partenza e non allentare in alcun modo la tensione agonistica. Il ritorno di Chiellini e del “muro” della Juventus e della Nazionale risultano, quindi, come una fondamentale arma in più che potrebbe rivelarsi, come già lo scorso anno, quel “quid” decisivo, una sorta di rassicurante assicurazione. 

  • Sondaggio su Giovinco, i tifosi non lo amano

    Sondaggio su Giovinco, i tifosi non lo amano

    Dopo la polemica tra mister Antonio Conte ed una parte del tifo dello Juventus Stadium, che durante la gara con il Siena ha fischiato Sebastian Giovinco ed ha sottolineato in maniera negativa anche alcuni errori tecnici di altri giocatori, tra i tifosi juventini sembra emergere una tematica specifica, promossa dal quotidiano sportivo torinese Tuttosport, connessa al ruolo di Sebastian Giovinco in campo e, più in generale, al suo peso specifico in squadra. La posizione di Giovinco è come se fosse sempre sotto i riflettori, o sul banco degli imputati o ancora, indirettamente, come protagonista in campo, a volte positivo e più spesso negativo, almeno a giudicare dagli umori diffusi fra i tifosi bianconeri. Il problema sostanziale legato alla figura ed al ruolo di Giovinco è connesso alle aspettative nei suoi confronti, al fatto che sia stato valutato 22 milioni di euro il suo cartellino e poi riscattato dalla comproprietà con il Parma per 7,5 milioni di euro, che sia stato di fatto l’uomo di fantasia designato per il dopo-Del Piero, un’eredità di certo non semplice da raccogliere e che porta con sè la pressione di un ruolo forse troppo importante ed ingombrante per colui che è cresciuto nel settore giovanile bianconero ma che, forse proprio a causa di ciò, dopo lunghe stagioni trascorse in provincia ha percepito il realizzarsi del suo sogno come qualcosa di “più grande di lui”, e ciò ne sta condizionando il rendimento.

    Sondaggio su Giovinco, tifosi non lo amano | © AFP/Getty Images
    Sondaggio su Giovinco, tifosi non lo amano | © AFP/Getty Images

    Inoltre, a ciò si aggiunge la percezione che il pubblico non sia dalla sua parte e che non faccia nulla per nasconderlo: uno stato psicologico che determina, ad esempio, il suo gesto dopo il gol di domenica con il Siena, quando si è rivolto al pubblico per zittirli con un gesto più che eloquente. Un pubblico che, su internet, ha espresso la sua opinione nel sondaggio proposto da Tuttosport online ed, a precisa domanda “Giovinco merita un posto da titolare?” ben il 66% ha risposto di “no” e soltanto il 34% di “si”. Le motivazioni legate a tale orientamento sembrano perlopiù legate al rendimento di Sebastian Giovinco in campo, sottolineando la sua scarsa decisività, soprattutto in termini realizzativi.

    Di contro, però, pare opportuno considerare un altro aspetto che, finora, sembra sia stato ignorato: se il problema di rendimento di Giovinco è – almeno in parte – di natura psicologica, il tifo juventino  dovrebbe provare a concedere una sorta di “apertura di credito” ulteriore, evitando atteggiamenti “irridenti” nei suoi confronti che, come hanno dimostrato i fatti, finiscono per influire negativamente sul suo rendimento.

    Una fiducia che il tecnico Antonio Conte sembra intenzionato a volergli ancora concedere anche alla luce della sua presa di posizione nel post-gara di Juventus-Siena, quando il tecnico ha speso parole forti contro gli “pseudotifosi” che non stanno vicini alla squadra e punzecchiano i singoli.

    In tal senso Andrea D’Amico, procuratore di Giovinco, ha precisato che “il mister è l’unico riferimento di Giovinco, l’opinione di Conte è quella che gli interessa di più” e che il gesto “provocatorio” contro i tifosi durante Juventus-Siena è già archiviato: Sebastian Giovinco è focalizzato sul prossimo obiettivo, nella speranza che con i fatti possa smentire chi lo critica.

    In tal caso, sarebbe la Juventus a “guadagnarci”.

  • Conte contro i fischi allo Juventus Stadium: “pseudotifosi”

    Conte contro i fischi allo Juventus Stadium: “pseudotifosi”

    Prima della gara di campionato contro il Siena, Antonio Conte aveva invocato la “bolgia dello Juventus Stadium”, chiamando a raccolta i tifosi e chiedendo loro di schiarirsi la voce per star vicino alla squadra abbandonando il clima “da teatro” per sostenere la squadra nel momento cruciale della stagione bianconera, tra campionato e corsa-scudetto e ottavi di Champions League. I tifosi hanno risposto “presente” dal punto di vista quantitativo, facendo registrare sold out nonostante il clima rigido e la domenica elettorale, ma non dal punto di vista “qualitativo” poichè non hanno soddisfatto il tecnico bianconero in termini di sostegno alla squadra. Inoltre, sul pubblico juventino grava il peso di un comportamento ancora una volta non propriamente “affettuoso” nei confronti di Sebastian Giovinco, beccato con fischi sonori a sottolineare ogni errore in campo, che lo hanno innervosito non poco considerando che, dopo aver realizzato il gol del provvisorio 2-0, non ha esultato ed, anzi, si è rivolto al pubblico invitandolo a “zittirsi” con un gesto inequivocabile.

    Conte contro chi fischia "pseudotifosi" | © Valerio Pennicino/ Getty Images Sport
    Conte contro chi fischia “pseudotifosi” | © Valerio Pennicino/
    Getty Images Sport

    A fine partita mister Conte ha commentato l’episodio e non ha perso l’occasione per sottolineare il suo fastidio verso i fischi, che definisce inopportuni, verso Sebastian Giovinco e verso chiunque “sbagli soltanto un appoggio”, riferendosi anche a Mirko Vucinic ed a chiunque sbagliasse un gesto tecnico. Un comportamento sicuramente legittimo per chi paga il biglietto, ma che non è giusto e riconoscente nei confronti di un gruppo che in poco tempo è riuscito a costruire qualcosa di importante. Mister Conte, infatti, non smette mai di ripetere “da dove” si è partiti e “dove” si è arrivati o, meglio, si sogna di arrivare in questa stagione: “dalla Coppa del Nonno al sogno scudetto e Champions” sottolineando che prima della sua gestione la Juventus veniva da due settimi posti consecutivi in campionato.

    Dunque, tutto questo lavoro di costruzione certosina, di cura dei dettagli e dei minimi particolari, richiederebbe una considerazione maggiore ed un sostegno più caloroso, evitando irritanti mormorii di disapprovazione ad ogni minima sbavatura in campo, ed invocando ancora una volta la vicinanza dei tifosi veri e non di coloro che non sostengono questi ragazzi, che sono “preudotifosi”.

    E’ bene, dunque, ricordarsi i progressi di questa Juventus targata Conte e sottolineare la scalata compiuta finora prima di fischiare i calciatori che sono stati protagonisti ed artefici di tale miglioramenti che hanno fatto ritrovare “l’orgoglio di tifare questa squadra” , altrimenti significherebbe non riconoscere i frutti del loro lavoro e del loro impegno ed, in tal senso, il mister si dichiara pronto ad andare “contro tutto e contro tutti perchè non sono d’accordo, vedo tanta presunzione”, precisando di non riferirsi alle due Curve ma ai restanti settori dello Stadio, sorprendentemente freddi e che non perdono occasione per perdere una cattiva abitudine. 

    Cattiva abitudine che, di fatto, non riguarda soltanto la freddezza verso la squadra, ma anche i cori beceri nei confronti della città di Napoli e dei napoletani che vanno aldilà della rivalità sportiva prima dello scontro diretto di Venerdì prossimo, invocando il Vesuvio affinchè “lavi con il fuoco” la città e i suoi abitanti.

    Non c’è dubbio che una squadra come la Juventus meriti un pubblico nettamente migliore.

  • Juventus in fuga aspettando il Napoli

    Juventus in fuga aspettando il Napoli

    E’ di nuovo fuga per la Juve che grazie alla vittoria casalinga contro il Siena, e in attesa di conoscere il risultato di Udinese-Napoli, si porta a +7 in classifica. Antonio Conte voleva 13 finali fino alla conquista dello scudetto, per tutta la settimana ha voluto tenere alta la concentrazione dei suoi per evitare rilassamenti come quelli di una settimana fa contro la Roma all’Olimpico. In vista del big match al San Paolo il tecnico pugliese risparmia Matri e Vidal, diffidati, ma ritrova dopo una lunga assenza Chiellini. Juve-Siena finisce 3-0 con le reti di Lichtsteiner, Giovinco e Pogba i bianconeri controllano la gara senza mai soffrire se non nei minuti finali a risultato già acquisito.

    Primo tempo che vede la Juventus dominare il Siena nella sua metà campo, ci prova con qualche tiro dalla distanza anche perchè gli ospiti non lasciano molti spazi agli inserimenti dei padroni di casa. La prima vera opportunità si ha con Marchisio ispirato da Vucinic ma il centrocampista azzurro trova pronta la risposta di Pegolo che qualche minuto più tardi però è complice del vantaggio della capolista: alla mezz’ora su una palla di Vucinic il portiere respinge sulla tibia di Lichtsteiner e il rimpallo concretizza la rete del vantaggio bianconero.

    Juventus-Siena | © Valerio Pennicino/Getty Images
    Juventus-Siena | © Valerio Pennicino/Getty Images

    Nella ripresa è Pogba che si vede negare la gioia del gol dall’estremo difensore toscano, qualche minuto più tardi Giovinco serve un assist per Vucinic ma il montenegrino non ci arriva di un soffio. E’ solo il preludio al raddoppio che arriva grazie all’undicesimo gol stagionale della Formica Atomica (oggi il più “beccato” dal pubblico insieme al compagno di reparto). Al 30′ il numero 12 bianconero batte Pegolo con un gran sinistro sotto la traversa. Sul risultato di 2-0 arriva la sveglia per il Siena e la pennichella per la Juve che ringrazia Buffon per l’intervento su Emerghara: colpo di testa dell’attaccante di origini nigeriane che il portierone miracolosamente manda sulla traversa. Poco più tardi questa volta è il palo a salvare Buffon sulla gran botta di Terlizzi. Nel momento più positivo dei toscani arriva la rete di Pogba che chiude definitivamente il match con un preciso missile di destro imparabile per Pegolo.

    La Juventus adesso aspetta comodamente il risultato del Napoli a una settimana dalla sfida chiave per il campionato: venerdì 1 marzo i Campioni d’Italia sono attesi al San Paolo, ma intanto mantengono un buon vantaggio sugli avversari. Per il Siena invece la possibilità di salvezza si fa sempre più complicata.

    Juventus-Siena Le Pagelle

    Barzagli 7: Continuiamo a tessere le lodi del difensore che ormai a tutti gli effetti è tra i migliori al mondo nel suo ruolo. Antonio Conte lo rischia nonostante il pericolo diffida in vista dell’importante trasferta a Napoli ma i suoi interventi puliti e precisi ne scongiurano il pericolo.

    Giovinco 6,5: La formica atomica è tra i più fischiati insieme al collega Vucinic, prestazione opaca la sua ma all’unica vera opportunità fa centro con un bel tiro di sinistro.

    Pogba 6,5: Conte lo preferisce al diffidato Vidal e il francese ripaga la fiducia siglando il quinto goal in campionato.

    Emeghara 6: Il più vivace dei suoi, anche oggi è andato vicinissimo al gol che solo un super Buffon gli ha negato.

    Rubin 5: Perde il confronto con Lichtsteiner che in più di un’occasione gli fa girare la testa.

    Rosina 5: Assente dal gioco per buona parte per colpa dei suoi compagni ma anche perchè non riese a crearsi gli spazi.

    JUVENTUS-SIENA 3-0
    Juventus (3-5-2): Buffon 7; Barzagli 7, Bonucci 6,5, Peluso 6; Lichtsteiner 7, Pogba 6,5, Pirlo 6,5, Marchisio 6, Asamoah 6 (32′ st Chiellini 6); Vucinic 5,5 (20′ st Matri 5,5), Giovinco 6,5 (36′ st Giaccherini 6). A disp.: Storari, Rubinho, Marrone, Isla, Vidal, Padoin, Quagliarella, Anelka. All.: Conte.
    Siena (3-4-2-1): Pegolo 5; Teixeira 6, Terlizzi 6,5, Felipe 5,5; Belmonte 6, Bolzoni 6, Della Rocca 6 (47′ st Verre sv), Rubin 5; Rosina 5 (29′ st Agra 6), Valiani 5,5 (20′ st Pozzi 6); Emeghara 6. A disp.: Farelli, Uvini, Valiani, Paci, Mannini, Bogdani, Sestu, Paolucci, Reginaldo. All.: Iachini
    Arbitro: Celi

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  • Conte carica la Juve: “Saranno 13 finali mondiali”

    Conte carica la Juve: “Saranno 13 finali mondiali”

    Il tredici secondo alcuni è un numero fortunato, secondo altri è, invece, una ragione di superstizione al punto da esser definita “triscadecafobia” la paura irrazionale associata a tale cifra e tali “divergenze” dipendono dalle diverse tradizioni cui si fa riferimento. Nel caso di Antonio Conte, invece, il tredici non viene considerato in nessuna delle due accezioni ma è semplicemente il numero di partite che mancano alla fine del campionato e che, dunque, devono essere considerate dalla sua Juventus come “tredici finali mondiali”. Una grinta ed una carica da fare impressione, una determinazione di ferro, in particolare alla vigilia di una gara di campionato che parrebbe “agevole”, almeno sulla carta, contro il Siena ma che per un sergente di ferro come lui non può assolutamente essere sottovalutata, ancor di più considerando il flop della sua Juventus nell’ultimo match di campionato contro la Roma. Per questo motivo, mister Antonio Conte vuole caricare al massimo i suoi e tutto l’ambiente in generale, rivolgendo un appello anche ai tifosi affinchè lo Stadium sia “una bolgia e non un teatro”, ritornando ad essere – come  lo scorso anno – l’elemento in più nel cammino della squadra perchè dalle partite in casa passano le  fortune della squadra: i tifosi dovranno, quindi, pensare a“schiarirsi la voce e accompagnare la squadra come l’anno scorso e non in modo “altalenante come quest’anno”. 

    Conte carica la Juventus prima del Siena | © Stu Forster Getty Images Sport
    Conte carica la Juventus prima del Siena | © Stu Forster
    Getty Images Sport

    Il richiamo del mister sembra aver funzionato e lo Juventus Stadium ha risposto “presente” che tradotto in termini di biglietti venduti significa ancora una volta “sold out”, e inciterà la squadra nella gara contro la squadra che mister Conte ha guidato in passato e che conosce molto bene, definendo la gara di domani come “la gara della vita”, sottolineando il fatto che il Siena in questa stagione ha già messo in difficoltà alcune grandi, battendo sia l’Inter che la Lazio. In tal senso, Conte si complimenta pubblicamente con il tecnico Iachini che ha messo in piedi una formazione ben organizzata, che vorrà provare a fare punti-salvezza anche a Torino.

    Lo scontro diretto contro il Napoli, dunque, è ancora molto lontano e l’unico pensiero della Juventus dovrà essere il Siena, al punto che mister Conte preferisce non commentare la provocazione di Walter Mazzarri di voler posticipare Napoli-Juventus a sabato 2 Marzo anzichè al Venerdì come attualmente in calendario.

    Il pensiero di Conte è, invece, esclusivamente alle questioni di campo e alla formazione da schierare domani pomeriggio, considerando che vi è il pericolo-diffidati e che c’è qualche forfait dell’ultim’ora, come la distorsione alla caviglia per Arturo Vidal che potrebbe rimanere a riposo (considerando anche il fatto che il cileno è nella lista dei diffidati, ndr), mentre mancherà certamente Martin Caceres e Giorgio Chiellini andrà in panchina, considerando che si allena in gruppo soltanto da una settimana.

    In questo momento, considerando che la Juventus non avrà il tour de force della scorsa settimana con tre partite in sette giorni, il mister bianconero può permettersi di fare qualche scelta “scegliendo chi mi dà più garanzie” ma senza poter fare troppi ragionamenti, soprattutto nel reparto difensivo, “perchè siamo contati”.

     

  • Chiellini recuperato ma è allerta diffida

    Chiellini recuperato ma è allerta diffida

    In un collettivo è sempre difficile misurare l’importanza ed il peso specifico di un singolo, ancor più se si tratta di una squadra come la Juventus che fa del principale comandamento l’importanza del gruppo rispetto alle individualità, con il proprio tecnico Antonio Conte che non si stanca di ripetere, a mò di “mantra”, tale concetto nonostante in squadra possa contare su singoli preziosi e decisivi. Fra questi, vi è il caso di Giorgio Chiellini per il quale si dovrebbe fare un’eccezione in quanto sono i numeri, quindi inconfutabili, a determinare il suo essere essenziale per la difesa bianconera e, di conseguenza, per il rendimento della Signora. Infatti, con Chiellini in campo, la Juventus ha perso soltanto una gara in questa stagione – contro l’Inter in campionato – mentre Giorgio Chiellini era assente nelle altre quattro sconfitte rimediate contro il Milan, la Sampdoria e la Roma in campionato, e contro la Lazio in Coppa Italia. Nelle 19 presenze complessive di Giorgio Chiellini in questa stagione (13 in campionato e 6 nella fase a gironi della Champions League) la Juventus ha raccolto, invece, ben 13 vittorie, 5 pareggi ed una sola sconfitta, nel già citato match contro l’Inter.

    Chiellini recuperato ma è allarme diffida | © AFP/Getty Images
    Chiellini recuperato ma è allarme diffida | © AFP/Getty Images

    Ecco perchè mister Antonio Conte non può che salutare con grande gioia il ritorno a disposizione del suo difensore, che manca dal terreno di gioco dal lontano 16 Dicembre, quando la Juventus vinse 3-0 contro l’Atalanta, prima che si infortunasse nel corso della seduta di allenamento del 19 Dicembre riportando una lesione al polpaccio destro che lo ha tenuto fermo per più di due mesi, ed in particolare costringendolo a saltare ben dodici gare, non a caso proprio nel periodo in cui la Juventus ha di fatto rallentato la propria corsa forsennata, vedendo ridursi la propria media punti da 2,32 ad 1,75 e dimostrando che non è affatto agevole – nè per Peluso, nè per Caceres, nè per chiunque altro – essere in grado di sostituirlo a dovere.

    Ora, però, il perno difensivo bianconero è finalmente pronto a tornare a disposizione del tecnico, tornando a comporre quel terzetto difensivo ormai assolutamente collaudato con Bonucci e Barzagli, per la gara di campionato di domenica pomeriggio allo Juventus Stadium contro il Siena. Sul suo ritorno, però, grava un’ombra importante, ossia il fatto che Giorgio Chiellini sia diffidato e, dunque, se dovesse essere ammonito nella gara con il Siena salterebbe per squalifica l’attesissimo big match del San Paolo contro il Napoli in programma Venerdì 1 Marzo.

    Proprio per tal motivo, mister Conte non è ancora sicuro di volerlo “rischiare” nel match contro il Siena, preferendo convocarlo e mandarlo in panchina e schierando al suo posto uno tra Caceres ed il rientrante Peluso, adoperando Chiellini soltanto nel caso di effettiva necessità, scegliendo così di risparmiarlo per mandarlo in campo al 100% contro il Napoli, quando la posta in palio sarà altissima in chiave lotta-scudetto e la sua esperienza, la sua personalità e la sua presenza saranno indispensabili per provare ad arginare il super attacco partenopeo formato da Cavani, Hamsik, Pandev o Insigne.

    In tal senso, sempre con un occhio alla sfida contro il Napoli, è probabile che mister Conte possa concedere un turno di riposo anche ad Andrea Barzagli, anche lui a rischio squalifica.

  • Juventus, con il Siena 5 diffidati

    Juventus, con il Siena 5 diffidati

    La riscossa della Juventus dopo la sconfitta contro la Roma di sabato scorso passa dalla gara interna contro il Siena di domenica pomeriggio alle 15, quando la Signora si troverà di fronte l’ex squadra guidata da Antonio Conte, in quello che sarà il match “preparatorio” all’attesissimo scontro-diretto contro il Napoli di Venerdì 1 Marzo al San Paolo. Tuttavia, ovviamente è bene non sottovalutare l’impegno contro i toscani che, a dispetto di una situazione di classifica non rosea, sembrano in netta ripresa anche alla luce della vittoria di campionato maturata lunedì scorso contro la Lazio. In particolare, poi, sulla Juventus di Conte che ha l’obbligo di ottenere una vittoria, sia per ripartire dopo la botta d’arresto e sia per presentarsi allo scontro diretto del San Paolo con un margine di vantaggio sull’inseguitrice, graverà l’incognita dei numerosi diffidati in squadra, che potrebbero in qualche modo condizionare le scelte di mister Conte in termini di formazione.

    Juventus, con il Siena 5 diffidati | © Gabriele Maltinti/ Getty Images Sport
    Juventus, con il Siena 5 diffidati | © Gabriele Maltinti/
    Getty Images Sport

    I cinque calciatori a rischio ammonizione e squalifica sono, infatti, nomi di primissimo livello nella compagine juventina, “spalmati” in tutti i reparti. In difesa sono a rischio squalifica Andrea Barzagli e Giorgio Chiellini che ha appena recuperato dall’infortunio che lo ha tenuto fermo per circa un mese e mezzo e che lo ha costretto a saltare diverse partite delicate in cui la Juventus ha mostrato di patire notevolmente la sua assenza.

    Il rientrante Giorgio Chiellini ieri ha dichiarato di essere a disposizione del mister e di sperare in un suo ritorno in campo “il prima possibile” e, dunque, potrebbe essere convocato contro il Siena ed eventualmente entrare a gara in corso per ritrovare il contatto con il terreno di gioco, nella speranza che il suo rientro non coincida con la “beffa” di un ulteriore stop deciso dal giudice sportivo; ma appare più probabile che prevalga la scelta della prudenza e che, dunque, possa rientrare, da titolare, direttamente nel big match contro il Napoli, quando la sua esperienza potrebbe essere un plusvalore importante per la Juventus. Tra gli altri diffidati, anche Paolo De Ceglie ma nel suo caso non esiste rischio-squalifica perchè sarà assente per infortunio.

    A centrocampo, invece, i diffidati saranno Arturo Vidal e Andrea Pirlo ed, anche in tal caso, si tratta di nomi pesanti e importanti: se nel caso di Andrea Pirlo mister Conte potrebbe decidere di schierarlo comunque con il Siena, sperando nella “buona sorte” e cercando di impartirgli qualche indicazione in senso “cautelativo”, per Arturo Vidal il discorso potrebbe essere differente anche alla luce del temperamento caldo del cileno. Pertanto, mister Conte potrebbe decidere di non rischiarlo e sostituirlo con Paul Pogba nel match di domenica pomeriggio contro il Siena, anche per dargli un turno di riposo conseguente all’opaca e stanca prestazione contro la Roma.

    In attacco, il diffidato è invece Alessandro Matri, il più in forma del reparto offensivo bianconero: nel suo caso, Antonio Conte potrebbe decidere di non rischiarlo preferendo schierare Sebastian Giovinco che scalpita per ritrovare il posto da titolare al fianco di Mirko Vucinic, dopo che lo stesso Matri – a suon di gol – sembra averlo scavalcato nelle preferenze del tecnico salentino. 

  • John Elkann: “La Juve vuole scudetto e Champions”

    John Elkann: “La Juve vuole scudetto e Champions”

    La sconfitta contro la Roma di sabato sera allo stadio Olimpico è apparsa tutto sommato indolore per la Juventus, o perlomeno più digeribile, soprattutto grazie ai contemporanei passi falsi delle inseguitrici principali, ossia Napoli e Lazio, fermate rispettivamente dal pareggio interno con la Sampdoria di domenica pomeriggio e dalla pesante sconfitta di ieri sera contro il Siena. Ecco perchè, nonostante l’impressione di una brutta battuta d’arresto e di una prestazione stanca e opaca da parte della Juventus, il presidente Fiat, oltre che nipote dell’Avvocato Agnelli e cugino del presidente bianconero Andrea, John Elkann non perde l’entusiasmo e, in un’intervista rilasciata al Tg1, afferma con convinzione e senza scaramanzia quelli che sono gli obiettivi stagionali per la squadra. La sconfitta contro la Roma, secondo John Elkann, dev’essere uno stimolo per guardare avanti con maggiore convinzione nei propri mezzi, per dare un’ulteriore spinta al gruppo bianconero verso i propri traguardi. Questo perchè la battuta d’arresto dell’Olimpico deve far riflettere sulle sue “cause generatrici”, sul perchè è maturata: aspetti sui quali mister Antonio Conte aveva focalizzato l’attenzione già nell’immediato post-partita rilasciando i suoi commenti a caldo. Di certo, se la Juventus non gioca da squadra, da collettivo, non può impensierire nessuno e finisce per snaturarsi, perdendo il proprio valore aggiunto che finora le ha permesso di essere protagonista, in Italia ed in Europa.

    John Elkann: "La Juve punta a scudetto e Champions" | © GIUSEPPE CACACE/Getty Images
    John Elkann: “La Juve punta a scudetto e Champions” | © GIUSEPPE CACACE/Getty Images

    A tal proposito, il presidente Fiat John Elkann sottolinea la grande vittoria di Glasgow in Champions League, quando contro una squadra comunque ostica come il Celtic ed in un ambiente non facile come quello dello stadio scozzese, la Juventus ha giocato da squadra ed ha ottenuto una grande prestazione, oltre che una larga vittoria, affermando che: “non c’è dubbio che quando la Juventus gioca da squadra vince, e contro il Celtic la settimana scorsa ha dato la migliore dimostrazione di questo”.

    Grandi meriti per quanto costruito finora sono, ovviamente, da attribuire al tecnico Antonio Conte, premiato proprio ieri a Coverciano con la panchina d’oro come migliore tecnico della scorsa stagione 2011/2012 ed, in tal senso, il presidente John Elkann spende parole molto importanti nei suoi confronti, guardando all’orizzonte futuro oltre che presente e “blindando” il tecnico in bianconero, sottraendolo di fatto dalle “grinfie” delle grandi d’Europa  che, secondo le voci diffuse in questi giorni, avrebbero intenzione di corteggiarlo per tentare di strapparlo alla Juventus nella prossima stagione: “Conte è e resterà alla Juventus, perchè abbiamo ancora tanto da vincere con lui”, sottolineando, poi, quelle che a suo avviso sono le doti principali del tecnico bianconero “Conte ha carattere, ama vincere e sa come gestire al meglio una squadra”.

    Parole che non lasciano spiragli di diverse interpretazioni e che rassicurano i tifosi bianconeri, ai quali il presidente John Elkann regala un’ulteriore frase ad effetto, se non nella forma senz’altro nei contenuti, ed alla precisa domanda che gli viene posta a proposito delle sue preferenze tra la vittoria del campionato o della Champions League in questa stagione, John Elkann risponde perentorio: “tutte e due”.

    Obiettivo “double”, dunque, anche se per molti tifosi ciò può essere occasione di scaramanzia.

  • Conte dopo Lippi: la panchina d’oro torna alla Juve

    Conte dopo Lippi: la panchina d’oro torna alla Juve

    Il riconoscimento è di quelli importanti ed apprezzati, ancor di più per un allenatore giovane che si è affacciato solo lo scorso anno sulla panchina di una grande squadra come la Juventus e che, al primo tentativo, ha raggiunto l’obiettivo di conquistare lo scudetto, di raggiungere la finale di Coppa Italia e di conquistare la Super Coppa Italiana nel mese di Agosto. Tutto ciò si aggiunge al fatto che la Juventus di questa stagione è in testa alla classifica dall’inizio del campionato e che sta ben figurando anche in Champions League, cercando di ritagliarsi un ruolo da outsider: per questo, la panchina d’oro di Conte sembra un riconoscimento indiscutibile, nel senso che nessuno più di lui lo avrebbe meritato, guardando ai risultati. Quello del sergente di ferro, maniaco dei dettagli e del lavoro, incapace di digerire una sconfitta in meno di 24 ore è un’etichetta che sarà difficile scrollarsi di dosso ma, probabilmente, sono quest gli “ingredienti” che ne hanno determinato una così rapida ascesa nell’Olimpo dei grandi tecnici. Un riconoscimento che gli hanno attribuito i suoi stessi colleghi e che, per questo motivo, risulta essere ancora più gradito.

    Conte vince la panchina d'oro | ©  AFP/Getty Images
    Conte vince la panchina d’oro | © AFP/Getty Images

    La panchina d’oro di Conte per la stagione 2011/2012 fa sì che questo riconoscimento ritorni a Torino dopo che l’ultima volta in cui un tecnico juventino venne eletto miglior allenatore dell’anno fu Marcello Lippi nella stagione 1995/1996, proprio colui che fu uno dei punti di riferimento per la carriera di Conte-giocatore, che ha militato in bianconero dal 1991 al 2004, attraversando sia la prima epoca Lippi che la seconda, prendendo e facendo propri i valori calcistici e psicologici del tecnico Viareggino riproponendoli – attualizzati – nella Juventus di oggi. La società bianconera, probabilmente, lo ha scelto proprio per questo, perchè aveva intravisto in lui quello spiraglio di rinascita dopo gli anni bui e difficili del post-Calciopoli, lo ha messo al centro del progetto e non ne è stata delusa: d’altronde, Antonio Conte aveva dato prova delle proprie qualità vincendo la panchina d’argento nella stagione 2008/2009, quando centrò la promozione in serie A con il Bari.

    Il suo arrivo alla Juventus ha riportato quella fame di vittoria a tutti i costi, quel desiderio di ricercare il massimo risultato senza accettare la parola “accontentarsi”, senza tollerare l’idea del secondo posto, lottando sempre con il coltello fra i denti, senza tollerare l’idea di una soluzione differente all’infuori del duro lavoro, dell’impegno e della concentrazione assoluta, ma anche sulla capacità di cementare il gruppo, focalizzandosi sui valori della squadra e dell’unione di intenti, aldilà delle individualità dei singoli. Il maggior merito di Antonio Conte è stato proprio questo, la capacità di metter da parte le sue idee calcistiche fondate sul modulo 4-2-4 per adattare lo schieramento tattico della sua Juventus alla figura del giocatore di maggiore qualità, ossia Andrea Pirlo, mettendo la squadra a correre per lui in maniera da esaltarne il rendimento, ma non in chiave individualistica bensì collettiva, avendo ben presente che il massimo rendimento del “faro” avrebbe certamente coinciso con il massimo rendimento nella squadra.

    Antonio Conte finora ha avuto ragione ma, coerente con il suo modo di essere, la panchina d’oro appena ricevuta a Coverciano rappresenterà per lui soltanto un ulteriore punto di partenza, un nuovo stimolo per ripartire dopo la sconfitta contro la Roma ed in vista della ripresa degli allenamenti di domani, da quando la sua Juventus dovrà ricominciare a “marciare” ai suoi ordini, senza accettare nessun’altra battuta d’arresto.