
"Haaland mi ha aggredito": la denuncia fa paura al City - Ilpallonaro.com (screen Youtube)
Nell’aria rarefatta della corsa al titolo in Premier League, qualcosa si è inceppato. Il Manchester City non è più quella macchina perfetta che travolgeva tutto e tutti, e i numeri parlano chiaro.
Al momento il City è soltanto quinto in classifica, con 48 punti in 29 partite, ben 22 in meno rispetto alla vetta occupata dal Liverpool. In un contesto del genere, anche i campioni devono fare i conti con la pressione. E Erling Haaland, per quanto resti una macchina da gol, non fa eccezione. Con 29 reti stagionali in tutte le competizioni – di cui 21 in Premier League e 8 in Champions League – il centravanti norvegese è ancora una sentenza sotto porta. Ma il suo rendimento non è bastato a tenere i Citizens in cima, e intorno a lui ora ci sono anche vicende che poco c’entrano con i gol segnati.
Secondo quanto riportato nelle ultime ore, infatti, Haaland sarebbe finito al centro di una denuncia legata a una vicenda extracalcistica, che potrebbe complicare ulteriormente la già delicata situazione psicologica del giocatore e dell’ambiente City. Un fulmine a ciel sereno in una stagione che già vive tra alti e bassi. Il fatto che l’accaduto sia partita da una voce “amica” poi, fa ancora più male per il campione norvegese, il quale a volte, forse, non si rende conto di essere un colosso.
Choc in Premier League, Haaland denunciato da…Moonbeam
La stagione di Erling Haaland fa discutere, ma di certo non per i gol. Il bomber norvegese del Manchester City è stato denunciato per aggressione da una donna che, lo scorso ottobre, indossava il costume della mascotte ufficiale del club, “Moonbeam”, in occasione della gara contro il Southampton. Secondo il racconto della donna – rilasciato al The Sun – Haaland l’avrebbe colpita scherzosamente sulla nuca mentre era travestita da mascotte. Un gesto che però, avrebbe avuto conseguenze fisiche serie: la donna ha parlato di colpo di frusta e sospetta commozione cerebrale, tanto da aver dovuto ricorrere alle cure mediche il giorno seguente. Ero sconvolta, piangevo e mi martellava la testa – ha raccontato, affermando anche di aver vomitato e sofferto per giorni di dolori a testa e collo.

Un’indagine interna del Manchester City ha però scagionato Haaland, affermando che il calciatore è solito dare una “toccata leggera” alla mascotte come segno di saluto, e che i video non confermano la versione della denunciante. Nonostante ciò, il contratto della donna – collaboratrice occasionale del club – non è stato rinnovato. La vicenda è ora sotto la lente della polizia di Manchester, mentre un portavoce del club ha confermato la denuncia, ma anche il fatto che non siano state intraprese azioni formali. Un episodio controverso, che rischia di avere strascichi mediatici e legali non trascurabili.