
Europei 2032, la svolta - Screen You Tube Sky Sport - ilpallonaro.com
Italia e Turchia ospiteranno gli Europei 2032 e il nostro Paese è già a lavoro affinché si arrivi pronti all’evento internazionale.
L’approdo del campionato europeo di calcio in Italia permette l’occasione di rinnovare alcuni dei maggiori impianti sportivi presenti sul suolo italiano. Cinque sono gli stadi da scegliere, una decisione che tiene banco e dovrà essere presa entro il prossimo anno. Sicura la presenza delle sedi di Roma, Torino e Milano ma entro ottobre 2026 vanno comunicate – ufficialmente – le due città che completeranno l’insieme delle strutture dove si svolgeranno le partite. Il calendario che l’Italia dovrà seguire per ospitare gli Europei 2032 vede una serie di tempistiche da rispettare, con traguardi intermedi da raggiungere prima di avvicinarsi all’evento internazionale. Dopo aver scelto le città e gli stadi, infatti, dovrà avvenire l’apertura dei cantieri entro aprile-maggio 2027.
Europei 2032, Abodi parla del Maradona
Il ministro dello Sport Andrea Abodi è sceso ufficialmente in campo affinché l’Italia si faccia trovare pronta al grande appuntamento con il torneo. Il Paese ospiterà – insieme alla Turchia – gli Europei 2032, un torneo che ha toccato la penisola anche nell’edizione 2020 vinta dagli azzurri. In quel caso, però, si trattava di un’edizione itinerante, con partite giocate in diverse città europee. Roma, con lo Stadio Olimpico, è stata una delle sedi ospitanti, dove si sono disputate alcune gare della fase a gironi e un quarto di finale. L’ultimo campionato europeo disputatosi interamente in Italia è stato quello del 1980. Tra le città che potranno ospitare le migliori nazionali maschili di calcio potrebbe esserci Napoli, una soluzione a cui si sta lavorando con l’amministrazione della città campana.

Le parole del ministro Abodi ai microfoni di Radio CRC:
“Siamo ancora in tempo per far diventare lo Stadio di Napoli uno degli impianti in cui si giocheranno le partite degli europei, ma dobbiamo essere tempestivi ed efficaci nell’organizzazione del torneo, poiché la competizione è avvincente. Insomma, dobbiamo partire, speriamo che la mattinata di oggi possa essere ulteriore e definitivo contributo che ci possa far imboccare una strada che ci porti ad una soluzione finale che per noi è la priorità, qualunque essa sia. Il miglioramento dello Stadio Maradona è l’opzione più possibile e probabile che possiamo mettere in atto, malgrado il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, avrebbe preferito una soluzione nuova e diversa. Ribadisco che qualunque sia la soluzione finale, l’importante è che venga presa poiché il tempo ancora c’è ma non è tanto. Io non devo convincere né De Laurentiis a scegliere lo Stadio Maradona né il Sindaco Manfredi a scegliere un’altra soluzione. È giusto che ci sia un dialogo tra l’amministrazione del Club e il Comune poiché lo stadio è un bene comune e l’interesse è generale. La città di Napoli vuole una soluzione praticabile e realizzabile in tempi brevi”.