Categoria: Motori

  • Superbike, Biaggi il migliore a Donington

    Superbike, Biaggi il migliore a Donington

    E’ di Max Biaggi il giro più veloce nella prima delle due sessioni di qualifiche a Donington, dove domenica si correrà il Gran Premio d’Europa, valida per decretare i 20 piloti che potranno disputare la Superpole prevista per domani a partire dalle 16:00. Il Corsaro ha stampato un tempo di 1:28.794 precedendo di un soffio (solo 47 millesimi) Marco Melandri al termine di un bel duello a distanza tutto italiano tra l’Aprilia RSV4 del romano e la Yamaha YZF R1 del ravennate.

    Terza piazza per il dominatore di Phillip Island Carlos Checa. Il ducatista leader della classifica iridata dopo la doppietta australiana, segue a 4 decimi esatti da Biaggi; quarta l’altra Yamaha di Eugene Laverty, settimo Troy Corser con la Bmw mentre è più staccato Noriyuki Haga (11esimo). Male Jonathan Rea su Honda e Michel Fabrizio su Suzuki rispettivamente 16esimo e 17esimo.
    Domani alle 11:45 l’ultima sessione di qualifica e poi alle 16:00 il via alle tre manche della Superpole.

  • Alonso contento della sua Ferrari, Red Bull e McLaren soddisfatte

    Alonso contento della sua Ferrari, Red Bull e McLaren soddisfatte

    Nonostante le due più agguerrite rivali si siano spartiti i primi due turni di prove libere, lo spagnolo della Ferrari Fernando Alonso si dice soddisfatto del comportamento della sua monoposto sul tracciato australiano dell’Albert Park: “La macchina è stata una bella sorpresa oggi. All’inizio c’era un po’ di sottosterzo e manca ancora di un’aderenza perfetta sull’anteriore ma in generale si è comportata molto meglio di quanto mi aspettassi. Rispetto all’anno scorso sento la macchina molto attaccata all’asfalto. Non mi sembra una brutta partenza, tutt’altro“.
    Alonso però valuta relativi i tempi fatti registrare nella giornata odierna, e ribadisce quanto aveva affermato poco tempo fa: “La McLaren non è una sorpresa, non abbiamo ancora un ordine esatto dei rapporti di forza dei team e un idea di quanto siamo competitivi. Queste due sessioni di prove libere non hanno chiarito veramente i reali rapporti di forza in campo: stamattina la Red Bull è andata bene, nel pomeriggio è toccato alla McLaren, noi e la Mercedes siamo rimasti sempre lì e anche la Williams e la Renault sembrano essere competitive. Ci sono tante squadre che possono dire la loro nella lotta per la vittoria ed è quindi chiaro che bisognerà fare un bel sabato senza errori se si vuole partire nelle prime file“.
    Poi si concentra sull’aspetto tecnico della vettura: “Oggi ci siamo concentrati soprattutto sull’analisi del comportamento delle gomme Pirelli, che qui sembrano andare in maniera un po’ diversa rispetto a quanto si era visto nei test, anche perché l’asfalto presenta caratteristiche molto differenti. Per quanto riguarda la strategia, bisognerà essere molto flessibili durante la gara perché ancora conosciamo troppo poco gli pneumatici per poter dire con certezza a quale giro sarebbe meglio fermarsi: per quello che si è visto oggi, magari puoi fare dieci giri con un treno di gomme oppure trenta! Sono contento del rendimento della macchina“.
    Poi un pensiero va anche al Giappone: “Abbiamo voluto essere vicini come Ferrari al Giappone girando con una dedica particolare al popolo di un Paese cui la Formula 1 deve molto e dove c’è un grande seguito per il nostro sport“.
    La Ferrari girearà per tutto il week-end con una dedica sul muso anteriore in onore proprio del popolo nipponico.

     

    Anche i piloti della Red Bull sono ottimisti in vista delle qualifiche e della gara. Webber e Vettel hanno fatto registrare i due migliori tempi nella mattinata salvo poi “nascondersi” al pomeriggio: “Siamo stati in grado di completare molti giri oggi, ma le condizioni meteo erano un po’ difficili. E’ iniziato a piovere, poi si è asciugato di nuovo, il che non ha reso facile provare cose diverse. Tuttavia, abbiamo una buona idea di dove siamo rispetto alla concorrenza. In generale possiamo essere soddisfatti, non sembra andare troppo male, ma dobbiamo aspettare. La McLaren sembra veloce, della Ferrari non si puo’ mai dire dal momento che girano sempre con un po’ piu’ di carburante al venerdì“.

    Proprio il team di Woking sembra essere la sorpresa di queste prime prove libere. I tanti aggiornamenti apportati alla vettura per il week-end australiano sembrano aver migliorato il comportamento della vettura, e questo sembra dare molta fiducia ai due piloti Lewis Hamilton e Jenson Button.
    Proprio quest’ultimo è stato autore del miglior tempo di giornata nella seconda sessione: “I nuovi scarichi hanno senza dubbio donato prestazione alla vettura, sembra migliorata di molto, e anche l’affidabilità sembra essere migliorata. Quando si ha carico al posteriore, se ne puo’ aggiungere di piu’ all’anteriore, e si riescono a portare in temperatura le gomme: dal carico aerodinamico dipendono molte cose. Siamo incoraggiati dal passo in avanti fatto oggi, anche perchè abbiamo potuto girare molto, cosa che non abbiamo potuto fare per tutto l’inverno“.
    Anche Hamilton sembra essere molto siddisfatto: “La vettura sembra migliorata rispetto ai test invernali, abbiamo impiegato la giornata concentrandoci sul nostro programma. Le gomme si stanno comportando molto bene; non sembrano soffrire il degrado e durano bene. Speriamo di poter raccogliere qualche punto, sono positivo. Non sappiamo con quanto carburante girassero gli altri, ma la nostra vettura sembra aver fatto un grande miglioramento rispetto a qualche settimana fa“.

  • F1, Melbourne: Red Bull e McLaren si dividono i primi due turni di libere

    F1, Melbourne: Red Bull e McLaren si dividono i primi due turni di libere

    LIBERE 1 – Questa notte all’1:30 ora italiana è scattata ufficialmente la stagione F1. Dopo i pronostici dei test ecco che la pista inizia a dare subito i primi verdetti: nella prima sessione di prove, infatti, le Red Bull di Mark Webber e di Sebastian Vettel sono state le più veloci. L’acclamatissimo idolo di casa ha fatto registrare il tempo di 1:26.831 staccando di oltre 3 decimi il compagno di squadra.
    In terza posizione il ferrarista Fernando Alonso a quasi 1″. Lo spagnolo tuttavia si dice molto soddisfatto del comportamento della sua Ferrari, e resta fiducioso per il prosieguo del week-end. Chi invece non può dirsi soddisfatto è Felipe Massa, soltanto 11esimo a 2″ dalla vetta.
    Le due McLaren, cariche di novità per questo week-end, navigano in sesta e settima posizione a oltre 1″ e mezzo dalla vetta. Il team di Woking ha rivisto la posizione degli scarichi, ora molto più simili a alla configurazione Red Bull che soffiano al posteriore, rispetto a quella Renault che soffiava all’anteriore, e modificato il fondo della vettura. Davanti alle due Frecce d’Argento troviamo la Mercedes di Nico Rosberg e la Williams di Rubens Barrichello mentre Michael Schumacher è ottavo. I tempi in questa prima sessione si sono svolti con gomme prevalentemente Hard e in configurazione da gara.
    E forse proprio a causa della temperatura delle gomme, Chandock è stato il primo a “battezzare” i muretti dell’Albert Park nei primissimi secondi di sessione dopo l’apertura della pit-lane. Nel suo giro di lancio ha perso stranamente il controllo della sua Lotus tra la Sport Centre e l’Hellas, andando a sbattere contro le protezioni e terminando il suo turno con appena 1 giro.
    Chi sembra avere ancora grossi problemi è la HRT. Ancora oggi il team spagnolo, che aveva avuto un permesso speciale per lavorare sulla monoposto, non ha mandato in pista nessuno dei due piloti perdendo cosi l’opportunità di percorrere i primi chilometri su pista.
    Una novità regolamentare, invece, riguarda l’introduzione dell’ala mobile: il dispositivo, che già era stato vietato in gara in caso di pista bagnata, non potrà essere utilizzato neanche in prova in caso di analoghe condizioni. Nei giorni scorsi c’era stato il tentativo da parte della Red Bull di far abolire questo dispositivo, che però è andato fallito.

    I tempi della prima sessione:

    1. Webber Red Bull-Renault 1m26.831s 20
    2. Vettel Red Bull-Renault 1m27.158s + 0.327 19
    3. Alonso Ferrari 1m27.749s + 0.918 20
    4. Rosberg Mercedes 1m28.152s + 1.321 16
    5. Barrichello Williams-Cosworth 1m28.430s + 1.599 24
    6. Button McLaren-Mercedes 1m28.440s + 1.609 29
    7. Hamilton McLaren-Mercedes 1m28.483s + 1.652 26
    8. Schumacher Mercedes 1m28.690s + 1.859 14
    9. Kobayashi Sauber-Ferrari 1m28.725s + 1.894 13
    10. Petrov Renault 1m28.765s + 1.93 15
    11. Massa Ferrari 1m28.842s + 2.011 20
    12. Heidfeld Renault 1m28.928s + 2.097 14
    13. Sutil Force India-Mercedes 1m29.314s + 2.483 19
    14. Buemi Toro Rosso-Ferrari 1m29.328s + 2.497 21
    15. Maldonado Williams-Cosworth 1m29.403s + 2.572 24
    16. Ricciardo Toro Rosso-Ferrari 1m29.468s + 2.637 23
    17. Perez Sauber-Ferrari 1m29.643s + 2.812 18
    18. Hulkenberg Force India-Mercedes 1m31.002s + 4.171 20
    19. Kovalainen Lotus-Renault 1m32.428s + 5.597 13
    20. d’Ambrosio Virgin-Cosworth 1m35.282s + 8.451 17
    21. Glock Virgin-Cosworth 1m35.289s + 8.458 15
    22. Chandhok Lotus-Renault 1:30.695 + 4.894 1

    LIBERE 2 – Nelle seconde libere le due McLaren a sorpresa conquistano le prime due posizioni.
    A differenza del primo turno i piloti hanno girato con gomme soft e in configurazione da qualifica. Jenson Button firma il miglior tempo di giornata in 1:25.854 precedendo il compagno di squadra Lewis Hamilton di circa un decimo. Chi sembra avere un passo costante in entrambe le configurazione è Fernando Alonso che firma un 1:26.001 confermandosi al terzo posto anche nel pomeriggio australiano ad un decimo da Button. Vettel e Webber in quarta e quinta posizione, che però hanno girato per gran parte della sessione senza l’ala mobile.
    Sesto posto per Michael Schumacher che precede il ferrarista Felipe Massa. Ottavo posto per l’esordiente Sergio Perez con la Sauber in 1:27.101. il pilota messicano precede Barrichello e Rosberg, che chiude la top-ten.
    12esima e 13esima le Renault di Petrov ed Heidfeld, precedute dalla Toro Rosso di Jaime Alguersuari. Tutti e tre i piloti sono ad 1″ e sei decimi dalla vetta.
    Male le Lotus-Renault di Kovalainen e Trulli rispettivamente 19esimo e 20esimo a oltre 6″ dalla vetta. Chiude il gruppo Liuzzi, senza tempo e con un solo giro.

    I tempi della seconda sessione:

    1. Button McLaren-Mercedes 1m25.854s 32
    2. Hamilton McLaren-Mercedes 1m25.986s + 0.132 31
    3. Alonso Ferrari 1m26.001s + 0.147 28
    4. Vettel Red Bull-Renault 1m26.014s + 0.160 35
    5. Webber Red Bull-Renault 1m26.283s + 0.429 33
    6. Schumacher Mercedes 1m26.590s + 0.736 31
    7. Massa Ferrari 1m26.789s + 0.935 34
    8. Perez Sauber-Ferrari 1m27.101s + 1.247 39
    9. Barrichello Williams-Cosworth 1m27.280s + 1.426 34
    10. Rosberg Mercedes 1m27.448s + 1.594 23
    11. Alguersuari Toro Rosso-Ferrari 1m27.525s + 1.671 31
    12. Petrov Renault 1m27.528s + 1.674 29
    13. Heidfeld Renault 1m27.536s + 1.682 22
    14. Buemi Toro Rosso-Ferrari 1m27.697s + 1.843 30
    15. Kobayashi Sauber-Ferrari 1m28.095s + 2.241 35
    16. di Resta Force India-Mercedes 1m28.376s + 2.522 33
    17. Sutil Force India-Mercedes 1m28.583s + 2.729 31
    18. Maldonado Williams-Cosworth 1m29.386s + 3.532 29
    19. Kovalainen Lotus-Renault 1m30.829s + 4.975 22
    20. Trulli Lotus-Renault 1m30.912s + 5.058 23
    21. D’Ambrosio Virgin-Cosworth 1m32.106s + 6.252 36
    22. Glock Virgin-Cosworth 1m32.135s + 6.281 30
    23. Liuzzi HRT-Cosworth No time 1

  • F1 al via da Melbourne. La caccia a Vettel e alla Red Bull è aperta… aspettando Kubica

    F1 al via da Melbourne. La caccia a Vettel e alla Red Bull è aperta… aspettando Kubica

    Non stavamo più nella pelle, finalmente dopo la lunga pausa invernale e tante chiacchiere lasciamo che sia la pista ad esprimere i propri verdetti e a determinare i reali valori in campo di questo Mondiale 2011 di Formula 1 che si preannuncia infuocato e incerto come forse non lo era mai stato prima.
    Si riparte dall’Australia quando in Italia saranno le 2:30 del mattino per la prima sessione di prove libere, più precisamente da Melbourne: in realtà la pista australiana doveva ospitare il secondo appuntamento della stagione ma la protesta della popolazione contro la dinastia che governa il Bahrain scoppiata nei mesi scorsi ha fatto sì che il Gran Premio che doveva svolgersi nella capitale Manama sul tracciato di Sakhir venisse annullato e rinviato a data da destinarsi.
    Ragion per cui l’asfalto dell’Albert Park si è ritrovato, come accaduto tante volte in passato, a dover “battezzare” il Mondiale 2011.

    Ferrari, McLaren e Mercedes si troveranno a dover contrastare lo strapotere mostrato nella passata stagione della Red Bull campione in carica con Sebastian Vettel che sfoggerà in bella vista il numero 1 sul musetto della sua “lattina volante”. E non potrebbe essere altrimenti che il pilota da battere nel 2011 sia proprio il tedeschino designato come erede di Schumacher, indicato anche dai bookmakers come favorito alla conquista del titolo iridato.

    Fernando Alonso però ha dimostrato nei test invernali di possedere una macchina, la F150th Italia, altamente competitiva e in grado di combattere alla pari con la scuderia austriaca del magnate Mateschitz. L’anno scorso lo spagnolo perse il Mondiale proprio nell’ultimo Gran Premio ad Abu Dhabi per un errore di valutazione del suo muretto, in particolare per responsabilità dello stratega Chris Dyer, che con l’intento di marcare da vicino il più diretto rivale per la corsa al titolo Mark Webber, ordinò ad Alonso il rientro ai box prima del previsto, che rimase poi invischiato a centro gruppo per il resto del GP incapace di risalire di posizioni per ottenere i punti necessari alla conquista del titolo, perdendo completamente di vista colui che poi si laureò campione del mondo, Sebastian Vettel. Un errore costato caro ma che ha fatto crescere il livello di responsabilità e di concentrazione all’interno della scuderia di Maranello.

    Brutti ricordi rossi a parte, Alonso, più di Felipe Massa, ha la forza e l’esperienza necessaria per battere la Red Bull, qualità che invece non ha dimostrato di avere la McLaren, la vettura sicuramente più innovativa di tutte, la quale o si è nascosta bene e in maniera saggia durante tutto l’inverno per spiazzare tutti al via oppure ha ancora da risolvere parecchi problemi sia in termini di velocità che di affidabilità. La Freccia d’Argento è stata una delle vetture che ha effettuato un chilometraggio inferiore rispetto alle altre nei test e da quel poco che si è visto nei tempi pare non abbia lo spunto adatto per lottare alla pari con le altre. Vedremo se Lewis Hamilton e Jenson Button dovranno fare miracoli per essere lì davanti.
    Opposto il discorso per la Mercedes di Michael Schumacher e Nico Rosberg: la scuderia tedesca, che ha deluso le aspettative della passata stagione, è stata una delle migliori in questo periodo pre-campionato e dà l’impressione che con un altro pò di sviluppo possa riuscire ad ottenere grandi traguardi e togliersi parecchie soddisfazioni e, perchè no, battagliare fino all’ultimo per il titolo.

    In questo 2011 ci mancherà invece Robert Kubica, rimasto vittima di un incidente che poteva trasformarsi in tragedia lo scorso 6 febbraio durante un rally e che qualcuno forse ha dimenticato troppo in fretta. Il polacco sta affrontando un difficile periodo di riabilitazione dopo il delicatissimo intervento che gli ha salvato in primo luogo la vita e poi la mano che ha rischiato di essere amputata. Lo sostituirà Nick Heidfeld ma siamo sicuri che quest’anno Robert sarebbe stato uno dei protagonisti assoluti, ci resta il rammarico di non poterlo vedere alla guida della sua Lotus Renault in questa stagione con la speranza allo stesso tempo di vederlo tornare più forte di prima quando si sarà ristabilito completamente.

    Prime outsider sono la Williams e la Sauber che nei test sono andate forti. Il team inglese può sfruttare tutta l’esperienza di Rubens Barrichello condita con l’impredivibilità del campione del mondo della GP2 Pastor Maldonado, la Sauber con il sorprendente Kamui Kobayashi, autore di un fantastico campionato nel 2010 e che è stato uno dei pochi ad entusiasmare le folle per i suoi sorpassi aggressivi animando parecchi Gran Premi spenti, e con Sergio Perez è in netta crescita. Da valutare invece Force India, Toro Rosso e l’altra Lotus Renault, quella malese, di Jarno Trulli mentre per la Virgin e l’Hispania di Vitantonio Liuzzi si prospetta un’altra stagione da fanalini di coda.

    Dicevamo dell’incertezza di questa stagione: le novità tecniche, nuove gomme Pirelli, ala mobile e kers su tutte, di cui abbiamo già trattato e approfondito a parte [leggi qui], potrebbero sconvolgere gli assetti favorendone lo spettacolo. Noi ce lo auguriamo auspicando di assistere ad una stagione ricca di emozioni e colpi di scena con il cuore a mille e l’adrenalina che scorre nelle vene negli istanti precedenti lo spegnimento del semaforo rosso. E l’Albert Park di Melbourne è il “teatro” adatto per ridare il benvenuto a questo magnifico sport e del quale qualcuno non può proprio farne a meno.

  • F1: le novità tecniche della stagione 2011 tra Pirelli e ala mobile

    F1: le novità tecniche della stagione 2011 tra Pirelli e ala mobile

    Un altro Mondiale sta per cominciare, tra meno di 12 ore a Melbourne scatteranno le prime prove libere del Gran Premio d’Australia che apriranno la stagione 2011 di Formula 1.
    E come ogni anno è tanta la curiosità per conoscere e apprendere la funzionalità delle novità tecniche introdotte nel regolamento e che riguardano principalmente le gomme, l’aerodinamica e la meccanica della monoposto.

    Partiamo dagli pneumatici: dopo l’egemonia della Bridgestone in Formula 1 per quasi un ventennio, quest’anno sarà Pirelli a fornire le gomme a tutte le vetture che parteciperanno al Mondiale. Gli pneumatici della casa milanese, gli P Zero, dovrebbero aumentare lo spettacolo, per disposizioni ricevute dalla Fia, a causa dell’alto tasso di degrado veloce a cui vanno in contro come si è assistito durante i test invernali favorendone così i sorpassi e aumentando le soste ai box durante le gare. La Pirelli ha costruito 6 diversi tipi di gomme ognuna con un scritte di colore diverso per facilitare la “lettura” degli addetti ai lavori. Le 6 mescole associate ad un colore sono: soft o morbide di colore giallo, supersoft (rosso), medie (bianco), hard o dure (argento), intermedie (blu) e bagnato o heavy rain (arancione).

    Passiamo invece alla novità aerodinamica principale: spariti l’F-Duct, il sistema introdotto per prima dalla McLaren che se azionato manualmente dal pilota manda in stallo l’ala posteriore diminuendone il carico aerodinamico aumentando così la velocità, e il doppio diffusore, che aumenta l’effetto suolo offrendo una maggiore stabilità alla vettura, la novità aerodinamica principale per quest’anno è l’ala mobile. Ma di cosa si tratta? Cerchiamo di illustrarlo nel miglior modo possibile: il pilota, tramite un pulsante posto sul volante della propria vettura, può azionare un comando che fa ruotare il flap superiore dell’alettone posteriore in modo da diminuirne la resistenza all’aria e guadagnarne così in velocità in rettilineo. Fin qui nulla di complicato se non fosse per la limitazione del suo utilizzo in pista: il dispositivo potrà infatti essere azionato liberamente, quando lo riterrà più opportuno il pilota, nelle libere e in qualifica, discorso diverso invece per quanto riguarda la gara dove il conducente potrà usufruire di questo beneficio solo in alcuni punti del tracciato esclusi i primi due giri di Gran Premio quando ci si trova in presenza di due vetture in lotta tra di loro il cui distacco deve essere inferiore al secondo e riservato solo alla vettura che insegue. Al pilota tutto ciò verrà segnalato tramite una spia posta sul proprio volante.

    Rientra invece, ad un anno di distanza, il Kers. Il dispositivo di recupero dell’energia cinetica che la trasforma in meccanica favorendone la trazione delle monoposto soprattutto quando il pilota si trova in accelerazione all’uscita di una curva lenta oppure in pieno rettilineo quando ha bisogno di una maggiore potenza in fase di sorpasso. Il sistema permette di immagazzinare l’energia cinetica, sottoforma di calore, durante la fase di frenata per poi trasformarla in energia meccanica offrendo una maggiore potenza al motore (circa 80 cavalli in più) e quindi una maggiore velocità della vettura ma limitata solo a qualche secondo di durata rispetto ad un giro completo di gara. Il Kers, introdotto per la prima volta nella stagione 2009 e poi accantonato nella scorsa, dovrà essere montato obbligatoriamente su tutte le vetture a differenza di due anni fa la cui scelta sul suo utilizzo era a discrezione della scuderia. Posizionato all’interno del serbatoio, possiede un peso consistente che potrebbe influire sulla stabilità dei pesi dulla monoposto e sbilanciare così la vettura.
    Altre novità importanti riguardano il cambio: i team per tutta la durata della stagione avranno a disposizione solo 4 scatole e ciascuna di esse dovrà essere utilizzata quindi per 5 Gran Premi, così come avviene per i motori.

    Per quanto riguarda il regolamento, è stata abolito l’articolo 39.1 che vietava gli ordini di scuderia che tante polemiche hanno sollevato la scorsa stagione garantendo ai team maggiore libertà di decisione sui loro piloti mentre è stata reintrodotta la regola del 107%, in vigore dal 1996 fino al 2002, che estromette dalla griglia di partenza della domenica la vettura che non riuscirà totalizzare un giro cronometrato di qualifica al di sotto di tale soglia rispetto al tempo della pole position.

    Tutto ciò con l’auspicio che la Formula 1 torni ad essere lo sport emozionante e spettacolare che era decenni fa e che non ci costringano ad assistere all’ennesima Formula-noia che ha caratterizzato gli ultimi campionati a parte qualche rara eccezione.

  • Alonso lancia la sua sfida: “Siamo i più forti”

    Alonso lancia la sua sfida: “Siamo i più forti”

    E’ iniziato il countdown, tra poco più di 24 ore in Australia si accenderanno i motori per il via alla nuova stagione 2011 di Formula 1. Fernando Alonso è alla ricerca del pronto riscatto dopo la beffa e la delusione dell’anno passato che ha visto il trionfo all’ultimo Gran Premio di Sebastian Vettel ai danni dello spagnolo.
    Il ferrarista è già carico ed ottimista considerato i proficui test ottenuti in inverno e che hanno mostrato una Ferrari già in forma Mondiale. Sul suo blog esprime tutto il suo entusiasmo per l’inizio di una nuova appassionante stagione: “Finalmente ci siamo! Non vedevo l’ora di arrivare alla prima gara: il rinvio del Gran Premio del Bahrain ha reso questa attesa piu’ lunga del previsto i tecnici hanno avuto più tempo per prepararsi e c’è stata la possibilità di lavorare con più calma ma per noi piloti il desiderio di ritornare a gareggiare era fortissimo” – e prosegue – “La sconfitta di Abu Dhabi ci ha dato ancora più motivazione e ora siamo più forti. Abbiamo fatto tantissimi chilometri nei test e abbiamo dimostrato di aver raggiunto un buon livello di affidabilità, il che è sempre importante. C’è ottimismo, anche se non possiamo sapere dove realmente siamo rispetto agli altri. A Barcellona nell’ultimo test abbiamo portato un bel pacchetto di novità e qui a Melbourne c’è ancora un ulteriore aggiornamento sull’ala anteriore. Vedremo se darà i frutti attesi, anche se penso che ci vorranno tre o quattro gare per avere un quadro preciso della situazione“.

    Lo spagnolo poi fa il punto sulle novità introdotte per la nuova stagione: “Ci sono tante novità quest’anno, dall’ala posteriore mobile al ritorno del Kers e, soprattutto, ci sono delle nuove gomme, le Pirelli, che,da quanto abbiamo potuto vedere nei test, si degradano molto di più, e più velocemente rispetto alle Bridgestone. La qualifica sarà quindi meno decisiva, e la strategia in gara sarà il punto chiave per il risultato finale visto che le tante soste renderanno più incerto lo svolgimento della gara: sicuramente i nostri ragazzi al pit-stop avranno molto più lavoro da fare“.
    Infine Alonso chiude con una considerazione sul tracciato australiano, dove dieci anni fa ha iniziato la sua carriera in F1 sulla Minardi: “Dei miei ventinove anni, ventisei li ho passati dietro ad un volante e su quattro ruote, dieci nella categoria regina, i più belli. Non avrei mai pensato di arrivare fino qui e ho ottenuto molto più di quanto sperassi da piccolo. Ora voglio continuare ancora a lungo e cercare di rendere quelli a venire gli anni piu’ belli“. Il ferrarista auspica di poter continuare ancora a lungo questo sogno sperando do poter lottare ogni anno per il titolo mondiale, e magari di vincerlo.

  • F1: per il Mondiale 2011 i bookmakers scommettono su Alonso e Vettel

    F1: per il Mondiale 2011 i bookmakers scommettono su Alonso e Vettel

    A meno di una settimana dal via della nuova stagione di Formula 1 che partirà da Melbourne, dove si svolgerà il Gran Premio d’Australia, cominciano a circolare negli ambienti degli scommettitori le prime quote e i nomi dei maggiori pretendenti al Mondiale 2011.
    I bookmakers sono già partiti all’azione e danno per favoriti i due piloti che hanno combattuto per il titolo iridato fino all’ultima curva dell’ultimo Gran Premio, seppur con dinamiche diverse: stiamo parlando di Fernando Alonso e di Sebastian Vettel. Il campione del mondo in carica viene dato come maggiore accreditato per la vittoria finale rispetto al ferrarista solo di qualche decimo, con quote che oscillano dai 3.25 ai 3.60 per il tedesco e dai 3.50 ai 3.60 per il ferrarista. Per i bookie saranno ancora loro a darsi battaglia nel Mondiale ormai alle porte.
    Dietro di loro più staccato Lewis Hamilton con una McLaren che non ha brillato nei test pre-campionato. Il pilota inglese campione nel 2008 viene dato con una quota minima di 6.50 con picchi di 7.50 – 8.00 seguito immediatamente da un altro protagonista dello scorso anno e che gettò alle ortiche nelle ultime gare l’occasione della vita di poter conquistare il titolo alla non più giovane età, sportiva s’intende, di 34 anni, l’australiano della Red Bull Mark Webber la cui quota viene pagata 9 – 10 volte tanto la posta giocata.

    Prevista una stagione difficile invece per i rispettivi compagni di squadra di Alonso e Vettel, precedeuti persino da Michael Schumacher: la quota che da vincente Jenson Button è per la maggior parte di 15.00 mentre è di addirittura nell’ordine dei 20.00 quella del brasiliano della Ferrari Felipe Massa.
    Abbiamo accennato di Schumacher: il sette volte campione del mondo è una variabile e viene offerto dagli 11.00 ai 14.00, quote che risultano inferiori anche rispetto al compagno di scuderia Nico Rosberg che lo scorso anno ebbe numeri di gran lunga migliori piazzandosi costantemente davanti al Kaiser. Dopo l’anno di “apprendistato” che ha segnato il suo ritorno in pista a distanza di tempo dal ritiro dalle corse annunciato nel 2006, Schumi gode dunque ancora di tanta fiducia.

    Per quanto riguarda il campionato costruttori invece la quota meno pagata è, ovviamente, quella della Red Bull che ha ammazzato il Mondiale 2011 delle scuderie, data a 2.00 con variazione di solo qualche decimo, segue la Ferrari la cui quota che viene pagata in caso di vittoria va dai 3.00 ai 3.50, la McLaren è offerta a 6.00 e la Mercedes va da un minimo di 7.50 ad un massimo di 9.00.

  • Rossi, esordio amaro in Ducati: “Al top solo tra un mese e mezzo”

    Rossi, esordio amaro in Ducati: “Al top solo tra un mese e mezzo”

    E’ stato costretto a fare i miracoli durante tutto l’arco del weekend Valentino Rossi con una Ducati non ancora all’altezza e lontana anni luce da quella ammirata nelle scorse stagioni e con una sua condizione fisica non ancora al 100%. Prendere un secondo e mezzo al giro dalla Honda durante le prove e ridurre questo gap a poco più di 5 decimi in gara non è cosa da poco; si capisce così che Valentino ha lavorato nelle sessioni di prove libere solo per trovare la configurazione gara migliore tralasciando la prestazione sul giro. E infatti il Dottore, partendo dalla nona piazza in griglia, è comunque riuscito a rimanere in lotta per la quinta e sesta posizione fino a quando le forze non lo hanno abbandonato del tutto terminando il suo Gran Premio soltanto settimo. Un risultato che andrebbe analizzato particolarmente a fondo e da non buttare completamente visto anche lo strapotere che le Honda hanno dimostrato di possedere in Qatar e in questa prima fase del Mondiale 2011.

    Rossi a fine gara ha ammesso, ma del resto lo aveva anche dichiarato in tutto il fine settimana, che i suoi problemi fisici sommati ad una Ducati non ancora performante non gli avrebbero consentito di lottare per i posti di vertice dovendosi accontentare delle cosidette briciole: “Sapevamo che eravamo a questo livello. Anzi, in gara sono riuscito a ottenere anche bei tempi. Ad un certo punto, però fisicamente ho un calo e ho perso posizioni“.
    Il pesarese scava più in fondo e dice: “Ho gli stessi problemi che avevo lo scorso anno, ma ora guido una moto completamente diversa. Significa che c’è da lavorare soprattutto sul mio fisico, perché non ho molta forza. Vado in difficoltà nella seconda metà di GP“.

    Ma quanto tempo avrebbe bisogno il binomio tutto italiano Rossi – Ducati per affermarsi ai vertici e battagliare con il resto dei big? Nonostante la gara incolore, il 7 volte campione del mondo della MotoGP/500 vede il bicchiere mezzo pieno e da una scadenza: “Abbiamo imparato un sacco di cose sulla moto e su come fare per migliorarla. Ci vuole un mesetto e mezzo per tornare a posto“. Non ci resta che aspettare.

  • MotoGP: classifica piloti e costruttori dopo il GP del Qatar

    MotoGP: classifica piloti e costruttori dopo il GP del Qatar

    Casey Stoner domina il primo Gran Premio del Mondiale 2011, quello del Qatar, e balza subito in vetta alla classifica piloti con la sua Honda che prende il controllo di quella costruttori. Secondo Lorenzo, terzo Pedrosa; sono ben 4 le Honda che si piazzano nelle prime 5. Rossi, all’esordio in Ducati, giunge settimo e porta a casa solo 9 punti.

    Classifica piloti

    Pos. Pilota Team Pt.
    1. STONER HONDA 25
    2. LORENZO YAMAHA 20
    3. PEDROSA HONDA 16
    4. DOVIZIOSO HONDA 13
    5. SIMONCELLI HONDA 11
    6. SPIES YAMAHA 10
    7. ROSSI DUCATI 9
    8. EDWARDS YAMAHA 8
    9. HAYDEN DUCATI 7
    10. AOYAMA HONDA 6
    11. CRUTCHLOW YAMAHA 5
    12. BARBERA DUCATI 4
    13. ABRAHAM
    DUCATI 3
    14. ELIAS
    HONDA 2
    15. CAPIROSSI
    DUCATI 1
    16. DE PUNIET DUCATI 0
    17. BAUTISTA
    SUZUKI 0

    Classifica costruttori

    Pos. Team Pt.
    1. HONDA 25
    2. YAMAHA 20
    3. DUCATI 9
    4. SUZUKI 0
  • MotoGP: le pagelle del GP del Qatar. Ba…Stoner!

    MotoGP: le pagelle del GP del Qatar. Ba…Stoner!

    Diamo le pagelle ai protagonisti del GP del Qatar di MotoGP.

    Stoner 10 e lode: troppo forte la Honda… troppo forte lui! Casey è a dir poco straordinario, è disarmante la facilità con la quale si sbarazza del compagno di team Pedrosa dotato della stasse moto e di tutti gli altri. Un binomio perfetto, è davvero un piacere ammirare la guida di Casey, come pennella ogni curva del circuito di Losail. Semplicemente fantastico, non ci sono altre parole. E chi lo ferma?

    Honda 10: supremazia imbarazzante fin dal giovedì, domina le libere, le qualifiche e la gara. Questa Honda fa paura, gli avversari sono avvertiti.

    Lorenzo 9: ha capito fin dalle prove libere che non ce n’era per nessuno e che sarebbe stata una faccenda tra le Honda; si è nascosto bene scoprendo tutte le sue carte nel momento cruciale in gara, un ragionamento degno di un campione del mondo qual è. Un secondo posto d’oro.

    Pedrosa 8: Camomillo tiene duro fino a metà gara quando riesce a mettersi davanti a Stoner, poi ha un calo evidente di gomme ed è costretto ad alzare bandiera bianca. Ha dimostrato di essere comunque competitivo, sempre veloce sin dal giovedì.

    Dovizioso 8: bello il recupero del pilota forlivese che riscatta una pessima qualifica. Partito settimo in griglia risale posizioni su posizioni ingaggiando un bel duello anche con Simoncelli per la quarta piazza.

    Simoncelli 7.5: onestamente ci aspettavamo di più da Sic, partito dalla quarta posizione il romagnolo giunge sì quinto ma si fa recuperare nella gara da Dovizioso partito da molto più indietro. Nonostante tutto conduce una buona gara, forse i problemi di maggior consumo di carburante sulla sua Honda accusati durante tutto il weekend qatarino ne hanno condizionato la gara.

    Yamaha 7: niente di straordinario per i campioni del mondo in carica alle prese con il post-Rossi che piazza una delle due moto ufficiali sul secondo gradino del podio ma più per bravura di Lorenzo con l’altra, quella di Spies, che è terminata sesta.

    Rossi 6.5: il massimo che poteva fare, porta a casa un settimo posto all’esordio in un Gran Premio in Ducati che per la sua carriera stona ma che al momento deve accontentarsi di quello che passa il convento. Il bolide di Borgo Panigale non è brillante, lui non è da meno considerate le sue condizioni fisiche non ottimali. Si spera in un miglioramento generale a Jerez tra 15 giorni. Diamogli tempo.

    Crutchlow 6.5: mostra un bel caratterino l’esordiente Cal. Il 22enne ex pilota Superbike chiude all’11esimo posto all’esordio in MotoGP, fino ad un certo punto della gara tiene bene poi molla un pò la presa. Buono il suo approccio durante tutto il weekend.

    Capirossi 5: Capirex torna in sella ad una Ducati a distanza di 4 anni ma la sfortuna lo colpisce ed è costretto al ritiro per un problema tecnico sulla sua moto.

    Ducati 4: non ci siamo, così proprio non va. La Ducati esce nettamente sconfitta da questo primo round e salvata relativamente dal settimo posto di Rossi. Gli ingegneri di Borgo Panigale avranno molto da lavorare in questi giorni per non rimediare un’altra batosta in Spagna che potrebbe già delineare la stagione appena iniziata in negativo.