Categoria: Motori

  • Superbike: doppietta Checa a Silverstone

    Superbike: doppietta Checa a Silverstone

    Carlos Checa mette una seria ipoteca al mondiale Superbike grazie alla doppietta conquistata sul circuito di Silverstone in Gran Bretagna, che solo da quest’anno ha abbandonato il vecchio tracciato e usufruito delle modifiche effettuate per MotoGP e Formula 1. Dunque circuito per metà da scoprire per le derivate di serie che ha visto però in Carlos Checa il miglior interprete delle curve del vecchio aeroporto della città.

    ©: GLYN KIRK/AFP/Getty Images
    Lo spagnolo festeggia cosi i suoi 100 Gran Premi in Superbike, centrando il suo 15esimo successo, e con un bis che lo avvicina al suo primo titolo mondiale. Gara 1 Combattuta per metà gara la prima manche del Gran premio di Gran Bretagna. Partito bene all’inizio Eugene Laverty, che tenta la fuga su un ritrovato Nory Haga con l’Aprilia delteam Pata e il poleman John Hopkins, wild card sulla Suzuki. Da dietro rinvengono bene Checa e Melandri, che recuperano posizioni sugli avversari, mentre Biaggi si trova a combattere nelle retrovie a causa di problemi alla leva del freno e alla frizione. A 10 giri dal termine Checa decidere di rompere gli indugi e scavalca Laverty mentre indietro la lotta è serrata con cinque piloti in lotta per la seconda posizione. Cade Haga e Melandri scavalca Hopkins, e con lo spagnolo che si invola verso il traguardo le posizioni restano invariate fino alla fine. Con questa vittoria Checa regala alla Ducati la 300esima vittoria in Superbike, davanti alle Yamaha di Laverty e Melandri. Haslam e Hopkins chiudono rispettivamente quarto e quinto. Gara da dimenticare invece per Max Biaggi che chiude in 11esima posizione, dietro alla Bmw di Ayrton Badovini. La sua domenica inglese, e la sua rincorsa alla vetta della classifica, non iniziano nel migliore dei modi. Ancora peggio va a Michel Fabrizio, che assapora l’asfalto di Silverstone già nel primo giro a causa di una scivolata nella curva che ammette al vecchio rettilineo del traguardo. Camier invece chiude anche lui nelle retrovie per un problema alla sua Aprilia. Gara 2 Il leit-motiv della seconda manche non cambia, con Laverty che cerca di fare subito l’andatura davanti alla Aprilia di Leon Camier. Intanto alle loro spalle cresce il gruppone degli inseguitore, che questa volta vede protagonista anche Max Biaggi. Lascia presto Noriyuchi Haga, che lascia la Gran Bretagna con uno zero in entrambe le manche. Davanti la lotta vede protagonisti Laverty Camier e Checa, con il pilota dell’Aprilia che dopo metà gara comincia a perdere colpi, consentendo la fuga dei due avversari. Checa intanto supera Laverty che sembra averne per restare nella scia dello spagnolo, ma che ben presto deve ricredersi e lasciare andare il capoclassifica, gestendo la seconda posizione. Alle spalle dei primi due bella lotta tra Camier Biaggi e Melandri, che danno spettacolo a suon di sorpassi e traversi. Alla fine a spuntarla e il ravennate della Yamaha che conduce la sua moto ai box con le gomme alla frutta, ma alla fine il podio è davvero meritato. Biaggi deve accontentarsi del quarto posto davanti al suo compagno di squadra e a Sylvain Guintoli, comunque staccatissimo, Hopkins chiude la seconda manche in settima posizione davanti ad Haslam e Fabrizio. Chiude la top-ten Ayrton Badovini. In definitiva Checa non ha avuto rivali in questo week-end dando impressione di una superiorità imbarazzante da parte del binomio moto-pilota. La Yamaha piazza due buoni risultati portandi entrambe le moto sul podio in entrambe le gare, ma questo non è ancora abbastanza per contrastare lo strapotere dello spagnolo. E sicuramente Biaggi ha vissuto tempi migliori, ma il campione del mondo è sicuramente ancora in corsa per sovvertire le sorti del mondiale, anche se l’impresa si presenta difficile. Si riprenderà dopo la pausa estiva, tra oltre un mese, il 4 settembre, al Nurburgrig, quart’ultima prova del mondiale.

  • Superbike: classifica piloti e costruttori dopo il GP di Gran Bretagna

    Superbike: classifica piloti e costruttori dopo il GP di Gran Bretagna

    Doppietta per Carlos Checa nel Gran Premio di Gran Bretagna che consente al pilota spagnolo di allungare in classifica piloti nei confronti di Max Biaggi e Marco Melandri. I due centauri italiani scivolano a -62 e -71 dallo spagnolo della Ducati che guida con 343 punti. Dopo il trio Eugene Laverty che oggi ha portato a casa due secondi posti salendo a quota 208, poi Leon Haslam a 158 e Leon Camier a 146.

    In classifica marche Ducati (355 punti) tallonata dal duo Yamaha e Aprilia che raggiungono quota 320 punti.

    CLASSIFICA PILOTI

    Pos. Pilota Team Pt.
    1. CHECA DUCATI 343
    2. BIAGGI APRILIA 281
    3. MELANDRI YAMAHA 272
    4. LAVERTY YAMAHA 208
    5. HASLAM BMW 158
    6. CAMIER APRILIA 146
    7. FABRIZIO SUZUKI 141
    8. BADOVINI BMW 118
    9. GUINTOLI DUCATI 109
    10. HAGA APRILIA 99
    11. LASCORZ KAWASAKI 97
    12. REA HONDA 94
    13. SMRZ
    DUCATI 93
    14. SYKES
    KAWASAKI 84
    15. CORSER
    BMW 62
    16. XAUS HONDA 44
    17. BERGER
    DUCATI 36
    18. ROLFO
    KAWASAKI 34
    19. HOPKINS
    SUZUKI 20
    20. AITCHISON
    KAWASAKI 20
    21. VERMEULEN
    KAWASAKI 14
    22. LANZI
    BMW 10
    23. TOSELAND
    BMW 10
    24. WATERS
    SUZUKI 8
    25. BAIOCCO
    DUCATI 4
    26. POLITA
    DUCATI 3
    27. VENEMAN
    BMW 3
    28. KIRKHAM
    SUZUKI 3
    29. KISPATAKI
    HONDA 1
    30. LOWES
    HONDA 1
    31. LAI
    HONDA 1
    32. STARING
    KAWASAKI 1

    CLASSIFICA COSTRUTTORI

    Pos. Team Pt.
    1. DUCATI 355
    2. YAMAHA 320
    3. APRILIA 320
    4. BMW 194
    5. SUZUKI
    158
    6. KAWASAKI
    137
    7. HONDA
    113
  • F1: classifica piloti e costruttori dopo il GP d’Ungheria

    F1: classifica piloti e costruttori dopo il GP d’Ungheria

    Cresce il vantaggio in classifica piloti per Sebastian Vettel dopo il secondo posto conquistato all’Hungaroring nel Gran Premio d’Ungheria. Nonostante infatti la vittoria sia andata a Jenson Button, il tedesco della Red Bull ha guadagnato altri 8 punti rispetto al più immediato inseguitore, il compagno di box Mark Webber che termina la sua gara in quinta posizione. Occasione sciupata per Lewis Hamilton, in testa per oltre metà Gran Premio, che ha gettato al vento la vittoria sbagliando totalmente strategia. Sul gradino più basso del podio è salito Fernando Alonso. In classifica Vettel guida con 234 punti seguono, racchiusi in soli 15 punti, Webber (149), Hamilton (146), Alonso (145) e Button (134).

    In classifica costruttori Red Bull imprendibile raggiunge quota 383 punti, poi McLaren e Ferrari staccate rispettivamente di 103 e 168 punti.

    CLASSIFICA PILOTI

    Pos. Pilota Team Pt.
    1. VETTEL RED BULL RENAULT 234
    2. WEBBER RED BULL RENAULT 149
    3. HAMILTON McLAREN MERCEDES 146
    4. ALONSO FERRARI 145
    5. BUTTON McLAREN MERCEDES 134
    6. MASSA FERRARI 70
    7. ROSBERG MERCEDES 48
    8. HEIDFELD RENAULT 34
    9. PETROV RENAULT 32
    10. SCHUMACHER MERCEDES 32
    11. KOBAYASHI SAUBER FERRARI 27
    12. SUTIL FORCE INDIA MERCEDES 18
    13. BUEMI
    TORO ROSSO FERRARI 12
    14. ALGUERSUARI
    TORO ROSSO FERRARI 9
    15. PEREZ
    SAUBER FERRARI 8
    16. DI RESTA FORCE INDIA MERCEDES 8
    17. BARRICHELLO
    WILLIAMS COSWORTH 4
    18. KOVALAINEN
    LOTUS RENAULT 0
    19. GLOCK
    VIRGIN COSWORTH 0
    20. TRULLI
    LOTUS RENAULT 0
    21. D’AMBROSIO
    VIRGIN COSWORTH 0
    22. DE LA ROSA
    SAUBER FERRARI 0
    23. LIUZZI
    HISPANIA COSWORTH 0
    24. KARTHIKEYAN
    HISPANIA COSWORTH 0
    25. MALDONADO
    WILLIAMS COSWORTH 0
    26. RICCIARDO
    HISPANIA COSWORTH 0
    27. CHANDHOK
    LOTUS RENAULT 0

    CLASSIFICA COSTRUTTORI

    Pos. Team Pt.
    1. RED BULL RENAULT 383
    2. McLAREN MERCEDES 280
    3. FERRARI 215
    4. MERCEDES 80
    5. RENAULT
    66
    6. SAUBER FERRARI
    35
    7. FORCE INDIA MERCEDES
    26
    8. TORO ROSSO FERRARI
    22
    9. WILLIAMS COSWORTH
    4
    10. VIRGIN COSWORTH
    0
    11. LOTUS RENAULT
    0
    12. HISPANIA COSWORTH
    0
  • Button vince all’Hungaroring. Alonso sul podio

    Button vince all’Hungaroring. Alonso sul podio

    Pazza gara quella corsa sul circuito dell’Hungaroring, valevole per il Gran Premio d’Ungheria, 11esima prova del mondiale di Formula 1. Le condizioni meteo hanno fatto un pò da protagoniste durante la corsa, cosi come in tutto il week-end, andando a penalizzare o ad avvantaggiare alla fine, alcuni piloti piuttosto che altri.  

    © Mark Thompson/Getty Images
    Chi sorride più di tutti è Jenson Button, che festeggia nel migliore dei modi la sua 200esima gara della sua carriera in Formula 1 andando a conquistare la sua seconda vittoria stagionale, 12esima in totale, proprio sul circuito che ben 5 anni fa gli ha regalato la gioia del primo trionfo nel circus. All’inglese, oltre che al circuito, devono evidentemente portare bene anche queste condizioni di meteo variabile in gara, dato che, come già successo a Montreal proprio in questa stagione, ha approfittato al meglio dell’ incertezza e delle insidie della pista sfruttando la sua freddezza nei momenti clou della gara. Freddezza che è invece mancata al compagno di squadra Lewis Hamilton, che, dopo aver superato Vettel nelle battute iniziali ha avuto per metà gara la vittoria in pugno, per poi rovinare tutto alla fine dapprima con un testacoda alla chicane che ha permesso a Button e Vettel di recuperare tutto lo svantaggio, e poi con l’azzardo di montare gomme intermedie quando la pioggia è ritornata a cadere sul circuito. Scelta sbagliata quella dell’inglese, perchè l’intensità della pioggia cala improvvisamente, penalizzando non solo la sua McLaren, ma anche Webber, che era rientrato con lo stesso intento. La giornata nera del campione del mondo 2008 si chiude con il drive-through per aver effettuato un 360 gradi dopo il testacoda alla chicane, provocando una situazione di pericolo per i piloti che stavano accorrendo. Il suo ultimo acuto è dato dal sorpasso in fase di doppiaggio ai danni dell’australiano,quinto al traguardo, che gli permette di chiudere almeno con la quarta posizione.   In definitiva il week-end ungherese, che era iniziato con qualche problema di troppo, ha detto bene anche a Sebastian Vettel, che ritorna a casa con un vantaggio incrementato nei confronti dei principali avversari. Il tedesco, con la seconda posizione conquistata, può permettersi il lusso di amministrare da qui alla fine grazie al grande vantaggio accumulato nella prima parte di stagione, quando la sua Red Bull era imbattibile.  
    ©: Mark Thompson/Getty Images
    In terza posizione Fernando Alonso, che in una gara non proprio esaltante per lui sfrutta gli errori di Webber ed Hamilton conquistando almeno la consolazione del podio. Non ha pagato la scelta dello spagnolo di montare gomme supersoft, che si sono usurate in fretta, costringendolo ad una sosta in più per montare le gomme morbide. Felipe Massa chiude in sesta posizione. L’unico episodio in cui è stato protagonista è stato il testacoda all’inizio della corsa al secondo curvone in cui è andato a sbattere contro le barriere danneggiano l’ala posteriore. Per il resto il brasiliano non è molto d’aiuto al compagno di squadra in quanto è sempre l’ultimo pilota dei primi sei.   Dietro ai protagonisti, c’è stata una gara a parte. Da notare ancora una volta l’ottima prove della Force India, settima con Paul Di resta, ma ad un giro dal vincitore. A seguire Buemi, Rosberg ed Alguersuari che chiudono la top-ten. Ancora una volta deludente la prestazione delle Mercedes, nonostante la buona partenza, con Rosberg che certamente per i suoi 100 GP si aspettava qualcosa di più dell’ottavo posto, e con Michael Schumacher, che dopo essere ritornato in testa ad un Gran premio seppur per poche curve, è stato costretto al ritiro dopo un testacoda. Paura e ritiro anche per Heidfeld, costretto a parcheggiare la sua Renault fuori dalla pista proprio all’uscita della pit, dopo che la vettura ha preso fuoco nella parte tanto discussa degli scarichi frontali. Il Gran premio d’Ungheria, ultimo prima della pausa estiva, ha visto una McLaren in netta crescita, che deve mangiarsi le mani per la manovra azzardata di Hamilton, che avrebbe potuto regalare la doppietta alla Freccia d’Argento. La Ferrari che compie mezzo passo indietro rispetto alla Germania e la Red Bull sempre costante. Il ritorno alle corse che avverrà tra un mese, il 28 agosto, sul bellissimo circuito di Spa, in Belgio potrà sicuramente dirci di più sui reali valori in campo. Meteo permettendo.

    ORDINE D’ARRIVO

    Pos. Pilota Team Tempo
    1. BUTTON McLAREN MERCEDES 1h46:42.337
    2. VETTEL RED BULL RENAULT +3.588
    3. ALONSO FERRARI +19.819
    4. HAMILTON McLAREN MERCEDES +48.338
    5. WEBBER RED BULL RENAULT +49.742
    6. MASSA FERRARI +1:23.176
    7. DI RESTA FORCE INDIA MERCEDES +1 GIRO
    8. BUEMI TORO ROSSO FERRARI +1 GIRO
    9. ROSBERG MERCEDES +1 GIRO
    10. ALGUERSUARI TORO ROSSO FERRARI +1 GIRO
    11. KOBAYASHI SAUBER FERRARI +1 GIRO
    12. PETROV RENAULT +1 GIRO
    13. BARRICHELLO WILLIAMS COSWORTH +2 GIRI
    14. SUTIL FORCE INDIA MERCEDES +2 GIRI
    15. PEREZ SAUBER FERRARI +2 GIRI
    16. MALDONADO WILLIAMS COSWORTH +2 GIRI
    17. GLOCK VIRGIN COSWORTH +4 GIRI
    18. RICCIARDO HISPANIA COSWORTH +4 GIRI
    19. D’AMBROSIO VIRGIN COSWORTH +5 GIRI
    20. LIUZZI HISPANIA COSWORTH +5 GIRI
    21. KOVALAINEN LOTUS RENAULT RIT
    22. SCHUMACHER MERCEDES RIT
    23. HEIDFELD RENAULT RIT
    24. TRULLI LOTUS RENAULT RIT

  • Superbike: sorpresa Hopkins, superpole a Silverstone

    Superbike: sorpresa Hopkins, superpole a Silverstone

    E’ della wild card John Hopkins la superpole del Gran Premio di Gran Bretagna valido per il nono appuntamento del Mondiale 2011 Superbike. Il centauro statunitense, che in questa stagione era salito in sella alla Suzuki MotoGP in occasione del GP di Spagna per sostituire l’infortunato Alvaro Bautista raccogliendo un ottimo decimo posto, ha ottenuto il miglior tempo a Silverstone girando in 2:04.041 che equivale al record del circuito inglese.  

    © Bryn Lennon/Getty Images
    Ad affiancare in prima fila il pilota della Suzuki del team privato Samsung ci saranno Eugene Laverty (Yamaha), preceduto di soli 27 millesimi battendo anche lui il record sul giro detenuto da Leon Camier terzo in griglia a 3 decimi da Hopkins e infine il leader della classifica iridata Carlos Checa che precede un’altra Ducati quella di Sylvain Guintoli ad aprire la seconda fila. Solo il sesto tempo per Marco Melandri mentre ancora più indietro è Max Biaggi (11esimo) vittima di una caduta nella prima sessione di Superpole ed eliminato in quella successiva. I due piloti italiani dovranno dare il meglio di loro stessi domani nelle due manche se vorranno avvicinare ulteriormente lo spagnolo in classifica piloti che può gestire un vantaggio di 30 punti sul romano e di 53 sul ravennate. Sarà importante anche per Checa non perdere punti preziosi prima della lunga pausa estiva e affrontare l’ultima parte di stagione conservando un margine rassicurante sui rivali.     Completano la top ten la Suzuki di Michel Fabrizio, l’Aprilia privata di Noriyuki Haga e le due Bmw di Leon Haslam e Ayrton Badovini. Domani ore 13:00 e ore 16:30 il via a gara 1 e gara 2 del Gran Premio di Gran Bretagna.

    GRIGLIA DI PARTENZA

    Pos. Pilota Team Tempo Gap
    1. HOPKINS SUZUKI 2:04.041
    2. LAVERTY YAMAHA 2:04.068 +0.027
    3. CAMIER APRILIA 2:04.303 +0.262
    4. CHECA DUCATI 2:04.362 +0.321
    5. GUINTOLI DUCATI 2:05.456 +1.415
    6. MELANDRI YAMAHA 2:05.639 +1.598
    7. FABRIZIO SUZUKI 2:05.997 +1.956
    8. HAGA APRILIA NO TIME
    9. HASLAM BMW S2
    10. BADOVINI BMW S2
    11. BIAGGI APRILIA S2
    12. AITCHISON KAWASAKI S2
    13. SMRZ DUCATI S1
    14. TOSELAND BMW S1
    15. BERGER DUCATI S1
    16. SYKES KAWASAKI S1
    17. CORSER BMW
    18. LOWES HONDA
    19. LASCORZ KAWASAKI
    20. ROLFO KAWASAKI
    21. LAI HONDA
    22. KIRKHAM SUZUKI
  • F1, pole di Vettel all’Hungaroring, Alonso solo 5°

    F1, pole di Vettel all’Hungaroring, Alonso solo 5°

    A Budapest Sebastian Vettel torna in pole position dopo un digiuno durato solo due gare. Il campione del mondo in carica e leader della classifica iridata nelle qualifiche valide per il Gran Premio d’Ungheria ha strappato la pole, l’ottava in stagione e la sua 23esima in Formula 1, ad Hamilton per un solo decimo facendo segnare il miglior tempo all’ultimo tentativo disponibile fermando il cronometro sull’1:19.815 su un asfalto ungherese insidioso e che domani in gara metterà a dura prova gli pneumatici Pirelli.  

    © DIMITAR DILKOFF/AFP/Getty Images
    In prila fila al fianco di Vettel partirà appunto Lewis Hamilton, l’unico pilota che è riuscito a preservare un treno di gomme super soft in vista della gara di domani, e unico insieme al tedesco capace di scendere sotto il muro dell’1:20 (1:19.978). L’inglese è sembrato molto sicuro di sè e della competitività della sua McLaren, che con Jenson Button apre la seconda fila, apparsa in gran forma già nelle libere di ieri ma, si sa, la gara ha sempre una storia a sè soprattutto se domani le temperature dell’asfalto dovessero aumentare. Questo potrebbe avvantaggiare le Ferrari di Felipe Massa e Fernando Alonso, rispettivamente quarto e quinto tempo a mezzo secondo dalla pole, capace di sfruttare al meglio le gomme fornite dalla casa milanese in condizioni di pista “più calda”. Lo spagnolo in particolare non è risultato incisivo come in passato nel Q3 beffato anche dal compagno di squadra brasiliano che gli ha tolto la seconda fila.   Qualifiche difficili per Mark Webber che con la seconda Red Bull fa il sesto tempo beccamdosi quasi 7 decimi da Vettel: l’australiano dovrà inventarsi qualcosa per poter lottare per la vittoria domani in gara. Seguono Nico Rosberg, Adrian Sutil, Michael Schumacher e Sergio Perez che chiude la top ten. Confermano il weekend travagliato le Renault che domani scatteranno dalla 12esima e 14esima posizione con Vitaly Petrov e Nick Heidfeld.

    GRIGLIA DI PARTENZA

    Pos. Pilota Team Tempo Gap
    1. VETTEL RED BULL RENAULT 1:19.815
    2. HAMILTON McLAREN MERCEDES 1:19.978 +0.163
    3. BUTTON McLAREN MERCEDES 1:20.024 +0.209
    4. MASSA FERRARI 1:20.350 +0.535
    5. ALONSO FERRARI 1:20.365 +0.550
    6. WEBBER RED BULL RENAULT 1:20.474 +0.659
    7. ROSBERG MERCEDES 1:21.098 +1.283
    8. SUTIL FORCE INDIA MERCEDES 1:21.445 +1.630
    9. SCHUMACHER MERCEDES 1:21.907 +2.092
    10. PEREZ SAUBER FERRARI NO TIME
    11. DI RESTA FORCE INDIA MERCEDES Q2
    12. PETROV RENAULT Q2
    13. KOBAYASHI SAUBER FERRARI Q2
    14. HEIDFELD RENAULT Q2
    15. BARRICHELLO WILLIAMS COSWORTH Q2
    16. ALGUERSUARI TORO ROSSO FERRARI Q2
    17. MALDONADO WILLIAMS COSWORTH Q2
    18. BUEMI TORO ROSSO FERRARI Q1
    19. KOVALAINEN LOTUS RENAULT Q1
    20. TRULLI LOTUS RENAULT Q1
    21. GLOCK VIRGIN COSWORTH Q1
    22. LIUZZI HISPANIA COSWORTH Q1
    23. RICCIARDO HISPANIA COSWORTH Q1
    24. D’AMBROSIO VIRGIN COSWORTH Q1
  • F1 Ungheria, il venerdì è di Hamilton

    F1 Ungheria, il venerdì è di Hamilton

    Lewis Hamilton si ripete anche nel pomeriggio monopolizzando le prove libere del venerdì sul circuito dell’Hungaroring di Budapest dove domenica si correrà il Gran Premio d’Ungheria, ultimo appuntamento prima della lunga pausa estiva (si riprenderà tra un mese esatto il 28 agosto in Belgio a Spa Francorchamps).  

    © ATTILA KISBENEDEK/AFP/Getty Images
    Il pilota della McLaren, vincitore dell’ultimo GP al Nurburgring, abbassa di oltre due secondi il tempo stabilito in mattinata fermando il cronometro in 1:21.018 precedendo la Ferrari di Fernando Alonso di due decimi. Lo spagnolo, che sta vivendo un ottimo periodo di forma, è in grande spolvero nonostante le basse temperature registrate sull’asfalto ungherese e le premesse per una buona qualifica domani e un’altrettanta gara ci sono tutte. Terzo tempo per la seconda McLaren di Jenson Button staccata da quella del compagno di scuderia di 3 decimi, poi le due Red Bull di Mark Webber e Sebastian Vettel che pagano mezzo secondo da Hamilton.   Sesto tempo per Felipe Massa che non riesce ad essere incisivo e aggressivo come Alonso tra le strette curve “destra-sinistra” dell’Hungaroring. Dietro il brasiliano le due Mercedes di Nico Rosberg e Michael Schumacher, chiudono la top ten le Force India di Paul Di Resta e Adrian Sutil. Attardate le due Renault con Nick Heidfeld che fa segnare il 14esimo tempo e Vitaly Petrov il 17esimo.

  • Hungaroring, prime libere ad Hamilton

    Hungaroring, prime libere ad Hamilton

    Dopo aver ottenuto la vittoria nel Gran Premio di Germania Lewis Hamilton dimostra di essere in un ottimo periodo di forma e nelle prime libere del Gran Premio di Ungheria, che domenica sarà teatro dell’undicesima prova del mondiale sul circuito dell’Hungaroring, l’inglese è ancora una volta il più veloce e firma il miglior tempo in 1:23.350.

    ©: Mark Thompson/Getty Images
    La McLaren precede di due decimi la Red Bull del campione del mondo Sebastian Vettel e di quasi tre decimi l’altro protagonista del Nurburgring Fernando Alonso, che prorpio oggi festeggia i suoi 30 anni. Lo spagnolo paga le temperature non altissime del meteo ungherese, che questa mattina non hanno permesso alla sua Ferrari di portare a giusta temperature gli pneumatici, anche se comunque per qualifiche e gara le previsioni meteo annunciano bel tempo e un aumento della temperatura che dovrebbe favorire le Rosse, che hanno il vantaggio di sfruttare per questo GP le mescole morbide e supermorbide. Per Alonso anche un piccolo spavento nei primi minuti della sessione causato da un principio d’incendio sulla sua Ferrari mentre effettuava i primi giri d’installazione. Per fortuna il problema è stato risolto in poco tempo ed il ferrarista ha cosi potuto effettuare le sue prove.   Alle spalle dei primi tre l’altra Red Bull di Mark Webber, che chiude a tre decimi di distacco dalla vetta. L’australiano è stato anche protagonista di un incidente a 20 minuti dal termine rovinando leggermente la parte anteriore della sua vettura, ed ha cosi chiuso anzitempo le sue prime libere. Quinto tempo per Jenson Button che precede la Ferrari di Felipe Massa, distaccato di sette decimi dalla testa della classifica. I tre top-team hanno dunque monopolizzato queste prime prove conquistando le prime sei posizioni. Settima e ottava posizione per le due Mercedes di Nico Rosberg, che domenica festeggerà la sua 100esima gara in carriera, e Michael Schumacher che hanno chiuso davanti alla Sauber di Sergio Perez e la Renault di Vitaly Petrov. IL suo compagno di squadra Nick Heidfeld ha lasciato spazio al test-driver Bruno Senna che ha percorso 25 giri facendo segnare il 15esimo tempo. Ancora una volta assente Jarno Trulli che sarà sostituito ancora una volta sulla sua Lotus da Karun Chandhok, cosi come già successo la scorsa settimana al Nurburgring. I tempi delle prime libere 1. Lewis Hamilton McLaren-Mercedes 1m23.350s 19 2. Sebastian Vettel Red Bull-Renault 1m23.564s + 0.214 24 3. Fernando Alonso Ferrari 1m23.642s + 0.292 29 4. Mark Webber Red Bull-Renault 1m23.666s + 0.316 12 5. Jenson Button McLaren-Mercedes 1m23.772s + 0.422 20 6. Felipe Massa Ferrari 1m24.115s + 0.765 25 7. Nico Rosberg Mercedes 1m24.250s + 0.900 22 8. Michael Schumacher Mercedes 1m24.369s + 1.019 20 9. Sergio Perez Sauber-Ferrari 1m24.620s + 1.270 24 10. Vitaly Petrov Renault 1m25.093s + 1.743 22 11. Kamui Kobayashi Sauber-Ferrari 1m25.113s + 1.763 21 12. Paul di Resta Force India-Mercedes 1m25.336s + 1.986 22 13. Nico Hulkenberg Force India-Mercedes 1m25.357s + 2.007 17 14. Rubens Barrichello Williams-Cosworth 1m25.836s + 2.486 24 15. Bruno Senna Renault 1m25.855s + 2.505 25 16. Sebastien Buemi Toro Rosso-Ferrari 1m25.890s + 2.540 28 17. Jaime Alguersuari Toro Rosso-Ferrari 1m26.099s + 2.749 36 18. Pastor Maldonado Williams-Cosworth 1m26.124s + 2.774 25 19. Heikki Kovalainen Lotus-Renault 1m26.878s + 3.528 26 20. Karun Chandhok Lotus-Renault 1m27.352s + 4.002 21 21. Timo Glock Virgin-Cosworth 1m28.533s + 5.183 30 22. Jerome D’Ambrosio Virgin-Cosworth 1m28.903s + 5.553 22 23. Tonio Liuzzi HRT-Cosworth 1m29.059s + 5.709 24 24. Daniel Ricciardo HRT-Cosworth 1m29.904s + 6.554 26

  • MotoGP, Stoner padrone di Laguna Seca

    MotoGP, Stoner padrone di Laguna Seca

    Ha aspettato, ha studiato, poi ha attaccato ed è volato via verso il trionfo: Casey Stoner vince il Gran Premio degli Stati Uniti guadagnandosi e meritandosi per la seconda volta il celeberrimo appellativo di “Mostro della Laguna”.

    © Jeff Gross/Getty Images
    Sullo spettacolare circuito di Laguna Seca, situato nel deserto californiano nei pressi di Monterey che si snoda nel cratere di un vulcano spento, l’australiano della Honda torna al successo dopo 3 gare di digiuno al termine di una gara che ha riservato diverse emozioni dando una lezione di guida ai propri avversari. Stoner ha preceduto sul traguardo il più diretto rivale per il titolo Mondiale Jorge Lorenzo e il compagno di box Dani Pedrosa. Sono questi tre che infiammano la gara per oltre metà gara con lo spagnolo della Yamaha a fare l’andatura e i due piloti Honda che s’incollano alla sua ruota. Dovizioso non riesce a tenere il passo forsennato dei primi tre e si stacca quasi subito, Simoncelli, che in quel momento era in quinta posizione, è costretto al ritiro a causa dell’ennesima caduta stagionale cadendo alla curva 8 dimostrando di non essere ancora a posto mentalmente e di non aver superato la fase critica in seguito agli errori pesanti commessi ad inizio stagione. Rossi ha una buona partenza ma presto deve alzare bandiera bianca e accontentarsi del duello tutto in casa con il compagno di box Nicky Hayden. Ad una decina di giri dalla fine Stoner rompe gli indugi e attacca Pedrosa, che cede per l’immane sforzo fisico, superandolo al mitico Cavatappi portando l’assalto al battistrada Lorenzo che con i tempi sul giro è più preciso di un orologio svizzero girando costantemente sull’1:21.7 – 1:21.8. L’australiano studia giusto un paio di tornate il rivale per poi effettuare un sorpasso all’esterno e deciso sul rettilineo finale prendendosi anche qualche rischio di troppo salutando così Lorenzo e tagliando il traguardo in solitaria impennando la sua RC212V per la sua quinta vittoria stagionale e la 28esima in MotoGP. Nel frattempo Spies agguanta e supera Dovizioso nelle battute finali di GP chiudendo quarto alle spalle di Lorenzo e Pedrosa che completano il podio. In sesta posizione Rossi che vince il confronto con Hayden transitando sul traguardo con mezzo minuto di ritardo da Stoner, un’altra gara difficile per Valentino su un circuito che non ha mai amato particolarmente. Alle loro spalle la Yamaha privata di Colin Edwards seguito dalla Ducati di Hector Barbera. La MotoGP ora osserverà tre settimane di riposo, si riprenderà il 14 agosto a Brno per il Gran Premio della Repubblica Ceca per la seconda metà della stagione.

    ORDINE D’ARRIVO

    Pos. Pilota Team Tempo
    1. STONER HONDA 43:52.145
    2. LORENZO YAMAHA +5.634
    3. PEDROSA HONDA +9.467
    4. SPIES YAMAHA +20.562
    5. DOVIZIOSO HONDA +20.885
    6. ROSSI DUCATI +30.351
    7. HAYDEN DUCATI +31.031
    8. EDWARDS YAMAHA +45.502
    9. BARBERA DUCATI +51.549
    10. AOYAMA HONDA +1:08.850
    11. ABRAHAM DUCATI +1:09.132
    12. CAPIROSSI DUCATI +1 GIRO
    13. ELIAS HONDA +1 GIRO
    14. BAUTISTA SUZUKI RIT
    15. BOSTROM HONDA RIT
    16. SIMONCELLI HONDA RIT
    17. CRUTCHLOW YAMAHA RIT
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  • F1: le pagelle del GP di Germania

    F1: le pagelle del GP di Germania

    Diamo i voti ai protagonisti del Gran Premio di Germania.

    Hamilton 10: Lewis in gara non si risparmia mai, questa volta è impeccabile e contro le aspettative dei pronostici piazza la sua McLaren davanti a tutti. Soffre un pò per il degrado delle gomme alla fine di ogni stint ma riesce a tenere il passo da campione. Brucia Webber alla partenza ed è fenomenale il sorpasso all’esterno su Alonso alla seconda curva della Mercedes Arena che praticamente gli consegna la vittoria.

    Alonso 9: Ormai Nando e la sua Ferrari sono ai livelli della Red Bull e questa del Nurburgring sarebbe stata probabilmente la sua seconda vittoria consecutiva se solo non ci fosse stato Hamilton. Gli è mancata forse un pizzico di cattiveria nel duello con Hamilton, ma quest’oggi l’inglese era imbattibile. comunque sempre in netta crescita, che fa ben sperare per il futuro.

    Webber 7: è vero che fino alla fine lotta per la vittoria con Hamilton e Alonso ma è anche vero che per la seconda gara consecutiva vanifica la pole arrivando terzo. Almeno gli resta la consolazione di aver bastonato una volta tanto in gara Vettel senza neanche esserglisi avvicinato troppo nella classifica mondiale.

    Sutil 9: ultimamente sta disputando delle ottime gare grazie alla netta crescita della sua Force India e oggi può essere soddisfatto di aver battuto Rosberg e le Mercedes. Ora può godersi il sesto posto sulla pista di casa.

    Vettel 4,5: ancora una volta fallisce quando si trova a lottare in mezzo al gruppo non avendo la freddezza e l’impeccabilità che mostra quando si trova davanti, ma non sempre, purtroppo per lui, d’ora in avanti potrà fare gara a sè perchè gli avversari stanno crescendo. Il testacoda alla Michelin Kurve poteva costargli caro ma per sua fortuna trova la via di fuga che lo aiuta a ripartire. Dopo aver passato metà gara alle spalle di Massa riesce a superarlo soltanto all’ultimo giro al pit-stop grazie ad un errore dei meccanici in Rosso che gli spalancano la strada per il quarto posto ad una vita dai primi tre. In definitiva la gara di casa non gli ha portato proprio bene, ma in simili condizioni di difficoltà questi sono più 12 punti guadagnati che 13 punti persi.

    Massa 6,5: anche oggi Felipe ha mostrato un buon passo ma purtroppo perde troppe posizioni alla partenza e nonostante una bella rimonta, alla fine accusa un ritardo troppo grande dal compagno di squadra. Tradito ancora una volta dai meccanici che si perdono un dado della ruota, con tanti ringraziamenti di Vettel che gli soffia il quarto posto.

    Button 5: non si sa cosa avrebbe potuto combinare nel prosieguo della gara se non avesse accusato problemi idraulici alla vettura, ma sta di fatto che fino al quel momento l’inglese è risultato assolutamente anonimo.

    Mercedes 3: senza dubbio è la grande incompiuta del mondiale 2011 dopo i tanti proclami di vittoria di inizio anno. Oggi semplicemente non è esistita nonostante corresse tra le mura di casa, scavalcata anche dalla Force India. Il voto rispecchia, pur non avendone completamente colpa, le prestazioni di entrambi i piloti.