Autore: slevin

  • Eurolega, Milano vince e spera. CSKA Mosca rullo compressore

    Eurolega, Milano vince e spera. CSKA Mosca rullo compressore

    Notizie positive per l’Olimpia Milano nel nono e penultimo turno di Eurolega: la squadra di coach Sergio Scariolo batte agevolmente i belgi dello Spirou per 88-53 e grazie al successo del Real Madrid sul Partizan Belgrado (101-83 il risultato finale) resta ancora in corsa per il quarto posto del Girone C, posizione che permette l’accesso alle Top 16 e che al momento appartiene proprio ai serbi. A decidere tutto sarà nell’ultimo turno, in programma la prossima settimana, lo scontro diretto tra la squadra di Scariolo e quella di Jovanovic visto che ormai le prime 3 posizioni del raggruppamento sono appannaggio di Real Madrid, Maccabi Tel Aviv ed Anadolou Efes: Milano non solo dovrà vincere ma dovrà farlo con uno scarto superiore ai 4 punti avendo perso “l’andata” in casa per 69-65. Uno scontro da dentro o fuori da vincere assolutamente per continuare il cammino europeo, 2 mesi fa, all’inizio della competizione, sarebbe stato impensabile uno scenario del genere per i biancorossi visto il talento in squadra. Eppure alcuni passi falsi non preventivati hanno portato a questa situazione da cui ora Milano dovrà tirarsi fuori.

    stefano mancinelli | © GIULIO CIAMILLO/AFP/Getty Images

    Poco da dire sul match contro il Belgacom, con l’Emporio Armani che prende subito il comando delle operazioni e chiude in vantaggio il primo quarto per 23-18. E’ nel secondo però che avviene il break decisivo: parziale devastante di 19-3 nei primi 5 minuti del secondo periodo e risultato che parla chiaro, 42-21, con gli ospiti praticamente doppiati. Partita chiusa e coach Scariolo può dedicarsi anche alla sperimentazione di alcuni schemi ruotando i vari giocatori in vista della delicata sfida con il Partizan. Top scorer tra le fila della squadra italiana è Radosevic che chiude il match con 17 punti, bene anche Hairston che ne firma 15, doppia cifra anche per Bourousis e Nicholas (12 punti a testa). Per quanto riguarda lo Spirou, privo di Demond Mallet, asso della squadra, in procinto di trasferirsi al Maccabi, ci sono i 12 punti segnati da Riddick e da Welsch e gli 11 di Jadin.

    Per ciò che concerne gli altri risultati della serata c’è da registrare l’ennesima vittoria del CSKA Mosca che continua nel suo cammino perfetto in Europa (9 vittorie e nessuna sconfitta): pur priva della “Stella” Andrei Kirilenko (infortunato, ma che in queste ore sta decidendo se tornare in NBA o proseguire in Europa la sua carriera) l’armata rossa travolge i campioni in carica del Panathinaikos per 91-75, una prova di forza incredibile che pone i russi come i veri favoriti al titolo continentale di questa stagione. Miglior realizzatore è Nenad Krstic con 17 punti e 12 rimbalzi, 16 invece per Shved e Khryapa. Vince anche il Galatasaray che fa fuori l’Olimpia Lubiana per 80-59 con i 16 punti di Jaka Lakovic, l’Unicaja Malaga espugna Zagabria con il punteggio di 82-67 e ringrazia Freeland autore di 17 punti. Come già accennato in precedenza, rotondo successo del Real Madrid contro il Partizan Belgrado, risultato che tiene ancora in vita Milano nella corsa alla qualificazione alle Top 16: nel 101-83 finale ci sono da segnalare, per le merengue, i 22 punti di Jaycee Carroll, i 21 di Nikola Mirotic e i 15 di Felipe Reyes. Per gli ospiti serbi invece inutili le prestazioni di Milan Macvan (16 punti), di Vladimir Lucic (13 punti), Rasko Katic (12) ed Acie Law (11), si è sentita profondamente l’assenza sotto canestro di Nikola Pekovic, tornato ormai ai Minnesota Timberwolves in NBA. Infine netta affermazione del Caja Laboral sullo SLUC Nancy (90-55), protagonista del match il solito Mirza Teletovic autore di ben 22 punti, ottimamente coadiuvato dai compagni Brad Oleson (14 punti per lui) e Fernando San Emeterio (13 punti alla fine). I francesi, scioltisi già nei giorni scorsi dopo il ritorno dell’asso NBA Nicolas Batum ai Portland Trail Balzers, trovano 15 punti da Kenny Gregory e 10 da Abdel Kader Sylla, troppo poco per impensierire i baschi.

    Risultati nona giornata Eurolega:

    CSKA Moscow vs Panathinaikos 91-75
    GS Medical Park vs U. Olimpija 80-59
    KK Zagreb vs Unicaja 67-82
    EA7 Armani vs Belgacom Spirou 88-53
    Real Madrid vs Partizan mt:s 101-83
    Caja Laboral vs SLUC Nancy 90-55
    Unics vs Asseco Prokom giovedì ore 17:00
    Fenerbahce Ulker vs Gescrap BB giovedì ore 19:00
    Olympiacos vs Bennet Cantù giovedì ore 20:00
    Brose Baskets vs Zalgiris giovedì ore 20:00
    Maccabi Electra vs Anadolu Efes giovedì ore 20:45
    Montepaschi Siena vs Barcelona Regal giovedì ore 20:45

    CLASSIFICHE:

    GROUP A
    Bennet Cantù 5-3
    Fenerbahce Ulker 5-3
    Caja Laboral 5-4
    Olympiacos 4-4
    Bizkaia Bilbao 3-5
    SLUC Nancy 3-6

    GROUP B
    CSKA Moscow 9-0
    Panathinaikos 6-3
    Unicaja 4-5
    Brose Baskets 3-5
    Zalgiris Kaunas 2-6
    KK Zagreb 2-7

    GROUP C
    Real Madrid 7-2
    Maccabi Electra 5-3
    Anadolu Efes 5-3
    Partizan mt:s 4-5
    Emporio Armani Milano 3-6
    Belgacom Spirou 2-7

    GROUP D
    FC Barcelona Regal 8-0
    Montepaschi Siena 6-2
    Unics 5-3
    Galatasaray 4-5
    Asseco Prokom 1-7
    Union Olimpija 1-8

    IN ROSSO LE QUALIFICATE ALLE TOP 16

  • Basket, Italia rinuncia ad ospitare gli Europei 2015

    Basket, Italia rinuncia ad ospitare gli Europei 2015

    L’Italia ha rinunciato all’organizzazione degli Europei del 2015. La candidatura italiana è stata ritirata, assieme a quelle della Francia, della Germania e della Croazia, tutte nazioni che avrebbero dovuto congiuntamente ospitare la manifestazione. Resta in corsa ora solo un’altra nazione, ovvero l’Ucraina, che verosimilmente aspetta solo l’ufficialità della decisione della FIBA che avverrà domenica 18 dicembre a Monaco di Baviera, data scelta preventivamente per l’assegnazione degli Europei 2015.

    Dino Meneghin | © Paolo Bruno/Getty Images

    Se l’Italia fosse rimasta in corsa avrebbe dovuto ospitare 1 dei 4 gironi eliminatori, la sede sarebbe stata quella del Forum di Assago a Milano. Una divisione equa con un girone per ogni nazione organizzatrice ed ovviamente la squadra nazionale avrebbe disputato le partite del proprio raggruppamento sul suolo amico (gli Azzurri di coach Simone Pianigiani  ad esempio avrebbero giocato i loro match nel gruppo designato per avere sede in Italia).

    Un vero peccato in quanto sarebbe stata la prima esperienza congiunta per un’organizzazione in 4 Paesi differenti, un’idea innovatrice e che avrebbe potuto portare a buoni risultati e preparatoria magari per altre esperienze simili in futuro. Invece tutto è saltato. La decisione, si legge in un comunicato pubblicato sul sito internet della Federbasket francese, è stata presa all’unanimità dai Presidenti delle 4 federazioni interessate,  che hanno fatto anche presente di essere in forte polemica con la Federazione europea di basket: nella nota si parla espressamente di pesanti dubbi su professionalità e credibilità della FIBA per quanto riguarda la gestione dell’iter di assegnazione del torneo.

    Molto deluso il Presidente della Federbasket italiana Dino Meneghin che ha incolpato proprio la FIBA del fallimento del progetto messo in atto da Italia, Francia, Germania e Cr0azia. Queste le sue (dure) parole ai giornalisti al momento della rinuncia della candidatura:

    Italia, Francia, Germania e Croazia, hanno deciso di ritirare la candidatura congiunta per ospitare gli Europei di pallacanestro maschili e femminili del 2015. Visto il momento economico chiedevamo una miglior ripartizione dei pagamenti nei confronti della FIBA e questo non ci è stato concesso. Non eravamo d’accordo sui procedimenti relativi agli interventi economici ed agli sponsor, con la FIBA. Il nostro progetto era diretto a 4 Paesi, sarebbe stato il primo con il coinvolgimento di 4 federazioni, e, considerando il momento economico in cui versa l’Europa, chiedevamo una diversa ripartizione dei pagamenti. Non possiamo imbarcarci in operazioni del genere con costi enormi, chiedevamo una dilazione dei pagamenti e non iniziare a pagare giá dal 2012, anno delle Olimpiadi, considerando che gli Europei si svolgono nel 2015. Per l’Ucraina c’è l’intervento del governo che provvede massicciamente a pagare tutto. Da noi non è possibile, parliamo di soldi privati che arrivano dagli sponsor, ma anche di soldi pubblici, che non possiamo gettare al vento. Abbiamo tentato fino all’ultimo con la FIBA, ma loro sono stati irremovibili. Pensavamo che, considerato il progetto il sistema di pagamento potesse cambiare e non partire dal 2012. Non restano margini per noi organizzatori, ci sono troppe spese e pochi introiti e a malincuore abbiamo dovuto rinunciare.

    Campo libero, dunque, come già riportato in precedenza, per l’Ucraina che non avrà nessun avversario nella corsa all’assegnazione dell’Europeo di basket 2015. Domenica tutto sarà reso ufficiale.

  • NBA, Belinelli rimane agli Hornets. Nenè rinnova con Denver

    NBA, Belinelli rimane agli Hornets. Nenè rinnova con Denver

    Buone notizie per Marco Belinelli: la guardia italiana, che milita in NBA nei New Orleans Hornets, ha deciso di prolungare l’avventura in Louisiana per un’altra stagione accettando l’offerta che qualche settimana fa il General manager Dell Demps aveva recapitato all’agente del giocatore della Nazionale Azzurra. Belinelli potrà così tornare ad allenarsi con i compagni dato che in questi giorni era impossibilitato ad unirsi alla squadra per via della mancanza della copertura assicurativa. Per lui un contratto da 3,4 milioni di dollari, decade ora il possibile interessamento dei Chicago Bulls che avevano pensato al “Beli” per rinforzare gli esterni ed ovviare la carenza di tiratori puri nel roster che al momento presenta il solo, specialista tra l’altro, Kyle Korver. Marco nella scorsa stagione, la prima con gli Hornets, ha disputato il suo migliore campionato NBA tenendo una media di 10,4 punti a partita in quasi 25 minuti di impiego sul parquet (ottima la percentuale nel tiro da 3 punti con un lusinghiero 41%).

    Marco Belinelli, New Orleans Hornets | © Stephen Dunn/Getty Images

    Risolto il capitolo Belinelli ora la dirigenza della Louisiana sta cercando di imbastire una trade per lo scontento Chris Paul che ha già dichiarato di non volere nè restare, nè tantomeno firmare il rinnovo contrattuale con New Orleans con il forte rischio per la franchigia di perderlo a fine anno gratuitamente dato che il playmaker diventerà free agent. I Lakers si sono tirati fuori dopo che il commissioner David Stern ha bloccato la trade già conclusa qualche giorno fa, ora anche i cugini dei Clippers sono molto risentiti dal rifiuto della loro offerta da parte di Stern (attualmente anche Presidente degli Hornets visto che il team appartiene alla NBA) che pretende la “luna” per un giocatore che a fine stagione andrà via a parametro 0. Il General Manager Demps pare stufo delle continue ingerenze del commissioner che vanificano il suo buon lavoro in sede di mercato. A ben vedere Demps era riuscito ad ottenere il massimo sia dai Lakers che dai Clippers, ecco spiegata la sua delusione. Anche perchè un famoso detto recita “chi troppo vuole, nulla stringe” ed a New Orleans a fine campionato rischiano seriamente di restare con un pugno di mosche in mano, così come successo un anno fa a Cleveland Cavaliers e Toronto Raptors (con James e Bosh che partirono alla volta di Miami) senza ricevere nulla in cambio.

    Chi sorride invece è Danilo Gallinari che nei prossimi giorni ritroverà negli allenamenti dei Denver Nuggets il centro Nenè: il giocatore, che pareva destinato ad accordarsi con i New Jersey Nets o in alternativa con gli Houston Rockets ha deciso di accettare un nuovo contratto con la squadra del Colorado. Per lui cifre importanti, 5 anni a 67 milioni di dollari. La riconferma del brasiliano rilancia le ambizioni dei Nuggets che poi qualche ora più tardi hanno chiuso un altro accordo, con i Dallas Mavericks per 2 giocatori: a Denver sbarcano il tiratore spagnolo Rudy Fernandez e l’ala piccola Corey Brewer, i campioni in carica ricevono invece solo una seconda scelta futura. Chiari gli obiettivi delle 2 squadre, in Colorado vengono prese 2 valide alternative a J.R. Smith e Wilson Chandler, bloccati in Cina dagli accordi firmati durante il lockout, a Dallas invece dopo gli acquisti di Odom e Carter si cerca di rientrare sotto la soglia del salary cap per uniformarsi alle nuove regole del contratto collettivo.

    Per quanto riguarda gli altri affari e le altre voci di giornate c’è da segnalare l’accordo tra Kwame Brown, ex centro dei Bobcats, ed i Golden State Warriors che sfumato DeAndre Jordan (rifirmato dai Clippers) hanno deciso di puntare sull’ex prima scelta assoluta dei Wizards. Contratto faraonico e forse anche immeritato per lui che in NBA ha deluso (e di molto) tutte le aspettative, 7 milioni di dollari per un solo anno. Mentre scemano le possibili voci su un possibile approdo di O.J. Mayo ad Indiana (scambio con Josh McRoberts), proprio i Pacers hanno offerto un biennale da 10 milioni di dollari a Jamal Crawford. A lui però sono interessate anche New York (favorita), Portland e Sacramento.

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  • NHL, bene Bruins e Flyers. Cadono Wild, Rangers e Canucks

    NHL, bene Bruins e Flyers. Cadono Wild, Rangers e Canucks

    12 le partite disputate nella notte NHL.

    Netto successo per 3-0 dei campioni in carica dei Boston Bruins sui Los Angeles Kings: gialloneri a segno con un goal per periodo di Peverley e Marchand (doppietta). Shutout per il goalie di riserva di Boston Tuukka Rask, autore di ben 41 parate (20 nell’ultimo quarto). Amaro il debutto sulla panchina californiana del nuovo coach John Stevens.

    Philadelphia Flyers | © Bruce Bennett/Getty Images

    Successo in overtime per 3-2 degli Ottawa Senators sui Buffalo Sabres: ospiti in vantaggio con Michalek ma vengono rimontati dall’uno-due ravvicinato di Szczechura ed Ennis. Regin firma la parità per la squadra canadese, poi al supplementare ci pensa Cowen a realizzare il goal partita.

    Vince in overtime anche Toronto che batte per 2-1 i disastrati Carolina Hurricanes: succede tutto negli ultimi 4 minuti del terzo quarto, con i Maple Leafs che vanno avanti grazie a Connolly. Sembra finita ma 2 minuti dopo ecco il pari di Carolina con Ponikarovsky. Decide tutto al supplementare la seconda rete di Connolly dopo appena 40 secondi di gioco.

    Successo striminzito ma di capitale importanza per Dallas sul ghiaccio dei Rangers: l’1-0 finale è opera del difensore Trevor Daley a 4 minuti dalla fine del match. Primo shutout in carriera (alla sua seconda partita in NHL) per il goalie texano Bachman autore di 34 parate.

    Netta affermazione dei Detroit Red Wings a Pittsburgh: i Penguins si arrendono per 4-1, nonostante l’iniziale vantaggio siglato da Malkin. Dal secondo periodo in poi Detroit diventa travolgente e va a segno con Datsyuk, Franzen e Cleary (doppietta per lui). 25 parate per il goalie biancorosso Jimmy Howard che ancora una volta si conferma uno dei migliori 3 portieri della Lega.

    Flyers devastanti a Washington: netto 5-1 sui Capitals grazie alle marcature di Hartnell, Bourdon, Simmonds, Talbot e Voracek. Serve a poco la rete della bandiera dei padroni di casa realizzata a 6 minuti dalla conclusione dell’incontro da Halpern. Grandi meriti per il goalie arancionero Bryzgalov autore di 31 salvataggi.

    A sorpresa i Columbus Blue Jackets (peggiore squadra della NHL) hanno la meglio sui vice campioni dei Vancouver Canucks: vantaggio dei padroni di casa con Carter in power play, pareggio canadese di Lapierre. Non si segna più, neanche in overtime e si va così agli shootout dove a condannare i Canucks è l’errore di Hodgson.

    Partita ricca di goal a Montreal dove gli Habs hanno la meglio sugli Islanders per 5-3: Moulson porta in vantaggio gli ospiti ma i Canadiens reagiscono con 3 reti di fila (Kostitsyn, Darche e Cole). New York trova le 2 marcature per la provvisoria parità di Bailey e Tavares, ma qualche minuto più tardi sono Nokelainen e Gill a segnare i goal decisivi.

    Ottimo momento di forma per i Devils che dopo aver sbancato ieri il ghiaccio dei Lightning si ripetono battendo un’altra formazione della Florida, i Panthers: 2-2 nei quarti regolamentari con l’iniziale doppio vantaggio di Florida grazie alla doppietta di Versteeg a cui New Jersey risponde con Parise ed Elias. Succede poco in overtime e si va ai rigori dove i Panthers sbagliano le loro conclusioni dando il via libera ai Devils.

    I Predators battono per 2-1 i Flames: Nashville avanti con Halischuk, pareggio momentaneo di Glencross per i canadesi e goal decisivo di Wilson per i Preds in power play. 35 le parate del goalie di Nashville Rinne, 45 quelle del rivale Kiprusoff che evita a Calgary un passivo ben più largo.

    Pesante KO per i leader della NHL, i Minnesota Wild, che si arrendono per 2-1 ai Winnipeg Jets: Latendresse segna l’1-0 per i Wild ma i Jets rimontano grazie a Bogosian e Little. Termina la striscia vincente di Minnesota che ora deve fare attenzione alla rimonta dei Red Wings.

    Sconfitta anche per San Josè che viene superata dai Colorado Avalanche agli shootout: Elliot manda avanti la franchigia di Denver ma gli Sharks operano il sorpasso grazie alle reti di McGinn e Boyle. Nuovo ribaltone in favore degli Avalanche che segnano 2 goal con Winnik e Duchene. Quando tutto sembra finito arriva il pari, a soli 20 secondi dalla fine del match, di Marleau. Succede poco in overtime e si va ai rigori dove dopo una serie infinita di tiri decidono l’incontro la realizzazione di Landeskog e la parata di Varlamov su Winchester.

    RISULTATI NHL 13 dicembre 2011

    Boston Bruins-Los Angeles Kings 3-0
    Buffalo Sabres-Ottawa Senators 2-3 (overtime)
    Toronto Maple Leafs-Carolina Hurricanes 2-1 (overtime)
    New York Rangers-Dallas Stars 0-1
    Pittsburgh Penguins-Detroit Red Wings 1-4
    Washington Capitals-Philadelphia Flyers 1-5
    Columbus Blue Jackets-Vancouver Canucks 2-1 (shootout)
    Montreal Canadiens-New York Islanders 5-3
    Florida Panthers-New Jersey Devils 2-3 (shootout)
    Nashville Predators-Calgary Flames 2-1
    Winnipeg Jets-Minnesota Wild 2-1
    Colorado Avalanche-San Josè Sharks 4-3 (shootout)

  • NBA, Marc Gasol resta a Memphis. Paul-Clippers, questione di ore

    NBA, Marc Gasol resta a Memphis. Paul-Clippers, questione di ore

    Marc Gasol, centro spagnolo in NBA dei Memphis Grizzlies, fatello minore del più famoso Pau, ala grande dei Los Angeles Lakers (almeno fino ad ora), resterà con la franchigia del Tennessee per i prossimi 4 anni. I Grizzlies hanno infatti pareggiato l’offerta degli Houston Rockets che nella giornata di ieri avevano fatto pervenire all’agente del giocatore una proposta molto interessante da 58 milioni di dollari per 4 anni. Essendo un free agent con restrizione Memphis ha potuto trattenere il suo centro dandogli un contratto analogo. Marc, scelto dai Los Angeles Lakers al Draft del 2007, ha giocato solo ed esclusivamente con i Grizzlies nella Lega, visto che nel 2008 proprio i gialloviola che detenevano i suoi diritti lo scambiarono a Memphis per acquistare il fratello Pau. Beffati anche i New Orleans Hornets che, perso proprio ieri David West, accasatosi agli Indiana Pacers, avrebbero voluto sfruttare l’ampio margine salariale a disposizione per acquisire proprio Marc Gasol. Il forte centro iberico nell’ultima stagione è stato uno dei principali protagonisti dei Grizzlies, approdati dopo qualche annata buia nuovamente ai playoff, dove la loro corsa è stata fermata dagliOklahoma City Thunder in semifinale di Conference (dopo aver eliminato al primo turno per 4-2 la squadra con il seed numero 1 della Western Conference ovvero i SanAntonio Spurs). Le cifre d’altronde parlano chiaro: per lui 82 gare disputate (sempre presente) con 11.7 punti, 7 rimbalzi e 1.7 stoppate di media a partita nella regular season 2009/2010, numeri poi migliorati nei 13 incontri dei playoff chiusi a 15 punti, 11.2 rimbalzi e 2.2 stoppate di media. Una riconferma importante per i Memphis Grizzlies che ora puntano a migliorare decisamente l’ottimo campionato disputato lo scorso anno.

    Marc Gasol, Memphis Grizzlies | © Ronald Martinez/Getty Images

    Chris Paul intanto è sempre più vicino ai Los Angeles Clippers: nelle ultime ore c’era stato uno stop alla trattativa con New Orleans voluto, come già successo qualche giorno fa con i cugini dei Lakers, dal commissioner David Stern, che al momento deve fare anche le veci di Presidente degli Hornets dato che la franchigia della Louisiana appartiene alla Lega in attesa di nuovi investitori. Stern aveva bloccato l’affare con i Clips non convinto totalmente dalle contropartite tecniche del team californiano: Eric Gordon, Chris Kaman, Al-Farouq Aminu e una prima scelta (quella che i Clips hanno ricevuto da Minnesota) al prossimo Draft, un pacchetto molto invitante rispedito al mittente da Stern che voleva inserire nella trade un ulteriore giocatore, il giovane playmaker Eric Bledsoe. La contro proposta ha fatto infuriare la dirigenza losangelina che ha interrotto le trattative. Ma Chris Paul fa veramente gola ai “cugini” dei Lakers ed ecco che con una mossa a sorpresa i Clippers hanno messo sotto contratto il veterano playmaker Chauncey Billups, 35 anni, tagliato con la clausola “Amnesty” dai New York Knicks qualche giorno fa, acquisto che di fatto permette l’inserimento di Bledsoe nello scambio con gli Hornets. Ad ore si attende la nuova risposta di Stern che secondo molti esperti dovrebbe essere positiva per finalizzare l’affare. Il diretto interessato, Chris Paul, chiede ai Clippers garanzie in vista del futuro e comunque non rinnoverà il contratto sulla lunga scadenza con i rossoblu limitandosi ad attivare semplicemente la player option, ovvero un rinnovo annuale, opzione contemplata nel suo attuale contratto. Se i Clippers si riveleranno una squadra da titolo allora poi Paul firmerà l’estensione pluriennale, altrimenti se il progetto dovesse fallire potrà diventare free agent nell’Estate 2013 e sarà libero di andare dove più desidera.

    Intanto David West spiega perchè Paul vuole andare via dagli Hornets e perchè lui stesso lo ha già fatto:

    Oggi è dura lavorare senza un proprietario che possa dare una direzione, per questo ho visto subito difficile la mia permanenza a New Orleans. Ci sono stati vari eventi che hanno allontanato me e Chris Paul dalla franchigia. Se hai Paul, devi fare di tutto per fare felice il tuo uomo-franchigia. E allora non devi lasciar partire a cuor leggere il suo migliore amico, Jannero Pargo, e non puoi commettere l’errore di non consultare Paul in occasione della cessione di Tyson Chandler. Non ho nulla contro il suo sostituto, Emeka Okafor, ma la partenza di un giocatore come Chandler ha fatto vacillare le nostre illusioni, Jeff Bower avrebbe dovuto sentire i nostri pareri prima di queste operazioniDemps e Monty Williams ci hanno invece consultato per ogni scelta, ma ormai era già tardi

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  • NFL, Miami esonera Sparano. Haley licenziato dai Chiefs

    NFL, Miami esonera Sparano. Haley licenziato dai Chiefs

    Iniziano a cadere le prime teste nella NFL: dopo la quattordicesima giornata sono stati esonerati 2 head coach, si tratta di Tony Sparano e di Todd Haley.

    Tony Sparano | © Tom Pennington/Getty Images

    Sparano, capo allenatore dei Miami Dolphins dal 2008, paga il pessimo avvio di campionato in cui la franchigia della Florida si è ritrovata nelle posizioni di coda della Lega. Dopo un mese tutto sommato positivo, con 4 vittorie nelle ultime giornate è stato fatale il KO di domenica in casa contro i Philadelphia Eagles per 26-10, sconfitta che ha di fatto tolto le ultime residue e minime possibilità di arpionare i playoff per Miami. Sparano nel 2008, suo primo anno alla guida tecnica del team, aveva condotto i Dolphins ad una stagione eccellente con un record di 11 vittorie e 5 sconfitte conquistando il titolo divisionale della AFC East ma era stato eliminato nel primo turno playoff dai Baltimore Ravens. Nei 2 anni seguenti il record è stato identico (7 successi contro 9 KO), score che non ha permesso la qualificazione per la post season. Nel gennaio 2011 Sparano aveva ricevuto un’estensione contrattuale di 2 anni da parte della dirigenza di Miami, ora il licenziamento dopo un torneo che finora ha fatto registrare 4 vittorie e 9 sconfitte (ultimo posto in divisione) a 3 giornate dalla fine della regular season. Al suo posto Todd Bowles.

    Stessa sorte per Todd Haley che non è più l’head coach dei Kansas City Chiefs. La dirigenza del club biancorosso ha disposto l’esonero per il tecnico nativo di Atlanta dopo la brutta sconfitta di domenica per 37-10 contro i New York Jets. Aveva assunto l’incarico nel 2009 (contratto di 4 anni) dopo essere stato l’offensive coordinator degli Arizona Cardinals che aveva guidato al 43esimo Super Bowl, perso negli ultimi secondi di gioco contro i Pittsburgh Steelers. La prima stagione a Kansas City non è stata esaltante con sole 4 “W” e 12 sconfitte. Meglio lo scorso anno quando la squadra è riuscita a trionfare nella Division grazie a 10 successi e 6 sole sconfitte, accedendo anche ai playoff dove però sono stati battuti dai Ravens al primo turno. I Chiefs attualmente occupano l’ultimo posto in classifica nella AFC West Division con 5 successi ed 8 sconfitte (matematicamente fuori dalla post season)  e pagano a caro prezzo i gravi infortuni subiti nel corso della stagione, in primis il tight end Tony Moeaki, già fuori dai giochi nella pre season per una lesione al ginocchio, passando per le defezioni del defensive back Eric Berry, del fortissimo running back Jamaal Charles per finire in ultimo al KO del quarterback Matt Cassell. Una miriade di guai a cui Haley non ha saputo trovare nè una soluzione, nè un rimedio. Nella prossima giornata i Kansas City Chiefs sono chiamati ad un vero e proprio miracolo dato che ospiteranno all’Arrowhead Stadium i campioni in carica dei Green Bay Packers ancora imbattuti nella regular season dopo 13 turni, una squadra che non sta facendo sconti a nessuno travolgendo qualsiasi cosa si metta sul loro cammino, guidati da uno stratosferico Aaron Rodgers. Ancora non è stato comunicato il sostituto di coach Haley, ma la dirigenza dovrà fare in fretta per proseguire la preparazione settimanale in vista di questo delicato match.

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  • NBA, Bargnani e Gallinari pronti per la nuova stagione

    NBA, Bargnani e Gallinari pronti per la nuova stagione

    Sarà un anno importante per i giocatori italiani impegnati in NBA. Andrea Bargnani, Marco Belinelli e Danilo Gallinari saranno chiamati a dimostrare tutto il loro valore in un campionato che non si prospetta per nulla facile.

    Belinelli, Gallinari e Bargnani | © foto tratta dal web

    Il “Mago”, che qualche giorno fa ha ricevuto la consacrazione del suo nuovo head coach Dwane Casey (che ha preso il posto del disastroso Jay Triano) il quale ha espressamente dichiarato alla stampa specializzata che Bargnani sarà la prima opzione offensiva dei Toronto Raptors, dovrà necessariamente risollevare le sorti di un team che nell’ultima stagione ha profondamente deluso riuscendo a racimolare appena 22 vittorie a fronte di ben 60 sconfitte, terminando la regular season al terz’ultimo posto tra le 30 franchigie del campionato. Estremamente soddisfatto di lui, del suo potenziale offensivo e delle sue doti di leader all’interno dello spogliatoio mostrate in questi primi giorni di training camp, è proprio coach Casey che ha paragonato il lungo italiano al tedesco Dirk Nowitzki, campione in carica con i Dallas Mavericks che proprio Casey conosce molto bene essendo stato fino a qualche mese fa il primo assistente dell’allenatore Rick Carlisle nella squadra texana. Nel 2010-2011 il 26enne romano ha chiuso con la media di 21,4 punti e 5,2 rimbalzi a partita, uno score notevole che però non ha aiutato molto il suo team. Queste le dichiarazioni del “Mago” alla stampa locale dopo gli allenamenti di ieri:

    “Tutto il lavoro è concentrato sulla difesa: è l’aspetto che dobbiamo migliorare di più dopo l’ultima stagione. Lo scorso anno siamo andati molto male, il coach ora ci sta chiedendo di fare di più, ognuno deve dare un contributo extra. In attacco mi sento a mio agio, mi piace il modo in cui vengo utilizzato nei primi schemi che abbiamo provato, da ala grande. Abbiamo giocatori che possono ricoprire il ruolo di centro, è sempre positivo avere centimetri e chili in mezzo all’area!”

    Danilo Gallinari avrà un compito ancora più difficile: per l’ala dei Denver Nuggets l’obiettivo minimo è quello di entrare nuovamente nei playoff (lo scorso anno la squadra del Colorado fu estromessa dai giovani e talentuosi Oklahoma City Thunder al primo turno con un secco 4-1). La missione non sarà però poi così semplice dato che i Nuggets hanno perso molti giocatori, alcuni veramente fondamentali, sul mercato e dispongono attualmente solo di 8 giocatori nel roster. Si cercherà di trattenere qualche “big” che attualmente è free agent: in primis il centro Nenè Hilario e poi l’utile e duttile guardia Arron Afflalo. Più difficile la situazione di J.R. Smith e Wilson Chandler che hanno firmato dei contratti annuali in Cina senza clausola d’uscita per la fine del lockout ed a meno di clamorosi tagli da parte delle loro squadre cinesi saranno costretti a terminare la stagione in Asia. Gallinari, 15,6 punti e 4,9 rimbalzi di media ad incontro nello scorso torneo tra Knicks e Nuggets, si è dimostrato già in ottima condizione nei primi giorni di training camp tutto frutto del lavoro svolto in Italia negli ultimi mesi con l’Olimpia Milano, squadra che lo aveva temporaneamente tesserato e dalla quale ha dovuto separarsi per ritornare agli ordini di coach George Karl che lo ha eletto come principale terminale offensivo delle “Pepite”. Gallinari si è dimostrato ottimista, ecco le sue parole ai giornalisti di Denver:

    “Ho giocato gli Europei con la Nazionale, poi sono rimasto in Italia con l’Olimpia. Sono state 2 esperienze preziose, entrambe mi hanno regalato molte emozioni . Giocare per Milano e per la maglia azzurra lascia sensazioni speciali. Sarà una stagione incredibile, tosta, senza un attimo di pausa. Io sono pronto per un’annata da protagonista. Sono contento di essere una pedina importante per la società e sono felice del fatto che il coach creda molto in me. La squadra non è al completo, quindi è difficile capire dove possiamo arrivare. Senza Nenè perdiamo molto sotto canestro ma abbiamo comunque un buon settore lunghi”

    Chi invece ha una situazione particolare è Marco Belinelli, al quale i New Orleans Hornets hanno fatto pervenire un rinnovo di contratto da 3,5 milioni a stagione, ma la guardia italiana ancora non ha dato una risposta alla dirigenza del suo team dato che essendo free agent con restrizione potrebbe approfittare della situazione per andare a giocare in una grande squadra (si parla sempre dei Chicago Bulls). Tuttavia gli Hornets potrebbero ugualmente trattenerlo pareggiando l’offerta contrattuale più alta che perverrà a Marco. Intanto però il “Beli” temporaneamente non potrà, per via di questa situazione, partecipare al training camp di New Orleans dato che senza contratto decade anche la necessaria copertura assicurativa. Per lui nell’ultima stagione 10,4 punti di media in Louisiana. In un team che ha già perso David West (andato ad Indiana da free agent) e che rischia di perdere la “Stella” Chris Paul per poco o nulla (per lui ci sono i Clippers), Belinelli diventerebbe uno dei giocatori più importanti nel roster ed avrebbe molto spazio sul parquet ed una “visibilità” (per altre squadre interessate) molto maggiore.

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  • NHL, Devils corsari sul ghiaccio dei Lightning

    NHL, Devils corsari sul ghiaccio dei Lightning

    Solo una gara disputata nella notte NHL ma tantissime emozioni nel match che ha messo di fronte i Tampa Bay Lightning ai New Jersey Devils.

    New Jersey Devils | © Al Bello/Getty Images

    L’incontro, giocato in Florida sul ghiaccio dei Bolts, è terminato con il punteggio di 5-4 in favore degli ospiti che hanno avuto in Zach Parise ed Adam Henrique i giocatori chiave del successo. Nel primo quarto New Jersey parte forte e si porta in vantaggio dopo appena 28 secondi di gioco con la rete di Petr Sykora. Passano 5 minuti ed arriva il raddoppio questa volta firmato da Dainius Zubrus sfruttando la superiorità numerica del power play. Negli ultimi 3 minuti della prima frazione la difesa degli ospiti si rilassa e permette a Steve Downie di accorciare le distanze (2-1) ed un minuto dopo a Blair Jones di impattare il match. E’ impressionante però la reazione di New Jersey che in apertura di secondo periodo trova il nuovo vantaggio con Zach Parise, Ilya Kovalchuk realizza il goal del 4-2 e Adam Henrique mette a segno la quinta rete. Tampa Bay è alle corde ma prova comunque a riaprire il match: Steven Stamkos, approfittando di una situazione di power play segna il 5-3 nell’ultima frazione di gioco, a 30 secondi dalla sirena finale è ancora lo stesso Stamkos a bucare il goalie Hedberg per il 5-4 ma ormai è troppo tardi per l’eventuale pareggio. Parise è autore di una rete e di 2 assist per i compagni, stesso identico bottino personale per l’altro protagonista di giornata, il cantro Henrique. Ottima, seppur con 4 goal subìti, la prova del portiere dei Devils Johan Hedberg, autore di grandi parate soprattutto nelle situazioni di superiorità numerica per Tampa Bay. Per i padroni di casa male il goalie Dwayne Roloson, che rientrava dopo 3 gare di stop, ma sostituito dopo le prime 3 reti di New Jersey dal compagno Mathieu Garon, mentre serve a poco l’ottima prova del solito Steven Stamkos autore di una doppietta ed un assist.

    Con questa vittoria i Devils arpionano l’ultimo posto playoff della Eastern Conference raggiungendo a quota 31 punti i Washington Capitals ed i Montreal Canadiens, queste 3 squadre si daranno battaglia fino alla fine della regular season. Ancora una delusione invece per i Bolts che ad inizio anno venivano dati come protagonisti nella corsa alla Stanley Cup ma che stanno disattendendo il pronostico, scivolando partita dopo partita nelle posizioni di coda (solo 4 squadre stanno facendo peggio). Serve un deciso cambio di rotta per invertire la tendenza negativa e risalire la china, anche perchè in Florida ci sono giocatori fenomenali che possono fare benissimo la differenza.

    Intanto è ufficiale il cambio di panchina a Los Angeles: dopo le ultime deludenti prestazioni culminate con 4 sconfitte di fila coach Terry Murray è stato esonerato dal suo incarico sulla panchina dei Kings. La decisione è stata presa ed annunciata dal General Manager della franchigia californiana, Dean Lombardi. Murray, che sarà sostituito temporaneamente dal suo assistente John Stevens, lascia la squadra con 30 punti e 13 vittorie in 29 partite, veramente troppo poco per una squadra con grandi ambizioni di playoff. Se la regular season finisse oggi infatti i Kings ne rimarrebbero estromessi.

    RISULTATI NHL 12 dicembre 2011

    Tampa Bay Lightning-New Jersey Devils 4-5

  • NFL, Monday Night: Seattle batte i Rams e resta in corsa per i playoff

    NFL, Monday Night: Seattle batte i Rams e resta in corsa per i playoff

    I Seattle Seahawks si sbarazzano, senza particolari problemi, con il risultato di 30-13 dei derelitti Saint Louis Rams nel Monday Night della 14esima giornata NFL e mantengono vive le residue speranze di qualificazione alla post season. Una situazione però quasi disperata per gli ‘Hawks che dovranno vincere le ultime 3 gare e sperare che le avversarie dirette (New York Giants, Dallas Cowboys, Detroit Lions, Chicago Bears ed Atlanta Falcons) perdano almeno 2 partite delle 3 partite ancora da disputare. Già lo scorso anno però Seattle si rese protagonista di una clamorosa qualificazione ai playoff battendo nell’ultimo turno di regular season, dopo un grande recupero nelle ultime giornate, proprio gli avversari diretti nella NFC West Division dei Rams, scavalcandoli in classifica, vittoria che permise alla squadra di coach Carroll di affrontare nel primo turno della post season (peraltro prima squadra della storia a qualificarsi con un record perdente di 7 vittorie e 9 sconfitte) i campioni in carica dei New Orleans Saints che furono a sorpresa eliminati dopo che i Seahawks giocarono un match ai limiti della perfezione. Male invece i Rams all’ennesima delusione stagionale in un torneo che all’inizio li dava come sicuri protagonisti nella corsa al titolo. Saint Louis si giocherà assieme agli Indianapolis Colts (record di 0 vittorie e 13 sconfitte) ed ai Minnesota Vikings (2 successi ed 11 KO, stesso score della franchigia del Missouri) l’ultimo posto della classifica della NFL per ottenere la prima scelta assoluta al prossimo Draft, una magra consolazione per una squadra partita con ben diverse ambizioni.

    Seattle Seahawks | © Otto Greule Jr/Getty Images

    Partita a senso unico con Seattle che scappa via e non viene più ripresa: a dare la svolta al match è un punt bloccato dal ricevitore Doug Baldwin che permette a Robinson di ritornare la palla nella end zone dei Rams per il provvisorio 7-0. Poco più tardi un field goal del kicker Hauschka dalle 42 yard porta il risultato sul 10-0 con cui le squadre chiudono il primo quarto. Gli ospiti provano a reagire ma tutto ciò che ottengono è un piazzato del kicker Brown che a metà partita fa 10-3.

    Nel secondo tempo non c’è storia: prima Hauschka porta Seattle sul 13-3, accorcia ancora le distanze Brown (13-6), prima che Baldwin diventi l’eroe di giornata (dopo il punt bloccato) ricevendo in end zone Rams il lancio del quarterback Jackson per i punti del 20-6. Nell’ultimo periodo i padroni di casa gestiscono ed amministrano il vantaggio e non disdegnano qualche buona giocata. E’ così infatti che Hauschka segna i punti del 23-6, poi il running back di Saint Louis Steven Jackson regala l’unica gioia del match ai suoi tifosi con il touchdown del 23-13 ma a chiudere definitivamente i conti ci pensa il solito Lynch con una corsa da 16 yard che scrive la parola fine sull’incontro che Seattle porta a casa per 30-13.

    Importante la gara del già citato Baldwin che oltre al punt bloccato ed al touchdown aggiunge numeri eccellenti: per lui 7 ricezioni da 93 yard totali, bene Marshawn Lynch, running back che si sta rivelando fondamentale per le sorti dei Seahawks con 115 yard su corsa ed un touchdown (quinta partita consecutiva in cui supera le 100 yard percorse e autore di almeno un touchdown nelle ultime 9 gare). Il quarterback Tarvaris Jackson svolge il suo compito senza sbavature e senza strafare e colleziona 224 yard di lancio. In difesa continua a brillare il defensive back Brandon Browner, autore anche ieri di 1 intercetto (il quinto in stagione) ai danni del quarterback avversario Sam Bradford. A proposito di Bradford, assolutamente negativa la sua performance con sole 193 yard lanciate e mai apparso in grado di controllare il gioco.

    La quarta vittoria nelle ultime 5 uscite mantiene dunque ancora in vita Seattle nella corsa playoff anche se il destino dei Seahawks dipenderà molto, come già detto, dai risultati delle avversarie. A Saint Louis invece un arrivederci al prossimo anno, sperando che la squadra sia nettamente migliore.

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    RISULTATI NFL QUATTORDICESIMA GIORNATA

    Pittsburgh Steelers-Cleveland Browns 14-3
    Baltimore Ravens-Indianapolis Colts 24-10
    Carolina Panthers-Atlanta Falcons 23-31
    Cincinnati Bengals-Houston Texans 19-20
    Detroit Lions-Minnesota Vikings 34-28
    Jacksonville Jaguars-Tampa Bay Buccaneers 41-14
    Miami Dolphins-Philadelphia Eagles 10-26
    New York Jets-Kansas City Chiefs 37-10
    Tennessee Titans-New Orleans Saints 17-22
    Washington Redskins-New England Patriots 27-34
    Arizona Cardinals-San Francisco 49ers 21-19
    Denver Broncos-Chicago Bears 13-10 (overtime)
    Gren Bay Packers-Oakland Raiders 46-16
    San Diego Chargers-Buffalo Bills 37-10
    Dallas Cowboys-New York Giants 34-37
    Seattle Seahawks-Saint Louis Rams 30-13

    LE CLASSIFICHE (i numeri accanto alle squadre indicano prima le vittorie ottenute e poi le sconfitte subite in stagione):

    AFC East Division
    New England Patriots 10-3
    New York Jets 8-5
    Buffalo Bills 5-8
    Miami Dolphins 4-9

    AFC North Division
    Pittsburgh Steelers 10-3
    Baltimore Ravens 10-3
    Cincinnati Bengals 7-6
    Cleveland Browns 4-9

    AFC South Division
    Houston Texans 10-3
    Tennessee Titans 7-6
    Jacksonville Jaguars 4-9
    Indianapolis Colts 0-13

    AFC West Division
    Denver Broncos 8-5
    Oakland Raiders 7-6
    San Diego Chargers 6-7
    Kansas City Chiefs 5-8

    NFC East Division
    Dallas Cowboys 7-6
    New York Giants 7-6
    Philadelphia Eagles 5-8
    Washington Redskins 4-9

    NFC North Division
    Green Bay Packers 13-0
    Detroit Lions 8-5
    Chicago Bears 7-6
    Minnesota Vikings 2-11

    NFC South Division
    New Orleans Saints 10-3
    Atlanta Falcons 8-5
    Tampa Bay Buccaneers 4-9
    Carolina Panthers 4-9

    NFC West Division
    San Francisco 49ers 10-3
    Arizona Cardinals 6-7
    Seattle Seahawks 6-7
    Saint Louis Rams 2-11

    IN ROSSO LE QUALIFICATE AI PLAYOFF

  • NBA, David West ai Pacers. Paul vicino ai Clippers

    NBA, David West ai Pacers. Paul vicino ai Clippers

    Importanti movimenti ed indiscrezioni nelle ultime ore in NBA: David West ha accettato la proposta degli Indiana Pacers mentre il compagno di squadra nelle ultime stagioni ai New Orleans Hornets, il playmaker Chris Paul, pare destinato ai Los Angeles Clippers.

    Chris Paul & David West | © Chris Graythen/Getty Images

    L’ala grande, reduce da un intervento di ricostruzione dei legamenti del ginocchio per via di un infortunio capitatogli a pochi giorni dall’inizio dei playoff dello scorso campionato, ha firmato un contratto biennale a 20 milioni di dollari complessivi con la franchigia di Indianapolis, che si è inserita prepotentemente tra West ed i Boston Celtics nei giorni scorsi spiazzando il General Manager dei biancoverdi Danny Ainge che ha dovuto necessariamente abbandonare la trattativa. I gialloblu sono attivissimi sul mercato e seguono l’evolversi della situazione Kirilenko (che non ha ancora deciso se tornare in NBA o continuare a giocare con il CSKA Mosca) ed hanno proposto ai Grizzlies Josh McRoberts per avere in cambio O.J. Mayo.

    La coppia che ha contribuito al successo degli Hornets degli ultimi anni si divide ed anche Chris Paul a breve andrà via dalla Louisiana: per lui si parla insistentemente dei Los Angeles Clippers che avrebbero accettato di inserire nello scambio Eric Gordon oltre ai soliti noti Al-Farouq Aminu, il contratto in scadenza di Chris Kaman e una prima scelta del prossimo Draft che i Clippers hanno avuto da Minnesota. Paul ha rassicurato la dirigenza rossoblu anche sull’eventuale prolungamento di contratto. Unico ostacolo alla conclusione della trade l’inserimento dei Golden State Warriors che propongono come pedina di scambio l’ambìto Stephen Curry, oltre a qualche futura scelta nei prossimi Draft. Staremo a vedere le mosse degli Hornets.

    Intanto pare destinata a finire lo scontro proprio tra Golden State e Clippers per il centro DeAndre Jordan: nei giorni scorsi la squadra di Oakland aveva proposto un contratto di 4 anni per 40 milioni di dollari complessivi. I Clippers, secondo alcune indiscrezioni, avrebbero però pareggiato l’offerta per il loro atleta (che era free agent con restrizione) che resterà quindi a Los Angeles . Chiusura per Marc Gasol, fratello di Pau: Houston offre 55 milioni di dollari totali per 4 anni, si attende la risposta di Memphis che vorrebbe trattenere il giocatore.

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