Autore: slevin

  • NFL, derby di New York ai Giants. Detroit accede ai playoff

    NFL, derby di New York ai Giants. Detroit accede ai playoff

    Arrivano altri risultati importanti nella 16esima (e penultima) giornata della regular season NFL: il derby di New York tra Jets e Giants va a quest’ultimi che mantengono vive le speranze di qualificazione ai playoff grazie alla contemporanea sconfitta casalinga dei Dallas Cowboys contro i Philadelphia Eagles. Per i Jets, con la sconfitta subìta, si riducono notevolmente le possibilità di accedere alla post season. Post season che ritorna invece a Detroit, dopo ben 12 anni di attesa (l’ultima volta era il 1999, poi solo annate disastrose per i Lions) grazie alla larga affermazione sui San Diego Chargers. Tra Denver (battuta a Buffalo) ed Oakland (miracolosa vittoria a Kansas City) si deciderà tutto nell’ultima giornata, i Bengals (successo per 23-16 su Arizona, incredibile e spettacolare touchdown di Jerome Simpson per Cincinnati) sono ad un passo dalla qualificazione al primo turno playoff. Gran rimonta dei Patriots su Miami.

    Matt Stafford, Detroit Lions | © Dave Reginek/Getty Images

    I Baltimore Ravens, con la solita grande difesa, battono i Cleveland Browns per 20-14 e per la prima volta nella loro storia chiudono una stagione regolare senza subire sconfitte interne. Baltimore vincendo nel prossimo turno a Cincinnati conquisterebbe il titolo divisionale saltando il wild card week end.

    Pesante sconfitta per i Denver Broncos (40-14) a Buffalo: i Bills chiudono la striscia negativa di 7 sconfitte di fila, disastroso invece il quarterback dei Broncos Tim Tebow, 13 passaggi completati su ben 30 tentativi e 4 intercetti subìti, record in carriera, che costano cari, soprattutto gli ultimi 2 che vengono riportati in end zone da Byrd e Johnson e chiudono praticamente il match. Tuttavia Denver vincendo l’ultima partita in casa contro i Chiefs manterrà la testa della AFC West Division (ora divisa con i Raiders con i quali però è in vantaggio negli scontri diretti stagionali) ed avrà la strada spianata per i playoff.

    Disastro Buccaneers (l’ennesimo in stagione), travolti dai Carolina Panthers per 48-16 ed al nono KO consecutivo (la peggiore striscia di sconfitte attualmente in NFL). Ancora protagonista il quarterback delle “Pantere” Cam Newton che giustifica la sua chiamata come prima scelta assoluta all’ultimo Draft NFL superando il signor Payton Manning per quanto riguarda il record di yard lanciate in una stagione per un rookie nella storia della Lega. Per lui anche un record di franchigia abbattuto grazie al passaggio da touchdown di ben 92 yard. Inoltre mette a segno una marcatura con una corsa da oltre 40 yard. Veramente impressionante!

    Cincinnati è ad un passo dai playoff: battendo nel prossimo turno i Baltimore Ravens in casa i Bengals approderanno alla post season. Tutto possibile grazie all’affermazione per 23-16 sugli Arizona Cardinals che permette di scavalcare in classifica i New York Jets sconfitti nel derby cittadino dai Giants. Partita dominata per 3 quarti con le “Tigri” avanti 23-0 (straordinario e spettacolare il touchdown di Jamal Simpson, giocata che resterà negli annali della NFL!), poi nell’ultima frazione Arizona arriva quasi a pareggiare il match ma la difesa dei padroni di casa regge ed alla fine è grande festa sugli spalti.

    Successo incredibile per Oakland a Kansas City: i Raiders controllano la gara quasi fino alla fine (13-6), poi i Chiefs pareggiano nell’ ultimo minuto e bloccano il successivo attacco dei californiani lasciando anche qualche secondo sul cronometro per tentare il field goal della vittoria e restare in corsa per i playoff: tutto vanificato dal secondo grave errore del kicker Succop (già bloccato un suo calcio nel primo tempo) che rimanda il discorso all’overtime. Dove i Raiders non si lasciano sfuggire l’occasione dopo il pericolo corso e con un field goal di Janikowski chiudono la pratica. Oakland si giocherà la qualificazione nel prossimo turno contro contro i Chargers ma dovrà sperare innanzitutto che Kansas City espugni Denver.

    Gran rimonta dei Patriots che battono Miami dopo un primo tempo inguardabile chiuso sotto per 17-0. Nella ripresa però ci sono 3 touchdown e 2 field goal nelle prime 5 azioni di gioco di New England ed il risultato viene ribaltato (27-17). I Dolphins provano la reazione ma ottengono solo i punti del 27-24 che è anche il risultato finale. Patriots primi nella AFC Conference che godranno del turno di riposo nel wild card game.

    Facile affermazione per i Pittsburgh Steelers che hanno la meglio per 27-0 sui disastrati Saint Louis Rams grazie a 3 touchdown su corsa. Non è pesata l’assenza del quarterback Roethlisberger, a riposo per un infortunio alla caviglia.

    L’importantissimo derby di New York va ai Giants 29-14) che inguaiano i rivali cittadini dei Jets nella corsa ai playoff. La vittoria di Eli Manning e compagni invece permette di raggiungere in testa alla NFC East Division i Dallas Cowboys, sconfitti in casa dagli Eagles, e di giocarsi il pass per la post season nel prossimo ed ultimo turno in casa proprio contro i texani in una sfida da dentro o fuori. Protagonista assoluto Victor Cruz autore di 2 record di franchigia: touchdown su ricezione più lungo nella storia dei Giants (ben 99 yard) e record di yard ricevute in una stagione per la formazione newyorchese (superato Amani Toomer).

    I Titans battono Jacksonville (23-17) ma potrebbe non bastare in ottica post season. ancora una volta ottimo il runningback dei Jaguars Maurice Jones-Drew con oltre 100 yard guadagnate in partita.

    Minnesota sbanca Washington ed evita il record negativo di sconfitte consecutive della franchigia. Nel 33-26 finale si mette in evidenza il quarterback Webb, sostituto dell’infortunato Ponder, che lancia 2 touchdown e ne segna uno personalmente. Minnesota però con questa vittoria dice addio alle possibilità di avere la prima scelta assoluta al prossimo Draft, ora riservata solo ad una tra Colts e Rams.

    Detrot dopo 12 anni di lunga attesa torna ai playoff grazie al successo per 38-10 sui Chargers che elimina tra l’altro i californiani dalla post season. Gara perfetta per i Lions che sfruttano al meglio l’asse quarterback-ricevitore formato da Stafford e Johnson (occhio a questi 2 nei playoff!).

    Philadelphia espugna Dallas (20-7) ma la contemporanea affermazione dei Giants li elimina dalla corsa alla post season. Infine serve un field goal nei minuti finali di Rackers ai San Francisco 49ers per avere la meglio su Seattle (19-17): Seahawks fuori dai playoff, per i Niners sarà battaglia fino alla fine con i Saints per il secondo posto assoluto nella Conference NFC (Packers già primi) che permetterà di riposare durante il primo turno di post season. Per la prima volta in stagione San Francisco subisce un touchdown su corsa ad opera del runningback di Seattle Marshawn Lynch.

    La giornata si concluderà con Packers-Bears (stanotte alle ore 2.30 italiane) e con il Monday Night tra New Orleans ed Atlanta.

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    RISULTATI NFL SEDICESIMA GIORNATA

    Indianpolis Colts-Houston Texans 19-16
    Baltimore Ravens-Cleveland Browns 20-14
    Buffalo Bills-Denver Broncos 40-14
    Carolina Panthers-Tampa Bay Buccaneers 48-16
    Cincinnati Bengals-Arizona Cardinals 23-16
    Kansas City Chiefs-Oakland Raiders 13-16 (overtime)
    New England Patriots-Miami Dolphins 27-24
    New York Jets-New York Giants 14-29
    Pittsburgh Steelers-Saint Louis Rams 27-0
    Tennessee Titans-Jacksonville Jaguars 23-17
    Washington Redskins-Minnesota Vikings 26-33
    Detroit Lions-San Diego Chargers 38-10
    Dallas Cowboys-Philadelphia Eagles 20-7
    Seattle Seahawks-San Francisco 49ers 17-19
    Green Bay Packers-Chicago Bears domenica ore 2:30
    New Orleans Saints-Atlanta Falcons Monday Night ore 2:30

    LE CLASSIFICHE (i numeri accanto alle squadre indicano prima le vittorie ottenute e poi le sconfitte subite in stagione):

    AFC East Division
    New England Patriots 12-3
    New York Jets 8-7
    Buffalo Bills 6-9
    Miami Dolphins 5-10

    AFC North Division
    Pittsburgh Steelers 11-4
    Baltimore Ravens 11-4
    Cincinnati Bengals 9-6
    Cleveland Browns 4-11

    AFC South Division
    Houston Texans 10-5
    Tennessee Titans 8-7
    Jacksonville Jaguars 4-11
    Indianapolis Colts 2-13

    AFC West Division
    Denver Broncos 8-7
    Oakland Raiders 8-7
    San Diego Chargers 7-8
    Kansas City Chiefs 6-9

    NFC East Division
    Dallas Cowboys 8-7
    New York Giants 8-7
    Philadelphia Eagles 7-8
    Washington Redskins 5-10

    NFC North Division
    Green Bay Packers 13-1
    Detroit Lions 10-5
    Chicago Bears 7-7
    Minnesota Vikings 3-12

    NFC South Division
    New Orleans Saints 11-3
    Atlanta Falcons 9-5
    Carolina Panthers 6-9
    Tampa Bay Buccaneers 4-11

    NFC West Division
    San Francisco 49ers 12-3
    Arizona Cardinals 7-8
    Seattle Seahawks 7-8
    Saint Louis Rams 2-13

    IN ROSSO LE QUALIFICATE AI PLAYOFF

  • NBA si parte, il programma di Natale. Miami a Dallas per la rivincita

    NBA si parte, il programma di Natale. Miami a Dallas per la rivincita

    Tra poco più di 24 ore prenderà il via la stagione NBA 2011/2012. Dopo mesi e mesi di lockout, che ha bloccato la Lega di basket più seguita al Mondo, finalmente si torna a giocare, e tutte le frizioni tra Lega, proprietari e giocatori, tutti i dubbi susseguitisi incessantemente da luglio in poi, tutto ciò che si è detto negli ultimi tempi, lasceranno spazio all’unica cosa che alla fine veramente conta, ovvero la parola del campo!

    Dallas Mavericks-Miami Heat, Finals NBA 2011 | © MARK RALSTON/AFP/Getty Images

    Il programma del giorno di Natale è ricco ed interessante in quanto scenderanno sul parquet alcune tra le squadre più forti del campionato: la prima palla a 2 della nuova stagione (ore 18 in Italia, diretta su Sportitalia) vedrà come team protagonisti i rinnovati ed ambiziosi New York Knicks delle Star Carmelo Anthony ed Amar’è Stoudemire (ai quali la dirigenza bluarancio ha aggiunto il centro Tyson Chandler ed il fortissimo playmaker Baron Davis) che riceveranno la visita dei Boston Celtics di Kevin Garnett, Ray Allen, Rajon Rondo e Paul Pierce (in dubbio però per un infortunio dell’ultima ora), per la prima sfida divisionale tra le 2 maggiori pretendenti alla conquista dell’Atlantic Division. Niente male come inizio, ma il prosieguo della serata non sarà da meno!

    Infatti alle ore 20.30 si sfideranno a Dallas i campioni in carica dei Mavericks di Dirk Nowitzki (in cerca della riconferma sul gradino più alto del podio) ed i vicecampioni dei Miami Heat del fantastico trio LeBron James-Dwyane Wade-Chris Bosh, che cercheranno la vendetta nei confronti dei texani in una riedizione delle ultime Finals. Gli Heat si presentano ai nastri di partenza come i veri favoriti nella corsa al titolo, staremo a vedere se manterranno le promesse. Una partita comunque da non perdere!

    Le emozioni proseguiranno nella notte italiana: a partire dalle 23, tre sfide che si preannunciano combattute e tiratissime fino alla fine. Innanzitutto a Los Angeles andranno in scena i Chicago Bulls di Derrick Rose, squadra dal grande potenziale ed in grado di arrivare fino alla Finale di Conference nello scorso torneo (battuta solo dagli Heat dei “Big Three”) nonostante le straordinarie performance proprio dell’ultimo vincitore del premio di M.V.P. della regular season. A fare gli onori di casa gli ex campioni NBA dei Los Angeles Lakers dell’asso Kobe Bryant, in dubbio però per un infortunio al polso. I gialloviola pur non essendosi rinforzati molto puntano a riscattare i brutti playoff 2011, dove sono stati umiliati e sbattuti fuori dai Mavericks con un inequivocabile 4-0.

    Subito dopo (alle ore 2) i talentuosi e giovani Oklahoma City Thunder riceveranno la visita degli Orlando Magic dello scontento Dwight Howard, alla ricerca di una squadra ambiziosa e da titolo. Kevin Durant, astro nascente del firmamento NBA, secondo alcuni il futuro dominatore della Lega per i prossimi anni, dovrà dimostrare di poter portare la sua squadra verso i traguardi più ambiziosi e prestigiosi. Il vincitore delle ultime 2 classifiche marcatori possiede infatti un talento offensivo che raramente si può vedere in un giocatore di basket, un repertorio così vario e completo che risulta difficile da arginare per chiunque. Vedremo cosa saprà fare, per iniziare, contro il miglior difensore del campionato, proprio il centro Howard, sperando che quest’ultimo non sia demotivato dalla mancata cessione (ai Lakers o ai Nets) nella finestra di mercato.

    Infine alle 4.30 i nuovi Los Angeles Clippers del neo acquisto Chris Paul (probabilmente il miglior playmaker in circolazione) e del sensazionale e spettacolare rookie of the year 2011 Blake Griffin (ala grande dalle giocate esplosive) faranno visita ai Golden State Warriors, per il primo derby californiano della stagione. La franchigia di Oakland quest’anno dovrà dimostrare di essere pronta ad entrare nell’Olimpo delle migliori squadre e staccare così il pass per la post season. Gli occhi saranno tutti puntati su Paul e Griffin, ma attenzione ai Warriors che potrebbero essere la sorpresa di giornata!

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  • NHL, Marchand trascina i Bruins. Rangers OK contro i Flyers

    NHL, Marchand trascina i Bruins. Rangers OK contro i Flyers

    11 le partite disputate nella notte NHL.

    Nessuno riesce a fermare lo strapotere dei Boston Bruins che annichiliscono i Florida Panthers (una delle migliori formazioni fino a d ora nella Lega) per 8-0: il protagonista della serata è Brad Marchand, autore di una tripletta a cui aggiunge anche 2 assist. Le altre reti sono segnate da Lucic, Pouliot, Seidenberg, Campbell e Bergeron (anche per lui 2 assist). Il goalie di riserva di Boston, Tukka Rask, compie 30 parate e si prende il secondo shutout stagionale, il secondo consecutivo per lui. Boston sale a quota 23 vittorie in stagione (nessuno ha fatto meglio), con 119 goal segnati (migliore attacco del torneo) si prende il primo posto nella Eastern Conference (nonostante un terrificante inizio di regular season) ed è ad un solo punto da Chicago, attualmente migliore team della NHL con 48 punti conquistati, ma rispetto ai Blackhawks hanno 2 partite in meno. Una vera corazzata, sarà veramente difficile impedire ai campioni in carica il bis nella corsa alla Stanley Cup.

    Brad Marchand, Boston Bruins | © Bruce Bennett/Getty Images

    Vittoria di rigore per i Devils contro i Capitals: iniziale 3-0 di New Jersey (Kovalchuk, Urbom ed Henrique) a cui risponde Washington con Laich e doppietta di Chimera. Agli shootout fatale l’errore della Star Ovechkin.

    Successo esterno per Toronto che liquida per 5-3 gli Islanders grazie all’ottima prova di MacArthur (per lui 1 goal ed 1 assist).

    Sulla scia dei Bruins ci sono i New York Rangers che battono i rivali divisionali dei Flyers per 4-2, prendono la testa del loro raggruppamento e si mantengono ad un solo punto di distanza da Boston nella corsa al primo posto della Eastern Conference (stesso numero di partite giocate per entrambe le formazioni). New York chiude la pratica tra primo e secondo periodo portandosi sul 3-0 con Stepan, Fedotenko e Gaborik. Philadelphia accorcia le distanze con Meszaros, ma Callahan chiude i giochi con il 4-1. Inutile nel finale la rete del 4-2 di van Riemsdyk. 28 parate per il goalie dei Rangers Lundqvist.

    Seve l’overtime per decretare il vincitore tra Ottawa e Carolina: Nodl porta in vantaggio gli Hurricanes, i canadesi pareggiano con Kuba. Poi nel supplementare rete decisiva di Ruutu per Carolina.

    Affermazione in trasferta molto importante per i Penguins che battono per 4-1 i Jets: Vitale segna l’1-0 in favore di Pittsburgh, pareggia momentaneamente Burmistrov. Poi è show giallonero con le reti di Neal, Staal e Dupuis.

    Dallas ha la meglio per 6-3 contro i Predators: Stars che volano subito sul 3-0 con i goal di Fiddler, Eriksson ed Ott. Riduce le distanze Nashville grazie ad Halischuk ed Erat, Ribeiro fa 4-2 ma Legwand tiene in corsa gli ospiti mettendo a segno il 4-3. Nel terzo periodo i texani chiudono la pratica con Benn e Ryder.

    Gli Avalanche si impongono su Tampa Bay per 2-1 in overtime: Kubina porta avanti i Bolts ma Colorado pareggia grazie ad O’Reilly. Nel supplementare decide tutto il goal di Duchene.

    Vittoria a Phoenix per Saint Louis: i Blues vanno avanti con Steen, ma Doan pareggia poco più tardi (solo 40 secondi). D’Agostini segna il 2-1 per la franchigia del Missouri e Jason Harnott fa 3-1. Inutile nei minuti conclusivi il 3-2 di Yandle.

    Il derby canadese tra Vancouver e Calgary va ai Flames che si impongono per 3-1 sul ghiaccio dei Canucks: dopo 2 quarti avari di goal succede tutto nel terzo periodo con gli ospiti che vanno sul 2-0 grazie alle marcature di Glencross e Backlund. Hamhuis prova a riaprire il match a 3 minuti dalla fine ma Jokinen chiude i giochi con la rete del 3-1 a 25 secondi dalla sirena finale.

    Infine il derby della California va agli Sharks che si impongono per 2-1 (agli shootout) sui Kings. Logan Couture manda avanti San Josè ma apareggiare ci pensa Mike Richards. Ai rigori però è lo stesso Richards a condannare la sua squadra facendosi parare il tiro decisivo dal goalie degli Sharks Niemi (28 parate totali).

    RISULTATI NHL 23 dicembre 2011

    Boston Bruins-Florida Panthers 8-0
    New Jersey Devils-Washington Capitals 4-3 (shootout)
    New York Islanders-Toronto Maple Leafs 3-5
    New York Rangers-Philadelphia Flyers 4-2
    Carolina Hurricanes-Ottawa Senators 2-1 (overtime)
    Winnipeg Jets-Pittsburgh Penguins 1-4
    Dallas Stars-Nashville Predators 6-3
    Colorado Avalanche-Tampa Bay Lightning 2-1 (overtime)
    Phoenix Coyotes-Saint Louis Blues 2-3
    Vancouver Canucks-Calgary Flames 1-3
    San Josè Sharks-Los Angeles Kings 2-1 (shootout)

  • NBA, analisi Northwest Division. Thunder in rampa di lancio

    NBA, analisi Northwest Division. Thunder in rampa di lancio

    I favoriti d’obbligo della Northwest Division sono gli Oklahoma City Thunder. Gli ex Seattle Sonics hanno mantenuto un’andatura continua durante tutta la regular season 2010/2011 (quarto posto dietro a Spurs, Lakers e Mavs nella Western Conference) per poi avere una crescita esponenziale (o per meglio dire esplodere) sul finire del campionato quando ai playoff hanno raggiunto le Finali di Conference inchinandosi solo a Dallas che poi ha vinto il titolo. Sulla base di quanto già fatto vedere è naturale pensare che i Thunder (team molto giovane tra l’altro) possano ambire non solo a ripetere i risultati già ottenuti, ma forse anche a migliorarli andando così a fine stagione a giocarsi il titolo NBA. Un gradino sotto troviamo i Denver Nuggets di Danilo Gallinari ed i Portland Trail Blazers falcidiati da infortuni e ritiri. Minnesota potrebbe essere la sorpresa non solo della divisione ma anche della Lega se coach Adelman saprà gestire bene (come ha già fatto in carriera con Portland, Sacramento e Houston) un potenziale gruppo di giovani campioni. Poche speranze di primeggiare per Utah, che da febbraio ha avviato il processo di ricostruzione cedendo la stella Deron Williams e ponendo le basi di un luminoso (si spera) futuro.

    Danilo Gallinari & Kevin Durant | © Doug Pensinger/Getty Images

    DENVER NUGGETS: La squadra di Danilo Gallinari non avrà problemi a procurarsi il pass per la post season ma è probabile che poi la sua corsa si fermi a quel punto. Infatti altre squadre sembrano più attrezzate per la corsa al titolo. Era importante rifirmare il centro Nenè, cosa che è avvenuta, ma potrebbero pesare gli addii di Kenyon Martin, J.R. Smith e Wilson Chandler, bloccati in Cina da contratti firmati senza clausole d’uscita (come fatto invece da molti atleti che per il lockout hanno giocato momentaneamente in Europa). La loro assenza priva il roster della necessaria profondità a cui si è cercato di ovviare con gli acquisti di Rudy Fernandez e Corey Brewer. E’ arrivato Andre Miller dai Blazers, scambiato con Felton per dare spazio al talentuso Ty Lawson come playmaker (Miller farà il rincalzo, cosa che Felton non accettava). Danilo Gallinari ha ricevuto l’investitura di coach Karl come prima opzione offensiva del team quindi tutti i palloni passeranno dalle sue mani e vedremo finalmente il “Gallo” cosa saprà fare nelle nuove vesti di uomo franchigia. Molto importante anche la conferma di Afflalo che nel ruolo di guardia è una sicurezza. C’è poca copertura invece nel ruolo di ala grande dove probabilmente verrà spostato Nenè con Mozgov a fare il centro oppure Karl si affiderà ad un quintetto basso con Gallinari a fungere da power forward. Una citazione particolare la meritano i 2 rookie Kenneth Faried e Jordan Hamilton: se esplodono non ci sarà bisogno di pensare al ritorno dei già citati Smith, Chandler e Martin.

    ROSTER DENVER NUGGETS

    MINNESOTA TIMBERWOLVES: La chiave della stagione dei “Lupi” del Minnesota passa necessariamente da quello che il nuovo coach Rick Adelman (rilasciato dai Rockets e corteggiato dai Lakers ma che ha scelto i Timberwolves per sposare il progetto) saprà insegnare ai tanti giovane presenti nel roster: il talento non manca ed ogni ruolo pare ben coperto ragion per cui nessuno ha il posto assicurato (fatta eccezione per il leader Kevin Love, straordinario nella scorsa stagione). Il ruolo di play sarà diviso tra Ridnour, Barea (arrivato da Dallas con l’anello di campione al dito) e dal talentuoso spagnolo Ricky Rubio, finalmente pronto a giocare nella NBA dopo essere stato parcheggiato per 2 anni al Barcellona. In guardia invece ci saranno ad alternarsi Wes Johnson, Ellington e Webster, tutti atleti che per stazza potrebbero ricoprire anche il ruolo di ala piccola. Ed in questo ruolo probabilmente partirà titolare un potenziale fenomeno dalla testa però troppo “calda” ovvero Michael Beasley. Qualora l’ex Heat dovesse avere i suoi momenti di black out ecco pronta la seconda scelta assoluta Derrick Williams, un giocatore dal potenziale spaventoso. Love ha il posto assicurato in ala grande e per farlo rifiatare si alterneranno Randolph e Tolliver ed in alcune situazioni potremmo anche vedere il già citato Williams prenderne il posto e Michael Beasley pronto ad alternarsi con lui per dare pochi punti di riferimento agli avversari, vista la duttilità delle 2 ali a disposizione di Adelman. Come centro Darko Milicic parte favorito su Pekovic e Brad Miller (uomo di fiducia di Adelman che se lo porta in ogni squadra dove approda). Un roster di talento e molto profondo quello di Minnesota ma con un potenziale tutto da scoprire: è per questo che i T-Wolves potrebbero sia essere la sorpresa della stagione (magari approdando ai playoff) che rimanere ancora una squadra incompiuta. Sarà tutto nelle mani, ma soprattutto nella testa, di Rick Adelman, coach che in passato ha fatto meraviglie dal nulla. Figurarsi con tanto talento a disposizione…

    ROSTER MINNESOTA TIMBERWOLVES

    OKLAHOMA CITY THUNDER: Basterebbe solamente avere a disposizione Kevin Durant (futuro dominatore della Lega) per rendere qualsiasi squadra NBA come contendente al titolo. In più i Thunder aggiungono al proprio asso una roster giovane, pieno di talento e molto attrezzato in ogni reparto. La chiave della stagione di Oklahoma City sarà però Russell Westbrook: se l’atletico playmaker si metterà a disposizione del fenomeno Durant allora pare lecito poter sognare. Se invece il regista di OKC si ostinerà a giocare per conto suo come ha già fatto nella Finale di Western Conference dello scorso torneo contro Dallas allora si dovranno prendere le relative contromisure dato che in quell’occasione i Thunder furono spazzati via con un secco 4-1 lasciando la strada spianata verso il titolo ai Mavs. Avendo a disposizione un talento come Durant, Westbrook dovrà capire che deve lasciargli tutto lo spazio che necessita visto che il vincitore delle ultime 2 classifiche dei marcatori è uno dei pochissimi atleti in grado di fare la differenza in una partita. Se il play comprenderà di essere il suo gregario allora le cose potranno mettersi davvero bene per la più giovane franchigia della NBA che potrebbe bruciare le tappe e portarsi già a casa il titolo a giugno. Per il resto Perkins (notevolmente dimagrito per non accusare più problemi al ginocchio derivanti dall’eccessivo peso) è una sicurezzaa centro area, formando una coppia di difensori eccezionale con l’altro gioiellino Ibaka. Sefolosha aggiungerà altra difesa nel ruolo di guardi ma Harden preme per prenderne il posto in squadra avendo mostrato miglioramenti incredibili. Dalla panchina tanta sostanza con i lunghi Collison, Aldrich e Mohammed, Cook avrà l’arduo compito di far rifiatare Durant in ala piccola mentre Maynor sarà il ricambio di Westbrook. Dopo la Finale di Conference dell’ultima stagione i Thunder puntano decisamente a migliorarsi e nel mirino ora c’è la Finale NBA dove Durant vorrà dimostrare la sua superiorità su LeBron James (dato che gli Heat sono i favoriti dell’altra Conference) per diventare il giocatore numero 1 della Lega.

    ROSTER OKLAHOMA CITY THUNDER

    PORTLAND TRAIL BLAZERS: Se esistesse una realtà alternativa, dove la sfortuna non fosse contemplata, probabilmente i Blazers avrebbero già vinto almeno un titolo NBA negli ultimi 2 anni e in questa stagione proverebbero a riconquistarlo, partendo come favoriti d’obbligo. E’ la sfortuna infatti che ha segnato il progetto di Portland fin dalla nascita, anno 2006, con le scelte al Draft di Brandon Roy e LaMarcus Aldridge a cui si è aggiunta la chiamata del centro Greg oden nel 2007. Considerando le potenzialità non ci sarebbe stata squadra in grado di opporsi, anche vedendo poi negli anni seguenti le ottime scelte in sede di mercato per completare il roster. Invece in Oregon ogni mattina ci si sveglia con il timore di dover combattere quotidianamente con qualsiasi tipo di disgrazia. Poche settimane fa la stella della squadra Roy ha annunciato il suo ritiro a soli 27 anni, Greg Oden ha dichiarato di dover saltare la sua quarta stagione nella Lega (sulle 5 totali da quando è entrato a farne parte, anche lui in odore di ritiro a soli 23 anni!) ed Aldridge, unica star rimasta ai Trail Blazers, soffre di alcuni problemi cardiaci che potrebbero costringerlo a fermarsi non si sa quanto in futuro (vedere per questo anche il caso Jeff Green dei Celtics). Per ora il lungo di Portland è ritornato a giocare ma la situazione è in via di definizione e nulla pare certo. Nonostante tutto i biancorossoneri hanno una formazione da playoff (dovrebbero assestarsi attorno alla settima posizione ad Ovest), con Felton in cabina di regia, Matthews in guardia, Batum in ala piccola, Gerald Wallace ala grande e proprio Aldridge come centro. Se il numero 12 dovesse dare forfait sono pronti a sostituirlo i veterani Camby e Thomas (però sempre più in parabola discendente). Sesto uomo di lusso sarà Jamal Crawford che ha scelto i Blazers nel mercato di questi giorni per riavvicinarsi alla sua Seattle, città in cui è nato. Servirà l’apporto di tutti per sopperire alla sfortuna e quindi ci si aspettano dei progressi dal gran tiratore Luke Babbitt, mentre Craig Smith sarà il ricambio per i lunghi. Playoff alla portata dunque ma probabilmente non si andrà oltre il primo turno. Sperando che in un futuro non troppo lontano tutta la sfortuna patìta in questi anni possa controbilanciarsi e regalare tante soddisfazioni ai tifosi di Portland.

    ROSTER PORTLAND TRAIL BLAZERS

    UTAH JAZZ: Utah probabilmente chiuderà la Division all’ultimo posto: dopo 22 anni consecutivi alla guida tecnica della squadra (dal 1988, la permanenza più lunga di un allenatore su una panchina di un team di uno sport americano) Jerry Sloan ha lasciato tutti nello scorso febbraio, lasciando la conduzione al vice Tyrone Corbin. Sloan ha rinunciato all’incarico perchè le intenzioni della dirigenza di Salt Lake City erano quelle di ricostruire da 0 una franchigia dal futuro vincente, opzione che però non era gradita all’esperto head coach (autore di 15 partecipazioni consecutive ai playoff con i Jazz dal 1989 al 2003) che ha ringraziato cordialmente e si è fatto da parte. Stagione da lottery per Utah che spera di accaparrarsi un’altra scelta alta al prossimo Draft e continuare la ricostruzione. Le potenzialità del gruppo sono notevoli ma bisognerà lasciare maturare i tanti giovani con calma e senza pressione. Solo così potranno essere rinverditi i fasti dell’era Stockton-Malone (2 Finali NBA di fila perse contro i Bulls di Michael Jordan). I nomi interessanti nel roster dei Jazz sono quelli di Davin Harris (buon playmaker), di Derick Favors (ala grande dall’indiscusso talento), di Gordon Hayward (incredibile tiratore) e dei veterani Paul Millsap ed Al Jefferson. Dall’ultimo Draft è arrivato il turco Enes Kanter lungo di cui si dice un gran bene, a cui è stato aggiunto Alec Burks, talento notevole utilizzabile in diversi ruoli nel backcourt. C.J. Miles avrà ancora il ruolo di sesto uomo di lusso mentre gli esperti Josh Howard e Raja Bell porteranno esperienza ad un team giovane e di prospettiva.

    ROSTER UTAH JAZZ 

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  • NHL: Derby ai Rangers, i Flames beffano i Red Wings

    NHL: Derby ai Rangers, i Flames beffano i Red Wings

    8 le partite disputate nella notte NHL.

    Toronto batte Buffalo per 3-2: ospiti in vantaggio grazie al goal di Jason Pominville, canadesi che ribaltano il match grazie alle reti di David Steckel e Phil Kessel. In apertura di terzo quarto i Sabres pareggiano con Derek Roy, ma Nazem kadri regala la vittoria alla sua squadra. Ottima prova per il goalie dei Maple Leafs James Reimer che para ben 40 conclusioni degli avversari.

    New York Rangers | © Nick Laham/Getty Images

    Il derby di New York tra Islanders e Rangers va a quest’ultimi che si impongono per 4-2: Brandon Dubinsky porta in vantaggio i rossoblu, pareggio Islanders con PA Parenteau in power play. Marian Gaborik e Michael Del Zotto portano i Rangers sul 3-1, ancora una rete in power play per gli ospiti che accorciano sul 3-2 con Matt Moulson. Sul finire del match arriva la rete della sicurezza di John Mitchell. Rangers ora terzi ad Est con i Flyers nel mirino.

    Successo in overtime per Ottawa sui Florida Panthers (4-3): Senators avanti grazie a Chris Neil, abile a sfruttare la superiorità numerica, sempre in power play arriva il pari di Michal Repik. Canadesi sul 2-1 con Daniel Alfredsson (per lui anche 2 assist), nuova parità firmata da Shawn Matthias. Ottawa non si arrende e trova il 3-2 con Erik Karlsson ma ad un minuto dal termine del match ecco il nuovo pari di Tomas Kopecky. Nel supplementare è decisivo il goal di Bobby Butler.

    Partita incredibile a Nashville dove Columbus fa capire il motivo per cui è l’ultima squadra della classifica generale: dopo l’iniziale 1-0 Predators firmato da Mike Fisher, arrivano 4 reti in serie per Columbus con Ryan Johansen e tripletta di uno straordinario Jeff Carter. I padroni di casa accorciano le distanze nel secondo periodo con Patric Hornqvist ma ancora Johansen fa 5-2 per i Blue Jackets. Poi il blackout per la formazione dell’Ohio che in chiusura di seconda frazione subisce le 2 reti del 5-4 segnate da Nick Spaling e Roman Josi, ed infine cede di schianto in a fine gara quando al 16esimo minuto David Legwand in power play segna il punto della parità dei Predators ed a soli 9 secondi dalla sirena finale a piazzare la rete del colpaccio per Nashville è Martin Erat. A Columbus non bastano le grandi prove di Carter con una tripletta e di Johansen con una doppietta.

    Successo rotondo per i Winnipeg Jets che schiantano per 4-0 i Montreal Canadiens: Blake Wheeler apre le danze segnando in power play, Tanner Glass trova la rete del raddoppio. Ancora Wheeler nel secondo periodo porta a 3 le marcature dei padroni di casa mettendo a referto la sua personale doppietta, a chiudere i giochi ci pensa Tim Stapleton con la rete del 4-0. Sostanziosa la prova del goalie dei Jets Ondrej Pavelec che para tutte le 27 conclusioni degli avversari per il suo terzo shutout stagionale. Winnipeg si mantiene in zona playoff, per Montreal la stagione ora si fa difficile.

    Successo importante e prestigioso per i Calgary Flames che battono i Detroit Red Wings per 3-2: i padroni di casa si portano subito sul 3-0 grazie alle reti di Curtis Glencross (doppietta) e Blake Comeau. Detroit risponde nel terzo periodo con Jiri Hudler e Ian White ma poi il goalie dei Flames Miikka Kiprusoff blinda la sua porta e regala la vittoria alla sua squadra (per lui 29 parate totali).

    Continua la crisi di Minnesota che perde sonoramente per 4-1 ad Edmonton. Oilers che vanno sul 4-0 e chiudono il match, segnano Jordan Eberle (doppietta), Ryan Smyth e Lennart Petrell. Inutile la rete dei Wild di Dany Heatley nel terzo quarto. 30 parate per il portiere canadese Khabibulin.

    Infine successo ai rigori per i Kings sui Ducks nel derby californiano: Niklas Hagman porta avanti Anaheim, ma Mike Richards e Dustin Brown capovolgono il risultato. Sul finire del match arriva il pari dei Ducks con Lubomir Visnovsky, ma agli shootout Palmieri sbaglia la sua conclusione (parata da Quick) e condanna la sua squadra. Inutili i 32 salvataggi nel match del goalie Jonas Hiller, per Los Angeles splendida prova del difensore Drew Doughty con i 2 assist per Richards e Brown.

    RISULTATI NHL 22 dicembre 2011

    Toronto Maple Leafs-Buffalo Sabres 3-2
    New York Rangers-New York Islanders 4-2
    Ottawa Senators-Florida Panthers 4-3 (overtime)
    Nashville Predators-Columbus Blue Jackets 6-5
    Winnipeg Jets-Montreal Canadiens 4-0
    Calgary Flames-Detroit Red Wings 3-2
    Edmonton Oilers-Minnesota Wild 4-1
    Los Angeles Kings-Anaheim Ducks 3-2 (shootout)

  • NFL: Indianapolis ci prende gusto, Texans battuti 19-16

    NFL: Indianapolis ci prende gusto, Texans battuti 19-16

    Dopo una stagione deludente, per via dell’infortunio del quarterback Peyton Manning che ha privato la squadra del leader e della principale arma offensiva, che ha fatto segnare 13 sconfitte consecutive in 13 giornate di regular season, gli Indianapolis Colts prendono gusto alla vittoria e dopo aver battuto settimana scorsa i Tennessee Titans cancellando lo 0 dalla casellina dei successi stagionali, si ripetono nell’anticipo del 16esimo turno NFL battendo per 19-16 gli Houston Texans con un touchdown di Reggie Wayne a soli 19 secondi dalla fine del match. La seconda affermazione stagionale permette di raggiungere in classifica generale Minnesota e Saint Louis, anch’esse a quota 2 vittorie, ed una prima scelta assoluta al Draft (che si terrà ad aprile) che prima sembrava assicurata ora non sembra così tanto certa visto che probabilmente le 3 squadre chiuderanno con il medesimo record e dovrà tenersi conto di diversi fattori per stabilire quale team avrà a disposizione il diritto di chiamare per prima alla selezione dei prospetti universitari. A questo punto risalgono prepotentemente le quotazioni dei Vikings e dato che la formazione gialloviola ha un enorme buco nel ruolo di quarterback non è da escludere che per loro possa esserci il fenomeno Andrew Luck, quarterback fenomenale di Stanford University che qualche settimana fa si è dichiarato per il Draft del 2012. La sconfitta è pesante invece per Houston (10 vittorie e 5 KO) che in 9 anni di apparizioni al Lucas Oil Stadium (sede del prossimo Super Bowl tra l’altro) non è mai riuscita a vincere collezionando ben 9 sconfitte di fila. Sarebbe stata importante una vittoria per cercare di entrare in una delle prime 2 posizioni della AFC Conference e poter evitare di giocare il wild card game, cosa alquanto gradita visti i numerosi infortuni per i texani che avrebbero avuto quasi una ventina di giorni per cercare di recuperare qualche giocatore. Invece con il KO di Indianapolis sfumano quasi definitivamente (a meno di clamorosi stravolgimenti in questa e nella prossima giornata) le possibilità di evitare il primo turno dei playoff.

    Reggie Wayne, Indianapolis Colts | © Joe Robbins/Getty Images

    Parte bene Houston, la cui difesa provoca una palla persa all’attacco dei Colts sulle 20 yard di Indianapolis, e segna il touchdown del 7-0 con il solito Arian Foster. Accorcia le distanze per i padroni di casa un field goal del kicker Adam Vinatieri dalle 23 yard, poco dopo, risponde allo stesso modo Houston che ristabilisce le distanze con il piazzato dalle 44 yard di Neil Rackers. Il secondo quarto è avaro di emozioni con le difese che prevalgono sugli attacchi e così si registra solo un altro field goal, per Indianapolis, segnato sempre da Vinatieri dalle 32 yard che fissa il risultato sul 10-6 quando le squadre rientrano negli spogliatoi per la pausa lunga.

    Il secondo tempo riparte così come si era concluso, con un altro field goal, questa volta di Houston che porta il risultato sul 13-6. La sfida tra Rackers e Vinatieri non termina qui perchè ancora il kicker dei Colts risponde presente e porta i suoi compagni sul 13-9. Si va al quarto periodo ed ancora Vinatieri segna per Indianapolis il 13-12. Rackers ristabilisce le distanze con i 3 punti del 16-12 dopo un’altra palla persa dell’attacco dei Colts nella propria metà campo ma le emozioni devono ancora arrivare: restano 2 minuti ed il quarterback Dan Orlovsky mette in piedi un ottimo drive che si conclude con il già citato touchdown di Wayne a soli 19 secondi dalla fine del match che regala la “W” ai padroni di casa.

    Orlovsky lancia per 244 yard totali ed 1 touchdown, bene il ricevitore Wayne con 106 yard e la marcatura della vittoria. Ottima prova anche in difesa per i Colts che dopo aver subìto il touchdown non hanno concesso più nulla se non field goal dalla distanza (grande prova di Mathis con 2 sack). Per i Texans prova molto timida del quarterback Yates che lancia per sole 132 yard lasciando tutto il lavoro al runningback Foster (per lui 158 yard su corsa ed 1 touchdown).

    Indy mantiene un piccolo vantaggio su Rams e Vikings per l’ultimo posto della Lega che permetterebbe di avere la prima scelta assoluta e scegliere Luck al Draft (ma tutto si deciderà all’ultima giornata), per Houston occasione buttata al vento dopo aver controllato la partita quasi fino alla fine.

    RISULTATI NFL SEDICESIMA GIORNATA

    Indianpolis Colts-Houston Texans 19-16
    Baltimore Ravens-Cleveland Browns sabato ore 19:00
    Buffalo Bills-Denver Broncos sabato ore 19:00
    Carolina Panthers-Tampa Bay Buccaneers sabato ore 19:00
    Cincinnati Bengals-Arizona Cardinals sabato ore 19:00
    Kansas City Chiefs-Oakland Raiders sabato ore 19:00
    New England Patriots-Miami Dolphins sabato ore 19:00
    New York Jets-New York Giants sabato ore 19:00
    Pittsburgh Steelers-Saint Louis Rams sabato ore 19:00
    Tennessee Titans-Jacksonville Jaguars sabato ore 19:00
    Washington Redskins-Minnesota Vikings sabato ore 19:00
    Detroit Lions-San Diego Chargers sabato ore 22:00
    Dallas Cowboys-Philadelphia Eagles sabato ore 22:00
    Seattle Seahawks-San Francisco 49ers sabato ore 22:00
    Green Bay Packers-Chicago Bears domenica ore 2:30
    New Orleans Saints-Atlanta Falcons Monday Night ore 2:30

    LE CLASSIFICHE (i numeri accanto alle squadre indicano prima le vittorie ottenute e poi le sconfitte subite in stagione):

    AFC East Division
    New England Patriots 11-3
    New York Jets 8-6
    Buffalo Bills 5-9
    Miami Dolphins 5-9

    AFC North Division
    Pittsburgh Steelers 10-4
    Baltimore Ravens 10-4
    Cincinnati Bengals 8-6
    Cleveland Browns 4-10

    AFC South Division
    Houston Texans 10-5
    Tennessee Titans 7-7
    Jacksonville Jaguars 4-10
    Indianapolis Colts 2-13

    AFC West Division
    Denver Broncos 8-6
    Oakland Raiders 7-7
    San Diego Chargers 7-7
    Kansas City Chiefs 6-8

    NFC East Division
    Dallas Cowboys 8-6
    New York Giants 7-7
    Philadelphia Eagles 6-8
    Washington Redskins 5-9

    NFC North Division
    Green Bay Packers 13-1
    Detroit Lions 9-5
    Chicago Bears 7-7
    Minnesota Vikings 2-12

    NFC South Division
    New Orleans Saints 11-3
    Atlanta Falcons 9-5
    Carolina Panthers 5-9
    Tampa Bay Buccaneers 4-10

    NFC West Division
    San Francisco 49ers 11-3
    Arizona Cardinals 7-7
    Seattle Seahawks 7-7
    Saint Louis Rams 2-12

    IN ROSSO LE QUALIFICATE AI PLAYOFF

  • NBA, analisi Pacific Division. Derby tra Lakers e Clippers

    NBA, analisi Pacific Division. Derby tra Lakers e Clippers

    Nuovi rapporti di forza nella Pacific Division che potrebbe trovare nuovi dominatori nei Los Angeles Clippers: la seconda squadra cittadina (dopo i Lakers), una delle più perdenti della storia NBA, è attesa ad una stagione da protagonista visto l’enorme talento a disposizione. L’avvento al potere dei Clips porterà ad un derby cittadino con i Lakers molto più equilibrato rispetto al passato, merito della trade Chris Paul (strappato proprio ai gialloviola) che ha cambiato volto al team rossoblu. Il playmaker ed il fenomenale Blake Griffin sono una coppia da sogno ed i favori del pronostico vanno tutti ai cugini “poveri”. Ovvio che i Lakers cercheranno in tutti i modi di contrastarli ma la partenza di Odom è grave e non è stata colmata a dovere (a dire il vero i gialloviola non hanno colmato, finora, nessuna lacuna del roster). L’esperienza permetterà a Bryant e compagni di giocare per i soliti obiettivi, ma esaminando a fondo la situazione non può non notarsi che in realtà i Lakers sono in parabola discendente. I gialloviola dovranno fare molta attenzione anche alle nuove leve Warriors e Kings che negli ultimi anni hanno ammassato talento con scelte alte al Draft e potrebbero esplodere da un momento all’altro. Phoenix invece è la solita incognita, tutto dipenderà dal genio di Steve Nash, ma apparentemente i Suns non sono attrezzati per i traguardi ambiziosi.

    Chris Paul & Kobe Bryant | © Harry How/Getty Images

    GOLDEN STATE WARRIORS: Talento offensivo eccezionale per i giovani Warriors che sotto la nuova guida di Mark Jackson dovranno cercare di sistemare qualcosa in difesa per esplodere e dare parecchi grattacapi a qualsiasi squadra li trovi sul proprio cammino. Monta Ellis, Stephen Curry e David Lee sono i 3 punti fermi del quintetto, un arsenale non indifferente nella metà campo offensiva. A completare il quintetto ci dovrebbero essere l’ottimo Dorell Wright, sempre abile a sfruttare gli scarichi sull’esterno ed Andris Biedrins come centro. Golden State appare poco coperta proprio in questo ruolo dato che dopo le prime buone stagioni il lettone non ha poi mantenuto le aspettative. Era stato proposto un gran contratto a DeAndre Jordan, centro dei cugini dei Clippers ma a Los Angeles hanno pareggiato l’offerta ed il trasferimento è sfumato. Il piano B è stato quello di ingaggiare Kwame Brown (forse la peggiore prima scelta assoluta della storia NBA). Dovrà essere principalmente un fattore difensivo, solo allora i Warriors potranno pensare in grande. Attenzione anche ad Ekpe Udoh, prima scelta di Golden State nello scorso Draft, ed al talentuoso Brandon Rush, arrivato da Indiana qualche giorno fa. Probabile che la franchigia di Oakland si giochi l’ultimo posto playoff con Hornets, Blazers, Suns e forse anche Minnesota.

    ROSTER GOLDEN STATE WARRIORS

    LOS ANGELES CLIPPERS: Con l’acquisto di Chris Paul i Clippers diventano i favoriti nella Pacific Division. E’ l’alba di una nuova era dove probabilmente si invertiranno le parti nel predominio cittadino con i Lakers (Dwight Howard permettendo). I Clippers sono completi sotto ogni punto di vista, con Paul in cabina di regia, Mo Williams come guardia, Caron Butler nel ruolo di ala piccola, DeAndre Jordan sotto canestro ed il sensazionale Blake Griffin a dare spettacolo nel ruolo di ala grande. L’asse Paul-Griffin sarà determinante per le fortune del team rossoblu. Per arrivare al playmaker sono stati sacrificati l’ottimo Gordon, il solido Kaman ed un giocatore di prospettiva come Aminu, spediti senza esitare a New Orleans. Proprio la cessione di Kaman potrebbe pesare molto dato che a centro area è rimasto il solo Jordan. Trovare un valido sostituto sul mercato sarebbe prioritario, anche perchè gli altri ruoli sono molto coperti con Billups, Bledsone, Gomes e Foye pronti ad entrare dalla panchina. Per i Clippers l’importante sarà fare un passo alla volta cercando di arrivare al primo turno playoff magari vincendo la propria Division, ma alcune volte le sorprese sono dietro l’angolo ed una crescita improvvisa ed esponenziale non può essere scartata a priori (basti vedere cosa è successo lo corso anno con i Chicago Bulls che hanno letteralmente bruciato tutte le tappe intermedie di crescita).

    ROSTER LOS ANGELES CLIPPERS

    LOS ANGELES LAKERS: A meno di clamorosi stravolgimenti (l’arrivo tramite scambio di Dwight Howard dai Magic) sarà un anno molto duro per i Lakers, soprattutto per i tifosi abituati ormai da anni alle magìe dei giocatori gialloviola che spesso a fine campionato portavano alla conquista del titolo. I Lakers non solo hanno perso un giocatore importante come Odom, inspiegabilmente mandato a Dallas per poco o nulla, ma non hanno neanche colmato le lacune del roster (identico a quello dello scorso torneo), che in alcuni settori sono anche evidenti e sono state messe in luce dai Dallas Mavericks negli ultimi playoff, quando i texani hanno spazzato via Los Angeles con un secco 4-0. Continuando su queste basi è probabile che il predominio divisionale vada ai cugini dei Clippers, mentre per la qualificazione ai playoff non ci dovrebbero essere problemi per Bryant e company ma oltre il primo turno non si dovrebbe andare visto che Thunder, Grizzlies, Mavericks, e Clippers appaiono superiori al momento. Per tutti i tifosi c’è sempre la speranza Howard, ma alcune volte il risveglio dai bei sogni è veramente brusco…

    ROSTER LOS ANGELES LAKERS

    PHOENIX SUNS: Grande atletismo, ma poco talento (fatta eccezione per l’intramontabile Nash) nel roster dei Suns che si apprestano ad iniziare la nuova stagione con molte incognite e poche certezze. Della squadra che negli anni passati ha in alcuni casi dominato la Pacific Division ed in altri ha combattuto per il predominio con i Lakers è rimasto solo il playmaker canadese. Il roster presenta buoni atleti come Aaron Brooks, Shannon Brown (strappato proprio ai Lakers), Jared Dudley, Channing Frye, Marcin Gortat, Mickael Pietrus ed Hakim Warrick ma per combattere per conquistare un posto nei playoff dovrà esserci piena unione d’intenti e dare sempre il massimo. E’ rimasto il veteranissimo Grant Hill, che con Nash proverà ad infondere la necessaria esperienza ad un gruppo di atleti che finora non ha impressionato molto nell’avventura in NBA.

    ROSTER PHOENIX SUNS

    SACRAMENTO KINGS: Il progetto dei Kings va avanti e sembra venire sù veramente bene. Probabilmente sarà un anno di transizione per permettere ai giovani atleti a disposizione nel roster di crescere con tranquillità: il futuro dei Kings è assicurato dal promettentissimo Tyreke Evans, dal talentuoso centro DeMarcus Cousins, da Jason Thompson, da Marcus Thornton e dalla prima scelta di Sacramento all’ultimo Draft Jimmer Fredette, tremendo tiratore da 3 punti capace di segnare da qualsiasi posizione. In aggiunta anche qualche buon comprimario come Travis Outlaw, J.J. Hickson ed il ritorno di Johns Salmons. Peserà la perdita di Hayes, costretto a fermarsi per problemi cardiaci (come Jeff Green dei Celtics) ed il cui contratto è stato annullato. Per prendere lui era stato lasciato libero Sam Dalembert, ora invece Cousins non ha più un valido sostituto a centro area. Sembra ovvio che a Sacramento nessuno possa pretendere tanto ma se i giovani proseguiranno nella loro crescita e manterranno le promesse c’è la piccola possibilità di vedere lottare i Kings per l’ultimo posto playoff ad Ovest.

    ROSTER SACRAMENTO KINGS 

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  • Eurolega: Miracolo Olimpia Milano, sbanca Belgrado e vola alle Top 16

    Eurolega: Miracolo Olimpia Milano, sbanca Belgrado e vola alle Top 16

    Impresa doveva essere ed impresa è stata: l’Olimpia Milano con una prestazione memorabile sbanca Belgrado ed accede al secondo turno di Eurolega, le Top 16, cosa che solo 2 giornate fa sembrava impensabile. Ed invece la truppa di Scariolo si è ricompattata nel momento più difficile della stagione ed aiutata anche dai risultati favorevoli delle sfide che non la riguardavano direttamente è riuscita a mantenere sempre una piccola speranza accesa sulla qualificazione al turno successivo. Necessaria però sarebbe stata la vittoria in questo ultimo e decisivo turno, con la sfida sul parquet del Partizan, il Pionir, una delle Arene più “calde” d’Europa dove vincere è sempre un fatto straordinario. Ma per avere la meglio sui serbi non solo si doveva vincere, ma bisognava farlo con almeno 5 punti di scarto. Ed al termine del match, il +6 finale (72-66) è il giusto premio ad un gruppo di atleti che non ha mai mollato anche quando le cose sono sembrate andare per il verso sbagliato. Con la qualificazione dei biancorossi l’Italia compie l’en plein portando alle Top 16 3 squadre su 3.

    Malik Hairston, Emporio Armani Milano | © MUSTAFA OZER/AFP/Getty Images

    Sin dai primi secondi di gioco la gara è molto ostica, i padroni di casa tengono in pugno il risultato provando più volte l’allungo ma l’Emporio Armani è sempre a contatto. Episodio che potrebbe svoltare in negativo la partita della squadra italiana è la rimessa a 3 secondi dalla fine del primo tempo che Fotsis e Cook recapitano direttamente nelle mani di Milosavljevic che infila una tripla da quasi 9 metri per il 36-29 in favore dei padroni di casa.

    Il ritorno in campo è tremendo ed i serbi volano sul +11 (40-29), ma quando l’inerzia della partita sembra tutta in favore dei bianconeri Milano riemerge dalle fiamme dell’infermo e grazie ad un monumentale Hairston, ad alcune grandi giocate di Mancinelli e Cook ed al risveglio di Bourousis si riporta sotto, il tutto nato grazie ad un gioco da 4 punti firmato Drew Nicholas. Milano con un super parziale passa a condurre per 54-50 (31esimo) e si porta sul 59-54 a 6 minuti dalla fine. Un contro-parziale di 6-0 regala il nuovo vantaggio al Partizan (60-59 al 37esimo) ma è ancora Hairston a ribaltare la gara con 5 punti in fila ed un assist d’oro per Rocca (66-60). Poi si gioca ai tiri liberi, dove a tremare e sbagliare è Acie Law che per 2 volte consecutive fa 1/2 dalla lunetta e permette ai lombardi di mantenere il vantaggio che vuol dire qualificazione. L’ultimo sussulto arriva sulla tripla della disperazione di Andjusic, da 9 metri abbondanti sulla sirena finale, ma la palla va sul ferro. Milano mantiene i 6 punti di vantaggio e vola alle Top 16. Ottima garra di Macvan per il Partizan con 13 punti ed 11 rimbalzi, l’Olimpia risponde però con la sensazionale prova di Hairston da 18 punti e con un Cook da 17.

    Sconfitta indolore invece per la Bennet Cantù che perde in casa contro il Fenerbahce per 83-76: alla squadra di Andrea Trinchieri non bastano i 13 punti a testa di Leunen e Shermadini, per i turchi brilla Savas con 21 punti, 19 sono di Bogdanovic e Roko Ukic ne aggiunge 17.

    Nelle altre partite della serata vittoria esterna per il Real Madrid contro l’Efes a cui non bastano i 15 punti ed 11 rimbalzi di Dusko Savanovic. Per gli spagnoli 16 punti di Mirotic e 12 atesta per Llull, Singler e Carroll. Successo in trasferta anche per l’Olympiacos che si impone per 79-74 in Francia contro il Nancy: per i greci 20 punti di Antic, per il Nancy 18 punti di Shuler.

    Affermazione facile per il Maccabi che nel secondo tempo dilaga in Belgio contro lo Spirou (86-69): mattatore della serata Langford con 20 punti, i padroni di casa hanno invece 16 punti da Caleb Green.

    Infine il Bilbao si prende la qualificazione a discapito del Caja Laboral che da possibile rivelazione passa in una notte ad essere la vera delusione del torneo: nel 77-72 finale il protagonista è Marko Banic autore di 18 punti, per il Tau servono a poco i 15 punti di Milko Bjelica.

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    Risultati decima giornata Eurolega:

    Panathinaikos vs. Brose Baskets 71-66
    Unicaja vs CSKA Moscow 83-91
    Zalgiris Kaunas vs KK Zagreb 87-76
    FCB Regal vs GS Medical Park 79-50
    Asseco Prokom vs Montepaschi 53-79
    Union Olimpija vs Unics 63-76
    Anadolu Efes vs Real Madrid 66-75
    Gescrap BB vs Caja Laboral 77-72
    SLUC Nancy vs Olympiacos 74-79
    Bennet Cantù vs FB Ulker 76-83
    Partizan mt:s vs EA7 Armani 66-72
    Belgacom Spirou vs Maccabi Electra 86-69

    CLASSIFICHE:

    GROUP A
    Fenerbahce Ulker 6-4
    Olympiacos 6-4
    Bennet Cantù 5-5
    Bizkaia Bilbao 5-5
    Caja Laboral 5-5
    SLUC Nancy 3-7

    GROUP B
    CSKA Moscow 10-0
    Panathinaikos 7-3
    Unicaja 4-6
    Zalgiris Kaunas 4-6
    Brose Baskets 3-7
    KK Zagreb 2-8

    GROUP C
    Real Madrid 8-2
    Maccabi Electra 7-3
    Anadolu Efes 5-5
    Emporio Armani Milano 4-6
    Partizan mt:s 4-6
    Belgacom Spirou 2-8

    GROUP D
    FC Barcelona Regal 9-1
    Montepaschi Siena 8-2
    Unics 7-3
    Galatasaray 4-6
    Asseco Prokom 1-9
    Union Olimpija 1-9

    IN ROSSO LE QUALIFICATE ALLE TOP 16

  • NBA, analisi Southwest Division. Dallas cerca la riconferma

    NBA, analisi Southwest Division. Dallas cerca la riconferma

    L’analisi della stagione NBA 2011/2012 prosegue nella Western Conference, più precisamente partiamo dalla Southwest Division, raggruppamento dove sono inseriti i campioni in carica dei Dallas Mavericks. I texani avranno nei Memphis Grizzlies, squadra giovane, atletica e talentuosa, il principale avversario. San Antonio dovrebbe invece accusare una piccola flessione dato che gli uomini di punta sono ormai ultratrentenni. A spartirsi le briciole invece Houston Rockets e New Orleans Hornets che non sembrano apparentemente attrezzate per battagliare nei piani alti.

    Dirk Nowitzki | © DON EMMERT/AFP/Getty Images

    DALLAS MAVERICKS: E’ ovvio che Dallas riparta per la nuova stagione con la nomea di favorita. Tuttavia la perdita di Tyson Chandle, andato a New York, potrebbe pesare molto più di quanto si possa pensare: il lungo ex Hornets, Bulls e Bobcats era l’unico elemento del quintetto che poteva assicurare rimbalzi, difesa e tanto agonismo, i texani ne sentiranno la mancanza benchè siano arrivati come rinforzi l’ex All Star Vince Carter ed il tuttofare dei Lakers Lamar Odom, chissà per quale motivo svenduto dai gialloviola. A completare un roster di tutto rispetto il leader Dirk Nowitzki, sul quale potremmo sprecare fiumi di inchiostro, tale è la bravura di questo tedesco che ha trascinato la sua squadra al titolo lo scorso anno contro un team di fenomeni, il saggio Jason Kidd che dispenserà ancora assist in cabina di regia, il sesto uomo di lusso Jason Terry, terribile tiratore da 3 punti e l’atletico Shawn Marion. Da valutare il rendimento di Haywood in sostituzione di Chandler sotto canestro e l’inserimento di una ex promessa come Brandan Wright che a soli 24 anni ha passato più giorni in infermeria che sul campo da gioco. L’obiettivo dei Mavs è ripetersi, probabile che, in una Western Conference un pò indebolita negli ultimi anni dalle partenze di top player verso i team della Eastern, Nowitzki e compagni possano ambire ad una Finale bis contro gli Heat.

    ROSTER DALLAS MAVERICKS

    HOUSTON ROCKETS: La perdita più grave per i Rockets non sarà forse il ritiro del centro cinese Yao Ming, quanto l’aver lasciato andare via un tecnico preparato ed intelligente come Rick Adelman che negli ultimi 3 anni, pur avendo una squadra da lottery (per via di infortuni ai giocatori e lacune tecniche dell’organico) è riuscito a portare Houston ai playoff o quanto meno a sfiorarli, facendo rendere al massimo atleti che nella Lega non avrebbero nessun ruolo di rilievo. Le fortune dei Rockets passeranno per le mani della guardia Kevin Martin e per quelle dell’ala grande Luis Scola, poi tanti comprimari come Courtney Lee, Chase Budinger, il play sloveno Goran Dragic, Jonny Flinn, Jordan Hill, Kyle Lowry e Terrence Williams, alcuni di questi fatti rendere da Adelman al 1000%. Difficile che il nuovo head coach Kevin McHale possa ripetere le gesta del suo predecessore. Sarà interessante vedere all’opera Donatas Motiejunas, lungo ex Benetton Treviso, prima scelta dei Minnesota Timberwolves all’ultimo Draft ma acquistato immediatamente dai Rockets. Perso sul mercato Chuck Hayes, centro che ha sostituito Yao Ming abbastanza degnamente negli ultimi campionati pur essendo alto solo 196 centimetri (firmato dai Sacramento Kings ma si vocifera di un annullamento del contratto con i californiani per via di una anomalia fisica) potrebbe trovare spazio la seconda scelta assoluta più sbagliata della storia della NBA ovvero Hasheem Thabeet, atleta che ai tempi dell’Università veniva paragonato ad Hakeem Olajuwon (indimenticato centro dei Rockets con cui vinse 2 titoli). L’obiettivo per Houston sarebbero i playoff ma con il materiale a disposizione nel roster è molto più probabile una stagione da lottery.

    ROSTER HOUSTON ROCKETS

    MEMPHIS GRIZZLIES: Se il processo di crescita dei Grizzlies continuerà per il verso giusto, Dallas dovrà stare molto attenta perchè Memphis ha già dimostrato la sua forza negli scorsi playoff quando riuscì ad eliminare nel primo turno la squadra numero 1 della Western Conference, i San Antonio Spurs che avevano dominato la stagione assieme ai Chicago Bulls. Squadra giovane, completa, talentuosa, atletica e fisica, ai Grizzlies non manca nulla per essere la sorpresa della stagione. Conley guiderà ancora la squadra come playmaker, Mayo potrebbe riprendersi il posto di guardia perso nella parte finale del torneo 2010/2011, Gay sarà l’arma in più visto che per infortunio ha saltato la scorsa post season. E poi il punto forte di Memphis, una front line devastante per talento, forza e completezza con Zach Randolph e Marc Gasol. Perso Shane Battier, volato a Miami, la panca degli “Orsi” è comunque di livello con Tony Allen pronto a mordere le caviglie di qualsiasi avversario, Xavier Henry pronto a migliorare le sue performance e Sam Young in rampa di lancio. Peccato per l’infortunio del lungo Darrell Arthur che avrebbe dato minuti di riposo a Randolph e Gasol. Se tutto andrà per il verso giusto i Grizzlies hanno le Semifinali di Conference a portata di mano. E magari anche qualcosa in più…

    ROSTER MEMPHIS GRIZZLIES

    NEW ORLEANS HORNETS: Il team di Marco Belinelli è atteso da un anno di transizione dopo le gravi perdite dell’ala grande David West e del fenomeno Chris Paul, che non hanno gradito la gestione societaria in questi anni ed hanno optato per l’addio alla Louisiana. Sebbene gli Hornets abbiano ricavato dalla cessione del proprio play un pacchetto di giocatori interessanti (Gordon, Kaman ed Aminu) tuttavia c’è da dire che sono scoperti proprio nel ruolo di regista ed in quello di ala grande lasciato vuota da West. Jack dovrà cercare di fare del suo meglio per non far rimpiangere il suo illustre predecessore partito per Los Angeles sponda Clippers, Belinelli si troverà un concorrente in più nel ruolo di guardia visto l’arrivo del talentuoso Eric Gordon. Sotto canestro si divideranno i minuti Okafor e Kaman, mentre in ala piccola Ariza sarà il titolare con Aminu pronto a farlo rifiatare. Per ovviare alla partenza di West è stato invece rifirmato Carl Landry, onesto lavoratore ma che nulla ha a che fare con il talento del giocatore ex Xavier University. Coach Monty Williams è chiamato al miracolo di condurre questa squadra nuovamente ai playoff, ma non sarà facile. Più verosimilmente New Orleans dovrà accontentarsi di una scelta alta al prossimo Draft (oltre a quella che gli verrà da Minnesota, via Clippers, ottenuta nella trade Paul) per costruire una squadra importante per il futuro.

    ROSTER NEW ORLEANS HORNETS

    SAN ANTONIO SPURS: La stagione degli Spurs dipenderà molto dalle condizioni fisiche del duo Duncan (35 anni)-Ginobili (34): i 2 grandi vecchi di San Antonio sono ancora l’asse portante della squadra assieme al solito Tony Parker (anche lui ormai sulla trentina). Una squadra esperta dunque, che ha dominato la scorsa stagione ma che ha pagato a caro prezzo lo sforzo venendo poi sbattuta fuori dai Memphis Grizzlies, testa di serie numero 8, ed ultima qualificata alla post aseaon, nel primo turno dei playoff. Il pericolo per i texani è che tutto ciò possa ripetersi, magari disputando una grande regular season per poi pagare tutto a maggio quando ci saranno le partite che contano. Importante dunque sarà il contributo dei pochi giovani nel roster come Tiago Splitter, DaJuan Blair ed il rookie Kawhi Leonard di cui si dice un gran bene. Non dovrebbe essere difficile per i neroargento arrivare ai playoff, ma sarà importante vedere in che condizioni arriveranno all’appuntamento gli “anziani” della squadra.

    ROSTER SAN ANTONIO SPURS 

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  • NHL, Sharks e Blackhawks a valanga. Bene Flyers e Canucks

    NHL, Sharks e Blackhawks a valanga. Bene Flyers e Canucks

    6 le partite disputate nella notte NHL.

    Phoenix espugna il ghiaccio degli Hurricanes con il risultato di 4-3: Ray Whitney porta in vantaggio i Coyotes sfruttando la situazione di power play, il pareggio di Carolina è firmato da Tuomo Ruutu. Nel secondo periodo i padroni di casa prendono in mano il match e si portano sul 3-1 grazie ai goal di Andreas Nodl e Jiri Tlusty. Prima della fine del quarto Phoenix accorcia le distanze con Cal O’Reilly. L’ultima frazione di gioco è interamente appannaggio della franchigia dell’Arizona che prima pareggia i conti con Rostislav Klesla e poi assesta il colpo del KO agli avversari grazie alla marcatura di Lauri Korpikoski. Con questo successo Phoenix aggancia in testa alla Pacific Division Dallas e San Josè (vittoriosi nella notte contro Tampa Bay) a quota 39 punti mentre gli Hurricanes restano la peggiore squadra della Eastern Conference.

    Vancouver Canucks | © Jonathan Daniel/Getty Images

    Rotonda affermazione dei Chicago Blackhawks che si impongono per 5-1 nei confronti dei Montreal Canadiens: il primo vantaggio è proprio dei canadesi con Andrei Kostitsyn, abile a sfruttare il momento di superiorità numerica, poi però gli Habs non riescono a contenere il ritorno di Chicago che va ripetutamente a segno per ben 5 volte grazie ad Andrew Brunette, Patrick Sharp, Viktor Stalberg, Jonathan Toews e Bryan Bickell. 2o parate per il goalie degli ‘Hawks Corey Crawford, con la vittoria Chicago mantiene la testa della Lega con 48 punti conquistati fino a questo momento.

    Philadelphia sbanca Dallas con il punteggio di 4-1: il copione è lo stesso della gara descritta poc’anzi, con gli Stars che vanno vanti grazie alla rete di Michael Ryder ma che poi non riescono a contenere le offensive dei Flyers che segnano con Claude Giroux, Wayne Simmonds, Jaromir Jagr ed Andrej Meszaros. Con la vittoria in Texas Philadelphia si riprende la testa della Eastern Conference sopravanzando i Boston Bruins che però hanno ovviamente una gara in meno.

    Buon momento di forma per i Colorado Avalanche che hanno la meglio per 3-2 sugli ostici Saint Louis Blues. Doppio vantaggio di Colorado grazie alle marcature di Paul Stastny e Cody McLeod, gli ospiti reagiscono e trovano i goal della parità con David Backes e Chris Stewart. La rete che decide l’incontro è firmata da Jay McClement. La franchigia di Denver ringrazia il goalie Jean-Sebastien Giguere autore di ben 37 parate che soprattutto nell’ultimo quarto, salvano il risultato e mandano i Blues KO.

    Bene anche Vancouver che nel big match della serata batte i Detroit Red Wings per 4-2: Dopo 9 minuti del primo periodo i Canucks trovano le reti del 2-0 segnate ad appena 20 secondi di distanza l’una dall’altra (marcatori Chris Higgins e Cody Hodgson), la formazione del Michigan accorcia le distanze con Todd Bertuzzi ma poco dopo arriva il 3-1 firmato da Alexandre Burrows che ristabilisce le distanze. Detroit non si arrende e trova il 3-2 con Drew Miller ma a chiudere definitivamente i conti ci pensa Alexander Hedler con la rete del 4-2. La vittoria ottenuta permette ai canadesi di portarsi a quota 44 punti, ad una sola distanza da Minnesota (che però ha un partita in più giocata) leader della Northwest Division e permette di scavalcare proprio i Red Wings al terzo posto della Western Conference.

    Infine largo successo per 7-2 dei San Josè Sharks sui Tampa Bay Lightning: in california non c’è minimamente partita con gli “Squali” che si portano sul 5-0 già nel primo quarto di gioco con i goal di Benn Ferriero, Joe Pavelski, Andrew Desjardins e doppietta di Logan Couture. Di Dominic Moore la prima rete dei Bolts, Brent Burns fa 6-1 e Martin St.Louis segna la seconda rete degli ospiti. A sugellare la vittoria degli Sharks ci pensa Patrick Marleau con la marcatura del 7-2. San Josè arpiona il primo posto della Pacific Division in coabitazione con Dallas e Phoenix.

    RISULTATI NHL 21 dicembre 2011

    Carolina Hurricanes-Phoenix Coyotes 3-4
    Chicago Blackhawks-Montreal Canadiens 5-1
    Dallas Stars-Philadelphia Flyers 1-4
    Colorado Avalanche-Saint Louis Blues 3-2
    Vancouver Canucks-Detroit Red Wings 4-2
    San Josè Sharks-Tampa Bay Lightning 7-2