La NBA ha reso noto l’elenco dei giocatori preconvocati in vista delle Olimpiadi di Londra2012: al momento la lista comprende 20 elementi, nei prossimi mesi però questo numero sarà destinato a scendere fino ad arrivare ai 12 definitivi che avranno il compito di portare in alto la Nazionale degli Stati Uniti ai prossimi Giochi in terra inglese.
I nomi sono stati ufficializzati dal Presidente della Federazione basket statunitense JerryColangelo. L’allenatore sarà sempre MikeKrzyzewski (che alla guida degli U.S.A. ha già conquistato la medaglia d’oro alle Olimpiadi del 2008 ed il primo posto ai Mondiali del 2010) coadiuvato dagli assistenti Jim Boeheim, Mike D’Antoni e Nate McMillan (gli ultimi 2 rispettivamente allenatori di New York Knicks e Portland Trail Blazers).
Al momento le squadre più rappresentate con questi preconvocati sono i Los Angeles Clippers, che possono annoverare le convocazioni di Chris Paul, di Blake Griffin e di Chauncey Billups, ed i Miami Heat che contribuiscono con i soliti Big Three LeBronJames, DwyaneWade e ChrisBosh. In totale sono rappresentate 14 delle 30 squadre della Lega.
Le Olimpiadi prenderanno il via il 27 luglio e termineranno il 12 agosto e si disputeranno, come già detto, a Londra. Per la Nazionale di basket degli stati Uniti in bacheca ci sono già 13 ori. Tra i Big della NBA non manca nessuno e la scelta è comunque stata estremamente difficile visto l’alto livello di competitività del massimo campionato americano. Sotto la guida di coach Krzyzewski la Nazionale a stelle e strisce ha, fino ad ora, collezionato ben 48 vittorie ed una sola sconfitta.
Ovvio che saranno proprio loro, i grandi campioni della NBA, ad avere lo status di favoriti ma in un torneo che si disputerà in così poco tempo le insidie non mancheranno e probabilmente la prima squadra antagonista sarà la Spagna di SergioScariolo che può vantare atleti di fama internazionale dei quali quasi tutti militano proprio nella Lega americana.
Questo l’elenco completo dei preconvocati:
LaMarcus Aldridge (Portland Trail Blazers); Carmelo Anthony (New York Knicks); Chauncey Billups (Los Angeles Clippers); Chris Bosh (Miami Heat); Kobe Bryant (Los Angeles Lakers); Tyson Chandler (New York Knicks); Kevin Durant (Oklahoma City Thunder); Rudy Gay (Memphis Grizzlies); Eric Gordon (New Orleans Hornets); Blake Griffin (Los Angeles Clippers); Dwight Howard (Orlando Magic); Andre Iguodala (Philadelphia 76ers); LeBron James (Miami Heat); Kevin Love(Minnesota Timberwolves); Lamar Odom (Dallas Mavericks); Chris Paul (Los Angeles Clippers); Derrick Rose (Chicago Bulls); Dwyane Wade (Miami Heat);Russell Westbrook (Oklahoma City Thunder); and Deron Williams (New Jersey Nets).
Nel Martin Luther King Day ben 11 le partite disputate in NBA che sono state diluite nell’intera giornata: Derek Fisher batte Dallas con un gran tiro da 3 a pochi secondi dalla fine del match, Chicago senza il suo leader Derrick Rose cade a Memphis. Pioggia di triple nel canestro di New York ed i Magic espugnano il Madison Square Garden. I Thunder vanno a vincere a Boston con autorità.
New York deve inchinarsi alla straordinaria vena realizzativa da oltre l’arco degli Orlando Magic che infilano ben 17 tiri da 3 sui 35 totali. Anderson aggiorna il suo career high a quota 30 punti (7/13 dalla lunga distanza), Turkoglu ne aggiunge 15 (4/7 da 3) e Redick arriva a 21 (3/6 dal perimetro). Ben contenuto Howard (solo 8 punti) ai Knicks non è comunque bastato Carmelo Anthony autore di 33 punti.
Senza Derrick Rose Memphis ha vita facile contro Chicago che privata del suo leader diventa una squadra nella norma. Gay piazza 24 punti e Conley 20, ben coadiuvati dal reparto lunghi con le doppie doppie di Gasol (19 punti e 10 rimbalzi) e Speights (16 punti e 12 rimbalzi). Per i Bulls 20 punti di Luol Deng.
Philadelphia continua a comandare l’Atlantic Division grazie al successo contro Milwaukee: 24 punti di Holiday e 21 di Iguodala spezzano la resistenza di Bogut (20 punti, 11 rimbalzi) e compagni.
John Wall (career high con 38 punti) fa faticare più del necessario gli HoustonRockets che però alla fine si prendono la vittoria e ringraziano 4 uomini in doppia cifra con Martin che arriva a quota 25, Dalembert a 20, Scola a 18 e Lowry a 16.
Continua il buon momento di Kyrie Irving che guida al successo i suoi Cavaliers sul parquet di Charlotte: la prima scelta assoluta dell’ultimo Draft segna 25 punti e per i padroni di casa non c’è nulla da fare nonostante le buone prove di Augustin (24 punti) ed Henderson (17). Ad aiutare Irving ci sono i 20 punti di Jamison ed i 14 testa della coppia Varejao-Casspi.
Belinelli segna solo 2 punti (1/8 dal campo) ed il suo score è insufficiente per avere la meglio su Portland: New Orleans si affida all’ex di turno Jarrett Jack (per lui 21 punti) ma i Blazers riescono a prevalere grazie ad un grande Aldridge (22 punti) ed al sostanzioso apporto di Batum (19 punti alla fine).
Tutto facile per i Clippers che guidano l’incontro con i Nets dall’inizio alla fine nonostante l’assenza del playmaker Chris Paul. Tutto il quintetto losangelino raggiunge la doppia cifra in punti segnati con Griffin che si arrampica fino a quota 23 (con 14 rimbalzi) e Butler e Billups che ne aggiungono 20 a testa. New Jersey si consola con il solito Brooks (19 punti) e paga la serata non proprio felice di Deron Williams che chiude con 14 punti ma con 14 tiri presi.
Senza Andrea Bargnani si fa dura per i Raptors che si inchinano agli Hawks di Josh Smith (28 punti e 15 rimbalzi) e Joe Johnson (27 punti).Per i canadesi inutili i 22 punti di Barbosa.
Prova di forza edi autorità per i Thunder che si confermano la migliore squadra in NBA andando a vincere a Boston: 28 punti di Durant e 26 di Westbrook (letali 2 sue triple nel finale di gara) guidano la franchigia dell’Oklahoma. Pierce piazza 24 punti per i Celtics ma non è assistito al meglio dai compagni di squadra.
La crescita dei Timberwolves è costante e sotto la guida di Rubio (altra tripla doppia sfiorata con 9 punti, 8 assist ed 8 rimbalzi) Minnesota si regala il successo contro i Kings. Solita doppia doppia per Kevin Love da 33 punti ed 11 rimbalzi (primo giocatore dai tempi di Hakeem Olajuwon ad aprire la stagione con 13 doppie doppie consecutive)mentre per Sacramento ci sono 12 punti ciascuno per Thornton, Thompson e Garcia.
Una tripla ad alto coefficiente di difficoltà di Derek Fisher (13 punti) abbatte i Dallas Mavericks nel finale di gara e dà una piccola vendetta ai Lakers sui texani che lo scorso campionato li eliminarono dalla post season. In un match dalle basse percentuali e dal basso punteggio c’è da segnalare la doppia doppia di Bynum da 17 punti e 15 rimbalzi mentre Bryant si prende una giornata di riposo segnando solo 14 punti in 22 tentativi. I Mavericks hanno in Nowitzki (21 punti) ed Odom (10 punti per l’ex di turno, applauditissimo dall’intero Staple Center) i migliori marcatori.
Risultati NBA 16 gennaio 2012
New York Knicks-Orlando Magic 93-102 N.Y.: Anthony 33, Douglas 12, Shumpert 12 Orl: Anderson 30, Redick 21, Turkoglu 15
Pittsburgh travolge i Tampa Bay Lightning (punteggio finale di 6-3) guidata dalla tripletta di uno scatenato Evgeni Malkin: James Neil e Richard Park portano in vantaggio i Penguins nel primo quarto. Ancora Neal segna il 3-0 ma improvvisamente arriva la reazione dei Bolts che in 4 minuti nel corso del terzo periodo raggiungono la parità grazie ai goal di Matt Gilroy, di Ryan Malone e di Teddy Purcell. Ottenuto il pareggio la furia dei Lightning si esaurisce ma esplode quella del fenomeno russo Malkin che in pochi minuti realizza 3 reti una dietro l’altra e permette alla sua squadra di ottenere la vittoria. La performance del centro di Pittsburgh non si ferma solo alle reti perchè nel complessivo si devono aggiungere anche 2 assist vincenti, entrambi per il compagno Neal. Ai padroni di casa non basta la buona prova del goalie Mathieu Garon che riesce a parare 38 tiri sui 43 totali diretti verso i suoi pali. Con questo successo Pittsburgh si rimette in corsa per i playoff raggiungendo l’ultimo posto disponibile, l’ottavo nella Eastern Conference, a quota 50 punti.
Vince anche Washington (2-1 su Carolina) che si riprende la vetta della Southeast Division dopo averla lasciata per molto tempo nelle mani dei Florida Panthers (le 2 squadre ora sono appaiate con 50 punti conquistati in 43 partite giocate). I Capitals passano a condurre l’incontro nel secondo periodo con Alexander Semin ma a 15 secondi dalla fine del quarto arriva la beffa degli Hurricanes firmata da Jussi Jokinen. Il goal decisivo è di Dmitry Orlov nel corso dell’ultima frazione di gioco. Stratosferico il portiere capitolino Tomas Vokoun autore di ben 43 parate su 44 tiri.
Cadono invece i New York Rangers, che vengono battuti nettamente a Montreal per 4-1: Max Pacioretty segna l’1-0 per gli Habs ma New York impatta grazie a John Mitchell. I Canadiens però diventano inarrestabili ed infilano 3 reti consecutive nel secondo periodo con Mike Blunden, David Desharnais ed ancora Pacioretty chiudendo in pratica il match. Grande prova per Pacioretty che oltre alla doppietta aggiunge un assist, buono l’apporto anche di Erik Cole che regala 3 assist ai compagni.
Chicago supera San Josè in una gara molto intensa terminata 4-3: in chiusura di primo periodo arriva il doppio vantaggio dei Blackhawks con Dave Bolland e Viktor Stalberg, ma in apertura di seconda frazione arriva il pareggio degli Sharks grazie alle reti di Joe Pavelski e Jamie McGinn. Jonathan Toews ed Andrew Shaw portano di nuovo a 2 goal di vantaggio Chicago, inutile nel finale la marcatura di Tommy Wingels che fissa il punteggio sul definitivo 4-3. Agli ospiti non bastano neanche le 36 parate del goalie Antti Niemi.
Tornano al successo gli Edmonton Oilers che superano i Los Angeles Kings per 2-1 in overtime: canadesi in vantaggio con Josh Green, l’1-1 è siglato nell’ultimo quarto da Justin Williams. A decidere tutto è la rete di Taylor Hall dopo 3 minuti di gioco del supplementare. Per i californiani da segnalare le 31 parate dell’estremo difensore Jonathan Quick.
Infine Anaheim sbanca a sorpresa Vancouver per 4-2: i Ducks passano in vantaggio grazie alla marcatura di Nick Bonino, ma i canadesi pareggiano 4 minuti dopo con Cody Hodgson bravo a sfruttare la situazione di superiorità numerica derivante da power play. Anaheim però non si scompone e nel secondo quarto piazza un uno-due terribile che porta le firme di Bobby Ryan e Jason Blake. Ed è ancora lo scatenato Blake, nell’ultimo quarto a piazzare la quarta rete dei Ducks, quella della sicurezza, grazie alla superiorità numerica sul ghiaccio. Inutile infatti la rete a 3 minuti dal termine del match segnata da Mason Raymond per i Canucks. Blake oltre alla doppietta scrive a referto anche un assist, mentre sono 21 le parate del goalie californiano Jonas Hiller.
RISULTATI NHL 15 gennaio 2012
Tampa Bay Lightning-Pittsburgh Penguins 3-6 Washington Capitals-Carolina Hurricanes 2-1 Montreal Canadiens-New York Rangers 4-1 Chicago Blackhawks-San Josè Sharks 4-3 Edmonton Oilers-Los Angeles Kings 2-1 (overtime) Vancouver Canucks-Anaheim Ducks 2-4
Non sono mancate le emozioni anche nella seconda giornata del DivisionalRound dei playoffNFL: incredibile impresa dei New York Giants che sbancano il Lambeau Field di GreenBay e mandano a casa i campioni in carica dei Packers (37-20 il punteggio) mettendo in mostra una super difesa ed un attacco atomico che non lascia scampo ai gialloverdi del Wisconsin. Difesa protagonista anche per i BaltimoreRavens che limitano al massimo i rischi contro gli HoustonTexans e si qualificano per la Finale di Conference dove ad attenderli ci saranno i New England Patriots.
BALTIMORE RAVENS-HOUSTON TEXANS: Il compito era proibitivo per i texani che privi del quarterback titolare Matt Schaub avevano poche armi offensive per impensierire la solida difesa dei Ravens, una delle migliori dell’intera NFL. E così è stato, Houston ha provato con tutte le sue forze a vincere l’incontro ma alla fine si è dovuta arrendere per 20-13. Texans in vantaggio in avvio grazie ad un field goal del kicker Neil Rackers che porta i suoi compagni sul 3-0. Poi si alza l’intensità difensiva dei padroni casa che infilano 17 punti consecutivi grazie ai 2 touchdown di Wilson e Boldin ed al field goal del kicker Cundiff. Sul punteggio di 17-3 sembra tutto facile per Baltimore ma la difesa ospite prende le misure agli avversari e per il resto della partita concede poco e nulla. Prima della fine del primo tempo arrivano 10 punti per Houston con il solito calcio piazzato di Rackers ed il touchdown di un monumentale Arian Foster. Secondo tempo molto tattico, gli unici a segnare sono i Ravens che si portano sul 20-13 grazie a Cundiff, poi assalto finale texano che si infrange ripetutamente sulla difesa neroviola con il quarterback Yates che viene intercettato ripetutamente.da Webb e da Reed che prendendo il lancio dell’avversario chiude in pratica i giochi ad un minuto e 50 secondi dal termine. Yates paga a caro prezzo i 3 intercetti mentre non basta un super Arian Foster che corre per 132 yard ed 1 touchdown (altre 22 yard sono di ricezione) diventando il primo giocatore non draftato a correre per più di 100 yard in un singolo match di playoff. Per Baltimore ora difficile trasferta a Boston sul campo dei Patriots ma con una difesa così sognare è lecito.
GREEN BAY PACKERS-NEW YORK GIANTS: L’impresa di questo turno playoff è dei New York Giants che sbancano il campo dei campioni in carica e li eliminano dalla post season. Difesa praticamente perfetta e la regia del quarterback Eli Manning straordinaria per gli ospiti apparsi molto più in forma rispetto ai rivali. Giants avanti con il kicker Tynes (3-0) pareggia subito il collega Crosby ma a spezzare l’equilibrio ci pensa Hakeem Nicks con un touchdown da 66 yard (10-3). Green Bay si porta sul 10-10 grazie a Kuhn ma da questo momento in poi gli ospiti segnano 10 punti di fila (ancora con Tynes e Nicks), prendono il comando del punteggio e della partita e non si voltano più indietro. Bellissimo proprio il touchdown di Nicks in chiusura di primo tempo con un lancio “dell’Ave Maria”di Manning con il wide receiver che sbuca tra tutte le mani avversarie e prende l’ovale. E’ la giocata dell’incontro: dopo una timida reazione dei Packers con Crosby (20-13) nel quarto periodo New York è travolgente e si porta a distanza di sicurezza con il piazzato di Tynes e la marcatura di Manningham (30-13). I gialloverdi accorciano ancora (30-20 con Driver) ma ormai i Giants hanno il controllo della situazione e con Jacobs chiudono il match e la stagione dei campioni del Mondo. Straordinaria la regia di Manning che lancia per 330 yard con 3 passaggi da touchdown, sempre sicuro sul da farsi. Eccezionale Hakeem Nicks con 165 yard di ricezione e 2 touchdown, ma ancora meglio fa la difesa che limta l’attacco dei Packers con un’aggressività clamorosa sackando il quarterback Rodgers per ben 4 volte e provocando ben 3 fumble con recupero del pallone. Rodgers chiude la sua stagione cercando di evitare la sconfitta ma le sue corse non bastano (66 yard) nè servono i suoi lanci (264 yard), alcuni droppati in modo indecente dai suoi ricevitori. New York ora andrà a San Francisco per giocarsi il Championship e con una squadra così in forma i Niners avranno di che preoccuparsi.
HIGHLIGHTS GREEN BAY PACKERS-NEW YORK GIANTS 20-37:
Solo 3 le partite disputate nella notte NBA per lasciare spazio al Divisional Round della NFL: cade Gallinari che nonostante i 18 punti segnati viene battuto in casa con i suoi Nuggets dagli Utah Jazz. I Warriors vincono a Detroit mentre nell’ultimo match in programma gli Spurs guidati da un grande Tim Duncan si impongono sui Suns.
Partita sostanzialmente equilibrata quella tra Utah Jazz e Denver Nuggets ma alla fine hanno la meglio gli ospiti che si impongono per 106-96. La squadra di Salt Lake City piazza il break decisivo nell’ultimo quarto di gioco (a 4 minuti dal termine il vantaggio è di 95-83) ed i padroni di casa non riescono più a ricucire lo strappo. 5 uomini in doppia cifra tra le fila dei Jazz, devstante la coppia di lunghi Jefferson-Millsap: il primo piazza una doppia doppia da 18 punti e 12 rimbalzi, mentre il compagno fa ancora meglio infilando 26 punti a cui aggiunge 12 rimbalzi, decidendo il match con il parziale decisivo. Bene anche Gordon Hayward autore di 19 punti e la coppia di playmaker Devin Harris-Alec Burks con 10 punti per entrambi. Per Denver il top scorer è proprio Danilo Gallinari che riesce ad arrivare fino a 18 punti, lo stesso score del compagno Nenè. 16 punti per Afflalo, 13 per Lawson e 10 per Harrington ma alla fine la franchigia del Colorado deve arrendersi. Da segnalare l’infortunio accorso a Rudy Fernandez che ha inciso molto per la squadra allenata da coach George Karl visto che lo spagnolo era in un ottimo momento di forma. Utah continua a sorprendere e si lancia all’inseguimento dei Thunder per il primo posto della Northwest Division. Denver invece resta ancorata nelle retrovie e dovrà trovare più continuità di risultati per risalire la china e stabilirsi tra i top team della NBA.
Golden State va a vincere a Detroit con il punteggio di 99-91: è la prima vittoria in trasferta per la squadra di Oakland che dopo aver perso a Charlotte rialza subito la testa. Per i californiani ci sono 24 punti di un solido David Lee ai quali si aggiungono i 22 di Monta Ellis. Doppia doppia importante per Dorell Wright autore di 11 punti ed altrettanti rimbalzi, in doppia cifra nei punti segnati chiudono anche Brandon Rush (12), Nate Robinson ed Ekpe Udoh (10 punti a testa). I padroni di casa provano a restare in partita grazie al solito Greg Monroe che alla fine mette assieme 25 punti con 8 rimbalzi ma i Pistons quest’anno sono davvero poca roba. In evidenza il vecchio Tayshaun Prince (20 punti), per Ben Gordon 15 punti mentre Rodney Stuckey chiude a quota 14. Golden State supera Sacramento nella Pacific Division lasciando l’ultimo posto nel raggruppamento, ma la strada verso i playoff sarà lunga e difficile, per i padroni di casa invece nulla da dire: al momento Detroit è una delle 3 peggiori squadre dell’intera Lega e per il futuro non si prospetta nulla di buono.
Nell’ultima partita della notte i San Antonio Spurs superano abbastanza facilmente i Phoenix Suns ai quali non bastano i recuperi degli infortunati Grant Hill e Steve Nash. Prestazione super per il leader texano Tim Duncan che piazza una sontuosa doppia doppia da 24 punti ed 11 rimbalzi, 17 sono di Tony Parker mentre Blair ne aggiunge 14. Continua il buon momento del rookie Leonard che arriva a segnare 12 punti ai quali si devono sommare 8 rimbalzi. Phoenix, alla quarta sconfitta consecutiva, si aggrappa alle prodezze del suo centro Marcin Gortat ma i suoi 24 punti con 15 rimbalzi non sono sufficienti per strappare un risultato positivo. 20 punti e 10 assist per il rientrante Steve Nash, 14 per il rookie Morris. I Suns sono al quarto stop di fila e la situazione ora si fa veramente critica. San Antonio mantiene la leadership divisionale e resta imbattuta sul parquet amico.
Risultati NBA 15 gennaio 2012
Detroit Pistons-Golden State Warriors 91-99 Det: Monroe 25, Prince 20, Gordon 15 G.S.: Lee 24, Ellis 22, Rush 12
Denver Nuggets-Utah Jazz 96-106 Den: Gallinari 18, Nenè 18, Afflalo 16 Uta: Millsap 26, Hayward 19, Jefferson 18
San Antonio Spurs-Phoenix Suns 102-91 S.A.: Duncan 24, Parker 17, Blair 14 Pho: Gortat 24, Nash 20, Morris 14
L’ultima giornata del girone d’andata del campionato italiano di Serie A di basket regala il titolo di campione d’Inverno alla Montepaschi Siena che supera Montegranaro ed approfitta dell’ennesima sconfitta dell’Olimpia Milano (KO a Biella) per portare il suo vantaggio in classifica a 4 punti. Il match clou di giornata (anticipo del sabato) va a Cantù che batte Bologna con una gran rimonta e si porta al secondo posto in classifica assieme proprio agli emiliani ed ai lombardi a quota 20 punti. Bene anche la Scavolini, che ha la meglio sul fanalino di coda Casale Monferrato e raggiunge il terzetto già citato al secondo posto in graduatoria.
Partiamo dall’Emporio Armani: per un quarto di gioco, il primo, i biancorossi sembrano un’armata inarrestabile chiudendo sul 17-33 il periodo iniziale. Poi improvvisamente si rompe qualcosa e Biella ne approfitta per recuperare tutto lo svantaggio ed alla fine esce trionfante dall’incontro. 6 uomini in doppia cifra per i Piemontesi, il top scorer è Soragna con 17 punti. Non bastano a Milano i 23 punti di Fotsis.
Approfitta al massimo dello scivolone milanese la Montepaschi Siena che non senza qualche difficoltà riesce a prevalere su Montegranaro. Decisivo il duo McCalebb (17 punti) Andersen (24 punti) con un Thornton in gran forma autore di 22 punti. Per gli ospiti 14 punti a testa di Kirksay ed Ivanov e 13 per Karl e McNeal.
Nell’anticipo del sabato brilla Cantù che dopo una prima parte di gara non proprio eccezionale (Bologna arriva anche sui 15 punti di vantaggio) riesce comunque a ricucire tutto il gap ed a portare a casa la vittoria che assicura ai biancoblu la seconda posizione in classifica. Protagonista assoluto Maarty Leunen, letale da ogni posizione con canestri veramente di pregevole fattura (per lui alla fine ci sono 17 punti). Per la Virtus si mette in evidenza Douglas-Roberts con 15 punti, stesso score per Gigli e Koponen ne aggiunge 14 ma alla fine non sono sufficienti per prevalere.
Vince anche la Benetton Treviso che si impone per 68-62 su Cremona. De Nicolao e Viggiano piazzano 14 punti a testa mentre per gli ospiti ci sono i 17 punti di Lighty.
Successo importantissimo per Sassari che vince nettamente contro Caserta e grazie alla contemporanea sconfitta di Varese si porta all’ottavo posto in classifica, posizione che garantisce agli isolani la disputa della Final 8 di Coppa Italia a metà febbraio dove sarà accoppiata alla Monetpaschi Siena.
Bene anche Pesaro che si porta al secondo posto in classifica a quota 20 punti raggiungendo il terzetto Milano-Cantù-Bologna. Casale Monferrato, che chiude il girone d’andata all’ultimo posto in classifica, cede per 79-72 e non servono a molto i 22 punti di Temple. Per i marchigiani è super la coppia Hickman (22 punti) White (21 per lui) che batte la strenua resistenza dei piemontesi.
Come già detto cade Varese, a Teramo, e la squadra di coach Recalcati vede sfumare il sogno di partecipare alla Coppa Italia. A condannare i lombardi sono i 19 punti di Borisov mentre è splendida la prova di Kangur per la Cimberio (26 punti) ma alla fine la sua squadra non riesce a portare a casa la vittoria.
Avellino si rimette in corsa e batte la sorpresa Venezia travolgendo gli avversari 84-63: 22 punti di Golemac e 18 a testa per Johnson e Dean. I Veneti hanno in Young (20 punti) il top scorer di giornata.
Per quanto riguarda invece la Coppa Italia queste sono le squadre ufficialmente qualificate: 1 MONTEPASCHI SIENA, 2 SCAVOLINI SIVIGLIA PESARO, 3 BENNET CANTU’, 4 EA7 EMPORIO ARMANI MILANO, 5 CANADIAN SOLAR BOLOGNA, 6 SIDIGAS AVELLINO, 7 UMANA VENEZIA, 8 BANCO DI SARDEGNA SASSARI.
Siena giocherà contro Sassari, Pesaro se la vedrà invece con l’Umana Venezia, Cantù avrà come avversario la Sidigas Avellino ed infine sarà esaltante vedere la gara tra Milano e Virtus Bologna, il match sicuramente più equilibrato tra tutti quelli in programma. La Final 8 andrà in scena dal 16 al 19 febbraio a Torino.
RISULTATI SERIE A DICIASSETTESIMA GIORNATA (riposo per Roma):
Bennet Cantù vs Canadian Solar Bologna 78-72 Benetton Treviso vs Vanoli Braga Cremona 68-62 Scavolini Siviglia Pesaro vs Novipiù Casale Monferrato 79-72 Banca Tercas Teramo vs Cimberio Varese 81-75 Montepaschi Siena vs Fabi Shoes Montegranaro 96-84 Banco di Sardegna Sassari vs Otto Caserta 74-56 Angelico Biella vs EA7 Emporio Armani Milano 84-76 Sidigas Avellino vs Umana Venezia 84-63
CLASSIFICA
1. Montepaschi SI 24
2. EA7 Emporio Armani MI 20
3. Canadian Solar BO 20
4. Bennet Cantù 20
5. Scavolini Siviglia PS 20
6. Umana VE 18
7. Sidigas AV 18
8. Banco di Sardegna SS 16
9. Cimberio VA 16
10. Angelico BI 16
11. Virtus Roma 14
12. Pepsi CE 14
13. Benetton TV 14
14. Fabi Shoes MGR 12
15. Banca Tercas TE 12
16. Vanoli Braga CR 10
17. Novipiù Casale Monferrato 8
Per le squadre rimaste fuori dai playoff NFL è tempo di bilanci. Molte squadre provano a dare fiducia al coaching staff in vista della nuova stagione, altre invece optano per cambiamenti più o meno radicali per cercare di dare una decisa inversione di tendenza.
I Saint Louis Rams hanno ufficializzato l’accordo con il tecnico Jeff Fisher che siederà nella prossima stagione sulla sideline degli “Arieti”. Per lui un contratto a 7 milioni di dollari circa a stagione. Su Fisher c’erano le mire anche dei Miami Dolphins (che ad onor del vero sembravano in vantaggio) ma a convincere l’ex coach dei Tennessee Titans è stato il contratto proposto dai Rams (che avevano una disponibilità economica notevole) e la possibilità di una scelta molto alta al primo giro del prossimo Draft (Saint Louis sceglierà per seconda dietro solo agli Indianapolis Colts). Il progetto tecnico della franchigia del Missouri ha conquistato Fisher che potrà contare anche su un quarterback giovane e di talento come Sam Bradford, probabilmente uno dei top player nel prossimo futuro. Fisher, che ha un curriculum notevole con 17 anni passati sulla panchina dei Titans prima di essere esonerato nella passata stagione, ha un record di tutto rispetto in regular season con 142 vittorie conquistate finora a fronte di 120 sconfitte e 5 partite vinte nei playoff contro 6 KO. Inoltre nel 1999 guidò Tennessee al Super Bowl, perso però poi proprio contro i Rams che erano guidati in campo dal quarterback Kurt Warner.
Cambiamenti anche sulla sideline degli Oakland Raiders dove dal prossimo anno non ci sarà più l’head coach Hue Jackson, fatto fuori dal nuovo General Manager della franchigia californiana, Reggie McKenzie, voluto fortemente dalla proprietà che lo ha strappato ai GreenBayPackers dove ricopriva l’incarico di Direttore Operativo (a lui si deve la costruzione dell’attuale squadra campione del Mondo in carica). McKenzie, che ha giocato per i Raiders (quando erano a Los Angeles) dal 1985 al 1988, nei prossimi giorni dovrebbe svelare il nome del nuovo allenatore e poi dedicarsi alla ricostruzione del team tramite Draft e free agency.
Detroit batte Chicago per 3-2 in overtime: Red Wings sul 2-0 quasi immediatamente con le reti di Holmstrom (in power play) e Bertuzzi. La replica dei Blackhawks è affidata a Shaw e Toews che pareggia a meno di un minuto dalla fine del match. A decidere la sfida è ancora Bertuzzi con il goal nel supplementare a 40 secondi dal termine. Non bastano a Chicago le 40 parate del goalie Crawford.
Colorado sbanca Dallas per 2-1: Jones manda avanti gli Avalanche, Fiddler impatta la gara ma Stastny in superiorità numerica regala il successo agli ospiti.
I Devils superano in trasferta Winnipeg per 2-1 grazie alle marcature di Foster ed Elias nel terzo quarto. Inutile il provvisorio 1-0 di Ladd nel primo periodo.
Secco 3-0 dei New York Rangers a Toronto: le reti degli ospiti portano la firma di Rupp, di Boyle e di Stepan. 20 parate su 20 tiri diretti verso i suoi pali per il portiere newyorchese Martin Byron che si prende il suo secondo shutout stagionale. I Rangers ora guidano ufficialmente la classifica della Lega con 60 punti conquistati in 42 partite.
Successo di rigore per gli Ottawa Senators nel derby canadese contro Montreal: succede tutto nel terzo periodo di gioco con i Canadiens che si portano avanti con Plekanec, ma gli ospiti prima pareggiano con Turris e poi passano a condurre con la rete in power play di Spezza. A 40 secondi dalla fine del match arriva il 2-2 di Pacioretty ma è sempre lui agli shootout a condannare la sua squadra facendosi parare la conclusione dal goalie dei Senators Anderson (per lui 33 parate complessive nel match). Al rigore successivo infatti Daniel Alfredsson non sbaglia e porta Ottawa in paradiso.
Sorride anche l’altra metà di New York con gli Islanders che battono per 4-2 i Buffalo Sabres: Primi 2 quarti equilibrati con le reti di Moulson e Okposo per New York e di Kaleta e Roy per gli ospiti. Nell’ultima frazione però fa la differenza Grabner che infila una doppietta. Non bastano le 36 parate del portiere dei Sabres Enroth, il collega-rivale Nabokov invece ottiene la 300esima vittoria nella Lega.
Vittoria a sorpresa dei Carolina Hurricanes (che così abbandonano l’ultimo posto della Eastern Conference dove ora si trovano i Lightning) sui campioni in carica dei Boston Bruins: Vantaggio dei gialloneri con Bergeron, Carolina impatta con Dwyer. Ospiti nuovamente avanti grazie a Lucic, poi si scatenano gli Hurricanes che vanno a segno per 3 volte con Faulk, Harrison e Staal. Grande protagonista il goalie dei padroni di casa Ward con ben 33 parate totali.
San Josè passa a Columbus per 2-1: di Clowe e Marleau le reti degli Sharks, serve a poco il provvisorio pari segnato da Rick Nash.
I Blues battono i Wild per 3-2 agli shootout e si prendono la leadership della Central Division approfittando dello scontro diretto tra Detroit e Chicago. McIntyre fa 1-0 per i Minnesota, Saint Louis ribalta il risultato con Perron e Pietrangelo. E’ Spurgeon a riportare la situazione in parità, poi si va ai rigori dove segna solo Shattenkirk che regala la “W” ai suoi compagni. Incredibile ma inutile performance per il goalie dei Wild Josh Harding che para ben 47 tiri sui 49 totali.
Cade Philadelphia sul ghiaccio dei Predators che trionfano grazie alle reti di Erat, Kostitsyn, Spaling e Fisher. I goal dei Flyers portano la firma di Couturier e di Simmonds. 36 salvataggi per il portiere di Nashville Pekka Rinne.
Infine netta affermazione per 4-1 dei Los Angeles Kings contro i Calgary Flames in Canada. Californiani subito sul 3-0 per opera delle marcature di Richards, Greene e Kopitar. Accorcia le distanze Michael Cammalleri, ritornato a Calgary da Montreal, ma a spegnere ogni velleità di rimonta ci pensa Brown. 29 parate per il portiere Quick.
RISULTATI NHL 14 gennaio 2012
Detroit Red Wings-Chicago Blackhawks 3-2 (overtime) Dallas Stars-Colorado Avalanche 1-2 Winnipeg Jets-New Jersey Devils 1-2 Toronto Maple Leafs-New York Rangers 0-3 Montreal Canadiens-Ottawa Senators 2-3 (shootout) New York Islanders-Buffalo Sabres 4-2 Carolina Hurricanes-Boston Bruins 4-2 Columbus Blue Jackets-San Josè Sharks 1-2 Saint Louis Blues-Minnesota wild 3-2 (Shootout) Nashville predators-Philadelphia Flyers 4-2 Calgary Flames-Los Angeles kings 1-4
2 partite completamente opposte quelle disputate nella notte NFL e valide per la prima giornata del DivisionalRound: A San Francisco spettacolo ed emozioni fino all’ultimo secondo in una gara pazzesca che si è infiammata negli ultimi 4 minuti di gioco e che dopo aver vissuto tanti ribaltoni ha visto prevalere i padroni di casa dei Niners che hanno avuto la meglio sui Saints. Gara senza storia invece a Boston dove i padroni di casa dei Patriots del quarterback Tom Brady hanno demolito i rivali dei DenverBroncos guidati da Tim Tebow. Brady ha ridicolizzato il collega entrando nella storia della NFL con ben 6 touchdown lanciati nell’incontro, nessuno ha mai fatto meglio di lui in una singola partita.
SAN FRANCISCO 49ers-NEW ORLEANS SAINTS: Le emozioni maggiori della notte le ha riservate la sfida del CandlestickPark, stracolmo per l’occasione. I San Francisco 49ers hanno battuto i New Orleans Saints, in un incontro memorabile, per 36-32. Partono forte i padroni di casa che grazie ad una difesa aggressiva provocano ben 5 palle perse nel solo primo tempo mettendo in seria difficoltà il collaudatissimo e pericoloso attacco degli ospiti guidato da Brees (per lui anche 2 intercetti). Proprio le giocate difensive sono fondamentali per mettere a segno 14 punti nel primo quarto per San Francisco (touchdown di Vernon Davis e Crabtree). I Niners allungano nel secondo quarto con il field goal del kicker Akers per il provvisorio 17-0. I Saints, con le spalle al muro, iniziano a macinare gioco e già sul finire del primo tempo arrivano sul 17-14 grazie alle marcature di Graham e Colston. Terzo quarto molto tattico con le difese che prevalgono sugli attacchi, segna solo Akers su calcio piazzato (20-14). Il reparto arretrato dei 49ers è scatenato e riesce a mantenere il vantaggio (23-17 per via di un field goal per parte dei kicker Kasay per gli ospiti e del solito Akers per i padroni di casa) fino a 4 minuti dalla fine quando l’intensità difensiva crolla clamorosamente per via dell’enorme sforzo nei minuti precedenti e lascia spazio alla furia dell’ attacco, fino a quel momento non proprio brillante: Brees porta avanti la sua squadra (24-23) trovando Sproles in campo aperto a 4 minuti dal termine, la reazione dei Niners è affidata al quarterback Alex Smith che segna personalmente i punti del 29-24 (fallendo però la conversione da 2 punti) a 120 secondi dalla fine. Sembra una gara chiusa invece in meno di un minuto Brees pesca il solito Graham che si invola verso la end zone per il nuovo vantaggio di New Orleans (32-29 grazie alla conversione da 2 punti). A San Francisco basterebbe arrivare in una buona posizione di campo per il field goal del pareggio e portare la gara in overtime ma nei 60 secondi rimanenti succede l’incredibile con Smith che deposita tra le mani di Davis un lancio che taglia in 2 la difesa ospite ed il tight end arriva a ridosso della end zone dei Saints. Coach Harbaugh capisce le difficoltà degli avversari nell’arginare Davis ed ordina a Smith di continuare a lanciare su di lui e così il fenomeno dei Niners riesce a segnare il touchdown della vittoria (36-32) ad una manciata di secondi dalla conclusione dell’incontro. L’ultimo disperato tentativo di New Orleans viene arginato dalla difesa di casa e la festa sugli spalti ha inizio! Tra le fila di San Francisco in evidenza il quarterback Smith (299 yard di lancio per 3 touchdown pass), lento e macchinoso, a tratti quasi insicuro, per 55 minuti, ma letteralmente in trance agonistica negli ultimi istanti di gioco dove segna personalmente un touchdown e guida la sua squadra alla vittoria grazie all’asse con Vernon Davis, fenomeno assoluto con 2 mani fantastiche, capace di arpionare qualsiasi cosa passi dalle sue parti (180 yard ricevute per 2 touchdown). Mostruosa come al solito la difesa che provoca 5 palle perse all’attacco dei Saints: 3 fumble, 2 intercetti a cui si aggiungono 3 sack a Brees, il leader è Justin Smith, assolutamente incontenibile per la linea offensiva degli ospiti. A New Orleans non basta dunque un monumentale Jimmy Graham (2 touchdown) ed un Colston in palla (136 yard ricevute ed 1 touchdown), mentre il quarterback Drew Brees fa segnare il nuovo record di franchigia per tentativi di passaggio con 63 (462 yard su lancio per 4 touchdown) ma pesano su di lui i 2 intercetti ad inizio match. Ora per San Francisco ci sarà, nella Finale di Conference (il Championship), la vincente di Packers-Giants. In california fanno tutti il tifo per New York per avere ancora a disposizione il vantaggio del fattore campo, cosa che non si verificherebbe se passasse Green Bay.
HIGHLIGHTS SAN FRANCISCO 49ers-NEW ORLEANS SAINTS 36-32:
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NEW ENGLAND PATRIOTS-DENVER BRONCOS: Nell’altra partita della notte non c’è storia tra Patriots e Broncos: il quarterback Tom Brady spazza via la fragile resistenza di Denver e del rivale Tim Tebow e conduce i Patriots alla vittoria per 45-10. In vantaggio già per 14-0 nel primo quarto (grazie a Welker e Gronkowski), addirittura per 35-7 all’intervallo lungo (per Denver segna McGahee, per i padroni di casa altri 2 touchdown dello scatenato Gronkowski ed uno di Branch) New England dimostra tutta la sua forza e chiude definitivamente i conti nella ripresa con il sesto passaggio da touchdown di Brady (record assoluto nei playoff, mai nessuno aveva lanciato per 6 marcature in un singolo incontro) per Hernandez (42-7). A fissare il risultato sul 45-10 finale sono 2 calci piazzati di Prater (Broncos) e di Gostkowski (Patriots). Formidabile la prestazione offensiva dei padroni di casa con Brady (già detto del record mette assieme anche 363 yard su lancio) ed il tight end Gronkowski (3 touchdown personali con 145 yard ricevute) sugli scudi. Su Denver c’è poco da dire: male un pò tutti, in primis Tebow che soccombe di fronte al rivale Brady completando solo 9 passaggi su 26 per 136 yard complessive. Serviva lanciare per mettere in difficoltà la difesa di New England che è molto debole nelle secondarie ma impenetrabile sulle corse ma il quarterback di Denver non ha dimostrato di saperlo fare cercando sempre il guadagno, nei vari drive, con le solite corse che si sono rivelate improduttive. La franchigia di Boston attende ora la vincente della sfida tra Texans e Ravens, forte del fatto di poter giocare anche il Championship sul terreno amico.
HIGHLIGHTS NEW ENGLAND PATRIOTS-DENVER BRONCOS 45-10:
Nelle 11 gare in programma nella notte NBA i Clippers battono i Lakers nel derby di Los Angeles. Ai gialloviola questa volta non sono bastati i 42 punti di Bryant, per la quarta partita consecutiva a segno con oltre 40 punti. Bene anche Thunder, Bulls, Sixers e Mavericks. Indiana apre la crisi dei Boston Celtics ancora sconfitti.
Philadelphia ha la meglio su Washington grazie ai 24 punti di Louis Williams ed ai 23 di Andre Iguodala. Ai Wizards, tornati quantomeno vivi dopo alcune partite da dimenticare, non bastano i 23 punti, 18 rimbalzi e 5 stoppate di un incontenibile McGee. In ripresa anche Nick Young (27 punti) e John Wall (per lui tripla doppia sfiorata con 19 punti, 9 rimbalzi e 9 assist).
Cade Golden State a Charlotte: i Bobcats si affidano alla buona vena realizzativa di Henderson (26 punti), di Walker (23 punti) e di Mullens (19 punti). Per i Warriors ci sono 24 punti e 16 rimbalzi del solido Lee, mentre è da dimenticare la serata al tiro di Monta Ellis che infila 18 punti tirando però 26 volte (solo 6 centri dal campo).
Gli Hawks puniscono l’inesperienza dei giovani Timberwolves che in vantaggio di 18 punti (sul finire di terza frazione) si fanno recuperare tutto lo svantaggio nell’ultimo quarto e vanno KO. Decisivi i tiri liberi di Ivan Johnson a 4 secondi dalla fine, la replica di Kevin Love a fil di sirena non va a buon fine. 30 punti e 13 rimbalzi per l’ala di Minnesota mentre Rubio costruisce la solita doppia doppia da 18 punti e 12 rimbalzi. Per Atlanta da segnalare le prove dei 2 Johnson: Joe piazza 25 punti mentre Ivan aggiunge una doppia doppia da 10 punti ed 11rimbalzi.
Indiana apre ufficialmente la crisi dei Boston Celtics: i Pacers si impongono per 97-83 e ringraziano i 21 punti del leader Granger ed i 17 a testa di Collison e George. Inutili per i “Verdi” i 21 punti di Pierce e Garnett.
Ancora priva di Andrea Bargnani Toronto perde a Chicago segnando solo 64 punti. Ad abbattere la resistenza canadese sono 5 uomini in doppia cifra per i Bulls tra i quali spicca DerrickRose autore di 18 punti ed 11 assist.
10 punti di Marco Belinelli non bastano agli Hornets per avere la maglio sui Grizzlies. Memphis porta tutto il quintetto titolare in doppia cifra, top scorer Rudy Gay (23 punti) e Marc Gasol (20 punti ed 11rimbalzi).
Serve l’overtime a Houston per superare i Blazers: Portland gioca un grande ultimo quarto e recupera tutto lo svantaggio (tenendo gli avversari a soli 13 punti segnati) con Lowry che sbaglia il tiro della vittoria per i Rockets. A fare la differenza nel supplementare sono un paio di giocate di Scola (solo 6 punti per lui) e Martin (28 punti). Stratosferico ancora una volta il playmaker Lowry che sfiora la tripla doppia con 33 punti, 8 rimbalzi e 9 assist).
I Thunder riescono a prevalere facilmente (non inganni il risultato) sui Knicks privi del leader Carmelo Anthony, out per un infortunio alla caviglia. Oklahoma City si affaccia all’ultimo quarto in vantaggio per 92-65 e regala il riposo a tutti i titolari. 28 punti per Durant (solo 3 errori al tiro), 24 per Harden e 21 per Westbrook (con 8 assist ed 8 rimbalzi). New York squadra senz’anima, 14 punti ciascuno per Stoudemire, Chandler e Douglas.
Ancora più facile il successo di Dallas che demolisce 99-60 i Kings: per i campioni in carica, tornati finalmente ad alti livelli dopo un brutto inizio, ci sono 21 punti di Terry. Ospiti orrendi che tirano con il 25% dal campo (9% da 3!).
Deron Williams torna a Salt Lake City da avversario (accolto da una bordata di fischi al suo ingresso in campo) ma i Nets escono sconfitti dal parquet dei Jazz battuti dai 20 punti di Jefferson e dalla doppia doppia di Millsap (18 punti e 12 rimbalzi). Per il grande ex invece 16 punti ma ottenuti con 15 tiri presi.
Infine i Clippers bastonano i Lakers nel derby di Los Angeles: ai gialloviola questa volta servono a poco e niente i 42 punti di Kobe Bryant (quarta partita oltre i 40 punti consecutiva), che deve inchinarsi con tutta la squadra ai 33 punti di Chris Paul ed ai 22 di Blake Griffin.
Risultati NBA 14 gennaio 2012
Washington Wizards-Philadelphia 76ers 90-103 Was: Nick Young 27, McGee 23, Wall 19 Phi: Williams 24, Iguodala 23, Thaddeus Young 18
Charlotte Bobcats-Golden State Warriors 112-100 Cha: Henderson 26, Walker 23, Mullens 20 G.S.: Lee 24, Ellis 18, Robinson 12, Wright 12
Atlanta Hawks-Minnesota Timberwolves 93-91 Atl: Joe Johnson 25, Teague 20, Ivan Johnson 10, Green 10 Min: Love 30, Rubio 18, Ellington 13