Autore: slevin

  • NFL, Super Bowl: New England Patriots e New York Giants ad Indianapolis

    NFL, Super Bowl: New England Patriots e New York Giants ad Indianapolis

    Domenica 5 febbraio andrà in scena il 46esimo Super Bowl NFL al Lucas Oil Stadium di Indianapolis tra Patriots e Giants, le 2 finaliste che si contenderanno il titolo di campione del Mondo ed il prestigioso Vince Lombardi Trophy. New England e New York sono giunte nelle ultime ore nella città dell’Indiana per prepararsi al grande evento: i primi ad atterrare sono stati i giocatori e lo staff tecnico della franchigia di Boston, seguiti a distanza di 24 ore dai colleghi-rivali del team della “Grande Mela”.

    La rivalità tra le 2 squadre è grandissima dato che solo 4 anni fa, era il 3 febbraio del 2008, sia Patriots che Giants si trovavano di fronte per la conquista del 42esimo Super Bowl, dove a sorpresa trionfarono Eli Manning e compagni (14-17 il risultato finale con un ultimo quarto dalle 1000 emozioni) , capaci di compiere una vera e propria impresa battendo la truppa di coach Belichick che arrivava all’appuntamento decisivo da imbattuta avendo collezionato 16 vittorie di fila in regular season più 2 successi nei playoff, impedendo così a Tom Brady di portare a termine la stagione perfetta, ovvero la vittoria del campionato senza subire neanche uno stop.

    Sensazioni positive in tutti e 2 gli spogliatoi, dato che nelle numerose interviste rilasciate fino ad ora, sia i giocatori dei Giants che quelli dei Patriots si sono mostrati fiduciosi sulla conquista del titolo. Ma alla fine, si sa, è ovvio che solo una sarà veramente la squadra numero 1 della stagione.

    Tom Brady, New England Patriots | © Marc Serota/Getty Images

    Eli Manning, quarterback di New York, è apparso molto determinato e deciso nelle sue dichiarazioni, forte del fatto di attraversare un momento di forma eccezionale che gli ha permesso di trascinare i suoi compagni al grande ballo con alcune prestazione di livello assoluto, prima sul campo degli ormai ex campioni del Mondo dei Green Bay Packers (nel Divisional Round) e poi al Candlestick Park di San Francisco contro i Niners del neo coach of the year Jim Harbaugh. I Giants sono stati gli unici a vincere in trasferta in questi playoff, ecco perchè filtra ottimismo anche alla vigilia di questa importantissima partita.

    Tom Brady, quarterback dei Patriots, si trova alla quinta partita al Super Bowl della sua carriera, ma ai microfoni dei giornalisti si è dichiarato emozionato e determinato come se fosse alla sua prima apparizione. Il regista di New England, forse il miglior quarterback di questo primo decennio degli anni 2000, che insidia da vicino anche i migliori quarterback della storia della NFL (basta vedere il suo palmarès e i suoi successi tra i quali ci sono già  3 vittorie al Super Bowl) vuole fortemente il poker per coronare una carriera straordinaria che lo ha visto entrare nella Lega, nell’anno 2000, dalla porta sul retro (incredibile che i Patriots lo abbiano scelto al sesto giro del Draft come 199esimo assoluto in rapporto a quanto ha poi reso). Brady è anche molto ottimista, così come il suo coach Belichick, sul recupero fisico dell’amico e compagno di squadra Rob Gronkowski, attualmente l’unico giocatore tra le fila di entrambe le formazioni ad essere in dubbio per la partita di domenica. Gronkowski ha accusato un problema alla caviglia nel Championship vinto da New England sui Ravens, quando in uno scontro di gioco gli è rimasta sotto il corpo di un avversario la gamba. Uscito dal campo non è più rientrato ed ha saltato entrambi gli allenamenti della sua squadra in preparazione della Finalissima. Conoscendo la durezza psicologica e mentale del forte tight end di Boston (che ha abbattuto ogni genere di record NFL nell’ultima stagione disputata per quanto riguarda il suo ruolo) l’ottimismo di staff sanitario e compagni è più che giustificato. L’ultimo comunicato dei Patriots sottolinea la volontà di attendere fino all’ultimo giorno per  il suo recupero (al momento non sono state ancora prese decisioni a riguardo), ovvio che si spera che “Gronk” possa scendere in campo visto che l’asse con Brady è uno dei più letali di tutta la Lega.

    Una piccola curiosità in vista dell’atteso evento: la EA Sports, famosa compagnia di giochi per consolle e computer che ogni anno cura l’uscita del videogioco Madden (gioco di simulazione della NFL) ha simulato, appunto, la partita tra Giants e Patriots inserendo tutte le caratteristiche tecniche ed i vari schemi delle 2 formazioni. Ebbene alla fine il risultato è stato favorevole a New York, che ha trionfato per 27-24 con la giocata decisiva del kicker Tynes su un field goal dalle 40 yard. Staremo a vedere se questa simulazione poi corrisponderà anche alla realtà!

  • NBA, Gallinari stecca e Denver cade a Memphis. Bene Lakers e Knicks

    NBA, Gallinari stecca e Denver cade a Memphis. Bene Lakers e Knicks

    Nelle 7 partite disputate nella notte NBA brutta prestazione di Danilo Gallinari che chiude con soli 8 punti ed 1/10 al tiro e condanna i suoi Denver Nuggets al secondo stop di fila. Ringraziano i Memphis Grizzlies che recuperano uno svantaggio in doppia cifra nella seconda parte di gara e trionfano in overtime interrompendo una serie negativa di 4 partite. Senza Andrea Bargnani arriva l’ennesima sconfitta per i Toronto Raptors battuti dagli Atlanta Hawks. Successi agevoli per New York Knicks (contro i Detroit Pistons, grazie al rientro di Carmelo Anthony) e Los Angeles Lakers (sui Charlotte Bobcats). Rivincita Boston Celtics sul parquet dei Cleveland Cavaliers, Indiana Pacers OK, derby californiano ai Golden State Warriors che superano i Sacramento Kings.

    Non basta neanche giocare in casa ai Raptors per vincere qualche partita: senza Andrea Bargnani l’attacco dei canadesi è ampiamente insufficiente ed Atlanta porta via la “W” con oltre 20 punti di scarto. Mattatore del match il solito Joe Johnson con 30 punti, sono 15 quelli del grande ex Tracy McGrady. Toronto è con soli 3 uomini in doppia cifra, il migliore è Bayless con 14 punti.

    Pronta rivincita dei Celtics contro i Cavaliers che solo qualche giorno fa avevano sbancato il “Garden”. A Cleveland non basta un parziale di 32-17 nell’ultimo periodo per riequilibrare la gara (da -21 arriva anche il -2 sull’89-87), decisivi Pierce (20 punti) e Garnett (13), ai padroni di casa non serve  la super performance di Varejao da 20 punti e 20 rimbalzi ed i 21 punti della prima scelta assoluta all’ultimo Drfat Kyrie Irving.

    Indiana piega New Jersey facendo valere il fattore campo: un grande Paul George da 24 punti, ben coadiuvato da Granger (21 punti) ed Hibbert (18 punti, 14 rimbalzi e 4 stoppate) manda KO gli ospiti ai quali non bastano i 34 punti di Deron Williams ed i 28 di Morrow, autori insieme di 62 punti sui 99 complessivi dei Nets.

    Carmelo Anthony, New York Knicks | © Chris Trotman/Getty Images

    Ampio successo per i Knicks (+27 contro i Pistons) che ritornano a sorridere dopo un periodo molto negativo: il ritorno in campo di Carmelo Anthony (25 punti alla fine) permette di stendere Detroit che ha in Jerebko il top scorer a quota 15 punti a i quali si aggiunge la doppia doppia del solito Greg Monroe (13 punti e 13 rimbalzi).

    Cade Danilo Gallinari a Memphis sotto i colpi dei Grizzlies: l’ala della Nazionale italiana trova una serata negativa mettendo a segno solo 8 punti con 1 misero canestro dal campo su 10 tentativi. Memphis ringrazia per tanta generosità e nella seconda parte di gara recupera uno svantaggio di 13 punti impattando il punteggio a 30 secondi dal termine (89-89). Harrington sembra dare la vittoria ai Nuggets ma Tony Allen pareggia nuovamente i conti per il prolungamento. Qui è decisiva una tripla di O.J. Mayo che spezza gli equlibri. A fil di sirena non va a buon fine il tentativo di Gallinari per provare a forzare il secondo tempo supplementare. Per gli ospiti da segnalare i 23 punti e 10 rimbalzi di Harrington mentre per i Grizzlies tabellino pressochè identico per Gasol e Gay che chiudono entrambi con 20 punti e 13 rimbalzi.

    Affermazione facilissima per i Lakers sui derelitti Bobcats: di ben 33 punti lo scarto tra le 2 formazioni a fine gara a vantaggio dei gialloviola che portano ben 6 giocatori in doppia cifra (una rarità quest’anno) con Bryant a quota 24 punti, 20 per Bynum,  12 a testa per Murphy e Goudelock e 10 ciascuno per Gasol e Barnes. Per Charlotte 14 punti di Gerald Henderson.

    Infine derby californiano ai Warriors che sul campo di casa hanno la meglio sui Sacramento Kings: 20 punti per Rush in uscita dalla panchina, 15 per Lee e Wright mentre delude la coppia di guardie Ellis-Curry che colleziona in totale 15 punti con un brutto 6/24 al tiro. Non bastano agli opsiti i 22 punti di Evans (quasi in tripla doppia con 10 rimbalzi e 9 assist) e le doppie doppie di Cousins (21 punti e 14 rimbalzi) e Thompson (13 punti ed 11 rimbalzi).

    Risultati NBA 31 gennaio 2012

    Toronto Raptors-Atlanta Hawks 77-100
    Tor: Bayless 14. Davis 11, Forbes 10
    Atl: Joe Johnson 30, McGrady 15, Williams 10, Teague 10, Pachulia 10

    Cleveland Cavaliers-Boston Celtics 90-93
    Cle: Irving 21, Varejao 20, Jamison 12
    Bos: Pierce 20, Garnett 13, Bass 13

    Indiana Pacers-New Jersey Nets 106-99
    Ind: George 24, Granger 21, Hibbert 18
    N.J.: Deron Williams 34, Morrow 28, Humphries 13

    New York Knicks-Detroit Pistons 113-86
    N.Y.: Anthony 25, Fields 18, Chandler 17
    Det: Jerebko 15, Monroe 13, Stuckey 13

    Memphis Grizzlies-Denver Nuggets 100-97 (overtime)
    Mem: Gasol 20, Gay 20, Mayo 18
    Den: Harrington 23, Miller 20, Nenè 14

    Los Angeles Lakers-Charlotte Bobcats 106-73
    Lak: Bryant 24, Bynum 20, Goudelock 12, Murphy 12
    Cha: Henderson 14, Walker 12, Brown 12

    Golden State Warriors-Sacramento Kings 93-90
    G.S.: Rush 20, Wright 15, Lee 15
    Sac: Evans 22, Cousins 21, Thompson 13

    LE CLASSIFICHE 

    GLI HIGHLIGHTS:

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    TOP 10:

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  • NBA, Crisi Memphis. Bene Minnesota e Miami, Thunder KO dai Clippers

    NBA, Crisi Memphis. Bene Minnesota e Miami, Thunder KO dai Clippers

    Nelle 9 gare disputate nella notte NBA spicca tra tutte la vittoria dei Minnesota Timberwolves sul campo di una delle migliori squadre del momento, gli Houston Rockets. I Miami Heat battono i New Orleans Hornets di Marco Belinelli, Philadelphia supera Orlando e i Chicago Bulls sbancano il parquet dei Washington Wizards. Crisi senza fine per i Memphis Grizzlies che si fanno sorprendere dai San Antonio Spurs, pochi problemi per i Milwaukee Bucks contro i Detroit Pistons. Utah si conferma la rivelazione stagionale e manda KO i Portland Trail Blazers. Bene i Dallas Mavericks a Phoenix, Thunder KO dai Clippers.

    Partita dal basso punteggio quella tra Sixers e Magic, alla fine la spuntano i padroni di casa per 74-69 con un ottimo Iguodala da 14 punti, 11 rimbalzi e 6 assist. Per gli ospiti (alla quarta sconfitta consecuitva) ci sono i 17 punti ed 11 rimbalzi di Howard ed un super Ryan Anderson da 14 punti e 20 rimbalzi.

    Dopo il KO di Miami si rialza subito Chicago che vince a Washington grazie ai 35 punti del leader Derrick Rose. Noah chiude in doppia doppia (14 punti e 13 rimbalzi). Ai Wizards non bastano i 20 punti della stella John Wall.

    Cade Marco Belinelli a Miami: solo 5 punti per la guardia Azzurra, 14 punti a testa per la coppia Jack-Landry. Gli Heat portano 6 giocatori in doppia cifra tra i quali spiccano i soliti LeBron James (22 punti, 11 rimbalzi ed 8 assist) e Dwyane Wade (22 punti anche per lui).

    Tutto facile per i Milwaukee Bucks contro i Detroit Pistons: a guidare la squadra del Wisconsin ci pensa il playmaker ex Virtus Roma Brandon Jennings che firma 21 punti, dalla panchina è importante il contributo di Mike Dunleavy che porta alla causa 20 punti confermandosi ancora ad alti livelli in questo inizio di stagione. Detroit si affida a Greg Monroe, 16 punti e 10 rimbalzi per il centro rossoblu, bene Stuckey (19 punti) mentre il rookie Brandon Knight dopo una fase splendente si dimostra in difficoltà per la seconda partita di fila non riuscendo neanche a segnare un punto.

    Quarta sconfitta consecutiva per i Memphis Grizzlies che si arrendono alla determinazione dei San Antonio Spurs trascinati da un Matt Bonner chirurgico da 3 punti (alla fine 5 bombe su 9 tentativi per 15 punti complessivi) e dalla buona prova del rookie Leonard (doppia doppia da 12 punti e 10 rimbalzi). I padroni di casa hanno 17 punti di Mayo e 15 di Conley ma vengono traditi da Rudy Gay (solo un punto e 0/7 dal campo) ed in parte da Marc Gasol (7 punti ma 3/11 al tiro). Urge recuperare al più presto Zach Randolph.

    Kevin Love, Minnesota Timberwolves | © Hannah Foslien /Getty Images

    Portland resta in vantaggio per quasi tutto il match a Salt Lake City ma viene beffata nel finale dalla rimonta dei Jazz che firmano il primo sorpasso della gara a 6 minuti dal termine. Utah non si volta più indietro e vince con i 19 punti e 15 rimbalzi del sempre positivo Millsap. Ai Trail Blazers servono a poco i 25 punti di Aldridge.

    Un terzo quarto al limite della perfezione (parziale di 42-25) permette ai Timberwolves di passare a Houston contro una delle formazioni più calde del momento. Nell’ultima frazione è solo ordinaria amministrazione per Minnesota che trova la prova monstre di Michael Beasley da 34 punti. Ottimi come sempre Love (29 punti) e Rubio (18 punti, 11 assist ed 8 rimbalzi). Il top scorer dei rockets è Martin che piazza 29 punti ma alla fine coach Adelman ottiene la rivincita contro la sua ex squadra.

    Senza Steve Nash i Suns crollano in casa contro i campioni in carica di Dallas: 25 punti di West, 21 di Carter e 20 di Marion guidano i texani che si prendono così la leadership della combattutissima Southwest Division.

    Infine i Clippers demoliscono la squadra con il miglior record della Lega, i Thunder: alla fine del terzo quarto sono ben 20 i punti di vantaggio dei californiani che alla fine della partita portano 6 uomini in doppia cifra (26 punti e 14 assist per Paul, 22 a testa per Griffin e Butler, 13 per Billups, 12 di Mo Williams e doppia doppia di Jordan con 11 punti ed altrettanti rimbalzi). Agli ospiti non bastano le grandi prove di Durant (36 punti e 13 rimbalzi) e Westbrook (31 punti).

    Risultati NBA 30 gennaio 2012

    Philadelphia 76ers-Orlando Magic 74-69
    Phi: Iguodala 14, Turner 12, Young 10
    Orl: Howard 17, Anderson 14, Redick 10

    Washington Wizards-Chicago Bulls 88-98
    Was: Wall 20, Young 17, McGee 16
    Chi: Rose 35, Boozer 18, Korver 17

    Miami Heat-New Orleans Hornets 109-95
    Mia: James 22, Wade 22, Miller 14
    N.O.: Jack 14, Landry 14, Okafor 13

    Milwaukee Bucks-Detroit Pistons 103-82
    Mil: Jennings 21, Dunleavy 20, Gooden 16
    Det: Stuckey 19, Monroe 16, Prince 14

    Memphis Grizzlies-San Antonio Spurs 73-83
    Mem: Mayo 17, Conley 15, Speights 10
    S.A.: Bonner 15, Duncan 14, Jefferson 13

    Utah Jazz-Portland Trail Blazers 93-89
    Uta: Millsap 19, Miles 15, Harris 13
    Por: Aldridge 25, Batum 15, Crawford 14

    Houston Rockets-Minnesota Timberwolves 108-120
    Hou: Martin 29, Budinger 13, Lowry 11
    Min: Beasley 34, Love 29, Rubio 18

    Phoenix Suns-Dallas Mavericks 99-122
    Pho: Gortat 17, Dudley 15, Telfair 13
    Dal: West 25, Carter 21, Marion 20

    Los Angeles Clippers-Oklahoma City Thunder 112-100
    Cli: Paul 26, Butler 22, Griffin 22
    Okl: Durant 36, Westbrook 31, Cook 12

    LE CLASSIFICHE 

    GLI HIGHLIGHTS:

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    TOP 10:

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  • NHL, All Star Game 2012 al team di Zdeno Chara

    NHL, All Star Game 2012 al team di Zdeno Chara

    Il team di Zdeno Chara, capitano dei campioni in carica dei Boston Bruins, ha battuto la squadra di Daniel Alfredsson, stella degli Ottawa Senators, con il punteggio di 12-9 nell’All Star Game NHL 2012 andato in scena nella notte tra domenica e lunedì in Italia e giocato sul ghiaccio canadese di Ottawa. Alla fine del match il giocatore dei New York Rangers Marian Gaborik è stato eletto M.V.P. della partita grazie alla sua splendida prestazione che lo ha portato a segnare una tripletta alla quale ha aggiunto anche un assist.

    Come al solito, grande spettacolo e valanga di goal con il pubblico in visibilio allo Scotiabank Place, stadio di casa dei Senators. Con la divisa blu il team di Chara, divisa rossa invece per Alfredsson ed i suoi compagni.

    Parte molto forte la squadra blu che infila i primi 3 goal del match in 10 minuti dall’inizio delle ostilità, le firme sono di Marian Gaborik (doppietta) e di Evgeni Malkin (dei Pittsburgh Penguins). Sotto nel punteggio arriva la pronta reazione di Alfredsson che guida i suoi compagni al provvisorio pareggio sul 3-3 (ottenuto in appena 3 minuti), le marcature arrivano da Jason Spezza (idolo di casa che gioca per Ottawa), da Henrik Sedin (dei Vancouver Canucks) e da John Tavares (New York Islanders).

    Il secondo quarto è un botta e risposta tra le 2 formazioni, la squadra blu rimette la testa avanti ancora con lo slovacco Gaborik (che firma quindi la sua tripletta) e con Joffrey Lupul (stella dei Toronto Maple Leafs), ma i rivali rossi infilano 3 reti consecutive per opera di Jason Pominville (dei Buffalo Sabres) e del 40enne capitano proprio dei Senators Daniel Alfredsson (doppietta) che regalano la leadership del punteggio sul 6-5. Neanche il tempo di esultare che dopo 2 minuti dal vantaggio, a poco dalla fine della frazione centrale, arriva il nuovo pari messo a segno da Patrick Kane, giocatore dei Chicago Blackhawks.

    logo NHL

    Si arriva così al periodo conclusivo, passano 4 minuti e Phil Kessel dei Maple Leafs segna il 7-6 per i blu, 7-7 di Milan Michalek (anche lui idolo di casa dato che gioca per i Senators), Jarome Iginla (Calgary Flames) sigla l’8-7 per il team Chara ma puntuale arriva il nuovo pari per la compagine di Alfredsson con Claude Giroux dei Philadelphia Flyers. Qui arriva lo strappo decisivo dell’incontro con la squadra blu che piazza 3 reti in fila (per il provvisorio 11-8) in meno di 2 minuti (1minuto e 20 secondi per la precisione) grazie a Marian Hossa (leader dei Blackhawks), a Corey Perry (cannoniere degli Anaheim Ducks) ed al capitano Zdeno Chara. E’il colpo del KO per gli avversari, Daniel Sedin (Vancouver Canucks) prova a far reagire i suoi compagni con la marcatura dell’11-9 ma a chiudere definitivamente i conti arriva la realizzazione ancora di Lupul che fissa il risultato sul 12-9 finale.

    Oltre al già citato Gaborik, miglior giocatore dell’evento con la tripletta a referto, si mettono in luce per il team blu anche Lupul, che chiude con una doppietta, Phil Kessel (1 goal e 2 assist) e Marian Hossa (identico score di Kessel), ottimo anche il leader dei Detroit Red Wings Pavel Datsyuk che firma 3 assist per i compagni. La squadra rossa trova invece la doppietta del capitano Alfredsson (per lui anche 1 assist) e la solida prova di Henrik Sedin con un goal e 2 assistenze.

    Terminato l’All Star Week End di Ottawa, la NHL riprenderà le partite della stagione regolare martedì quando andranno in scena ben 13 partite.

  • NFL, Pro Bowl: L’AFC batte la NFC 59-41

    NFL, Pro Bowl: L’AFC batte la NFC 59-41

    Nella notte italiana spettacolo ed emozioni alle Hawaii, all’Aloha Stadium di Honolulu, per il Pro Bowl 2012, la classica partita delle “Stelle” della NFL (i giocatori vengono selezionati dal voto popolare) che ha visto prevalere, con un grande secondo tempo, la Conference AFC sulla NFC con il risultato finale di 59-41. Nonostante la squadra più rappresentata sia stata quella dei San Francisco 49ers (ben 9 giocatori) a portarsi a casa il titolo di M.V.P. del match è stato il wide receiver dei Miami Dolphins Brandon Marshall, capace di far segnare il nuovo record per touchdown segnati in questo evento arrivando a quota 4. Nell’atmosfera di festa generale il 59-41 finale rappresenta il secondo punteggio più alto nella storia della manifestazione (dopo quello del 2004).

    Nonostante la forzata assenza dei giocatori dei New England Patriots e dei New York Giants (che tra 6 giorni ghiocheranno nel ben più importante Super Bowl numero 46 di Indianapolis), si è assistito ad uno spettacolo assoluto con continui botta e risposta da una parte e dall’altra fino a quando nel secondo tempo l’AFC non ha operato lo strappo decisivo.

    Ad iniziare fortissimo però è la NFC, che va in vantaggio per 14-0 grazie alle 2 marcature di Larry Fitzgerald, ricevitore degli Arizona Cardianls, ottimamente servito dal quarterback dei Green Bay Packers Aaron Rodgers. La AFC risponde impattando la partita con i touchdown di A.J. Green, rookie dei Cincinnati Bengals e di Brandon Marshall dei Miami Dolphins (i passaggi sono di Ben Roethlisberger, quarterback dei Pittsburgh Steelers). Nel secondo quarto l’asse tutto Saints Brees-Graham riporta vanti la NFC (21-14) subito riacciuffata ancora da Marshall (lancio di Philip Rivers dei San Diego Chargers), poco dopo Jennings sigla il nuovo vantaggio NFC, ma Antonio Gates riequlibra l’incontro sul 28-28.

    L’inizio del secondo tempo vede il field goal in apertura di Janikowski per il 31-28 AFC ma i rivali rimettono la testa avanti grazie al touchdown di Smith, pescato dal compagno di squadra ai Panthers Cam Newton (35-31).Prima della fine del quarto Marshall segna il suo terzo touchdown ben imbeccato da Andy Dalton per il 38-35. L’ultima frazione di gioco della AFC è devstante: le marcature di Leach, Johnson (intercetto riportato in end zone) e Marshall (quarta segnatura personale) chiudono i giochi (59-35). Serve a poco quindi la seconda meta di giornata del pur bravo Larry Fitzgerald, la partita termina 59-41.

    Logo NFL | © foto tratta dal web

    Sensazionale Marshall, come già detto M.V.P. del Pro Bowl, che con sole 6 ricezioni mette assieme qualcosa come 176 yard per 4 touchdown, il migliore tra i 3 quarterback utilizzati dalla AFC è Philip Rivers con 2 passaggi da touchdown, tra i runnning back ottima prova di Jones-Drew dei Jaguars (56 yard di guadagno) mentre in difesa si segnalano i 2 intercetti di Eric Weddle dei Chargers.

    Per la NFC Newton colleziona 186 yard su lancio (per 2 touchdown) ma si fa intercettare per 3 volte, più attenti i colleghi Rodgers (141 yard lanciate con 2 touchdown) e Brees (141 e sempre 2 touchdown per i compagni). Prova monstre per Larry Fitzgerald con 111 yard di ricezione e 3 touchdown, tra i running back bene Marshawn Lynch dei Seattle Seahawks con 43 yard percorse in 8 tentativi. In difesa un intercetto per il rookie dei Cardinals Patrick Peterson, altrettanto riesce a fare il fenomenale linebacker dei Green Bay Packers Clay Matthews, come al solito autore di una performance solida.

    Calato il sipario sul Pro Bowl ora tutta l’attenzione si sposta sul Super Bowl e gli occhi di tifosi, analisti e giornalisti sono puntati su Indianapolis dove tra 6 giorni andrà in scena la 46esima Finalissima: i New England Patriots sono già arrivati nell’Indiana, tra poco sarà il momento dei Giants. Le 2 squadre prepareranno la partita più attesa dell’anno e per l’occasione ci si aspettano i soliti ascolti record con tutti gli Stati Uniti che si fermano per assistere al grande evento!

    HIGHLIGHTS PRO BOWL, AFC-NFC 59-41:

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  • NBA, Lakers sbancano Minnesota. Miami batte Chicago, cade Gallinari

    NBA, Lakers sbancano Minnesota. Miami batte Chicago, cade Gallinari

    Serata molto emozionante quella che ha visto 8 partite disputate in NBA: i Lakers rialzano la testa e vincono a Minneapolis, il big match della serata va a Miami che in casa batte i Chicago Bulls. A sorpresa i Cleveland Cavaliers interrompono la mini serie positiva dei Boston Celtics sbancando il “Garden”, Pacers in scioltezza ad Orlando, derby texano ai campioni in carica dei Mavericks che superano gli Spurs dopo un overtime. Bene Toronto ed Atlanta, il grande ex, Billups, trascina al successo i Clippers contro i Denver Nuggets di Gallinari.

    Nella sfida più attesa di questo turno i Miami Heat, guidati da un immenso LeBron James (35 punti, 11 rimbalzi e 5 assist), superano i Chicago Bulls di un altrettanto superlativo Derrick Rose (34 punti con 6 rimbalzi e 6 assist)che però ha sulla coscienza i tiri liberi del possibile vantaggio sbagliati nel finale di gara (sul 94-93 per gli Heat). Ottimo il contributo di Chris Bosh per Miami che infila 24 punti con 12 rimbalzi mentre Wade porta alla causa 15 punti. Sui 97 punti dei padroni di casa solo 23 provengono dal resto del team, gli altri portano tutti la firma dei Big Three. Agli ospiti, oltre a Rose, non basta la doppia doppia di Noah da 11 punti ed 11 rimbalzi.

    Sorpresa a Boston dove i Cavaliers sbancano il “Garden” con un parziale di 12-0 nel finale di gara con il canestro di Irving (giocata pazzesca) che regala il sorpasso a 2 secondi dal termine per il definitivo 88-87. Sulla sirena il tentativo di capitan Paul Pierce trova solo il ferro. Inutile tra le fila dei padroni di casa il ritorno di Ray Allen che piazza 22 punti, per i Cavs determinante l’asse Irving (23 punti e solo 4 errori in 14 tiri) Varejao (18 punti e 9 rimbalzi). Termina a 4 gare la serie positiva di Boston.

    Affermazione facile dei Raptors sul campo dei Nets: nel 94-73 finale da segnalare i 27 punti di DeMar DeRozan spostato in ala piccola. A New Jersey servono a poco i 24 punti di Deron Williams.

    Anche Indiana supera agevolamente i propri avversari di giornata, gli Orlando Magic, che sembrano aver esaurito la spinta positiva di inizio stagione. Secondo tempo al limite della perfezione per i Pacers che trovano 24 punti di Granger e 16 a testa per West e Hill. Come al solito il migliore di Orlando è il centro Dwight Howard che chiude con 24 punti e 13 rimbalzi.

    Dallas domina il derby texano fino all’inizio del quarto periodo (vantaggio vicino ai 20 punti) quando con un super parziale nell’ultimo quarto gli Spurs si portano avanti bloccando l’attacco dei Mavs ed infilando triple a ripetizione. Ci pensa Jason Terry ad impattare il risultato a 5 decimi di secondo dal termine (Green segna per San Antonio sul possesso seguente ma rilascia la palla a tempo scaduto ed il canestro viene annullato)e portare tutti in overtime dove ancora il “Jet” è assoluto protagonista e regala la “W” alla sua squadra. Sono 34 i suoi punti alla fine (di cui ben 27 dal terzo quarto in poi), agli ospiti non bastano i 19 punti di Gary Neal.

    LeBron James | © Mike Ehrmann/Getty Images

    Hawks sul velluto a New Orleans dove Marco Belinelli segna solo 4 punti. Atlanta trionfa grazie alla splendida prova di Jeff Teague autore di 24 punti.

    Sconfitta anche per Danilo Gallinari (17 punti) che viene beffato in casa dai Clippers del grande ex Chauncey Billups che sforna una super prestazione da 32 punti. Bene anche Paul (25 punti) e Griffin (17 punti e 13 rimbalzi) mentre ai padroni di casa non sono sufficienti 5 uomini in doppia cifra.

    I Lakers rimediano al brutto KO di Milwaukee sbancando Minneapolis: i Timberwolves dimostrano di poter essere la squadra del futuro recuperando ben 17 punti di svantaggio ai gialloviola (dal 77-60 Los Angeles) tra fine terzo periodo ed inizio ultimo quarto, poi sale in cattedra Kobe Bryant che trascina alla vittoria i suoi compagni. Sono 35 i punti alla fine per lui (che diventa anche il giocatore nella storia dei Lakers con più canestri dal campo, superando il mito Kareem Abdul Jabbar) con 14 rimbalzi. La coppia Bynum-Gasol porta alla causa 49 punti mentre ai padroni di casa non serve il solito devatante Kevin Love da 33 punti e 13 rimbalzi.

    Risultati NBA 29 gennaio 2012

    Miami Heat-Chicago Buls 97-93
    Mia: James 35, Bosh 24, Wade 15
    Chi: Rose 34, Noah 11, Hamilton 11

    Boston Celtics-Cleveland Cavaliers 87-88
    Bos: Allen 22, Pierce 18, Garnett 14
    Cle: Irving 23, Varejao 18, Gee 14

    New Jersey Nets-Toronto Raptors 73-94
    N.J.: Deron Williams 24, Morrow 14, Farmar 8
    Tor: DeRozan 27, Bayless 17, Kleiza 15

    Orlando Magic-Indiana Pacers 85-106
    Orl: Howard 24, Duhon 14, Jason Richardson 13
    Ind: Granger 24, West 16, Hill 16

    Dallas Mavericks-San Antonio Spurs 101-100 (overtime)
    Dal: Terry 34, Carter 21, Beaubois 14
    S.A.: Neal 19, Jefferson 12, Duncan 12, Green 12

    New Orleans Hornets-Atlanta Hawks 72-94
    N.O.: Okafor 13, Vasquez 10, Jack 10
    Atl: Teague 24, Green 16, Williams 14

    Denver Nuggets-Los Angeles Clippers 105-109
    Den: Nenè 18, Gallinari 17, Miller 16, Harrington 16
    Cli: Billups 32, Paul 25, Griffin 17

    Minnesota Timberwolves-Los Angeles lakers 101-106
    Min: Love 33, Beasley 18, Pekovic 13
    Lak: Bryant 35, Gasol 28, Bynum 21

    LE CLASSIFICHE

    GLI HIGHLIGHTS:

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    TOP 10:

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  • Basket, torna a sorridere Milano. Impresa Venezia contro Siena

    Basket, torna a sorridere Milano. Impresa Venezia contro Siena

    Giornata molto importante la 19esima del campionato italiano di Serie A di basket: Venezia firma l’impresa di questo turno fermando la capolista Montepaschi Siena nel posticipo, la Virtus Bologna approfitta del passo falso dei toscani (travolgendo Avellino) e si getta all’inseguimento portando il distacco in classifica a soli 2 punti. Rosorge dalla proprie ceneri l’Emporio Armani Milano, dopo 4 sconfitte di fila, che batte la Scavolini Pesaro che fino ad ora non aveva ancora perso uno scontro diretto con le prime della classe. Sabato amaro per la Bennet Cantù che nell’anticipo cade a Sassari, mercoledì disastroso per l’Acea Roma, superata con facilità dall’Angelico Biella e la sconfitta costa la panchina a coach Lino Lardo (per gli approfondimenti cliccare i link in fondo alla pagina).

    Continua a scalare la classifica il Banco di Sardegna Sassari che ha la meglio su Cantù e si avvicina, con la terza vittoria consecutiva, alle posizioni di vertice. Partita che si decide tra terzo e quarto periodo quando gli isolani mettono in piedi il break decisivo trascinati da un pubblico molto caldo. I protagonisti dei sardi sono i soliti: Hosley infila 22 punti, Drake Diener 20 e Travis Diener ne aggiunge 14, alla Bennet non bastano i 21 punti di Micov.

    Arriva a fil di sirena invece il successo della Benetton Treviso sul parquet di Teramo: i veneti inseguono per quasi tutta la partita ma operano il sorpasso con una tripla di Jeff Viggiano per il 78-76 finale. Treviso è trascinata dall’energia di Goree (18 punti) e di Ortner (18 punti) e dalla buona vena realizzativa di De Nicolao (14 punti), 12 invece i punti del match winner Viggiano. Top scorer di Teramo Valerio Amoroso con 19 punti.

    Milano, rivitalizzata dall’innesto di J.R. Bremer (buona la sua prova alla prima uscita in maglia biancorossa) spezza la serie negativa di 4 KO consecutivi in campionato (a cui si devono aggiungere anche i 2 in Eurolega) e torna a sorridere contro una diretta concorrente per i piani alti, la Scavolini Pesaro che finora non aveva perso neanche uno scontro diretto. I marchigiani disputano un grande primo quarto (28-17 il parziale) ma perdono per strada tutto il vantaggio pur restando sempre i leader del punteggio fino a circa 5 minuti dalla fine quando si esaurisce la vena realizzativa dei propri top player lasciando via libera ai lombardi. Non basta un grande White da 25 punti, Milano porta 5 uomini in doppia cifra con Fotsis che arriva fino a quota 16, Nicholas e Rocca ne aggiungono 12 a testa e Bourousis e Gentile 11 ciascuno.

    Ioannis Bouroussis, Emporio Armani Milano | © MUSTAFA OZER/AFP/Getty Images

    L’impresa della 19esima giornata è dell’Umana Venezia che conferma le ottime cose finora fatte vedere in questo campionato battendo la capolista Montepaschi Siena per 63-60: i padroni di casa partono forte ed i campioni d’Italia riescono a malapena a restare in partita grazie ai tiri liberi. Il vantaggio aumenta con il passare dei minuti ed arriva a toccare anche le 12 lunghezze (44-32 alla fine del primo tempo). Nella ripresa entra in campo un’altra Siena ed i toscani con una gran difesa tengono a soli 6 punti dal campo gli avversari nel terzo periodo che vengono anche superati nel punteggio per la prima volta nel match prima che Bowers li riporti avanti sul finire di terza frazione. Ultimo quarto elettrizzante, con Venezia che scappa via sul 61-55, Andersen riporta a contatto i suoi compagni ma dalla linea del tiro libero, nonostante qualche tremolìo di troppo, l’Umana porta a casa un successo meritatissimo.

    Dello stop senese approfitta la Virtus Bologna ora a soli 2 punti dai toscani: Avellino viene travolta 76-56 grazie alla splendida prova di Douglas-Roberts (19 punti) e del solito Sanikidze (16 punti), per i campani l’unico in doppia cifra è Green con 21 punti.

    Nelle ultime 2 partite di giornata Varese cade a Montegranaro per 63-60 mentre dopo un tempo supplementare Casale Monferrato sbanca Cremona (74-73) inguaiando la Vanoli ora ultima in classifica proprio con i piemontesi.

    LEGGI ANCHE:

    RISULTATI SERIE A DICIANNOVESIMA GIORNATA (riposo per Caserta):

    Angelico Biella-Acea Roma 81-73 
    Banco di Sardegna Sassari-Bennet Cantù 74-67
    Banca Tercas Teramo-Benetton Treviso 76-78
    Canadian Solar Bologna-Sidigas Avellino 76-56 
    Vanoli Braga Cremona-Novipiù Casale Monferrato 73-74 (overtime)
    Fabi Shoes Montegranaro-Cimberio Varese 63-60 
    EA7 Emporio Armani Milano-Scavolini Siviglia Pesaro  81-70
    Umana Venezia-Montepaschi Siena 63-60 

    CLASSIFICA

    1. Montepaschi SI 26
    2. Canadian Solar BO 24
    3. Scavolini Siviglia PS 22
    4. Bennet Cantù 22
    5. EA7 Emporio Armani MI 22
    6. Sidigas AV 20
    7.  Umana VE 20
    8. Banco di Sardegna SS 20
    9. Cimberio VA 18
    10. Angelico BI 18
    11. Otto CE 16
    12. Benetton TV 16
    13. Virtus Roma 14
    14. Fabi Shoes MGR 14
    15. Banca Tercas TE 12
    16. Vanoli Braga CR 10
    17. Novipiù Casale Monferrato 10

  • NFL, Greg Schiano ai Tampa Bay Buccaneers

    NFL, Greg Schiano ai Tampa Bay Buccaneers

    Con una mossa a sorpresa i Tampa Bay Buccaneers hanno scelto Greg Schiano come loro nuovo head coach in vista della stagione 2012/2013. Il nuovo allenatore della franchigia della Florida (il nono nella storia) succede all’esonerato Raheem Morris che nell’ultimo torneo aveva causato solo disastri e record negativi ad una squadra che solo 12 mesi fa aveva dato filo da torcere ai Green Bay Packers (poi laureatisi campioni nel Super Bowl contro i Pittsburgh Steelers) nell’accesso ai playoff arrivando a fine regular season con lo stesso record dei gialloverdi di 10 vittorie e 6 sconfitte, condannati a guardare la post season solo per via di alcuni fattori favorevoli ai Packers.

    Dopo la brutta stagione disputata, la dirigenza ha cacciato Morris senza esitazionio, ed ha iniziato i colloqui con personalità di spicco a cui affidare la panchina (su tutti Jeff Fisher, Brad Childress, Marty Schottenheimer e Mike Sherman). Le attenzioni si sono poi posate su Chip Kelly, allenatore degli Oregon Ducks in NCAA ma una volta che quest’ultimo ha declinato l’offerta preferendo restare sulla panchina della sua Università ecco che la scelta è caduta su un altro allenatore di College Football, proprio Greg Schiano.

    Tampa Bay Buccaneers | © Marc Serota/Getty Images

    Schiano, 46 anni, dalla stagione 2001 ha allenato i Rutgers Scarlet Knights, costruendo praticamente dal nulla un team veramente competitivo ed ha avuto un record vincente in 6 delle ultime 7 stagioni (con 49 match vinti e 28 persi) e la vittoria di svariati Bowl. Per lui si è sempre espresso in modo positivo un grande coach come Bill Belichick, capo allenatore dei New England Patriots che tra una settimana si giocheranno il titolo nel 46 esimo Super Bowl contro i New York Giants.

    A prima vista, data la grande etica lavorativa ed il saper costruire una squadra all’altezza partendo da 0, la scelta pare quella giusta per i Buccaneers ma solo il campo alla fine darà poi il verdetto definitivo.

    Una piccola curiosità: Schiano è stato nominato nuovo head coach di Tampa Bay il 26 gennaio 2012 e quella del 26 gennaio è una data che i tifosi dei Bucs non dimenticheranno mai visto che proprio in questo giorno, nell’anno 2003, il team rossopeltro si laureava campione del Mondo a spese dei favoritissimi Oakland Raiders nel 37esimo Super Bowl giocato a San Diego. I fans sperano che questa coincidenza possa in qualche modo portare fortuna al nuovo allenatore.

  • NBA, Knicks a picco. Milwaukee batte i Lakers

    NBA, Knicks a picco. Milwaukee batte i Lakers

    6 le partite disputate nella notte NBA, vittorie importanti per Rockets, Bucks, 76ers e Jazz. KO pesante invece per Memphis.

    I Sixers proseguono la loro corsa in testa all’Atlantic Division battendo in casa i Detroit Pistons: gara senza storia con Philadelphia che domina in ogni singolo quarto di gioco, la crescita dei padroni di casa è costante e di questo passo non è escluso l’accesso ai playoff della Eastern Conference con uno dei primi 4 posti per avere il vantaggio del fattore campo almeno nel primo turno della post season. A guidare la truppa di Doug Collins la tripla doppia del leader Andre Iguodala che piazza 10 punti, 10 rimbalzi e 10 assist. Sono 6 i giocatori in doppia cifra per Phila tra i quali spiccano Louis Williams con 17 punti ed Elton Brand con 14. Per gli ospiti solita doppia doppia (ma ancora inutile) per Greg Monroe da 16 punti e 10 rimbalzi. Malissimo il rookie Brandon Knight che fino ad ora si era sempre ben comportato: per lui solo 9 punti con ben 17 tiri dal campo.

    Nella sfida tra le povere della Lega, Charlotte e Washington, hanno la meglio i Wizards sul parquet dei Bobcats. Partita molto equilibrata, decisa nel finale da Nick Young e JaValee McGee. Inutile il disperato tentativo del rookie Kemba Walker di portare la gara ai supplementari. Per i 2 giocatori di Washington ci sono rispettivamente 21 e 22 punti (con il centro che aggiunge anche 10 rimbalzi e 5 stoppate). Walker invece firma la terza tripla doppia nella storia dei Bobcats (le precedenti erano di Boris Diaw e Stephen Jackson) con 20 punti, 10 rimbalzi ed 11 assist. E’ il primo esordiente di questa annata a firmare una tripla doppia.

    Crisi piena per i New York Knicks che perdono la terza gara di fila (la nona nelle ultime 10!) sul parquet dei Rockets che vincono in scioltezza. L’assenza di Carmelo Anthony è pesante per i bluarancio ma non può giustificare un periodo così negativo. Solo 3 uomini in doppia cifra per la squadra di Mike D’Antoni (che ora rischia seriamente la panchina) con Stoudemire a quota 23, Chandler a 14 (con 11 rimbalzi) e Shumpert ad 11. I Rockets giocano bene e soprattutto rispetto agli avversari lo fanno da vera squadra, alla fine si mettono in evidenza 2 giocatori in uscita dalla panchina: Budinger chiude con 19 punti e Dragic con 16. Devastante sotto canestro Sam Dalembert con 7 punti, 14 rimbalzi e 4 stoppate.

    Los Angeles Lakers | © Stephen Dunn/Getty Images

    Milwaukee conferma il buon periodo di forma battendo i Los Angeles Lakers: prova corale eccellente dei Bucks con 6 giocatori che arrivano in doppia cifra, tra i quali emerge Gooden che chiude con 23 punti. 15 punti a testa per Dunleavy ed Ilyasova che partono da riserve, ottima la regia di Jennings con 12 punti e 7 assist. I gialloviola hanno nel solito Kobe Bryant il top scorer con 27 punti, doppia doppia inutile per Gasol da 12 punti e 15 rimbalzi.

    Match palpitante tra Utah e Sacramento ma alla fine trionfano i padroni di casa dei Jazz grazie ai 20 punti di Gordon Hayward ed ai 20 di C.J. Miles. I Kings hanno l’opportunità di vincere la partita sulla sirena ma il tiro da 3 di Jimmer Fredette (14 punti) non tocca neanche il ferro. Ottima performance per Tyreke Evans (autore di una schiacciata che ha ricordato per alcuni versi le movenze del grande Michael Jordan) con 31 punti, 6 rimbalzi e 9 assist.

    Phoenix batte Memphis: dopo aver dominato nella prima parte di gara i Suns si fanno recuperare nel secondo tempo ma alla fine Steve Nash e Jared Dudley riescono a respingere l’assalto dei Grizzlies nel finale. Per l’eterno playmaker ci sono 21 punti, la guardia ex Bobcats ne aggiunge 20. Agli ospiti non basta la doppia doppia di Marc Gasol da 18 punti e 13 rimbalzi, quella di Mike Conley (15 punti e 10 assist) ed i 18 punti del leader Rudy Gay.

    Risultati NBA 28 gennaio 2012

    Philadelphia 76ers-Detroit Pistons 95-74
    Phi: Williams 17, Brand 14, Holiday 13
    Det: Monroe 16, Daye 12, Stuckey 11

    Charlotte Bobcats-Washington Wizards 99-102
    Cha: Mullens 23, Diaw 21, Walker 20
    Was: McGee 22,Young 21, Booker 16

    Houston Rockets-New York Knicks 97-84
    Hou: Budinger 19, Dragic 16, Lee 14, Hill 14
    N.Y.: Stoudemire 23, Chandler 14, Shumpert 11

    Milwaukee Bucks-Los Angeles Lakers 100-89
    Mil: Gooden 23, Ilyasova 15, Dunleavy 15
    Lak: Bryant 27, Bynum 15, Goudelock 13

    Utah Jazz-Sacramento Kings 96-93
    Uta: Hayward 21, Miles 20, Jefferson 12
    Sac: Evans 31, Fredette 14, Cousins 14, Thompson 14

    Phoenix Suns-Memphis Grizzlies 86-84
    Pho:Nash 21, Dudley 20, Gortat 13
    Mem: Gay 18, Gasol 18, Conley 15

    LE CLASSIFICHE 

    GLI HIGHLIGHTS:

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    TOP 10:

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  • NFL, Super Bowl: Rob Gronkowski rischia di saltare la Finale

    NFL, Super Bowl: Rob Gronkowski rischia di saltare la Finale

    Potrebbero esserci brutte notizie per i tifosi dei New England Patriots in vista del prossimo 46esimo Super Bowl in programma al Lucas Oil Stadium di Indianapolis contro i temibilissimi New York Giants: il fortissimo tight end della franchigia di Boston, Rob Gronkowski, uno dei pilastri della squadra e bersaglio preferito del fenomenale quarterback Tom Brady, rischia di dover saltare l’ultimo e più importante appuntamento della stagione per via dell’infortunio patito nella Finale di Conference, il Championship, vinto dai Patriots contro i Baltimore Ravens.

    Gronkowski aveva subìto in quell’occasione un brutto infortunio alla caviglia sinistra in un’azione di gioco in cui il piede gli era rimasto sotto il corpo di un difensore avversario. A causa delle condizioni non perfette e del dolore che continua a persistere precauzionalmente è stato tenuto a riposo durante il primo allenamento di preparazione al Super Bowl.

    Rob Gronkowski

    Gronkowski, selezionato al secondo giro del Draft del 2010 dai Patriots e proveniente da Arizona University, finora non ha saltato mai una partita dal suo ingresso in NFL dove in tempi rapidissimi è diventato una delle Stelle della Lega: nell’ultima stagione è definitivamente esploso e sotto la regia di Tom Brady ha messo sù delle cifre quasi mostruose per un tight end, abbattendo qualsiasi genere di record pur essendo solo al secondo anno. Ha avuto ben 90 ricezioni per 1327 yard di guadagno complessivo con la ciliegina sulla torta di 17 touchdown (abbattuto ogni precedente record, mai nessun tight end è riuscito a fare meglio nella storia NFL).

    Chi conosce il carattere di “Gronk” (questo il suo soprannome) sa perfettamente che farà di tutto per esserci nella sfida che vale un’intera stagione e nonostante la sua assenza all’allenamento anche il capo allenatore di New England, Bill Belichick, si è dichiarato tutto sommato ottimista di poter disporre del suo miglior ricevitore.

    Ovviamente vista l’importanza di Gronkowski nell’economia di gioco dei Patriots i tifosi incrociano le dita ma anche tutti gli appassionati sperano che possa esserci per il Super Bowl per poter vedere una partita dall’alto contenuto tecnico e spettacolare.