Autore: slevin

  • NBA: Howard manda al tappeto Davis! Guarda il video

    Dwight Howard ancora protagonista nella Finale di Eastern Conference contro i Boston Celtics in cui già precedentemente aveva fatto parlare di sè per via del suo gioco alcune volte fin troppo energico.

    Se la prima vittima del mastodontico centro degli Orlando Magic era stata il capitano biancoverde Paul Pierce, ora a farne le spese sono stati Marquis Daniels e Glen Davis che hanno avuto il poco invidiabile piacere di trovarsi il gomito del giocatore della Florida stampato in viso!

    Se nel caso di Daniels gli effetti sono stati limitati, altrettanto non si può dire per la gomitata ricevuta da Davis che è crollato sul parquet ed ha avuto seri problemi di equilibrio ed orientamento, con il viso fortemente stralunato e visibilmente scosso nel rendersi poi conto di quello che gli era accaduto. Davis tra l’altro è un giocatore dal peso fisico notevole, non per niente è stato ribattezzato “Baby Shaq”, vista la somiglianza corporea con l’enorme centro ora ai Cleveland Cavaliers ovvero Shaquille O’Neal e che ha fatto la storia degll’NBA prima coi Lakers (3 titoli) e poi con gli Heat (1 titolo).

    Alcune voci lo danno addirittura in dubbio per gara 6, le sue condizioni saranno valutate dallo staff medico che daranno il responso definitivo in vista di venerdì dove i Celtics saranno chiamati a vincere per chiudere il discorso che ora sta prendendo una piega pericolosa dopo la seconda vittoria consecutiva dei Magic che tallonano Boston rimontata ora sul 3-2.

    Vi offriamo le immagini del terrificante impatto e della reazione di Davis completamente fuori equilibrio.

    GUARDA IL VIDEO:

    [jwplayer mediaid=”106150″]

  • Juve: Nel mirino gli esterni e Pazzini

    Sono tante le piste che la nuova dirigenza sta percorrendo per cercare di allestire una formazione competitiva in vista della nuova stagione.
    Le priorità indicate da Luigi Delneri sono gli esterni (offensivi e difensivi) sui quali il tecnico basa il suo gioco, e un centravanti che risolva i problemi in zona gol.
    Gli obiettivi sarebbero stati individuati in Reto Ziegler della Sampdoria e Mattia Cassani del Palermo per quanto riguarda la difesa, mentre per il centrocampo si fa spazio l’idea di Simone Pepe, esterno polivalente dell’Udinese. In attacco c’è il nome del solito Pazzini.

    Le trattative però sono abbastanza complicate dalle richieste dei club interessati: Zamparini per Cassani chiede addirittura Sebastian Giovinco, i blucerchiati, nonostante il contratto dello svizzero scada nel giugno 2011, hanno sparato alto e la Juve spera di poter inserire Almiron o Poulsen per limare l’alta quotazione. Forse più facile il discorso per l’esterno dell’Udinese, che ha una quotazione che si aggira tra gli 8 e i 10 milioni di euro (ma con il rischio di vederla salire visto che disputerà i Mondiali), dato che il giocatore vuole lasciare il Friuli per andare a giocare in una grande squadra.

    E infine Pazzini: gli uomini di mercato bianconeri sono tornati alla carica, offrendo alla Samp 22 milioni. E ora Garrone potrebbe pensarci seriamente e fare a meno del suo bomber. E Delneri sarebbe accontentato nelle sue richieste.

  • Juve: Diego a Madrid per avere Aguero

    Nuova puntata sul caso Diego: il brasiliano acquistato solo un anno fa con un grosso investimento da 25 milioni di euro non ha reso secondo le aspettative disputando una stagione alquanto deludente.
    Il nuovo staff dirigenziale della società bianconera, in primis il Direttore Generale Giuseppe Marotta, sta lavorando per cercare di ottenere il massimo profitto dalla eventuale cessione di Diego, data la pesante svalutazione arrivata dopo un’annata così negativa e anche sfortunata.
    Nelle idee juventine sta prendendo largo l’idea di portare a Torino Sergio aguero, stella dell’Atletico Madrid vincitore dell’Europa League quest’anno. “El Kun” ha un costo abbastanza elevato ma la Juve punta sulla volontà del giocatore di lasciare gli spagnoli sentendosi ormai maturo per un grande club europeo. Inutile dire che su Aguero ci sono le più importanti squadre europpe, in Italia in prima fila ci sarebbe l’Inter, ma anche le altre possono far leva sull’attrazione della Champions League, cosa che invece non può mettere sul piatto la Juventus che è condannata ai preliminari di Europa League dal settimo posto ottenuto questa stagione nel campionato.
    La cosa certa è che l’Atletico Madrid vuole vendere il suo asso per monetizzare al massimo, la Juve vorrebbe prenderlo. il Chelsea, temibile concorrente, ha fatto ultimamente più di un passo indietro, visto che Carlo Ancelotti ritiene completo e soddisfacente il suo reparto offensivo. La conferma che “El Kun” possa lasciare a breve i Colchoneros è, infatti, arrivata direttamente da Quique Sánchez Flores, l’allenatore del club madrileno:

    • Sergio è un grandissimo giocatore ed è chiaro che ogni stagione ci siano molti club interessati a lui. Ma prometto ai nostri tifosi che anche in caso di una sua cessione potranno stare tranquilli perché costruiremo una grande squadra“.

    Parole che sembrano preparare il terreno a un addio che non sarebbe digerito in modo agevole.
    Il problema dell’Atletico, a questo punto, è quello di monetizzare al massimo la cessione e magari sostituire Agüero con un giocatore che possa in qualche modo intrigare i tifosi. Ecco perché l’idea di uno scambio potrebbe interessare e il nome di Diego Ribas da Cunha avere le caratteristiche giuste. Oltre ad un sostanzioso conguaglio in denaro e forse inserendo nella trattativa la rimanente quota di Tiago.
    Insomma tutto sarebbe pronto per essere discusso, anche se c’è da dire che Diego è stato oggetto di inserimenti in svariate trattative come ad esempio quelle di Frank Ribery e di Edin Dzeko rispettivamente intavolate con Bayern Monaco e Wolfsburg.
    resta da vedere se ancora il brasiliano della Juve riuscirà a far gola a qualche prestigiosa squadra, altrimenti si proverà a dargli una seconda possibilità aTorino.

  • NBA playoff 2010, Finali di Conference: Top 5 del 26 maggio 2010

    NBA top 5 del 26 maggio 2010.

    Tutto lo spettacolo delle migliori giocate della notte NBA.

    GUARDA IL VIDEO:

    [jwplayer mediaid=”106149″]

  • NBA playoff 2010, Finali di Conference: Highlights del 26 maggio 2010

    Ecco gli highlights della partita NBA disputata il 26 maggio, valida per le Finali di Conference dei playoff 2010.

    Guarda gli highlights:

    [jwplayer mediaid=”106148″]

  • NBA playoff 2010, Finali di Conference: I Magic si rifanno sotto, Celtics battuti ad Orlando

    Gli Orlando Magic battono i Boston Celtics sul parquet amico della Amway Arena e accorciano ulteriormente le distanze dai biancoverdi portandosi sul 3-2 nella serie di Finale della Eastern Conference.
    Primo tempo da manuale per la squadra della Florida che infila ben 9 triple sulle 13 mandate a bersaglio alla fine dell’incontro, e con una regia spumeggiante di Jameer Nelson e la presenza in area di Dwight Howard va al riposo sul 57-49 dopo essere comunque stata in vantaggio anche di 14 punti, erosi dal solo Paul Pierce e dai suoi viaggi in lunetta, vista la pessima vena al tiro di Ray Allen e Kevin Garnett. Proprio sul finire di secondo quarto arriva anche l’espulsione del centro titolare di Boston, Kendrick Perkins per il secondo fallo tecnico causato dalle troppe proteste dopo un fallo fischiatogli contro e che accorcia le rotazioni degli uomini di coach Doc Rivers per le marcature su Howard.
    L’intensità di gioco dei Magic cala improvvisamente al ritorno in campo e i Celtics si riportano in partita anche grazie ad un Rajon Rondo molto più ispirato (ma non ai suoi consueti livelli) rispetto alle frazioni precedenti di gioco. La giocata che spezza la partita in 2 è un tiro da ben 9 metri di Nelson che va a bersaglio e scaraventa l’inerzia dell’incontro verso i neroazzurri della Florida. E così nel quarto periodo entra in scena Rashard Lewis che fa pagare cara la scelta di coach Rivers di piazzargli in marcatura “capitan” Pierce: con 7 punti in fila, l’ala ex Seattle Sonics porta i suoi sul +13. Wallace cerca disperatamente di riportare in partita i Celtics con 2 tiri da 3 punti, ma la discreta prestazione a i liberi di Howard e la tripla di Nelson del +18 a 5 minuti dalla fine chiudono la gara che viene condotta in porto con tranquillità fino alla fine.

    Boston ha in Rasheed Wallace il suo miglior marcatore con 21 punti, seguito da un opaco Rondo con 19, mentre Pierce ne manda a referto 18 (ma solo 2 punti nel secondo tempo quando è incredibilmente sparito dal campo). Male Garnett (10 punti) e Ray Allen (9 punti) con un complessivo 8/25 che non fa onore ai 2 campioni dei biancoverdi.
    Per i Magic invece ottime prestazioni per Nelson (24 punti) e Howard (21 punti, 10 rimbalzi e 5 stoppate), decisivo l’apporto di J.J. redick con 14 punti e la sicurezza al tiro nei momenti caldi che alla fine valgono doppio! Lewis ne mette altri 14 ma è praticamente decisivo nel quarto quarto con ben 9 punti, buono l’apporto di Brandon Bass e Mickael Pietrus dalla panchina con 8 punti a testa, importante il fatto che si facciano trovare pronti nel momento del bisogno perchè i Magic hanno bisogno dell’apporto di tutto il roster per cercare di ribaltare questa serie. Unica nota stonata la partita di Vince Carter, che in questa serie non riesce proprio ad entrare in ritmo: 8 punti ma con 10 tentativi dal campo, ci si aspetta molto di più dal fenomeno ex North Carolina University anche perchè è un tassello importantissimo nel mosaico di coach Stan Van Gundy. Grandissima serata dall’arco (13/25) per Orlando che distrugge gli avversari anche a rimbalzo (43-26) e nelle percentuali dal campo ed ai tiri liberi.

    La vittoria per i Magic era fondamentale per non essere eliminati e cercare di giocarsi gara 6 a Boston, match già puntato da Van Gundy e sul quale si baserà la stagione della franchigia della Florida. La pressione ora sarà tutta sui Celtics in gara 6 visto che dovranno chiudere il conto: un ritorno alla Amway Arena per una eventuale gara 7, in trasferta, potrebbe equivalere ad una clamorosa eliminazione che mai si è verificata nella storia del basket americano nelle 93 occasioni finora capitate. Solo 3 volte nell’hockey su ghiaccio (Toronto Maple Leafs nel 1942, New York Islanders nel 1975 e proprio quest’anno i Philadelphia Flyers peraltro su un’altra franchigia di Boston, i Bruins) sono riusciti nell’impresa di ribaltare un 3-0 in 3-4. Anche nel baseball ciò si è verificato ma per una sola volta e nell’occasione è stata coinvolta un’altra squadra di Boston, i Red Sox , ma in positivo, quando eliminarono, nel 2004, dopo essersi trovati sotto 3-0 i New York Yankees nella post season.
    Boston ora trema ma è squadra esperta per contenere l’emotività ed incanalarla nel giusto verso, dall’altra parte i Magic ci credono dato che da una situazione disperata ora sono a ridosso degli avversari e stanno facendo sentire il fiato sul collo.
    Gara 6 è in programma venerdì notte al “Garden” di Boston e sarà un appuntamento da non perdere per una partita che sarà giocata fino allo stremo da parte delle 2 squadre e dai giocatori che andranno in campo.

    Risultati NBA del 26 maggio 2010

    Orlando Magic – Boston Celtics 113-92
    –> Orl: Nelson 24, Howard 21, Redick 14, Lewis 14 – Bos: Wallace 21, Rondo 19, Pierce 18

    LE SERIE DELLE FINALI DI CONFERENCE:

    Magic-Celtics 2-3
    Lakers-Suns 2-2

  • Basket, Serie A: Bologna pareggia la serie, decisiva gara 5

    La Virtus Bologna batte Cantù e si porta in parità (2-2) nella serie dei quarti di finale dei playoff scudetto del campionato italiano di basket di Serie A.

    I bianconeri hanno praticamente demolito i brianzoli con un sonoro 95-79 riuscendo nella difficile impresa di riportarsi in parità dopo il 2-0 subito a Cantù.
    Grande protagonista della serata è stato il playmaker della squadra di Sabatini ovvero Andre Collins chiamato a fine partita a gran voce dalla curva bianconera, dopo la standing ovation dell’intera FuturShow Station. Dopo i 20 punti di gara 3, ieri sera ne sono arrivati 28, equamente divisi tra primo e secondo tempo. E pensare che dopo l’infortunio alla caviglia patito contro Siena non doveva nemmeno essere della serie. Cosa lo ha spinto a tornare in campo, pur acciaccato, lo ha spiegato lo stesso playmaker ieri nel dopopartita:

    • Non avrei dovuto giocare la serie contro Cantù, ma una volta andati sotto 2-0 ho pensato che piuttosto che passare l’estate a curarmi, pensando che non avevo dato il 100% per la mia squadra, preferisco giocarmela senza rimpianti e poi passare ugualmente l’estate a curarmi questo acciacco“.

    Spiegazione lineare, senza dubbio, oltre che coraggiosa. Ma soprattutto il playmaker ex Ferrara svela una frase sussurrata all’orecchio dal patron Sabatini nel corso proprio di gara 3, quando con la Virtus ormai fuori dal campionato e Collins ancora a zero punti nella partita, c’è stata la chiave di volta della serie e, forse (se le cose andranno bene anche in gara 5!) anche della stagione:

    • Mi ha detto di tirare qualsiasi cosa mi fosse arrivata in mano e l’ho fatto!“.

    Visti i risultati, mai suggerimento fu più azzeccato. Canestri che uniti alla giornata di grazia di Jackson hanno portato a questo 2-2 che dopo le due partite canturine sembrava veramente un’utopia:

    • Aaron (Jackson, ndr) mi sta dando una grossa mano perché è un giocatore aggressivo, che apre spazi e mi toglie pressione, perché le difese avversarie sono costrette a marcare anche lui“.

    Queste le parole del migliore in campo delle ultime 2 gare, ora chiamato ad un’altra grande prova da leader domani a Cantù, su un campo che si preannuncia veramente molto caldo. Patron Sabatini invece nel dopopartita minimizza quella frase sussurrata all’orecchio del suo play che molti avevano comunque intuito già lunedì sera, e regala altri messaggi piedi di fiducia a squadra e tifosi:

    • Non sono suggerimenti, per quelli ci pensa coach Lardo: i miei sono incitamenti, frasi che intendono dare entusiasmo. Eravamo in un momento difficile e tutti, in primis Andre che ha vissuto un’annata complicata a livello fisico e personale visto il lutto che l’ha colpito, avevano bisogno di fiducia. Ma non l’ho sbloccato io“.

    Una frase che comunque ha portato a 48 punti di Collins in meno di sette quarti di gioco e a un 2-2 che ora regala ancora più convinzione all’ambiente. Convinzione che Sabatini cavalca come solo lui sa fare:

    • Dipendesse da me, farei un pullman che parta per Cantù venerdì mattina, come avevamo fatto in altre partite del passato. Sinceramente penso che Cantù abbia perso una grande occasione all’inizio di gara 3, quando poteva chiudere la serie: lì siamo stati bravi noi a non lasciarci andare. Ora siamo 2-2 e gli sguardi della paura venerdì saranno i loro, non certo i nostri: noi non abbiamo niente da perdere, anche perché dopo ci aspetta Siena, e andremo là convinti di aver fatto una stagione positiva nonostante i tanti infortuni“.

    Poi Sabatini va giù duro nei confronti degli avversari:

    • Tra noi e Cantù ci sono 20 punti, quindi sono convinto che martedì andremo a Siena per gara 1“.

    Una frase, quella sui venti punti di scarto, che non portò benissimo in passato alle “V nere” ai tempi della Legadue con Jesi ma che fu riproposta con maggiore fortuna nella serie dei quarti 2006/07 contro Biella.
    Intanto, ieri si è chiusa la vendita dei biglietti per gara 1 e 2 a Siena, con 274 tagliandi venduti. E quindi Sabatini conferma:

    • Spero che questi tifosi ci seguano anche a Cantù e non ho dubbi. Ma lo ripeto: hanno fatto un affare, perché noi a Siena ci andremo“.

    I risultati dei playoff di Serie A (gara 4):

    Canadian Solar Bologna – Ngc Medical Cantù 95-79

    Le serie dei quarti di finale dei playoff di Serie A:

    1)Montepaschi Siena – 8)Benetton Treviso 3-0 (Siena accede alle Semifinali playoff)
    2)Pepsi Caserta – 7)Lottomatica Roma 3-0 (Caserta accede alle Semifinali playoff)
    3) Armani Jeans Milano – 6)Sigma Coatings Montegranaro 3-0 (Milano accede alle Semifinali playoff)
    4)NGC Cantù – 5)Canadian Solar Bologna 2-2

  • NHL: La Finale sarà Chicago Blackhawks – Philadelphia Flyers

    Si sono da poco concluse le Finali di Conference dei playoff NHL.

    Nella Western Conference la serie è stata senza storia dato che i Chicago Blackhawks hanno letteralmente demolito i San Josè Sharks che erano arrivati primi ad Ovest. Netto dominio degli Hawks in ogni gara, nessuno si aspettava prestazioni così incredibili, quantomeno ci si attendeva qualche vittoria dei quotati Sharks, che invece hanno dovuto soccombere sotto i colpi della franchigia dell’Illinois. Lo “sweep” sarà stato davvero amaro e duro da digerire per i Californiani.

    Nella Eastern Conference invece la sfida tra le “cenerentole” Philadelphia e Montreal (settima qualificata Phila, ottavi invece gli “Habs”) si è risolta a favore dei Flyers che hanno avuto la meglio per 4-1. Dopo l’iniziale 2-0 i Canadiens hanno avuto uno scatto d’orgoglio accorciando sul 2-1, ma in questa serie non c’è stato il miracolo come nei 2 turni precedenti contro Washington e Pittsburgh: Philadelphia è stata superiore in tutto e ha chiuso nelle 2 gare successive, raggiungendo in Finale NHL la già qualificata Chicago.

    Il vantaggio campo nell’ultimo atto stagionale che assegnerà la Stanley Cup sarà per i Blackhawks, che hanno fatto più punti in stagione regolare, ma la serie comunque non sembra già scritta, con i Flyers pronti a dare battaglia. Da notare che non ci sono vere e proprie superstar nelle 2 squadre ma i roster sono formati sempre da giocatori di livello e di talento. La serie partirà sabato 29 maggio a Chicago.

    Le serie delle Finali di Conference:

    EASTERN CONFERENCE:

    Philadelphia Flyers – Montreal Canadiens 4-1

    WESTERN CONFERENCE:

    San Josè Sharks – Chicago Blackhawks 0-4

    FINALE NHL:

    Chicago Blackhawks – Philadelphia Flyers

  • NBA: Phil Jackson tentato dai New Jersey Nets

    Una serie che sembrava potersi chiudere facilmente, quella con i Phoenix Suns, e che invece in un batter d’occhio è stata rimessa in bilico dalla squadra dell’Arizona che ha pareggiato la serie sul 2-2 sfruttando le 2 partite interne; nervosismo a fior di pelle che qualche rete televisiva ha mandato in visione negli Stati Uniti; esigenze di mercato non proprio chiare che rendono il futuro incerto e labile. Ecco tutti gli argomenti che stanno portando i Los Angeles Lakers ad affrontare uno dei periodi più difficili della stagione!

    E il tutto è sfociato nelle minacce di coach Phil Jackson, che secondo i bene informati sarebbe pronto a lasciare la “Città degli Angeli” se ci dovessero essere tagli ai costi di gestione e sui stipendi.
    Se infatti il proprietario della franchigia gialloviola, Jerry Buss, dovesse tagliare i costi, lo stipendio di Coach “Zen” si decurterebbe da 12 a 10 milioni di dollari. Interrogato da alcuni giornalisti in merito, il capo allenatore dei Lakers ha preferito restare molto vago dicendo che non ha ancora avuto modo di parlare con la dirigenza per affrontare la situazione.
    Pesa su tutto ciò come un macigno anche la serie contro i Phoenix Suns nelle finali di Western Conference: nella notte infatti i Suns e in particolar modo gli uomini in panchina di Alvin Gentry hanno pesantemente surclassato quella di Jackson regalando il 2-2 per la perfetta parità. Nell’ultimo quarto, per la prima volta forse nella storia, si è assistito ad un Jackson furibondo (verso Pau Gasol tra l’altro) nel chiamare un time-out.
    Ma se veramente questa situazione di nervosismo dovesse portare il coach 10 volte campione NBA (6 con i Chicago Bulls, 4 con i Lakers i suoi titoli in carriera) ad abbandonare la panchina gialloviola, dove potrebbe andare?
    Si vocifera in queste ore di un possibile interessamento verso i New Jersey Nets che grazie al nuovo proprietario e allo spazio salariale potrebbero allestire una super formazione in grado sin da subito di competere per i più grandi traguardi, ancor di più se si riuscisse nell’impresa di strappare LeBron James a Cleveland e alle altre concorrenti in gioco sul numero 23 dei Cavs. Nella sua carriera Jackson ha allenato sempre i giocatori più forti e dominanti in quel momento e stiamo parlando di Michael Jordan, Shaquille O’Neal e Kobe Bryant, allenare anche “LBJ” non sarebbe una sfida di poco conto.
    Di altre panchine non si può parlare, per ora l’unica esclusa direttamente è stata Chicago che in queste ore è intenta a cercare un nuovo capo allenatore. Jackson infatti ha detto che non ha intenzione di tornare ai Bulls ed ha chiuso la porta ad un possibile ritorno nella “Città del vento”.
    Ma il momento della verità dovrebbe essere comunque vicino e tra poco potremmo avere notizie più chiare sul futuro dell’allenatore che ha lasciato un segno indelebile nella storia della NBA.

  • NBAplayoff 2010, Finali di Conference:Top 5 del 25 maggio 2010

    NBA top 5 del 25 maggio 2010.

    Tutto lo spettacolo delle migliori giocate della notte NBA.

    GUARDA IL VIDEO:

    [jwplayer mediaid=”106146″]