Per la Reggina la trasferta di Empoli stasera nel posticipo della sesta giornata di Serie B rappresenta l’ennesimo banco di prova per i calabresi il cui obiettivo stagionale minimo sono i playoff. La squadra di Breda gioca un buon calcio e lo ha fatto vedere nelle precedenti uscite, soprattutto alla “prima” con il Modena e nell’ultimo turno di campionato dove al Granillo è stato travolto il Pescara di Zeman 4-2. Breda, dopo l’esperienza a Salerno, sta dimostrando di poter allenare in piazze calde ed esigenti come lo è quella reggina.
Autore: Lupo
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Empoli-Reggina, probabili formazioni. Tavano vs Bonazzoli
L’Empoli stasera però è costretto a fare risultato. Reduce da quattro sconfitte consecutive i toscani dell’ex Aglietti si trovano a dover affrontare una crisi che rischia di travolgere lo stesso tecnico che, nonostante la fiducia della società, ha una situazione delicata. La parola d’ordine è dimenticare in fretta la sconfitta di Crotone e riprendere il cammino verso un campionato tranquillo. Per quanto riguarda le formazioni, bello ed interessante il duello a distanza tra i due bomber: Tavano da una parte e Bonazzoli dall’altra cercheranno di trascinare i rispettivi compagni alla vittoria. Empoli con il solito 4-3-3 dove Coralli e Dumitru andranno a comporre il tridente offensivo con Tavano, l’ex Stovini guiderà il reparto difensivo con Mori al centro della difesa e Ficagna spostato sulla corsia di destra. Sul fronte opposto Missiroli dietro le punte Bonazzoli e Campagnacci, è pronto a terrorizzare il reparto arretrato toscano; in mediana De Rose e Rizzo sono pronti per spezzare le trame di gioco degli avversari e ripartire. Probabili formazioni Empoli – Reggina (ore 20:45) EMPOLI (4-3-3): Pelagotti; Ficagna, Mori, Stovini, Regini; Coppola, Valdifiori, Saponara; Dumitru, Tavano, Coralli. Panchina: Dossena, Tonelli, Mazzanti, Moro, Fatic, Michelidze, Signorelli. Allenatore: Aglietti. REGGINA (3-4-1-2): Kovacsik; Cosenza, Emerson, A. Marino; D’Alessandro, De Rose, Rizzo, Rizzato; Missiroli; Campagnacci, Bonazzoli. Panchina: P. Marino, Adejo, Bini, Castiglia, Barillà, Ceravolo, Ragusa. Allenatore: Breda.© Dino Panato/Getty Images -
Juve, è Chiellini il tallone d’Achille della difesa?
Nonostante il primato in classifica, a dir la verità molto corta, da spartire con l’Udinese di Guidolin, in casa Juventus non regna di certo la tranquillità. A parte la gara all’esordio con il Parma, tatticamente quasi perfetta e con la rete della bandiera dei ducali dell’1-4 arrivata in pieno recupero su un’ingenuità di Paolo De Ceglie, la squadra di Antonio Conte ha evidenziato, nelle ultime tre uscite di campionato, delle lacune difensive evidenti, errori da ricercare nelle prestazioni di Giorgio Chiellini.
Il rendimento del difensore centrale bianconero è vertiginosamente calato negli ultimi anni e da aspirante leader della difesa, sia della Juventus che della nazionale italiana, dopo il ritiro di Fabio Cannavaro e quello ancor prima di Alessandro Nesta, è passato a quello di comprimario; sono già in molti che gli hanno tolto l’etichetta di “miglior difensore italiano”. In due dei tre gol subiti dalla Juventus in questo campionato c’è il suo zampino. In particolare si è visto come il centrale perda spesso l’uomo sui calci piazzati e, piuttosto facilmente, la concentrazione nei minuti decisivi del match: gli esempi lampanti, e più recenti, da riportare sono quelli con Bologna, dove è proprio lui a permettere a Portanova di saltare indisturbato e di insaccare di testa in rete alle spalle di un immobile Buffon, e ieri a Catania dove prima si è fatto sorprendere da Bergessio, abile a prendere posizione sul cross rasoterra e insidioso di Gomez, in occasione del vantaggio etneo e poi stoppando con sufficienza una palla in area di rigore nei minuti finali di gara “servendo” il liberissimo Suazo con Buffon costretto al prodigioso intervento per evitare una certa sconfitta, e sarebbe stata la prima dell’era Conte. E allora ci chiediamo: cosa sta accadendo a Chiellini? Quali sono i motivi di questa sua involuzione? E’ stato sopravvalutato sin dall’inizio oppure è soltanto perchè sta attraversando un periodo non felice della sua carriera? Viceversa chi ha ben impressionato in questa prima parte di stagione è Barzagli che il tecnico ha lanciato definitivamente al fianco di Chiellini a spese di Bonucci, pagato ben 16 milioni lo scorso anno e rivelatosi, per il momento per quanto pagato, un flop. E’ l’ex centrale di Palermo e Wolfsburg a guidare bene il reparto ma di certo non ha potuto fare nulla sugli svarioni difensivi del collega. Che risieda proprio in Chiellini quindi la vulnerabilità della difesa juventina? Solo visionando le prossime gare potremmo avere una risposta, ma il fatto che la Juve abbia praticamente quasi concluso l’acquisto dal San Paolo del centrale brasiliano, in arrivo a gennaio, Rhodolfo la dice lunga sulle intenzioni future del tecnico che pare abbia intenzione di far traslocare Giorgio e impiegarlo nel ruolo di terzino sinistro, come fece per qualche partita lo scorso anno Del Neri, visto anche il “buco” da coprire in quel settore del campo dove nè De Ceglie e nè Grosso offrono ampie garanzie (e allora perchè vendere Ziegler?).© Valerio Pennicino/Getty Images -
Rossi non recupera e salta Napoli
Una buona notizia in casa Napoli dopo le recenti delusioni in campionato: Giuseppe Rossi infatti salterà la sfida del San Paolo con il suo Villarreal di domani sera, gara valida per la seconda giornata di Champions League, per infortunio.
Pepito infatti è stato costretto ad uscire dal campo per un problema al ginocchio accusato durante la gara pareggiata per 1-1 nell’ultimo turno di campionato a Bilbao, non si conosce ancora l’esatta entità dell’infortunio ma, come confermato anche dal manager Federico Pastorello, appare improbabile un recupero dell’attaccante della nazionale italiana per l’importante match: “L’ho sentito ieri sera, era dispiaciuto perché vorrebbe giocare a Napoli ma secondo le mie informazioni è impossibile che possa scendere in campo. La sua assenza non dovrebbe limitarsi alla gara di Champions anche se Garrido l’ha comunque convocato“. Sfuma così la possibilità di vederlo in azione al San Paolo per colui che quest’estate, dopo un primo ammiccamento con la Juventus, è stato vicinissimo al trasferimento proprio al Napoli di Mazzarri che avrà così una minaccia in meno a cui pensare domani sera.© JOSEP LAGO/AFP/Getty Images -
Prima Divisione, Pergocrema e Lanciano a punteggio pieno
Nella quarta giornata del campionato di Prima Divisione il Carpi (0-0 a Pavia) e il Como (4-2 a Reggio Emilia) guidano la classifica del Girone A tallonati dal Taranto bloccato a Sorrento sullo 0-0. Nel Girone B Pergocrema (2-1 all’Alto Adige) e Lanciano (2-1 al Barletta) non perdono colpi e guidano la classifica apunteggio pieno con 12 punti.
Risultati e marcatori 4 Giornata Prima Divisione 2011-2012
GIRONE A
FOGGIA – MONZA 1-0
34′ Lanteri
FOLIGNO – BENEVENTO 2-2
15′ rig Cipriani (B), 16′ Cia (B), 42′ rig Coresi (F), 89′ Guidone (F)
LUMEZZANE – TERNANA 0-0
PAVIA – CARPI 0-0
PRO VERCELLI – PISA 0-0
REGGIANA – COMO 2-4
11′ Orlando (C), 12′ Toledo (C), 52′ Filippini (C), 53′ Tavares (C), 67′ Alessi (R), 75′ Guarma (R)
SORRENTO – TARANTO 0-0
TRITIUM – SPAL 1-1
36′ Sinato (T), 39′ Laurenti (S)
VIAREGGIO – AVELLINO 0-1
33′ ZigoniCLASSIFICA
Pos Squadra Pt G 1. CARPI 10 4 2. COMO 10 4 3. TARANTO (-1) 9 4 4. TERNANA 7 4 5. TRITIUM 7 4 6. SORRENTO 6 4 7. PISA 6 4 8. AVELLINO 6 4 9. FOGGIA 5 4 10. SPAL 5 4 11. PRO VERCELLI 5 4 12. PAVIA 3 4 13. MONZA 3 4 14. BENEVENTO (-6) 2 4 15. LUMEZZANE 1 4 16. REGGIANA (-2) 0 4 17. FOLIGNO (-1) 0 4 18. VIAREGGIO (-1) -1 4 GIRONE B
ANDRIA – TRIESTINA 2-1
26′ Godeas (T), 65′ Comini (A), 85′ Meccariello (A)
BASSANO – LATINA 0-1
74′ rig Jefferson
CARRARESE – TRAPANI 3-0
22′ Orlandi, 75′ Gaeta, 84′ Ballardini
FERALPI SALO’ – PORTOGRUARO 0-2
32′ Luppi, 83′ Radi
LANCIANO – BARLETTA 2-1
55′ Turchi (L), 88′ rig Mazzeo (B), 91′ Mammarella (L)
PERGOCREMA – ALTO ADIGE 2-1
22′ Fischnaller (A), 46′ Testardi (P), 69′ Pia (P)
PIACENZA – CREMONESE 1-3
2′ Le Noci (C), 15′ Melucci (P), 30′ Le Noci (C), 89′ Bocalon (C)
SIRACUSA – SPEZIA 3-1
10′ Fofana (Si), 57′ Mancosu (Si), 71′ rig Fofana (Si), 76′ Evacuo (Sp)stasera ore 20:45
FROSINONE – PRATOCLASSIFICA
Pos Squadra Pt G 1. PERGOCREMA 12 4 2. LANCIANO 12 4 3. TRAPANI 9 4 4. BARLETTA 7 4 5. CREMONESE (-6) 6 4 6. TRIESTINA 6 4 7. PORTOGRUARO 6 4 8. CARRARESE 6 4 9. ANDRIA 5 4 10. SIRACUSA (-2) 5 4 11. SPEZIA 4 4 12. ALTO ADIGE 4 4 13. LATINA 4 4 14. FROSINONE 3 3 15. FERALPI SALO’ 1 4 16. PRATO 0 3 17. BASSANO 0 4 18. PIACENZA (-4) -1 4 -
F1, le pagelle del GP di Singapore. Vettel 10 e lode
Le pagelle ai protagonisti del Gran Premio di Singapore 2011 Vettel 10 e lode: quanti ne avrà presi quest’anno di 10 e lode? E’ il trionfatore dell’anno, ha i numeri dalla sua parte: 9 vittorie, 11 pole position e 13 podi in stagione (in pratica sempre, non è salito sul podio solo al Nurburgring). Sfiora il Grand Chelem (pole, vittoria, giro veloce e in testa dall’inizio alla fine) che solo i grandi campioni sono riusciti a fare, non ottenuto a causa del giro più veloce che gli strappa Button nel finale. Cosa chiedere di più ad un ragazzo che a 24 anni si appresta già a vincere (ha praticamente vinto) il suo secondo titolo Mondiale? Per caso vi ricorda qualcuno? (con un anno di differenza…).
Button 10: la sua seconda parte di stagione è semplicemente da incorniciare, sta scalzando piano piano e zitto zitto Hamilton dal ruolo di prima guida. Anche oggi una gara stupenda, mai un errore, sempre concentrato al 100% dall’inizio alla fine, non una sbavatura. Arriva secondo, magra consolazione il giro più veloce della gara. Webber 7: il punto in più gli vale per il sorpasso deciso su Alonso e per aver vinto alla fine il duello con lo spagnolo. Ma con quel razzo di macchina che ti ritrovi non puoi giungere al traguardo con mezzo minuto di ritardo dal tuo compagno di squadra che guida una vettura al pari (quasi) della tua. Alonso 8: il massimo raggiungibile per uno dei protagonisti del crash-gate del 2008, il podio sarebbe stato come una vittoria. La Ferrari quest’anno soffre troppo le coperture Pirelli, impiega troppo tempo tempo a portarle in temperatura ma allo stesso tempo le usura prima degli altri. Ora biosgnerà lottare per la piazza d’onore nella classifica iridata visto che il Mondiale ormai è saldamente nelle mani di Vettel. Hamilton 3: la rimonta dalla 20esima posizione fino alla quinta è stupenda ma il voto è attribuito unicamente per l’errore, solo uno dei tanti che ne hanno pregiudicato il rendimento durante la stagione nel tamponamento, in occasione del contatto con Massa che ha rovinato la sua gara e quella del brasiliano. Dottor Jekyll e Mr Hyde. Massa 5: parte bene e tiene il passo di Alonso e Webber che lo precedono fin quando Hamilton non lo tampona da dietro. Gara rovinata, ok, ma Lewis con una penalità da scontare in più è riuscito a dargli quasi 40 secondi, ciò vuol dire che qualcosa in Felipe non va. Sarà che spesso fa a sportellate con Hamilton, sarà che soffre tanto un compagno di squadra carismatico, veloce e completo come Alonso ma il brasilaino non si è ancora dimostrato all’altezza della Ferrari. Red Bull 9: la RB7 entrerà sicuramente nella leggenda come una delle vetture più vincenti della storia della Formula 1. La creatura di Adrian Newey è la perfezione nelle mani di Vettel, il binomio è destinato a vincere per tanto altro tempo. Di Resta 8: che gara per lo scozzese che fa il suo miglior piazzamento stagionale (e in carriera dal momento che è al suo primo anno in F1) chiudendo in sesta posizione in un Gran Premio difficile come quello di Singapore, con tante curve e muretti che non lasciano scampo. Da tenere d’occhio il ragazzo… Force India 8: week-end migliore non poteva sperare. La scuderia indiana torna a casa da Singapore con un sesto (Di Resta) e ottavo posto (Sutil). Sempre in crescita costante dopo aver patito un pò di crisi all’inizio della stagione. Perez 7: decimo posto e altro punto portato a casa con personalità. Cresce bene il talento messicano alla sua prima avventura in F1. Renault 4: week-end pessimo per la scuderia anglo-francese. Singapore si rivela un incubo sul circuito che solo 3 anni fa ci fu il famoso crash-gate, l’incidente pilotato dal muretto dell’allora seconda guida Nelsinho Piquet per favorire l’entrata della safety car in pista ed avvantaggiare Alonso che vinse nonostante la Renault di allora era tutt’altro che competitiva. Solo un 15esimo e 17esimo posto per Bruno Senna e Vitaly Petrov.© PRAKASH SINGH/AFP/Getty Images -
Massa furioso con Hamilton: “Non usa il cervello”. Video
Felipe Massa non ci sta ed attacca nuovamente Lewis Hamilton per le sue manovre azzardate che in più di un’occasione hanno penalizzato lui e suoi colleghi. Anche oggi durante il Gran Premio di Singapore vinto da Sebastian Vettel, il pilota brasiliano della Ferrari si è lamentato del comportamento dell’inglese in occasione dell’incidente nei primi giri di corsa: “Ancora una volta Hamilton ha dimostrato di non saper proprio usare la testa. Anche in qualifica ha rischiato di fare un incidente e nonostante le penalità, nonostante i richiami Lewis non vuol proprio fermarsi a riflettere. Non capisce. È importante continuare a condannare certi comportamenti, non ci si può comportare così in pista“.
Tutti sappiamo che il pilota anglo-caraibico ha uno stile di guida particolare, veloce, aggressivo e irruente nei sorpassi e spesso questa sua foga lo spinge a fare a “sportellate” con le altre vetture in pista con contatti più o meno significativi, alcune volte causando il ritiro dell’avversario e, il più delle volte, di sè stesso. Molti si dividono sulle responsabilità, chi considera le sue manovre lecite, lo adora e lo ringrazia per offrire sempre uno spettacolo che in Formula 1 mancava da troppi anni, chi invece vorrebbe togliergli la superlicenza per non farlo più prendere parte ad una gara. Premettendo che la colpa oggi è totalmente sua, non sembra che Hamilton nell’accaduto non “abbia usato la testa” come sostiene Massa. Non si vuole giustificarlo, la responsabilità dell’incidente è pienamente sua. Certo, commette un errore evidente ma nella manovra non si vede “cattiveria” e irruenza, caratteristiche tipiche dell’inglese con i quali spesso compie i sorpassi, e oltretutto la sua azione non resta impunita. Anzi Lewis, che cerca l’attacco su Massa, desiste dal suo intento proprio per evitare conseguenze e si riaccoda alla Ferrari ma fato vuole che la sua ala anteriore tocchi il posteriore della monoposto del ferrarista forandogli lo pneumatico e compromettendo la gara di entrambi. Quello di oggi è stato un normale contatto di gara non condannabile in quanto a “cattiveria”, che comunque è stato giustamente punito. [jwplayer config=”15s” mediaid=”97862″] Anche Hamilton ha subìto un tamponamento con la stessa dinamica a Spa nello scorso Gran Premio del Belgio da Kobayashi con conseguente ritiro del campione del mondo 2008 ma nè “la vittima” nè altri hanno sollevato il polverone che va ad alzare puntualmente Massa. Probabilmente il buon brasiliano si sente un pò bersaglio dell’inglese dal momento che il più delle volte è lui a subire le manovre azzardate (vedi Montecarlo di quest’anno) del pilota della McLaren ma oggi, con tutta la ragione che aveva comprensibilmente, ha sbroccato, ha contribuito ad alimentare anche quanto accaduto ieri in qualifica, un tantino troppo andando anche a dare una pacca un pò troppo energica al rivale mentre questi stava concedendo un’intervista alla BBC. Un gesto legato anche alla frustrazione per il fatto che nonostante il pit stop forzato di entrambi Massa è arrivato nono mentre Hamilton, che ha dovuto scontare anche la penalità, è transitato sotto la bandiera a scacchi quinto recuperando dalla 20esima posizione. L’azzardo, l’aggressività e l’irruenza fanno parte delle corse, poi sta ai piloti dosare queste abilità, c’è chi riesce a trovare la giusta alchimia e trarne vantaggio e chi invece no. E c’era qualcuno un tempo non troppo lontano, connazionale di Massa e che ora guarda le corse da lassù, che in quanto ad azzardo, aggressività ed irruenza era il maestro. Per saperne di più chiedere ad Alain Prost. Di seguito il video della pacca non proprio amichevole di Massa ad Hamilton. [jwplayer config=”120s” mediaid=”97864″]© ROSLAN RAHMAN/AFP/Getty Images -
Superbike, le classifiche. Checa ad un passo dal titolo
Vittoria e terzo posto nel Gran Premio d’Italia svoltosi a Imola e Carlos Checa si avvicina al titolo iridato. Mancano solo 3 punti ormai al ducatista per vincere il suo primo titolo Mondiale in Superbike, irraggiungibile anche per Marco Melandri e Max Biaggi che ce l’ha messa tutta in questa stagione per contrastare il dominio dello spagnolo.
In classifica costruttori Ducati vicina al suo 17esimo titolo marche. Aprilia e Yamaha si giocheranno la piazza d’onore.
CLASSIFICA PILOTI
Pos. Pilota Team Pt. 1. CHECA
DUCATI 417 2. MELANDRI
YAMAHA 320 3. BIAGGI
APRILIA 281 4. LAVERTY
YAMAHA 256 5. HASLAM
BMW 187 6. CAMIER
APRILIA 171 7. GUINTOLI
DUCATI 158 8. HAGA
APRILIA 155 9. BADOVINI
BMW 147 10. FABRIZIO
SUZUKI 141 11. REA
HONDA 138 12. SYKES
KAWASAKI 127 13. LASCORZ
KAWASAKI 125 14. SMRZ
DUCATI 118 15. CORSER
BMW 71 16. XAUS
HONDA 49 17. BERGER
DUCATI 45 18. ROLFO
KAWASAKI 39 19. AITCHISON
KAWASAKI 36 20. HOPKINS
SUZUKI 20 21. VERMEULEN
KAWASAKI 14 22. TOSELAND
BMW 13 23. LANZI
BMW 10 24. WATERS
SUZUKI 8 25. SANDI
DUCATI 7 26. POLITA
DUCATI 5 27. BAIOCCO
DUCATI 4 28. KIRKHAM
SUZUKI 3 29. VENEMAN
BMW 3 30. FORES
BMW 2 31. KISPATAKI
HONDA 1 32. STARING
KAWASAKI 1 33. LOWES
HONDA 1 34. LAI
HONDA 1 CLASSIFICA COSTRUTTORI
Pos. Team Pt. 1. DUCATI
441 2. APRILIA
376 3. YAMAHA
375 4. BMW
232 5. KAWASAKI
192 6. HONDA
162 7. SUZUKI
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F1, le classifiche dopo GP Singapore. Vettel ad 1 punto dal Mondiale
Un solo punto serve a Sebastian Vettel per diventare campione del mondo con 5 gare d’anticipo lasciando agli avversari solo le briciole. Con la vittoria nel Gran Premio di Singapore il distacco dal secondo in classifica iridata Jenson Button è aumentato a 124. L’inglese della McLaren (secondo al traguardo) si giocherà poi insieme a Fernando Alonso, Mark Webber e Lewis Hamilton il titolo di vice campione del mondo.
Stesso discorso in classifica costruttori dove alla Red Bull manca poco per bissare il successo della scorsa stagione. La scuderia austriaca può gestire 138 punti di vantaggio sulla McLaren che precede Ferrari e Mercedes.
CLASSIFICA PILOTI
Pos. Pilota Team Pt. 1. VETTEL
RED BULL RENAULT 309 2. BUTTON
McLAREN MERCEDES 185 3. ALONSO
FERRARI 184 4. WEBBER
RED BULL RENAULT 182 5. HAMILTON
McLAREN MERCEDES 168 6. MASSA
FERRARI 84 7. ROSBERG
MERCEDES 62 8. SCHUMACHER
MERCEDES 52 9. PETROV
RENAULT 34 10. HEIDFELD
RENAULT 34 11. SUTIL
FORCE INDIA MERCEDES 28 12. KOBAYASHI
SAUBER FERRARI 27 13. DI RESTA
FORCE INDIA MERCEDES 20 14. ALGUERSUARI
TORO ROSSO FERRARI 16 15. BUEMI
TORO ROSSO FERRARI 13 16. PEREZ
SAUBER FERRARI 9 17. BARRICHELLO
WILLIAMS COSWORTH 4 18. SENNA
RENAULT 2 19. MALDONADO
WILLIAMS COSWORTH 1 20. TRULLI
LOTUS RENAULT 0 21. D’AMBROSIO
VIRGIN COSWORTH 0 22. DE LA ROSA
SAUBER FERRARI 0 23. LIUZZI
HISPANIA COSWORTH 0 24. KARTHIKEYAN
HISPANIA COSWORTH 0 25. KOVALAINEN
WILLIAMS COSWORTH 0 26. RICCIARDO
HISPANIA COSWORTH 0 27. CHANDHOK
LOTUS RENAULT 0 CLASSIFICA COSTRUTTORI
Pos. Team Pt. 1. RED BULL RENAULT
491 2. McLAREN MERCEDES
353 3. FERRARI
268 4. MERCEDES
114 5. RENAULT
70 6. FORCE INDIA MERCEDES
48 7. SAUBER FERRARI
36 8. TORO ROSSO FERRARI
29 9. WILLIAMS COSWORTH
5 10. VIRGIN COSWORTH
0 11. LOTUS RENAULT
0 12. HISPANIA COSWORTH
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Superbike: Rea e Checa vincono ad Imola
Con la vittoria in gara 2, la 12esima in stagione e la 17esima in carriera, e il terzo posto della prima manche del Gran Premio d’Italia Carlos Checa è a soli 3 punti dalla conquista del suo primo titolo mondiale in Superbike e della sua lunghissima carriera di motociclista. Sul tracciato di Imola lo spagnolo della Ducati allunga ulteriormente in classifica sul più immediato inseguitore Marco Melandri, che oggi termine le due manche in ottava e sesta posizione, portando il suo vantaggio a 97 punti quando mancano solo gli appuntamenti in Francia, a Magny Cours, e in Portogallo, a Portimao.
In gara 1 si era affermato Jonathan Rea, tornato finalmente competitivo con la sua Honda dopo l’infortunio che ne ha condizionato il rendimento stagionale, che aveva prevalso su un grandissimo Noriyuki Haga. Solo un guaio al motore della sua Honda che lo ha costretto al ritiro non gli ha permesso di fare la doppietta sul circuito bolognese dove la Ducati è di casa. Il giapponese dell’Aprilia clienti, ma la prima vista l’assenza forzata di Max Biaggi ancora convalescente per una microfrattura al piede, torna a casa con due secondi posti e rinvigorito dopo la delusione del Nurburgring, caduto, seppur con condizioni della pista estreme e impossibili, quando era comodamente al comando della corsa nei giri finali. In gara 2 completa il podio l’Aprilia ufficiale di Leon Camier, compagno di squadra di Biaggi. Per quanto riguarda gli italiani, Melandri (Yamaha) ha chiuso con un sesto e ottavo posto, Ayrton Badovini (Bmw) nono e decimo mentre Michel Fabrizio è caduto nella prima manche e si è ritirato per un problema al cambio della sua Suzuki nella seconda. La Superbike non si ferma, settimana prossima c’è il Gran Premio di Francia a Magny Cours per il penultimo appuntamento della stagione che potrebbe incoronare re della Superbike Carlos Checa a quasi 39 anni. LE CLASSIFICHE© Mirco Lazzari gp/Getty Images