Questa mattina il mondo del calcio è un po’ più solo. Alfredo Provenzali non c’è più. Il giornalista Rai, voce storica della trasmissione radio “Tutto il calcio minuto per minuto” è morto a Genova, all’età di 78 anni. Il destino ha voluto che lasciasse questo mondo proprio il giorno del suo 78° compleanno, oggi 13 luglio. La nuova stagione di Serie A, B e Lega Pro non avrà più la sua voce. Gli italiani erano ormai abituati da 20 anni ad accendere la radio la domenica e ascoltarlo mentre distribuiva con maestria la palla a ciascun telecronista, rendendo il calcio alla radio come un qualcosa di sublime, epico. Ora Alfredo Provenzali è scomparso, e con lui un giornalismo sano, genuino, forse inarrivabile. Mancherà a noi, mancherà a tutti, il suo saluto inconfondibile poco prima delle 15.
Ha speso una vita per quella che è la sua creatura più bella, “Tutto il calcio minuto per minuto”. Quasi mezzo secolo trascorso prima dietro la regia della trasmissione, poi alla guida del timone di una barca inaffondabile, frutto dell’esperienza e dell’amore verso il mondo del calcio. Celebre e famoso in ogni angolo della penisola italiana e in ciascuna macchina che abbia una radia al suo interno, Alfredo Provenzali ha segnato un’epoca, attraversando 5 generazioni, facendosi amare da ciascuna di loro.
alfredo provenzali
Un successo ineguagliabile per chiunque. Gli epigoni, chi verrà dopo di lui, nessuno potrà avvicinare il mito del giornalista Rai nato il 13 luglio a Genova 78 primavera fa. Era malato da alcuni mesi, e per questo non aveva potuto ritirare il premio Agnes assegnatoli quest’anno.
A dare l’annuncio della sua morte è stata l’edizione delle 7.30 del Gr1, che ha mandato in onda da prima la storica sigla della trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto. Le parole di addio al più grande giornalista Rai sono state pronunciate dal collega Riccardo Cucchi, che ha voluto ricordarlo in maniera commossa e sincera, citando le indimenticabili radiocronache di Mondiali e Olimpiadi, di ciclismo e nuoto, che hanno avuto un unica voce, quella di Alfredo Provenzali.
ALFREDO PROVENZALI E TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO, VIDEO
Clamorosa l’indiscrezione de La Gazzetta dello Sport, che questa mattina è uscita in edicola anticipando quello che sarà l’impianto difensivo degli avvocati di Conte. Assume i contorni del giallo la Carobbiostory. Ascoltato ieri in procura, l’ex centrocampista del Siena ha confermato le accuse rivolte al tecnico bianconero. Sebbene fino ad oggi sia stato ritenuto credibile dalla Procura della Figc, da oggi le carte in tavola potrebbero bruscamente cambiare aspetto e rivoltarsi contro il calciatore. Non finisce mai di stupire il grande libro del calcioscommesse, divenuto con il passare dei mesi sempre più avvincente. Con Carobbio potremmo addirittura essere ad una svolta epocale: l’ingresso del gentil sesso. Ripicche, maternità, feste di compleanno. Non manca nulla?
Un finale così non se lo sarebbe sognato nemmeno il più ottimista dei tifosi bianconeri. Se nelle scorse settimane l’immagine più gettonata era quella della classica big bubble di sapone, quella che si profila in queste ultime ore è una commedia degna del miglior Shakespeare. Sì, perché qualora dovesse rivelarsi vera la teoria degli avvocati di Conte, per Carobbio si aggiungerebbe la beffa oltre al danno. Ma di cosa stiamo parlando?
In realtà quella di Pippo Carobbio è una vendetta bella e buona (sempre secondo La Gazzetta dello Sport), dai contorni caserecci. Come un bambino a cui viene negato un favore e ripaga con un dispetto ancora più grande. Papà Conte un giorno negò al bambino Carobbio un permesso per raggiungere la moglie incinta. Un affronto divenuto con il passare del tempo ingestibile mentalmente per il calciatore, che dibattuto tra sé e sé non sapeva ancora come fargliela pagare. Mesi dopo, durante una festa di compleanno, la moglie di Carobbio coglie l’occasione di sputare il rospo contro la consorte di Conte, rinfacciandole addirittura la ricevuta di un’ostetrica. Si sa, quando ci sono due donne nello stesso pollaio l’atmosfera potrebbe diventare nel giro di pochi secondi irrespirabile.
Dopo la vendetta soft della moglie, arriva quella di Carobbio. Verbale e terrena prima, sublime poi, se Tonino (come viene affettuosamente chiamato il tecnico della Juve) venisse squalificato. Come chiudere alla perfezione un cerchio apertosi durante la stagione 2010-2011, per una ritrovata felicità sotto il tetto coniugale. E tutti vissero felici e contenti, Cristiano Doni docet.
L’Inter pensa a Krasic, questa l’ultima novità dell’estate nerazzurra. Massimo Moratti sembrerebbe intenzionato a intavolare una trattativa con gli acerrimi nemici della Juventus dopo che i bianconeri nelle scorse settimane avevano realizzato il famoso sgambetto proprio alla società interista con l’acquisto a parametro zero del difensore brasiliano Lucio. Krasic all’Inter e Pazzini alla Juve, in siffatta maniera gli uomini di mercato dei due club hanno deciso di operare. E’ ancora presto però per sapere se lo scambio andrà in porto o meno. Se da una parte infatti l’ex attaccante di Fiorentina e Sampdoria sarebbe disposto a firmare carte false pur di approdare a Torino alla corte di Antonio Conte, difficilmente Milos Krasic accetterà il passaggio all’Inter.
Non è una novità così eclatante che il serbo preferisca cambiare definitivamente aria, salutando con un inglorioso “a mai più arrivederci”il Bel Paese, dopo il suo ingresso salutato con toni trionfalistici dagli stessi tifosi della Vecchia Signora 24 mesi fa, per poi spegnersi come neve al sole in quel caldo pomeriggio del Dall’Ara, dove il suo tuffo sul prato del campo rossoblu lo bloccò psicologicamente per i successivi 20 mesi. Da allora l’ex Cska non si è più ripreso.
La caduta in termini finanziari è piuttosto importante, dal momento che Krasic venne acquistato al suo tempo per 14 milioni di euro, mentre ora il valore del calciatore dovrebbe attestarsi sui 7-8 milioni di euro (volendo essere ottimisti).
C’è un problema però. Il serbo non vuole saperne di andare all’Inter. Ma non perché conscio della storica rivalità che intercorre tra le due società. No, perché è proprio stufo di stare in Italia. Sarà il clima, saranno gli stadi italiani vecchi, saranno i fischi che riceve in maniera trasversale in ogni angolo del suolo italiano (senza nemmeno essere risparmiato dai tifosi zebrati), sarà la difficoltà della lingua: in ogni caso, dulcis in fundo, Krasic è un ragazzo esterofilo.
Già in passato era stato vicino al trasferimento in Premier League. Lo voleva il Tottenham, Redknapp per la precisione. A gennaio non se ne fece nulla, ma la liason fra lui e gli Spurs ancora non si è affievolita, nonostante oggi, in data 12 luglio, Redknapp non sia più il tecnico della squadra.
Giornata cruciale quella di ieri per l’inchiesta del calcioscommesse. Filippo Carobbio e Andrea Masiello sono stati ascoltati dalla Procura della Federazione Italiana Gioco Calcio per oltre 12 ore. Gli ex giocatori di Siena e Bari rappresentano ad oggi due test chiave per gli inquirenti, nell’ambito dell’inchiesta denominata Last Bet. In ogni caso più che da Andrea Masiello, il colpo di scena più rilevante potrebbe arrivare proprio dalle dichiarazione di Carobbio, dal momento che l’ex centrocampista del club di Mezzaroma accusa direttamente lo stesso presidente del Siena e l’allora tecnico dei bianconeri Antonio Conte, colpevoli secondo il calciatore di aver combinato Novara Siena del 30 aprile 2011 e Albinoleffe-Siena del 29 maggio.
Filippo Carobbio è entrato in Procura alle 9.00 del mattino, per un interrogatorio fiume di oltre 7 ore. Secondo quanto emerso dal lungo faccia a faccia, il calciatore avrebbe confermato in toto le accuse rivolte a Mezzaroma e Conte. Inoltre, come riportato dall’autorevole sito dell’Ansa, alcuni testimoni avrebbero percepito una certa confidenza tra Carobbio e coloro che l’hanno interrogato, con quest’ultimi che si sarebbero lasciati scappare un Pippo per richiamare il giocatore al termine di una delle pause che sono intercorse durante il colloquio a carattere inquisitorio. Ovviamente qualora Carobbio venisse ritenuto credibile dalla Procura, per la società Siena e il tecnico della Juventus si aprirebbero scenari piuttosto inquietanti.
Oggi la Procura ascolterà un altro test importante, Ferdinando Coppola, che all’epoca dei fatti militava nel Siena in Serie B. L’estremo difensore gioca un ruolo fondamentale, dal momento che Carobbio fece il suo nome quando dichiarò di come rientrò negli spogliatoi (Coppola ndr) rivelando ai compagni di squadra che gli era stato domandato da una persona vicina al presidente se ci fosse la possibilità di perdere il match. Le dichiarazioni di Carobbio sono già state bollate dallo stesso portiere Coppola come infondate, tesi che verrà ribadita nell’interrogatorio di oggi.
Ascoltato l’ex portiere del Siena, sarà poi il turno di Massimo Mezzaroma e Antonio Conte, le cui udienze sono fissate per la giornata di venerdì.
Anche in Spagna è iniziato ufficialmente il conto alla rovescia per la prossima stagione che verrà. Con oltre un mese d’anticipo, i club della Liga conoscono già il verdetto del calendario. Il 18 agosto è la data fissata per la prima giornata del campionato spagnolo. Sorride il Barcellona, che al Nou Camp ospiterà la modesta Real Sociedad. Impegno più difficile invece per i campioni in carica del Real Madrid. Anche la squadra di Jose Mourinho sarà di scena di fronte ai propri tifosi al Bernabeu, ma l’avversario contro cui esordiranno sarà il Valencia del neo tecnico Mauricio Pellegrino (entrato in carica lo scarso 1 luglio), alla sua prima esperienza in panchina dopo aver ricoperto il ruolo di vice Benitez nella sfortunata avventura dello spagnolo all’Inter.
Debutto sulla carta più semplice quindi per i blaugrana, i quali dopo il regno Guardiola si ritrovano ad iniziare la prossima stagione senza il loro mentore. Tante le incognite che circondano il nuovo allenatore Tito Vilanova, a cominciare dall’impianto tattico che l’ex vice di Guardiola ha in mente per Messi e compagni. Riuscirà il 43 enne ex centrocampista a non far rimpiangere colui che ha rivoluzionato il panorama calcistico come forse soltanto Arrigo Sacchi 25 anni fa era riuscito a fare?
Per centrare l’impresa dovrà ovviamente interrompere sul nascere l’egemonia dei rivali di sempre, il Real Madrid. Issatosi sul trono di Spagna nella passata stagione, Mourinho vuole gettare le basi della sua dominazione sulle calde terre iberiche, le quali han avuto per 4 anni lo stesso sovrano di nome Joseph.
Barcellona e Real Madrid si affronteranno per la prima volta il 7 ottobre al Camp Nou, match valido per la 7^ giornata della Liga. Il ritorno del Clasico è in programma invece il 3 marzo al Santiago Bernabeu. L’affascinante derby di Madrid vedrà di fronte Atletico e Real al Vicente Calderon il 2 dicembre (14^ giornata, ritorno il 28 aprile a 5 giornate dal termine).
Calendario Liga 2012-2013, 1 giornata
Barcellona-Real Sociedad
Siviglia-Getafe
Athletic Bilbao-Betis
Real Madrid-Valencia
Levante-Atletico Madrid
Saragozza-Valladolid
Celta-Malaga
Mallorca-Espanyol
Rayo Vallecano-Granada
Deportivo-Osasuna
Dove eravamo rimasti? Ah sì, alla notte degli Oscar. Thiago Silva al Psg, contratto da sogno, volo di GallianiMalpensa-Parigi per certificare l’inizio della trattativa, sorrisi e abbracci tra Leonardo e l’ad rossonero, la finestra dal Brasile, ecc. E poi, dulcis in fundo, il deus ex machina: Silvio Berlusconi. Mancava soltanto lui d’altronde per completare un quadro perfetto di burlesque. Affiancata alla burla in salsa milanese (con tipici accenti transalpini) arriva l’immagine sacra della preghiera. Sacro e profano si unirono per partorire quello che può considerarsi uno dei capolavori cinematografici del nuovo millennio, capace di far venire la pelle d’oca anche ad un certo Aurelio De Laurentiis, che di film e oscar non è proprio l’ultimo arrivato. Dopo un mese di applausi il Milan torna al cinema d’autore, ancora con Thiago Silva.
Si sa, l’opera prima è sempre la migliore. Un po’ come la risposta che si da, è la prima quella che conta. Non dovrebbe fare eccezione nemmeno stavolta il sequel preannunciato da Galliani ieri in anteprima mondiale, che difficilmente accosterà lungo l’autostrada della California il colossal Thiago Silva Primus. Durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo film, Galliani è stato piuttosto sibillino, difronte a pochi intimi. Tutto aperto, così il factotum del Diavolo ha lanciato la pellicola da lui diretta insieme al regista occulto Silvio Berlusconi (la cui assenza ieri sera non è passata di certo inosservata). Una frase che può significare tutto e il contrario di tutto.
Tutto aperto nel senso che fino al 31 agosto il pubblico potrà entrare gratis al cinema. Tutto aperto potrebbe però fare il verso ad un più volgare fatevi sotto, siamo aperti, frase decisamente abusata da scostumati venditori ambulanti, in cerca di offerte migliori per i loro non sempre pregevoli prodotti e utensili. La questione rimane aperta, e crediamo che il dibattito non potrà esaurirsi nello spazio di poche righe.
Fatto sta che quel Tutto aperto pronunciato ieri continua a suonare sinistramente nelle menti diaboliche dei tifosi del Milan. Quest’ultimi sono ridotti a semplice palline impazzite, prigioniere di un flipper senza fine, cavalcato con estrema maestria dai padroni di casa Galliani e Berlusconi. Perché da ieri è Tutto aperto se fino al giorno prima era Tutto chiuso? Perché un incipit come quello di ieri, quale motivo c’era di ricordare che negli ultimi 26 anni il Milan ha vinto più trofei di qualunque altro club italiano? Non è che Galliani in realtà è il Petruccio di Shakespeare il cui compito è quello di domare tutti i bisbetici rossoneri che urlano e strepitano se ricordano alla dirigenza la caduta verticale della società in questi ultimi anni?
In realtà a Galliani manca la verve e la compulsiva ricerca lessicale che caratterizzava il protagonista della commedia del sommo Shakespeare. C’è però da sottolineare come in realtà al rossonero non sia privo di astuzia, che si traduce in un piano da ennesimo premio Oscar. E se in realtà il rinnovo contrattuale stipulato non meno di 7 giorni fa avesse soltanto fatto lievitare il prezzo del giocatore, il quale è atteso da una ricca Olimpiade, torneo dove è destinato ad emergere in tutta la sua magnificenza, con l’effetto collaterale piuttosto positivo di una nuova asta, vera stavolta, tra Psg e Barcellona, con gli infiniti francesi capaci di alzare ulteriormente l’offerta precedente di oltre 40 milioni di euro.
Stai a vedere che Galliani ha in mente di ripetere il colpo Nocerino delle ore 18 ancora in data 31 agosto? Sì, stavolta però a parti invertite.
Il Milan vira deciso su Kolarov. Nel primo giorno della nuova stagione rossonera, esce la notizia di un forte interessamento del club di Via Turati nei confronti del terzino sinistro di proprietà del Manchester City. Non è la prima volta che il nome del calciatore serbo viene accostato al Milan. Già al termine del campionato infatti si era parlato di un eventuale arrivo in prestito del giocatore. Per la fascia sinistra, i rossoneri sono stati più volte vicini a Balzaretti, salvo poi compiere una brusca retromarcia dopo le parole del calciatore rosanero rilasciate non meno di una settimana fa (“Palermo o Psg”). In ogni caso non ci sentiamo ancora di escludere totalmente la pista che porta al difensore nato a Torino 31 anni fa, dal momento che sembra scemato l’interesse da parte dei francesi.
A primo impatto l’operazione Kolarov non è delle più semplici. Il discorso, quando si parla di Milan, sopratutto in questi ultimi anni, non può non ricadere sul fattore economico. Difficilmente infatti crediamo che il manager dei Citizen si vorrà privare del serbo a costo zero, dopo averlo acquistato nell’estate del 2010 dalla Lazio per 19 milioni di euro. Ciò vuol dire che Galliani per acquistarlo dovrà sborsare non meno di 10 milioni di euro (volendo essere ottimisti), cifra che al momento appare per certi versi impossibile per le casse rossonere.
In più, fattore non secondario, c’è da valutare anche l’aspetto dell’ingaggio percepito annualmente dal calciatore: 6 milioni di euro netti, ovvero 12 milioni lordi a stagione. E anche in questo caso scatterebbe l’allarme rosso per la società di Via Turati, impegnata da tempo sulla battaglia della riduzione del monte ingaggi (non senza qualche sacrificio).
Ricordiamo infine che su Kolarov non c’è soltanto il Milan. Infatti anche la Juventus è fortemente interessata al giocatore del City, tanto che tra gli addetti al calciomercato si vocifera da tempo di un pre-accordo tra i bianconeri e il club inglese, per il trasferimento a Torino dell’ex Lazio.
Chi la spunterà in questo primo derby tra Milan e Juve?
Inizio scintillante per la nuova Roma targata Zeman. I giallorossi hanno battuto con un sonoro 9-0 la selezione locale dell’Alto Adige. Chi alla vigilia aveva scommesso che gli uomini del boemo avrebbero iniziato a subire gol già nella loro prima amichevole della stagione, è stato cattivo profeta. Un test che lo stesso Zeman ha immediatamente bollato come “non indicativo”, utile in ogni caso per valutare l’approccio al match dei ragazzi. Inutile soffermarci sul modulo con cui ieri la Roma è scesa in campo: il 4-3-3 di Zemanlandia difficilmente verrà soppiantato da altri assetti tattici. Tre numeri che resteranno impressi nella mente dei tifosi capitolini, tre numeri che potrebbero condurre la squadra a vette d’eccellenza diventate ormai inaccessibili da troppo tempo.
Nove reti è il primo bottino della Roma formato Brunico. Dopo il primo tempo chiuso avanti per 5-0, in virtù delle reti di Pjanic (doppietta per il bosniaco), Totti (col cucchiaio, marchio di fabbrico del capitano), Florenzi e Osvaldo, nella ripresa i neo entrati Borriello, Bojan, Perrotta e Simpliciohanno fissato il risultato sul 9-0 finale.
Una delle novità più sostanziali a cui il pubblico ha potuto assistere è stato l’impiego dello stesso Francesco Totti nel ruolo di esterno d’attacco sull’out di sinistra, là dove Zeman lo schierò nella sua prima avventura in giallorosso 13 anni fa, posizione che lo stesso tecnico ha definito ancora provvisoria ma comunque interessante e possibile.
Il boemo poi si è soffermato sui singoli, spendendo parole di elogio nei confronti di Alessandro Florenzi e Alessio Romagnoli (quest’ultimo classe ’95), rispettivamente centrocampista offensivo e difensore centrale. Se il secondo è destinato a tornare in Primavera per restarvi perlomeno un altro anno, l’ex giocatore del Crotone invece potrebbe essere una delle sorprese della Roma 2012-2013.
La prossima amichevole è fissata per il 15 luglio, due giorni prima della partenza da Brunico, quando la squadra capitolina affronterà i rumeni del Gas Metan Severin.
Inizia ufficialmente oggi la stagione 2012-2013 del Milan. I rossoneri si ritroveranno a Milanello a mezzogiorno in punto. Rispetto agli anni precedenti, il Diavolo sarà un po’ più solo, dal momento che il supporto dei tifosi si preannuncia meno caloroso di tante altre volte. Sono tanti i motivi per cui la squadra di Allegri non verrà salutata dal solito bagno di folla che l’accompagna. Da una parte l’assenza di quasi tutti i big (chi reduce dagli Europei, chi convocato alle Olimpiadi), dall’altra una campagna acquisti fin qui avvilente, in grado di raffreddare anche il più eccitato dei fan milanisti. Evidentemente non è sufficiente sbandierare sul sito ufficiale gli 11 milioni di like provenienti da Facebook, e nemmeno i Social moments della passata stagione. Il tifoso vuole qualcosa di più.
Per dirla alla Thomas More, sarebbe utopia pensare ad un Berlusconi ringiovanito di 25 anni, voglioso di dominare il panorama calcistico, la stessa voglia che lo portò a stupire il mondo del pallone (e non) con il suo ingresso trionfale in elicottero. Ora sì, le pale di quell’elicottero continuano ancora a girare, ma a vuoto. I rubinetti in Via Turati sono chiusi da tempo. La desertificazione del denaro sonanterischia di travolgere anche le ultime stanze dorate di quel tempio che solo 5 anni fa metteva paura a tutta l’Europa.
Oggi nessuno chiede a Berlusconi di atterrare nuovamente con quell’elicottero che ha ormai compiuto un quarto di secolo. Il tifoso del Milan si accontenterebbe di rivedere la propria squadra del cuore lottare per qualcosa di importante, competere nuovamente con le Big d’Europa, senza più subire il 120% di possesso palla dal Barcellona e poi ascoltare a fine partita come sia stata una gara fantastica, nella quale è emerso un sostanziale equilibrio tra le due squadre.
L’anno scorso il Milan si radunava a Milanello con tante certezze: lo scudetto sul petto, Zlatan Ibrahimovic, la vecchia guarda ed uno spogliatoio di ferro. Dodici mesi dopo lo scenario che si presenta davanti agli occhi del supporter rossonero è completamente diverso. Il tricolore c’è ma è finto, con la bacheca di Via Turati rimasta a secco (eccetto la Supercoppa Italiana), la permanenza di Zlatan Ibrahimovic è circondata da un grande punto interrogativo al quale Mino Raiola continua a dare risposte piuttosto evasive, e infine le lacrime dei vari GattusoNesta e Inzaghi continuano a rimanere impresse nell’immaginario collettivo di ogni tifoso, compreso il film cinematografico arrivato direttamente dal Brasile la scorsa notte relativo alla presentazione di Seedorf al Botafogo.
E’ chiaro, è evidente a tutti che Francesco Acerbi, lo sconosciuto Traorè, e lo stesso vice campione d’Europa Montolivo, non possano far scattare al tifoso quella scintilla capace di bruciare (d’ardore si intende) i campi di Milanello. Tantomeno è invogliato a privarsi di alcune centinaia di euro per sottoscrivere un abbonamento per quella che può considerarsi a tutti gli effetti come una stagione sul chi va là.
D’accordo, forse la non-cessione di Thiago Silva ha evitato scene apocalittiche (sebbene i giornali nella serata di ieri abbiano riportato in auge la telenovela relativa al brasiliano, con il Psg che sarebbe ancora interessato al suo acquisto), ma in ogni caso il tifoso si domanda quanti calciatori siano arrivati al Milan da giugno ad oggi, e sapere che nel prossimo album Panini sarà costretto ad incollare le figurine di Acerbi e Traorè (con tutto il rispetto, ben contento di toppare clamorosamente, oggi 9 luglio 2012) non è sicuramente un bel punto di partenza. A dir la verità è piuttosto inquietante.
Anche perché mancano ancora 50 giorni al termine della sessione estiva di calciomercato, e non è affatto detto che il buon Galliani possa esimersi dal cedere un big della rosa rossonera. I maggiori indiziati sono Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva (oltrepassando metafisicamente parlando qualsiasi miracolo terreno), ovvero le due colonne portanti dell’impalcatura messa in piedi da conte Max. Se uno dei due va via, facile immaginarne il crollo nel più breve tempo possibile.
Con un’atmosfera del genere è abbastanza comprensibile che lo stesso Silvio Berlusconi non sia stimolato nel dare il meglio di sé. Vuoi perché non c’è nessun big da presentare, vuoi perché quei pochi tifosi presenti a Milanello potrebbero pure fischiarlo, vuoi perché la cena, si sa, è decisamente più attraente di un lunch. Di sicuro sarà assente la figlia, Barbara, come annunciato dalla stessa società rossonera nella giornata di ieri. La dolce coppia Barbara-Papero quindi marcherà visita, in attesa di tempi migliori.
In ogni caso vale sempre la pena di ricordare il celebre detto “attenti a quei due”, nella fattispecie Galliani e Berlusconi. Ribattezzati in tempi non sospetti il gatto e la volpe, possono da un momento all’altro cambiare le carte in tavola e far saltare il banco, anche se di fronte a loro c’è Daniel Negreanu (star canadese del poker ndr). Non ci resta che augurare al Milan un buon 2013, augurio che estendiamo anche agli 11 milioni di fan facebook rossoneri.
Adesso è ufficiale. Gianfranco Zola è il nuovo tecnico del Watford (club di Championship, la Serie B inglese). La leggenda di Oliena torna ad allenare in Inghilterra dopo 2 anni. L’ultima esperienza di Zola sul suolo inglese era stata infatti sulla panchina del West Ham, da dove venne allontanato al termine della seconda stagione, nonostante la salvezza ottenuta in Premier. Dopo una breve parentesi alla guida dell’Italia U16, Zola torna nel calcio che conta, là dove è considerato un vero e proprio eroe nazionale (Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico e miglior giocatore del Chelsea di tutti i tempi, questi alcuni dei premi ottenuti da “Magic Box” nei primi anni 2000). Riuscirà nell’impresa di coniugare bel gioco e risultati nella sua nuova avventura?
Sfida affascinante quella intrapresa da Zola, che ha accolto con entusiasmo la proposta offertagli da Giampaolo Pozzo, patron dell’Udinese e nuovo padre-padrone del Watford dallo scorso 29 giugno. Una settimana dopo il suo insediamento ufficiale in Inghilterra, Pozzo ha da subito voluto dare un indirizzo ben preciso riguardo la filosofia del nuovo progetto anglosassone. Nelle sue precedenti carriere da allenatore, Gianfranco Zola ha sempre dato alla propria squadra un gioco altamente offensivo, capace di divertire i tifosi presenti allo stadio la domenica.
gianfranco zola | Christopher Lee/Getty Images
L’annuncio ufficiale dell’arrivo del tecnico italiano sulla panchina del Watford è stato pubblicato nel sito della società inglese questa mattina. Zola ha firmato un contratto biennale, che lo legherà alla famiglia Pozzo fino a giugno del 2014. Inoltre, come rivela in esclusiva il sito Tuttomercatoweb, Zola avrà un’opzione per altri due anni, ovvero per 4 anni in totale. Percepirà una cifra intorno alle 250 mila sterline all’anno, ingaggio che potrà aumentare in caso di promozione.
Oltre all’esperienza e la maestria dei Pozzo, Zola potrà contare anche sull’apporto del ds Gianluca Nani. Si ricompone così la coppia che era stata protagonista nei due anni al West Ham, quando Nani ricopriva allora il ruolo di direttore tecnico. In bocca al lupo ” Magic Box”.