Autore: Federico Pisanu

  • Sorteggio Champions League 2012-2013: le quattro fasce complete

    Sorteggio Champions League 2012-2013: le quattro fasce complete

    Quasi tutto pronto per il sorteggio Champions League edizione 2012-2013. Nella notte si conosceranno le ultime cinque squadre che avranno accesso alla prossima Coppa Campioni e si potranno già ipotizzare le fasce di appartenenza di ciascuna squadra. Oltre all’Udinese, salutano il sogno europeo anche gli israeliani dell’Hapoel che tra le mura casalinghe non vanno oltre l’1-1 contro il Bate Borisov (all’andata terminò 2-0 in favore dei bulgari). In Belgio invece abbiamo assistito alla rimonta non proprio impossibile dell’Anderlecht contro i ciprioti del Limassol, vittoriosi sette giorni fa per 2-1. Si qualifica anche la Dinamo Zagabria che batte il Maribor a domicilio, confermando il 2-1 dell’andata in Croazia. Tutto facile infine per il Malaga: dopo il successo per 2-0 in casa, gli spagnoli impattano sullo 0-0 in Grecia contro il Pana.

    Le partite di oggi E’ una mission impossible quella che attende i tedeschi del Monchengladbach, sconfitti in casa all’andata per 3-1 dalla Dynamo Kiev. Difficile ipotizzare una vittoria per 3-0 dei teutonici. Rischia tanto anche il Basilea, che in Svizzera sette giorni fa aveva perso 2-1 contro i rumeni del Cluj. Qualificazione piuttosto complicata per un altra squadra che soltanto due anni fa si laureò campione di Francia: il Lille dovrà per forza di cose battere il Copenaghen con almeno due gol di scarto (all’andata terminò 1-0 in favore dei padroni di casa danesi). C’è poi il match apertissimo tra Fenerbache e Spartak Mosca, con il parziale che vede lievemente in vantaggio i russi (2-1) ma che i turchi faranno di tutto per rovesciare tra le mura amiche dello stadio Saraçoglu. Il Celtic invece non dovrebbe avere particolari problemi a sbarazzarsi dell’Helsingborg, dopo la vittoria per 2-0 nella trasferta svedese di una settimana fa.

    gianluigi buffon | ©Valerio Pennicino/Getty Images

    Risultati Preliminari Champions League 28-08-2012
    Hapoel-Bate (68) 1-1
    Anderlecht (41) – Limassol 2-0
    Udinese-Braga (29) 5-6 d.c.r.
    Maribor-Dinamo Zagabria (82) 0-1
    Panathinaikos-Malaga (nd) 0-0

    Le partite di oggi 29-08-2012
    Fenerbache (53) – Spartak Mosca (46) 1-1
    Dynamo Kiev (31) – Borussia Monchengladbach (n.d.) 1-2
    Celtic (63) – Helsingborg (128) 2-0
    Cluj (101) – Basilea (38) 1-0
    Lille (59) – Copenaghen (44) 2-0

    La prima fascia
    Le otto regine si conoscono ormai da tempo. Ricordiamole un’altra volta: Barcellona, Manchester United, Chelsea, Bayern Monaco, Real Madrid, Arsenal, Porto, Milan.

    La seconda fascia
    Anche qui i giochi sono ormai fatti. Grazie al successo di ieri contro l’Udinese, i portoghesi del Braga si sono aggiudicati di diritto l’appartenenza alla seconda fascia. Potrebbe essere clamorosamente retrocessa nella fascia inferiore l’Ajax, dal momento che i lancieri devono sperare nella sconfitta della Dynamo Kiev contro il Monchengladbach (all’andata gli ucraini vinsero 3-1 in Germania). Le altre squadre sono: Valencia, Benfica, Shakhtar, Zenit, Schalke 04, Manchester City e Braga.

    La terza fascia
    In terza fascia ritroviamo l’altra italiana di quest’anno, la Juventus, appena dietro l’Anderlecht. Qualora dovessero riuscire nella rimonta, sarebbero in terza fascia anche gli svizzeri del Basilea. Insieme alla Juve ci saranno con matematica certezza i francesi del Paris Saint Germain. Il match tra Fenerbache e Spartak decreterà la 4-5 squadra della terza fascia.  Anche la vincente tra Lille e Copenaghen entrerà a far parte della stessa fascia di appartenenza della Juve. Nessun problema invece per il Galatasaray. Continua a sperare invece il Celtic, dal momento che se il Cluj eliminerà il Basilea automaticamente gli scozzesi sarebbero in terza fascia.

    La quarta fascia
    Giochi quasi fatti anche per l’ultima fascia. Ci saranno Borussia, Bate Borisov, Dinamo Zagabria, Montpellier, Nordsjelland, Malaga, Olympiakos e una tra Celtic e Cluj.

    Sorteggi Champions League le quattro fasce

    Sorteggio Champions League 2012-2013 le 4 fasce

  • Milan Niang e Bojan, acquisti razionali?

    Milan Niang e Bojan, acquisti razionali?

    Ieri sera Galliani è atterrato dalla Francia con il nuovo acquisto del Milan, M’Baye Niang. Classe ’94, il talentuoso attaccante francese sbarca in Italia per una cifra vicina ai 2,5 milioni di euro. In compagnia dell’ad rossonero, l’ex calciatore del Caen ha cenato da Giannino, l’ormai famoso ristorante milanese che funge da ufficiosa sede operativa per il numero due di Via Turati. Dopo aver mosso i suoi primi passi nel Bel Paese è iniziata la corsa a trovare l’aggettivo che meglio lo qualifichi. In virtù di una mancanza generale di informazioni sul suo conto (fino a maggio giocava nella Serie B francese, per altro senza essere un titolare fisso della propria squadra), ci si è affidati al look e alla carta d’identità, strumenti che spesso e volentieri possono trarre in inganno anche i migliori addetti ai lavori.

    Come Balotelli e HenryGli accostamenti più scontati che potesse offrire il panorama calcistico europeo sono stati quelli più abusati dai media e profani. Stazza imponente, inusuale per un ragazzo della sua età, longilineo e veloce, muscolatura lunga, ed ecco che il richiamo al nostro Supermario diventa inevitabile. Poi si sbircia la carta d’identità e alla voce nazionalità si legge francese. Per chi ha un briciolo di nozione calcistica diventa così semplice l’altro paragone banale, ovvero Niang è come Henry quando l’ex fuoriclasse dei Gunners aveva 17 anni.

    M’Baye Niang | ©DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images

    Parola all’esperto C’è chi però non è d’accordo con entrambe le valutazioni espresse dai giornalisti nostrani. Si chiama Johann Crochet, penna di Eurosport, il quale si chiede la logica dei 2 milioni di euro versati dal Milan nelle casse del Caen dal momento che Niang è soltanto un buon giocatore e nulla più. Crochet si è poi domandato perché la società rossonera non abbia dato un’opportunità ad un ragazzo della Primavera (riferendosi nello specifico a Simone Andrea Ganz), soluzione a costo zero e che avrebbe dato i medesimi frutti  del 17 enne transalpino. Ha ribadito infine la propria convinzione nel ritenere che Niang fra due mesi verrà bocciato da Massimiliano Allegri e spedito nella Primavera rossonera allenata da Dolcetti. I tifosi del Milan possono fare gli scongiuri.

    Incompatibilità C’è poi un’ultimo ma non meno importante problema. Adesso che M’Baye Niang è a tutti gli effetti un calciatore rossonero, e come dichiarato da Galliani si allenerà con la Prima squadra, chi giocherà nel ruolo di punta centrale? Gli attaccanti del Milan che possono ricoprire quel ruolo sono tre: Alexandre Pato, Giampaolo Pazzini e Niang. La logica farebbe propendere l’ago della bilancia sul nome dell’ex blucerchiato. E allora perché bruciare un ragazzo di 17 anni in maniera così scriteriata? Quando poi tornerà Pato (salvo nuovi infortuni), M’Baye Niang verrebbe a trovarsi come terza scelta.

    Arriva anche Bojan Nel frattempo si è sbloccata la trattativa per l’arrivo di Bojan a Milano. Dopo che Galliani aveva rivelato come Allegri tenesse in alta considerazione l’ex blaugrana, ecco arrivare la fumata bianca per il trasferimento in prestito dalla Roma. L’incontro tra Sabatini e la dirigenza rossonera avvenuto questa mattina a Milano ha avuto esito positivo. Bojan è atteso nel capoluogo lombardo entro la serata per firmare il contratto che lo legherà ai rossoneri fino al termine della stagione 2012-2013. Un altro acquisto che va ad aggiungersi a quello di Niang e che moltiplica i dubbi intorno all’operato della società. Avendo già Robinho, El Shaarawy e Pato in rosa, perché acquistare un’altro attaccante con caratteristiche simili a quelle dei tre appena citati? Se Allegri continuasse sulla strada del 4-3-1-2, quattro attaccanti ogni domenica resterebbero in panchina. In particolare però la domanda è questa: al Milan servivano davvero due attaccanti o era preferibile concentrare le energie per l’acquisto di un forte mediano da posizione davanti alla difesa?

  • Milan Kaka non basta. Crisi societaria e squadra senza carattere

    Milan Kaka non basta. Crisi societaria e squadra senza carattere

    La sconfitta di ieri contro la Sampdoria ha elencato difetti e lacune di un Milan formato mini. Chi si aspettava il miracolo è rimasto deluso. La diffidenza intorno alla squadra di Allegri è tanta, inutile nascondercelo. Tale disaffezione ai rossoneri deriva da mille fattori. In primis l’undici sceso in campo ieri pomeriggio al Meazza. Una difesa da brividi, un centrocampo incapace di creare un gioco e i tre “attaccanti” lì davanti ad improvvisare un altro mestiere. Vedere Boateng con la maglia numero dieci sulle spalle offrire una prestazione a tratti irritante non è stato sicuramente il massimo della vita per chi ha acquistato un abbonamento di svariate centinaia di euro (tribuna o curva è indifferente). Un Milan senza un vero numero 10 è un Milan che ha venduto, oltre l’anima, anche la sua storia al Diavolo. Si è passati dalle verticalizzazioni del primo anno, ai lanci lunghi per un Ibrahimovic che ormai è distanti migliaia di km dall’Italia. In tempi non sospetti Berlusconi ha chiesto al proprio allenatore un gioco simile a quello del Barcellona. Le direttive del presidente sono state bypassate dallo spogliatoio in qualcosa di irriconoscibile. I primi 45′ del match sono stati da “Profondo rosso”.

    Kaka non bastaLo striscione che campeggiava in Curva Sud e che invitava gli altri tifosi ad avere pazienza nei confronti di Galliani aspettando il 31 agosto lascia il tempo che trova. Non si capisce perché l’ultimo giorno d’estate venga visto come un’oasi nel deserto, come se dovesse succedere qualcosa di eccezionale. Il mondo rossonero non è più lo stesso di due anni fa. Ventiquattro mesi orsono Galliani poteva permettersi un viaggio in Spagna e convincere Ibra ad accettare un contratto da 9 milioni di euro netti a stagione. Ed oltre allo svedese si prendeva anche il lusso di mettere la ciliegina sulla torta targata Robinho con un’operazione da 18 milioni di euro. Bene, il tempo delle favole a lieto fine è terminato da tempo. Adesso il Milan può puntare a Niang, può anche prendere Kaka, ma la crisi regna sovrana.

    massimiliano allegri | ©claudio villa/Getty Images

    Scelte societarie Tifosi e tecnico hanno capito poco o niente di quest’estate rossonera. Prima la nefasta promessa sulla permanenza di Thiago Silva e Ibrahimovic, poi l’attacco frontale ad Allegri da parte di Galliani al triplice fischio dell’amichevole americana contro il Real (con annesso tormentone Solbiatese), per finire al potenziale clamoroso autogol con Ze Eduardo, altro scoglio nel magma ghiacciato tra Galliani e il livornese. Come riunire una coppia che fino a pochi mesi fa pareva indistruttibile? No, Kaka non basta.

    Una squadra vuota Kaka non basta perché i tempi di Maradona sono finiti. Un solo uomo non fa la differenza, specialmente in questo Milan. Oltre ad un problema di tecnica (la già citata numero 10 è un esempio chiarificatore), c’è un altro grande punto interrogativo intorno agli uomini scesi in campo ieri pomeriggio: chi crede allo scudetto? Boateng crede allo scudetto? Montolivo crede allo scudetto? Abbiati crede allo scudetto? Allegri crede allo scudetto? Il Milan crede allo scudetto? DOpo le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva forse non più. Magari Pellegatti continua a crederci, Serafini idem, ma chi va in campo no. E’ un male difficile da estirpare. La mente, si sa, è il motore di tutto. La paura di cadere nel baratro della mentalità da provinciale è innegabile. Più che Kaka ci vorrebbe il mago Houdini.

  • Fiorentina-Udinese 2-1, doppietta per Jovetic, Maicosuel non basta

    Fiorentina-Udinese 2-1, doppietta per Jovetic, Maicosuel non basta

    La benedizione era arrivata durante la scorsa stagione. Non da una persona qualunque ma da Arrigo Sacchi in persona. Prima verso il vulcanico Montella e poi per il montenegrino Jovetic. L’aeroplanino giallorosso volava alto sul cielo di Catania e studiava per diventare grande. L’attaccante invece cercava di prendersi sulle spalle la Viola col suo talento inconfondibile. I due si sono ritrovati insieme. Destino ha voluto che fossero loro due a scrivere il nuovo libro della Fiorentina. La firma è di Pradè, anche lui ex Roma, il quale ha avuto il merito di costruire una squadra nuova di zecca in meno di 2 mesi. Travolgente l’esordio in campionato, un 2-1 all’Udinese che ha il profumo di rinascita per i tifosi gigliati. A Firenze sta nascendo qualcosa di importante.

    Partita che nel primo tempo non ha avuto molto da dire. Ritmi bassi, rispettosi del caldo che attanagliava l’Artemio Franchi, spezzati soltanto dalla rete del momentaneo vantaggio bianconero firmato da Maicosuel al 28′. Debutto con gol quindi per il calciatore brasiliano. O Mago, insolitamente “vecchio” per gli standard della famiglia Pozzo, ha approfittato dell’assist di Muriel per trafiggere Viviano con una conclusione a fil di palo. Nella ripresa sale in cattedra il professore Jovetic. Il montenegrino fa tutto da solo, come un vecchio proverbio suggerisce. Prima pareggia i conti al 67′ con l’involontaria collaborazione di Danilo. In campo entrano anche El Hamdaoui e Aquilani per la Fiorentina. Dall’altra Guidolin preferisce non rischiare Di Natale. Nei minuti di recupero arriva il secondo gol di Jojo, rete che consegna agli uomini di Montella i tre punti all’esordio. Per l’Udineseuna sconfitta che crediamo non avrà strascichi nell’immediato futuro. Martedì c’è il ritorno del preliminare di Champions contro il Braga. La storia posa gli occhi sui bianconeri.

    maicosuel | ©Paolo Bruno/Getty Images

    LE PAGELLE DI FIORENTINA-UDINESE 2-1, 1 GIORNATA SERIE A 2012-2013

    Roncaglia 6,5: Positivo l’esordio del difensore ex Boca Juniors. Il Clausura non è esattamente la Serie A ma l’argentino dimostra di avere i numeri per essere un titolare inamovibile della difesa viola. Si temeva che soffrisse la velocità dei due folletti bianconeri (Muriel-Maicosuel) ma lo Xeneizes si disimpegna ottimamente.
    Borja Valero 7,5: Impressionante la prima di Borja. Montella gli ha affidato le chiavi del centrocampo e l’ex Villareal conquista il pubblico della Fiesole con una prestazione da urlo. Forse non segnerà gol pesanti ma in fatto di assist (leggi Jovetic) dirà sicuramente la sua.
    El Hamdaoui 6,5: entra nella ripresa al posto di Ljajic. Cerca subito di sacrificarsi per la causa viola, e solo per questo è da ammirare. La scena ieri gli è stata rubata dal proprio compagno di reparto, crediamo comunque che avrà tante altre occasioni per mettersi in mostra.
    Jovetic 8,5: fa tutto lui. Rimonta l’Udinese con una doppietta mortifera, lo si vede a destra, a sinistra e al centro. Non ha l’etichetta da top player ma in Italia attaccanti più forti del montenegrino fatichiamo a trovarne.

    Brkic 7: cominciamo dal portiere serbo per rendere gli onori alla famiglia Pozzo. Chi temeva che Handanovic fosse insostituibile forse ieri si sarà ricreduto. Già durante il match d’andata del preliminare di Champions l’ex Siena aveva dimostrato il suo valore, ieri l’ha semplicemente confermato.
    Muriel 6,5: qualche mese fa, quando il colombiano deliziava in quel di Lecce, la società friulana affermava che fosse potenzialmente più forte di Sanchez. Bene. L’esordio, sebbene sia coinciso con una sconfitta, ha registrato il primo assist per quello che in patria viene definito il nuovo Ronaldo. Il talento c’è, che sia un fuori-serie avrà tempo e spazio per dimostrarlo.
    Maicosuel 6,5: il Mago di Udine si presenta ai propri tifosi con una rete al debutto nel campionato italiano. L’ex Botafogo sfrutta al meglio la maglia da titolare, complice l’assenza per turnover della coppia Di Natale-Fabbrini.  Siamo certi che le magie non siano finite al Franchi.

    IL TABELLINO DI FIORENTINA-UDINESE 2-1, 1 GIORNATA SERIE A 2012-2013
    Fiorentina (3-5-2): Viviano 6, Roncaglia 6,5, Rodriguez 6, Nastasic 5,5, Cassani 6 (57′ Cuadrado 6,5), Romulo 6,5, (79′ Aquilani 6,5), Pizarro 6,5, Borja Valero 7,5, Ljajic 6,5 (66′ El Hamdaoui 6,5), Jovetic 8,5. Allenatore: Vincenzo Montella.
    Udinese (3-5-1-1): Brkic 7, Heurtaux 6, Danilo 6, Coda 6, Faraoni 6, Badu 6, Williams 5,5 (46′ Pereyra 5,5), Battocchio 6, Pasquale 6 (77′ Domizzi s.v.), Maicosuel 6,5, Muriel 6,5 (66′ Fabbrini 5,5).

    GLI HIGHLIGHTS DI FIORENTINA-UDINESE 2-1, 1 GIORNATA SERIE A 2012-2013
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  • Fiorentina-Udinese, inizia la Serie A 2012-2013

    Fiorentina-Udinese, inizia la Serie A 2012-2013

    L’anticipo della 1^ giornata di Seria A 2012-2013 vede affrontarsi Fiorentina e Udinese all’Artemio Franchi di Firenze. I viola debuttano difronte al proprio pubblico completamente rinnovati. In panchina c’è Vincenzo Montella mentre in cabina di regia l’ex ds della Roma Pradè, artefice di un mercato estivo sulla carta importante. Jovetic è rimasto, in difesa sono arrivati Viviano e Roncaglia (ex Boca), a centrocampo invece gli acquisti più importanti con Borja Valero, Matias Fernandez e Aquilani, mentre in attacco il nome “nuovo” è Hamdaoui. Dall’altra parte l’Udinese è reduce da un’estate dove ha perso tre assi portanti come Handanovic, Isla e Asamoah, rimpiazzati da Brkic, Williams e Allan, con il gioiellino Muriel tornato dal prestito di Lecce. Esordio non semplice per i bianconeri, forse distratti dal ritorno del preliminare di Champions in programma martedì prossimo al Friuli.

    Vincenzo Montella vuole stupire. Contro l’Udinese l’aeroplanino giocherà con il 3-5-2. In difesa davanti a Viviano ci sarà il trio Roncaglia-Rodriguez-Nastasic, con l’egiziano Hegazy in panchina insieme al giovane Camporese. Sugli esterni agiranno uno tra Cassani e Cuadrado a destra e Pasqual a sinistra, mentre a centrocampo spazio alla fantasia di Aquilani, Pizarro e Borja Valero. In attacco, al fianco dell’inamovibile Jovetic, Montella pare intenzionato a dare fiducia a Ljajic. Il serbo infatti è nettamente in vantaggio sul neo-acquisto El Hamdaoui (ex Ajax).

    stevan jovetic | ©GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images

    Nell’undici dell’Udinese pesa il doppio incontro di Champions a cui i friulani sono chiamati nel giro di una settimana. Guidolin applica un turnover massiccio in tutti e tre i reparti. In difesa Benatia e Domizzi sono in panchina, al loro posto giocano Coda e Heurtaux. A centrocampo invece farà il suo esordio con la casacca bianconera Faraoni. Sulla corsia di sinistra Pasquale da il cambio ad Armero. L’assenza più pesante è quella del capitano Di Natale, sostituito da Fabbrini, mentre Maicosuel agirà alle spalle del talentuoso Under 21. In panchina si rivede Muriel, regolarmente convocato dopo i problemi muscolari che lo hanno tenuto fermo nelle scorse settimane. E’ probabile che Guidolin decida di non rischiarlo questo pomeriggio per averlo poi completamente a disposizione fra tre giorni contro il Braga.

    LE PROBABILI FORMAZIONI DI FIORENTINA-UDINESE, 1^ GIORNATA SERIE A 2012-2013. 

    Fiorentina (3-5-2): Viviano, Rodriguez, Nastasic, Roncaglia, Pasqual, Cassani, Aquilani, Borja Valero, Pizarro, Ljajic, Jovetic.
    A disposizione:  Neto, Lupatelli, Hegazy, Camporese, Della Rocca, Vargas, Cuadrado, Mati Fernandez, Romulo, Lazzari, El Hamdaoui, Olivera. Allenatore: Vincenzo Montella.
    Udinese (3-5-1-1): Brkic, Heurtaux, Danilo, Coda, Basta, Faraoni, Williams, Pereyra, Pasquale, Maicosuel, Fabbrini.
    A disposizione: Pawlowski, Benatia, Domizzi, Gabriel Silva, Neuton, Armero, Battocchio, Badu, Zielinski, Di Natale, Muriel, Forestieri. Allenatore: Francesco Guidolin.

  • Kaka, il futuro del Milan nelle mani del vecchio Bronzetti

    Kaka, il futuro del Milan nelle mani del vecchio Bronzetti

    Da oggi fino a mercoledì ogni giorno è buono per vedere Kaka tornare al suo vecchio amore, il Milan. L’esclusione clamorosa decisa da Mourinho per l’andata della Supercoppa spagnola è l’ultimo segnale che spinge il Bimbo d’oro verso l’Italia. La volontà del calciatore è nota, le stesse sirene provenienti dalla Turchia non arrecano insofferenza nel suo animo. Disposto a ridursi lo stipendio fino a 5 milioni di euro, Kaka ha già deciso da tempo il suo futuro. La passa passa a questo alle due società. Essenziale trovare un accordo che sia capace di accontentare entrambe le parti. Per certi versi è il Real ad avere il coltello dalla parte del manico, per altri invece è proprio il Milan a potersi giocare le carte giuste.

    L’affare non dovrebbe riguardare il solo Kaka. Galliani infatti pare intenzionato ad assicurarsi anche uno tra Diarra e Sahin oltre il verdeoro, andando così ad incrementare un reparto di centrocampo che pone numerose domande ai tifosi del Diavolo. Entrambi non godono della stima tecnica del tecnico portoghese, secondo quanto dichiarato alcuni giorni fa pubblicamente dallo stesso Mou. Oltre al Milan però sui due calciatori ci sono anche squadre della Premier, con l’Arsenal in testa per l’ex centrocampista del Bayern Monaco.

    Ernesto Bronzetti | ©Elisabetta Villa/Getty Images

    Per arrivare a Kaka, l’ad rossonero ha rispolverato Ernesto Bronzetti. E’ lui la figura che agirà da intermediario tra il club di Via Turati e quello madrileno, con il compito di riportare il brasiliano a casa. Nella serata di ieri Bronzetti era insieme a Florentino Perez al Camp Nou. I due hanno discusso dell’affare: modalità, numeri, convenienze, necessità. Perez avrebbe aperto al prestito, concessione fino a qualche settimana fa che sembrava impossibile. Questa mattina i quotidiani sportivi si sono sbilanciati riguardo le cifre: si parla di un prestito oneroso intorno ai 6 milioni di euro, con il riscatto fissato al termine della stagione che potrebbe aggirarsi sui 10 milioni.

    La figura di Bronzetti evoca ai tifosi rossoneri più attenti sorprese non sempre piacevoli. In questi anni il suo nome è stato spesso accostato al Milan, specialmente riguardo trattative che avessero la Spagna come interlocutore. Fra le delusioni più cocenti ricordiamo la coppia di attaccanti costituita da Jose Mari prima e Javi Moreno poi. I due attaccanti spagnoli lasciarono il Milan nello stesso anno (estate 2002), totalizzando complessivamente 7 gol in 3 anni.

    L’anno dopo toccò a Rivaldo subire la maledizione di Bronzetti: 22 presenze e 5 gol, bottino che non poteva di certo soddisfare società e tifosi alla luce delle ultime stagioni in blaugrana di uno dei campioni brasiliani più forte in quegli anni. Suo connazionale, e come lui “scaduto” dopo 12 mesi, Ricardo Oliveira. Acquistato dal Betis Siviglia per 20 milioni di euro, il calciatore non riuscì a confermare quanto di buono mostrato fino ad allora.

    Dopo 5 lunghi anni ricompare Ernesto Bronzetti, stavolta relativamente all’affare Kaka. Siamo proprio sicuri che Galliani abbia scelto l’uomo giusto? Noi non ne siamo così sicuri. Anche perché Bronzetti è lo stesso che “ufficializzò” il trasferimento di Tevez al Milan lo scorso gennaio. C’è da fidarsi?

  • Barcellona-Real Madrid 3-2, Iniesta super

    Barcellona-Real Madrid 3-2, Iniesta super

    Mas que match. Che spettacolo ieri sera al Camp Nou, dove una folla di 91 mila spettatori ha assistito ad un Clasico memorabile. Barcellona-Real Madrid, l’andata della Supercoppa di Spagna, ha saputo raccontare l’essenza del calcio. Vincono i blaugrana di Tito Vilanova, bravo a ridare l’antica anima ai ragazzi orfani di Pep Guardiola. Un incontro di rara bellezza, terminato sul punteggio di 3-2. Il Real Madrid non affonda, segna due gol nel tempio catalano, ma la sensazione è quella di un Barca capace al ritorno di confermarsi superiore ai Blancos. Da sottolineare la prova stratosferica di Iniesta. In 90′ minuti il numero 8 blaugrana ha dipinto un capolavoro unico, proprio difronte al buon Mou. In fondo Barcellona-Real Madrid è anche la metafora della solitudine dei numeri primi.

    E’ e sarà un Barca leggermente diverso, ugualmente implacabile sul lato possesso palla, ma che ora non si vergogna dei lanci lunghi (vedi pareggio Pedro al 56′), senza sfociare sia chiaro nel canovaccio di sonettiana memoria. Sugli esterni non più centrocampisti ma esterni veri (Sanchez-Pedro), con la fantasia al 100% riportata nella zona centrale del campo (Xavi-Iniesta), una difesa a tre tornata in soffitta, e una freccia in più sulla corsia di sinistra (Jordi Alba). Et voilà, il Barcellona di sempre.

    lionel messi | ©LLUIS GENE/AFP/GettyImages

    Se da una parte c’è il solito Barca, dall’altra c’è il solito Ronaldo. D’accordo, il duello con Messi è terminato in parità (1 gol a testa), la differenza in campo però è stata abissale. Un solo tiro in porta per il portoghese, quello del vantaggio-beffa iniziale (colpo di testa su corner), con il Pallone d’Oro che risponde presente 15 minuti più tardi, realizzando il provvisorio 2-1. Ci vorrà un Real e un CR7 in versione Camp Nou aprile 2012 affinché i tifosi possano sperare nella rimonta fra 6 giorni al Bernabeu.

    Oltre a Iniesta, il Clasico di ieri ha avuto come protagonisti assoluti Casillas e Valdes. C’è il primo che toglie dalla rete il pallone del potenziale 4-1 blaugrana, e c’è l’altro che regala a Di Maria il gol del 3-2 tenendo così in vita l’undici di Mourinho in vista del match di ritorno.

    Da due giorni il vate di Setubal ha messo saggiamente le mani avanti sull’esito della Supercoppa, come se avesse già vaticinato la sconfitta dei suoi uomini, dimostrando ancora una volta di essere un passo avanti rispetto ai suoi colleghi. In ogni caso tutto questo interessa relativamente al Polifemo Tito, accecato da Mou lo scorso anno. C’è una tradizione importante da rispettare, un trofeo da regalare idealmente a Guardiola, passaggio di consegne perfetto tra il vecchio e il nuovo, sebbene sia più opportuno rovesciare la prospettiva.

    Il tabellino di Barcellona-Real Madrid 3-2 (andata della Supercoppa di Spagna 2012)
    Barcellona (4-3-3): Victor Valdes, Dani Alves, Pique, Mascherano, Adriano, Xavi (83′ Fabregas), Busquets, Iniesta, Pedro (86′ Alba), Messi, Sanchez (73′ Tello). Allenatore: Tito Vilanova.
    Real Madrid (4-2-3-1): Casillas, Arbeloa, Albiol, Ramos, Coentrao, Khedira, Xabi Alonso, Callejon (65′ Di Maria), Ozil (81′ Marcelo), Cristiano Ronaldo, Benzema (60′ Higuain). Allenatore: Jose Mourinho.

    IL VIDEO DI BARCELLONA-REAL MADRID 3-2
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  • Barcellona-Real Madrid, prima sfida tra Tito e Mourinho

    Barcellona-Real Madrid, prima sfida tra Tito e Mourinho

    Il primo Clasico della stagione è arrivato. Al Camp Nou stasera si gioca l’andata della Supercoppa di Spagna, Barcellona-Real Madrid. Grande l’attesa per quella che è considerata come mas que match. Non a casa si affrontano non solo le due squadre più forti del Paese iberico, ma anche d’Europa (e verosimilmente del globo). Qualche cambiamento c’è stato, sopratutto in terra catalana. La leggenda di Pep Guardiola è appunto leggenda e non più realtà concreta. Al suo posto il vice Tito, il quale non pare esser imparentato con l’omonimo imperatore di Roma, sebbene la distanza geografica faccia presupporre il contrario. Mourinho è il solito Mourinho, lui non cambierà mai. Anzi no. Non è più Special, da pochi giorni è Unico, per sua stessa ammissione.

    Tito Vilanova ha riportato il Barcellona alle origini, liberandolo dai ghirigori tattici dell’ultimo Guardiola. Nella prima partita ufficiale della stagione, i blaugrana hanno battuto 5-1 la Real Sociedad, spendendo energie fisiche prossime allo zero. In difesa ci sarà la coppia Puyol-Pique, con Dani Alves a destra e il nuovo acquisto Jordi Alba a sinistra. Il modulo storico (4-3-3) presenta gli stessi interpreti anche a centrocampo: Sergi Busquets davanti alla difesa con Xavi e Iniesta insieme. Sugli esterni Sanchezdovrebbe giocare dal primo minuto a sinistra, mentre a destra agirà Pedro. Al centro dell’attacco non può mancare Messi, autore di una doppietta sabato scorso.

    tito vilanova | ©LLUIS GENE/AFP/GettyImages

    Il Real è identico a quello della scorsa stagione. Qualcosa potrebbe cambiare soltanto negli ultimi giorni di calciomercato, quando verrà definitivamente deciso il futuro di Kaka da una parte e quello di Modric dall’altra. Nel frattempo Sahin si è trasferito in prestito all’Arsenal. Il capitano Casillas in porta quindi, con Albiol e Ramos coppia centrale e Arbeloa-Coentrao terzini. Nel 4-2-3-1 del tecnico portoghese la cerniera di centrocampo sarà composta da Xabi Alonso e Khedira. Sulla linea dei trequartisti invece Ozil agirà ancora in posizione centrale, con Di Maria e Ronaldo larghi sulle fasce. Come nella prima giornata della Liga la maglia per l’attacco è stata assegnata al Pipita Higuain.

    LE PROBABILI FORMAZIONI DI BARCELLONA-REAL (andata Supercoppa di Spagna 2012)
    Barcellona (4-3-3): Victor Valdes, Dani Alves, Pique, Puyol, Jordi Alba, Xavi, Iniesta, Sergio Busquets, Pedro, Sanchez, Messi.
    A disposizione: Pinto, Mascherano, Adriano, Song, Fabregas, Tello, David Villa. Allenatore: Tito Vilanova.
    Real Madrid (4-2-3-1): Casillas, Arbeloa, Albiol, Ramos, Coentrao, Xabi Alonso, Khedira, Di Maria, Ozil, Ronaldo, Higuain.
    A disposizione: Adan, Varane, Marcelo, Diarra, Granero, Callejon, Benzema. Allenatore: Mourinho.

  • Preliminari Champions, vincono Malaga e Dinamo Kiev

    Preliminari Champions, vincono Malaga e Dinamo Kiev

    Con le partite disputate ieri sera si è completato il quadro dell’andata dei preliminari Champions. Venti squadre che aspettano ancora di conoscere il loro futuro europeo. Dopo aver raccontato l’incontro dell’Udinese, scopriamo quali sono stati i risultati delle restanti nove partite. Come sempre non sono mancate le sorprese. Per esempio martedì abbiamo assistito alla sconfitta casalinga del Basilea contro i rumeni del Cluj (1-2 per la formazione allenata da Ion Andone), con gli svizzeri che hanno pagato oltre modo l’assenza della stella Shaqiri, trasferitosi in estate al Bayern Monaco. Lo scorso anno la squadra elvetica era riuscita nell’impresa di battere ed eliminare i campioni del Manchester United, rivelandosi una delle sorprese più belle insieme all’Apoel.

    Sempre nella giornata di martedì i turchi del Fenerbache hanno rimediato un ko per 2-1 contro lo Spartak, risultato comunque recuperabile al ritorno. Sconfitta di misura anche per il Lille, che perde 1-0 in Danimarca contro il Copenaghen, con il talentuoso Payet che aveva fallito ad inizio primo tempo il rigore del potenziale vantaggio. Debacle casalinga per i tedeschi del Borussia Monchengladbach, sonoramente sconfitti in Germania dalla Dinamo Kiev (3-1 il risultato finale). Vittoria agevole anche per il Celtic, che in trasferta batte gli svedesi dell’Helsingborg per 2-0 (in rete Samaras).

    eliseu | ©Jorge Guerrero/AFP/GettyImages

    Se il fattore casalingo è stato sovvertito due giorni fa, ieri invece è stato formalmente rispettato. Il Malaga ha sconfitto 2-0 i greci del Panathinaikos, con le due reti segnate nella prima mezzora di gioco. Supera l’esame anche la Dinamo Zagabria, sebbene la partita contro il Maribor sia stata sbloccato soltanto a metà ripresa dal gol di Badelj. Successo anche per il Bate Borisov, che conferma la sua tradizione particolarmente positiva in Champions League. I bielorussi hanno sconfitto la squadra israeliana esordiente dell’Hapoel Kiryat Shmona con il punteggio di 2-0. A sorpresa infine l’Anderlecht cede in trasferta (2-1) contro i ciprioti dell’Ael Limassol, restando anche in 10 uomini negli ultimi 15′ minuti dell’incontro per l’espulsione di Jovanovic.

    PRELIMINARI CHAMPIONS LEAGUE, RISULTATI ANDATA 21/22-08-2012

    • Spartak Mosca (46) – Fenerbache (53) 2-1
    • Borussia Monchengladbach (n.d.)  – Dinamo Kiev (31) 1-3
    • Helsingborg (128) – Celtic (63) 0-2
    • Copenaghen (44) – Lille (59) 1-0
    • Basilea (38) – Cluj (101) 1-2
    • Dinamo Zagabria (82) – Maribor (193) 2-1
    • Malaga (nd) – Panathinaikos (40) 2-0
    • Braga (29) – Udinese (58) 1-1
    • Bate Borisov (68) – Hapoel Kiryat Shmona (243) 2-0
    • Ael Limassol (196) – Anderlecht (41) 2-1
  • Braga-Udinese 1-1, qualificazione alla Champions più vicina

    Braga-Udinese 1-1, qualificazione alla Champions più vicina

    Nell’andata del primo turno preliminare di Champions League l’Udinese pareggia 1-1 in trasferta contro lo Sporting Braga. Un pareggio molto importante per gli uomini di Guidolin, che li avvicina alla storica qualificazione nell’Europa dei grandi. La prestazione della squadra friulana ha fatto arrabbiare e non poco il tecnico di Castelfranco Veneto, ma alla fine della fiera il risultato è quello che conta. Al ritorno sarà sufficiente un pareggio a reti bianche per raggiungere il sogno della Fase a gironi. Un miracolo, se si pensa ad una società che ogni anno compie una rivoluzione tecnica al suo interno, stravolgimento che però non pare distrarre i ragazzi di Guidolin, sempre sul pezzo per usare una metafora extra-calcistica. Al Friuli martedì prossimo l’Udinese scende in campo per la storia.

    Si era messa benissimo ieri per la squadra bianconera. Nonostante un notevole possesso palla dei padroni di casa, è stata l’Udinese a portarsi in vantaggio. Su azione di calcio d’angolo Basta sorprende tutti, riuscendo a schiacciare alla destra del portiere avversario per il provvisorio 1-0. La partita continuano a farla i lusitani, i quali però peccano nell’ultima fase dell’azione, quando invece di creare occasioni pericolose non riescono a far altro che provare i famosi tiri della domenica. Certamente non il miglior biglietto da visita per una squadra che vuole entrare in Champions League.

    dusan basta | ©Giuseppe Bellini/Getty Images

    Nella ripresa l’Udinese scende in campo con più sicurezza, sfiorando il doppio vantaggio con un colpo di testa di Pinzi, miracolosamente respinto da Beto. Nel frattempo il Braga prosegue la trama già vista nel corso del primo tempo, conclusioni da 30 metri con preghiera annessa. Alla fine la tattica paga: l’1-1 porta la firma del giovane Ismaily (classe ’90), all’esordio in Europa. Gli ultimi venti minuti non sono una passeggiata di salute per i bianconeri, più volte apparsi in affanno durante la fase difensiva. Come in passato si aggrappano al loro portiere, che da quest’anno si chiama Brkic, bravo a disinnescare le bombe scagliategli contro nelle battute conclusive del match.

    LE PAGELLE DI BRAGA-UDINESE
    Brkic 7: a parte una improvvisata corsa sotto le stelle del cielo portoghese, il nuovo estremo difensore dell’Udinese mostra a tutti di che pasta è fatto. L’intervento nel finale sul tiro di Ruben Micael.
    Basta 7: riparte da dove aveva finito. Nella scorsa stagione era stato il goleador inventato dei ragazzi di Guidolin, si conferma anche in Europa.
    Pinzi 6,5: è il metronomo del centrocampo friulano, ruolo che riesce ad interpretare egregiamente. La qualificazione in Champions passerà anche tra i suoi piedi. Sfiora anche il gol nel secondo tempo.
    Di Natale 5,5: parecchio nervoso il capitano dell’Udinese ieri sera. Sente come non mai che quest’anno l’impresa è davvero possibile. Si è tenuto a riposo per riversare tutta la sua furia martedì al Friuli?

    IL TABELLINO DI BRAGA-UDINESE
    Braga (4-2-3-1): Beto 7, Salino 5,5, Douglao 6, Vinicius 5,5, Ismaily 6,5, Custodio 5,5, Hugo Viana 6, Alan 5 (84′ Amorim s.v.), Mossorò 6,5 (87′ Ze Luis s.v.), Barbosa 5 (58′ Micael 5,5). Allenatore: Peseiro.
    Udinese (3-5-2): Brkic 7, Benatia 6,5, Danilo 6, Domizzi 6, Basta 7, Pinzi 6,5, Williams 6,5, Pereyra 5,5 (72′ Badu 6), Armero 5 (84′ Pasquale s.v.), Fabbrini 5,5 (72′ Maicosuel 6.), Di Natale 5,5. Allenatore: Guidolin.
    Marcatori: 23′ Basta (U), 68′ Ismaily (B)

    GLI HIGHLIGHTS DI BRAGA-UDINESE
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