Autore: Federico Pisanu

  • Milan-Cagliari, Allegri sceglie Traorè

    Milan-Cagliari, Allegri sceglie Traorè

    Stasera a San Siro si gioca Milan-Cagliari, match valido per la 5 giornata di Serie A. I rossoneri devono sfatare il tabù San Siro. Occasione ghiotta quella che capiterà tra i piedi della squadra di Allegri contro una formazione, quella dei sardi, che a Milano non vincono dalla stagione ’96-97. Era l’ultima partita della stagione, l’annus horribilis del Sacchi-bis, l’ultima panchina del maestro, l’ultima di Baresi e Tassotti, oggi alla guida della Prima squadra per la squalifica di Allegri decisa dal giudice sportivo dopo i fatti di Udine. Corsi e ricorsi storici, otto incontri (gli ultimi) che hanno sempre visto i rossoneri vittoriosi. In tre stagioni, da Leonardo ad Allegri, sono 11 i gol rifilati ai rossoblu. Sarà anche il duello tra Ficcadenti e il tecnico livornese, il cui bilancio è tuttora in parità (una vittoria a testa per entrambi). Milan-Cagliari, crisi messa all’angolo?

    L’ex tecnico rossoblu contro la sua ex squadra propone un 4-3-3 con la novità a centrocampo di Bakaye Traorè. Il giocatore maliano ha superato il ballottaggio con Nocerino e andrà a formare il trio di centrocampo insieme a De Jong che si posizionerà davanti alla difesa e a Montolivo che ricoprirà il ruolo di mezzala sinistra. Grande occasione per l’ex mediano di Nancy, che potrà così esordire nella massimo campionato italiano con la maglia del Milan. In attacco confermati Pazzini prima punta, supportato da Emanuelson ed El Shaarawy che cercheranno di fornire i cross giusti per la testa dell’ex punta interista. In difesa, la coppia centrale sarà formata da Bonera e Mexes, come terzini il giovane De Sciglio sostituisce Abate sulla destra mentre a sinistra spazio ad Antonini.

    Traorè, oggi partirà titolare contro il Cagliari © Valerio Pennicino/Getty Images

    Probabili formazioni Milan-Cagliari

    Milan (4-3-3): Abbiati; De Sciglio, Bonera, Mexes, Antonini; Traorè, De Jong, Montolivo; Emanuelson, Pazzini, El Shaarawy.
    A disposizione: Amelia, Gabriel, Yepes, Acerbi, Mesbah, Constant, Traoré, Ambrosini, Robinho, Bojan, Niang. Allenatore: Mauro Tassotti (Allegri squalificato).
    Cagliari (4-3-3): Agazzi; Perico, Rossettini, Astori, Pisano; Ekdal, Conti, Naingollan; Ribeiro, Pinilla, Ibarbo.
    A disposizione: Avramov, Avelar, Ariaudo, Dessena, Casarini, Eriksson, Sau, Nenè, Larrivey. Allenatore: Massimo Ficcadenti.

  • Gianni Vio, a Firenze lo stratega dei calci piazzati

    Gianni Vio, a Firenze lo stratega dei calci piazzati

    Con il suo “Più 30 per cento” ha conquistato Walter Zenga. Stiamo parlando di Gianni Vio, lo stratega dei calci d’angolo. Attualmente fa parte dello staff tecnico della Fiorentina di Vincenzo Montella.  Gianni Vio è da un’eternità nel mondo del calcio, anche se la sua popolarità è cresciuta in maniera esponenziale quando i giocatori del Catania iniziarono a stupire avversari e pubblico con i loro insoliti schemi sulle palle inattive. Doppia barriera, colonne di soldati, spogliarelli improvvisati, movimenti che soltanto a prima vista sembravano casuali ma che invece avevano come pregio quello di mandare in bambola sistematicamente i difensori avversari. Tutto questo è Giovanni Vio, veneziano classe ’53, che dal venerdì alla domenica sveste i panni di impiegato dell’Unicredit a Mestre per insegnare ai giocatori gli schemi da attuare nel match della domenica.

    Uno dei segreti del mago veneto è proprio l’imprevedibilità. Chi ha mai visto la doppia barriera in campo che si oppone alle punizioni degli avversari? Non solo un lavoro tattico, ma anche psicologico, è alla base di “Più 30 per cento”, libro scritto insieme allo psicologo Alessandro Tettamanza, che ad oggi rappresenta la pietra miliare per chiunque voglia studiare gli schemi sulle palle inattive.

    Gianni Vio insieme a Walter Zenga | © Internet

    Vio viene scoperto da Walter Zenga. I due iniziano una fitta corrispondenza telefonica, che ha come esito naturale l’ingresso nello staff tecnico dell’ex nerazzurro alla Dinamo Bucarest. La collaborazione tra i due si rivela tanto prolifica da convincere Zenga a portarlo con sé in Italia nei 3 anni in Sicilia, durante le esperienze di Catania e Palermo. Rimangono leggendari i calzoncini abbassati di Plasmati, che si dividono tra mito e realtà, con Gianni Vio sempre restio a confermare la paternità del gesto poi messo fuorilegge dall’ex designatore degli arbitri Pierluigi Collina.

    Quest’estate Gianni Vio è ingaggiato dalla Fiorentina, voluto fortemente dalla coppia Montella-Pradè. Anche ieri sera, nell’anticipo serale contro la Juventus, i viola hanno dato assaggio della sagacia di quello che è stato ribattezzato il mago dei calci d’angolo.

    Gianni Vio in allenamento con i ragazzi della Fiorentina
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  • Allegri recupera Robinho e conferma il 4-3-3

    Allegri recupera Robinho e conferma il 4-3-3

    Buone notizie per Allegri in vista della partita di domani che opporrà il Milan al Cagliari, l’ex squadra del tecnico rossonero. Nell’allenamento di ieri infatti si è rivisto dopo 3 settimane di stop il brasiliano Robinho, che ha svolto l’intera seduta di rifinitura, tornando così completamente a disposizione. Un recupero importante quello dell’attaccante carioca, capace di fare la differenza spesso e volentieri in passato, specialmente nel primo Milan targato Allegri. Fin qui aveva giocato soltanto i primi 60′ minuti della stagione, quando a San Siro la Sampdoria si impose per 1-0. Ennesimo infortunio muscolare, una distrazione di primo grado alla coscia destra. Assenza importante quella di Binho in queste prime giornate di campionato, sopratutto se pesata in termini di qualità.

    TRIDENTE CONFERMATO– Domani sera a San Siro il Milan proverà a conquistare i primi 3 punti in un campo altrimenti maledetto. Robinho dovrebbe inizialmente partire dalla panchina, considerando anche che il brasiliano non gioca una partita dallo scorso 26 agosto. Il suo rientro da maggiore convinzione al tecnico rossonero nell’insistere sul 4-3-3 visto a Udine nei primi minuti di gara, dove la squadra aveva stupito per freschezza e velocità di manovra, rendendosi pericolosa a tal punto da indurre gli stessi tifosi a sottolineare come quel Milan in 10′ minuti avesse tirato in porta più di ogni altra partita precedente. Pazzini sarà ancora al centro dell’attacco, che con ogni probabilità sarà composto da El Shaarawy a sinistra ed Emanuelson a destra. L’olandese rappresenta il vero jolly di questa formazione, in grado di ricoprire tutti i ruoli della trequarti, consentendo così al tecnico livornese di cambiare modulo durante la gara, qualora il risultato imponesse modifiche immediate.

    Robinho torna ad allenarsi dopo l’infortunio | ©OLIVIER MORIN/AFP/GettyImages

    SCELTA OBBLIGATA – Passaggio quasi naturale, fisiologico, un tridente chiesto dai media quanto dai tifosi stessi. Quasi crocifisso all’obsoleto 4-3-1-2, Allegri si è finalmente deciso a cambiare qualcosa. Siamo convinti che quando rientrerà anche Pato, quest’ultimo potrebbe davvero estromettere Pazzini dal centro, andando così a costruire un tridente potenzialmente dirompente, con il Papero affiancato dal connazionale Robinho e il Faraone. Senza dimenticare poi Bojan, che ad oggi insieme ad El Shaarawy appare il giocatore con più qualità rispetto al resto della rosa a disposizione di Allegri.

  • A Udine Allegri boccia Boateng, debutto per Zapata

    A Udine Allegri boccia Boateng, debutto per Zapata

    E’ arrivato il giorno tanto atteso. Ore 15, stadio Friuli, Udinese-Milan si affrontano per la 4 giornata di campionato. Incontro già decisivo per il tecnico degli ospiti Massimiliano Allegri. Una sconfitta contro i bianconeri significherebbe esonero quasi certo. Dall’altra parte i padroni di casa non stanno meglio. Il primo successo stagionale tarda ad arrivare (fin qui è stato raccolto solo un punto), e soltanto la pazienza della famiglia Pozzo ha alleggerito la tensione in casa Udinese. Reduci entrambi dagli impegni europei, i bianconeri così come il Milan si giocheranno molto nella partita di oggi. A rischiare sono sopratutto i rossoneri, che ormai vedono la distanza dalla capolista Juventus dilatarsi a nove lunghezze. Alle ore 17 sapremo se Allegri sarà riuscito a restare in sella oppure se lo scontro con Inzaghi non sia stato soltanto l’ultimo episodio spiacevole di un 2012 da cancellare. Proprio in primavera la scorsa stagione la squadra di Allegri ottenne una vittoria fondamentale, scaccia-crisi. A volte dicono che la storia è solita ripetere situazioni e fatti già avvenuti. Udinese-Milan, adesso o mai più.

    DOMIZZI FUORI– Segnali importanti, così Guidolin ha valutato i passi avanti dei suoi ragazzi nel match di giovedì sera di Europa League contro l’Anzhi. Un punto importante per il morale, firmato Di Natale, entrato ad inizio ripresa. Il tecnico dei bianconeri cerca risposte altrettanto positive nella sfida odierna, dove vara il 3-5-2, accantonando il modulo che prevedeva il solo Totò Di Natale come unica punta. Insieme al capitano dei friulani scende in campo dal primo minuto Barreto, con il brasiliano alla sua prima apparizione da titolare quest’anno. A centrocampo bocciatura per Williams, al suo posto Allan. L’ex Gremio cerca quella continuità necessaria per esprimere le qualità che di certo non gli mancano. Sulla corsia di destra Basta sarà in dubbio fino all’ultimo, dopo il piccolo infortunio subito nella seduta di rifinitura. In preallarme Faraoni, protagonista di un’ottima prestazione tre giorni fa. Nella lista dei convocati manca all’appello Domizzi, infortunatosi proprio nella partita contro l’Anzhi. Al suo posto giocherà Coda. Tra i pali rientra Brkic, assente giovedì.

    Stephan El Shaarawy nell’ultima partita contro l’Anderlecht | ©Claudio Villa/Getty Images

    ALLEGRI NON CAMBIA – In casa Milan si era parlato di 4-3-3, o comunque una variazione tattica rispetto al marchio di fabbrica del 4-3-1-2. Anche ieri in allenamento Allegri ha provato diverse soluzioni, fra cui lo stesso 4-2-3-1, ma alla fine della fiera la sensazione è che il Milan non cambierà pelle. Uomini sì. Perché a centrocampo rientra Montolivo, e non è una novità di poco conto per la manovra rossonera che recupera l’unico uomo di qualità nella rosa a disposizione del tecnico toscano. L’ex viola giocherà sul centro-destra, con Nocerino mezzala sinistra e De Jong in mezzo al campo a fare legna. In attacco invece c’è Emanuelson dietro la coppia d’attacco che anche stavolta dovrebbe vedere Pazzini insieme ad El Shaarawy, quest’ultimo molto positivo contro l’Anderlecht in Champions. Boateng quindi dovrebbe osservare un turno di riposo, considerata la scarsa forma fisica fin qui dimostrata. Difesa nuova di zecca infine. Esordisce proprio contro la sua ex squadra Zapata. Al suo fianco Mexes. Promozione in vista per De Sciglio, che giocherà sull’out di sinistra, mentre Abate si riprende la fascia destra.

    Le probabili formazioni di Udinese-Milan
    Udinese (3-5-2): Brkic, Benatia, Danilo, Coda, Basta, Pereyra, Pinzi, Allan, Pasquale, Barreto, Di Natale.
    A disposizione: Padelli, Pawlowski, Badu, Angella, Faraoni, Williams, Hertauz, Armero, Gabriel Silva, Fabbrini, Maicosuel, Ragenie. Allenatore: Guidolin.
    Milan (4-3-1-2): Abbiati, Abate, Mexes, Zapata, De Sciglio, De Jong, Nocerino, Montolivo, Emanuelson, El Shaarawy, Pazzini.
    A disposizione: Amelia, Gabriel, Acerbi, Bonera, Mesbah, Antonini, Constant, Traore, Ambrosini, Boateng, Bojan, Niang. Allenatore: Allegri.

  • Guardiola: “Io al Milan? non si sa mai”

    Guardiola: “Io al Milan? non si sa mai”

    In queste ore che precedono la vigilia di Udinese-Milan, partita chiave per la gestione Allegri, riappare come un fantasma l’ex allenatore del Barcellona Pep Guardiola. Dal suo soggiorno americano il maestro spagnolo ha se vogliamo aperto ad un probabile futuro in Italia, sulla panchina dei rossoneri, anche se questa ipotesi appare quantomeno irrealistica per mille motivi. Io al Milan? Non si sa mai nel calcio”la risposta di Pep alla domanda di un giornalista durante un’intervista rilasciata in Messico, dove si trova per una vacanza di pochi giorni, prima di tornare a New York insieme alla sua famiglia. Dichiarazioni che arrivano in un momento in cui la guida tecnica del Milan è in fortissima discussione e che sicuramente non aiuteranno psicologicamente Allegri, sempre più sulla graticola per i risultati ed il gioco espresso in avvio di stagione. Sentimento opposto invece si registra tra i tifosi del Diavolo, eccitati dall’idea che nella prossima stagione la loro squadra del cuore possa essere guidata da Guardiola.

    In realtà le possibilità che lo spagnolo approdi al Milan sono piuttosto remote. Vuoi per l’ingaggio plurimilionario che Pep chiederebbe alla società di Via Turati, le cui casse societarie ultimamente piangono. E come conseguenza diretta, vuoi per il poco sex-appeal che il club rossonero possa suscitare in Guardiola, reduce da quattro stagioni in Spagna nelle quali i soldi non sono di certo mancati. Vuoi per i giocatori non funzionali al progetto. Vuoi perché quando Guardiola osserva il centrocampo del Milan attuale e lo rapporta con quello blaugrana scappa dopo aver letto i primi due nomi. Vuoi perché Guardiola è a New York non per una gita scolastica, non perché affetto da mania statunitense, ma per uno scopo ben preciso, ovvero quello di perfezionare il suo inglese, e non di certo per allenare nel nostro Paese.

    Joseph Guardiola, sogno proibito del Milan | ©JOSEP LAGO/AFP/GettyImages

    Tutto lascia pensare che il futuro di Pep Guardiola sia già scritto, e si chiami Manchester United. E’ lui l’erede designato di Sir Alex Ferguson. La leggenda scozzese con ogni probabilità lascerà la panchina dello United per una dorata pensione al termine di questa stessa stagione, qualunque risultato sportivo verrà proclamato a maggio. Pep non ha mai nascosto la sua passione per la Premier League, che da sempre lo affascina. Tra Red Devils e Milan l’ex tecnico del Barca non dovrebbe avere dubbi, con gli inglesi nettamente favoriti. Per buona pace di Berlusconi, dei tifosi rossoneri, e di Jose Mourinho.

  • Tra Allegri e Inzaghi scoppia la pace “Non è successo nulla”

    Tra Allegri e Inzaghi scoppia la pace “Non è successo nulla”

    Torna il sereno in casa Milan. E’ terminata pochi minuti fa l’intervista congiunta ad Allegri e Inzaghi da parte del canale telematico rossonero Milan Channel. La mini conferenza è stata preceduta da una stretta di mano con annesso sorriso subito pubblicata sul sito ufficiale della società di Via Turati, per anticipare il concetto di pace fatta tra i due protagonisti della serata di ieri, con tanto di lite condita da insulti pesanti presso il centro di allenamento delle giovanili Vismara. Tutto chiarito quindi. Le dichiarazioni di Allegri e Inzaghi non lasciano spazio ad interpretazioni. Entrambi hanno confermato come in realtà due giorni fa non sia successo nulla, se non un semplice scambio di vedute durato neanche un minuto, rigettando così qualsiasi ipotesi di rissa verbale e tanto meno fisica, come invece era stato scritto da diversi media in serata. L’intervista si è conclusa dopo circa 15 minuti dal suo inizio, e ha visto i due tecnici stringersi nuovamente la mano.

    La mattinata invece non si era proprio aperta sotto gli auspici migliori. Da Milanello infatti arrivavano altre rivelazioni sulla lite dell’altro giorno. Parole attribuibili ad Allegri, le quali non facevano altro che peggiorare la situazione del tecnico rossonero: “non hai nemmeno il coraggio di guardarmi in faccia, non sei un uomo”, rivolgendosi ad Inzaghi, colpevole di non averlo salutato. Il livornese ha poi incalzato l’attuale allenatore degli Allievi Nazionali intimandogli un minaccioso “piantala, sennò vengo a prenderti”. Dopo questa affermazione Inzaghi si sarebbe allontanato, e allora Allegri avrebbe concluso il suo show urlando direttamente ai ragazzi presenti in campo: “Questo è l’allenatore che dovrebbe insegnarvi calcio”. Se il tutto fosse stato confermato, la dirigenza non avrebbe potuto far altro che licenziare il tecnico della Prima squadra, senza dover aspettare nemmeno la partita di domenica contro Udine. Invece è giunta la smentita ufficiale direttamente dai diretti interessati, con tanto di sorrisi e stretta di mano.

    Massimiliano Allegri sorridente prima del match contro l’Atalanta | ©Claudio Villa/Getty Images

    Lo stesso Tiziano Crudeli, voce storica del Milan, questa mattina aveva ampiamente sgonfiato il caso, durante un’intervista telefonica rilasciata al portale Milannews. Crudeli ha confermato il reale incontro, con Allegri in visita al Centro Vismara accompagnato dal responsabile tecnico del settore giovanile Filippo Galli. Allegri avrebbe quindi stretto la mano ad Inzaghi e poi i due avrebbero scambiato qualche opinione. Pareri verosimilmente contrastanti, considerato che dopo 60 secondi i due si siano lasciati freddamente. Racconto di Crudeli ribadito poche ore dopo da Allegri e Inzaghi. Alle ore 15 è già tempo di allenamento per la Prima squadra. La trasferta di Udine è ormai alle porte.

  • Eto’o resta a guardare, si sblocca Di Natale

    Eto’o resta a guardare, si sblocca Di Natale

    Finisce 1-1 la sfida tra Udinese-Anzhi, match valido per la prima giornata della Fase a gironi di Europa League. Al gol di Lacina Traorè degli ospiti nel corso del primo tempo, ha risposto il capitano Totò Di Natale in pieno recupero, quando ormai l’ennesima sconfitta interna aleggiava sul campo del Friuli. Partita più da sbadigli che altro. I friulani non soffrono più di tanto gli avversari guidati da Hiddink, che si rendono protagonisti di una partenza piuttosto blanda. La prima occasione dell’incontro è proprio per gli uomini di Guidolin, con il colpo di testa del marocchino Benatia che si spegne di pochissimo alto sulla traversa. La gara scivola poi tra la noia generale fino al termine della prima frazione, quando il bomber ivoriano Traorè trova la rete del vantaggio.

    L’1-0 è propiziato sopratutto dal goffo intervento di Padelli. Il secondo di Brkic (ieri indisponibile) accompagna in porta la battuta di Traorè, che altrimenti si sarebbe spenta abbondantemente fuori (più che un tiro la conclusione dell’attaccante era un cross). Guidolin impreca dalla panchina contro la sfortuna che ancora una volta sembra abbattersi sulla sua squadra, che fino a quel momento non aveva demeritato al cospetto di Eto’o e compagni, nonostante l’assenza dall’undici titolare di capitan Di Natale.

    Antonio Di Natale dopo il gol dell’1-1 | ©ANDREAS SOLARO/AFP/GettyImages

    Il numero 10 entra in campo quando mancano 30 minuti al termine. Insieme a lui fa il suo ingresso sul terreno di gioco anche l’esterno destro Basta. La situazione però non migliora per l’Udinese, che appare ancora impalpabile lì davanti e con un centrocampo che è soltanto lontano parente rispetto a quello dello scorso anno, quando Asamoah e Isla facevano la differenza. Hiddink è vicino alla sesta vittoria consecutiva (tra campionato ed Europa League) e decide di coprirsi negli ultimi minuti di gara. Samuel Eto’o ha un guizzo importante, l’unico della serata italiana, e Padelli deve sfoderare un intervento da urlo per evitare il gol del ko, togliendo dall’angolino un pallone che i tifosi bianconeri avevano già battezzato dentro lo specchio della porta. Quando tutto sembrava perduto, arriva il pareggio in extremis per i padroni di casa. L’uomo della provvidenza è ancora una volta Totò Di Natale, bravo ad avventarsi sulla corta respinta del portiere e ribadire in rete il pallone del definitivo 1-1.

    Si salva così l’Udinese e forse anche Guidolin. In caso di sconfitta la situazione del tecnico bianconero sarebbe diventata intricata, nonostante la famiglia Pozzo in questo senso rappresenti una garanzia. Forse sarebbe stato però lo stesso Guidolin a lasciare, memori anche delle dichiarazioni a caldo rilasciate al termine del match contro il Braga.

    Udinese-Anzhi 1-1, le pagelle

    Padelli 6: è la media tra la papera del primo tempo e il miracolo della ripresa sulla conclusione di Eto’o. Da comunque la sensazione di non poter impensierire Brkic per una maglia da titolare.
    Faraoni 6,5: positiva la prova dell’ex Inter che dimostra di trovarsi a suo agio nel ruolo di esterno destro. Sicuramente da rivedere, anche se davanti a lui c’è Basta.
    Williams 5: nei piani estivi della dirigenza bianconera doveva sostituire il ghanese Asamoah, trasferitosi alla Juventus. Il brasiliano però incappa nell’ennesima serata storta.
    Di Natale 6,5: fino al gol il capitano dell’Udinese non si rende quasi mai pericoloso. Rimane però l’uomo della provvidenza, l’unico fuoriclasse rimasto a questa squadra.
    Traorè 6,5: è alto più di due metri ma dispone di un’agilità invidiabile. E’ il bomber dell’Anzhi, con 6 gol in 8 presenze. Arrivato quest’estate per 12 milioni di euro dal Kuban continua a stupire.
    Eto’o 6: in ombra per buona parte del match. Hiddink lo sposta nella posizione di trequartista, alle spalle di Traore. Mostra però tutta la sua classe nel finale di partita, quando soltanto un fantastico Padelli gli nega la gioia del gol.

    HIGHLIGHTS UDINESE-ANZHI 1-1

  • I perché della lite Allegri-Inzaghi

    I perché della lite Allegri-Inzaghi

    In casa Milan non si parla d’altro. La lite Allegri-Inzaghi è sicuramente l’argomento del giorno. Una notizia rilanciata in esclusiva nel pomeriggio da Novastadio e diventata nello spazio di pochi minuti una bomba ad orologeria, grazie anche ad un social network come Twitter. Il portale d’informazione rossonero Milannews ha immediatamente dato risalto al “fattaccio”. Il tutto è avvenuto nel pomeriggio di ieri, quando Allegri si è presentato al Centro Vismara, dove si tengono le sedute di allenamento del settore giovanile rossonero. Il tecnico livornese, accompagnato dal responsabile dell’area tecnica Filippo Galli, era andato a salutare i colleghi di Milanello, fra cui lo stesso Filippo Inzaghi, attuale allenatore degli Allievi Nazionali. Allegri avrebbe rivolto il saluto a Superpippo, ma quest’ultimo, ignorandolo, ha continuato come se niente fosse l’allenamento (secondo una prima ricostruzione offerta dal giornalista del Corriere dello Sport Furio Fedele).

    Ciò ha mandato in bestia il Conte Max, che avrebbe apostrofato in maniera poco elegante Inzaghi con un colorito “pezzo di m.”.  L’ex attaccante del Milan non si sarebbe fatto pregare, rispondendo per le rime, dopo aver trascorso gli ultimi due anni ai margini della squadra durante la gestione Allegri (senza dimenticare che fino a giugno scorso c’era un certo Zlatan Ibrahimovic in rosa). Chi ha assistito al violento diverbio tra i due tecnici, riferisce inoltre che i due sarebbero venuti quasi allo scontro fisico. L’aggravante è ovviamente che il tutto dovrebbe essere avvenuto davanti ai ragazzi allenati da Inzaghi (sebbene quest’ultimo particolare sia stato negato dallo stesso Filippo Galli).

    Filippo Inzaghi sulla panchina degli Allievi Nazionali | ©Marco Luzzani/Getty Images

    Il nervosismo e la tensione alle stelle degli ultimi giorni hanno tirato un brutto scherzo ad Allegri, che sente la sua panchina traballare ad ogni nuova ora. L’atteggiamento di Inzaghi non è andato giù al livornese, lo stesso Inzaghi che i media danno in pole-position per raccogliere il posto vacante dell’ex Cagliari (ricordiamo che lo stesso tecnico degli Allievi ha compiuto un’importante apertura per la panchina della Prima squadra, offrendo la propria disponibilità). I due non si sono mai amati, complici anche le due esclusioni consecutive dalla lista Champions nell’ultima stagione.

    In serata è arrivato un comunicato stampa della società rossonera, il quale smentisce la lite tra Inzaghi e Allegri (di solito è questa la prassi). Sono quindi arrivate le stesse dichiarazioni ufficiali di Galliani, che ha raccontato di aver parlato con entrambi e che questi abbiano minimizzato l’accaduto. Come conseguenza l’allarme è rientrato. Sì, ma per quanto?

  • Eto’o torna in Italia, stasera Udinese-Anzhi

    Eto’o torna in Italia, stasera Udinese-Anzhi

    Stasera alle ore 19 l’Udinese fa il suo debutto stagionale in Europa League al Friuli contro l’Anzhi. La squadra allenata da Gus Hiddink è lo spauracchio del Gruppo A, forse più di un Liverpool ancora in cerca di identità. I russi, oltre all’abilissimo tecnico olandese, possono contare su un organico importante, impreziosito dalla presenza di Samuel Eto’o, vero fuoriclasse della rosa e calciatore simbolo in Daghestan e dintorni. Sono 19 i convocati di Guidolin per la sfida di stasera. Nella lista manca Brkic. Il portiere sloveno non ha recuperato dall’infortunio ed è indisponibile. Non mancherà invece il capitano Totò Di Natale. Sul folletto bianconero sono riposte gran parte delle speranze del pubblico friulano. Dopo un inizio shock, marchiato dall’eliminazione nei preliminari di Champions e dai due ko consecutivi in campionato, è arrivato il momento per l’Udinese di raggiungere finalmente la vittoria. Senza dimenticare che fra tre giorni al Friuli sbarca il Milan.

    Il rocambolesco pareggio rimediato nella trasferta di Sienadomenica scorsa non ha reso felice Guidolin e lo spogliatoio bianconero. La paura di rivivere le stagioni da incubo di Sampdoria e Chievo è presente nella testa della famiglia Pozzo. Già da oggi quindi è richiesto un cambio di rotta importante. Durante la conferenza stampa di ieri, Guidolin ha annunciato che non ricorrerà ad un turnover massiccio. L’intenzione è quella di onorare per quanto possibile la competizione, sebbene non sia quella Champions League che fino ad un mese fa sembrava a portata di mano. L’indisponibile Brkic verrà sostituito da Padelli. In difesa giocano i tre titolari, con Benatia insieme a Domizzi e Danilo. Anche a centrocampo il tecnico bianconero schiera le pedine titolari di questo inizio campionato. Pinzi registra e le mezzali Lazzari-Pereyra. In attacco tiene ancora in banco il ballottaggio tra Di Natale e lo svedese Ranegie, mentre Fabbrini dovrebbe essere sicuro di una maglia da titolare.

    Samuel Eto’o con la maglia dell’Anzhi | ©Dmitry Korotayev/Epsilon/Getty Images

    Quando Guidolin dice che l’Anzhi non è solo Eto’o non è un’affermazione campata per aria. I russi non perdono da un mese, e l’ultima vittoria per 5-2 contro il Krasnodar è stato il quinto successo consecutivo per i ragazzi di Hiddink. Il tecnico olandese è solito giocare con il 4-4-2 oppure il 4-2-3-1. Fin qui il goleador dell’Anzhi è Lacina Traorè, gigante ivoriano classe ’90 (203 cm di altezza), acquistato la scorsa estate per 12 milioni di euro dal Kuban e a quota 5 gol dopo sette presenze. Oltre ad Eto’o, che non ha bisogno di presentazioni, due armi molto importanti per il gioco di Hiddink sono gli esterni di origine marocchina Bossoufa e Carcela-Gonzales. A centrocampo invece segnaliamo il brasiliano Jucilei, fisicamente straripante e discreto con la palla tra i piedi. Inoltre in difesa figura l’imponente Samba, 193 cm ex Blackburn, in passato ricercato anche dalla Juventus. L’ultima partita in Europa League ha visto l’Anzhi spazzare via gli olandesi dell’AZ a domicilio per 5-0. Dallo scorso 26 agosto i russi viaggiano a una media di 4 gol a partita. L’Udinese è avvisata.

    Udinese-Anzhi probabili formazioni

    Udinese (3-5-1-1): Padelli, Benatia, Danilo, Domizzi, Pinzi, Lazzari, Pereyra, Armero, Faraoni, Fabbrini, Di Natale.
    A disposizione:Pawlowski, Coda, Basta, Pasquale, Badu, Willians, Ranegie. Allenatore: Guidolin.
    Anzhi (4-4-2): Pomazan; Tagirbekov, Joao Carlos, SAmba, Agalarov; Jucilei, Carcela-Gonzalez, Boussoufa, Shatov; Eto’o, L. Traoré.
    A disposizione: Dzheretov, Zhirkov, L. Diarra, Logashov, Lahiyalov, Smolov, Burmistrov. Allenatore: Hiddink.

  • Maldini psicologo del Milan? Berlusconi ci pensa

    Maldini psicologo del Milan? Berlusconi ci pensa

    Maldini torna al Milan? La situazione in casa Milan è disperata e le voci sul futuro della squadra rossonera stanno iniziando a diventare incontrollabili. L’ultima trovata della carta stampata nazionale vuole Paolo Maldini come nuovo psicologo del Milan. Secondo quanto riportata dall’edizione di stamani del Corriere dello Sport, il presidente Berlusconi avrebbe individuato nel leggendario difensore del Milan una possibile soluzione per fortificare lo spirito di un gruppo che mentalmente pare a pezzi. La gestione Allegri è ormai ai titoli di coda, Udine sarà verosimilmente l’ultima tappa per il tecnico livornese, con il numero uno di Via Turati che avrebbe voluto licenziarlo già nella notte di Champions League post Anderlecht. In pole position c’è Mauro Tassotti, che insieme a Maldini andrebbe così a ricostituire un pezzo di storia del Milan, di quella squadra che nei primi anni ’90 aveva incantato l’Europa e il mondo con il maestro Sacchi e mister Capello.

    Una notizia che stride rispetto al velo della realtà rossonera. Non si può nascondere il fatto che Maldini non sia mai stato cercato dalla società di Via Turati, lui che più di ogni altro aveva contribuito negli ultimi 20 anni ad accrescere la leggenda del club e il senso di bandiera, un concetto che oggigiorno pare essersi estinto in Italia (se si esclude l’argentino Zanetti, dopo la partenza di Del Piero in Australia). Allora perché proprio adesso si parla del suo ritorno al Milan? Forse per la situazione disperata in cui versa Milanello? Più semplicemente perché forse sta cambiando qualcosa a livello dirigenziale.

    Paolo Maldini premiato da Platini nel 2009 | ©STEPHANE DANNA/AFP/Getty Images

    Non fu Berlusconi, bensì Galliani ad osteggiare fin dall’inizio l’ingresso in società di Paolo Maldini. Il motivo è rimasto ad oggi sconosciuto, anche se non è difficile individuare la causa. L’ex capitano del Milan è visto come un personaggio scomodo, fin troppo amato dal tifo rossonero, e questa popolarità potrebbe alterare in via definitiva gli equilibri già precari che si registrano in Via Turati. Galliani è sempre più soffocato dalla presenza di una certa Barbara Berlusconi, che il padre ha voluto inserire nel quadro dirigenziale lo scorso anno. Scegliere Maldini quindi sarebbe una decisione presa al 100% dalla famiglia Berlusconi, intenzionata però ad assegnare un ruolo tecnico alla bandiera rossonera e non societario, una sorta di compromesso quindi per rispetto di Galliani ma neanche silenziosa a tal punto da passare inosservata.