Autore: Federico Pisanu

  • Milan addio scudetto. Il derby consiglia di pensare al futuro

    Milan addio scudetto. Il derby consiglia di pensare al futuro

    Milan addio scudetto, la sconfitta nel derby è difficile da digerire per i ragazzi di Allegri. Classifica alla mano, i rossoneri sono a rischio retrocessione. In quel di Milanello la bandiera bianca sventola prima che sia iniziato l’autunno. Dodici punti da recuperare sulla Juventus sono un’eternità per questo Milan. La squadra allo stato attuale delle cose non appare in grado di lottare per un posto in Champions. Di più, di questo passo il Diavolo rischia di rimanere escluso totalmente dall’Europa. Il ricordo va subito ai vari bis di Capello e Sacchi, dopo anni di trionfi in campo nazionale ed internazionale. Stagioni così si ripetono ciclicamente, quasi in maniera inevitabile. Dopo i fasti di Ancelotti e la breve parentesi Allegri, è ora di una nuova svolta. Una rivoluzione che abbracci corna e coda del Diavolo.

    CORNA – Mentre il Milan si disintegrava nel derby qualcuno se la spassava in Russia con l’adorato amico Putin. L’occasione era di quelle ghiotte: happy birthday Vladimir. La disaffezione del Presidente rossonero ha ormai raggiunto un punto di non ritorno. Non basta mandare Barbara al fianco di Galliani per mostrare la presenza della famiglia. Faccia, idee, soldi. Questo un Presidente deve fare, questo Berlusconi ha smesso di fare.

    FBL-ITA-SERIE-A-MILAN-INTER
    L’amarezza di un derby e la consapevolezza di cambiare pagina | ©OLIVIER MORIN/AFP/GettyImages

    CORPO – Il buon Galliani stavolta deve fare il mea culpa. Troppi acquisti insensati a centrocampo (leggi De Jong, Traorè, Costant, Montolivo), spendendo una cifra tra ingaggi e stipendi che avrebbe consentito alla società rossonera di prendere l’unico reale fuoriclasse italiano in mezzo al campo (leggi Verratti). Cedendo Ibrahimovic, va da sé fare una riflessione tecnica che ha come unico esito possibile la cessione contemporanea di Boateng. Adesso che il trucchetto è stato svelato in pochi busseranno nuovamente al Milan per averlo. Se realmente si vuole puntare sui giovani, lo si faccia, subito. Questa, la prossima, e forse l’altra ancora, sono stagioni perfette per riaprire un nuovo ciclo. El Shaarawy e De Sciglio sono soltanto due nomi in mezzo ad un oceano di talenti, italiani e non, che hanno le potenzialità per vestire la maglia rossonera. Il Milan deve tornare a riscoprire i vari Sheva, Kaka, Thiago Silva (aggiungiamoci anche Pato), senza andare a prelevare gli scarti di squadre come il Genoa.

    CODA – Inevitabilmente c’è anche l’allenatore. Il cambio di modulo tanto auspicato è finalmente arrivato, però alcuni problemi sono rimasti. Cambi privi di senso, calci piazzati costantemente letali, controllo della panchina quantomeno discutibile, scelte di uomini (leggi Boateng) non più condivisibili in quella posizione (leggi trequartista). Tutte le rivoluzioni che si rispettino hanno bisogno del loro capo. E Allegri, da buon gestore qual è, non è la persona più indicata per questo passaggio storico.

  • Milan-Inter 0-1, Valeri vince il derby di Milano

    Milan-Inter 0-1, Valeri vince il derby di Milano

    Clasico all’italiana. Milan-Inter ha visto il trionfo della pochezza tecnica e la visionaria prova dell’arbitro Valeri. Mentre a Barcellona si disputava un discreto Barca-Real, a Milano ci si doveva accontentare di vedere un direttore di gara completamente in bambola, con l’aggravante di aver imboccato un delirante senso unico. Termina 1-0 in favore dei nerazzurri che segnano con The Wall in avvio di partita. Con Samuel in campo l’Inter ha sempre battuto i cugini rossoneri (10/10). Con questa vittoria la squadra di Stramaccioni si porta a 15 punti in classifica, a quattro lunghezze dalla vetta occupa dalla coppia Juventus-Napoli. Per il Milan invece è notte fonda. Undicesimo posto, sette punti in altrettanti match, e due punti di vantaggio sulla zona retrocessione.

    MAL DI PUNIZIONE – Il derby comincia insolitamente con la plateale protesta di Allegri contro Valeri per un fallo fischiato in favore dell’Inter. Stesso fallo da cui scaturirà il gol del vantaggio nerazzurro. Samuel ha vita facile contro De Sciglio e insacca di testa a porta vuota mentre Abbiati si assentava per una caccia di farfalle. Trascorrono pochi secondi ed è ancora l’estremo difensore rossonero ad apparecchiare la tavola a Milito che stavolta però fa peggio del collega-avversario. La serata offensiva dell’Inter si esaurisce in queste due “azioni”. Da qui in avanti c’è solo Valeri.

    PAREGGIO?– Il primo episodio che avrebbe dato un senso diverso alla partita vede l’arbitro romano negare un gol solare a Montolivo quando mancano cinque minuti alla fine del primo tempo. Handanovic travolge Emanuelson, la respinta del portiere finisce tra i piedi di Montolivo che da fuori area trova il jolly, insaccando a porta vuota con il portiere interista a terra. Valeri però dice che il fallo l’ha commesso in realtà Emanuelson, e quindi invece di assegnare il pareggio fischia la punizione in favore dell’Inter.

    AC Milan v FC Internazionale Milano - Serie A
    Valeri batte Milan 1-0 | ©Dino Panato/Getty Images

    ESPULSIONE? – L’altro episodio chiave del match arriva in pieno recupero. Ha per protagonista ancora Emanuelson, che va via a Juan Jesus, con il nerazzurro che lo stende. Fallo da ultimo uomo, cartellino giallo inevitabile, e quindi espulsione per doppia ammonizione. Valeri però vede l’ennesimo fallo del rossonero, fischia un’altra punizione per l’Inter e per concludere manda le due squadre negli spogliatoi quando mancano ancora dodici secondi al termine.

    STRALAMENTO – La ripresa ci consegna un Valeri più fresco mentalmente, capace di espellere per un fallo di mano Nagatomo. Il giapponese riceve il secondo giallo della serata, lasciando l’Inter in 10 uomini per i restanti 42′ minuti del secondo tempo. Stramaccioni, forse perché ancora ammirato dalla prestazione di Valeri nel primo tempo, inveisce contro la terna arbitrale. Nel post-partita avrà pure il coraggio di dire che è stata l’Inter la squadra danneggiata.

    RIGORE? – L’ultima perla di Valeri arriva nel finale. Il neo entrato Robinho viene atterrato in area da una spallata di Samuel. In una partita normale sarebbe rigore. Di normale però questo derby ha avuto ben poco, e quindi sono inutili le giuste proteste del Milan. Si prosegue avanti così, con la squadra di Allegri incapace di trovare lo specchio della porta per tutto il secondo tempo, contro un’Inter che nei 90′ minuti ha tirato in porta due volte. Match che regala al Milan un aggettivo ulteriore: scarso, sfortunato, malvisto (in grassetto l’ultimo in ordine di tempo).

    PAGELLE MILAN-INTER
    Abbiati 4: il portiere-capitano rossonero dopo 3′ minuti di partita dice a tutti: lasciatemi in pace, sono in Russia con Berlusconi e Putin. STRANIERO
    Yepes 6,5: il migliore nel pacchetto difensivo del Milan formato derby. Se basta così poco, perché non richiamare Baresi? NON HO L’ETA’
    Boateng 4: partita dopo partita iniziamo a capire che il ghanese non gioca male per colpa dell’infortunio alla mano subito un mese fa. FALSO MALATO
    El Shaarawy 5: paga lo scotto del primo derby da (atteso) protagonista. Non si accende quasi mai.  Comunque uno dei meno peggio nella serata di ieri. ALBA CHIARA
    Cassano 4,5: serata disgraziata. Non infila un passaggio giusto, aizza quella che fino a pochi mesi fa era la curva più odiata. Il giudizio di San Siro, da campo e spalti, esemplificato al momento della sostituzione. MARIONETTA
    Valeri 1: come l’unica decisione giusta presa nell’arco dei 90′ minuti (l’espulsione di Nagatomo). VISIONARIO

    VIDEO MILAN-INTER 0-1
    [jwplayer config=”30s” mediaid=”156240″] 

  • Milan-Inter, Allegri fa fuori Abate e Pazzini

    Milan-Inter, Allegri fa fuori Abate e Pazzini

    Stasera San Siro si accende per il derby Milan-Inter. Incontro che ad oggi non rappresenta più un big match per lo scudetto. Le gerarchie del campionato appaiono piuttosto chiare. Milano non è più terra di tricolore come lo è stata negli anni passati. Due squadre profondamente cambiate, su cui il fair-play finanziario ha pesantemente inciso. Sulla carta l’Inter è la squadra con più esperienza, potendo ancora contare su giocatori come Milito, Zanetti, Cambiasso e Samuel. Dall’altra parte il Milan invece può contare sulla freschezza e l’entusiasmo di calciatori come El Shaarawy e De Sciglio che si sono rivelati fin qui le vere sorprese del campionato rossonero. Milan-Inter sarà anche la sfida tra Allegri e Stramaccioni, due tecnici molto discussi ad inizio stagioni, le cui quotazioni appaiono in netta crescita.

    ENTUSIASMO– E’ quello che cerca Allegri, è quello che i tifosi del Milan sono chiamati a dare, è quello che i giocatori devono sviluppare. Sì, perché anche i calciatori dovranno mettere in campo quei dettami tecnico-tattici essenziali per avere la meglio sull’Inter. Anche se quest’ultima è data come favorita da addetti lavori e grandi ex (ultimo in ordine di tempo Matthaus), i rossoneri possono creare grossi problemi ad una difesa lenta e compassata come quella nerazzurra. Lì davanti Allegri ripropone El Shaarawy-Emanuelson sulle fasce, mentre in attacco c’è ancora il ballottaggio tra Pazzini e Bojan, con lo spagnolo favorito sul grande ex di giornata. Come trequartista fiducia ancora a Boateng. Il ghanese nelle ultime partite ha mostrato qualche segnale di miglioramento e le belle parole spese per lui da Savicevic (“merita di indossare la numero 10”) lo spingeranno a fare bene anche questa sera. A centrocampo confermata la coppia Montolivo-De Jong, mentre in difesa dovrebbe giocare dal primo minuto De Sciglio sulla sinistra. Oltre ad Antonini resterà fuori anche Abate, al suo posto Bonera. Al centro invece il solo Yepes è sicuro di una maglia da titolare, mentre è corsa a due fra Mexes e Zapata per affiancare il colombiano.

    FC Internazionale Milano v ACF Fiorentina - Serie A
    Milito-Cassano, la coppia che deciderà il derby? | ©Claudio Villa/Getty Images

    ESPERIENZA – L’Inter di Stramaccioni risponde con l’esperienza e la fisicità dei suoi giocatori più importanti. Il tecnico romano prosegue con il 3-4-1-2, lanciando dal primo minuto il baby Coutinho, sempre più protagonista nei meccanismi di gioco della squadra nerazzurra. In attacco giocherà l’uomo derby Milito in coppia con l’ex Cassano, trasferitosi all’Inter tra le polemiche a fine estate. A centrocampo sugli esterni giocheranno Zanetti da una parte e Nagatomo dall’altra, con Cambiasso e Gargano a costruire la diga di centrocampo. In difesa invece ancora panchina per l’ex Palermo Silvestre, al quale viene preferito il giovane brasiliano Juan Jesus, particolarmente brillante nelle ultime uscite. Compongono la panchina di questa sera fra gli altri, anche i ragazzi della Primavera Belec, Duncan e Livaja, quest’ultimo in gol nel match di Europa League giocato a Baku tre giorni fa.

    ARBITRA VALERI – Paolo Valeri di Roma è stato designato come arbitro dell’atteso derby della Madonnina. L’anno scorso bilancio piuttosto favorevole per entrambe le squadre. A sorridere è stato sopratutto il Milan, capace di raccogliere tre vittorie in altrettante partite arbitrate dal fischietto capitolino (Palermo, Cesena, Chievo). Anche l’Inter può ritenersi piuttosto soddisfatti per quanto riguarda il recente passato. Sono infatti due i pareggi conquistati (Atalanta, Fiorentina) e una vittoria (Genoa) gli ultimi risultati con l’arbitro Valeri. Complessivamente Valeri è un direttore di gara favorevole ai rossoneri (6 vittorie, 1 pareggio, 0 sconfitte), mentre i nerazzurri vantano una tradizione altalenante (2 vittorie, 5 pareggi, 2 sconfitte).

    MILAN INTER PROBABILI FORMAZIONI
    Milan (4-2-3-1): Abbiati, Bonera, Yepes, Zapata, De Sciglio, De Jong, Montolivo, El Shaarawy, Boateng, Emanuelson, Bojan.
    A disposizione: Amelia, Abate, Antonini, Mexes, Acerbi, Nocerino, Constant, Flamini, Ambrosini, Pazzini, Robinho, Niang. Allenatore: Massimiliano Allegri
    Inter (3-4-1-2): Handanovic, Ranocchia, Samuel, Juan Jesus, Zanetti, Gargano, Cambiasso, Nagatomo, Coutinho, Milito, Cassano.
    A disposizione: Castellazzi, Belec, Silvestre, Jonathan, Bianchetti, Duncan, Pereira, Guarin, Mudingayi, Obi, Alvarez, Livaja. Allenatore: Andrea Stramaccioni.

    Come finirà il derby?

    • Vittoria Milan (46%, 28 Voti)
    • Vittoria Inter (46%, 28 Voti)
    • Pareggio (8%, 5 Voti)

    Totale Votanti: 61

  • Milan-Inter, i precendenti. El Shaarawy per dimenticare il 2011

    Milan-Inter, i precendenti. El Shaarawy per dimenticare il 2011

    E’ tempo di derby, è tempo di Milan-Inter. I rossoneri ci arrivano in discreta salute. Nelle ultime tre partite la squadra di Allegri ha aggiustato il tiro, raccogliendo due successi (Cagliari, Zenit) ed un pareggio (Parma). Nulla di trascendentale, se consideriamo l’avvio shock di quest’anno, quanto basta però per far tornare il sorriso in casa Milan. I giocatori infortunati stanno lentamente rientrando, fra tutti Robinho (per lui si ipotizza un ingresso nella ripresa) e Pato, quest’ultimo impegnato nel pomeriggio al centro Vismara per l’amichevole della Primavera rossonera contro i pari età della Pro Vercelli (diretta su Sportitalia a partire dalle ore 15). Un derby che vedrà il Milan giocare con il 4-2-3-1 o il tridente (più facile il primo), anche se nei dintorni di Milanello si parla di un clamoroso passaggio alla difesa a 3 (voce comunque che non ha trovato riscontri).

    FARONEMilan-Inter però sarà sopratutto la partita di El Shaarawy. Il piccolo Faraone sta frantumando ogni record. Tutto è cominciato a Udine due settimane fa. Da lì in poi l’ex Padova ha sempre trovato la via della rete. L’ultima di queste è entrata di diritto nella storia del Milan, perché la più “giovane” nelle competizioni europee. Lo accostano a Neymar, per il dribbling nello stretto. Si è scomodato per lui anche Shevchenko, l’ultimo grande goleador del Milan. Nello spazio di 15 giorni El Shaarawy è diventato il top-player dei rossoneri.

    Udinese Calcio v AC Milan - Serie A
    El Shaarawy ha il Milan tra le mani | ©Marco Luzzani/Getty Images

    PRECEDENTI – Senza andare a scomodare il passato, Milan-Inter è una sfida che ha fatto la storia del calcio italiano. La scorsa stagione Ranieri prima e Stramaccioni poi fecero inghiottire due bocconi amari ai tifosi rossoneri, che uscirono con le ossa rotta dal doppio confronto con i rivali nerazzurri (cinque gol subiti e due realizzati). Stagione quella precedente che stride rispetto all’annata 2010-2011, quando la banda di Allegri (al suo primo anno sulla panchina del Diavolo) fu capace di battere l’Inter sia all’andata che al ritorno, vittorie che furono completate dal trionfo in Supercoppa qualche mese più tardi (a Pechino fu Gasperini a incappare nella sconfitta). Non prendete impegni, domani a San Siro c’è Milan-Inter.

  • Pato in rampa di lancio. Domani gioca con la Primavera del Milan

    Pato in rampa di lancio. Domani gioca con la Primavera del Milan

    Alexandre Pato è tornato ad allenarsi con il resto del gruppo dopo lo stop per l’ennesimo infortunio muscolare che l’ha tenuto fermo ai box per oltre un mese. Stavolta a Milanello si vuole procedere con i piedi di piombo, onde evitare qualsiasi pericolo di ricaduta per i muscoli di cristallo del Papero. Il brasiliano pare essersi ristabilito al 100%. Ciò non deve però trarre in inganno il tifoso rossonero, perché questa sensazione aveva preceduto sempre le successiva ricadute del brasiliano. I medici assicurano che la struttura muscolare di Pato sia integra e che il carioca non incapperà nuovamente nel solito infortunio. Anche perché un ulteriore semaforo rosso rappresenterebbe forse il punto di non ritorno per lo sfortunato attaccante brasiliano del Milan.

    Come già confermato da Massimiliano Allegri nelle scorse settimane, Alexandre dovrà dapprima sostenere il classico provino con la Primavera di Dolcetti, per valutare al meglio le condizioni fisiche. Se tutto andrà per il meglio, Pato potrà avere il via libera per il suo ritorno in campionato. L’ultima partita giocata dal Papero sui campi di Serie A è datata 25 febbraio 2012, quando dopo 45′ minuti fu costretto ad accomodarsi in panchina durante il big match di San Siro contro la Juventus. Pato sarebbe poi tornato nella sfida contro il Barcellona, ad inizio aprile. Entrato a venti minuti dal termine, il Papero viene poi sostituito dopo 15′ dal suo ingresso.

    Pato è pronto al rientro | ©OLIVIER MORIN/AFP/GettyImages

    Pato giocherà domani con la Primavera del Milan di Aldo Dolcetti, impegnata domani nell’amichevole contro la Pro Vercelli (il campionato osserva un turno di riposo). Niente derby quindi per Pato, che vedrà giocare i suoi compagni dalla tribuna. Se il brasiliano rispetterà le prossime tappe di recupero, farà il suo debutto in Serie A nella giornata successiva alla sosta per le nazionali, quando il Milan affronterà in trasferta la Lazio di Petkovic, autentica rivelazione della stagione.

  • La reggia di Eto’o da 80 mila euro al mese

    La reggia di Eto’o da 80 mila euro al mese

    C’è chi può e chi non può. Eto’o rientra nella seconda categoria, di quelli che possono di tutto e di più. Trasferitosi due estati fa in Russia tra lo scetticismo generale, Samuel Eto’o non può essere definito come un calciatore depresso. Nonostante la lontananza dal calcio che conta, il camerunense pare essersi ambientato piuttosto bene nell’ex Unione Sovietica. Di oggi la notizia dell’ultimo vizietto dell’ex fuoriclasse blaugrana, una reggia. Sì, perché Eto’o è pur sempre il calciatore più ricco al mondo con i suoi 20 milioni d’ingaggio annui, con i quali sorride sopra Messi e Ronaldo.  E tra una spesuccia e l’altra può anche trovare senza difficoltà le risorse per affittare un palazzo che ai tempi degli Zar avrebbe avuto come padrone di casa i vari Romanov e compagnia bella.

    Adesso a Mosca lo Zar è Samuel Eto’o, primo sovrano di colore che governerà sulla Russia per almeno due anni. La sede dello Zar nero conta quattro piani, una piscina, una sauna, cinque camere da letto e una discreta visuale della capitale dalla terrazza dell’ultimo piano. Per rispetto della crisi economica che dilaga in Europa, Eto’o non ha voluto comprare la reggia ma soltanto affittarla. Prezzo ragionevole in fondo, circa 80 mila euro al mese. Calcolando che al giorno Eto’o ne guadagna 55 mila, va da sé che problemi per arrivare a fine mese il calciatore non dovrebbe averne.

    Vi presentiamo Zar Eto’o | ©ISSOUF SANOGO/AFP/Getty Images

    In tutto questo c’è una pecca, se vogliamo anche pesante, che forse ha inciso sul prezzo contenuto dell’affitto. Parliamo della televisione. Uno schermo che sì e no raggiungerà i 50 pollici, troppo pochi per lo Zar Eto’o. Una smorfia chiara di insoddisfazione ha squarciato il viso del camerunense, che non ha fatto nulla per nasconderla. C’è da scommetterci che non si farà pregare due volte nell’andare al primo Trony o Mediaworld in versione russa, scansando in agilità i pacchi del Fuoritutto, per una soluzione. Noi, per la reggia di Eto’o, vedremo bene anche una sala da cinema. In affitto, si capisce.

  • Balotelli salva il City tra le polemiche

    Balotelli salva il City tra le polemiche

    Balotelli continua a far parlare di sé. Ieri sera nel match di Champions che vedeva il City impegnato contro il Dortmund, l’ex nerazzurro ha mostrato tutta la sua essenza. Resta fuori per 80′ minuti. Scelta tecnica di Mancini, che gli preferisce una punta di peso come Dzeko. Entra quando il risultato parla di un Dortmund in vantaggio e alla ricerca del secondo gol difronte al pubblico dei Citizen. Impiega solo otto minuti per stravolgere il match, ristabilendo la parità tra City e tedeschi. Ancora una volta colpisce per personalità e   freddezza, anche quando la situazione attorno a lui è incandescente. A creare l’atmosfera giusta ci pensa lo stesso portiere dei tedeschi, tale Weidenfeller, tra le altre cose capitano della squadra di Jurgen Klopp. Balotelli dal canto suo guarda e passa.

    Weidenfellersi avvicina a grandi passi verso Supermario. Perché lo faccia non è dato sapere. Dalla mimica facciale sembrerebbe per proferire un non meglio identificato insulto (lasciamo comunque giudicare la prova televisiva). Fa veloce Weidenfeller, giusto per trattenere forze preziose in vista dell’imminente penalty. Giunto sulla linea della porta inizia il balletto, memore di Liverpool-Milan. Il risultato finale è molto diverso. Il copyright Dudek è salvo. Così come quello di Balotelli.

    Balotelli e il “saluto” al portiere tedesco | ©Alex Livesey/Getty Images

    Da rimarcare la posa di risposta alla provocazione di Weidenfeller, quasi come se Mario volesse rubare il posto a Don Matteo. Giusto il tempo di recitare una breve preghiera per il malcapitato e via, verso il pallone. Portiere da una parte, palla dall’altra. Magra figura per il tedesco, che dopo il danno subisce pure la beffa da Mario. Inizialmente sembra che l’italiano non voglia infierire. Poi però, dopo essersi preso il pallone sotto braccio, si lascia ingolosire dalla situazione. In mondo visione Balotelli rivolge il gesto del quaquaraqua nei confronti di Weidenfeller. Perché è giusto così, Balo è fatto così, Balo piace così.

    VIDEO BALOTELLI CONTRO WEIDENFELLER
    [jwplayer config=”60s” mediaid=”155726″]

  • El Shaarawy zar, Zenit-Milan 2-3. Allegri respira

    El Shaarawy zar, Zenit-Milan 2-3. Allegri respira

    E’ una vittoria importantissima. Zenit-Milan termina 3-2 in favore della squadra di Allegri. Per i rossoneri in rete Emanuelson ed El Shaarawy nel primo tempo, è stato poi un autogol di Hubocan a regalare i tre punti ad Abbiati e compagni. Citiamo il portiere-capitano non a caso. Se il Milan ha vinto, il 90% del merito va attribuito esclusivamente a San Abbiati. Bravissimo nel corso dei primi 45′ minuti, strepitoso nel finale, dove salva il risultato con un intervento che ha del miracoloso. Spalletti sprofonda nell’inverno russo. Hulk e Witsel sono fuoriclasse, ma il loro inserimento nello Zenit si sta rivelando più lento del previsto. Due le sconfitte consecutive in Champions League per la squadra che a Montecarlo era considerata la favorita del Girone. Ora Spalletti rischia una clamorosa eliminazione.

    CINISMO– Quello che è mancato al Milan nelle prime 6 giornate di campionato lo ritroviamo come per incanto nella prima mezzora del match di stasera. Gioco, gol, concretezza, personalità, fortuna. E’ il tredicesimo minuto quando Emanuelson batte Malaafev su punizione grazie alla decisiva deviazione della barriera. Passano tre minuti ed il Faraone imbuca il suo quinto centro consecutivo stagionale, il primo in carriera nelle competizioni europee. Il Milan è avanti 2-0 sul campo dello Zenit dopo appena sedici minuti. Allegri gongola.

    El Shaarawy festeggiato dai compagni dopo il 2-0 | ©KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP/GettyImages

    LA MOSSA – Vedendo la sua squadra in grandissima difficoltà, specialmente sulla fascia destra, Spalletti cambia modulo. Lo Zenit si trasforma col 4-4-2. Hulk in attacco, sul versante sinistro, quello dove nasce il gioco rossonero dettato da Montolivo. Gli attacchi di El Shaarawy non fanno più paura. Ora è il Milan ad averla. Abate e Zapata vanno in tilt al cospetto del colosso verdeoro. Soltanto un Abbiati straordinario evita che lo Zenit rientri in partita. Fino a trenta secondi dal termine del primo tempo, quando Hulk trafigge di sinistro l’estremo difensore rossonero. Il gol del brasiliano stravolge gli schemi psicologici del match, che ad inizio ripresa torna completamente in mano dello Zenit. Shirokov firma il pareggio quando l’orologio dell’arbitro aveva percorso soltanto due giri. Sesto gol subito dal Milan sui calci piazzati quest’anno. Stavolta è Montolivo a dimenticarsi il suo uomo.

    PERSONALITÀ – I rossoneri vedono i fantasmi, forse anche le streghe. Ma la valanga russa si esaurisce difronte alla diga umana che risponde al nome di Christian Abbiati. Il coro “Santo subito” torna prepotentemente di moda in un giorno che sa di rivoluzione a tinte rossonere. Il Milan si ricorda forse di essere la squadra che ad oggi in Italia può vantare maggiore blasone in campo europeo, e torna a giocare alto, con personalità, in un campo che nel frattempo si è trasformato in bolgia. E allora diventa tutto più semplice, tutto più reale. Gol, anzi autogol, ma tant’è. La sostanza dice 3-2 per il Milan. La classifica dice 4 punti e primo posto provvisorio nel girone in attesa di conoscere il risultato di questa sera del Malaga. La classifica dice anche 4 punti di vantaggio rispetto allo Zenit, fermo a quota zero punti.

    Pagelle Zenit-Milan 
    Abbiati 10: non ci sono parole per descrivere una simile prestazione del portiere rossonero. Immenso, prodigioso, mistico, Santo subito.
    De Jong 7: cresce l’olandese. Gioca insieme ad un centrocampista di qualità come Montolivo e le sue prestazioni crescono in maniera esponenziale.
    El Shaarawy 8: ma che gol ha fatto il Faraone? Sì, è lui il fuoriclasse del Milan. A sinistra fa quello che vuole. Corre, dribbla, segna. Fenomeno.
    Bojan 6,5: con Bojan falso nueve il Milan è più imprevedibile, più tecnico, più bilanciato. Boateng può fare il suo gioco, El Shaarawy ha un alleato in più al momento dell’assist. Un Bojan per tutti.

    Video Zenit-Milan
    [jwplayer config=”60s” mediaid=”155671″]

  • Il Milan pensa a Perin per il dopo Abbiati

    Il Milan pensa a Perin per il dopo Abbiati

    Mattia Perin nel mirino del Milan. Il portiere del Pescara ha dimostrato di avere qualità tali da renderlo un candidato credibile per il dopo Abbiati. Classe ’92, scuola Genoa, l’estremo difensore dell’Under 21 azzurra sta scalando posizioni importanti. Stroppa gli ha concesso fiducia fin dal ritiro estivo, quando decise di affidargli i pali della porta abruzzese, togliendo così il posto al più esperto Pellizzoli. L’avvio di campionato è quantomeno problematico. Nove le reti incassate da Perin. Nonostante ciò tifosi e critica non hanno perso occasione nell’elogiare il suo operato. Di lui si dice un gran bene già da un due stagioni, quando Perin esordì in Serie A nell’ultimo match di campionato contro il Cesena. Adesso su di lui ci sono i top club europei, fra cui il Milan.

    In questo momento la squadra rossonera è in pole position per l’ex portiere del Padova. L’acquisto di Perin ha tutti i requisiti necessari  per far scattare il via libera in Via Turati: giovane, investimento contenuto, Preziosi come partner d’affari, ingaggio minimo, anziano da sostituire (leggi Abbiati). Proprio quest’ultimo, ribattezzato San Abbiatinelle ultime due stagioni (chi non si ricorda la parata su Van Persie all’Emirates Stadium), è al suo ultimo anno di contratto.

    Mattia Perin, l’erede di Abbiati al Milan | ©Giuseppe Bellini/Getty Images

    All’età di 35 anni Abbiati è a un punto di svolta della sua carriera. La dirigenza del Milan non pare intenzionata a rinnovare il lauto contratto del portiere rossonero e punta a cambiare pagina. Difficilmente l’estremo difensore accetterà un ruolo di secondo piano ed una drastica riduzione dell’ingaggio. A questo punto pare inevitabile l’addio a fine stagione, complice anche un inizio di campionato non certamente esaltante, sulla falsa riga dello scorso anno, quando alternò più ombre che luci nelle sue prestazioni in campo. Abbiati quindi al passo d’addio, un altro pezzo di storia rossonera che lascia Milanello all’alba del 2013.

  • Allegri sfida Spalletti, Zenit-Milan è già un crocevia

    Allegri sfida Spalletti, Zenit-Milan è già un crocevia

    Stasera alle ore 18 va in scena Zenit-Milan, match valido per la seconda giornata del girone C di Champions League. Se per i russi è la partita della vita (così l’ha definita Spalletti alla vigilia), per Allegri è un match da centrare a tutti i costi per non crollare poi fra qualche giorno dopo un eventuale ko nel derby della Madonnina. Zenit-Milan è anche la partita delle deluse, almeno fin qui, del Gruppo. Due squadre che alla vigilia erano date come le super favorite per il passaggio del turno, e che invece dopo i primi 90′ minuti si ritrovano con un punto in tutto (quello del Milan). I rossoneri non possono permettersi l’ennesimo passo falso della stagione, perché una sconfitta oggi rappresenterebbe forse già l’eliminazione dal torneo continentale, con il Malaga autentica sorpresa del gruppo C.

    MONTOLIVO TREQUARTISTA – In Russia Allegri si affida a tutte le sue migliori armi offensive. Dal primo minuto dentro El Shaarawy, Pazzini e Robinho. Fra questi è proprio il Faraone ad essere ancora vergine in campo europeo. I quattro gol segnati consecutivamente consentiranno all’ex giocatore del Padova di apporre sul tabellino dei marcatori anche il suo nome? Molto dipenderà dallo spirito con cui i ragazzi di Allegri scenderanno in campo, se impauriti o liberi da qualsiasi freno mentale. E per mantenere quella compattezza necessaria per non subire passivamente l’avversario, al Milan servirà anche tanto sacrificio, concetto che non tutti hanno dimostrato di possedere in questo avvio di campionato. I tifosi del Diavolo dovranno pregare per vedere un Montolivo fresco di gambe e di testa. L’ex viola giocherà come trequartista, alle spalle del gemello Pazzini. Montolivo e Robinho sapranno sacrificarsi per la squadra anche in fase di non possesso?

    Spalletti contro Allegri, sfida verità tra Zenit e Milan |©Jorge Guerrero/AFP/GettyImages

    DE SCIGLIO IN PANCHINA – Con ogni probabilità resterà fuori dall’undici titolare di stasera Mattia De Sciglio. Il talentuoso terzino ha accusato un leggero fastidio alla caviglia, problema che spinge Allegri ad optare per la soluzione Antonini sulla corsia di sinistra. Al centro della difesa gioca la coppia Mexes-Bonera, fin qui la migliore del lotto rossonero. I due di centrocampo saranno invece capitan Ambrosini e Nocerino, ancora a secco quest’anno dopo la scorsa stagione da record in termini di gol messi a segno. Si accomodano in panchina i nuovi arrivati De Jong, Bojan e Niang.

    MARETTA ZENIT – All’interno dello Zenit il clima che si respira non è dei più ideali. Gli arrivi di Hulk e Witsel, con relativo ingaggio super, hanno scatenato un terremoto nello spogliatoio russo. Fuori Denisov, il capitano della squadra, che chiede stipendi più equi per i suoi compagni di squadra. Il ruolino di marcia in campionato non è dei migliori per i campioni in carica, che attualmente occupano la settima posizione, distante cinque punti dalla capolista Anzhi. Partita da dentro o fuori quella di stasera. Una vittoria rimetterebbe in carreggiata lo Zenit, una sconfitta (la seconda dopo quella di Malaga) metterebbe già ora in serio pericolo l’avventura europea dello Zenit mister 80 milioni (Hulk più Witsel).

    Zenit-Milan, le probabili formazioni
    Zenit (4-3-3): Malafeev, Anyukov, Hubocan, Lombaerts, Crsicito, Fayzulin, Shirokov, Zyryanov, Bystrov, Kerzhakov, Hulk. All. Spalletti
    Milan (4-2-3-1): Abbiati, Abate, Bonera, Mexes, Antonini, Nocerino, Ambrosini, Robinho, Montolivo, El Shaarawy. Pazzini. All. Allegri