Autore: Federico Pisanu

  • El Shaarawy come Kaka, rinnovo fino al 2018

    El Shaarawy come Kaka, rinnovo fino al 2018

    El Shaarawy rinnova con il Milan fino al 2018. Dopo il prolungamento di qualche mese fa (luglio ndr), Galliani decide di adeguare nuovamente il contratto del Faraone. L’ex Padova guadagnerà 1,2 milioni a stagione, ingaggio raddoppiato rispetto al primo firmato l’anno scorso dopo il suo arrivo dal Genoa (600 mila euro fino al 2016). A darne l’annuncio, sebbene manchi ancora l’ufficialità, è stato lo stesso Adriano Galliani all’ingresso in Lega nella giornata di ieri. Dichiarazioni che hanno spento sul nascere le illazioni del mercato, con l’interesse di Manchester (sia United che City) per il nuovo fuoriclasse rossonero. Classe ’90, El Shaarawy ad oggi è il simbolo del nuovo Milan che sta prendendo forma. In Via Turati nessuno ha l’intenzione di privarsi del gioiello di Savona.

    COME KAKÀ – La vicenda El Shaarawy ricorda molto da vicino la storia di Kakà. Il brasiliano arrivò a fari spenti dal San Paolo, salvo poi rivelarsi un campione di caratura mondiale, trascinando il Diavolo alle due finali di Champions in tre anni (2005, 2007), conquistando anche il Pallone d’Oro sei mesi dopo il trionfo di Atene. Come El Shaarawy, anche Kakà si guadagnò ogni stagione un rinnovo del contratto, contemporaneamente al prolungamento. Arrivato in Italia con un ingaggio di 1 milione di euro, Kakà al suo ultimo anno al Milan percepiva 10 milioni di euro.

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    El Shaarawy esulta dopo il gol al Chievo di sabato scorso | ©OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images

    NUMERI – Ad oggi le circostanze storiche non sembrano garantire lo stesso futuro in termini economici per il Faraone, ma qualitativamente El Shaarawy ha i numeri e i colpi per ripercorrere da vicino le gesta del Bambino d’Oro. Tra i tifosi l’ex talento del Padova ha superato nella scala delle preferenze un campione come Pato, diventando così il vero erede dell’ultimo grande fuoriclasse del Milan, Kakà appunto. Ricordiamo in cifre l’impatto devastante del Faraone nella stagione di quest’anno: 8 gol in 11 presenze di campionato, una media di un gol ogni 111 minuti. In Champions il gol contro lo Zenit, il primo nelle competizioni europee per l’ex Padova. Talenti si nasce, fuoriclasse si diventa.

  • Campionato Primavera 2012-2013, la sorpresa Napoli

    Campionato Primavera 2012-2013, la sorpresa Napoli

    E’ arrivato il momento di fare il punto sul Campionato Primavera 2012-2013, giunto alla sua nona giornata. Quando mancano quattro partite al termine del girone d’andata, scopriamo quali sono le squadre che più hanno impressionato in questa prima fase e chi invece ha deluso le aspettative. Nel Girone A viaggia a gonfie vele la Fiorentina Primavera, in testa alla classifica grazie ad una striscia positiva di cinque vittorie consecutive. Nel Gruppo B ritroviamo in testa la “sorpresa” Atalanta, con Inter e Milan costrette ad inseguire. Nel Girone C invece il Napoli di Saurini ha incredibilmente stravolto le carte in tavola, delegittimando le due romane già pronte a dominare in lungo e largo come nella passata stagione, quando rifilarono quasi venti punti alla squadra partenopea.

    INSIGNE JUNIOR – Attualmente il Napoli Primavera guida il girone d’appartenenza con 19 punti, frutto di sei vittorie ed una sola sconfitta, con un punto di vantaggio sulla Lazio e una partita da recuperare (proprio il match contro i biancocelesti). Gli scugnizzi di mister Saurini hanno il miglior attacco del girone, con 22 gol realizzati (una media di tre reti a partita). Di questi ventidue gol, nove portano la firma di Roberto Insigne, capocannoniere del Girone C. Fin qui il fratello del più famoso Lorenzo ha segnato 9 gol in 7 partite, l’ultimo contro la Reggina (2-2) questo sabato. Roberto segna ininterrottamente dal successo casalingo del Napoli contro l’Ascoli (3-2). Tra le altre cose è stato l’eroe del match inaugurale del Girone C che vedeva il Napoli opposto ai talenti della Roma di Alberto De Rossi. La vittoria per 3-0 degli azzurri contro i capitolini è stata in gran parte segnata dalla doppietta dello stesso Insigne.
    Roberto però non è l’unico giocatore di talento all’interno della squadra di Saurini. Rimanendo nel reparto offensivo possiamo annoverare giocatori del calibro di Novothny (ungherese classe ’94) e il baby-talento Gennaro Tutino, 16 enne e già protagonista in Primavera e uomo simbolo dell’Under 17 di Daniele Zoratto. C’è poi un mondo tutto da scoprire a centrocampo, dove spiccano le personalità di Giuseppe Fornito (ribattezzato il nuovo Hamsik) e Luca Palmieri. In difesa invece troviamo Emanuele Allegra, promettente terzino destro classe ’94 e titolare nell’Under 19 di Alberigo Evani.

    NOBILE DECADUTA– Appare invece in difficoltà la Juventus allenata da Baroni, sebbene nelle ultime tre partite i bianconeri sono riusciti prima a conquistare un prezioso pareggio sul campo della capolista (Genoa ndr), vincere il derby 1-0 contro il Torino e abbattere l’Empoli con 4 reti nell’ultimo turno. La classifica comunque continua a vedere la Vecchia Signora lontana dalle posizioni di vertici. Sono otto i punti di distacco dalla vetta occupata dalla Fiorentina, mentre il quarto posto (Torino) dista ora due lunghezze.

    FC Internazionale Milano v AS Roma - Supercoppa Primavera
    Luca Garritano, il nuovo talento della Primavera nerazzurra | ©Marco Luzzani/Getty Images

    MILANESI – Nel Girone B la situazione è più “tranquilla” con Inter e Milan normalmente in corsa per il traguardo minimo dei play-off. Nonostante un avvio shock, i ragazzi di Dolcetti sembrano essersi ripresi piuttosto bene in queste ultime giornate. Sabato scorso è anche arrivata la prima vittoria in trasferta (Modena-Milan 1-5), successo che è coinciso anche con il primo gol rossonero lontano dal Vismara, dove invece il Milan ha conquistato tre vittorie su tre. Il successo contro gli emiliani è stato però rovinato dalla sconcertante prestazione casalinga di due giorni fa contro il Chievo, con i veneti che hanno rifilato cinque gol alla squadra di Dolcetti. Nelle ultime due partite ha debuttato tra le fila rossonere anche il nigeriano Anyekan, che schierato sulla trequarti dietro il tandem d’attacco Petagna-Ganz ha piacevolmente impressionato gli addetti ai lavori. Più lineare il cammino dei campioni in carica dell’Inter. La squadra di Bernazzani dopo un ottimo avvio di stagione ha leggermente rallentato la sua corsa cogliendo due pareggi consecutivi contro squadre sulla carta inferiori rispetto alla rosa nerazzurra (Verona, Brescia) per poi vincere a Udine nel posticipo della nona giornata In classifica l’Inter occupa il terzo posto, a quattro punti dalla capolista Atalanta e con una partita da recuperare.

  • A Genova la panchina scotta. Delneri e Ferrara all’ultima spiaggia

    A Genova la panchina scotta. Delneri e Ferrara all’ultima spiaggia

    Due squadre, una città, identico destino. Genoa e Sampdoria attraversano forse il primo momento di crisi comune da un anno a questa parte. La classifica le vede aggrappate agli ultimi posti che precedono il baratro della zona retrocessione. Un incubo per entrambe, vissuto da vicino appena dodici mesi fa dai blucerchiati. Non è bastato un mercato all’insegna dei colpi (Maxi Lopez, Maresca, Immobile, Borriello) che garantisse quella qualità necessaria per emergere dall’anonimato della Serie A. Ad oggi è l’organico rossoblu a destare maggiori perplessità, salvo escludere a priori la figura del presidente Enrico Preziosi. Dall’altra parte invece l’ingaggio di Ciro Ferrara si sta rivelando un azzardo che potrebbe costare caro da qui all’ormai prossimo Natale.

    DELNERI– L’arrivo di Delneri sulla panchina del Genoa era stato salutato come l’avvento di un nuovo ciclo di successi. Le prime tre partite però hanno raccontato una realtà estremamente diversa. Se la trasferta di San Siro aveva offerto segnali comunque positivi relativamente all’organizzazione difensiva, i match contro Fiorentina e Siena sono state invece lo specchio del Grifone di oggi. Manca la scintilla, la giocata del campione, a volte sembra mancare anche la voglia. Tre sconfitte consecutive, sempre per 1-0. Conoscendo Preziosi non è da escludere un clamoroso ritorno di De Canio, licenziato dopo 6 punti nelle ultime 7 giornate della sua gestione. La prossima partita del Genoa non è delle più semplici. L’avversario si chiama Napoli. A Marassi dovrà scendere in campo il miglior Grifone per scongiurare l’esonero lampo di Delneri dopo il suo arrivo (27 ottobre, Milan-Genoa). Mancare per due anni dal mondo del calcio ed essere licenziato dopo neanche tre settimane non è certamente il miglior rientro che potesse aspettarsi Delneri. Un incubo che invece non è poi così lontano. Vero, il Napoli di questo periodo non sta entusiasmando i propri tifosi, evidenziando più volte una scarsa forma fisica, autentico pilastro per la squadra di Walter Mazzarri negli ultimi anni. Ma proprio perché il Napoli non può permettersi un altro passo falso (non ricordiamo a memoria due sconfitte consecutive in campionato per i partenopei da un anno a questa parte, se si escludono i tre pesanti ko dello scorso anno contro Juve, Lazio e Atalanta tra la 30 e 32 giornata).

    UC Sampdoria v Atalanta BC - Serie A
    Per Ciro Ferrara il capolinea si avvicina. Ultima fermata contro il Palermo? | ©Valerio Pennicino/Getty Images

    FERRARA – Un inizio devastante e poi il black-out. Con la sconfitta di ieri contro l’Atalanta, la striscia negativa della Samp si allunga a sei sconfitte consecutive. L’ultima vittoria dei doriani è datata 16 settembre, quando sul campo del Pescara i ragazzi di Ferrara vinsero 3-2. La colpa più grande dell’ex calciatore juventino è il gioco a tratti disarmante (in senso negativo) della propria squadra. Nonostante le sconfitte siano arrivate sempre con un solo gol di scarto, la realtà delle partite è ben diversa. Senza gioco è difficile raccogliere punti, specialmente in Serie A. Ferrara ha incassato nelle ultime ore la fiducia del presidente Garrone. Crediamo però che Palermo-Sampdoria possa essere una delle ultime spiagge per il tecnico blucerchiato. Pochi allenatori sono rimasti in sella con sette ko di fila sul groppone. Vedi De Canio, licenziato per aver perso una partita nelle ultime cinque.

  • Milan-Chievo 5-1, prima gioia per Bojan

    Milan-Chievo 5-1, prima gioia per Bojan

    L’incubo è finito. Al triplice fischio di Milan-Chievo, San Siro torna a sorridere. Finisce 5-1 per i rossoneri, goleada. Cinque reti segnate da cinque giocatori diversi, una rarità per questa squadra, una rarità in questa stagione (l’ultima volta fu nel 1998, Milan-Inter 5-0). Sblocca Emanuelson, pareggia Pellissier dopo 120 secondi (calcio piazzato ancora fatale). C’è il tempo per i fischi, i soliti fischi. I continui errori di impostazione, il Chievo che prende sia fiducia che il pallino del gioco. Allegri torna a vedere i fantasmi, quelli che da inizio stagione tormentano le notti del livornese. Il modulo fantasia non pare volersi accendere. E’ tutto così complicato, tremendamente difficile. Il sole è tramontato da tempo a Milano, così come sul gioco del Diavolo. Ma poi…

    TUKE – Le vicende degli eroi greci sono state da sempre condizionate dalla Tuke, il Fato. La stessa Tuke ha rivolto nuovamente gli occhi verso la squadra di Allegri. Nello spazio di cinque minuti i rossoneri trovano due reti, entrambe viziate da una deviazione che coglie impreparato Sorrentino. Prima Montolivo (secondo gol consecutivo dopo quello del Barbera), poi Bojan. Prima rete per lo spagnolo, sigillo che fa ben sperare in ottica futura. Le squadre rientrano negli spogliatoi con il Milan in vantaggio 3-1 e la Tukeche benigna assiste il Diavolo.

    AC Milan v AC Chievo Verona - Serie A
    El Shaarawy ringrazia la Tuke dopo il 4-1 | ©Dino Panato/Getty Images

    CALCIO – Da tempo immemore mancava nel tempio di San Siro. La parola calcio, nella sua essenza, torna a pervadere il prato rossonero. Libera la mente, leggere le gambe, agile il cervello. E quando le tre situazioni si completano nella stessa partita, va da sé che    lo spettacolo acquisti una nuova forma. Constant finalmente convincente, Montolivo ormai padrone del centrocampo, Abate signore della fascia destra. C’è tempo anche per rivedere un Boateng nuovamente propositivo.

    ’92 – E’ un anno, è un numero, è un fuoriclasse. Parliamo di El Shaarawy, inarrestabile anche stasera. Suo il 4-1 (cross di Abate dalla destra), gol che chiude definitivamente il match. E sono otto i gol in campionato (nove se si conta la rete contro lo Zenit in Champions). Quarto gol nelle ultime quattro partite, ottavo negli ultimi 8 incontri (a secco soltanto nel derby, 7 giornata). Fenomeno. Novantadue è anche il minuto nel quale El Shaarawy confeziona l’assist vincente per la rete di Giampaolo Pazzini. L’ex interista trova così la prima rete a San Siro, la quarta in campionato dopo un lungo digiuno di oltre due mesi che durava dalla tripletta del Dall’Ara.

    CLASSIFICA – Con i tre punti conquistati il Milan raggiunge il settimo posto a quota 14 punti, in compagnia di Roma e Cagliari. La quarta piazza, occupata dalla Lazio, è lontana cinque lunghezze. Il Chievo conferma invece di essere la cenerentola di San Siro, almeno quando incontro il Diavolo. Il 5-1 subito stasera è la dodicesima sconfitta consecutiva contro il Milan. Se non è record poco ci manca.

    Pagelle Milan-Chievo 5-1
    El Shaarawy 8: con il Faraone di quest’anno dovrebbero coniare l’8 d’ufficio. NEW AGE
    Emanuelson 7: sblocca l’incontro, confeziona l’assist per Montolivo, corre tanto e con qualità. MI MANDA RAIOLA
    Bojan 7: si è finalmente tolto un peso. Per lo spagnolo gol (3-1) e tante giocate. FANTASY
    Abate 7: da quanto tempo non si vedeva un Abate così. Versione pendolino. DELUXE
    Montolivo 7: la qualità che il Milan cercava a centrocampo. I gol che il Diavolo voleva dal centrocampo. REVOLUTION
    Constant 6,5: quattro giorni son trascorsi da quella trasferta del Barbera. Da pacco a SORPRESA
    Ambrosini 6,5: il capitano tiene alta la difesa rossonera, svolgendo un gran lavoro in fase difensiva. CAPITANO
    Mexes 6: giornata tranquilla per il francese. CAMOMILLA
    Zapata 6: leggi Mexes, una delle prime sufficienze stagionali. Anzi, LA PRIMA
    Abbiati 6:  incassa il gol di Pellissier senza poter far nulla. Per il resto della partita DISOCCUPATO
    Pazzini 6: non si vede quasi mai. Vediamo Pazzini solo al 90′, quando si fionda sull’assist perfetto di El Shaarawy. MIRACOLATO

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  • Milan-Chievo, Allegri torna al 4-2-3-1 con Bojan e Pazzini

    Milan-Chievo, Allegri torna al 4-2-3-1 con Bojan e Pazzini

    Spazio alla fantasia. Questo lo slogan di Milan-Chievo, anticipo dell’undicesima giornata di Serie A. Massimiliano Allegri, da ormai due mesi sulla graticola, decide di dare fondo a quel poco di qualità rimasta nelle vene del Diavolo. Niente più 3-4-3, una follia dopo la chiamata di Berlusconi. Ecco tornare il 4-2-3-1, il modulo che più ha convinto tifosi e critica in questo avvio di stagione (lo stesso che portò i tre punti contro Zenit e Cagliari). Dall’altra parte c’è il Chievo, squadra rigenerata dalla cura Corini. Reduci dalla vittoria casalinga contro il Pescara (2-0 il risultato finale), i gialloblu hanno collezionato due successi, un pareggio e una sconfitta (al San Paolo contro il Napoli) da quando l’ex calciatore dei veneti si è seduto sulla panchina del club di Luca Campedelli.

    TUTTI DENTRO – Non avendo più nulla da perdere, Allegri si riavvicina alla filosofia del Milan. Dietro la prima punta Pazzini (bocciato Pato), gioca lo spagnolo Bojan. Giusto premio per lo spagnolo, grande protagonista nella rimonta del Diavolo di martedì scorso al Barbera, quando ormai il baratro era a due passi per la formazione del tecnico livornese. Sulla fascia destra torna Emanuelson dopo la panchina di Palermo, anche in considerazione del fatto che questo Milan non può fare a meno della corsa dell’ex lanciere. Dall’altro lato ci sarà l’onnipresente El Shaarawy. L’ex Padova è diventato ormai il leader assoluto del nuovo gruppo rossonero a suon di gol e prestazioni monstre. A centrocampo Ambrosini si riprende il posto al fianco dell’insostituibile Montolivo, autore del primo gol con la maglia del Milan quattro giorni fa. In difesa l’assenza di Bonera costringe Allegri a schierare l’ennesimo reparto difensivo rivoluzionato da inizio stagione. Al centro giocheranno Mexes e Zapata, con terzini Abate e Constant. In porta confermato il ritorno tra i pali dal primo minuto di Christian Abbiati, che sostituirà il portiere in seconda Amelia.

    Bologna FC v AC Milan - Serie A
    Bojan Krkic segnerà questa sera il primo gol con la maglia del Milan? | ©Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images

    RECORD? – Fin qui il Milan in casa ha vinto soltanto due partite, l’ultima sette giorni fa contro il Genoa (1-0, rete decisiva del Faraone). Stavolta gli avversari non avranno la maglia rossoblu, contro la quale il Milan ha ottenuto le uniche tre vittorie del campionato (Bologna, Cagliari e Genoa). Qualora il Diavolo uscisse imbattuto dal match di questo pomeriggio, Allegri conquisterebbe il terzo risultato utile consecutivo, un unicum in questa stagione.

    MAL DI TRASFERTA – Il Chievo sembrerebbe la squadra perfetta per una resurrezione rossonera. I gialloblu infatti fin qui hanno sempre perso quando hanno giocato lontano dal Bentegodi (Parma, Juve, Palermo, Napoli). Ruolino di marcia disastroso, sebbene contro il Napoli (la prima trasferta con Corini in panchina), i veneti abbiano offerto sensibili segnali di miglioramento. Solo un gol segnato fin qui in trasferta, a fronte dei 9 gol subiti in quattro partite (di cui 4 al Barbera, sconfitta che è costata la panchina al tecnico Di Carlo).

    PRECEDENTI – Negli ultimi dieci incontri disputati, il Milan ha sempre battuto il Chievo. Incredibile la striscia positiva dei rossoneri, che parte dal 25 ottobre 2006 (Chievo-Milan 0-1, rete di Jankuloswky) fino al successo dello scorso aprile (sempre 1-0 al Bentegodi con la rete di Muntari). Sempre contro il Chievo c’è poi un precedente particolarmente “agghiacciante”. Infatti l’ultimo gol di Pato è datato 27 novembre 2011, quando il Milan trionfò 4-0 a San Siro contro i clivensi. Che sia di buon auspicio per il Papero?

    Le probabili formazioni di Milan-Chievo (11 giornata Serie A 2012-2013)
    Milan (4-2-3-1): Abbiati, Abate, Mexes, Zapata, Constant, Ambrosini, Montolivo, El Shaarawy, Emanuelson, Bojan, Pazzini. Allenatore: Allegri
    Chievo (4-3-3): Sorrentino, Frey, Andreolli, Dainelli, Dramè, Guana, Luca Rigoni, Marco Rigoni, Luciano, Pellissier, Stoian.  Allenatore: Corini

  • Classifica Iffhs: Barca primo, Inter e Juve lontane

    Classifica Iffhs: Barca primo, Inter e Juve lontane

    Nella giornata di ieri è stata stilata la classifica Iffhs delle migliori squadre di calcio dal periodo compreso tra il novembre 2011 fino al 31 ottobre 2012. Il Barcellona continua a rimanere saldamente in testa alla graduatoria con i suoi 349 punti, nonostante in questo lasso di tempo abbia vinto soltanto un “titulo” (Coppa del Re). Al secondo posto troviamo un’altra spagnola, l’Atletico Madrid di Diego Simeone, vincitore dell’Europa League e Supercoppa Europea (Chelsea-Atletico 1-4). I Colchoneros guadagnano tre posizioni rispetto alla classifica precedente. Completa il podio l’Universidad de Chile. I ragazzini terribili di mister Sampaoli completano così una stagione memorabile con il successo nella Copa Sudamericana (una prima assoluta nella storia del club) oltre alla vittoria dell’Apertura 2012 (terzo titolo consecutivo dopo i successi del 2011).

    MALE LE ITALIANE– Male, anzi malissimo le squadre italiane. A guidare il treno tricolore è l’Inter, piazzatasi al 18 esimo posto in dolce compagnia degli argentini del Velez Sarsfield a quota 205 punti. La seconda delle italiane è il Napoli di Walter Mazzarri, che approfitta del buon cammino in Champions League per piazzarsi al 22 posto, davanti allo stesso Borussia Dortmund (campioni di Germania ndr). Quattro gradini più sotto troviamo invece la Juventus (26°), a cui non è bastata quindi la vittoria dello scudetto per risalire la china nella classifica generale. Ancora peggio fa il Milan. I rossoneri crollano dalla 21 esima piazza della graduatoria precedente uscendo addirittura dalle prime 30 posizioni (31° ndr).

    FC Barcelona v Real Madrid CF - La Liga
    Sono ancora loro i padroni assoluti del calcio mondiale | ©Jasper Juinen/Getty Images

    LE ALTRE – Il Chelsea di Di Matteo,  campione in carica della Champions League dopo la vittoria sul Bayern, stacca un discreto sesto posto. Perde una posizione invece il Real Madrid campione di Spagna, passando dalla quarta alla quinta posizione, facendo spazio al Boca Juniors di Falcioni (finalista dell’ultima Copa Libertadores ndr). Copa Libertadores vinta dai brasiliani del Corinthians (campioni anche del Brasileirao 2011) che invece si confermano all’ottavo posto. L’altra finalista della Champions League (il Bayern) resta in settima posizione. Fa specie infine trovare il Manchester United di Ferguson in 24^ posizione, dietro anche il Napoli, e il Manchester City al trentesimo posto, un gradino sopra il bistrattato Diavolo.

    CLASSIFICA IFFHS (dal 1 novembre 2011 al 31 ottobre 2012)
    1) Barcellona
    2) Atletico Madrid
    3) Universidad de Chile
    4) Boca Juniors
    5) Real Madrid
    6) Chelsea
    7) Bayern Monaco
    8) Corinthians
    9) Atlethic Bilbao
    10) Twente
    18) Inter
    22) Napoli
    26) Juventus
    31) Milan

  • Abodi “La Serie B torna a 20 squadre dal 2015”

    Abodi “La Serie B torna a 20 squadre dal 2015”

    Ritorno al passato per la Serie B. Dal 2015 infatti il campionato cadetto tornerà ad essere composto soltanto da 20 squadre, rispetto alle 22 di adesso. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi durante un’intervista concessa ai microfoni della Rai nella trasmissione Mattina Sport. Così a distanza di dieci anni, tanti ne sono passati da quanto fu deciso l’allargamento a 22 squadre nella stagione 2004-2005, la Serie B ritornerà ad avere 38 giornate complessive. Ancora non è stato invece deciso se il numero dei club che saliranno nella massima serie resterà quello attuale (tre, due dirette più una attraverso i play-off) oppure ci sarà in tal senso una diminuzione (passando appunto da tre a sole due squadre).

    SUPER PLAY-OFF– In ogni caso il dado è tratto e le dichiarazioni di ieri del presidente Abodi non lasciano spazio ad interpretazioni. Si continuerà a studiare in questi mesi la possibilità invece di uno spettacolare turno play-off tra la terzultima della Serie A e l’eventuale terza classificata del campionato cadetto. Questa formula però segnerebbe la fine dei play-off della Serie B come li abbiamo conosciuti in questi anni. E’ stato lo stesso Andrea Abodi a lanciare la proposta, definendo il suo sogno “un super play-off”.

    Dahlia TV: Sports Programming Presentation
    Andrea Abodi, presidente della Lega di Serie B | ©Jacopo Raule/Getty Images

    RIFORME – Il mondo del calcio è in continua evoluzione. Nell’ultimo anno si è spesso parlato di un campionato cosiddetto “parallelo”, il quale coinvolgesse le Riserve delle squadre di Serie A. Un’idea rilanciata con forza anche da Arrigo Sacchi, attuale coordinatore tecnico del settore giovanile italiano (movimento che abbraccia tutte le Nazionali minori fino all’Under 21). L’ex ct azzurro e leggenda del Milan vorrebbe un campionato come quello che esiste già da diversi anni in Inghilterra, dove i club di Premier League possono allevare i propri talenti insieme a giocatori già “svezzati”, torneo nel quale i giovani italiani possano crescere con un intensità diversa rispetto al Campionato Primavera di adesso.

  • Balotelli su Time “Il fenomeno italiano”

    Balotelli su Time “Il fenomeno italiano”

    Balotelli sbarca in America. Non che prima fosse sconosciuto ai cittadini statunitensi, ma alle riviste “gloriose” come il Time sì. Mario Balotelli sulla copertina del Time equivale alla rivoluzione culturale del terzo millennio. L’attaccante del City, protagonista agli ultimi Europei di Ucraina e Polonia, si è guadagnato così la fama letteraria eterna. La rivista americana definisce Supermario il “Fenomeno italiano”, alludendo oltre alle qualità calcistiche anche tutto il mondo Balotelliano. E’ innegabile che ad oggi Mario eserciti un particolare fascino su media e pubblico, quest’ultimo non necessariamente calciofilo. Dalla questione sempre attuale del razzismo alla sua storia con Raffaella Fico, da amico di tutti a bad boy, sono tanti i temi trattati nell’intervista esclusiva a Balotelli.

    A RUOTA LIBERA – Quello che si confessa al Time è un ragazzo maturo e sicuro di sé, consapevole di aver raggiunto un livello di notorietà che solo pochi altri calciatori italiani possono vantare di aver avuto nella propria vita. Balotelli racconta di quando era giovane, un’infanzia calcistica dove il razzismo non esisteva e che conobbe solamente una volta raggiunti i palcoscenici più importanti,  come la Serie A e la Champions League con la maglia dell’Inter. Sotto quest’aspetto il fuoriclasse italiano spende parole di elogio nei confronti del suo attuale Paese, l’Inghilterra, dichiarando apertamente come “qui sono tutti uguali”. Poi un piccolo omaggio agli Stati Uniti e a Barack Obama. Balotelli parla con entusiasmo del presidente Usa, rimarcando l’orgoglio di “vedere un uomo di colore diventare il capo del primo Paese al mondo”. Dall’America si torna a parlare di Italia, entrando di fatto nella sfera privata di Mario, a cui viene chiesto come dovrà essere il bambino che fra pochi mese verrà alla luce. Balotelli risponde così: “Mio figlio avrà bisogno di una madre che sa dire di no. Io non credo di saperglielo dire”.

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    Mario Balotelli sbarca in America | ©ADRIAN DENNIS/AFP/Getty Images

    FUTURO IN ITALIA? – Tornando per un attimo al Balotelli versione calcio,  non è da escludere un suo ritorno in Italia nel prossimo futuro. I segnali che giungono da Manchester sono piuttosto inequivocabili. Il rapporto tra Balo e Mancini diventa ogni giorno che passa sempre più logoro, sempre più al limite. Il punto di non ritorno potrebbe essere raggiunto nella prossima primavera, qualora il City dovesse fallire in Europa e in Premier. Lo scudetto della passata stagione ha solo ritardato la rottura totale tra Balotelli e l’ambiente del City. Molte squadre lo accoglierebbero a braccia aperte, fra cui lo stesso Milan, società per la quale Mario ha dimostrato nel recente passato profonda ammirazione. E chissà se tornando in Italia i media nazionali renderanno omaggio ad un campione che ha conquistato da poche ore la copertina del Time.

  • Cagliari-Siena 4-2, la doppietta di Nenè regala l’ottavo posto

    Cagliari-Siena 4-2, la doppietta di Nenè regala l’ottavo posto

    Il Cagliari si riscopre grande. La squadra rossoblu batte il Siena con un perentorio 4-2, portandosi a quota 14 punti. La classifica vede ora i ragazzi di Pulga in ottava posizione, in coabitazione con la Roma di Zeman (ko anche ieri sera a Parma). Quella conquistata ad Is Arenas è la quarta vittoria consecutiva per i sardi, la seconda nel nuovo stadio. Dal loro arrivo in panchina, la coppia Pulga-Lopez ha sorpreso tutti. Sono dodici i punti guadagnati in quattro partite, percorso netto fin qui. E se l’apporto del reparto offensivo destava qualche perplessità (tre gol in tre gare), la prestazione offerta contro i toscani ha spazzato via qualsiasi dubbio. Aggiornando le statistiche, con la vittoria di ieri il Cagliari ha trovato la via della rete 7 volte, subendo soltanto un gol. Per risalire a quattro successi consecutivi si deve tornare indietro alla stagione 2008-2009, quando la banda rossoblu guidata da Massimiliano Allegri riuscì nello stesso filotto di gare. Quell’anno i sardi rimasero in corsa fino all’ultimo per uno storico piazzamento in Europa League.

    DOPPIETTA NENE’– Dei sette gol sotto la gestione Pulga-Lopez, tre portano la firma di Nenè. La punta brasiliana ieri sera è stata disarmante. Prima uno stacco imperioso su calcio d’angolo per il gol del vantaggio. Al 26′ arriva poi una punizione stratosferica che schianta l’incrocio dei pali  facendo tremare le gradinate della nuova Curva Sud. Se non bastasse l’ex Nacional manda in rete Sau nell’azione del 3-0 con cui il Cagliari annichilisce il Siena durante la prima frazione di gioco. Prestazione da man of the match. E adesso a tremare è Pinigol (il cileno ha fallito un calcio di rigore nella ripresa), che vede la sua maglia da titolare in forte dubbio per le prossime partite. L’isola ha conosciuto il miglior Nenè al suo primo anno a Cagliari, quando in 33 partite realizzò otto reti. Di questo passo crediamo che il brasiliano possa raggiungere e superare il record personale con la squadra rossoblu.

    Cagliari Calcio v AC Siena - Serie A
    La doppietta di Nenè accende Is Arenas | ©Enrico Locci/Getty Images

    SORPRESA – Il tandem Pulga-Lopez ha adottato per la prima volta il 4-3-3, utilizzando Thiago Ribeiro e Sau in versione “bello e cattivo tempo” intorno al bomber Nenè. Scelta quanto mai azzeccata, che ha creato profondo imbarazzo a Cosmi. I quattro gol di ieri hanno avuto la partecipazione di tutti e tre gli attaccanti schierati dal primo minuto. Anche l’ex Cruzeiro infatti ha partecipato alla festa di ieri, segnando il gol del momentaneo 4-1 quando mancava un minuto al termine della partita.

    PICCOLO SIENA – Nonostante i due gol realizzati (Bogdani al 42′ e Calaio al 90′), oltre ad un rigore fallito dallo stesso Calaiò nel corso del primo tempo quando il risultato vedeva il Cagliari già avanti di tre reti, il Siena non è mai stato in partita. Lo stesso Cosmi fa mea culpa nel post-partita, dichiarando apertamente che non ci sia stato nulla da salvare in questa trasferta sarda. Dopo 10 partite il Siena rimane sul fondo della classifica a quota 3 punti, posizione sulla quale pesa come un macigno la penalizzazione di 6 punti inflitta dalla procura federale per la vicenda calcioscommesse. La salvezza ora è a cinque lunghezze. In ogni caso la società toscana in serata ha confermato la fiducia all’allenatore, che sarà dunque regolarmente in panchina anche domenica per il match casalingo contro il Genoa.

    Le pagelle di Cagliari-Siena 4-2
    Nenè 8: straripante l’attaccante del Cagliari, autore della sua seconda doppietta in questi quattro anni al Cagliari dopo quella realizzata contro il Chievo il 13 febbraio 2011. La maglia da titolare ora è sua. ARTISTA
    Sau 7: corre come un dannato sapendo che quella concessagli da Pulga è un’occasione da non perdere. Il gol del 2-0 potrebbe convincere il due allenatori ad affidargli un ruolo di primo piano nel Cagliari che sta nascendo. BANDA
    Agazzi 6,5: il portiere rossoblu si riscopre anche para-rigori. E se anche Agazzi respinge i penalty qualcosa sta davvero cambiando in Sardegna. INEDITO
    Cosmi 5: la trasferta di Quartu Sant’Elena inizia male e finisce pure peggio. Il tecnico dei toscani non ci capisce nulla dal primo minuto al 90′. Così la salvezza diventa difficile. FLOP

    Tabellino di Cagliari-Siena 4-2
    Cagliari (4-3-3): Agazzi 6,5, Pisano 6,5, Rossettini 6, Astori 6, Avelar 6, Dessena 6,5 (82′ Casarini s.v.), Conti 6,5, Nainggolan 6,5, Thiago Ribeiro 6,5, Sau 7 (70′ Cossu 6), Nenè 8 (73′ Pinilla 5). Allenatore: Pulga 7
    Siena (3-5-2): Pegolo 6, Neto 5, Paci 5, Felipe 5 (75′ Campos Toro s.v.), Angelo 6 (67′ Sestu 6), Vergassola 6, Bolzoni 6, Del Grosso 6, Valiani 6, Bogdani 6 (68′ Ze Eduardo 5), Calaiò 6. Allenatore: Cosmi 5

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  • Cagliari-Siena, Pulga cerca la 4 vittoria consecutiva

    Cagliari-Siena, Pulga cerca la 4 vittoria consecutiva

    A Is Arenas va in scena Cagliari-Siena, match valido per la decima giornata di Serie A. Umore totalmente opposto per le due squadre. Da una parte c’è un Cagliari che arriva da tre vittorie consecutive, di cui due in trasferta (Torino, Sampdoria). Da quando il duo Pulga-Lopez si è insediato sulla panchina rossoblu, i sardi hanno conquistato nove punti in tre partite, segnando tre reti senza subirne neanche una. Effetto devastante quindi quello offerto dai due tecnici, capaci di risollevare una squadra in crisi d’identità fino all’attuale undicesimo posto in classifica. Dall’altra parte invece il Siena non vince dalla sfida casalinga contro il Bologna. Nei quattro turni successivi gli uomini di Serse Cosmi hanno subito 3 sconfitte consecutive e raccolto un punto contro il Palermo. Cinque i punti che separano i toscani dalla zona salvezza. Senza la penalizzazione di sei punti per il calcioscommesse, Calaiò e compagni stazionerebbero al tredicesimo posto in compagnia di Torino, Genoa e Atalanta.

    PEGGIOR ATTACCO– Dopo nove giornate il Cagliari si conferma la squadra con il peggior attacco della Serie A. Non sono quindi bastate le tre vittorie consecutive per risollevare le quotazioni del reparto offensivo rossoblu. Su questo dato pesa l’avvio di stagione con Ficcadenti ma anche l’assenza del bomber cileno Pinilla. Proprio l’ex attaccante del Palermo è stato regolarmente convocato per il match si stasera, anche se la sua presenza dal primo minuto rimane in forte dubbio. Il tecnico Pulga dovrebbe dare ancora fiducia al brasiliano Nené, match winner contro il Torino. Insieme all’ex Nacional dovrebbe partire dall’inizio Marco Sau. Solo panchina quindi per le stelle Ibarbo e Pinilla.

    UC Sampdoria v Cagliari Calcio - Serie A
    Ivo Pulga cerca la quarta vittoria consecutiva | ©Valerio Pennicino/Getty Images

    RIENTRA COSSU – Con Pinigol c’è anche Andrea Cossu nella lista dei 20 convocati dal duo Pulga-Lopez. Il fantasista rossoblu però dovrebbe subire la stessa sorte dell’ex Palermo. Per la trequarti infatti la maglia è stata già prenotata dal belga Nainggolan, che una settimana e mezzo fa ha regalato il primo successo al Cagliari nel nuovo stadio di Is Arenas. La linea a tre di centrocampo conterà sull’apporto in cabina di regia dell’esperto Conti, con Dessena e Ekdal ai suoi lati. In difesa trova una nuova conferma il sempre più convincente Avelar, esterno sinistro brasiliano arrivato dal Karpathy quest’estate con la formula del prestito. Sulla corsia di destra spazio al beniamino di casa Pisano, mentre al centro Astori sarà fiancheggiato dall’ex Siena Rossettini. A difendere i pali della porta rossoblu ci sarà come sempre Agazzi.

    PRECEDENTI – Per risalire all’ultima vittoria del Cagliari contro il Siena bisogna tornare indietro alla stagione 2008-2009, quando i rossoblu passarono al Sant’Elia per 1-0 grazie alla rete del bomber Acquafresca durante il primo anno di Massimiliano Allegri sulla panchina rossoblu, dopo la clamorosa rimonta che aveva contraddistinto il breve regno di Ballardini. Da allora il Cagliari ha raccolto soltanto due punti nelle cinque partite disputate contro i bianconeri, frutto di due pareggi e tre sconfitte. L’ultimo precedente ha visto il Siena battere i sardi guidati da Ballardini con un netto 3-0, Ballardini che sarebbe poi stato licenziato di lì a qualche giorno.

    Le probabili formazioni di Cagliari-Siena (31-10-2012)
    Cagliari (4-3-1-2): Agazzi, Pisano, Rossettini, Astori, Avelar, Conti, Dessena, Ekdal, Nainggolan, Nenè, Sau.
    A disposizione: Anedda, Perico, Casarini, Camilleri, Eriksson, Cossu, Ibarbo, Pinilla. Allenatore: Pulga
    Siena (3-4-2-1): Pegolo, Neto, Paci, Felipe, Angelo, Vergassola, Bolzoni, Del Grosso, Valiani, Ze Eduardo, Calaiò.
    A disposizione: Marini, Farelli, Rubin, Campos Toro, Sestu, Coppola, Reginaldo, Verre, Contini, D’Agostino, Mannini, Bogdani. Allenatore: Cosmi