Dopo tante scorribande, episodi tutt’altro che conformi al tipico british-style, Mario Balotelli prova a scrollarsi di dosso l’etichetta di “Bad”, prestando la sua immagine per la promozione di una campagna per la sicurezza nell’uso di fuochi d’artificio, in vista delle festività natalizie, il periodo in cui gli incidenti dovuti alle imprudenze nell’ utilizzo dei fuochi d’artificio e dei “botti”, crescono esponenzialmente.
Singolare e rivelatore il retroscena antecedente alla decisione di Mario Balotelli. Prima del derby di Mnchester, infatti, in cui Balotelli ha ammaliato i supporters del City a suon di gol, nella sua villa è divampato un incendio causato proprio dall’imprudenza di un amico del fratello di SuperMario, che aveva improvvisato uno spettacolo pirotecnico.
Una buona iniziativa, nella speranza che il messaggio di SuperMario venga ascoltato realmente e che la campagna di sicurezza sia utile a salvare le vite di giovani “bad boys”.
Una notizia legata ad una vicenda di doping è sempre grave e preoccupante nei suoi connotati, soprattutto se coinvolge giocatori giovani, come quelli che hanno preso parte al Mondiale Under 17 in Messico, nello scorso mese di Luglio.
Lo ha reso noto Jiri Dvorak, il responsabile medico della Fifa, spiegando che si tratta di un vero e proprio problema di “salute pubblica”, poichè i casi individuati – che coinvolgono praticamente tutte le squadre partecipanti al torneo (solo 5 su 24 non sono state coinvolte) – e riguarda un problema di contaminazione degli alimenti. Infatti, nel 52% dei giovani calciatori, circa cento di loro, sono state trovate tracce di clenbuterolo, ossia uno steroide vietato, ingerito mangiando la carne di bovini, che in Messico vengono allevati con alcune iniezioni della sostanza dopante in questione. Per tal ragione, la Fifa non adotterà alcun provvedimento nei loro confronti, trattandosi di doping quantomeno “involontario”.
I calciatori messicani, invece, vincitori del torneo, non sono risultati positivi, semplicemente perchè non avevano mangiato carne, osservando nel corso del torneo una dieta a base di pesce e verdure.